Perché Apple si è rivolta alla Cina per costruzione iPhone

Per parlare di qualsiasi altra cosa che abbia poco o niente a che fare col mondo Mac :D

Moderatore: ModiMaccanici

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Da un articolo del New York Times http://tinyurl.com/74ubov9 in parte tradotto e commentato da Macitynet, viene spiegato il vero motivo della scelta da parte di Apple di rivolgersi alla Cina per la produzione iPhone.
Al contrario di quello che si può pensare, ma in questo specifico caso riguardo all'iPhone, non sono stati i costi più bassi bensì un'organizzazione decisamente più efficiente:
Il costo del lavoro non è determinante visto che, ad esempio, nel caso di iPhone un telefono costruito negli USA avrebbe un ricarico di “soli” 65$ rispetto ad uno prodotto oltre oceano.
Alcuni punti estratti dall'articolo:
Apple aveva bisogno, perché Jobs lo ordinava, di un sistema per far migrare i telefoni dalla copertura in plastica a quella in vetro. La richiesta, complessa perché nessuno nel mondo aveva uno stabilimento in grado di dare il via alla sperimentazione e poi all’assemblaggio di questo materiale, inconsueto nel cellulari, venne passata ad uno stabilimento cinese. In pochi giorni venne completato un capannone, furono riempiti i magazzini di pannelli forniti gratuitamente a scopo di test e convocati centinaia di lavoratori per dare il via alla sperimentazione.
In particolare, hanno detto alcuni dipendenti ed ex dipendenti Apple che parlavano nell’anonimato, riportare negli USA le linee di produzione è impraticabile per la mancanza di forza lavoro sufficiententemente esperta ed istruita. Ad esempio nel caso di iPhone sono necessari 8700 ingegneri per dirigere le linee di produzione composte da 200mila dipendenti; Foxconn ha impiegato 15 giorni a trovarli, negli Stati Uniti potrebbero volerci nove mesi.
La scala su cui lavorano queste aziende è inimmaginabile. A Shenzen nella fabbrica Foxconn lavorano 230mila persone, operative sei giorni la settimana, anche su turni di 12 ore. Ci sono 300 persone addette a dirigere il traffico dei pedoni per evitare ingorghi durante il cambiamento dei turni; ogni giorno si cucinano tre tonnellate di maiale e 13 tonnellate di riso. Se necessario possono reclutare 3.000 persone da un giorno all’altro e metterle a dormire in camerate. «Quale azienda americana è in grado di reclutare 3.000 persone in 24 ore e convincerle a dormire insieme, in un camerone comune?», dice Jennifer Rigoni che ha lavorato per Apple, curando le forniture a livello mondiale fino al 2010.

Mentre il mio personale punto di vista è che non si può non considerare i tentativi di suicidio, alcuni riusciti, come protesta per le condizioni di lavoro disumane, in particolare riguardo a Foxcomm, fatto questo che ha fatto pensare a Apple di realizzare in territorio USA delle mega fabbriche totalmente automatizzate, almeno questo è quello che qualcuno dice sarà il futuro della produzione.
Sta di fatto che molte scelte di Apple, in evidente contro tendenza rispetto ad altre aziende, anzi per dirla tutta scelte apparentemente folli, dimostrano che è possibile realizzare dei prodotti di alta qualità costruttiva e design unico, con prezzi finali di poco più alti di prodotti analoghi ma di qualità costruttive bassissime. Un esempio su tutti è proprio l'iPhone, inconcepibile per marchi come Nokia, Motorola eccetera, immaginare di poterlo realizzare in vetro e alluminio, eppure. O i MacBook che addirittura portano l'incredibile innovazione di un monoblocco in alluminio e a protezione del display una lastra di vetro.
Scelte assolutamente folli ma che, a giudicare dal successo, dimostrano che la regola di costruire a basso costo e con scarsa qualità per trarre maggior profitto non sempre è valida, nel caso di Apple l'esatto contrario.


Rif: http://tinyurl.com/6pbg92f" onclick="window.open(this.href);return false;

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akenzo
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Ho letto anche io un articolo a riguardo ed i 15 giorni non riguardano solo la possibilità di trovare forza lavoro ma anche a quella di costruire materialmente una nuova linea di produzione. In America, come presumo nella maggior parte degli stati del globo, la burocrazia non permetterebbe mai di avere dei tempi così brevi.
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francescolupo7
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Avevo letto anche io questo articolo. Fa riflettere e mi fa pensare al fatto che dovremmo rimboccarci le maniche...
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Su leggo.it di oggi c'è quest'articolo ...
Il lato oscuro della Mela. Non è tutto oro quello che luccica nel santuario di Cupertino, dopo la trimestrale dei record con i profitti raddoppiati e la capitalizzazione di Borsa più alta di sempre (oltre la soglia dei 400 miliardi di dollari). Perché dietro i trionfi di iPad e iPhone - le cui vendite sono aumentate rispettivamente del 128% e del 111% - c’è un costo umano. E a pagarlo sono i lavoratori che assemblano i materiali per conto della Apple in Cina. Un prezzo inaccettabile, secondo quanto svela il New York Times: orari eccessivi, a volte per 7 giorni a settimana, dormitori superaffollati, lavoro minorile, lunghissime ore in piedi fino a non riuscire a camminare, nessuna considerazione per le condizioni di salute e per i materiali nocivi utilizzati nella produzione.
L’indagine parte dall’esplosione del maggio scorso nella Foxconn, già nota come «fabbrica dei suicidi» a Chengdu, nel sud della Cina, in cui morirono tre persone, e molte altre rimasero ferite. Si è scoperta così una sequenza di eventi drammatici: i 137 casi di avvelenamento di N-esano, una sostanza chimica usata per lucidare gli schermi degli iPhone, i 91 casi di minorenni trovati a produrre in dieci fabbriche e diversi altri abusi sul lavoro.
Del resto, sono gli stessi rapporti di Cupertino a rivelare che oltre la metà dei fornitori controllati da Apple ha violato almeno uno degli aspetti del codice di condotta ogni anno dal 2007. Di recente Apple ha aderito alla Fair Labor Association, la rete non profit che controlla le condizioni di lavoro nel mondo: ma, secondo i critici, il monitoraggio sarà solo parziale. A un colosso con 100 miliardi di dollari in cassaforte e ricavi per 46.33 miliardi, non si può non chiedere di più.

Scrivo su iMaccanici con TapaTalk per MacBook Air

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Apple e sfruttamento dei lavoratori cinesi: crescono gli inviti al boicottaggio della Mela

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplr ... sezione=38" onclick="window.open(this.href);return false;

“I consumatori dovrebbero boicottare Apple? - si è chiesto nei giorni scorsi il Los Angeles Times”. Altre testate prestigiose ed influenti come Forbes e The Daily Beast hanno ripreso l'argomento. “iQuit!” è il nuovo slogan dei moralmente impegnati. A questa prima ondata di sdegno, ha fatto seguito la replica di altri articolisti pro-Apple. La stessa Forbes, ha pubblicato un pezzo di Tim Worstall in cui molte della accuse vengono rubricate come “nonsense”, sciocchezze.

Brooke Crothers, su Cnet ha ricordato, realisticamente, che un eventuale boicottaggio non può fermarsi ad Apple: quasi tutti i giganti dell'hi-tech producono i loro gadget in Estremo Oriente dove le condizioni di lavoro non sono certo mai paragonabili a quelle svedesi.

L'amministratore delegato di Apple, Tim Cook, in una email ai dipendenti ha respinto le accuse del Times come false e rivendicato l'attenzione e cura dell'azienda per ogni singolo dipendente. È vero però che un rapporto della stessa Apple, del 2011, confermava come in 93 delle 229 aziende fornitrici di Cupertino, non fosse rispettato il limite massimo di 60 ore settimanali di lavoro.

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Apple non fa altro che massimizzare la produzione, ottimizzando i costi. Lo stesso fa Microsoft, Nike e Fiat, tanto per citarne 3 attive in 3 diversi settori. Microsoft produce il suo Hw praticamente solo in Cina. Nike fa lo stesso con i paesi del sud-est asiatico. Fiat sta spostando sistematicamente la sua produzione nell'est europa. Purtroppo il Think Different è uno slogan, e come tale va preso.
Il discorso è che se queste aziende agiscono in questo modo è perché, portando lavoro con i loro stabilimenti, creano ricchezza. La loro politica, scorretta e disumana, è accettata tacitamente, perché non vi è alcuna prospettiva lavorativa migliore. Tutto qui.
Un pò come i patti di Marchionne ( che guadagna milioni di euro all'anno) per i dipendenti del Lingotto (che di euro ne guadagnano meno di 30.000 all'anno) : " O lavori come dico io, o vai a casa". Voi avreste scelto di andare a casa? :|
L'iperbole è sempre eccessiva.