Erano giovani e forti

Sì, eravamo quattro gatti, anzi per l’esattezza tre (io, Eugenio e Stefano). Appena sei mesi fa si festeggiavano i 3000 iscritti e proprio ieri siamo giunti a quota 4000. Il primo sostenitore convinto de iMaccanici era “Coca70” (Giancarlo), che ancora oggi si muove calorosamente dietro le quinte, mentre il primo utente registrato fu “unodeipochi” (l’amico Giovanni). Persone di poche parole, ma di molti fatti, proprio come Michelangelo, che ci regala ogni anno il dominio.it e la potente casella di posta.
E come non ricordare, in occasioni come questa, quegli utenti storici, che hanno fatto da veri propulsori per il sito e per le persone che ci lavorano: Anna, Samantha ed Anidel, Atomo73, Gaetano, Jemitho, Pask, Simkravitz, Ciccio1927, Flarom, BioMac, SuperMac, Elia, Fenix, pierecall, robertocali, Alexanderbagpipe, nirvanakurt, ellemme e tanti amici di lunga data (non possiamo nominarli tutti perché ci vorrebbero diverse pagine di testo), a cui col tempo si sono aggiunti altri e altri ancora…
Anche se meno anziani, tra i più attivi e affezionati oggi si annoverarano anche Buck, laserman, Tano90, YodaMac, iStefano, francescolupo7, bodisattva, gli ottimi Parsifal, Enrico8, Motoko, Fab71… e poi ancora Trezzit, akenzo, rikiriki, mattleega, mauropasha, Pat, E.W.H., tego72, iMarcel, kiruzzo, maclovers, RickS, cesaremac, Sparkle, franco.ita, Scialla, iDanilo… e quanti altri? Speriamo vivamente di non far torto a nessuno, ma è evidentemente arduo ricordare proprio tutti-tutti!
Di alcuni sentiamo la mancanza, come TheMacGuru e Dataghoul, e ci auguriamo di risentirli presto, di altri possiamo dire di sentirci onorati di averli a bordo, come l’amico Marco Freccero, il grande Marco Balestra, il giovane Diego Petrucci e il mitico Luca Cadalora!
Il successo de iMaccanici è ormai appurato e incontrastabile, non di rado arrivano nuovi iscritti che ci riferiscono di incomprensioni avute su altri forum, mentre in realtà si rivelano poi preziosi all’interno del gruppo.
Talvolta qualcuno ha portato una ventata d’aria più rumorosa nel forum, attimi, forse sfuggenti, o forse che hanno lasciato il segno, ma che hanno contribuito comunque a ricordarci che un carattere più audace è bene, finché naturalmente coesiste l’equilibrio necessario a non ledere lo spazio altrui né ad offendere chicchessia. E questo perché, in pratica, a noi non piace un forum pieno di pecore belanti con pochi pastori severi, formula che speriamo di non dover mai adottare, ma un posto dove l’utente possa facilmente e responsabilmente sentirsi a proprio agio.
Non ho dimenticato l’amica Michela nei precedenti (e comunque parziali) elenchi di iscritti, con le nostre incomprensioni e i nostri punti di vista così scostanti, eppure tenacemente legati da un sottilissimo ed inattaccabile cavo d’acciaio; con lei sono nati gli articoli più belli, equilibrati e inequivocabili. Abbiamo imparato ad avere coraggio dalla sua timidezza, e a scoprire la nostra forza. Michela è sempre stata d’aiuto nelle moderazioni più scomode sul forum e nel comprendere i personaggi più complessi, per non seguire i suoi consigli abbiamo anche perso utenti preziosi, ma siamo fiduciosi che al momento giusto torneranno.
Grazie quindi, 4.000 grazie a tutti, per ciò che siete, per ciò che fate… perché non mi stancherò mai di ripetere che tutti insieme noi oggi siamo iMaccanici. E a proposito, per chi fosse curioso di conoscere la nostra storia… dalle origini, abbiamo appena aggiunto un banner in fondo alla pagina a destra, che rimanda all’articolo pubblicato pochi mesi fa sull’argomento.

La storia siamo (anche) noi

È tempo di godersi le meritate ferie e come ogni anno gli articoli quotidiani si prendono una pausa estiva. Intanto vi lascio, a gentile richiesta, un racconto concentrato sulla storia de iMaccanici, come sito e come gruppo. Di utenti Mac, in Campania, ce ne sono eccome; apparentemente però, non riescono a consolidare un rapporto troppo a lungo. Proprio per questo un vero e proprio Amug napoletano non c’è e nemmeno riesce a concretizzarsi: è fin troppo evidente l’esperienza poco florida dei precedenti gruppi Mac campani. Per esempio MacAnnurc (da mela annurca, una saporita mela campana) è un AMUG della nostra terra, forse il primo, che da quando è nato non ha mai avuto un’intensa attività di gruppo, nonostante fosse stato pubblicizzato sulle principali riviste cartacee del settore ed ufficialmente riconosciuto da Apple…MacAnnurc nacque nel 2003 e dopo un paio di incontri (tra Salerno e Napoli) non ci furono ulteriori sviluppi degni di nota. Pare che dietro a questo gruppo ci fosse Michael Sciascia, il quale, non avendo più la possibilità fisica di spingerlo, probabilmente perché trasferitosi altrove, lo lasciò in una lunga fase di stallo.
Da qualche anno infatti, sul sito compare la triste frase: “Cercasi presidente tuttofare … ‘a gratis’ oppure vendesi AMUG prezzo basso usato poco anzi pochissimo”. Di Gaetano Guzzo, l’intestatario del dominio, non si sa nulla, se non che puntualmente lo rinnova ad ogni scadenza. Ormai sono oltre 6 anni che non c’è un significativo movimento nel gruppo fondato da Sciascia, forse l’ultimo incontro risale addirittura all’ottobre 2003. I reduci agli incontri non si riescono a rintracciare, e la cosa ormai sta affossandosi.

All’epoca iMaccanici ancora non avevano un nome, ma io ed Eugenio, insieme a Gaetano, Giovanni e qualcun altro, eravamo già da tempo un gruppo affiatato fin dagli anni ’90, almeno sui nostri interessi comuni: Apple e la tecnologia in genere (computer grafica, video, audio…).
Spinti da Angelo M., storico tecnico e rivenditore Apple di Napoli, con Eugenio decidemmo di unire l’utile al dilettevole, fornendo assistenza tecnica Mac nella nostra zona. Io mi scoprii particolarmente portato per il software, Eugenio invece si confermava ogni volta un maestro del saldatore e dell’hardware in genere. Ma poiché la nostra indole non ce lo permise, ben presto ci trasformammo in una specie di onlus. Fu allora che coniai il nome de iMaccanici: una coppia di amici sempre reperibili e disposti a trascorrere ore a casa di qualcuno magari in cambio soltanto di un caffè.
Intanto io ogni settimana inviavo un’email ai nostri amici con le principali novità sul mondo Apple e segnalazioni varie. Era l’autunno del 2003, nasceva Maccanicando (qualcuno ha pensato per caso ad Applicando?) e la newsletter veniva spedita ad una dozzina di amici, che evidentemente apprezzavano, perché grazie al passaparola divennero quasi 700 quando si spense per la conclusione naturale del suo ciclo.

Poi conoscemmo il giovanissimo Stefano, un promettente fenomeno delle reti e dei comandi da Terminale, era l’anello mancante. Impiegato prima in un centro assistenza PC (chiunque ha uno scheletro nell’armadio), si è specializzato in riparazioni ed assemblaggio computer, ha poi curato il network e l’archivio di una casa editrice (esclusivamente con Mac OS X e server) ed oggi studia e lavora in Germania presso un importante centro stampa. Con l’avvento di Mac OS X è diventato rapidamente un nostro punto di riferimento, almeno per il lavoro “sporco”, cioè comandi verbosi, lettura dei log, ma anche bravo a mettere su un sito, e di conseguenza un forum, curandone l’integrazione.
Un primo esperimento fu fatto appoggiando il nostro sito sullo spazio web di GamesArena.org. Era un sito molto povero, ma aveva una funzionalità che oggi manca: la chat interna. Ricordo l’unico visitatore sempre presente (coca70), al punto che la soprannominammo Chat Single User. Inoltre erano davvero i primi passi e proprio mentre stavamo uscendo dallo stato “dell’Arte Povera” scomparve GamesArena.org e il sito divenne di colpo irraggiungibile.

Era il maggio 2005, contemporaneamente alla nostra “sventura” nacque iNapoli. Qui, a differenza di MacAnnurc, la storia la conosciamo bene perché abbiamo vissuto intensamente ogni attimo di quell’avventura. Il sito www.inapoli.it fu registrato per conto di Nando G. come testata web di un giornale locale che ebbe (strano?) poca fortuna.
Presso lo studio del webmaster (Vincenzo C.) che registrò il dominio, collaborava un tale Domenico C., che allo scadere dello stesso ne propose l’utilizzo per la creazione di un AMUG esclusivamente napoletano. Appena venni a conoscenza del fatto invitai tutti gli iscritti del sito de iMaccanici (temporaneamente orfani del sito, ma ancora assidui lettori della newsletter) a partecipare all’aumento di consistenza del nuovo AMUG. Ancora oggi non mi spiego perché proprio l’ideatore non avesse intenzione di affrontare i doveri di fondatore dimostrando purtroppo la totale mancanza di capacità organizzative.

Intanto iMaccanici sentivano l’esigenza di avere un nuovo dominio, sempre a costo zero. Optammo per imaccanici.altervista.org, con un sito basato su Geeklog (sempre Open Source) abbastanza simile a quello di oggi, ma presto (come prevedibile) i 100MB di spazio disponibile cominciarono a rivelarsi insufficienti.
Fu proprio Stefano, stanco delle limitazioni, ad acquistare tra il 2005 ed il 2006 un dominio (per la prima volta) tutto nostro. Nacque così www.iMaccanici.org e con il sito una serie di servizi aggiuntivi, come la stanza ufficiale di iChat, la casella di posta offerta da Michelangelo; i suoi pochi, ma divertenti Podcast…

Nel frattempo l’AMUG iNapoli non si muoveva per niente. Dopo qualche mese (5 per l’esattezza), riuscimmo finalmente ad incontrarci per conto nostro, nonostante le insistenze verso il fondatore che continuava ad ignorare le nostre richieste di attività; solo un mese prima Vincenzo C. si propose con un timido: “…che ne dite di una bella pizza ‘sociale’ sabato sera? So che forse è tardino, ma secondo me ce la possiamo fare.”… Mancavano due giorni!
Allora organizzammo tutto tra di noi, raccogliemmo la proposta di Federico (SuperMac) e senza effettuare richieste al “capo” finalmente ci incontrammo a Napoli da Babette. Seguì un altro incontro, dove stavolta si presentarono anche l’amministratore ed il fondatore di iNapoli, e decidemmo giustamente di affidare le sorti del gruppo (ormai affiatato) ai legittimi “proprietari”. Questo non servì ad evitare il flop napoletano con il Meeting Nazionale Utenti Mac del 2005, dove ci vedemmo costretti ad incontrarci (in pochi) presso una ospitevole famiglia nocerina, pur di non saltare l’evento nazionale.

A questo punto gli utenti più attivi decisero di prendere le redini dell’AMUG convincendo i fondatori di iNapoli a lasciar loro spazio, organizzando prima un evento presso un cinema multisala, poi un paio di pizzate nei mesi successivi. Sembrava andare finalmente tutto a gonfie vele ed i progetti erano molto promettenti, fino al giorno in cui una strana situazione, quasi irreale, vide rompere l’amicizia (cominciata anni prima) dei due principali organizzatori delegati. L’ultimo incontro (febbraio del 2006) vedeva ormai una netta divisione all’interno del gruppo, seguaci di una o dell’altra sponda. Una prima parte più numerosa si trasferì su iMaccanici, che nel frattempo era diventato un gruppo enorme, ed una parte molto più piccola ha continuato in sordina la sua strada senza mai affrontare i veri motivi della scissione. Terminò così l’avventura più infuocata delle mele campane, lasciando cadere anche iNapoli nel dimenticatoio fino alla sua chiusura ufficiale.

La Mailing List dell’AMUG fu un’avventura bella ed intensa (per qualcuno disastrosa) ed i 3000 messaggi in un anno si interruppero proprio il 1 aprile del 2006, quando dalle ceneri di iNapoli nacque la nostra MacList, trasformando il sito de iMaccanici (prettamente dedicato ad Assistenza) in un gruppo affiatato e organizzato, capace di condividere i propri pensieri anche al di fuori dello schermo.
Oggi la nostra MacList vanta oltre 40.000 messaggi, non pochi se si considerano all’incirca quattro anni di attività, gli incontri sono sempre a “lieto fine”, il sito sempre aggiornato ed il forum strapopolato.
E l’assistenza? Ormai ognuno di noi riesce ad uscirsene quasi sempre da solo, l’assistenza è ridotta al minimo indispensabile. Preferiamo condividere le nostre risorse on line permettendo a tutti di godersi il Mac, o gli altri dispositivi Apple, nel migliore dei modi.

Cos’è successo? Sei cambiato, non sei più la stessa cosa!

Non tutte le ciambelle riescono col buco, è vero, e nemmeno la nostra superficialità è rimasta impunita, se poi ci si mette anche la sfiga la catastrofe è inevitabile.
Cosa è successo dunque al nostro sito nelle ultime ore? Anche se ne abbiamo già parlato nel forum, è doveroso approfondire e per cominciare partiamo dalla ciambella.
Venerdì, 22 gennaio alle ore 10:12, abbiamo ricevute “visite” indesiderate all’interno del nostro server a nostra insaputa, e sono stati manomessi due piccolissimi, ma fondamentali file: il documento index php e il documento index html che usiamo solitamente per segnalare ai visitatori le pause per la manutenzione.
Le modifiche riguardavano l’inserimento di un codice, tra l’altro abbastanza lungo, in cima ai file appena citati. Questo codice cosa permetteva? Al momento della prima visita alla homepage de iMaccanici il visitatore che caricava la prima volta la pagina veniva reindirizzato su un altro sito che conteneva malware per Windows, in pratica il codice aggiunto richiamava, in un iframe nascosto, un url che per installare malware nei PC Windows.

Adesso, dopo un attento esame della coscienza, affrontiamo le nostre “colpe”, in primis la superficialità. Il sito de iMaccanici è basato sul collaudato, diffuso, sicuro e stabile motore di Geeklog. Ma come ogni software anche questo CMS, basato su applicazioni PHP/MySQL, necessita di manutenzione, aggiornamenti e cure periodiche.
La versione 1.5 di questo CMS, rilasciata nel lontano Giugno del 2008, aumentava il livello di sicurezza della piattaforma correggendo alcune falle che esponevano ad attacchi esterni le versioni precedenti. Attualmente Geeklog è arrivato alla impenetrabile versione 1.6.1, ma noi, tra la svogliatezza e la sicurezza (alla quale Apple ci ha sempre abituati) eravamo fermi… non alla versione 1.5, ma peggio ancora alla vetusta 1.4.1!!!
Inevitabile quindi essere preda facile di malintenzionati. Malintenzionati che purtroppo non sono umani, esistono infatti dei software-robot creati appositamente per “bucare” siti ed iniettare codice arbitrario. La cosa bella è che molti di questi automi sono insidiati in milioni di computer Windows, e certamente il nostro sito, che pur se “stipato” su un hosting Linux, è stato vittima di un attacco da parte di uno dei tanti PC zombie che navigano in Internet, a causa del software obsoleto sul quale si basava (e si basa ancora) il nostro sito.

E il fattore sfiga? Come non citarlo!
In situazioni abituali ci saremmo accorti in pochi minuti dei file manomessi, in quanto bastava accedere alla directory del sito, tramite client FTP, individuare i file recenti modificati, realizzare che erano stati manomessi in data e ora NON corrispondenti a nostre modifiche, aprirli con un editor di testo e confrontarli con il nostro backup quotidiano del sito.
Ma, ma c’è un ma!
Stefano, aka Predatorfe, essendo l’amministratore tecnico del sito, cioè colui che si occupa di effettuare manutenzione, aggiornamenti (magari), snellimento del database, risoluzione di conflitti e introduzione di funzionalità per garantire compatibilità tra sito e forum, abita da qualche anno in Germania, e proprio in questi giorni si trovava invece a Napoli, quale occasione migliore per non incontrarci ed effettuare qualche salutare modifica al sito?
Bene, alcune modifiche sono state fatte proprio poche ore prima dell’attacco, ragion per cui è stato impossibile individuare rapidamente i file incriminati ad una prima occhiata veloce ai documenti senza il suo aiuto, e intanto le ore passavano. Infatti soltanto al suo ritorno, ignaro dell’accaduto e dopo decine di ore di irreperibilità, un suo rapido sguardo ha individuato l’anomalia e l’ha corretta. Vane sono state le precedenti ipotesi e i tentativi di ripristinare la situazione, intanto Google (e questa è la catastrofe) piazzava il sito nella sua lista nera, mettendo in guardia i visitatori da un sito pericoloso, il nostro, anche se ormai era tutto già tornato alla normalità.

Cosa ha permesso questo è ancora da scoprire, ma le possibilità sono tre:
1) Furto di credenziali ftp dopo aver fatto l’upload dei file sul sito da un pc infetto (e questa è da escludere perché da parte nostra nessun accesso FTP è stato fatto da un PC Windows)
2) Uso di script lato server vulnerabili. In questo caso il pirata potrebbe essere in grado di usare tali vulnerabilità per caricare codice sul server (questo invece è possibile perché la versione di Geeklog attualmente utilizzata è obsoleta).
3) Server vulnerabile o scarsamente protetto. (questa casistica è la meno frequente ma non è da escludere).

Questo forum è stato fondamentale per capire molte cose, e ringrazio Habanero anche se non ho il piacere di conoscerlo.
Da questa disavventura avremo certamente imparato qualcosa, ed è già tanto: mai usare Windows, mai abbassare la guardia, cambiare spesso le password e aggiornare sempre i nostri software. Ho evitato di toccare i fattori “seccia” e “occhi secchi” per il rispetto di chi non è scaramantico, ma dagli ultimi episodi caldi del forum sono stato molto tentato.
Una curiosità mi lascia però interdetto. Il nostro webmaster (sempre Stefano) non ha intenzione ancora di aggiornare Geeklog, ed è seriamente convinto di farlo soltanto una volta ritornato in Germania. Credo che sarà necessaria una punizione corporale per questa sua presa di posizione.
😉

Buona domenica e buona settimana a tutti.

Check Point: 1000 articoli Mac pubblicati

Verso la fine degli anni ottanta l’incontro con un altro utente Mac costituiva un piccolo evento. Quando accadeva, la complicità generava immediatamente una certa simpatia, si instaurava un clima di grande disponibilità e altrettanto spesso si finiva poi con lo scoprire di avere tante altre cose in comune oltre all’utilizzo del Mac.
Alcuni fra quelli che considero ancora oggi miei grandi amici in assoluto* li ho conosciuti proprio grazie a un Apple Macintosh, così come in amicizie già consolidate** è poi entrato un Mac a cementare ulteriormente dei rapporti.

La situazione dicevo, era molto diversa, internet cominciava a diffondersi ma anche lì di Mac se ne respirava poco: c’erano i newsgroup, i gruppi di discussione. In un mare di opzioni che per il settore informatico si riconoscevano dai prefissi it.comp.eccetera l’unica possibilità per gli utenti italiani era appunto it.comp.macintosh (ancora oggi vivo e vegeto).
Anche in questo caso dopo un pò conoscevi praticamente tutti e le dinamiche di fondo erano le stesse: grande senso di appartenenza, grande disponibilità verso gli altri utenti, alto tasso di affinità.

Oggi l’offerta di siti dedicati alla Mela è sotto gli occhi di tutti, va probabilmente ben oltre l’effettiva domanda. L’antica complicità però vacilla. Ho conosciuto molti webmaster che hanno cominciato per sana passione ma che oggi pensano e agiscono come piccoli dirigenti d’azienda preoccupati esclusivamente del fatturato.

In questo mare di voci, di cacce agli scoop, di finti rumors e fake vari c’è per fortuna ancora spazio per l’eccezione: iMaccanici hanno il grande pregio di somigliare spudoratamente ai loro creatori, Franz Grua in primis (non me ne vogliano Gengi e Stefano). iMaccanici hanno offerto fin dalla loro nascita tonnellate di supporto tecnico a centinaia di utenti, spesso anche presso le loro sedi, in cambio di “niente”. Questa unicità riflette appunto la personalità di Franz, soggetto unico e irripetibile, nella miglior accezione dei termini. Uno che trova gratificante il semplice fatto di aver creato e tenere in vita quest’entità (oggi più che mai viva e attiva). Uno che non si preoccuperà mai di linkarvi verso un suo potenziale “concorrente” se questo significa darvi una notizia interessante. Uno che se hai un problema appena appena più serio dopo cinque minuti senti suonare il citofono (ove non possibile almeno il telefono). Uno che da per il piacere di dare. Uno che vorresti fosse tuo fratello pur di averlo sempre fra i piedi.

E fidatevi, finchè esisteranno queste rarità, esisteranno siti rari come iMaccanici. Per me l’unico posto dove il sapore della scelta (che resta sempre e comunque “differente”), somiglia ancora a quella di quei fine anni ’80 da cui ho cominciato…

10.000 di questi articoli.
— WhiteDuke (Gaetano)

* Vedi anche alla voce Eugenio Benvenuto
**Vedi anche alla voce Giovanni Ferrara

In vacanza con il Mac

È tempo di pensare alle ferie, non che tutti debbano per forza partire per le isole tropicali, però può capitare una gita “fuori porta” di qualche giorno, e magari proprio allora non potere rinunciare al Mac.
Ricordiamo che almeno nel periodo estivo è buona cosa lasciare il Mac a casa e dimenticarsi tutto quello che ci lega alla quotidianità, al lavoro e allo stress. Se poi è inevitabile dobbiamo preoccuparci di cosa portare appresso.
Chi usa un portatile come computer principale non avrà grossi problemi, basterà solo aggiungere ai bagagli l’alimentatore, un lettore universale di schede, un Hard Disk da 2,5″ e magari un hub USB. Non dimentichiamoci a casa la fotocamera digitale, o la videocamera se la nostra passione è realizzare filmati estivi.
Da prendere in considerazione l’acquisto di un modem USB “multimode” per navigare in HSUPA, HSDPA, UMTS, EDGE e GPRS senza “appoggiarsi” per forza a qualche Access Point più o meno aperto.
Discorso diverso per chi usa un desktop e vuole portarsi appresso un portatile nuovo o poco utilizzato.
In questo caso è meglio importare i file necessari per poterlo portare in vacanza senza sentire la mancanza del Mac di casa, o dell’ufficio.
…segueL’ideale sarebbe (se non si ha una rete) collegare i due Mac tramite firewire, raggiungendo l’altro con il nome.local della condivisione, oppure avviare uno dei due in Target-Mode, trasformandolo temporaneamente in un disco esterno.
Si potrebbe anche importare l’account, ma potrebbe risultare controproducente trasferire decine di GB di documenti che magari non ci serviranno mai in vacanza, e quindi meglio prenderci solo quello che serve davvero.
Cominciamo dalla Rubrica Indirizzi, apriamo la Rubrica del Mac fisso e facciamo Archivio/Esporta/Archivio Rubrica Indirizzi. Questo ci permetterà di ottenere un unico file contenente il Backup di tutta la rubrica.
(chi ha Tiger dovrà eseguire Archivio/Esegui il backup della Rubrica Indirizzi). Questo file andrà aperto dal portatile per importare tutti i contatti del Mac fisso.
Adesso è il momento della Posta, se (come mi auguro) utilizziamo Mail.app allora basterà copiare la cartella Mail, che si trova in Home/Libreria ed il file com.apple.mail.plist che si trova in Home/Libreria/Preferences e posizionarli nella stessa posizione dell’Account nel portatile. È buona cosa impostare le opzioni avanzate delle nostre caselle in maniera che non vangano rimossi i messaggi dal Server, cosicché al nostro ritorno potremo riscaricare tutta la posta dal Mac fisso.
C’è anche da premunirsi in caso le caselle di posta siano quelle “limitate” al POP3 funzionante solo se connesse con lo stesso provider, in questo caso può tornarci utile MacFreePops, ma gli account di posta vanno riconfigurati in ricezione secondo le istruzioni fornite con l’applicazione di Pier Luigi Covarelli.
Magari potremmo anche importare le Password dal portachiavi, risparmiando la fatica di doverle inserire nuovamente nel programma di posta. Basterà copiare il file com.apple.keychainaccess.plist dalla cartella Preferences e la cartella Keychains dalla Libreria dell’utente per ritrovarci tutte le password, i certificati e le chiavi conservate nel nostro portachiavi. Ovvio che sarà necessario effettuare un logout prima di poterle utilizzare.
A questo punto perché non copiarci pure i preferiti di Safari? Essi risiedono nella cartella Home/Libreria/Safari del nostro Account, anche per loro basterà copiarli nel nuovo Utente del portatile. il file in questione è Bookmarks.plist.
Ora non ci resta che copiare anche i documenti che potrebbero servirci durante le ferie e prepararci alla partenza.

Dimentichiamo niente?
Portarsi appresso il backup dei dati del Mac fisso potrebbe essere un’idea, oppure conservarlo in un luogo sicuro, almeno questo ci permetterebbe di recuperare i dati nel malaugurato caso di un furto durante la nostra assenza.
Se poi vogliamo andare a letto sereni tutte le sere, si potrebbe anche organizzare un controllo a distanza durante degli orari prestabiliti.
Se il Mac si collega ad internet attraverso un router ADSL (la maggior parte dei casi, con Fastweb ad esempio bisogna utilizzare servizi alternativi come quello offerto da logmein.com) potremmo renderlo accessibile dall’esterno ad orari prestabiliti. Basterà accedere alla configurazione del server virtuale del router ed impostare l’IP locale del Mac come “porta pubblica di destinazione”, dopodiché occorrerà risalire all’IP esterno della nostra connessione. Per fare questo esistono decine di servizi gratuiti, uno di questi è DynDNS.com, che che lega un nome di tipo miocomputer.dyndns.org al proprio IP esterno rilevato da un programma (DynDNS Updater) messo a disposizione per Mac OS X.
Dopo aver impostato i parametri per raggiungere il nostro Mac da un qualsiasi punto del pianeta, dobbiamo impostare gli orari durante i quali il Mac dovrà essere acceso, sempre tenendo conto di un eventuale fuso orario.
Per fare ciò bisogna portarsi in Preferenze di Sistema->Risparmio energia->Programma ed impostare poi i giorni e l’ora per l’accensione e lo spegnimento.

Controlliamo il contatore dell’acqua, chiudiamo il gas e spegniamo la caldaia.
Buone vacanze!

Nuovo traguardo nuova partenza

iMaccanici punto org è il sito, per chi non lo sapesse, nato con uno scopo ben preciso: aiutare gli utenti Apple in difficoltà e che non hanno la possibilità (o la voglia) di portare fisicamente il Mac in un Centro di Assistenza.
Contestualmente alla pubblicazione di articoli e recensioni sul sito, vengono forniti servizi di: newsletter per tenere gli iscritti aggiornati sulle notizie della settimana; mailing list per confrontarsi con centinaia di utenti tramite l’utilizzo comodo e immediato della posta elettronica; forum per ottenere un contatto diretto con gli utenti registrati e gli amministratori; potenti caselle di posta tuonome@imaccanici.it da 6GB per inviare e ricevere messaggi con allegati consistenti; inoltre incontri ed eventi per condividere serate piacevoli e approfondire tematiche interessanti.
Mercoledì 4 giugno 2008 abbiamo superato, con immenso piacere, la soglia psicologica dei 1000 utenti registrati sul forum, che hanno lasciato un nick ed un’e-mail per avere la possibilità di accedere anche alle funzioni avanzate del sito.
…SegueSi tratta di mille utenti reali, nessuno spam, nessun doppione, nessun utente inattivo, infatti ogni iscrizione sospetta (non confermata manualmente) viene immediatamente eliminata.
Qualche mese fa abbiamo addirittura eseguito un censimento, contattando tutti quelli che pur essendosi registrati non si erano mai loggati, potendo così eliminare chi non ha risposto entro una settimana alla nostra e-mail.
Il nostro ringraziamento va a tutti quelli che si sono affidati a noi chiedendoci aiuto, a tutti quelli che (al contrario) hanno dato un aiuto a noi, a tutti quelli che hanno insistito per farci diventare anche un gruppo, a tutti quelli che hanno creduto in noi fin dall’inizio incoraggiandoci, e anche all’unico utente bannato, capace di farsi dedicare una intera sezione del sito.

Bisognerebbe ringraziare tutti i mille iscritti uno per uno, ma per questione di spazio nomineremo soltanto gli ultimi 50 intervenuti nel forum, perciò ringraziamo vivamente Keru, Tano90, eliacas, simkravitz, ray5810, robertocali, fenix, candyman, supermac, elia, ilcav71, alessiovass, elfica55, Sasuke Starseekr, NikSte, doc54, peppetesta, diegosantini, sonyx73, wuombley, Dolcezeus, Claudio.farna, samadhj, aniceto, Saiwa, delfry, rogerrabbit, fra, anidel, alva, tony, Simz, MAcMusic, zinzula, Parsifal, RickS, pask, niosound, alfaman, Markelian, osiride, LelloBecchimanzi, thelux, funkysud, Nakatomi, bronislaw, danzyc, pm7300, cianozzo, lucamad, paulicca e anche gli altri 950 che ci danno la giusta spinta per continuare la nostra bella avventura sul web.
Grazie a tutti, ma soprattutto… “Grazie a Orazio!”.

—Oracle

Soldi facili, quanto è giusto?

Ogni giorno vengono studiate e prodotte nuove tecniche per inserire pubblicità nei siti web con metodi più o meno trasparenti.
Quando si visita un blog o un sito apparentemente “open source” difficilmente si immagina di poter involontariamente contribuire ad ingrossare il portafogli di persone che nemmeno conosciamo.
Non stiamo parlando dei normali link di affiliazione di Google AdSense o dei piccoli banner pubblicitari nelle fasce laterali (dove chi vuole può liberamente cliccarci o ignorarli), non ci riferiamo nemmeno all’invasiva pubblicità contestuale che presenta il messaggio promozionale al passaggio del mouse ed a nessun’altra forma di pubblicità formata da finestre pop-up che ormai si trovano ovunque nei siti infestati da numerosi sponsor.
La nostra attenzione è stata attirata invece dalle pubblicità occultate nel testo (apparentemente) pulito di un articolo, dove vengono illustrate in maniera limpida le caratteristiche tecniche di un prodotto potenzialmente interessante.
È proprio in quei link che possono nascondersi in maniera astuta delle vere e proprie tagliole, messe lì apposta per generare guadagni a nostra insaputa. Purtroppo per noi neanche tutti i siti dedicati ad Apple sono immuni da questa forma subdola di pubblicità.
…SeguePer esempio, se un articolista scrive: “Apple rilascia i nuovi iPhone in Italia” ed il link dell’articolo punta direttamente al sito Apple è tutto regolare, ma se il sito Apple viene raggiunto passando attraverso un sito di marketing digitale, allora significa che il prodotto, che potenzialmente acquisterete, genererà un guadagno in percentuale ai proprietari sia del sito di partenza che (giustamente) del sito di marketing.

Una buona tecnica è quella di tenere d’occhio la barra di stato di Safari (Menù Vista > Mostra Barra di Stato) prima di cliccare su un qualsiasi link.

E che c’è di male vi chiederete voi? In fondo spesso siamo stati anche avvisati: “se effettui un acquisto tramite questi link il nostro sito riceve una percentuale e potrai offrire il tuo contributo al nostro sito, senza spendere più di quanto avresti speso comprando su Apple Store Italia.”
Però questo non è del tutto vero, poiché in questo modo gli utenti sono portati a credere che i prezzi siano rigorosamente quelli esposti sul listino dell’Apple Store.

Avete mai provato a chiedere uno sconto o un regalino acquistando telefonicamente da Apple?
Provateci e vedrete che non sarà impossibile ottenere uno sconto fino al 10% od ottenere in regalo una base Airport Express o un iPod shuffle, ovviamente in proporzione alla mole di merce che comprerete.
Se poi non volete faticare tanto a convincere l’interlocutore Apple, basterà rivolgersi ad un Premium Reseller o ad uno dei tanti negozi in franchising, come Essedì e Fnac (ma ce ne sono altri) per chiedere quali prodotti Apple hanno in offerta, e scoprirete che un iPod touch o un iMac costano regolarmente meno che sul sito Apple, spesso con due anni di garanzia e talvolta con la possibilità di partecipare a seminari di approfondimento gratuiti.
Provate ad ottenere gli stessi vantaggi partendo da un link dove ci guadagnano una percentuale almeno due società: perderete la possibilità di ottenere uno sconto qualsiasi dal produttore o dal venditore.

Questa segnalazione non vuole rivelarsi polemica nei confronti di chi riempie di pubblicità il proprio spazio Web, ma vuole solo mettere in guardia gli utenti che spesso si ritrovano la pubblicità anche in un articolo apparentemente imparziale e disinteressato.

iMaccanici hanno da sempre escluso l’ipotesi di inserire sponsor invasivi e onnipresenti nel sito, e hanno rifiutato più di una proposta pubblicitaria da parte di grandi società di marketing, limitandosi solo a due piccoli spazi gestiti da Google AdSense per sostenere le effettive spese del sito, concentrando le proprie energie solo ed esclusivamente per aiutare l’utente in difficoltà, in cambio di un semplice grazie, quando possibile.
Arriverà il giorno in cui queste forze non ci saranno più, (sgrat… sgrat…) allora il nostro sito verrà donato a chi sarà spinto dalla stessa passione che ci ha portato fino a qui.

—Oracle