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Saturday, 17 November 2018

Come riparare il cavo del MagSafe

Il MagSafe ha due cavi: lato presa di corrente (230 V) e lato Mac. Se si danneggia il primo non è un problema, basta comperare un cavo con una spina “normale” da un lato ed un connettore di tipo C7 (cosiddetta presa ad 8) dall’altro.
Se si danneggia il cavo lato Mac, la cosa si complica. Molto spesso il cavetto si rovina proprio accanto alla presa del Mac, altre volte si deteriora per sfregamento sul bordo del tavolo…

altre volte ancora ha la sfortuna di imbattersi nella piccola Tawee, che se lo ciancica con gusto (vedi foto!).

Un nuovo MagSafe costa 79 euri. Un po’ troppo per un alimentatore. E poi, tutto sommato, il nostro MagSafe funziona, è il cavetto che ha reso l’anima… anzi, che la mette in mostra.
Per fortuna esiste una soluzione a bassissimo costo. Quickfix ha avuto la brillante idea di utilizzare un normale connettore volante per cavi di energia (è dato per 250 V e 5 A) sul quale fornisce, già collegato, un cavetto lungo 45 cm con il connettore originale Apple. Per la gioia dei nostalgici, si può anche scegliere la vecchia forma a T, che, personalmente, ritengo migliore. È comunque disponibile anche la più recente forma ad L.

Dall’altro del connettore basta collegare, come si fa con una normale presa di corrente, la parte rimasta sana del nostro cavetto danneggiato. L’operazione è semplicissima; si deve fare attenzione, naturalmente, a rispettare la polarità.

Dopo aver collegato il tutto, prima di alimentare il Mac, è consigliabile di fare una prova a vuoto con un tester. Una volta infilata la spina nella presa di corrente, sui due terminali si deve avere una tensione di circa 18 V.

Fatto questo controllo, si richiude il tutto e il Magsafe è di nuovo in pista.
Costo del connettore Quickfix, su Amazon, 11 euri compresa la spedizione. Risparmio netto di 68 euri.

Tor Browser – Navigare sicuri anche col Mac

Vi è mai capitato di navigare in internet su un computer non vostro? Per esempio all’università oppure in un internet point? Beh, in queste situazioni ed in molte altre, ci si interroga quanto può essere sicuro utilizzare questi computer. Che ne è della nostra privacy? Va tanto di moda (a parole) ma è anche questione di sicurezza. Immaginate di avere la necessità di utilizzare il vostro home banking o di accedere alla pagina web della vostra casella di posta…
Ed ecco che allora ci viene in aiuto una… cipolla (onion)!

La cipolla è l’immagine simbolica che identifica il Progetto Tor, dove Tor sta per “The Onion Router”, cioè un sistema di comunicazione anonima basato sul protocollo onion routing. Il progetto è gratuito, open source e multipiattaforma.
Nella pratica, la nostra navigazione web è in genere una richiesta di dati che viaggia dal nostro computer al server in rete. Invece, usando “Tor”, i dati viaggiano attraverso un circuito virtuale crittografato a strati (Wikipedia), da cui l’analogia con la cipolla.
Inutile approfondire oltre, per i curiosi c’è il sito www.torproject.org. A noi basta sapere che è uno dei mezzi più sicuri e più anonimi per navigare in rete, quindi un prezioso strumento da utilizzare all’occorrenza.
Una volta Tor non era così facile da utilizzare. Adesso, però, sono stati creati strumenti facili ed immediati, tra i quali quello che ci interessa: Tor Browser.

Come dice il nome stesso, Tor Browser è un browser che “contiene tutto ciò di cui hai bisogno per navigare in internet in modo sicuro” (eh… la versione originale inglese del sito è molto più accattivante!).
Si tratta di una versione “modificata” di Firefox. Si scarica dalla pagina principale, anche in lingua italiana, oppure da qui. Ne esistono versioni Mac, Windows, Linux e persino Android. Le donazioni sono ovviamente benvenute.
Sono presenti anche video e guide per spiegare come scaricare, installare ed utilizzare il programma. Nulla di più facile, comunque..
Non sono più necessarie complicate installazioni e configurazioni complesse, come qualche anno fa.
Per Mac poi è semplicissimo: aprite il file .dmg che avete scaricato, trascinate l’app dove volete (desktop, cartella applicazioni, ecc) e lanciatela. Nella finestra che si apre, per la maggior parte dei casi, sarà sufficiente premere il pulsante “Connect”. Se invece ci si trova dietro firewall o proxy, è possibile utilizzare il pulsante “Configure”.
In pochi secondi si aprirà la finestra del browser, già collegata ai router Tor, ed un link ci permette di verificare se tutto è a posto (Test Impostazioni della rete Tor). Controlliamo e poi utilizziamolo come qualunque altro browser.
Tra gli ulteriori punti di forza: il browser è già impostato su un motore di ricerca non invasivo, richiede in automatico (se esistente) la pagina https dei siti web, ha un pulsante per disabilitare/gestire gli script ed il “Tor Button” per riconfigurare l’accesso alla rete o per richiedere velocemente una “nuova identità” (e quindi un nuovo indirizzo ip).
Buona navigazione sicura con Tor Browser!

L’app per condividere foto e video senza limiti

eSharing è l’app per condividere foto e video illimitatamente con Facebook, Mail e iMessage.
Localizzata in italiano e inglese l’app permette di inviare via email iMessage o Facebook un numero illimitato di foto e video consentendo di lavorare sulla qualità delle foto e dei video.

Provate eSharing

eSharing- Leave Sending limits behind!

Se non volete restare ancorati ai limiti imposti, se volete rompere i confini scaricate eSharing

Grazie ad una semplice interfaccia composta da un solo “button” l’app permette di accedere a tutte le foto del rullino e anche a tutti gli album fotografici dentro il nostro iPhone iPad o touch. Una volta selezionate le foto e i video da inviare (anche contemporaneamente) è possibile inviare il tutto tramite email, facebook, message oppure copiarli o stamparli via wifi.

Il tutto avviene in maniera trasparente. Un algoritmo elaborerà le foto o i video scelti in base alla qualità di compressione scelta nella sezione dei settaggi.

I video non saranno mai tagliati, saranno sempre inviati interi e potrete scegliere voi se comprimerli o no.

Di default la qualità di compressione è impostata al 50% per le foto mentre per i video si è scelto di avere due sole impostazioni :

  • Compressor OFF con la quale lasciate il video nella qualità originale. (In questo caso il video occuperà molto spazio e sarà difficile inviarlo per email visto che i gestori di email oggi permetto l’invio di mail di grandezza massima di 19,9 Mb).
  • Compressor ON con la quale è possibile comprimere il video ad una qualità sempre molto alta ma ad una risoluzione più bassa per permettere l’invio di video anche molto lunghi via email).

Se sei un fotografo sfegatato o un reporter, un blogger o sei semplicemente in vacanza e vuoi liberare il tuo iPhone o iPad dalle tante foto e video allora eSharing è il modo migliore per farlo.

eSharing è la soluzione ai tuoi problemi, è un ottimo modo per condividere le tue foto e i video con le persone a cui tieni di più – con la privacy , la sicurezza e la fiducia .

Scattate tutte le foto che volete, riprendete i vostri momenti migliori creando video lunghissimi, eSharing penserà poi a spostarli sul vostro account di posta preferito o ad inviarli come messaggio privato ad un vostro amico o familiare ed ancora postarli su Facebook in solo gesto o stamparli via wifi.

Punti di forza:

  • Possibilità di inviare per email foto illimitate;
  • Possibilità di impostare la qualità della compressione delle immagini;
  • Possibilità di inviare via mail video interi (non tagliati come fa apple);
  • Possibilità di impostare la compressione video;
  • Possibilità di copiare le immagini per poi incollarle in altre app
  • Possibilità di stampare via wifi in un colpo solo tutte le immagini scelte o di un intero album;

L’app è stata progettata in base al device su cui gira esempio:

Se si utilizza su iPhone 3Gs o iPad 2, e si selezionano ad esempio più di un certo numero di elementi tra foto e video, un pop-up avvisa che l’app potrebbe non portare a termine il lavoro.

Se invece gira su di un iPhone 4, 4S, 5S e sui nuovi iPad, il numero di elementi aumenta e quindi il popup vi avviserà solo dopo aver superato la soglia rispetto al device in uso.

Se la dimensione delle foto o dei video selezionati superano i 19,9 MB un pop-up vi chiederà se volete continuare oppure no. Il perché è presto detto: i più noti servizi quali gmail, yahoo e altri, non permettono di inviare una mail con allegati più grandi di i 19,9 MB.

La possibilità di continuare dipende dal fatto che alcuni professionisti hanno un proprio gestionale mail che offre soglie per l’invio decisamente maggiori.

Questi accorgenti permettono di evitare certe situazioni sgradevoli quali: l’app va a bun fine ma poi la mail non arriva per via degli allegati troppo grandi.

Particolare attenzione:

E’ stato implementato un particolare algoritmo che permette di liberare la RAM occupata dalle altre eventuali app aperte in background, questo per evitare crash improvvisi.

In cantiere (in attesa di attivazione da parte di Apple) supporto a DropBox con il quale è possibile caricare foto e video illimitatamente su una propria cartella Dropbox in un touch.

eSharing consente l’accesso immediato a tutte le vostre foto e video nella libreria del vostro dispositivo ed è possibile selezionare i contenuti con un semplice tocco.

I video non saranno mai tagliati, saranno sempre inviati interi e potrete scegliere voi se comprimerli o no.

È possibile inviare un intero album di foto con una singola e-mail , oppure caricarlo direttamente sul proprio account di Facebook, il tutto dal palmo della tua mano!

È possibile anche copiare le foto selezionate con un solo gesto e quindi incollarli in un’altra applicazione oppure selezionarle per poterle stampare via wifi in un touch e con la tua stampante preferita wifi – è semplice , intelligente e reinventa completamente la gestione delle foto.


L’app è Universal quindi facilmente fruibile sia da iPhone che da iPad e touch a partire da iOs 6.0.

Inoltre è già pronta per iOs 7 con uno stile flat anche per iOs 6 e supporta sia iPhone retina (4 4S 5 5c 5S) che non retina (iPhone 3gs, iPad e iPad mini).

L’app è presente in tutti gli Store del mondo non solo in Italia ed è localizzata in italiano e inglese.

eSharing rispetta la tua privacy, non conserva ne usa le vostre foto o video in alcun modo.

Recensione del fotolibro Cewe

Siamo stati invitati da una gentile specialista di Marketing, che lavora per una nota azienda torinese, a provare gratuitamente il servizio di stampa online della Cewe, per la realizzazione di un fotolibro personalizzato. Noi abbiamo scelto di realizzare un fotolibro quadrato, formato 20,5 x20,5 cm, con copertina morbida di 28 pagine (26 stampate).
L’installazione del software è stata semplice e veloce, ma partiamo prima dalle cose negative: il programma di impaginazione è vero che è multipiattaforma (per Mac, Windows e Linux), ma non è scritto nativamente per ognuno di questi Sistemi Operativi. È, invece, un’applicazione Java con tutti i contro del caso: lenta nelle operazioni più “semplici” e completamente fuori dalle direttive Apple per quanto riguarda l’interfaccia grafica. Di conseguenza priva anche del comodo menù Aiuto Mac e davvero poco intuitiva per chi è abituato alle applicazioni tradizionalmente facili per Mac.

Dimenticando i canoni a cui siamo abituati, possiamo adeguarci dopo un po’ di tempo all’interfaccia, e trovarla anche abbastanza semplice, ciononostante completa, al tempo stesso, di molte funzioni ->
Il programma permette di sfruttare composizioni suggerite o di personalizzare il lavoro adattandolo a qualsiasi esigenza e comunque rispetto ai tool di creazione on-line è tutto un’altra cosa. 

In caso di difficoltà è possibile farsi aiutare dall’Assistente Fotolibro Cewe che fornisce istruzioni passo passo ma, in realtà, anche da parte di chi è alle prime armi, è davvero molto semplice creare le pagine, cambiare layout anche in un momento successivo, inserire delle clipart e addirittura un video. Quest’ultima è davvero un’idea simpatica: il video inserito può essere visualizzato successivamente con tablet o un cellulare attraverso il codice QR.
Il programma, in fase di importazione, verifica automaticamente che le foto siano di qualità idonea alla stampa e suggerisce correzioni in automatico agli occhi rossi, dove scattate con il flash, oppure applicare effetti a piacere per trasformarle secondo i propri gusti.

Una volta terminata l’impaginazione, occorre registrarsi ed effettuare il pagamento seguendo poche e semplici fasi guidate.
(Schermata 1, Schermata 2, Schermata 3, Schermata 4, Schermata 5).
Sono passati 10 giorni dall’ordine e il libro è stato recapitato direttamente all’indirizzo di casa, perfettamente imballato.
(Foto 1, Foto 2, Foto 3).

Analizzando il prodotto possiamo affermare, in primo luogo, che la qualità di stampa è quella di un livello medio/alto delle più diffuse stampanti laser da tipografia, che erroneamente vengono chiamate “offset” dalla maggior parte dei laboratori fotografici, semplicemente per non confonderle con le piccole laser casalinghe e distinguerle, invece, dalla stampa da procedimento chimico/fotografico, decisamente migliore. In secondo luogo, la resa su carta non risponde esattamente a quello che è visibile sul monitor (probabilmente per il mancato utilizzo dei profili colore da parte del service di stampa). Noi abbiamo consegnato i file con lo standard di colore sRGB IEC61966-2.1 e nel nostro caso le foto stampate sono leggermente più scure di quelle visualizzate a video, mentre colori e tonalità sembrano corrispondere fedelmente. D’altro canto, per chi vuole vedere stampate su carta le proprie foto, quelle di una vacanza, oppure fare un collage con le foto che dimentichiamo sul nostro computer, e creare un proprio portfolio fotografico cartaceo, il software CeWe permette di dare sfogo alla propria creatività essendo molto facile da utilizzare e molto versatile, in quanto dispone di vari formati, dal tascabile al formato XXL, e vari tipi di carta. Insomma una valida alternativa anche per chi, come me, predilige la stampa di singole foto.

Il Casual Game alla maniera di Jobs

In App Store è da poco approdata una nuova applicazione, che per molti versi sicuramente si contraddistingue da quel marasma di migliaia di App che invadono i nostri terminali iOS da alcuni anni a questa parte.
Lo sviluppatore dell’applicazione in questione, un giovane informatico italiano, ha basato l’intero progetto sulla filosofia di Steve Jobs e del suo lascito, legato a lui, da una grande affinità di pensiero.
Prendiamo in esame l’icona dell’applicazione, ebbene, già da questo elemento traspare quanto appena descritto, infatti si ha un chiaro riferimento alla celeberrima “palla da spiaggia” tanto cara a Steve Jobs, e come in questo caso, l’intero gioco è pervaso di tracce di questa connessione, come cita la stessa descrizione presente sull’App Store, «ogni cosa ha un suo perché», e così in linea con il pensiero di Jobs anche l’elemento più nascosto e insignificante ha un suo significato intrinseco.
Il Gameplay, altro elemento caratterizzante, è costituito da una serie di prove da superare seguendo gli indizi forniti mano a mano che si procede nel percorso, di primo acchito potrà sembrare tutto strano, e nella realtà così è, le richieste appariranno banalità e sapranno di presa in giro, ma ci si dovrà preparare a delle sonare batoste, perchè portare a termine tutti i capitoli che compongo la storia sarà tutt’altro che semplice e ci si troverà spesso vicini dal lanciare i nostri dispositivi contro un muro per la rabbia.
Non sarà immediata la sintonia e potrebbe addirittura non arrivare mai, ma qualora dovesse succedere, allora sarà virale.
Attenzione e cura per i dettagli fanno da cornice ad una grafica minimalista. Massiccia è l’integrazione con l’ecosistema iOS e le componenti Social, potremo infatti fruire di Game Center, iCloud, Facebook, Twitter e Mail, il tutto amalgamato da una grande coesione.
Il carattere del gioco lo rende amabile per coloro che sono alla ricerca di un intrattenimento “mordi e fuggi”, che possa far divertire e arrabbiare all’unisono e in pochi attimi. I fan del genere invece, non possono esimersi dal portarlo a termine e con il minor numero di punti, perché qui funziona così, tutto è pensato diversamente…
Stay Hungry è disponibile per il download su App Store ed è compatibile con iPhone, iPod touch e iPad che abbiano installato almeno iOS 6.0. È localizzata in 5 lingue, Italiano, Inglese, Francese, Tedesco e Spagnolo.

Temporizzare il proprio Mac

iBeeZz, dietro questo titolo onomatopeico non si nasconde un supereroe giapponese che controlla il sonno, bensì un programma per temporizzare l’accensione, lo spegnimento, il riavvio, lo stop e la riattivazione delle nostre macchine, ma con l’aggiunta di altre funzioni.

Mi si dirà: «Lo fa già Mac OS». Vero, ma non così dettagliatamente. Oppure: «Eh… con Automator e qualche script, che ci vuole?!». Vero anche questo, ma non tutti sanno “programmare” e poi se la natura ha inventato la pigrizia primo è per usarla e secondo per non farci diventare utenti Linux.
Andiamo nel dettaglio facendo qualche esempio.
Come ho già scritto nel forum, se volessimo lasciar scaricare un torrent per l’intera notte sino alle 8 di mattina (quando scatta la tariffa elettrica a pieno regime), non dovremmo fare altro che settare lo spegnimento alle ore 8.00, ma come ben sappiamo alcuni programmi sono caparbi nel chiudersi, a volte può capitare che compaia il messaggio che non è possibile chiudere il sistema se non si chiude prima il programma (uTorrent li fa questi scherzetti), iBeeZz permette di forzarne la chiusura, a questo punto aggiungiamo la funzione “Chiudere applicazione” qualche minuto prima dell’orario prescelto e risolviamo la situazione.
Nel caso volessimo chiudere tutte le applicazioni aperte senza doverle aggiungere di volta in volta nelle preferenze del programma è possibile, con la funzione “Apri file”, caricare uno script o un’applicazione che chiude tutto automaticamente, tipo “Close all Open Applications” o qualsiasi altra che preferite.
Abbiamo la necessità di fare il backup giornaliero dei nostri dati ad esempio di un server? Niente di più facile selezionando la funzione “Backup di Time Machine”, spuntando tutti i giorni della settimana e settando l’orario desiderato.
La nostra prole è restia a lasciare la tastiera per andare a dormire? Si setta lo spegnimento inderogabile e spietato all’ora prestabilita e si bloccano le preferenze con il lucchetto… non avrete mica dato la password ai figli? Potete addirittura far partire un avviso tot minuti prima dello spegnimento (possibile anche per le altre quattro funzioni) se siete un genitore sensibile, ma in questo caso è possibile annullare lo spegnimento manuale, quindi è sconsigliato per i genitori di figli particolarmente vivaci.
Vi piace svegliarvi con la musica? iBeeZz gestisce anche iTunes permettendo il caricamento e la riproduzione delle Playlist (qualsiasi, audio, video, etc.), controlla il volume (anche quello di sistema), la dissolvenza, la ripetizione, la selezione casuale…
Non male, vero? L’applicazione costa 12,50 euro, ma li vale tutti, non ha mai fallito un colpo, è in italiano e l’autore, Olivier Delécluse, è disponibilissimo.
Sul sito ufficiale c’è una versione trial da 30 giorni per il download.
Ah, quasi dimenticavo, funziona da Jaguar sino a Mountain Lion.

Simplenote agli steroidi!

Per chi scrive per professione (sia editor, scrittore, blogger o altro) lo strumento di lavoro è ormai il word processor. Per molti anni Microsoft Office l’ha fatta da padrone, rovinando la vita a molti, mac user compresi. Ancora oggi è uno standard di fatto e suite di ogni tipo, compreso iWorks non hanno scalfito il suo primato. Grazie ad Apple ed alla sua spinta per un design delle app curato e minimale, sono nate molte applicazioni alternative, alcune volutamente limitate, altre potenti e complete.

L’altro giorno ho provato Texts, un editor ricco di semplice testo, come recita lo slogan (Rich Editor for Plain Text). All’apertura c’è una semplice finestra ed il cursore (chi ha detto simplenote?). Tutti i comandi sono dati da semplici ed intuitivi shortcut. Texts permette di realizzare testi complessi, con titoli, note a piè pagina, hyperlink, formule matematiche, liste e immagini. Si scrive tutto in testo semplice e tale rimane anche dopo aver salvato il file, così da poter essere aperto ovunque, con qualunque dispositivo o programma, in modo leggibile: non ci saranno segni strani o linee di codice a renderne difficile la fruizione anche senza esportarlo. Ma se abbiamo bisogno di formati diversi, Texts può esportare in HTML5, .docx, .rtf, .epub, .pdf e markdown, usando XeLaTeX e Pandoc come motori (da scaricare separatamente). Il tutto avviene con un click e, dopo molte prove fatte, con risultati impeccabili di livello professionale. Forse pecca un po’ in flessibilità (non si possono scegliere font di output per i pdf, ad esempio), ma per qualche problemino lo sviluppatore mi ha risposto a tempo di record con una versione fatta per le mie esigenze. Quindi scaricate e suggerite le vostre idee!
Esiste anche la corrispondente app per ogni piattaforma: iOS (5.0 minimo), OS X (10.6 e superiori) e Windows (Xp e superiori). Linux e Android ancora in private beta.
Ah per ancora un po’ è gratis, ovvero si scarica una vera licenza gratis, così da essere titolari del software per davvero, anche quando uscirà dalla beta e costerà 29 dollari.
(Ovviamente tutto questo è stato scritto, con mio sommo godimento, con Texts!)
http://www.texts.io/