Apple Store o Apple Premium Reseller?

Storicamente un Apple Store fisico è il punto di riferimento per l’acquisto, l’assistenza e le informazioni sui prodotti Apple, gli unici ad offrirti tutto ciò che è Apple.
Ma cosa succede negli Apple Premium Reseller? Sono altrettanto preparati, disponibili e sorridenti? Beh, per esperienza personale possiamo garantirvi che gli APR della Campania non hanno carenze rispetto al negozio ufficiale di Marcianise. Anzi la preparazione di alcuni dipendenti APR non ha nulla da invidiare rispetto a quelli dei negozi Apple; qualcuno ricorda il simpatico Specialist “ammaccatore” del tasto home?
Tanto per cominciare dall’annosa vicenda della garanzia Apple, se si porta in assistenza un Mac guasto presso un APR, è possibile riparare il prodotto Apple anche nel secondo anno (come la normativa europea prevede) senza doversi agitare minacciando rappresaglie legali, basta esibire lo scontrino.
La tempistica è altrettanto rapida: abbiamo richiesto la sostituzione del display di alcuni iMac (21,5 e 27 pollici) senza bisogno di aspettare i circa tre giorni lavorativi previsti, ma in alcuni casi siamo stati soddisfatti entro le ventiquattro ore.
Un Apple Premium Reseller è spesso una realtà sconosciuta a molti, assolutamente all’altezza della situazione e addirittura con accessori esposti molto superiori come scelta (anche perché, per un APR, l’unica fonte di sostentamento arriva da questi prodotti).
Un APR non è la “brutta copia” di un Apple Store, ma solo un negozio che per fregiarsi dell’ambito titolo “Premium” deve superare rigorosi controlli, rispettare numerosi parametri estetici e funzionali imposti da Apple, offrire un servizio qualitativo altissimo, vantare un fatturato invidiabile, deve vendere solo computer Apple, non può comprare dove preferisce, non può fare le scelte più vantaggiose, eccetera, eccetera.
Il negozio R-Store, tanto per citare il più forte in Campania, vanta quattro punti vendita, ha lavorato all’acquisizione di No Code che diventerà il secondo negozio della catena a Napoli, e già offre lavoro a ben 30 famiglie. Nel primo trimestre del 2012 aprirà un centro ad Avellino e (notizia esclusiva) a Pompei, città storica e mondiale, vedremo un R-Store prima di un Apple Store, entro la fine del 2012.
Con questo articolo non si vuole boicottare l’Apple Store di Marcianise, ma solo informare che non è il caso di fare molti chilometri quando lo stesso servizio è disponibile magari a due passi da casa nostra.

Unire PDF in un ‘drag’

Se è vero che Anteprima di Apple permette anche di unire più PDF in un unico file, è altrettanto vero che non è una operazione istintiva e velocissima, nemmeno usando il costoso Acrobat (pro) di Adobe.
Il danese Bruno Vandekerkhove di korion.net, dopo il rilascio di XFile, ha caricato qualche giorno fa Gelatin sul Mac App Store, una utility leggera (e per ora gratuita) in grado di unire automaticamente i file PDF, anche se numerosi.
È sufficiente trascinare e rilasciare i file, anche numerosi, sull’applicazione, per ottenere in pochi istanti un unico PDF multiipagina. Nessuna interfaccia complessa, solo un trascinamento facile e veloce!
Lo sviluppatore di Copenhagen ha pensato anche a come spendere il tempo risparmiato, con il gioco Screen Snake
, il famoso serpentino anni settanta che si allunga mangiando quello che appare sul display.
Insomma, prima il dovere e poi il piacere.
Questi ed altri software di Bruno sono disponibili per il download sul negozio online di Apple.

Il rivale di Dropbox e di iCloud

Non sapevo in quale sezione del forum scrivere questo topic, poi ho pensato di ravvivare il sito ed eccolo qui.
Dal titolo avrete capito che si tratta di un servizio di Cloud Computing, che si propone di entrare in concorrenza con altri servizi, come il consolidato Dropbox ed il futuro prodotto Apple iCloud.
Sto parlando di Minus, fondato da Carl & John, un sito che, come promette il nome, vuole enfatizzare il minimalismo e la semplicità.
Come per altri siti simili, è possibile condividere foto, musica, video e altri documenti digitali, in maniera semplice, rapida e gratuita: semplice, perché sarà sufficiente un drag & drop dal proprio computer sulla home page del sito; rapida… be’ quello dipende dalla connessione!; gratuita… e che ve lo dico a fare.
Si tratta di un vero e proprio account personale con tanto di possibilità di: scegliere come visualizzare i propri documenti (lista, griglia, modalità lineare o a schermo pieno); di renderli pubblici o privati con un semplice clic; di ottenere i link diretti, i link per le gallery e per i forum già formattati in linguaggio html corretto; di aggiungere commenti; di modificarli personalmente on line o di farli modificare da altri, utilizzando i tools a disposizione che risultano particolarmente interessanti e completi, in particolar modo quelli per le immagini (ruota, ridimensiona, taglia, sfoca, contrasta, luminosità, inserisci testo, ecc. ecc.).
E non è finita qui! Lo spazio a disposizione è di ben 10 GB… sì non è un errore, ovvero il doppio dello spazio di iCloud e 5 volte quello di Dropbox!
Ah… Steve mi perdoni…there’s one more thing… una volta creato il proprio account, si potrà incrementare il proprio spazio virtuale di 1GB alla volta, invitando i propri amici, conoscenti e benefattori, mediante mail, mediante link diretto o mediante Facebook e Twitter, fino ad un massimo di 50GB.
Siccome Steve non mi ha perdonato, this is the last one thing: sappiate che a corredo del sito, ci sono le applicazioni per computer, per dispositivi mobili (per iOS) e le estensioni per i browser Firefox e Chrome, nonché la web App per quest’ultimo.

PS Scorrettamente ho messo il link del mio account, per incrementare il mio spazio cloudy… Il link pulito è il seguente: https://minus.com/

Quella mattina ho avuto un déjà vu

Mi è tornato in mente il 1991. Ero al bar sotto la mia vecchia casa in centro a Milano, quello delle piadine buone, avevo bigiato, penso.
Mentre ordinavo la mia piadina speck e brie, ho colto una conversazione tra due uomini d’affari, uno diceva all’altro che quel cantante, sì quello lì, quello gay, il cantante dei Queen era morto.
È stato come se mi avesse investito un camion. Mi è girata la testa. I pensieri di un adolescente hanno cominciato a vorticare nella mia testolina semivuota. Infatti quello che non riuscivo a realizzare era che un personaggio così famoso, così ricco, intoccabile icona di quei tempi (almeno per me e altri svariati milioni di persone) non ci sarebbe stato più!
Non ci sarebbe stato più, questo era il pensiero che mi trapanava il cervello. Non che fosse morto, ma che non avrebbe più scritto canzoni, che non avrebbe più inciso album, che non avrebbe fatto più concerti. Sparito, puff, basta, finito.
Quella mattina ho avuto la stessa sensazione, non così potente, ma molto simile. Rapportate la vostra prima vera cotta con il vostro primo amore maturo, oppure il vostro primo giorno con un iMac sulla scrivania ed il primo giorno con un iPad in braccio… e avrete un’idea.
Quello che tutte le mattine mi da la spinta, non è il mio lavoro, non scherziamo, sono i miei interessi, le mie passioni, i miei amori, ecco: tra questi c’è sicuramente la tecnologia.
Sono arrivato tardi ad appassionarmi alla mela morsicata, ma farlo mi ha comunque dato un gran gusto. Pensare che d’ora in poi il signor Jobs non mi presenterà più nulla di nulla mi ha dato lo stesso giramento di testa, lo stesso senso di abbandono.
A me non frega niente se fosse o no, un grande uomo (personalmente non ho una grande considerazione di Jobs In termini di umanità intrinseca), se fosse un uomo giusto o no, se avesse cambiato il mondo o no, se Freddy praticasse la sodomia o no. Dai, su, i grandi uomini sono altri, lasciamo stare il lato umano.
Quello che veramente mi fa star male è il fatto che tutto quello che ha fatto non lo potrà più fare. Non per il mondo, per il progresso, per l’umanità, no! Per me! Per il mio sollazzo personale, per il mio stupore, per la mia immensa goduria. Niente, basta, finito, stop!

Quella sera mi sono arreso ad uno speciale sul nostro, ben sapendo che ne sarei rimasto desolatamente amareggiato, sapendo che sarebbero saliti tutti sul carro, che tutti avrebbero avuto a casa almeno un prodotto Apple e che ne sono fan dai tempi dei tempi. Un’ora buona di banalità assurde, cinque foto in loop, almeno venti video estratti dallo stesso famosissimo discorso, ho sentito cinquanta volte “Stay…, stay…”, adesso ho la nausea. Ho sentito una ragazzina intervistata che diceva: “Sì! Ho a casa un… umhhh…. sì, un Mac!”, il famoso direttore di una radio che diceva: “Si, certo, con iTunes il mondo della musica è cambiato, lo strumento di condivisione per eccellenza…” L’iPad, l’iPad, l’iPhone, l’iPhone… del mouse hanno parlato sei secondi!

Non sono un esperto, non ne so quasi niente di tutta la storia, ma veder parlare individui che per chiudere una pagina cercano la “x “a destra, oppure che mettono insieme l’Apple con Facebook… non riesco più a stare seduto sul divano. Vado a farmi una passeggiata.

Ciao Steve

Certamente il peggior modo per cominciare la giornata, ma Steve Jobs ci ha lasciato una eredità importante. Non sprechiamola.

Segue la lettera di Eugenio appena ricevuta.

Ciao Steve. Hai fatto un buon lavoro. Hai fatto della tua vita un viaggio meraviglioso. Sono felice per te ma mi mancherai. Sei stato un sognatore visionario e un poeta maledetto. Una persona che ha saputo interpretare la vita seguendo la strada che la natura, o un Padre buono, ha impresso in ogni uomo: la bellezza. La tua vita è un invito alla libertà, all’uguaglianza, all’eleganza. Le cose belle sono semplici ma le cose semplici non sono facili da ottenere. La semplicità delle cose che hai “creato” sono il frutto della tua intelligenza e della tua fatica. Tu, come altri uomini saggi, ci indichi la via. Tu, come altri uomini saggi, ci insegni che la volontà di una persona può superare ogni ostacolo. Tu, come altri uomini saggi, ci fai capire che la follia è una ricchezza da coltivare e non una malattia da curare. La pazzia va liberata e non rinchiusa.
Sei stato un poeta maledetto. Come un profeta hai visto prima degli altri le vie che conducono alla bellezza. E quando io capivo tu già stavi pensando un nuovo itinerario più affascinante del precedente.
Il tuo cuore ha smesso di pulsare ma il tuo coraggio continuerà a elevarsi per sempre.
Un saluto affettuoso.
Eugenio, iMaccanici.

Apple Store Campania Opening

Grande afflusso di pubblico, curiosi e Mac User il 3 settembre al Centro Commerciale Campania (CCC) di Marcianise, Caserta. Inaugurazione del settimo Apple Store in Italia (foto) alla presenza di dirigenti giunti da San Francisco e dei mitici iMaccanici guidati da Fragrua con le fantastiche magliette gialle realizzate per l’occasione. In migliaia hanno formato una fila che non si è esaurita neppure dopo 4 ore, controllata da decine di addetti alla Security. Atmosfera festosa e tranquilla, nel segno della Mela.
Ancora, ancora e ancora… grazie Steve!

Se ami la tua creatura devi lasciarla andare

La notizia, arrivata per molti come una doccia fredda, ha colto di sorpresa anche l’altro Steve, Wozniak. Figurarsi il resto del mondo. Quando viene riportata pure dal TG5 vuol dire che a parlarne sono proprio tutti: Tim Cook ha rimpiazzato Steve Jobs che ha deciso di dimettersi da amministratore delegato di Apple. Tim Cook è colui che ha organizzato e diretto la produzione e commercializzazione, ha curato i contratti mondiali per le reti telefoniche e dati per iPhone.
Le ragioni inevitabilmente sembrano essere quelle legate alla sua salute, ma sono convinto che anche senza questo problema il fondatore di Apple avrebbe lasciato l’azienda con molto anticipo rispetto alle sue reali capacità di condurla. Questo per il bene della società, appunto.
La lettera di Jobs è molto chiara, lui vorrebbe diventare solo presidente del Consiglio di Amministrazione (e consigliere) alle dipendenze di Apple (richiesta immediatamente accolta da Bill Campbell).
In questo modo, Jobs sarà ancora pienamente coinvolto nelle più importanti decisioni strategiche, e quasi sicuramente la sua poltrona non verrà occupata ancora da nessun altro.
La sua scelta servirà principalmente a non traumatizzare in futuro gli azionisti, ad abituarli ad una Apple non obbligatoriamente legata alla figura di Jobs, almeno non così strettamente.
Nel futuro prossimo, col passaggio al cloud-computing, non è più solo questione di maneggiare dispositivi elettronici, ma di regolare il flusso delle conoscenze. E lasciar correre la sua creatura da sola vuol dire una concezione alta, democratica ed evolutiva dell’industria, una concezione “obamiana” inclusiva e partecipativa.
Immediatamente le reazioni, come prevedibile, si sono fatte sentire sul valore delle azioni AAPL, che sono scese e forse scenderanno ancora per un po’. Questo potrebbe essere il momento buono per approfittarne.
Una scelta dolorosa, ma saggia ed altruistica: Lasciarla prima che possa risentirne.
Molti dovrebbero imparare da questo estremo gesto d’amore da parte di Steve Jobs verso la sua azienda, alcuni di questi non hanno tra le mani il futuro di società industriali, ma quello dell’intera umanità.