iPad 2017 no frills!

Ovvero: Impressioni d’uso del nuovo iPad 2017.

In modo quasi inaspettato e sotto tono, a marzo di quest’anno la Apple ha presentato il “nuovo” iPad 2017. È in pratica il modello base che è andato a sostituire i precedenti. Al di sopra c’è solo la linea Pro, con caratteristiche migliori, ma con prezzo altrettanto “Pro”.
Poiché mi poteva servire e ne ero sprovvisto, ai primi di aprile mi sono deciso a travestirmi da pioniere ed acquistarne uno. In realtà mi sono trovato in un Apple Store e quando sono uscito, non so come sia successo, me lo sono trovato in un sacchetto. Vabbè non ci crede nessuno: è stata pura e folle premeditazione! Continua a leggere.. “iPad 2017 no frills!”

Piccola recensione delle Apple AirPods

Le mie impressioni sulle AirPods dopo un paio di settimane di utilizzo.

Questa modesta recensione dei nuovi auricolari wireless AirPods di Apple inizia con una piccola chiosa relativa all’acquisto.
Le AirPods non sono ancora attualmente disponibili al pubblico negli Apple Store “fisici”, o perlomeno non in quello nel quale mi servo io abitualmente, mentre sono disponibili per l’acquisto sull’Apple Store online, ma con un tempo di consegna stimato in ben sei settimane, per me inaccettabile, non trattandosi di un dispositivo che presenta caratteristiche BTO (built-to-order), motivo per il quale avevo deciso di non acquistarle sino a che non sarebbero state disponibili negli store fisici. Continua a leggere.. “Piccola recensione delle Apple AirPods”

Drevo X1 Pro SSD 128GB | Recensione

Da qualche anno la tecnologia ha sperimentato nuove vie per l’archiviazione dei dati partorendo una nuova tipologia di disco: Solid State Drive (SSD) i quali non contengono più dischi rotativi, ma memorie flash.

Ancora oggi, alcuni modelli di SSD sono ricercati nonostante non siano più in produzione: sto parlando della serie BX200 e MX200 oramai non più prodotti dalla Crucial. Quindi si ha l’esigenza di trovare un altro prodotto in grado di fornire prezzo, qualità e affidabilità. Continua a leggere.. “Drevo X1 Pro SSD 128GB | Recensione”

Misuratore di pressione compatibile con iOS

Sono stato “adescato” via e-mail da Beatrice, sperando che sia almeno vero il nome, per provare e recensire questo Misuratore di Pressione Sanguigna Elettronico da Polso (compatibile con Apple & Android).
Ad un primo momento ho risposto “la ringraziamo per l’opportunità, ma il nostro sito non prevede l’inserimento di spazi pubblicitari”. Poi quando ha insistito spiegandomi che la recensione non dovesse per forza essere “parziale” e che avrei potuto tenere il prodotto per me, in cambio anche di codici sconto per la nostra famiglia de iMaccanici (che siete voi tutti che leggete) allora ho deciso di acconsentire.
Il motivo più forte però è uno soltanto: il mio vecchio misuratore di pressione si è guastato da un po’. È anche vero che ormai, grazie ad una alimentazione riveduta e allo sport non ne ho bisogno come prima, ma l’idea di poter interfacciare con il mio iPhone lo strumento mi ha incuriosito. Continua a leggere.. “Misuratore di pressione compatibile con iOS”

Macbook Retina 12”: una recensione atipica

Quella che segue è una mini-recensione fatta senza sciorinare dati tecnici, senza benchmark, senza confronti tra CPU e GPU, senza tabelle comparative e senza test all’ultimo Ghz; sono solo le impressioni sul prodotto, utilizzato quotidianamente da alcune settimane, nella nuova versione “base” rilasciata nel 2016.
Una premessa è necessaria: se ritenete, sia pure acriticamente, quale cardine dogmatico della vostra fede informatica, che un computer portatile dotato di una sola porta ”fisica” di connessione con il mondo esterno sia un abominio per definizione, siete pregati di non proseguire nella lettura, perché la cosa servirebbe solo a farvi irritare. Continua a leggere.. “Macbook Retina 12”: una recensione atipica”

Recensione del fotolibro Cewe

Siamo stati invitati da una gentile specialista di Marketing, che lavora per una nota azienda torinese, a provare gratuitamente il servizio di stampa online della Cewe, per la realizzazione di un fotolibro personalizzato. Noi abbiamo scelto di realizzare un fotolibro quadrato, formato 20,5 x20,5 cm, con copertina morbida di 28 pagine (26 stampate).
L’installazione del software è stata semplice e veloce, ma partiamo prima dalle cose negative: il programma di impaginazione è vero che è multipiattaforma (per Mac, Windows e Linux), ma non è scritto nativamente per ognuno di questi Sistemi Operativi. È, invece, un’applicazione Java con tutti i contro del caso: lenta nelle operazioni più “semplici” e completamente fuori dalle direttive Apple per quanto riguarda l’interfaccia grafica. Di conseguenza priva anche del comodo menù Aiuto Mac e davvero poco intuitiva per chi è abituato alle applicazioni tradizionalmente facili per Mac.

Dimenticando i canoni a cui siamo abituati, possiamo adeguarci dopo un po’ di tempo all’interfaccia, e trovarla anche abbastanza semplice, ciononostante completa, al tempo stesso, di molte funzioni ->
Il programma permette di sfruttare composizioni suggerite o di personalizzare il lavoro adattandolo a qualsiasi esigenza e comunque rispetto ai tool di creazione on-line è tutto un’altra cosa. 

In caso di difficoltà è possibile farsi aiutare dall’Assistente Fotolibro Cewe che fornisce istruzioni passo passo ma, in realtà, anche da parte di chi è alle prime armi, è davvero molto semplice creare le pagine, cambiare layout anche in un momento successivo, inserire delle clipart e addirittura un video. Quest’ultima è davvero un’idea simpatica: il video inserito può essere visualizzato successivamente con tablet o un cellulare attraverso il codice QR.
Il programma, in fase di importazione, verifica automaticamente che le foto siano di qualità idonea alla stampa e suggerisce correzioni in automatico agli occhi rossi, dove scattate con il flash, oppure applicare effetti a piacere per trasformarle secondo i propri gusti.

Una volta terminata l’impaginazione, occorre registrarsi ed effettuare il pagamento seguendo poche e semplici fasi guidate.
(Schermata 1, Schermata 2, Schermata 3, Schermata 4, Schermata 5).
Sono passati 10 giorni dall’ordine e il libro è stato recapitato direttamente all’indirizzo di casa, perfettamente imballato.
(Foto 1, Foto 2, Foto 3).

Analizzando il prodotto possiamo affermare, in primo luogo, che la qualità di stampa è quella di un livello medio/alto delle più diffuse stampanti laser da tipografia, che erroneamente vengono chiamate “offset” dalla maggior parte dei laboratori fotografici, semplicemente per non confonderle con le piccole laser casalinghe e distinguerle, invece, dalla stampa da procedimento chimico/fotografico, decisamente migliore. In secondo luogo, la resa su carta non risponde esattamente a quello che è visibile sul monitor (probabilmente per il mancato utilizzo dei profili colore da parte del service di stampa). Noi abbiamo consegnato i file con lo standard di colore sRGB IEC61966-2.1 e nel nostro caso le foto stampate sono leggermente più scure di quelle visualizzate a video, mentre colori e tonalità sembrano corrispondere fedelmente. D’altro canto, per chi vuole vedere stampate su carta le proprie foto, quelle di una vacanza, oppure fare un collage con le foto che dimentichiamo sul nostro computer, e creare un proprio portfolio fotografico cartaceo, il software CeWe permette di dare sfogo alla propria creatività essendo molto facile da utilizzare e molto versatile, in quanto dispone di vari formati, dal tascabile al formato XXL, e vari tipi di carta. Insomma una valida alternativa anche per chi, come me, predilige la stampa di singole foto.

Temporizzare il proprio Mac

iBeeZz, dietro questo titolo onomatopeico non si nasconde un supereroe giapponese che controlla il sonno, bensì un programma per temporizzare l’accensione, lo spegnimento, il riavvio, lo stop e la riattivazione delle nostre macchine, ma con l’aggiunta di altre funzioni.

Mi si dirà: «Lo fa già Mac OS». Vero, ma non così dettagliatamente. Oppure: «Eh… con Automator e qualche script, che ci vuole?!». Vero anche questo, ma non tutti sanno “programmare” e poi se la natura ha inventato la pigrizia primo è per usarla e secondo per non farci diventare utenti Linux.
Andiamo nel dettaglio facendo qualche esempio.
Come ho già scritto nel forum, se volessimo lasciar scaricare un torrent per l’intera notte sino alle 8 di mattina (quando scatta la tariffa elettrica a pieno regime), non dovremmo fare altro che settare lo spegnimento alle ore 8.00, ma come ben sappiamo alcuni programmi sono caparbi nel chiudersi, a volte può capitare che compaia il messaggio che non è possibile chiudere il sistema se non si chiude prima il programma (uTorrent li fa questi scherzetti), iBeeZz permette di forzarne la chiusura, a questo punto aggiungiamo la funzione “Chiudere applicazione” qualche minuto prima dell’orario prescelto e risolviamo la situazione.
Nel caso volessimo chiudere tutte le applicazioni aperte senza doverle aggiungere di volta in volta nelle preferenze del programma è possibile, con la funzione “Apri file”, caricare uno script o un’applicazione che chiude tutto automaticamente, tipo “Close all Open Applications” o qualsiasi altra che preferite.
Abbiamo la necessità di fare il backup giornaliero dei nostri dati ad esempio di un server? Niente di più facile selezionando la funzione “Backup di Time Machine”, spuntando tutti i giorni della settimana e settando l’orario desiderato.
La nostra prole è restia a lasciare la tastiera per andare a dormire? Si setta lo spegnimento inderogabile e spietato all’ora prestabilita e si bloccano le preferenze con il lucchetto… non avrete mica dato la password ai figli? Potete addirittura far partire un avviso tot minuti prima dello spegnimento (possibile anche per le altre quattro funzioni) se siete un genitore sensibile, ma in questo caso è possibile annullare lo spegnimento manuale, quindi è sconsigliato per i genitori di figli particolarmente vivaci.
Vi piace svegliarvi con la musica? iBeeZz gestisce anche iTunes permettendo il caricamento e la riproduzione delle Playlist (qualsiasi, audio, video, etc.), controlla il volume (anche quello di sistema), la dissolvenza, la ripetizione, la selezione casuale…
Non male, vero? L’applicazione costa 12,50 euro, ma li vale tutti, non ha mai fallito un colpo, è in italiano e l’autore, Olivier Delécluse, è disponibilissimo.
Sul sito ufficiale c’è una versione trial da 30 giorni per il download.
Ah, quasi dimenticavo, funziona da Jaguar sino a Mountain Lion.

Prevenire, e tracciare, è meglio che curare

Parlare o tacere? È meglio trattare o meno l’argomento dei vari software “antifurto” o di recupero? Ovvero è consigliabile parlarne aiutando così sia la potenziale vittima che l’eventuale ladro o ricettatore o invece si dovrebbe tacere senza assistere né l’uno né l’altro?
Visto comunque che ormai queste applicazioni sono piuttosto numerose e diffuse, e che in effetti parlarne è un po’ come fare pubblicità a lucchetti e serrature, troviamo una soluzione di compromesso ovvero parlandone senza entrare troppo nei dettagli e lasciando l’onere dell’approfondimento ai diretti interessati…
Come detto, esistono diversi programmi per ogni piattaforma fissa o mobile che, in determinate circostanze, permettono di rintracciare una macchina rubata o persa. Per brevità, vediamone un paio gratuite ma piuttosto complete, Prey e VUWER, tralasciando quelle più semplici e le altre puramente commerciali quali Undercover, Hidden, o GadgetTrak.
Mentre Prey è il classico programma gratuito con funzioni limitate che accompagna il fratello maggiore Pro a pagamento, VUWER invece viene sviluppato da un’università da cui prende il nome: Vanderbilt University Web Enabled Recovery. Le diverse origini, rispettivamente semi-commerciale il primo e para-accademico il secondo, si rivelano pienamente nelle diverse strutture, interfacce ed ovviamente installazioni e configurazioni. Prey prevede un dmg che contiene un comodo configuratore; in seguito il software è praticamente invisibile, a meno che occhi esperti non vadano a cercare nei posti giusti, ed ogni modifica può essere fatta con lo stesso configuratore o con il pannello di controllo sul sito della società. Insomma una roba da signori e, per chi avesse dubbi, molte risposte vengono fornite nella pagina delle FAQ.
L’installazione e la configurazione di VUWER sono invece di tutt’altro stampo e richiedono studio e attenzione soprattutto per l’originalità e l’articolazione del funzionamento del programma. Basta dare un’occhiata fugace alla pagina delle istruzioni per capire che i deboli di cuore e gli impazienti hanno vita breve. Un solo dettaglio: i parametri di configurazione devono essere pubblicati su un sito Google creato apposta e le notifiche verranno inviate da una email Google anche questa creata per l’occasione. Ah, ovviamente questa installazione è il sistema consigliato cioè quello per i novellini mentre poi esiste l’opzione 2 (“Experienced Users Only!”, notare il punto esclamativo). Anche VUWER risulta poi invisibile all’utente ed agisce in background.
Ogni installazione di questi programmi, insieme ai quali viene spesso consigliato di creare sulla macchina un account guest di libero accesso, deve poi concludersi con una prova dal vivo ovvero con l’attivazione remota del software ed un verosimile comportamento di chi possa aver trovato o rubato la macchina.
A chi si vuole cimentare con lo scenario da signorini di Prey (viene fornito anche l’uninstaller) o con l’opzione per gli amanti del cacciavite di VUWER, si può solo consigliare un’abbondante dose di attenzione soprattutto in modo da avere sempre e subito a portata di mano le varie chiavi di attivazione, nella “denegata ipotesi” che effettivamente l’oggetto tracciato venga smarrito o rubato. Difatti, mentre questi programmi vivono sornioni la vita di ogni giorno, al momento del furto o smarrimento esistono modalità per svegliarli dal letargo e cominciare a farli lavorare andando a rastrellare ogni possibile tipo di informazione dalla macchina tracciata. In termini di informazioni raccolte, i due software sono molto simili ed entrambi, su scelta dell’utente, possono raccogliere ed inviare la posizione, le schermate, le immagini da iSight e varie altre informazioni.
D’altra parte, si dice che occasionalmente questi programmi abbiano permesso l’individuazione di ladri e soprattutto il recupero delle macchine. Per gli appassionati del genere, si può anche vedere come qualcuno sia riuscito a tornare in possesso della propria macchina anche senza un software specifico come questi ma con un servizio di DNS dinamici, DynDNS, insieme a parecchia abilità e pazienza.
In ogni caso, per avere questo controllo sulle nostre macchine, si deve scendere a compromessi con la privacy ed accettare che una buona e saporita fetta dei nostri dati personali, a partire da geolocalizzazioni a schermate e foto passino per server di società di cui, in fondo, sappiamo poco e niente.
Prey ancora viene fornito in versione 0.5.3 ma, a dispetto dello zero, pare funzionare egregiamente. Chissà quando si sentiranno abbastanza sicuri da sfoggiare una versione uno. Gli ambienti per cui è sviluppato sono i seguenti: Windows, Ubuntu, Android, Mac OS, Linux, iOS (novità di novembre 2011). Come anticipato, può anche risultare conveniente l’opzione di passare ad un account Pro con una spesa a partire da 5 o 15 US$ al mese.
VUWER è arrivato da poco alla versione 1.5.2 per Mac ovvero da Tiger a Lion.
E per chiudere, un grande classico: Nathan Muir – Quando Noè ha costruito l’arca? Prima che piovesse (Spy game, 2001, Tony Scott).