Portare l’Account su un disco esterno

In diverse occasioni sarebbe utile avere la possibilità di portarsi appresso il proprio Account o una versione minimizzata dello stesso. Può capitare di trovarsi altrove e avere la necessità di continuare l’attività lasciata in sospeso e non poter portarsi appresso il Mac. Può capitare di voler avere la propria posta, i propri contatti la propria libreria di immagini o di musica su un dispositivo portatile. Insomma le applicazioni sono molte, e spesso legate anche alla possibilità di utilizzare una postazione altrui senza compromettere il normale stato degli altro Account.
Alla domanda “È possibile portarsi in tasca un Account di Mac OS X per usarlo su un altro Mac?” la risposta potrebbe essere negativa, ma dall’introduzione di Leopard c’è una funzionalità non tanto conosciuta, che è quella di poter trasferire e spostare un proprio account su un disco removibile, quale possa essere anche una pratica pen drive USB.
Bisognerà soltanto che il Mac “ospite” abbia un Leopard aggiornato possibilimente con la nostra stessa versione di Mac OS X, che per comodità potrebbe essere l’ultima release.
La procedura è tanto facile quanto “nascosta”. Bisogna innanzitutto creare un nuovo utente (anche amministratore) da Preferenze di Sistema > Account, chiamandolo, per esempio, “penna”. A questo punto usciamo dall’utente abituale ed entriamo con il nuovo Account “penna”. Colleghiamo la periferica USB, nel nostro caso una pen drive e spostiamoci in Macintosh HD/Utenti/. Preoccupiamoci di copiare la cartella HOME, che si chiamerà appunto “penna” sull’unità esterna ed usciamo dal nuovo Account per entrare nel nostro utente abituale. Apriamo di nuovo Preferenze di Sistema > Account per poi cliccare con il tasto desctro (ctrl+clic) sul nuovo account per accedere alle Opzioni Avanzate dell’utente.
In questo menù cambiamo il percorso della cartella Inizio da /Users/penna indicandogli la nuova Home esterna, che potrebbe essere un eventuale /Volumes/NOME_VOLUME/Leopard Users/penna ed il gioco è fatto. Confermiamo la modifica, usciamo da Preferenze di Sistema e andiamo in Macintosh HD/Utenti/ per eliminare il vecchio utente “penna” a mano. A questo punto possiamo entrare con l’utente esterno a patto che la penna sia stata precedentemente collegata.
Discorso simile, ma più semplice, per quando dovremo utilizzare il nostro Account portatile su un altro Mac con la stessa versione di Leopard. Sulla memoria esterna sarà possibile trasportare anche alcune applicazioni che naturalmente conserveranno le nostre impostazioni, ma (tranne alcune eccezioni) solo quelle senza installer, e cioè che si installano con un semplice Drag & Drop. Dovremo creare un nuovo utente amministratore (anche con un nome diverso) e con il tasto destro indicargli il percorso esterno. Ed il gioco è fatto.
NB: L’eliminazione dell’Utente “penna” da Preferenze di Sistema non eliminerà fisicamente la cartella aggiunta sul drive esterno, nemmeno se collegato, ma eliminerà solo il suo “ricordo” dal Sistema del Mac, eliminando ogni traccia del prestito di questo servizio.

L’Apple Hardware Test per Mac

L’Apple Hardware Test esegue una serie di verifiche sui componenti hardware del Mac.
Può capitare di dover ricorrere a questo tipo di strumento per risalire ad un malfunzionamento del computer.
Molti utenti trovano istruzioni in rete differenti per eseguire l’Apple Hardware Test sul proprio Mac ed a volte discordanti, il motivo è dovuto dal fatto che la procedura iniziale cambia se ci si trova su un PPC o su un Intel.
Apple ha recentemente aggiornato una nota tecnica che descrive l’utilizzo di questo sistema diagnostico, ma solo su Mac con processore Intel.
Come comportarsi invece quando il malato è un Mac con processore PPC? Più o meno allo stesso modo:
Inserire il disco n.1 di Sistema fornito all’acquisto in bundle e spegnere il Mac. Scollegare tutti i dispositivi esterni aggiuntivi (stampanti, hard disk, scanner e così via) tranne logicamente la tastiera Apple ed il mouse, rigorosamente con il cavo.
Accendere il Mac e (se si possiede un Mac con processore Intel) premere immediatamente e tenere premuto il “D” fino alla comparsa dell’icona di avvio dell’AHT.
Se invece si possiede un Mac con processore PPC (G5 o G4) e non è presente un apposito CD dedicato, inserire il disco 1 di Sistema e premere il tasto ALT all’avvio (o il tasto menù sul telecomando Apple Remote) finché non compare la schermata di selezione del disco di avvio. A questo punto basta cliccare sull’icona di avvio dell’AHT e proseguire.
Dopo qualche minuto sarà possibile selezionare la lingua desiderata e confermare la scelta.
È possibile scegliere quale tipo di test eseguire: Per effettuare tutti i test di base, fare clic sul test o premere il tasto “T” seguito da invio; per eseguire un test diagnostico esteso, selezionare l’opzione “Esegui test esteso”.
Il test può durare anche a lungo, specialmente quello esteso, al termine verranno visualizzati i risultati nella finestra in basso. La scheda di profilo hardware AHT fornisce informazioni specifiche sul Mac sotto esame, per accedere a queste informazioni basta cliccarci sù e selezionare una relativa voce.
Per uscire dall’AHT è sufficiente cliccare su Riavvia o Spegni nella parte inferiore della schermata, nel primo caso il disco verrà espulso automaticamente.
Tuttavia questo strumento, incluso in tutti i Mac da qualche anno a questa parte, non è estremamente completo e universale come quello utilizzato dal Servizio Tecnico Autorizzato Apple (Apple Service Diagnostic – Dual Boot), ma è destinato esclusivamente al modello con il quale è stato fornito e si rivela comunque una gran bella comodità.
Aggiornamento:
Chi avesse smarrito o danneggiato il disco originale contenente l’AHT, potrà eseguire il download (solo per processore PPC) dell’Apple Hardware Test come immagine disco da masterizzare. L’importante è selezionare il download in base al modello esatto del Mac da diagnosticare.

Aggiornamento 2016:
Il link Apple non fornisce più supporto, ma qui trovate il download di tutte le versioni di AHT disponibili sui link “nascosti” da Apple, sia per PPC che Intel

Riparare i permessi del disco

Apparentemente il titolo dell’articolo e la sua testata grafica potrebbero sembrare scoordinati, eppure un legame c’è! Sul numero di febbraio di Macworld (la rivista italiana dedicata al Mac), un utente Mac in difficoltà chiede aiuto nella rubrica SOS Mac OS:
“Ho problemi con Utility Disco che non mi verifica e ripara i permessi. Ho allegato la schermata per segnalare il problema. La cosa succede da quando ho installato la chiavetta USB di Tim per Alice Mobile. Ho provato a disinstallare il software della chiave USB, ma i permessi rimangono bloccati. Ho fatto anche la verifica del disco ed è tutto ok. Cosa devo fare?”.

L’amico lettore ha una brutta gatta da pelare, però sa di poter confidare nell’aiuto della redazione di Macworld, che ogni mese risponde (e felicemente risolve) i problemi dei numerosi lettori della rivista. Purtroppo stavolta l’ottimo Roberto Cattaneo è “andato liscio” e non coglie la strada giusta, anche perché non scaricando il driver del modem TIM non ha riprodotto l’evento sul suo Mac.

Infatti dietro ad un’apparente questione di struttura del disco e di directory danneggiate c’è qualcosa di molto grave, non perché Mac OS X non funzioni bene, ma perché (incredibile) l’installer del software ONDA-TIM Connection Manager, dopo aver chiesto e ricevuto la password di amministratore in fase di installazione, distrugge senza pietà gli elementi contenuti in Libreria/Receipts, incluso il database relativo alle ricevute degli installer e alle dipendenze dei permessi, insomma butta tutto. Non sarà possibile ripristinare la situazione se non archiviando e installando Mac OS X ex-novo, ma attenzione, alla successiva installazione del software ONDA Connection Manager (o Alice MOBILE) la possibilità di ritrovarsi al punto di partenza è elevata.

Come fare allora per installare questa versione così disgraziata del programma? Ci sono almeno due strade.
1 Loggarsi da root, comprimere la cartella Receipts ed installare il software, successivamente basterà buttare la vuota e recuperare la piena scompattando il file Receipts.zip;
2 (consigliato) Utilizzare Pacifist per aprire l’installer ONDA-TIM Connection Manager e installare con esso tutti i componenti richiesti.
A questo punto basterà un riavvio per ritrovarsi un Mac funzionante ed una chiavetta Ducati Corse MDC525UP pronta a ruggire. Rimane l’enorme punto di domanda alla quale forse non avremo una risposta: Chi e perché ha realizzato quest’ultima versione di ONDA-TIM Connection Manager in maniera da debilitare Mac OS X nella riparazione dei permessi e nell’aggiornamento software? La pagina dedicata sul sito di Alice illustra chiaramente come installare passo passo il programma, spingendo l’utente a rendersi complice inconsapevole della manomissione di Mac OS X. Va escluso Leopard dalla lista dei presunti colpevoli, poiché il disastro si verifica anche su Tiger.

Individuare e rimuovere il trojan iWorkServices.pkg

Come ben sapete da giorni, chi ha voluto scaricare una copia pirata di iWork ’09 potrebbe essersi imbattuto in un pacchetto appositamente modificato della Suite di Apple.
Intego, (scopritore del malware) non dice esplicitamente come liberarsi da questo pericolo e propone logicamente una delle sue soluzioni “a pagamento”.
Premesso che la pirateria è un crimine, specialmente verso Apple, bisogna fare molta attenzione a quanto letto in giro, poiché ad essere stata modificata non è una versione “retail”, bensì una comune iWork09Trial.mpkg, quindi l’informazione diffusa in rete dai vari blog (italiani e stranieri) è completamente fuorviante, cioè chi voleva andare tranquillo e accontentarsi di una versione Trial presa da BitTorrent è rimasto comunque fregato.
Allora, come fare per riconoscere la versione modificata?
L’unica differenza visibile a occhio umano è che all’interno del pacchetto dell’installer Contents/Packages ci sono 5 elementi, l’abusivo è iWorkServices.pkg creato la notte dell’8 gennaio, forse un po’ presto per essere stato realizzato da un “esterno”, a meno che l’azione non fosse estremamente premeditata e pronta. Logicamente anche il file iWorkTrial.dist è stato modificato nel codice, con l’aggiunta della stringa line choice=’iWorkServices’/. Quindi se questi elementi sono presenti significa che la copia Trial che abbiamo scaricato è infettiva!

Urge controllare rapidamente che il nostro Sistema non sia infetto: apriamo la cartella Macintosh HD/Sistema/Libreria/StartupItems ed accertiamoci che non ci sia la cartella iWorkServices; se questa invece è presente abbiamo un Trojan in azione e dobbiamo liberarcene subito! Ho appena scoperto che in rete ci sono diversi sistemi per rimuovere il demone, tuttavia la mia intenzione è quella di farlo semplicemente dal Finder e senza applicazioni esterne (ne esistono già di gratuite, a pagamento e addirittura dei truffaware) evitando ulteriori residui o complicati comandi dal Terminale.
È importantissimo chiudere tutti i programmi, scollegarsi da Internet ed abilitare la visibilità dei file invisibili.
Per liberarci dal trojan basterà seguire questi tre passi e riavviare al termine.
1) Spostare la cartella in questione nel cestino battendo la password di amministratore alla richiesta
2) Andare nella cartella invisibile (raggiungibile dal Finder su Vai > Vai alla cartella… incollando il percorso) /usr/bin/, e rimuovere il file eseguibile iWorkServices
3) Accertarsi che nella cartella /private/tmp/ non ci siano i file invisibili .iWorkServices e iWorkServices.pkg e riavviare

Solo dopo il riavvio sarà possibile vuotare il cestino con gli elementi altrimenti ancora in uso e ricordiamoci che i software vanno pagati, specialmente quando sono così belli e costano così poco.
Buona disinfettazione a tutti i pirati… da 4 soldi.

Fare il backup di sms dall’iPhone

C’era una volta Syphone di Micromat, un utile programma che andava installato sul Mac per operare alcune azioni sugli SMS salvati nell’iPhone. La funzione più importante era quella che permetteva di importare ed esportare gli SMS dal telefono con la visualizzazione in stile iChat, ma offriva anche la consultazione della Rubrica Indirizzi e la visualizzazione del numero di messaggi inviati (e ricevuti) per ogni contatto offrendo il supporto a più di un iPhone contemporaneamente.
Purtroppo dall’aggiornamento al firmware 2.2 il software non funziona più e chi non poteva farne a meno ora si trova in difficoltà. In attesa del rilascio di un aggiornamento da parte di Micromat (l’ultimo risale al 10/22/2007) vi spieghiamo come fare a utilizzare Syphone con l’iPhone munito di firmware 2.2.

1- Scaricare e installare e lanciare Syphone sul proprio Mac
2- Connettere al Mac l’iPhone tramite cavo USB
3- Lanciare il file SMSDaemon che si trova in Utenti/(nome utente)/Libreria/Application Support/Syphone/

A questo punto l’iPhone è riconosciuto da Syphone e dalla schermata del software sarà possibile importare ed esportare i propri SMS anche in formato xml o pdf.
Un particolare ringraziamento a BioMac (Michele Libutti) per la realizzazione di questo Tips.

Eliminare l’account da Facebook in 10 minuti

Un paio di settimane fa, posticipando addirittura gli auguri di buone feste, abbiamo affrontato nella newsletter un argomento troppo a lungo “dribblato”. Come ultimo articolo dell’anno 2008, vogliamo cavalcare l’onda dei mass media che hanno (con notevole ritardo) scritto e parlato a dismisura sulla questione Facebook, decretandolo (nel bene e nel male) il fenomeno web dell’anno.
Molto probabilmente anche questo social network sarà predestinato a seguire la sorte di Second Life, perché ne sta inesorabilmente ripercorrendo i passi: una specie di pallone aerostatico che arrivato troppo in alto è destinato a scendere rapidamente con i piedi per terra.
Adesso già se ne parla molto meno e nonostante migliaia di persone, incuriosite dalla stampa e spinte dall’inerzia dei telegiornali corrono ad iscriversi a Facebook, altrettanti numerosi utenti di Facebook si chiedono come riuscire a dimenticare quest’esperienza alquanto invasiva, senza lasciare troppe tracce nel web. Poiché se è facilissimo entrare in Facebook (a patto di usare dati ed e-mail reali), non è altrettanto facile uscirne definitivamente.
Alla ricerca della maniera più semplice per cancellarsi da facebook abbiamo trovato un tutorial online che spiega come eseguire la cancellazione.
In effetti per eliminare definitivamente il proprio utente da facebook non c’è bisogno per forza delle maniere forti, ma di un “trucchetto” nemmeno troppo difficile, che abbiamo leggermente perfezionato per lo sfizio di buggerare meglio il fin troppo “sociale” sistema.

1 Cancellare tutti gli eventuali indirizzi di posta aggiuntivi dal proprio account di Facebook lasciando solo il principale.
2 Disattivare il proprio account di Facebook
3 Creare una casella temporanea di posta elettronica no troppo popolare (Facebook le rifiuta)
4 Creare un nuovo account di Facebook con la casella di e-mail temporanea
5 Eseguire l’accesso con il nuovo account (temporaneo), ed aggiungere come indirizzo di posta l’e-mail principale che vogliamo “liberare“.

Confermando quest’operazione (tramite il link ricevuto via e-mail) il precedente account sarà cancellato e non solo disattivato. A questo punto basterà reinserire un indirizzo di posta temporanea nell’account, disattivare l’account e lasciar sparire il tutto insieme alla nostra e-mail fittizia che abbiamo lasciato in pasto al social network.
Buon 2009 a tutti.
— OraCle

Tutorial Archicad, dimenticando Autocad

La società ungherese Graphisoft ha rilasciato BIM Experience Kit (Bim sta per Building Information Modeling), un pacchetto che prevede l’utilizzo di una versione di Prova di ArchiCAD per Mac ed include una panoramica interattiva di 2 ore sul BIM (per costruire la Massaro House di Frank Lloyd Wright), attraverso 10 esercizi con commento sonoro (completamente in italiano) eseguiti con ArchiCAD e le soluzioni software CAD tridimensionali, che offrono una tecnologia basata sul modello collegato ad un archivio di informazioni sul progetto che facilitano l’interscambio e l’interoperabilità delle informazioni in formato digitale durante l’intera vita del progetto stesso. È possibile registrare i file in uno formato Prova successivamente aggiornabili a file standard dopo l’eventuale acquisto della licenza commerciale.
Per scaricare la Demo completamente funzionante per 30 giorni, è indispensabile registrarsi con il nome completo che verrà associato al numero di serie fornito da Graphisoft. L’indirizzo e-mail dovrà essere reale per recuperare le informazioni necessarie ad eseguire il download di Archicad.
ArchiCAD può leggere e registrare i formati Autodesk Autocad .dwg, .dfx, importare file SketchUp, condividere dati con Google Earth e Google 3D Warehouse, può interscambiare modelli usando i formati IFC con una varietà di software per l’analisi strutturale ed energetica come Tekla, Etabs, Sap2000, CBS Pro, Fem-Design, AxisVM, Green Building Studio, EnergyPlus.

Lodevole l’iniziativa di Graphisoft che permette il download e l’utilizzo gratuito di Archicad a studenti e insegnanti.

Come testare un Mac

Quante volte ci siamo trovati di fronte alla necessità di dover confrontare due Mac? Può capitare quando stiamo per prendere in considerazione l’acquisto di una macchina nuova, può essere necessario per l’apprezzamento di una macchina usata, può servirci per “confrontarci” goliardicamente con gli amici, o per studiare e valutare le prestazioni di macchine “poco” originali, quali le configurazioni variegate di alcuni Hackintosh (i famosi cloni, fatti in casa a meno, di cui tanto si parla in giro).
Insomma, non sempre si ha il tempo di lanciare vari processi con il cronometro alla mano per eseguire dei test reali fatti con le applicazioni usate nel quotidiano, o per i nostri scopi specifici, però ci sono momenti in cui un test fatto in automatico per testare processore e Ram di un Mac può essere di fondamentale importanza.
Ecco che ci viene in aiuto questo comodo programma realizzato con Xcode, si tratta di iBench (aggiornato da poco alla versione 1.0.3) che effettua 21 test specifici con lo scopo di verificare la performance della CPU e Memoria di qualunque Mac, Intel e PowerPC, con almeno 512 MB di RAM e Mac OS X 10.5 installato.
Al termine del test viene richiesto il salvataggio dei risultati in un file di testo, che servirà a confrontare l’indice delle prestazioni con quello delle altre macchine in prova. L’applicazione, sviluppata sotto licenza Shared Source, è gratuita e può essere scaricata dal sito ufficiale degli sviluppatori. Esistono altre popolari alternative per testare il Mac, ma questa è la più aggiornata.
Consigliamo infine una rapida lettura sull’argomento dei Benchmark, test che spesso possono portare alla interpretazione non troppo ponderata dei risultati.