Cuffie Bluetooth o a filo? Effetti sulla salute

Problemi con il Mac, componenti o periferiche

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tighine
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Messaggio da tighine »

Usate quelle a filo. Conoscete gli effetti dei C.E.M. sulla materia biologica?

http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-conte ... -WI-FI.pdf" onclick="window.open(this.href);return false;

"3.3 Risultati analisi morfologica e microscopia ottica elettronica

WC10 W1E
Biblioteca nella provincia di Bologna WI-FI 24h
WC0 W2E
Biblioteca nella provincia di Bologna WI-FI 48h
Differenze morfologicamente significative sono evidenti tra le cellule di controllo (C nella etichetta) e le cellule esposte (E nella etichetta) sia a 24 che a 48 ore. A 48 ore di esposizione le cellule sembrano particolarmente degradate con evidenti segni di alterazione della membrana nucleare. Tutte le cellule esposte presentano evidenti nucleoli addensati e maggior numero di micronuclei."

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Oggetto del messaggio: Cuffie bluetooth e macbook

Messaggio da Anonimo ex-utente »

Preferisco, consapevolmente, il degrado cellulare al filo delle cuffie. Sopratutto se la fonte della ricerca è un documento finanziato della chiesa valdese e pubblicato sul Fatto Quotidiano.

Ovviamente, e credo sia giusto ribadirlo a grande voce: non vi è alcuna evidenza scientifica degli effetti delle micro onde a bassa intensità (tipiche del Wi-Fi e del Bluetooth) sull'organismo umano, anche ad esposizioni prolungate.
Queste alterazioni (non degenerative) intercorrono solo ad esposizioni intense e concentrate (il cosiddetto bombardamento) ben al di sopra dei limiti tecnici di tutti gli apparecchi.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/m/pubmed/24162060//

E poi: sapresti immaginare un mondo senza AirPod?

tighine
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Oggetto del messaggio: Re: Cuffie bluetooth e macbook

Messaggio da tighine »

Nuovamente ora vi trascinerò off-topic, ma credo che sia importante diffondere la consapevolezza.

Fiorenzo Marinelli é una delle voci più autorevoli a livello mondiale, sugli eventuali effetti da assorbimento di C.E.M.
Quella sua specifica ricerca non si prefiggeva di concludere con una verità, ma di osservare un eventuale effetto, per ulteriori approfondimenti, quale solco da cui partire per ulteriori e più accurati "sondaggi geognostici".

L'esperimento - ripetibile all'infinito in migliaia di situazioni ed in condizioni anche molto differenti - mostra oggettivamente che l'esposizione prolungata 24-48 ore ad un hotspot wi-fi influisce indesiderabilmente sullo stato trofico, proliferativo e di qualità vitale di colture di biocellule in vitro irradiate a campo, frequenza ed intensità variabili, come normalmente sono le ricetrasmissioni wi-fi in funzione del numero degli utenti connessi e del loro utilizzo di banda.

Il test é stato confermato mediante il confronto con un'identica serie di vetrini radioschermati, che hanno mostrato una normale vitalità, venuta progressivamente a calare col passare del tempo (cd morte per "fame").

E'stato ovvero possibile costruire una curva del comportamento di colture biologiche irradiate alla frequenza dei 2,4-5Ghz tipici della telefonia mobile, rispetto al tempo/dose assorbimento ed anche rispetto alla variabilità delle emissioni, così come si verifica nel normale uso da parte di una categoria di utenti connessi, a confronto con i campioni non esposti.

i dati hanno mostrato un'iniziale depressione di vitalità indotta dall'esposizione a 24h, più marcata nelle fasi di massima presenza di devices connessi (potenza irradiata aumentata e ripartita) a cui é seguita una fase d'abnorme attività cellulare, con picco alle 48 ore circa, indifferente alle variazioni di flusso delle ore di punta, che é andata scemando in progressiva degenerazione mitocondriale, per concludersi a 72 ore circa (quando anche i campioni schermati sono degenerati "naturalmente").

Da ciò non si può certo affermare sic et simpliciter che in ogni tessuto/condizione ciò corrisponderà a proliferazione autoaggressiva/degenerativa. Non vi sono che deboli ma significative evidenze di mutagenicità. Ma ciò che si conferma é che l'effetto dose/accumulo dei C.E.M. non solo é nonnullo sulle colture in vitro, ma soprattutto che esso NON E' (solo) TERMICO (come finora si era ritenuto/indagato - tipo forno a microonde...), ma specifico da assorbimento di C.E.M., o comunque appare alla stregua d'una stimolazione microcellulare indotta idiopaticamente dal C.E.M. in quanto forza oscillante e variabile, in virtù della sua lunghezza d'onda micrometrica, per accordo, armonica o risonanza con le misure fisiche dei costituenti biologici.

In parole povere: si può dedurne che molto probabilmente la materia biologica si mette a "vibrare" sotto l'effetto delle radioonde a lunghezza micrometrica, all'unisono con esse. Con la conseguenza d'un'inziale stress da "stanchezza", una successiva reazione iperreattiva autoinnescantesi, prodromica ad una finale marcata autoaggressività degenerativa.

L'efetto termico delle microonde, nelle condizioni d'esecuzione del test, é apparso del tutto ininfluente in quanto sottosoglia di rilevabilità.

Tutte le colture infatti sono rimaste a temperatura ambiente, sufficientemente distanti dalla sorgente. I campioni sono stati semplicemente appesi, o poggiati ad una distanza dal trasmettitore equivalente a quella dei frequentatori della biblioteca. Non é stato modificato nulla nell'impianto wi-fi, che era pre-esistente nella struttura e da tempo concessa in uso h24 in modalità free.

Le colture esposte in sostanza sono state rese funzionalmente assimilabili a normali dosimetri (avente in mente quelli per il personale radiosanitario?), anche se lasciati esposti a permanenza nei locali della biblioteca pubblica, e non trasportati addosso alle persone che normalmente frequentano la struttura

Cosa possiamo concluderne?
Che - al minimo - il bioscienziato accorto può e deve porsi lecitamente l'interrogativo di cosa potrebbe osservare (magari con una metodica a maggior definizione e più "filtrata"), nel "vivo", a 24, 48 e soprattutto oltre le 48 ore.

Nel "vivo" però in effetti é molto più difficile svolgere qualsiasi valutazione "ex ante" (ovvero in condizioni di non manifesta morbilità), poiché la polifattorialità delle concause biodepressive e delle contromisure di riparazione tissutale confondono in maniera preponderante, oltre la volatilità della varianza di risposta da soggetto a soggetto.

________

La Chiesa Valdese ha finanziato la ricerca con l'8 per mille dei contribuenti perché diversamente non avrebbe mai visto la luce. Quella confessione religiosa é molto laica, aperta e progressista, fra i suoi fini istituzionali ha la diffusione delle scienze razionali e fa molte altre cose perbene e socialmente utili, con i soldi ricevuti dai cittadini. Chiunque faccia ricerca non d'interesse industriale può potenzialmente trovare supporto da quell'entità, nei limiti delle disponibilità e degli indirizzi di loro interesse.

La ricerca era già stata pubblicata molto tempo prima, quando Il Fatto - in occasione del Wi-Fi Days del Governo Renzi - l'ha pubblicata per sua propria sensibilità, dando voce al No Wi-Fi Days controconvocato dal mondo scientifico/sanitario che segue l'elettrosensibilità.

L'esposizione prolungata a C.E.M. a bassa intensità non é ancora inserita nei programmi ministeriali e regionali di statistica epidemiologica, cosicché non ci sono studi di popolazione su scala validante. Non ci sono obblighi di segnalazione per medici di base e presidi territoriali, dunque non si raccolgono dati se non sporadicamente ed in occasione - ad esempio - di monitoraggio di SRB rispetto ai limiti delle emissioni.

E' una pura scelta di politica sanitaria, ovvero come per milioni di altre patologie non si spende a studio e prevenzione di ciò per cui non si ritiene (ancora) presuntivamente possa manifestarsi un endemismo significativamente influente sui bilanci sanitari.

Ciò, come quasi sempre, fino a che le evidenze di pochi grilli parlanti costringeranno a rincorrere la realtà, sulla pelle di chi ci sarà passato. Nella scienza, soprattutto quella medica, ciò purtroppo avviene molto, troppo spesso. Gli esempi potrebbero riempire l'intero forum.

Infine - last but not least - l'immane peso finanziario dei colossi mondiali delle IT e DigiTelCom, dell'apparato patrimonial-industriale tecnoinformatocratico ha finora fatto il resto.

Purtroppo le evidenze si moltiplicano comunque, le menti più fulgide e libere se ne accorgono e crescono i Davide contro i Golia dai piedi d'argilla.
Ultima modifica di tighine il gio, 30 mar 2017 12:38, modificato 6 volte in totale.

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Oggetto del messaggio: Re: Cuffie bluetooth e macbook

Messaggio da Uno_qualunque »

Da scettico ringrazio Tighine, perchè al contrario di tanti pecoroni, perlomeno cita fonti e informazioni che possono essere verificate.

Cercherò di documentarmi ulteriormente.
Fate il backup, fate il backup, ricordate di fare il backup, non dimenticate di fare il backup.

"Il backup è quella cosa che andava fatta prima" (antico proverbio cinese)

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Oggetto del messaggio: Re: Cuffie bluetooth e macbook

Messaggio da Anonimo ex-utente »

tighine, il thread è andante off-topic a causa mia, tranquilla :wink:
La tua è una posizione che ovviamente ascolto e raccolgo di buon grado perché supportata da argomentazione, ma caratterizzata da un approccio che seppure ragionevole, non credo si debba accettare.
Le piccole comunità (anti-vaccinisti, antinucleari, vegan-prophet, bare footers) trovano sempre qualche loro luminare fra un coacervo di rappresentanti. Una voce fuori dal coro è facile da farsi sentire, e chi la sostiene (anche finanziariamente) diventa improvvisamente un sostenitore della verità. Nulla conta se quella voce grida cose senza alcun riscontro della comunità di appartenenza (medica e scientifica in questo caso). Cosa accade quando quella voce si rende conto di sedurre solo un manipolo di illuminati: si grida al complotto, di coloro che hanno interessi finanziari e le cui capacità di lotta sono impari (e quindi teoreticamente ingiustamente sbilanciate).
Succede in tutti gli ambienti. In Italia sempre con un certo clamore, dove quotidiano editorialisticamente poco credibili su tutti i fronti, colgono l'occasione per attrarre quel manipolo di complottisti nel loro 0,9% di quota lettori (40.000 copie).

Questa mia osservazione mi pareva dovuta al fine di equilibrare le asimmetrie informative sull'argomento.
A supporto:

Wikipedia
Telegraph UK Giornaletto popular dove poi trovare link agli studi citati
Forbes Che affronta la cosa per larga informazione.

tighine
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Oggetto del messaggio: Re: Cuffie bluetooth e macbook

Messaggio da tighine »

Non é una questione politica o di credo filosofico, ma di evidenze oggettive. I giornali facciano pure il loro mestiere pubblicando notizie di loro d'interesse, perché ovviamente sono sorvegliati dagli editori e dai loro referrers. Non m'interessa e non é un'isteria da setta millenarista.

Parliamo del metodo scientifico d'indagine: esso appare corretto, e non viziato nei presupposti teorici e d'esecuzione. E' dunque idoneo a fornire evidenze validate e/o validabili, che tra l'altro non sono state affatto tradotte - dagli autori - in conclusioni di mera diagnostica medica, né in allarmismi psicotici e pregiudiziali.

Si é semplicemente trattato - qualora non fosse stato chiaro il nesso logico - di verificare un'ipotesi. Cioè se normali vetrini di coltura batterica - comuni in qualsiasi laboratorio di microbiologia - potessero subire effetti, e quali, da esposizione prolungata a C.E.M. nella lunghezza d'onda della banda normalmente assegnata alla telefonia mobile ed ai sistemi di comunicazione numerica wireless.

Alcuni effetti sono stati osservati e descritti. Contribuiscono alla conoscenza delle risposte della materia biologica alle influenze ambientali ordinarie.

Alcuni effetti - per quanto potrebbero esser tacciati di scarsa significatività - si sono verificati davvero. La controprova é nelle mani di chicchessia voglia confutare il dato ottenuto.

In ogni caso tali effetti non possono che esser - al minimo - definiti "nonnulli", dunque reali, misurabili e quantificabili.

Tali effetti sono apparsi sorprendentemente atermici, e ciò é importante - sia che ci senta "pro" che "contro" la diffusione della tecnologia wireless - nel filone d'indagine biomedica, poiché gli effetti finora accertati erano stati considerati conseguenti esclusivamente a quelli termici.

Gli effetti - accertata la loro caratteristica d'atermicità - forniscono un altro risultato sorprendente: appaiono indipendenti da ulteriori esogenesi diverse dai C.E.M.

Ovvero sembrano confermare l'esistenza d'una correlazione diretta di causa-effetto fra dose/assorbimento e modificazione dello stato trofico delle colture batteriche.

Se, quante e quali ulteriori conseguenze ciò possa comportare sulla generalità delle persone, e sul loro stato di benessere/salute, é tutto un'altro campo di ricerca, oggi a mio giudizio stupidamente poco o nulla percorso, di cui si sa sostanzialmente ancora pochissimo.

Il valore scientifico dell'esperimento condotto, é e resta indipendente dalle convinzioni personali o dagli interessi di gruppi costituiti.

Per chi s'applica - dall'uno e dall'altro fronte - alla valutazione degli effetti delle nuove tecnologie sullo stato di benessere della popolazione, lo studio offre parecchi spunti di riflessione e d'azione (ripeto, dall'uno e dall'altro fronte).

Può - ad esempio - spingere verso ulteriori innovazioni tecnologiche ed industriali (nuove bande di frequenza, graduazione delle esposizioni, schermature diffuse od interventi medicali di contrasto degli effetti indesiderabili, etc...) od in favore d'innovazioni normative, di prevenzione sanitaria e di studio globale.

La scienza procede e deve sempre procedere per prove ed errori, e non in base a meri pregiudizi.

Ciò non comporta che una data tecnologia sia perversa di per sé, ma solo che può e deve esser ulteriormente perfettibile, per rispondere alle esigenze degli utilizzatori senza provocare loro lesioni o stati potenzialmente patologici.

Solo cercando nuove strade si possono scoprire nuovi orizzonti, senza sordità e cecità irrazionali, o peggio interessate, o peggio ancora ignave.

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Oggetto del messaggio: Re: Cuffie bluetooth e macbook

Messaggio da faxus »

Posso annotare, in offtopic, ma tanto ormai è andata.

Che se un moderatore dotato di fresca e notevole capacità di applicazione (Kext, tanto per non fare nomi, hahaha) volesse...
Si potrebbe dividere il topic, perché entrambi gli argomenti lo richiederebbero.

Cuffie BlueTooth e MacBook
Cuffie Bluetooth o a filo? Effetti sulla salute

Perché l'argomento non solo è interessante, ma sembrava condotto su un buon livello

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Fatto, grazie per la segnalazione! Va bene così?
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Oggetto del messaggio: Re: Cuffie Bluetooth o a filo? Effetti sulla salute

Messaggio da Anonimo ex-utente »

kext ha scritto:Fatto, grazie per la segnalazione! Va bene così?
Grazie a te per aver offerto questa possibilità di confronto.
Adesso ci possiamo sbizzarrire.

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Oggetto del messaggio: Re: Cuffie Bluetooth o a filo? Effetti sulla salute

Messaggio da Uno_qualunque »

Ho fatto qualche rapida ricerca, ho prevalentemente trovato siti istituzionali (regioni, associazioni) che in riferimento a studi commissionati dall'OMS sostanzialmente negano effetti evidenti, nei limiti delle potenze di trasmissione regolate per legge. Tuttavia in molti casi si "apre" a studi ulteriori e si consigliano alcuni comportamenti di prudenza rispetto all'esposizione alle varie sorgenti elettromagnetiche.

Se dovessimo farne una mera questione di numero, la risposta sarebbe chiarissima. Trovo comunque una curiosa differenza fra studi che confermano eventuali effetti negativi e quelli che invece sostengono che non ci sono effetti evidenti. I primi esprimono "certezze" di dannosità, i secondi riportano risultati negativi, ma non "chiudono" alla possibilità di effettuare altri studi.

Intellettualmente trovo più onesti i secondi... e resto quindi scettico.
Fate il backup, fate il backup, ricordate di fare il backup, non dimenticate di fare il backup.

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Oggetto del messaggio: Re: Cuffie Bluetooth o a filo? Effetti sulla salute

Messaggio da Anonimo ex-utente »

Il dibattito infatti per me è molto più ideologico che scientifico, ed era su questo piano che intendevo far ricadere i miei contributi precedenti.
Il metodo scientifico di confutazione di una tesi quale "Effetti negativi delle onde elettromagnetiche di bassa intensità sulla salute" sarà svolta in maniera da sottolineare gli impatti negativi appunto e non la visione generale dello scenario globale, fornendo percentuali di comparazione basate su numeri campionari.
È un metodo sperimentale che fornisce due prospettive (ed è qui che diviene ideologico abbracciarne una e non un'altra) su x casi analizzati il 90% risulta positivo al test. Nulla conta se quel x è un campione non significativo della popolazione effettiva (non significativo in termini quali/quantitativi).
Né il processo inverso può essere accertato: su x casi di malattia il 90% è esposto a radiazioni, poiché questo non isola quel campione da altri fattori.
Questa analisi critica però ha come contro il celare il vero effetto di alcuni elementi sulla salute, come è accaduto in molte altre circostanze in passato.
Per fortuna gli allarmismi vari che citavo (No-Vaccini, No-Carne [ho molto rispetto per chi sceglie una dieta vegana per motivi di salute], No-RaggiSolari) trovano poca capacità attuativa nella evidente necessità di evoluzione tecnologica del genere umano, che sceglie sempre la tecnologia (salvo la difesa di qualche interesse di tipo lobbistico, ma questo è un'altro discorso).

Sul Harvard Business Journal (Che non posso linkare qui perché il contenuto è coperto da diritti di diffusione) del mese di giugno scorso, vi era un articolo molto interessante sull'effetto economico di diffusione della telefonia mobile, l'Italia, la Francia e la Grecia erano citati come i paesi dove, a causa di una normativa restrittiva sulla salute, l'installazione delle apparecchiature trasmittenti era soggetta ad una burocrazia lunghissima e spesso annichilente, che non ha fatto altro che rallentare l'introduzione di questa tecnologia rallentando (seppur non come unico fattore), il processo di evoluzione economica guidato dalla introduzione tecnologica.

Mi domando quindi: ha davvero senso sostenere che il WiFi consumer faccia male, quando quella tecnologia è indispensabile e senza alternative? O il dibattito di questi argomenti all'interno di comunità che hanno voce attraverso i social network serve a dare celebrità ai pochi che già reietti dalla comunità scientifica, hanno bisogno di uno zoccolo duro di seguaci filo-ipocondriaci, al fine di rimanere visibili?

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Ottimo, Kext, come sempre.

Non sono molto preparato sull'argomento.
Un po' perché data l'età e l'esposizione di una vita intera ai fumo, vizi e ambiente paleoindustriale, industriale e postindustriale, non temo molto per la mia salute.

Quel che è fatto è fatto.
Resta solo un po' di altruismo e il fatto che ho seminato discendenze.

Ho qualche remora sulla totale consistenza delle notizie e delle ricerche in merito.
Sono, come GLOP, vagamente reazionario in relazione all'argomento.
Anni di esagitato allarmismo complottista, naturismo cosmico e settarismo, incoerenze, illogicità, paradossali affermazioni sull'argomento mi provocano una leggerissima sensazione di nausea.
Cerco di nasconderla, ma non ci riesco tanto...

Quindi, al contrario di altre argomentazioni richiedo una certificazione sulle affermazioni relative.
Come GLOP, appunto.
Non è giusto, lo so, ma così è...

Non sono d'accordo, invece, sulla valutazione del giornale Il Fatto Quotidiano.
È vero, è una testata che su questo argomento assume un atteggiamenti tipo come quello sopra descritto.
Ma nel panorama generale sfugge, come pochi, al controllo dei poteri che controllano la stragrande maggioranza della stampa.
Cartacea o online.
Per esempio De Benedetti, Agnelli-Elkan, Caltagirone, Confindustria, FMI, Cairo, Vaticano e... La lista è lunga, fate voi.

Certo, poi c'è la politica dei partiti e collegati, ma quella, pure se indecente, è lecita.
Se non altro perché viene dichiarata apertamente.

Il tutto viene peggiorato ormai dalle fabbriche di notizie del tutto false e che sono addirittura il contrario esatto della verità.
Insomma Il Fatto è stampa e informazione in un paese dove tutto è riconducibile a qualcosa che c'è ma non si dichiara esplicitamente.
Ma non fa parte del peggio, questo no.

Comunque non volevo introdurre altri argomenti off, ce n'è già molto come partenza di questo topic.
Era solo per dichiarare la mi selvatici nei confronti dell'argomento.
Sono molto interessato culturalmente, ma molto diffidente sulle affermazioni.

Ora... Apple parrebbe molto orientata nei confronti di questi aspetti ecologicamente compatibili.
Anche troppo, da come si rileva per vari prodotti e campagne che sostiene.
E non ha problemi di economia, tanto si fa pagare ampiamente le soluzioni tecniche a difesa dell'ambiente e salute.

Mi domando, ma non ha fatto rilevamenti scientifici sulle emissioni di onde e accertato quali sono i limiti accettabili.
E se questi limiti ci sono, ha fatto come la Volkswagen con le emissioni?
Oppure i limiti accertati e considerati sono molto al di sopra della reale pericolosità?
E che quindi vengono rilevati e enunciati falsamente, a copertura di interessi industriali?



Edit, vedo gli interventi di Uno e GLOP, ma sarebbe troppo lungo considerarli adesso.
Per cui posto così, scusate se ignoro affermazioni già fatte

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Oggetto del messaggio: Re: Cuffie Bluetooth o a filo? Effetti sulla salute

Messaggio da Uno_qualunque »

faxus ha scritto:vedo gli interventi di Uno e GLOP, ma sarebbe troppo lungo considerarli adesso.
Per cui posto così, scusate se ignoro affermazioni già fatte
Meglio, così ci dai la tua posizione "unbiased" e mi sembra che ognuno a suo modo ci accomuna quel senso di fastidio per queste "verità che nessuno vi dice", in perfetto stile "fake news" che va tanto ultimamente.

Con pieno rispetto per Tighine che come dicevo perlomeno argomenta e porta prove alla sua posizione.

Se non fosse chiaro, non ritengo che il discorso sia chiuso e leggo volentieri altri pareri.

P.S: Sarei curioso di leggere il nostro amico felino cosa ne pensa (giuro che non è una provocazione!)
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(Vedo ora che la discussione é stata separata ed estratta rispetto a quella originaria, ovvero il "thread" iniziato dall'utente "Makart25" in data 29 marzo 2017: viewtopic.php?f=8&t=40607" onclick="window.open(this.href);return false;).

Mi permetto di farvi sommessamente osservare come il vs. dibattito, successivo alla separazione degli argomenti, si stia sviluppando in un senso ancor più marcatamente ideologico, aprioristico e soprattutto non suffragato da alcun metodo d'indagine.

La valutazione sull'eventualità di effetti sulla salute umana derivanti da prolungata esposizione a basse dosi di radiofrequenza nella banda delle microonde necessita di numerosi approfondimenti sperimentali, che attualmente ancora non si prevede debbano esser condotti sistematicamente.

Ciò, a fronte di una diffusione ubiquitaria della tecnologia in argomento, senza però che vi sia stato un preventivo accertamento definitivo circa la sua eventuale nocività.

Il livello di diffusione delle ricetrasmissioni puntiformi localizzate a bassa intensità nella banda micrometrica 2,4-5,8Ghz, dedicata alla comunicazione numerica wireless (Wi-Fi e/o Wi-Max) é così elevato sul territorio, da interessare buona parte della popolazione.

Ciò non può non porre seri interrogativi istituzionali in merito alla responsabilità di radioprotezione e prevenzione sanitaria, da parte delle Autorità.

In particolare, l'evoluzione dei metodi didattici nel sistema scolastico prevede - nel breve e medio termine - un forte impulso all'uso del Wi-Fi durante l'attività didattica (Lavagne Interattive Multimediali, tablet sostitutivi dei testi scolastici tradizionali, router in ogni classe, etc...).

Ciò é quanto é previsto dal Piano Nazionale Scuola Digitale introdotto e finanziato con la legge della cd "Buona Scuola" n. 107 13luglio 2015

Vorrei pertanto chiedervi, qualora interessati ad una discussione seria ed approfondita, di leggere effettivamente il testo della ricerca.

Torno a sottolineare l'importanza di questo lavoro, primo nel suo genere, in quanto svolto in un contesto di ordinario utilizzo di sorgenti wi-fi, a condizioni usuali e quotidiane, in luoghi pubblici significativi ai fini sia di prevenzione sanitaria che di statistica epidemiologica come scuole medie superiori e biblioteche pubbliche.

Le condizioni sperimentali simulate, hanno rappresentato in maniera corretta e significativa il S.A.R. a cui risulta esposto un comune frequentatore di quei luoghi (studenti, docenti, personale ATA nelle scuole, utenti e personale nelle biblioteche pubbliche).


In particolare, se non avete tempo o voglia di leggerla integralmente, vi segnalo il capitolo 3.2 Risultati dei test di proliferazione:

"Riassumendo, relativamente alle analisi della vitalità cellulare, 4 dei 7 esperimenti con cellule in coltura in ambienti pubblici, ovvero scuole e biblioteche, hanno mostrato effetti di alterazione della proliferazione dovuta all'esposizione a Wi-Fi a livelli notevolmente più bassi di quelli previsti dai limiti di legge."


http://www.infoamica.it/wp-content/uplo ... -WI-FI.pdf" onclick="window.open(this.href);return false;