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martedì, 23 Aprile 2019

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Apple potenzia il MacBook bianco

Ormai quasi tutti contavano i giorni del Macbook bianco, rimasto fortunatamente in listino nel catalogo Apple dopo l’introduzione dei bellissimi Macbook Unibody in alluminio. Invece, forse grazie alla forte richiesta (e scarsa disponibilità) il piccolo portatile bianco plastico (policarbonato) resiste ancora: viene addirittura aggiornato da Apple, introducendo senza annunci alcune modifiche interessanti.
Le modifiche relative a questo aggiornamento riguardano:
• L’adozione della scheda grafica NVIDIA GeForce 9400M (256MB di Ram condivisa) che rimpiazza la GMA X3100 (144MB Ram condivisa);
• La memoria ram raddoppia abbandonando i due banchi da 512MB a favore di due banchi da 1GB (sempre DDR2 a 667MHz);
• Aumenta la velocità del Bus frontside da 800MHz a 1066MHz per il processore Intel Core 2 Duo (sempre con 3MB di cache L2), ma il processore “rallenta” da 2,1Ghz a 2,0Ghz;
• Il Bluetooth viene aggiornato alla versione 2.1 + EDR, rispetto alla precedente 2.0;
• La dotazione software, come prevedibile, include la versione di iLife 09 (iPhoto ’09, iMovie ’09, GarageBand ’09, iWeb ’09) già disponibile su tutti i nuovi Mac;
• Infine è previsto un upgrade opzionale dell’HD in BTO a 320GB rispetto ai precedenti 250GB.
Adesso chi acquisterà il “piccolo” entry level di Apple potrà usarlo agevolmente anche su applicazioni video precedentemente penalizzate dalla inferiore dotazione di Ram e dalla ridotta potenza della scheda grafica, sempre senza troppe pretese, logicamente.
Invariate tutte le altre caratteristiche hardware (Firewire 400 inclusa) ed il prezzo.
La comparsa è avvenuta sugli store americani, poi su quelli australiani e orientali, stranamente solo molte ore dopo il nuovo Macbook farà capolino sugli store europei.
Apple ha comunicato ai suoi rivenditori che il portatile sarà regolarmente ordinabile dalla mattina del 21 gennaio (oggi) al solito prezzo di 949 euro (790,83 euro IVA esclusa) e sarà spedito a partire dal 28 gennaio.

Trasformare immagini in testo

Realizzare immagini con l’utilizzo di soli tratti, punti, virgole, numeri è un’arte molto vecchia che risale almeno al 1939 (anche se lo standard fu stabilito nel 1967) e le prime opere (Typewriter art) prevedevano la creazione di disegni utilizzando i caratteri delle vecchie macchine da scrivere. La tecnica è rimasta popolare fino al termine degli anni ’70 per trasformarsi successivamente in una forma di arte digitale che usava come segni pittografici i caratteri del codice ASCII, dove la differenza sostanziale risiedeva nell’utilizzo dei terminali piuttosto che di macchine da scrivere, Ascii art appunto.
Molti utenti utilizzano quotidianamente numerose (seppur semplici) forme di arte ASCII, dove la combinazione di due o tre caratteri permette di esprimere emozioni in un testo, le popolari emoticon.
Oggi, grazie a determinati software o servizi web realizzare un disegno complesso composto da puro testo è diventata un’operazione estremamente semplice, per cui basterà munirsi di una foto adatta per ottenere un disegno dal notevole effetto visivo.
Photo2text (veloce ed efficiente) è uno di questi servizi, che esegue la trasformazione direttamente online (senza bisogno di installare alcun programma) e permette rapidamente la conversione fornendo un file ascii in uscita che riproduce l’immagine caricata dal visitatore.
Usare il servizio è davvero semplice, basta seguire tre semplici passi:
1- Scegliere il documento cliccando sul relativo pulsante e confermare la scelta con il tasto “Submit”.
2- Inserire un nome utente per accedere all’area di personalizzazione.
3- Cliccare sul tasto download o accedere alla pagina personale appena creata.
L’utilizzo di questo tipo di “arte digitale”, che permette di ottenere complessi ritratti incredibilmente reali, può tornare utile anche per chi ha bisogno di realizzare un tipo di lavoro grafico o semplicemente per sorprendere gli amici con un disegno originale. Intanto l’evoluzione di questa tecnologia ha portato anche alla produzione di immagini in movimento, come la popolare trasformazione (tanto cara ad Anidel) del IV episodio della saga di Guerre Stellari riproposto in puro testo. È il caso di dire: “Le manca solo la parola!”.

Trasferimenti FTP in tutta sicurezza

Glub Tech è una software house che offre principalmente programmi relativi alla sicurezza, uniti all’estrema facilità di utilizzo per aziende che vogliono costruire infrastrutture forti e sicure. Nella giornata di ieri ha rilasciato l’aggiornamento 2.5.18 per Glub Tech Secure FTP, si tratta di un client FTP basato su Secure FTP bean. Il software assicura l’instaurazione di una connessione sicura in FTP offrendo il supporto nativo SSL (Secure Socket Layer), il protocollo progettato dalla Netscape Communications Corporation per realizzare comunicazioni cifrate su Internet, ma propone anche altri meccanismi di autenticazione.
Il client è scritto completamente in Pure Java, è multipiattaforma ed è disponibile per Windows, Mac OS X (tutte le versioni) e tutte le piattaforme Unix con ambiente Java 2 (versione 1.3 o superiori).
L’aggiornamento affronta fondamentalmente la risoluzione di alcuni bug e si scarica gratuitamente in versione “Individual user”, mentre la versione “Single workstation” costa 30 dollari . Per ottenere la versione “Single server” è richiesta una trattativa riservata direttamente con la Glub Tech.

MyAppleSpace, il social network per Mac User

01 giugno 2008, si parla per la prima volta di MyAppleSpace in Italia, è lupoulula sul forum di newsmobile.it a segnalarlo. Il sito, registrato ad aprile del 2008 dal danese Brian Floee, per mesi passa inosservato agli utenti Apple italiani, fino a quando francos (al secolo Franco Scuri) lo scopre e lo segnala sul sito del POC, molto seguito dai Mac User nostrani.
Si accende una miccia che scatenerà a breve una reazione a catena. Gli amici si moltiplicano ed i gruppi nascono, è il momento di registrarsi a MyAppleSpace: molto più elegante di MySpace, al quale si ispira nel nome, molto meno invasivo di Facebook, con il quale condivide i metodi. Insomma MyAppleSpace è la vera alternativa ai social network per gli amanti di Apple e dei suoi prodotti.
Superfluo dire che iMaccanici hanno già un loro gruppo, seguendo le orme del POC, e siamo tutti in attesa di incontrarvi in questo luogo di ritrovo, il posto ideale per partecipare virtualmente ai nostri incontri che si svolgono abitualmente tra Napoli e Salerno.
Siamo sicuri che questo luogo sarà il posto giusto per legare nuove amicizie che condividono la medesima passione per la Mela, scavalcando barriere e incomprensioni che si possono presentare tra i vari forum sparsi per il web. Gli “ingredienti” giusti per vivere in maniera piacevole questa nuova avventura sono quelli sempre validi per tutte le community: educazione, discrezione e buon senso.
Aggiungere una faccina sorridente ad una frase che potrebbe generare incomprensioni è il trucco più semplice per non commettere errori.
Buona fortuna e allacciatevi le cinture.

Trasformare web-app in applicazioni desktop

Siamo in pieno Web 2.0 e l’evoluzione delle webapps è cominciata da un pezzo. Nate alla fine degli anni 90, con il compito di ridurre i costi gestionali di alcuni software industriali, le webapp sono cresciute recentemente anche grazie allo sviluppo dei ricercatori di Google e Microsoft. Attualmente le webapp (da non confondere con le Web App di Apple che ha usato questo nome per categorizzare i programmi legati ai servizi web) offrono pacchetti di software usabili online e software quali Webmail, e-commerce, web forum, blog, MMORPG e molto altro.
Le webapp funzionano direttamente nel browser senza bisogno di installarle sul Mac, tuttavia c’è un numero cospicuo di utenti che preferisce installare le applicazioni sul proprio computer per avviarle al momento opportuno. Esistono già alcune soluzioni per trasformare una webapp in una desktop application: c’è il professionale Adobe Air che necessita di conoscenze profonde per la realizzazione di un software, o Fluid che pur essendo estremamente facile, è alquanto limitativo, poiché rivolto a chi ignora completamente i linguaggi di programmazione.
Mancava appunto una via di mezzo: Titanium, segnalato dagli amici di Zeronave, si propone come l’anello mancante tra i due software, è infatti simile ad Adobe Air, ma è realizzato dalla Appcelerator, una compagnia Open Source; il software richiede un minimo di conoscenza ed esperienza tecnica, ma creare una piccola applicazione partendo da una webapp è un’operazione alla portata di molti, grazie anche agli ottimi screencast disponibili sulla pagina dedicata del sito.

Nascondere documenti sensibili sul Mac

È possibile nascondere i file sul Mac senza lasciare alcuna traccia di essi? MacHider è un software per Mac OS X (10.5 o superiore) che si propone proprio questo: promette (e permette) di mettere al riparo da occhi indiscreti le informazioni riservate presenti sul Mac. In poche parole offre l’invisibilità dei file tramite un semplice bottoncino e questi file saranno davvero introvabili; cioè anche se venisse abilitata la visibilità dei files, i file protetti da MacHider non sarebbero disponibili. Insomma questi file spariscono davvero per qualunque software di ricerca e per qualsiasi occhio esperto. Ma allora cosa succederebbe se dovesse presentarsi qualche problema sul programma? Chiunque non conosca il suo segreto potrebbe trovarsi in seria difficoltà se in futuro MacHider, per esempio, dovesse rifiutare di aprirsi correttamente. Ma abbiamo studiato l’astuto software, che utilizza un abile trucco per nascondere i file così bene, in realtà non li rende invisibili, semplicemente li sposta in una cartella invisibile sul Desktop (.SYS_INDEX) rinominandoli addirittura, per farne perdere le tracce a Spotlight e soci (semplicemente inverte le lettere del nome del file). Certo svelando il trucco MacHider potrebbe perdere gran parte del suo valore, ma se consideriamo che per un numero massimo di 3 documenti è gratuito, allora possiamo comunque usarlo a livello superficiale senza recriminare la spesa affrettata.
La nuova versione 1.0 rilasciata ieri per Mac con processori PPC/Intel risolve numerosi Bug relativi alla sua integrazione con il Finder e con Mac OS X in generale. MacHider si scarica dalle pagine del sito dello sviluppatore MacPaw, è possibile usarlo gratuitamente in modalità Demo (con le limitazioni dei tre file) oppure pagare la licenza di 19,95 dollari. Attualmente è in corso la promozione che prevede CleanMyMac a vita (50 dollari) con MacHider gratuito in bundle.

Nuovo Mathematica 7

Alcuni giorni fa la Wolfram Research, fondata da Stephen Wolfram nel 1987, ha presentato la nuova versione 7 di Mathematica integrando nuove funzionalità per l’elaborazione delle immagini e il calcolo parallelo ad alte prestazioni (HPC), offrendo inoltre nuove collezione di dati e altre innovazioni computazionali per un totale superiore a 500 nuove funzioni relative alla composizione, trasformazione, arricchimento e segmentazione delle immagini, con la possibilità di costruire interfacce, documenti interattivi dall’enorme potenza di calcolo.
Ogni copia di Mathematica 7 offre a corredo il genoma umano completo, i dati di oltre 16.000 stazioni metereologiche, astronomici, dati geodetici, GIS integrati, per analizzare sequenze genetiche con le potenti capacità di ricerca stringhe, di pattern matching e statistiche.
Grazie a quattro processi di calcolo ed alle capacità di calcolo parallelo integrate sarà possibile velocizzare le operazioni distribuendo le elaborazioni su core multipli o su licenze di rete installate su di un grid ottimizzandole per l’hardware disponibile.
Una demo di Mathematica (e dei software di Wolfram Research) è disponibile presso Adalta, il distributore unico ufficiale per l’Italia, ed è realizzato per i Mac OS X, Windows, Linux, Unix e sistemi compatibili.