Un Finder dopato

Deskovery è un nuovo, efficace e divertente tool per la gestione avanzata delle finestre di Mac OS X. Il piccolo software, prodotto dalla francese NeoMobili, promette un risparmio di tempo nell’utilizzo quotidiano del Finder e una scrivania più luminosa.
Una volta lanciato il PKG di installazione sarà possibile accedere subito alle nuove funzioni offerte da Deskovery. L’installer crea nella cartella Applicazioni l’elemento Deskovery.app e aggiunge in /Library/ScriptingAdditions/il pacchetto Dinjector.osax. Lanciando Deskovery.app inizierà il periodo Trial dell’applicazione (due settimane) per poterne valutare l’eventuale successivo acquisto (costa 19 euro). Nella barra degli strumenti comparirà l’icona di Deskovery, dalla quale si può accedere alle varie preferenze e alla documentazione del software. Le funzioni vengono immediatamente attivate tutte, dall’elasticità “tremolante” delle finestre, alle funzioni aggiuntive sui pulsanti verdi (allineamento, ridimensionamento, cambio opacità della trasparenza, ecc…) fino all’effetto magnetico tra le varie finestre ed il bordo dello schermo.
Viene abilitata anche la contrazione della finestra a barra del titolo (come nel nostalgico Mac OS 9), nascono innumerevoli scorciatoie da tastiera e nel Dock sarà possibile aggiungere un’icona di Space che offrirà nuove opzioni, come la selezione diretta dello spazio lavoro e l’accesso alle configurazioni di Deskovery.
Lo slogan scelto per l’applicazione è Concentratevi sul vostro lavoro, ma ad essere sinceri l’utilizzo potrebbe addirittura distogliere l’utente dalle mansioni principali, almeno all’inizio; proprio per questo motivo il download del software e i suoi 14 giorni di Demo possono rivelarsi fondamentali. Deskovery richiede Mac OS X 10.6 o versioni successive.

Una Cart Machine dal gusto retrò

E dopo la recensione di SoundBoard 2 ecco un altro programma di Cart Machine: Sound Bite della Black Cat System. Ce n’era bisogno? Forse no, ma viva l’abbondanza!
Anche questo programma ha più o meno le stesse funzioni di ogni Cart Machine, scopriamone qualcuna: legge i più comuni tipi di file audio (mp3, wav, au, aiff, acc); assegna scorciatoie da tastiera per un accesso individuale di ogni brano; possibilità di controllare i brani tramite una tastiera midi; riproduce più suoni contemporaneamente; tempo di riproduzione per ogni brano; usa più periferiche audio (esterne o meno); i pulsanti sono classificabili usando varie palette (Web Safe, Crayons, ecc.) con variazioni cromatiche praticamente infinite; può riprodurre in loop, al rovescio, sfumare, insomma un ottimo programma… ma che ha qualcosa che gli altri programmi simili non hanno: è possibile controllare i brani in remoto tramite iPhone, iPod Touch e iPad e le App sono comprese nel prezzo del programma! In più esiste anche la versione per Windows, che male non fa ed è sempre un’alternativa a qualsiasi problema possa sorgere con il nostro Mac.
Il prezzo è di 39 dollari per la versione Lite che ha un solo banco di cart con ben 75 bottoni (quindi 75 brani), 79 dollari la versione Standard che comprende 5 banchi di cart (per un totale di 375) e 149 per la versione Pro che comprende ben 50 banchi, quindi 3750. È, inoltre, possibile estendere la licenza per usare il programma su più computer.
Dalla pagina dei download è possibile trovare tutte le versioni suesposte, ma anche due vecchie release per Mac OS 8 (PPC e 68k) e Mac OS 9, ovviamente non supportate.
Da non dimenticare che la versione demo è completamente funzionante, niente scadenze, niente voci in sovrapposizione, l’unico limite è la comparsa di una finestra che ricorda che il programma è in versione demo e invita all’acquisto, ma senza infastidire la riproduzione.
Un ringraziamento particolare a Fabio Sanna per averci inviato la recensione e per le sue ottime localizzazioni proposte a vari sviluppatori.

Studiare il giapponese con il Mac

La softwarehouse britannica ThinkMac Software ha recentemente rilasciato iKana 2, la seconda versione di un software destinato ad essere di ausilio a chi studia per imparare la lingua giapponese.
Il programma, che è focalizzato sui caratteri Hiragana e Katakana della lingua giapponese, consente di apprendere oltre 740 fonemi di uso comune, mediante un’interfaccia utente che combina elementi di Mac OS X e di iOS, fusi in un ibrido che cerca di raccogliere il meglio dei due sistemi operativi.
Una delle novità introdotte in questa nuova versione del programma è costituita dalle animazioni che mostrano la composizione pratica degli ideogrammi. Oltre a iKana, è disponibile anche l’applicazione iKanji (focalizzata sui caratteri Kanji), nonché le versioni dei due programmi per iPhone e iPod Touch, denominate, rispettivamente, iKana Touch e iKanji Touch.
Lo sviluppatore del programma, Rory Prior, che vive e lavora nella cittadina universitaria dall’impronunciabile nome di Aberystwyth, nel Galles (Regno Unito), è specializzato nella realizzazione di applicazioni nel settore educativo, con particolare riferimento al settore dell’apprendimento linguistico.
iKana 2 necessita di Mac OS X 10.5 o successivo e può funzionare sia su piattaforma Intel che su PowerPC; per chi utilizza Tiger (mac OS X 10.4), è disponibile la versione 1.6.1 del programma.
iKana 2 costa 12 euro e può essere acquistato anche in bundle con iKanji, a 25 euro, nonché con altre applicazioni della ThinkMac Software; è disponibile una versione di valutazione del programma, completa di tutte le funzionalità, ma limitata a dieci minuti di funzionamento per volta.
Una versione del programma destinata all’utilizzo sull’iPad, denominata “iKana Noto”, dovrebbe essere rilasciata nel corso dell’anno.
Ulteriori informazioni sul programma ed il link per il download del medesimo sono reperibili a questa pagina web: www.thinkmac.co.uk/ikana.

Un’ancora di salvezza in "single user mode"

AppleJack è una utility software, sviluppata da Kristofer Widholm, che consente di avviare con facilità la diagnostica e le attività di riparazione di Mac OS X, dalla schermata di terminale che si presenta quando avviamo il nostro Mac in “Single User Mode” (che, lo ricordiamo, si ottiene premendo la combinazione di tasti “Cmd” e “s” all’avvio della macchina, quando si ode il suono di startup), senza la necessità di dover ricordare lunghe e complicate stringhe di testo.
Infatti, in caso di problemi, se non disponiamo del disco di Sistema del Mac o di un hard disk avviabile con una copia del Sistema Operativo, oppure se l’interfaccia grafica di Mac OS X non si carica, potrebbe risultare impossibile riuscire a riparare il disco di avvio, oppure a riparare i permessi.
AppleJack è inoltre in grado di eliminare file problematici residenti nella cache del filesystem, nonché file nell’area di swap. In sintesi, AppleJack può ripulire il vostro Mac senza la necessità di impiegare un’opzione di boot alternativa (da CD/DVD o da disco esterno).
Attenzione però, poiché secondo quanto riferisce lo sviluppatore, AppleJack deve essere utilizzato esclusivamente in single user mode; se utilizzato al di fuori di questa modalità, può causare gravi danni al Sistema Operativo.
Una volta installato AppleJack sul Mac, invece di utilizzare i comandi Unix appropriati per l’operazione che si deve compiere, sarà sufficiente utilizzare, sempre dalla riga di comando, naturalmente (stiamo operando in single user mode, non dimentichiamolo), la sintassi semplificata di AppleJack, il quale si farà da interprete con il substrato Unix di Mac OS X, avviando i comandi necessari per portare a termine i vari compiti che gli abbiamo affidato.

Vediamo ora alcuni esempi della sintassi semplificata che utilizza AppleJack (attenzione all’uso di minuscole e maiuscole, Unix è “case sensitive”):- Digitando “applejack” (senza gli apici), l’utente sarà guidato, un passo alla volta, manualmente, attraverso una procedura interattiva che consentirà di riparare l’hard disk e di eliminare i file eventualmente corrotti; le opzioni disponibili debbono essere selezionate digitando il numero corrispondente (1, 2, 3, ecc.) e quindi premendo il tasto di invio; a volte, durante la procedura interattiva, all’utente può essere chiesto di rispondere “si” oppure “no” a una domanda che pone il sistema: per rispondere “si” si deve premere il tasto “y” e quindi il tasto invio e per rispondere “no” si deve premere il tasto “n” e quindi il tasto invio.
– Digitando “applejack auto” (senza gli apici), il software eseguirà in maniera automatica e in sequenza tutte le operazioni basiche di manutenzione.
– Digitando “applejack auto restart” (senza gli apici), il software eseguirà in maniera automatica e in sequenza tutte le operazioni basiche di manutenzione e quindi riavvierà il Mac.
– Digitando “applejack auto shutdown” (senza gli apici), il software eseguirà in maniera automatica e in sequenza tutte le operazioni basiche di manutenzione e quindi spegnerà il Mac.
Le operazioni sopra indicate possono essere anche avviate utilizzato il parametro “AUTO”, invece di “auto” (ricordate che Unix è case-sensitive, vero?): in questo caso, AppleJack eseguirà le operazioni di manutenzione nella modalità denominata “deep cleaning mode”; questo significa che l’applicazione svuoterà tutte le cache di sistema, senza risparmiare, ad esempio, come farebbe invece non utilizzando il parametro “AUTO”, la cache di “LaunchServices” o quella di “Databases”.

Ovviamente, AppleJack deve essere installato sul Mac prima che sorgano i problemi.

AppleJack è stato recensito brevemente anche dal sempre ottimo Lucio “Lux” Bragagnolo, sul suo blog quotidiano “Ping”, ospitato dal sito di Macworld Italia.

Nella sua recensione, Lux si esprime in questi termini: “AppleJack è invisibile, non consuma spazio, non consuma memoria, è gratuito, serve solo in caso di problemi. Naturalmente va installato prima dei problemi e chi non lo fa rinuncia a una possibilità in più di togliersi dai pasticci con facilità. Per giunta gratis ed efficace. Un normale coltellino svizzero risponde perfettamente al secondo requisito, mentre il primo è decisamente meno garantito.

AppleJack è un software libero e gratuito, distribuito secondo la licenza GNU-GPL, ed è disponibile per il download a partire dalla pagina web del progetto su Sourceforge, dove è ospitato: http://applejack.sourceforge.net

Per gli amanti della linea di comando, ma anche per i semplici curiosi, QUI c’è disponibile la “man page” completa dell’applicazione; la man page indica anche, in dettaglio, quali file vengono installati dall’applicazione e in quali locazioni del filesystem di Mac OS X.
Il download della più recente versione 1.6 pesa pochi kb ed è disponibile anche nelle versioni Jaguar/Panther e Tiger/Leopard sulle pagine di sourceforge. AppleJack 1.6 guadagna la compatibilità con Snow Leopard (grazie ancora a Steve Anthony), alcune migliorie relative alla produzione da syslog su STDOUT ed alcuni bugfix.


Nota:
Per rimuovere AppleJack sarà sufficiente eliminare il file /private/var/root/Library/Scripts/applejack.sh e, qualora si fosse scelto di installare anche Memtest, i file /usr/local/sbin/memtest; /usr/share/man/man8/memtest.8 e /Library/Documentation/memtest

Safari 5 [Url Progress Bar Skins – Pack 1]

Il miglior browser che esista, Safari, è da poco uscito nella sua nuova versione 5, e tra le novità ha riportato, in classico stile Aqua, l’utile barra di progressione di caricamento delle pagine, quella barra colorata che partendo dall’inizio dell’indirizzo che avete digitato sul vostro browser, incrementa la sua lunghezza in modo direttamente proporzionale alla quantità di pagina scaricata fino a quel momento in cache. Completato il caricamento, scompare.
L’Url Progress Bar Skin Pack mette a disposizione di Safari, e quindi dell’utente, ben altri 40 tipi diversi di barre di caricamento della pagina, e permette pure di ripristinare quella di default in qualsiasi momento.
Suddivisi in 5 classi distinte, ogni skin, compreso quello della barra di default, ha il suo personale e veloce installer, dotato di anteprima dello skin, che non farà niente di più del semplice sostituire le poche immagini che Safari 5 utilizza per disegnare tale barra.
Il pacchetto è nella sua prima versione che oserei chiamare pionieristica, fatto prima di tutto per passione e per uso personale, ma dato il suo piacevole contributo si è deciso di metterlo a disposizione di tutti per una nuova esperienza Safari.
Testato dagli amici del forum de iMaccanici, l’Url Progress Bar Skin Pack è disponibile per il download dal blog pesonale dello sviluppatore o comunque dal sito www.mediafire.com.

Sviluppare applicazioni web

Aptana Studio è un ottimo IDE (Integrated development environment) freeware professionale per lo sviluppo di siti ed applicazioni web. Aptana supporta Html5, CSS e javascript e da questa ultima versione 3.0 (in fase finale di sviluppo) anche Ruby, Rails, PHP & Python. Assistente HTML, CSS e JavaScript. Interessanti inoltre, come già in passato segnalato, i plugin per la creazione di applicazioni per iPhone, Nokia ed Adobe AIR. Il crescente interesse verso questo progetto, con lo sviluppo di una folta community, la facilità d’uso, la completezza e soprattutto il fatto che si tratta di un prodotto freeware lo rendono una valida alternativa a soluzioni più blasonate e costose.
Il programma è utilizzabile in modo completamente gratuito anche per fini commerciali; ne esiste una versione a pagamento, con alcune caratteristiche dedicate ai professionisti dello sviluppo. Aptana Studio è disponibile per il download sul sito ufficiale sia nella attuale versione 2.0.4 che nella nuova versione 3.0 beta.

Nuovissimo Player "reale", per Mac e per tutti gli altri

È finalmente arrivato, molti utenti lo aspettavano con ansia da un anno (periodo in cui ha avuto inizio il beta testing) e tutte le promesse sembrano mantenute. Sviluppato da Real Networks, RealPlayer SP 12 è il player audio/video proposto rinnovato e ricco di nuove funzionalità. Tra le sue caratteristiche fondamentali c’è la possibilità che offre di scaricare video da siti Web e convertire i file multimediali in formati compatibili con le più diffuse (ma anche meno popolari) tecnologie di riproduzione, con tutta la famiglia di dispositivi Apple inclusa.
Ormai RealPlayer non è più un semplice lettore di file multimediali (compreso il proprietario .RM), ma grazie al browser media integrato, permette anche la navigazione e la fruizione di contenuti direttamente dalle pagine web, riuscendo a salvare su disco e convertire la maggior parte dei filmati.
RealPlayer supporta i seguenti formati: MP3, MPU, WAV, MPG, MPEG, MPV, MPS, M2V, M1V, MPE, MPA, AVI, MP4, M4E, WMA, WMv, WAX, ASX, ASF, WM, WMX, WVX, MOV, QT, ACC, M4A, M4P, MP2, MP1, MPGA, PLS, XPL, SSM, AU, AIF, AIFF, MID, MIDI, RMI, ACP, 3GP, AMR, AWB, 3G2, DIVX ed FLV. Garantito anche l’accesso ai principali canali internazionali di informazione, come CNN, BBC News, Euronews e Al Jazeera in diretta streaming 24 ore su 24. La compatibilità con iTunes permette di trasferire i video preferiti da migliaia di siti web direttamente nella libreria personale di iTunes in formato H.264.
Purtroppo in fase di conversione il programma non è velocissimo, anche perché viene sfruttato poco più di un solo core su qualsiasi tipo di conversione e qualche difetto di gioventù non manca. Per esempio in alcune configurazioni software specifiche, quando si utilizza il browser integrato per acquisire del materiale, nella finestra di RealPlayer Downloader (contenuto all’interno del pacchetto di RealPlayer), viene visualizzato il nome della pagina principale aperta in Safari, quando invece questo è chiuso non viene assegnato il nome al file, sostituito da con un “Senza titolo” generico, situazione questa assolutamente ininfluente per la bontà del nuovo software, visto che comunque il bug non influenza il corretto funzionamento del programma.
Le caratteristiche del nuovo RealPlayer SP includono: riproduzione e download di filmati in Flash; PerfectPlay e LivePause; nuova finestra Playlist; riproduzione di contenuti Windows Media; TurboPlay che elimina il buffering su collegamenti ad alta velocità per un avvio più veloce di clip e riproduzioni più fluida; RealVideo 9 con una compressione migliorata ed impareggiabile qualità ad ogni larghezza di banda (dalla banda stretta alla HDTV) con 5 canali RealAudio Surround.
Ma tutta questa grazia non ha un costo o un secondo fine? Come tutte le aziende nemmeno Real Networks vive di aria, ed ecco allora cosa viene sottilmente proposto per un migliore esperienza multimediale: RealPlayer SP Plus e TV in diretta SuperPass.
Con RealPlayer SP Plus vengono vendute le più avanzate e recenti funzionalità audio e video, mentre SuperPass rende possibile la visione in diretta i canali televisivi di informazione di numerosi paesi: gratuitamente per i primi 14 giorni e poi a 17,50 euro al mese.
RealPlayer SP (che include il pacchetto RealPlayer, RealPlayer Converter e RealPlayer Downloader) è disponibile gratuitamente per il download e per l’utilizzo sul sito ufficiale, in versione per Mac os x 10.4 (o successivi) e per Windows e Linux.

Cresce ancora la famiglia degli uninstaller

Storicamente un’applicazione per Mac si installa semplicemente copiandola nella cartella Applicazioni e si rimuove con la stessa tecnica trascinandola nel cestino; i residui lasciati dal programma rimosso non intaccheranno in alcun modo le prestazioni o la stabilità della macchina.
Se l’applicazione è più invasiva e viene corredata da un installer che magari chiede la password di amministratore, la stessa software house dovrebbe (e spesso accade) fornire un uninstaller efficace, per rimuovere tutti i componenti di login ed i file di supporto dell’applicazione.
Quando questo strumento manca, si può ricorrere a decine di programmi (a pagamento e/o gratuiti) per disinstallare definitivamente il software dal Mac: il primo e più popolare è stato AppZapper, a pagamento ed abbastanza efficace, seguito da molti altri (AppCleaner, AppDelete, AppTrasher, CleanApp, DesInstaller3, PackageAssistant, uApp per citare i più diffusi), ma quasi tutti dai risultati tutt’altro che univoci.
Fuori dal coro è “AppTrap”, il primo ad essere basato sulla “sensibilità” del Cestino offrendo agli altri lo spunto della funzione “Smart Delete” o Smart Mode”; in pratica non appena un programma viene cestinato il software segnala la presenza di documenti correlati e ne propone l’eliminazione.
L’ultimo nato è TrashMe, un programma aggiornato oggi alla versione 1.2, fortemente somigliante ad AppCleaner, ma con in più la funzione del Log e senza l’effetto grafico del cubo nel passaggio da una modalità all’altra. Il software (valido e veloce) permette la rimozione di software tramite il trascinamento dell’applicazione nella finestra principale del programma; permette inoltre la ricerca e la rimozione di applicazioni da un elenco interno, ma anche l’individuazione di plugin, widget, pannelli di preferenze e codec aggiuntivi con funzione QuickLook per avere un’anteprima dei file correlati. Dalla prima release pubblica della scorsa settimana, ha già ricevuto un paio di aggiornamenti con notevoli migliorie e bug-fix. Si attendono ulteriori sviluppi sulla possibilità di effettuare ricerche approfondite di file nascosti, come la modalità “esperta” fornita da AppTrasher. Intanto chi vuole può aggiungere anche TrashMe alla propria collezione di programmi di rimozione; lo sviluppatore francese, Jean-Baptiste Zedda, (autore anche di TunesArt e iSpeedcams) offre il download e l’utilizzo gratuito dell’applicazione, ma logicamente informa che una donazione non si rifiuta mai.