Le comunità di cyber-criminali nel deep web

I ricercatori di Trend Micro hanno scandagliato il deep web alla ricerca degli ecosistemi criminali che vi proliferano, evidenziando una georeferenzialità dei prodotti e dei servizi offerti.
Un nuovo interessante documento (1) dal titolo “Cybercime and the Deep Web” è stato recentemente pubblicato sul sito della società Trend Micro (2), che tratteggia le differenze tra le principali comunità di cyber-criminali presenti nel deep web (3), ciascuna delle quali specializzata nella fornitura di specifici “prodotti”, sia di natura hardware che software, e di “servizi”. Continua a leggere.. “Le comunità di cyber-criminali nel deep web”

Mac OS X è il software più vulnerabile?

Secondo una recente statistica, Mac OS X sarebbe il software con il maggior numero di vulnerabilità note al mondo, ma sarà proprio vero?
Esiste un proverbio, che talvolta vale forse la pena di richiamare alla mente, che afferma che “esistono tre tipi di bugie: le bugie, le dannate bugie e le statistiche”.
È un detto che mi è tornato alla mente, di recente, dopo avere letto, in alcuni tra i blog sulla tecnologia che seguo più o meno assiduamente, diverse notizie propalanti la nozione che Mac OS X sarebbe il software che, nel corso del 2015 appena trascorso, ha fatto rilevare il maggior numero di vulnerabilità, sotto l’aspetto della sicurezza. Continua a leggere.. “Mac OS X è il software più vulnerabile?”

Diecimila…

Si fa presto a dire diecimila.

I cinesi, per indicare qualcosa di talmente grande da essere tendente ad infinito lo definivano da “diecimila”.
Il mare delle diecimila anime.
Le diecimila armate.
I diecimila metri per lo spazio.
Diecimila.
Diecimila iscritti, così, senza quasi rendersene conto.
Diecimila persone che sono lì a leggere, seguire, alimentare, scrivere in questa comunità.
Non è solo una community web, un forum che serve a chiarire dubbi: è un muretto, un bar, un posto dove c’è qualcosa di buono.
Disponibilità e amicizia.

Senza presunzione, però.
Torni la sera a casa dopo una giornata di lavoro e troverai qualcuno lì con cui scambiare quattro chiacchiere, trovare una soluzione, uno spunto.
E ognuno ci mette la sua a modo suo.
E come in ogni bar che si rispetti poi ci sono gli avventori abituali, che sono già diventati personaggi, ognuno con le sue fisse e le sue caratteristiche.
E ti divertono, e ti confronti proprio per questo, ognuno con il suo modo di affrontare l’argomento.
Oppure ne puoi incontrane di nuovi, che magari si riveleranno interessanti realtà per il forum.

Quelli che frequentano più assiduamente e che si attivano maggiormente per dare una mano al prossimo che chiede aiuto, vengono premiati (per capirci) con dei livelli speciali, che semplicemente li gratificano con un disegnino più bello sotto l’avatar, e con un titolo che per tener fede alla libertà del luogo, non tiene conto di una gerarchia specifica elencata in una tabella.
Il titolo è quello che uno si merita.
E questo basta.
Si tratta di persone semplici e disponibili che si accontentano di poco e per questo non sono super eroi con poteri speciali che possono annientare il prossimo con atti di “nonnismo” elettronico.
Nessuno viene allontanato se sbaglia a comportarsi, anche se recidivo.
Dalla nascita del forum, nel 2005, credo che sia successo un paio di volte ma si trattava di casi disperati di vandalismo verbale, che altro non volevano se non appiccare fuoco a tutto e senza motivo, con il solo scopo di mettere zizzania, e dopo essere stati sopportati per un tempo lunghissimo, riapparsi sotto mentite spoglie chiaramente recidivanti, sono stati allontanati. E vabbè mi sembra che si voglia tranquillità e non belligeranza gratuita, allora via.

In questo posto nessuno dice cosa scrivere, ognuno è responsabile per quello che scrive, con grande apertura e libertà, e questa è una cosa che in un posto pubblico molto difficilmente la si trova.
Certamente però non ci si può sottrarre all’ironia imperante che mette al bando tutte le argomentazioni che trovano come fondamento il partitismo sfrenato e senza motivo.
In altri luoghi di discussione non è così.
Io stesso approdai qui per questo motivo.
Tolleranza e ironia.
Chi ha fondato questa comunità può essere fiero di avere raggiunto lo scopo: una comunità di gente che pensa differente!!!
Zio Steve ne sarebbe fiero.

Infatti il sito ha raggiunto i diecimila iscritti reali, senza fronzoli o diavolerie elettroniche che permettano ad un sito di spacciarsi come il più affollato, e invece i boot e gli spammer attuano iscrizioni fasulle.
Tutto questo senza chiedere adesioni monetarie, donazioni, click su banner pubblicitari.
Se ci sono, sono quelli che riguardano cose umanitarie contro la violenza e la fame nel mondo, e scusate!!!
Eppure alcuni utenti andrebbero pagati per il livello di assistenza offerto.
Il popolo di Internet se ne accorge e ogni giorno, sempre con maggiore frequenza, ci sono nuovi saluti, nuovi iscritti.

Molti arrivano con l’affanno e lo spavento di quello che ha appena fuso il Mac e senza manco salutare chiedono aiuto, molte volte in maniera disordinata e con pochi dettagli, e nessuno si sogna di redarguirli come se fossero i bambini maldestri. Il nuovo iscritto viene trattato come quello “anziano”, curato, recuperato ed educato se serve, ma senza bavagli inutili. Sempre con lo stesso modus: tolleranza e ironia.
In fondo qualcosa li ha spinti a chiedere aiuto qui perché forse si è trasmessa la sensazione che qui si trova una soluzione.
Forse è proprio questo il punto, una diversa prospettiva. Affrontare le questioni mettendosi in discussione senza ergersi a maestri assoluti in cattedra, di fronte a degli ignari infedeli, magari prendendo in considerazioni punti di vista differenti…
Auguri a noi tutti e complimenti per i diecimila iscritti raggiunti, ai fondatori e tutti coloro che ci credono ancora che l’unica regola sia ancora quella: think different.

Aloha
🙂

Una spettacolare applicazione

Teatro musicale, che passione! È composto da: interpreti, musicisti, tecnici, scenografi, costumisti, ecc.
Questo per chi può permetterselo, chi non può supplisce alla mancanza di qualcuno dei succitati ruoli (e di fondi) grazie alla tecnologia, in questo caso quella informatica. Al posto dell’orchestra è possibile trasmettere le basi (certo, non è la stessa cosa), mentre al posto della scenografia è possibile proiettare sfondi, animazioni, filmati o quant’altro. Per gli interpreti e i costumi non è stato possibile fare molto, al momento, ma la scienza non si pone limiti.
Un programma che fa entrambe le cose e in maniera eccellente è Apple Keynote, permette veramente di tutto: titolazioni, animazioni, video, audio… L’unica pecca è che crea dei file proprietari di svariate centinaia di mega poiché mette dentro qualsiasi: immagine, suono, animazione, video, comando, transizione e quant’altro viene usato per il progetto e dal vivo con un portatile non è proprio il massimo.
Per quanto riguarda il solo versante audio ci sono Soundboard e Soundbyte, due programmi di Cart Machine (già recensiti su questo sito), che vanno benissimo anche per il lavoro di trasmissione delle basi. Hanno però ancora qualche difettuccio da limare, ma cresceranno.
Nella ricerca del programma perfetto per questo tipo di lavoro mi sono imbattuto nel sito della Figure 53, dove molte compagnie teatrali statunitensi si sperticavano in complimenti verso un programma chiamato Qlab. Se non lo sanno loro che il musical (sebbene sia stato inventato da noi), l’hanno reso grande! Così l’ho scaricato e provato e… ho trovato il Sacro Graal…

Una volta installato il programma è possibile caricare le basi audio trascinandole sulla finestra dell’applicazione. Ogni riga è chiamata “cue”, termine che (se tradotto in italiano) trova molti significati, nel nostro caso possiamo riassumerlo come: “segnale o comando di attacco”. Attenzione, ho scritto che ogni riga è un “cue”, quindi non solo un file audio, ma anche uno dei comandi del programma. Già perché questa applicazione permette la dissolvenza in entrata e uscita, lo stop, la pausa, la ripartenza, il loop, il volume, la scelta della scheda, audio, del canale, la scelta del comando della tastiera, la sovrapposizione di ognuno dei file audio presenti nel programma e tanto, tanto altro. Sono già settimane che ci sto lavorando e ancora non ho usato appieno le risorse presenti.
Ad esempio, sul palco c’è una scena horror? Chi sta in regia fa partire il suono di un temporale in ciclo continuo, contemporaneamente manda il suono di qualcuno che bussa, una porta che cigola e tutto automatizzato a tempo o anche con il click della barra spaziatrice.
Quanto costa? Reggetevi… è gratis, senza limitazioni, scadenze a tempo o altro!
Non è l’unica versione del programma, infatti per 249,00 dollari è possibile comprare la versione Pro che è divisa in tre tipologie: audio, video e midi, ognuna con specifiche peculiarità a seconda del tipo di necessità che abbiamo. Ad esempio la versione video permette – oltre ai già citati effetti audio – di mandare delle proiezioni di filmati, animazioni, riprese in diretta (telecamera esterna, telecamera interna, tv), crea anche delle transizioni animate, dissolvenze e tanto altro ancora.
Infine c’è la versione Pro Bundle che costa 599,00 dollari e comprende tutte e tre le versioni.
Non ho ancora detto il meglio, l’assistenza al programma è totale e completa i tre autori: Chris, Dave e Sean rispondono sempre e rapidamente, con competenza e professionalità, anche per la versione Free, persino a me che – come dice sempre il nostro FraGrua – sono il rompiscatole numero uno del forum.
Che volete di più? No, il caffè non lo fa, non ancora quantomeno.

Un compressore/decompressore per Mac

Luglio 2011, arriva OS X Lion, ma se ne va Rosetta e il supporto ai programmi PPC. Per carità largo ai giovani, ma alcune applicazioni in PPC mi servivano eccome!
Ce n’era una che non faceva niente di eccezionale se non cancellare i file proprietari del Mac OS dai file compressi.
Sapete come funziona, no? Se un utente Windows li vede, si spaventa e, pensando sia un virus, avvia anti-virus, anti-bot, anti-tetaniche… Come se noi utenti Mac facessimo tutte queste storie quando troviamo i file Thumbs.db o altre spurie che lascia il sistema di casa Microsoft!
Vabbè, sorvoliamo, ognuno ha i suoi guai. Girando per la rete mi sono imbattuto in questa applicazione: Keka, che nome strano, proviamolo. Ho scoperto un programma eccezionale.
Premesso che nessuno vuole sostituire il compressore/decompressore di sistema o l’amatissimo The Unarchiver (li uso entrambi), Keka è un perfetto compagno di viaggio per le nostre scorribande nel mondo dei file archiviati, è possibile comprimere in: 7z, Zip, Tar, Gzip, Bzip2 e persino Dmg e ISO. E decomprimere in: RAR, 7z, Lzma, Zip, Tar, Gzip, Bzip2, ISO, EXE, CAB, PAX, ACE (PPC)
L’uso è facile e immediato, funziona trascinando i file da comprimere sia sull’icona nel dock sia sulla finestra del programma, tramite quest’ultima operazione è possibile comprimere trascinando sulla parte superiore della finestra e decomprimere trascinando su quella inferiore. Effettuando una delle azioni sarà il programma a guidare l’operazione da effettuare tramite un messaggio che appare sulla finestra. Più facile di così.
I settaggi sono visibili sulla finestra dell’applicazione, divisi per ogni formato e risultano semplici e immediati.
Tutti e sette i formati permettono di eliminare i file dopo la compressione (funzione utile per i pigri) e di archiviare come singolo file. Con i formati 7z e Zip è possibile creare un file protetto da password e – se il file è troppo grande – persino dividerlo in tanti piccoli file, con grandezza selezionabile, per poi riunirlo in un unico file su un altro computer (funzione Split&Join).
Inoltre, Keka cancella i file del sistema Mac OS dagli archivi (tranne per Dmg e ISO), così possiamo far dormire sonni tranquilli agli amici windowsiani, ché già di loro dormono poco.
Ci sono altre funzioni che (come scrivono i recensori pigri) lascio scoprire a voi.
Potete scaricarlo da qui.
Quanto costa? Con questa crisi? È gratuito e localizzato in italiano.
Sul Mac App Store costa invece 1,59 euro, giusto per ripagare lo sviluppatore dell’investimento iniziale richiesto da Apple.

Sconto di Pasqua fino al 22 aprile 2012

Alessandro Palmisano, co-fondatore e responsabile marketing di BuyDifferent, coglie l’occasione, nell’augurare buona Pasqua a tutti iMaccanici, per offrire in esclusiva un buono sconto, sotto forma di Coupon, dal valore di 12 euro. Un regalo magari piccolo, ma importante nel gesto disinteressato, per chi vuole regalarsi della memoria RAM aggiuntiva, un nuovo Hard Disk, una memoria SSD, una batteria, un alimentatore o qualsiasi altro accessorio per il proprio Mac, fisso o portatile.
Lo staff di Buydifferent ha dimostrato con questa promozione che non esiste solo marketing, ma anche affetto e stima, proprio come successo con R-Store poche settimane fa. Nessuna pubblicità, solo un regalo tutto per noi!

Il risparmio pasquale di BuyDifferent è usufruibile durante l’acquisto nel negozio online inserendo il codice sconto: “imaccanici0412” senza virgolette, ma soprattutto, senza minimo di spesa. È valido già da oggi e fino al 22 aprile. Buona Pasqua a tutti, e grazie per la vostra amicizia!

Road test: City Map 2 go e Navfree

Approfittando di un weekend lungo in quel di Vienna, ho avuto modo di testare questi due programmi di orientamento e navigazione per iPad offline.
Il primo, City Map 2Go giunto alla versione 3,6 è un programma “mappe” con integrazione GPS, piuttosto dettagliata e integrata con informazioni abbastanza precise su linee di trasporto pubblico, ristoranti, alberghi e molte altre segnalazioni più o meno utili per chi viaggia per turismo. È disponibile un’ampia raccolta di PDI (punti di interesse) che va dall’albergo a 5 stelle alla pensione più economica, dal monumento più conosciuto alla piccola cappella nascosta. Eccellente la precisione delle mappe, risente di una certa lentezza all’avvio e a volte, se si gira in auto in un centro storico, è facile saltare un incrocio. Ma niente paura: con le indicazioni utilissime dei sensi unici si farà presto a reindirizzarsi sulla retta via; la versione lite è free, ed è free anche la prima città scaricata. La versione completa costa 2,39 euro, ma sarà possibile poi scaricarsi, a piacere, tutte le mappe di cui possiamo avere bisogno, e la scelta è ampia (7800 mappe fra città e distretti). Un po’ come avere una cartina sottomano con il puntino, in questo caso blu, che ti dice sempre sia dove sei che dove stai andando. Funzioni di ricerca, segnaposto, integrazione con wikipedia, costa poco, funziona off line. Nulla di più da chiedere. Da ricordare: non è un programma di navigazione, ma una “semplice” mappa interattiva. Se vuoi sapere come fare ad andare da un punto all’altro, in auto o a piedi allora c’è l’ottimo Navfree GPS, che è un vero e proprio navigatore satellitare off line, non eccessivamente dettagliato e che non fornisce indicazioni sul traffico in tempo reale, ma free, cioè il primo stato non lo paghi, mentre gli altri li paghi 2,39 euro.
Gratis anche la voce in italiano (Claudia), mentre altre lingue sono a volte gratis a volte a pagamento, ma non ho capito la discriminante. Off line dunque, ma con una limitazione: per iniziare la ricerca dell’indirizzo ha bisogno della linea; fattore limitante non da poco che vi costringe a pianificare il viaggio per tempo e sotto copertura (non mimetica, ma wi-fi). Infatti se gli indicate di raggiungervi un posto che ha in memoria vi ci porterà assolutamente anche senza rete. Testato sul campo, buone le indicazioni e ben aggiornati i sensi unici e le rotonde. Qualche imprecisione, ma perdonabile visto il prezzo, a volte in navigazione. Un piccolo bug per gli sviluppatori: se scaricate una mappa, e la prima è gratis, potete riscaricarne gratis una seconda, se cancellate la prima. Visto che comunque si tratta di nazioni, e non di quartieri, pianificando con un po’ di attenzione si potrà viaggiare per tutto il mondo da una nazione all’altra senza pagare nulla. Ad ogni modo le estensioni sono piuttosto economiche.
Buon viaggio a tutti!