Steve Jobs la vita la morte i nostri sogni

L´uomo della Mela

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BIOMAC
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Oggetto del messaggio: Steve Jobs la vita la morte i nostri sogni

Messaggio Inviato: gio, 25 ago 2011 11:08

Sei anni fa Steve Jobs fece questo discorso dove è scritta la sua vita la storia di Apple ed i nostri sogni
"Death is very likely the single best invention of life. It is life's change agent. It clears out the old to make way for the new,"
Alla Stanford University disse : "Your time is limited, so don't waste it living someone else's life."
Una concezione ed una visione immensa del mondo.
Curzio
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Messaggio Inviato: gio, 25 ago 2011 13:12

Concedetemi un sano realismo: non può e non deve essere la morte o il morire lo stimolo della vita (men che mai di una presunta vita "autentica" o nuova); questa, a mio avviso, è barbarie intellettuale, esistenzialismo da quattro soldi. La vita vive per vivere e nient'altro e rinnova se stessa vivendo; non è mai "più" o "meno" vita solo perchè sa di dover morire, solo perchè sa di portare in sé la morte come propria possibilità costitutiva. Essa deve, però, non poterlo dimenticare mai. Il 13 aprile 2011, dopo mesi di agonia che ho vissuto giorno per giorno, un cancro si è portato via mia madre, e questa è - terribile dictu - una delle veramente immense cose che mia madre, dolcissima, mi ha insegnato con il suo morire. Non voglio rattristare nessuno. Al contrario.
BIOMAC
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Messaggio Inviato: gio, 25 ago 2011 13:42

Infatti se leggi bene il suo scritto Steve Jobs esalta il nuovo e non fa esistenzialismo.
Curzio
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Messaggio Inviato: gio, 25 ago 2011 13:52

Volevo solo dire che la morte di una persona non è mai in sé il momento in cui la vita si rinnova (il discorso funziona in astratto, e più per compensazione e consolazione): è sempre e soltanto perdita. I concetti di "vita" e "morte" sono generalizzazioni inevitabili di cui ci serviamo necessariamente per cercare di dare un senso a un processo interminabile è oscillante. Ma si vive e si muore sempre in prima persona, personalmente, come individui, non solo fisicamente ma anche spiritualmente, e allora è tutta un'altra cosa, talmente privata da risultare impartecipabile.
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