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Monday, 19 November 2018

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Correre… in punta di dita!

Redlynx è una relativamente piccola casa di produzione Finlandese, come cita il sito ufficiale ha 45 dipendenti e sforna giochi multipiattaforma dal 2009.
Ha al suo attivo una serie di premi di settore encomiabili, anche se ottenuti nel 2009, e ha sviluppato diversi giochi carini per XBox e Wii (non per la Sony, però). Ho provato per voi uno degli ultimi giochi nati da questa casa, distribuito NIENTEPOPO di meno che da Chillingo che, come sapete bene perché lo avete quasi tutti, distribuisce anche il miticissimo Angry Bird: Draw Race 2.
Draw Race nella seconda versione è proprio quello che dice il titolo: in punta di dita si deve tracciare un percorso, su varie piste presentate in varie condizioni, che sarà seguito dall’automobilina che il livello e il tracciato vi propongono.
L’automobilina, al via, seguirà per quanto la fisica simulata del gioco vi consentirà, il percorso da voi indicato, per poi sbandare e farvi perdere tempo se avrete tracciato troppo velocemente una curva impegnativa, o rallentare troppo in altri punti che avreste dovuto percorrere invece più velocemente.
Il turbo, caricabile, è l’unica variabile che potrete dare al vostro veicoletto: la prospettiva dall’alto è accattivante e ben fatta, le piste sono in 3D e molto piacevoli da vedere, mentre sfrecciano le vetture.
Il gioco è semplice, veloce da giocare e ogni partita dura pochissimo, il che lo rende un passatempo veramente poco impegnativo, da giocare mentre si aspetta la moglie fuori dal negozio o anche in fila alla posta. Attenzione però: se la prima partita la “vincete facile” sullo stesso tracciato i due livelli superiori saranno impegnativi e ci vorrà, in molti casi, ben più di un tentativo per vincere.
Sessanta tracciati sono sufficienti per farvi passare un bel po’ di tempo, al quale potete aggiungere la modalità di gioco contro un avversario in wi-fi o addirittura una World League con possibilità di sfidare avversari “all ove the world” e giri di prova da compiere, in un tempo limitato, per darvi la possibilità di capire se avete possibilità di battere qualche record. Possibilità di giocare anche in 2 sullo stesso iPad nelle gare Hot Seat.
Possibilità di effettuare acquisti – non necessari comunque per ore di divertimento – app in.
Esiste in 4 versioni: per iPhone/iPod e HD per iPad, nel quale si possono apprezzare meglio i bellissimi dettagli della grafica delle piste, entrambi in versione gratuita nel limitato Hot Seat e a 2,69 euro nella versione completa.
Io l’ho preso gratuitamente in un giorno di offerta, ma anche i pochi spiccioli che costa valgono assolutamente il prezzo pagato.
Oppure si aspetta una nuova offerta.

Besos

Catturiamo Mountain Lion con l’aiuto di Marco Freccero

Apple ha recentemente rilasciato Mountain Lion, nome della ottava release del sistema operativo (OS) della serie X (Mac OS X), il OS più avanzato al mondo, efficace per lavorare e/o divertirsi con un computer.
Con l’uscita del nuovo OS di Apple, Marco Freccero ha tirato fuori dalla sua faretra un’altra freccia ed ha fatto ancora centro (essìeh! pensavate di cavarvela senza la mia battuta d’obbligo?): la guida Alla scoperta di Mountain Lion.
Si tratta di un eBook snello, scritto in modo semplice e chiaro, facilmente comprensibile sia da coloro i quali si avvicinano per la prima volta al mondo Apple, sia, ovviamente, dai vecchi amanti dei felini di Cupertino ed è corredato da una serie di utili screen shot, perché una immagine vale più di mille parole.
In circa 100 pagine si trova tutto quello che serve per cimentarsi con il nuovo OS: la configurazione hardware minima necessaria; le operazioni necessarie e consigliate da effettuare prima di procedere all’installazione; come procedere ad una installazione coperta sul vecchio sistema operativo (sia esso Snow Leopard, sia Lion) oppure come procedere ad una cosiddetta “installazione pulita” o da zero per evitare conflitti e malfunzionamenti.
Il libro prosegue con l’elenco delle novità assolute di Mountain Lion (Gatekeeper e Notifiche) e delle novità già introdotte in precedenza con Lion (quindi comunque novità assolute per i possessori di Snow Leopard), ma perfezionate in questo nuovo OS (iCloud, Mission Control, Launchpad, Airdrop). Ma anche le vecchie funzioni o i vecchi software dei precedenti OS Apple (Finder, Dock, Dashboard, Spootlight, Time Machine, File Vault, Mail, Safari) sono rivisitati nel loro funzionamento sotto la nuova veste “montanara“.
Chiude il libro un piccolo ma utilissimo glossario che vi svelerà il significato di termini e acronimi anche comuni, ma che sono talora di significato sconosciuto.
In conclusione: nel libro troverete il nuovo OS di Apple, Mountain Lion, come ve lo racconterebbe un utente, solo un po’ più esperto.
Il libro si può acquistare sul sito di Buy Different insieme ad altri eBook, alla davvero modica cifra di 6,90 euro.

Una spettacolare applicazione

Teatro musicale, che passione! È composto da: interpreti, musicisti, tecnici, scenografi, costumisti, ecc.
Questo per chi può permetterselo, chi non può supplisce alla mancanza di qualcuno dei succitati ruoli (e di fondi) grazie alla tecnologia, in questo caso quella informatica. Al posto dell’orchestra è possibile trasmettere le basi (certo, non è la stessa cosa), mentre al posto della scenografia è possibile proiettare sfondi, animazioni, filmati o quant’altro. Per gli interpreti e i costumi non è stato possibile fare molto, al momento, ma la scienza non si pone limiti.
Un programma che fa entrambe le cose e in maniera eccellente è Apple Keynote, permette veramente di tutto: titolazioni, animazioni, video, audio… L’unica pecca è che crea dei file proprietari di svariate centinaia di mega poiché mette dentro qualsiasi: immagine, suono, animazione, video, comando, transizione e quant’altro viene usato per il progetto e dal vivo con un portatile non è proprio il massimo.
Per quanto riguarda il solo versante audio ci sono Soundboard e Soundbyte, due programmi di Cart Machine (già recensiti su questo sito), che vanno benissimo anche per il lavoro di trasmissione delle basi. Hanno però ancora qualche difettuccio da limare, ma cresceranno.
Nella ricerca del programma perfetto per questo tipo di lavoro mi sono imbattuto nel sito della Figure 53, dove molte compagnie teatrali statunitensi si sperticavano in complimenti verso un programma chiamato Qlab. Se non lo sanno loro che il musical (sebbene sia stato inventato da noi), l’hanno reso grande! Così l’ho scaricato e provato e… ho trovato il Sacro Graal…

Una volta installato il programma è possibile caricare le basi audio trascinandole sulla finestra dell’applicazione. Ogni riga è chiamata “cue”, termine che (se tradotto in italiano) trova molti significati, nel nostro caso possiamo riassumerlo come: “segnale o comando di attacco”. Attenzione, ho scritto che ogni riga è un “cue”, quindi non solo un file audio, ma anche uno dei comandi del programma. Già perché questa applicazione permette la dissolvenza in entrata e uscita, lo stop, la pausa, la ripartenza, il loop, il volume, la scelta della scheda, audio, del canale, la scelta del comando della tastiera, la sovrapposizione di ognuno dei file audio presenti nel programma e tanto, tanto altro. Sono già settimane che ci sto lavorando e ancora non ho usato appieno le risorse presenti.
Ad esempio, sul palco c’è una scena horror? Chi sta in regia fa partire il suono di un temporale in ciclo continuo, contemporaneamente manda il suono di qualcuno che bussa, una porta che cigola e tutto automatizzato a tempo o anche con il click della barra spaziatrice.
Quanto costa? Reggetevi… è gratis, senza limitazioni, scadenze a tempo o altro!
Non è l’unica versione del programma, infatti per 249,00 dollari è possibile comprare la versione Pro che è divisa in tre tipologie: audio, video e midi, ognuna con specifiche peculiarità a seconda del tipo di necessità che abbiamo. Ad esempio la versione video permette – oltre ai già citati effetti audio – di mandare delle proiezioni di filmati, animazioni, riprese in diretta (telecamera esterna, telecamera interna, tv), crea anche delle transizioni animate, dissolvenze e tanto altro ancora.
Infine c’è la versione Pro Bundle che costa 599,00 dollari e comprende tutte e tre le versioni.
Non ho ancora detto il meglio, l’assistenza al programma è totale e completa i tre autori: Chris, Dave e Sean rispondono sempre e rapidamente, con competenza e professionalità, anche per la versione Free, persino a me che – come dice sempre il nostro FraGrua – sono il rompiscatole numero uno del forum.
Che volete di più? No, il caffè non lo fa, non ancora quantomeno.

Un compressore/decompressore per Mac

Luglio 2011, arriva OS X Lion, ma se ne va Rosetta e il supporto ai programmi PPC. Per carità largo ai giovani, ma alcune applicazioni in PPC mi servivano eccome!
Ce n’era una che non faceva niente di eccezionale se non cancellare i file proprietari del Mac OS dai file compressi.
Sapete come funziona, no? Se un utente Windows li vede, si spaventa e, pensando sia un virus, avvia anti-virus, anti-bot, anti-tetaniche… Come se noi utenti Mac facessimo tutte queste storie quando troviamo i file Thumbs.db o altre spurie che lascia il sistema di casa Microsoft!
Vabbè, sorvoliamo, ognuno ha i suoi guai. Girando per la rete mi sono imbattuto in questa applicazione: Keka, che nome strano, proviamolo. Ho scoperto un programma eccezionale.
Premesso che nessuno vuole sostituire il compressore/decompressore di sistema o l’amatissimo The Unarchiver (li uso entrambi), Keka è un perfetto compagno di viaggio per le nostre scorribande nel mondo dei file archiviati, è possibile comprimere in: 7z, Zip, Tar, Gzip, Bzip2 e persino Dmg e ISO. E decomprimere in: RAR, 7z, Lzma, Zip, Tar, Gzip, Bzip2, ISO, EXE, CAB, PAX, ACE (PPC)
L’uso è facile e immediato, funziona trascinando i file da comprimere sia sull’icona nel dock sia sulla finestra del programma, tramite quest’ultima operazione è possibile comprimere trascinando sulla parte superiore della finestra e decomprimere trascinando su quella inferiore. Effettuando una delle azioni sarà il programma a guidare l’operazione da effettuare tramite un messaggio che appare sulla finestra. Più facile di così.
I settaggi sono visibili sulla finestra dell’applicazione, divisi per ogni formato e risultano semplici e immediati.
Tutti e sette i formati permettono di eliminare i file dopo la compressione (funzione utile per i pigri) e di archiviare come singolo file. Con i formati 7z e Zip è possibile creare un file protetto da password e – se il file è troppo grande – persino dividerlo in tanti piccoli file, con grandezza selezionabile, per poi riunirlo in un unico file su un altro computer (funzione Split&Join).
Inoltre, Keka cancella i file del sistema Mac OS dagli archivi (tranne per Dmg e ISO), così possiamo far dormire sonni tranquilli agli amici windowsiani, ché già di loro dormono poco.
Ci sono altre funzioni che (come scrivono i recensori pigri) lascio scoprire a voi.
Potete scaricarlo da qui.
Quanto costa? Con questa crisi? È gratuito e localizzato in italiano.
Sul Mac App Store costa invece 1,59 euro, giusto per ripagare lo sviluppatore dell’investimento iniziale richiesto da Apple.

C’è crisi, ma non per tutti

La recente notizia, ricevuta direttamente dall’amico Giancarlo Fimiani (Amministratore e Responsabile Commerciale di R-Store) riguarda tutti gli utenti Apple della provincia di Avellino, che per provare un Mac, assistere a dimostrazioni degli ultimi prodotti Apple o partecipare a corsi sulle tecnologie Apple sono costretti a macinare diversi chilometri in direzione Napoli, Caserta o Salerno.
In alternativa c’è solo un negozio della catena Essedì dove comprare qualcosa, ma il confronto con un Apple Premium Reseller è impari.

R-Store, l’ormai principale catena di APR del mezzogiorno, ha sottoscritto un contratto di fitto per il negozio di Avellino, che sarà il settimo punto vendita della catena, riuscendo, in meno di 4 anni, ad aprire sette negozi APR, rifare completamente raddoppiando la superficie del primo e storico negozio di Via Nisco a Napoli e arrivare nel 2012 con una squadra composta da oltre 40 collaboratori.
R-Store vanta quattro negozi nei centri storici: due a Napoli, uno a Caserta e uno a Potenza; due negozi in altrettanti centro commerciali (uno a Pontecagnano -Sa- nel Centro Commerciale Maxi Mall e uno a Pompei -Na-nel nuovissimo Centro Commerciale La Cartiera) e ne stanno appunto aprendo un settimo ad Avellino.

In un periodo di crisi nera, come quello che sta attraversando l’Italia, si tratta innegabilmente di un grandissimo risultato. Tra i numerosi dipendenti di R-Store ci sono parecchi amici de iMaccanici, e questo fa di noi un unico grande gruppo di appassionati, con la possibilità di condividere al meglio le esperienze maturate nel settore informatico, dove dietro ad ogni mela mordicchiata c’è sempre un utente un po’ speciale, certamente diverso da chi non sa nemmeno la differenza tra un Mac e un PC.

Il negozio R-Store di Avellino aprirà nella centralissima (e pedonale) via dello shopping in Corso Vittorio Emanuele, la superficie complessiva sarà di circa 250 mq di cui circa la metà destinati alla vendita. Ci saranno da 4 a 6 nuovi occupati e aprirà ad Ottobre. Aggiornate il vostro curriculum, amici avellinesi!

I forum sempre sott’occhio

Molti di noi ormai hanno un rapporto ombelicale con i propri iDevice e allo stesso tempo vivono una eguale “dipendenza” da Forum (in particolar modo per quello dei iMaccanici).
La maggior parte dei forum presenti sulle “board directory” sono appoggiati su motori e database compilati con tecnologie praticamente standard. Questo ha reso possibile l’introduzione di applicazioni per la fruizione rapida dei contenuti dei forum senza dover utilizzare il browser.
È il caso di TapaTalk (d’ora in avanti TT) della piccola Software House cinese Quoord System. Una volta installato attraverso il download dall’AppStore (il prezzo della app è di euro 2,39 e la potremo installare su tutti i nostri iDevice purché loggati allo store di iTunes con lo stesso ID) saranno necessari pochi e intutivi passaggi per poter utilizzare TT.
Il primo è assicurarsi che l’amministratore del forum che vorremmo seguire con l’ausilio di TT abbia installato le API rilasciate dalla software house e che rendono TT in grado di leggere i contenti del Forum… (continua)

Fatto ciò, si inserisce l’URL del forum (o, se non lo si conosce, lo si ricerca con lo strumento interno all’app) si inseriscono le credenziali ed un l’elenco chiaro ed intuitivo di thread ci appare. Tutti i thread del forum che seguiamo sono divisi esattamente come impostato dagli amministratori ed in più abbiamo un richiamo rapido agli ultimi post non letti, ai thread partecipati e a quelli sottoscritti.
Inserire i nostri interventi è semplicissimo, anche in formato HTML, quindi arricchendo il testo digitato con la formattazione che desideriamo. È giusto segnalare che al momento manca un richiamo rapido agli “smiles” presenti in tutti i forum; per poterli utilizzare è necessario conoscerne la corrispondente stringa di testo.
Nel più recente aggiornamento di TapaTalk è stato aggiunto anche l’inserimento rapido di immagini, caricabili da quelle presenti nella Libreria Foto del nostro iDevice o linkabili da un URL esterno.
Tra le estensioni di TT a pagamento (acquistabile direttamente dall’applicazione a 1,99 euro) che fornisce la possibilità di ottiene un hosting immagini molto rapido.
Simpatica risulta anche la possibilità di tweetare un link breve ai propri posts in maniera automatica e di allegare la georeferenziazione della posizione da cui si partecipa al thread, nonché di personalizzare una firma in calce ai nostri interventi.
Ovviamente possiamo interagire con assoluta immediatezza su tutti i forum a cui siamo iscritti, praticamente tutti i thread di tutti i forum sono elencati in maniera cronologica e partendo dall’ultimo intervento non letto (opzione modificabile).
Io personalmente seguo cinque forum e riesco con assoluta tempestività a partecipare a tutte le discussioni che mi interessano.
Attraverso TT è possibile sottoscrivere nuovi thread, aprirne di nuovi, inviare messaggi privati gli altri utenti e fruire dei link a risorse esterne al forum direttamente attraverso un browser integrato o rimandando lo stesso a Safari.
A pagamento è possibile acquistare anche nuovi temi colore per l’applicazione ed altre futures minori.
TapaTalk sfrutta anche le capacità di clouding più moderne, rendendo possibile la sincronizzazione degli argomenti tra dispositivi differenti.
Passando quindi tra diversi devices alla consultazione di diversi forum troveremo praticamente lo stato a cui lo abbiamo lasciato prima del cambio (fosse anche la bozza di intervento che avevamo iniziato a scrivere ma non terminato).
La versione multipiattaforma di TT è giunta alla sua tredicesima versione (oltre release minori) quindi risulta essere molto molto stabile e davvero comoda nel suo uso. La apprezzo molto, incarna al massimo l’approccio zen dei dispositivi Apple: priva di fronzoli e realizzata per semplificare la vita.
Qualcuno alla Quoord System però deve essersi dimenticato di questa missione quando ha compilato e rilasciato TapatalkHD specifico per gli iPad.
In pratica si tratta di una versione che mostra i forum in una modalità più “landscape oriented”, mostrando poi i thread proprio come se li visualizzassimo nel browser.
La prima grande mancanza è la lentezza negli aggiornamenti: sono passati diversi giorni dal suo rilascio (se ne parlò tra i thread di questo forum) e ad oggi nessuno dei bugs risulta essere risolto. Crashes continui e perdita di dati la rendono difficilmente utilizzabile (più volte mi è capitato di perdere lunghi interventi digitati per chiusure inattese della applicazione). Inoltre risulta carente di tutte le belle futures che rendono TT std molto attraente.
il prezzo non è così competitivo (disponibile sullo store a 3,99 euro e non sono previsti sconti per chi già ha la versione standard) tanto che sconsiglio di precipitarvi a comprarla, sopratutto se già avete la versione multipiattaforma. Mi impegnerò a tenervi aggiornati sulle sue evoluzioni. In definitiva l’idea di una versione HD è buona (in particolar modo con l’introduzione dei display Retina sugli iPad) e sono certo che TT HD raggiungerà gli stessi eccellenti livelli del fratello minore.
Buon divertimento.

Messaggi beta, come non salvare le Chat, o quasi

Ancora in pochi usano iChat, e pochissimi di questi hanno installato la versione beta di Messaggi, applicazione di default nel prossimo OS X Mountain Lion.
Perché usarlo? Perché, come dice Apple, l’applicazione Messaggi porta iMessage sul Mac, proprio come sull’iPad, iPhone e iPod touch con iOS 5.
Questo significa poter inviare iMessage illimitati a qualsiasi Mac, iPad, iPhone o iPod touch; iniziare una conversazione iMessage sul Mac e continuarla su un qualsiasi dispositivo Apple o videochiamare con FaceTime. Messaggi supporta iMessage e gli account AIM, Yahoo!, Google Talk e Jabber, quindi basterebbe anche il account legato all’indirizzo mail gratuito targato imaccanici.it.
Chi però ha già installato Messaggi, avrà notato che le Chat vengono salvate di serie in una apposita cartella senza possibilità di evitarlo, pena il rischio di essere “pizzicati” in qualche conversazione delicata o privata.
Purtroppo, non si sa ancora perché, sembra impossibile evitare il salvataggio delle chat, come invece era possibile con il vecchio iChat.
Perciò bisognerà ricordarsi di spostare ogni volta nel Cestino questi file “sensibili”.
Ho scelto perciò di salvare direttamente i messaggi nel Cestino del Mac, evitando modifiche acrobatiche al file com.apple.iChat.plist, ottenendo così la certezza di eliminare i messaggi ad ogni sessione.
Farlo è facilissimo, basterà raggiungere le preferenze del programma (mela+virgola con Messaggi/iChat aperto) e scegliere il Cestino come cartella di destinazione alla voce “Messaggi > Salva le chat in: Altro…”. Per farlo bisognerà raggiungere il percorso tramite l’abbreviazione Mela+maiuscole+G incollando il percorso del Cestino “~/.Trash” per ottenere questo risultato.

Fatto, grazie!
Qui trovate la pagina Apple per il download della beta di Messaggi.

Nota aggiuntiva:
Come emerso dai commenti di mauropasha all’articolo, questo metodo si riferisce al salvataggio delle chat tradizionali di iChat (AOL Instant Messenger, ICQ, XMPP/Jabber, Bonjour, Google Talk, Yahoo! ed altri), mentre per eliminare gli archivi di iMessage e FaceTime bisognerà cancellare (a programma chiuso) la cartella Messages che si trova in ~/Libreria/.