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lunedì, 29 agosto 2016__03:52

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SMART Utility: Come funziona?


Noti che il Mac sia particolarmente lento ed EtreCheck non ha rilevato nulla di strano? Sul Forum ti hanno consigliato di scaricare e verificare l'hard disk o l'SSD con SMART Utility? Bene, possiamo procedere!
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Conoscere per difendersi dall'ingegneria sociale


Il social hacking, più conosciuto forse come social engineering (ingegneria sociale) è probabilmente una delle forme più pericolose di attacco che può essere portato nei nostri confronti e nei confronti dei dati che custodiamo; conoscerne le caratteristiche è il primo passo per difendersi.
Talvolta, quando un criminale riesce a violare il sistema di sicurezza posto a difesa di una rete informatica, o di un singolo computer, lo fa mediante un utilizzo dello strumento informatico che potremmo sicuramente definire come minimale.
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EtreCheck: il Mac a nudo!


Hai bisogno di chiedere aiuto sul forum? Sei alle prime armi col tag [ code ]? Vuoi semplicemente sapere cosa non va nel tuo Mac?
EtreCheck è un ottimo punto di partenza!
EtreCheck, utility sviluppata e constantemente aggiornata da EtreSoft, un'importante software house attiva dal 1997, è un tool che ci consente di conoscere a fondo cosa succede nel nostro Mac, può rimuovere anche adware e ci può segnalare, ad esempio, se la RAM è insufficiente, la mancanza di un backup Time Machine e altro ancora.

Per ora ci interessa sapere come può esserci utile per chiedere assistenza.
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ShareMouse, mai più grovigli di cavi!


Stanco di lavorare su più portatili cambiando continuamente posizione dei polsi? Vuoi controllare più Mac con il tuo TouchPad preferito? Uno Switch KVM è un sogno proibito?

Dimentica notti insonne passate alla ricerca di uno switch economico, passa a ShareMouse!

ShareMouse è una "piccola" applicazione che ci permette di condividere, tramite la rete, i nostri amati dispositivi di input con altre "macchine". Il funzionamento è semplice: si installa l'applicazione sui Mac (o pc Windows) che si desidera, si configura il layout dei monitor e si inizia a lavorare in tranquillità, "switchando" da un pc ad un altro!

Non condividerai "una" sola postazione, ma qualsiasi postazione può trasferirsi su quella desiderata!
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iTouch-Server, mouse a portata di mano!


Hai lanciato e distrutto il tuo mouse in una sessione di gioco? Sei stanco di litigare col gatto che te lo ruba mentre lavori? Il tuo touchpad è lo zerbino del tuo cane?

Bene, iTouch-Server fa per te!

iTouch-Server è un'applicazione fornita da Logitech veloce e gratuita che ci permette di collegare via wi-fi il nostro smartphone ad un Mac o ad un pc per sfruttare il touchscreen come mouse.

Grazie al connubio con la sua app "Touch Mouse" (disponibile su iOs, Android e Windows Phone), ci fornisce le principali funzioni di un mouse: movimento del cursore, click sinistro, centrale e destro, scrolling (con due dita) e una tastiera con i tasti principali. Il feeling che avremo sarà molto più simile ad un touchpad che ad un mouse vero e proprio, possiamo inoltre selezionare la sensibilità del touch screen dello smartphone in modo da avere un maggiore controllo del cursore; la tastiera, invece, ci permetterà di inserire agevolmente sia testi che combinazioni di tasti.

iTouch-Server (e le relative app) sono ideate per un uso temporaneo, come "tampone" al misfatto, in attesa di riparare o comperare un mouse o tastiera nuovi, ma nessuno ci impedirà di usarle anche quotidianamente!

Personalmente uso iTouch-Server quando non sono vicino al Mac, per cambiare traccia audio, aprire pagine web o qualsiasi cosa che possa comportare l'uso del mouse! Ad esempio, "spaparanzato" sul divano, avvio il browser, inserisco l'indirizzo o parte di esso (nel mio caso Twitch), clicco su Full Screen e guardo ciò che ho scelto. A volte mi capita anche di addormentarmi col Mac acceso, ma basta un comando da terminale.. questa, però, è un'altra storia!

Concludo sicuro di aver suscitato un po' di curiosità e allego, qui di seguito, il link di iTouch-Server e il nome delle applicazioni da cercare nel proprio store:

- iTouch-Server Mac | www.logitech.com/pub/techsupport/mouse/mac/touchmouse1.0.dmg
- iOs | Touch Mouse | itunes.apple.com/it/app/touch-mouse/id338237450
- WinPhone | TouchMouse | www.microsoft.com/en-us/store/apps/touchmouse/9nblggh0d9mh
- Android | Airborne Mouse | m.storrreeeeeee.store.aptoide.com/app/market/jmaxxz.airbornemouse/36/3273537/Airborne+Free

Buon Scrolling! Mi raccomando, non arrabbiarti col tuo compagno a quattro zampe!


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Windows da ISO sul Mac senza usare il SuperDrive


Esordire su questo sito con una guida per l'installazione di Windows su hardware Apple, non depone certo a favore di chi scrive, mi rendo conto. Tuttavia, se considerate nell’ottica dell'assistenza agli utenti Mac in difficoltà, per i quali iMaccanici rimane un'impagabile risorsa, sono certo che perfino le motivazioni di questo scritto risulteranno più comprensibili. Mi preme invitare coloro che si apprestano alla lettura di questo articolo a non lasciarsi intimidire dalla lunghezza del procedimento, poiché non tutte le fasi sono necessarie ad ogni computer; ci sono, però, dei Mac più difficili di altri, più recalcitranti verso i sistemi operativi di Miscrosoft (come biasimarli?), i quali necessitano di maggiori attenzioni, per farsi persuadere. E’ a questi esemplari, uno dei quali si è rivelato essere in mio possesso, che si rivolge la procedura completa e gli sforzi di tutti coloro che hanno contribuito ad assemblarla, direttamente o indirettamente. L’origine della questione, come già emerso anche nel forum (vedi discussione Bootcamp su Yosemite), risiede nella facoltà negata dall'utility di OS X, alle macchine dotate di lettore/masterizzatore interno, di installare Windows via USB, concedendo questa opzione ai soli modelli non equipaggiati di unità ottica; si tratta di una distinzione che costituisce un impedimento per tutti i possessori di Mac il cui SuperDrive non è più efficiente o è stato sostituito da una seconda unità di archiviazione. Come ampiamente spiegato da molti siti in rete, la possibilità di aggirare il controllo che determina se si tratti o meno di un modello compatibile con l'installazione da immagine ISO, esiste: essa si realizza modificando il file interno a Boot Camp Info.plist, che, sostanzialmente, è un elenco di modelli e versioni per i quali è previsto che si possano applicare o meno determinate scelte. Non è certamente questo l'ostacolo più impegnativo da sormontare, altri si frapporranno tra l'utente e la possibilità del multi-boot, ma da qui si comincia. La modalità di intervento è spiegata in più tutorial, che risultano grosso modo simili, ma, almeno per la mia esperienza personale, non tutti sono stati scritti con la stessa accuratezza; alcuni passaggi non sufficientemente illustrati possono compromettere il funzionamento dell'utility, impedendone l'apertura. Vi segnalo, in merito, un paio di discussioni in cui è possibile seguire la spiegazione; non sono migliori di altre, ma si tratta di quelle nelle quali mi sono imbattuto durante le mie ricerche e che mi hanno fornito elementi utili alla risoluzione del problema: una si trova su MacRumors e l'altra su Apple Support Communities.

(clicca su continua…)
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Come riparare il cavo del MagSafe


Il MagSafe ha due cavi: lato presa di corrente (230 V) e lato Mac. Se si danneggia il primo non è un problema, basta comperare un cavo con una spina “normale” da un lato ed un connettore di tipo C7 (cosiddetta presa ad 8) dall’altro.
Se si danneggia il cavo lato Mac, la cosa si complica. Molto spesso il cavetto si rovina proprio accanto alla presa del Mac, altre volte si deteriora per sfregamento sul bordo del tavolo…
altre volte ancora ha la sfortuna di imbattersi nella piccola Tawee, che se lo ciancica con gusto (vedi foto!).

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Tor Browser - Navigare sicuri anche col Mac


Vi è mai capitato di navigare in internet su un computer non vostro? Per esempio all'università oppure in un internet point? Beh, in queste situazioni ed in molte altre, ci si interroga quanto può essere sicuro utilizzare questi computer. Che ne è della nostra privacy? Va tanto di moda (a parole) ma è anche questione di sicurezza. Immaginate di avere la necessità di utilizzare il vostro home banking o di accedere alla pagina web della vostra casella di posta…
Ed ecco che allora ci viene in aiuto una… cipolla (onion)!

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Messaggi beta, come non salvare le Chat, o quasi


Ancora in pochi usano iChat, e pochissimi di questi hanno installato la versione beta di Messaggi, applicazione di default nel prossimo OS X Mountain Lion.
Perché usarlo? Perché, come dice Apple, l'applicazione Messaggi porta iMessage sul Mac, proprio come sull’iPad, iPhone e iPod touch con iOS 5.
Questo significa poter inviare iMessage illimitati a qualsiasi Mac, iPad, iPhone o iPod touch; iniziare una conversazione iMessage sul Mac e continuarla su un qualsiasi dispositivo Apple o videochiamare con FaceTime. Messaggi supporta iMessage e gli account AIM, Yahoo!, Google Talk e Jabber, quindi basterebbe anche il account legato all'indirizzo mail gratuito targato imaccanici.it.
Chi però ha già installato Messaggi, avrà notato che le Chat vengono salvate di serie in una apposita cartella senza possibilità di evitarlo, pena il rischio di essere "pizzicati" in qualche conversazione delicata o privata.
Purtroppo, non si sa ancora perché, sembra impossibile evitare il salvataggio delle chat, come invece era possibile con il vecchio iChat.
Perciò bisognerà ricordarsi di spostare ogni volta nel Cestino questi file "sensibili".
Ho scelto perciò di salvare direttamente i messaggi nel Cestino del Mac, evitando modifiche acrobatiche al file com.apple.iChat.plist, ottenendo così la certezza di eliminare i messaggi ad ogni sessione.
Farlo è facilissimo, basterà raggiungere le preferenze del programma (mela+virgola con Messaggi/iChat aperto) e scegliere il Cestino come cartella di destinazione alla voce "Messaggi > Salva le chat in: Altro…". Per farlo bisognerà raggiungere il percorso tramite l'abbreviazione Mela+maiuscole+G incollando il percorso del Cestino "~/.Trash" per ottenere questo risultato.
Fatto, grazie!
Qui trovate la pagina Apple per il download della beta di Messaggi.

Nota aggiuntiva:
Come emerso dai commenti di mauropasha all'articolo, questo metodo si riferisce al salvataggio delle chat tradizionali di iChat (AOL Instant Messenger, ICQ, XMPP/Jabber, Bonjour, Google Talk, Yahoo! ed altri), mentre per eliminare gli archivi di iMessage e FaceTime bisognerà cancellare (a programma chiuso) la cartella Messages che si trova in ~/Libreria/.
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Chi lascia la via vecchia (SL) per la nuova (Lion)…


Leggo di alcuni amici che, con il passaggio a OS X 10.7 Lion, si rammaricano di aver perso alcune funzioni cui erano abituati (e, diciamocelo pure, affezionati) con Mac OS X 10.6 Snow Leopard (mi duole il cuore ad averlo accantonato… :-( n.d.a.).
Ebbene, cari nostalgici, non tutto è perduto: ci viene incontro il sig. Fredrik W che, sul suo sito ha reso di recente disponibile per il download un'applicazione chiamata Lion Tweak che, come scrive lui stesso, "ci consente di personalizzare e correggere alcune nuove, ma irritanti funzioni di OS X 10.7".
L'applicazione, nonostante non sia in italiano, è di semplice utilizzo: estratto il dmg, alla sua apertura ci troveremo un pannello simile a quello di Preferenze di Sistema con il logo di Lion violentato da una chiave inglese, che è anche il simbolo identificativo dell'applicazione stessa.
Il pannello ci offre 17 (consentitemi l'OT… il numero 17 porta sfiga per chi parla italiano, mentre per chi usa la lingua di Albione è il 13 a portare sfiga…) opzioni alcune delle quali, a mio parere, inutili, altre invece più utili, tutte selezionabili con un semplice clic su uno dei due bottoni a disposizione "yes" o "no". Per esemplificare, abbiamo la possibilità di rendere sempre visibile la cartella Library, oppure (ri)abilitare l'opzione di ripetizione tasti che Lion, mutuandola da iOS, ha trasformato nella selezione di caratteri speciali… e così via.
L'applicazione come avrete intuito è localizzata in inglese ed è aggratisse, anche se Fredrik non disdegna una donazione.
Giocando con il titolo e con il famosissimo adagio… Chi lascia la via vecchia per la nuova… con Lion Tweaks la ritrova.
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Un tunnel verso l'altra parte del mondo


Se anche a voi, navigando, capita di incontrare qualche sito che rifiuta il dialogo, in quanto non cittadino statunitense o inglese e la cosa vi fa (giustamente) imbestialire così come fa imbestialire me, allora la soluzione del problema è TunnelBear, contro il content divide.
Trattasi di una VPN che permette a chiunque di accedere ad Internet con un IP inglese o americano, potendo così usufruire di quei servizi che non sono disponibili al di fuori di quel paese con una semplice modifica del DNS.
L'unica limitazione della versione con accesso gratuito è che si hanno a disposizione appena 500Mb al mese di navigazione, incrementabili sino a 1,5Gb/mese accettando un tweet o ancora, sborsando 4,99 dollari al mese, esso diventa illimitato.
TunnelBear è disponibile per il download gratuito sul sito ufficiale (per Mac e PC). Installato il programma che vi chiederà di autenticarvi (tranquilli, l'ho già fatto io) per poter caricare una nuova scheda di rete virtuale, vi chiederà un indirizzo email valido per inviarvi i codici di attivazione.
Ora, dopo esservi loggati con le credenziali e la password che avete inviato, potete avviare la nuova VPN col pulsante ON e decidere la nazionalità preferita.
Lanciato il processo, bisogna però prima chiudere Safari o altro browser, potrete navigare come se foste da tutt'altra parte del mondo semplicemente e quasi con la stessa velocità.
Buona navigazione!
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Sincronizzare la Rubrica Indirizzi su più Mac


Dropbox, il noto servizio di archiviazione online, o meglio di sincronizzazione remota, ad oggi avrà probabilmente già superato i 30 milioni di utenti registrati, una cifra impressionante, ma comprensibile. Solo raramente però le potenzialità offerte da questo cloud storage gratuito vengono sfruttate appieno. Quello che voglio proporvi oggi è destinato a chi ha più di un Mac ed usa intensamente la Rubrica Indirizzi.
La comodità di poter sincronizzare la Rubrica Indirizzi del Mac con quella del cellulare è innegabile, ma avere sempre la rubrica aggiornata su ogni Mac è prerogativa di quei pochi privilegiati che pagano annualmente un account MobileMe.
L'esigenza di sincronizzare i contatti su più Mac, specialmente negli ambiti lavorativi, può essere appagata con pochi passaggi, ma per farlo occorre usare il Terminale.
Eugenio ha fatto da cavia, e io l'ho seguito felicemente a ruota.

Primo passo, se non l'abbiamo già fatto, è registrare un account Dropbox (partendo da QUI regalerete un po' di spazio extra ai maccanici), poi bisognerà effettuare il download dell'applicazione Dropbox.app da installare sul Mac ed inserire i dati dell'account appena registrato.
Nella home del Mac comparirà la cartella magica Dropbox che ad ogni modifica verrà aggiornata in remoto, sia sui server di Dropbox Inc. (a San Francisco in California) che su ogni computer connesso ad Internet che abbia installato Dropbox.app con i nostri dati di accesso.

A questo punto è prevedibile che nella cartella Dropbox sarà possibile mettere, oltre alle mille cose di utilizzo quotidiano, anche la cartella di supporto che contiene i contatti della Rubrica Indirizzi. Tale cartella si trova in Home (l'icona della casetta) /Libreria/Application Support e si chiama appunto AddressBook, potremmo magari richiamarla con un alias per "ingannare" Rubrica Indirizzi.app… peccato però che il software non si lasci adescare da un "semplice" alias, ma richieda almeno un collegamento simbolico (in inglese symbolic link). E per creare un symbolic link bisogna utilizzare necessariamente il Terminale (o un software come MacDropAny, ma si perderebbe tutto il divertimento).
Ecco i pochi, semplici passi da effettuare per realizzare un sicuro meccanismo di sincronizzazione della Rubrica Indirizzi:

1) Chiudere tutte le applicazioni, specialmente quelle che potrebbero accedere alla Rubrica (iCal, Mail, Rubrica Indirizzi, ecc…)
2) Spostare (dopo averne fatto una copia di salvataggio e averla collocata altrove) la cartella AddressBook che si trova in Home/Libreria/Application Support in Home/Dropbox.
3) Lanciare il Terminale ed incollare questo comando ln -s ~/Dropbox/AddressBook/ ~/Library/Application\ Support/AddressBook
4) Attendere il termine dell'upload (cioè fino a quando l'icona di Dropbox torni a mostrare la spunta verde) e lanciare Rubrica Indirizzi.

Se gli indirizzi ci sono tutti significa che l'azione è andata a buon fine. A questo punto ogni Mac collegato al proprio account di DropBox avrà una copia della cartella AddressBook nella cartella "magica" di Dropbox.
Per attivare la sincronizzazione sugli altri Mac basterà spostare nel cestino la cartella AddressBook (che si trova in Home/Libreria/Application Support) e incollare il comando ln -s ~/Dropbox/AddressBook/ ~/Library/Application\ Support/AddressBook. E il gioco è fatto.

Si sconsiglia l'utilizzo simultaneo di Rubrica Indirizzi su più macchine, perché potrebbe creare qualche incidente di percorso durante la sincronizzazione. Per il resto la comodità è impareggiabile.
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Ridurre le dimensioni del backup di Time Machine


Quando Apple crea strumenti potenti ed allo stesso tempo facili da usare, può risultare difficile intervenire in "opzioni banali", o almeno giudicate tali dall'utente medio. In effetti gli sviluppatori di Cupertino impiegano parecchie energie a limitare le personalizzazioni dei software con la speranza di ridurre il rischio che i clienti meno avvezzi possano impostare parametri poco efficienti o addirittura controproducenti.
Il backup effettuato da Time Machine è molto più complesso di quello offerto da altri software più tradizionali: Time Machine aggiunge versioni modificate dei file fino a quando non riempie il disco, solo allora le copie più vecchie vengono eliminate (dopo un preavviso) recuperando lo spazio minimo necessario ad accogliere nuovi file.
I documenti vengono gestiti in maniera complessa, tramite l'utilizzo degli hard link, per risparmiare quantità enormi di spazio ed evitare inutili duplicati. Però questo non basta, perché a volte lo spazio occupato è ancora troppo, e con un po' di impegno si può ancora ottimizzare il lavoro guadagnando longevità nella cronologia.
Consigliamo sempre di non escludere nulla dal backup, tuttavia qualche volta può essere profittevole liberarsi di intere cartelle che letteralmente sprecano spazio sul disco destinato all'archiviazione.
Si tratta delle cartelle come quelle di cache o della memoria virtuale (/private/var/vm/), ma anche alcune proprie dell'utente, come le Macchine Virtuali di Parallels, Fusion o VirtualBox, che ad ogni avvio di virtualizzazione implicano la duplicazione notevoli quantità di dati (interi pacchetti con i dischi immagine delle macchine). Recupererete così diversi GB di storie certamente ingombranti.
Per eliminare i vecchi backup inutili basta entrare nell'applicazione Time Machine, individuare la cartella da "purgare" e selezionare l'elemento con il tasto destro (ctrl+clic) spostandosi col puntatore su "elimina tutti i backup della cartella".
Mentre per liberarsi dalla copia automatica di queste cartelle, sarà sufficiente lanciare Preferenze di Sistema e spostarsi nel pannello Time Machine, trascinando le cartelle da escludere definitivamente nella finestra Opzioni, dove c'è scritto "escludi questi elementi dai backup".
Conosco persone che dopo queste semplici procedure hanno recuperato anche un centinaio di GB (uno di questi sono io), con piacevole sorpresa.
Arrivederci alla prossima!;-)
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Le dimensioni contano


Disk Inventory X e GrandPerspective sono due applicazioni, piuttosto simili nelle funzioni come nell'interfaccia, che consentono di avere un colpo d'occhio rapido ed efficace sull'effettiva occupazione di dischi, in effetti volumi, o semplici cartelle.
In entrambi i casi, la durata della scansione dipende dalla dimensione del volume o della cartella in oggetto, dalla sua effettiva occupazione nonché dalla velocità del processore e dalla concomitanza di altri eventuali processi in corso ovvero il tutto può richiedere anche alcuni minuti. Al termine della scansione viene presentato un grafico in forma di mappa ad albero dal quale è possibile iniziare ad orientarsi per capire chi esattamente stia occupando spazio disco, dove ed in quale misura.
Se già la visione d'insieme non bastasse ad individuare gli eventuali colpevoli, si possono cliccare i vari elementi del grafico per sapere quali file rappresentino, dove questi siano collocati ed altri dettagli. Soprattutto con Disk Inventory X, e specialmente se si è attivata la finestra Informazioni, le informazioni sul file e sulla sua collocazione sono piuttosto articolate e possono essere lette con calma mentre si confrontano informazioni su altri file al solo spostamento del puntatore. GrandPerspective invece permette alternativamente o un'analisi rapida spostando il puntatore o solo la lettura dei dettagli di un file singolo.
Entrambi i programmi richiedono Mac OS X 10.3 o successivo e questo dovrebbe coprire la quasi totalità degli utenti Mac (OS X) attuali. Disk Inventory X è alla versione 1.0 mentre GrandPerspective è alla 1.3.3. Entrambi sono squisitamente gratuiti come d'altra parte gli sviluppatori non rifuggono da eventuali donazioni di denaro sonante. Tra i due, solamente GrandPerspective è presente su SourceForge.
L'utilizzo di questi programmi è consigliato innanzitutto a chi non si spiega come mai il suo disco sia già farcito oltre l'immaginabile. A proposito, fa sempre bene ricordare che le prestazioni di un disco cominciano a decadere quando la percentuale di spazio occupato supera il 50% e degradino notevolmente quando questa percentuale si avvicina al 90% per aprire le porte del Male con valori superiori (a buon intenditor...). Allo stesso tempo l'utilizzo di queste applicazioni dovrebbe essere effettuato da chiunque a cadenze più o meno regolari per controllare che non siano presenti oggetti smarriti ed ingombranti o inutili rimanenze di chissà quale applicazione. Si potrebbe ad esempio scoprire che il carissimo, in tutti i sensi, programma di aggiornamento del navigatore conserva gelosamente ogni passato aggiornamento di vari GB, per un totale di alcune decine di GB nascosti in una sottocartella della Library...
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Chi è senza peccato…


TorrentDam è un piccolo software che permette la ricerca di file torrent su più siti in contemporanea, arrivato alla versione 3.0 apporta delle migliorie tra le quali l'aggiunta di motori di ricerca come Kickass e Sumo Torrent e l'aggiunta del browser Google Crome.
Il programma richiede Mac OS X 10.4 o successivi e gira su Mac PPC e Intel. Interfaccia microscopica e gradevole, si installa, dopo averlo scaricato gratuitamente dal sito ufficiale, con un veloce Drag and Drop… così sarete pronti subito ad infrangere la legge… o no?
Facciamo un piccolo excursus sui file torrent, poi ci addentreremo nell'argomento più spinoso del lecito e non.
Il torrent è un protocollo Peer to Peer che consente la distribuzione e la condivisione di file mediante la rete (la condivisione NON è un reato), i file originali che si vogliono condividere vengono spezzettati in tanti piccoli frammenti (qui sta il trucco! ) che verranno inviati a chi li richiede, una volta che tutti i frammenti di un file vengono scaricati il file viene ricomposto nel computer del destinatario. Il vantaggio è che in questo modo è possibile scaricare i frammenti di file di cui necessitiamo da più fonti, frammenti che a nostra volta siamo obbligati ad inviare a chi ne ha bisogno.

Piccolo vademecum dello scaricatore di file torrent:
1. I Peers: sono coloro che stanno scaricando un file ma non lo hanno scaricato completamente, i peers condividono i frammenti di quel file che per il momento posseggono.
2. I Seed: sono coloro che hanno diffuso il file originale o che lo hanno scaricato completamente, i seed sono molto importanti in quanto solo loro possono fornire informazioni su tutti i frammenti che compongono quel file e ovviamente solo loro hanno tutti i frammenti.
3. Il Tracker: è un server centrale che svolge il ruolo di smistatore, il tracker infatti coordina le richieste degli utenti che stanno cercando di scaricare dei file e fornisce informazioni su chi ha i frammenti che servono, Il Tracker non contiene i file che vengono condivisi e i file non transitano attraverso di lui.
4. I file torrent: sono dei piccoli file con estensione torrent che non contengono il file da scaricare ma solamente delle informazioni su di esso, come ad esempio tutti i frammenti nel quale è stato diviso il file originale oppure l'indirizzo del Tracker da contattare.

Semplificando il concetto: quando un utente decide di scaricare un file viene contattato il tracker che gli indica da chi scaricare i frammenti del file, man mano che ogni frammento viene scaricato viene anche condiviso con gli altri, quando tutti i frammenti vengono scaricati il file viene ricomposto e automaticamente quell'utente diventa un Seed di quel file.

Uno dei principali vantaggi dei torrent è l'elevata velocità alla quale è possibile scaricare file di grosse dimensioni (tipo film, discografie complete, ecc…).
Bene, tutto chiaro? Ora il fatto di poter scaricare con un programma gratuito, pezzettini infinitesimali di grandi file in condivisione GRATUITA, mi fa pensare… ma è una cosa eccezionale! Costruiamo subito una statua a quel genio che ha inventato il tutto!
Poi mi fermo e penso: se fossi Madonna (quella che canta, sì) oppure Tornatore, o anche il proprietario della Buena Vista, sarei preoccupato che a qualche mascalzoncello venisse l'idea di digitare una ricerca di una mia canzone o di un mio film? I miei diritti d'autore in questo caso chi me li paga? I milioni di euro che ho speso per produrre "quel film" chi me li rifonde se è tutto gratis?
Ho in mente un'ultima domanda, la più importante, forse: se possiedo un computer e scarico un'applicazione gratuita che mi permette di scaricare in condivisione qualsiasi file un utente voglia condividere… tra i filmini delle vacanze della famiglia Rossi e Titanic… cosa sceglierò? E voi?
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Spedire mail sicure con il Mac


La comunicazione via mail, come tutti sanno, è basata sul protocollo SMTP (Simple Mail Transfer Protocol), un sistema “semplice” che, appunto, non consente una comunicazione sicura: in altre parole, tutto il contenuto del messaggio viaggia in chiaro lungo le linee digitali. Non solo, ma rimane conservato sui server del provider per anni!!! (meditate gente… meditate) Il sistema GPG si propone di risolvere questo problema, criptando e decriptando i messaggi spediti e ricevuti.
Da buon Maccanico alle prime armi, proverò a spiegarvi come.

Principio base di funzionamento
Il meccanismo si basa sulla creazione e sull’uso di un set di due chiavi: una chiave pubblica (pub), da diffondere e pubblicare, e una chiave privata (sec), da custodire con grande cura. Le due chiavi sono generate dal sistema con un’unica operazione, utilizzando degli algoritmi matematici. Senza scendere troppo in dettaglio, ci basta sapere che GnuPG (The GNU Privacy Guard) è il progetto GNU che si occupa dello sviluppo di OpenPGP.
Ogni utente, dicevamo, avrà quindi un proprio set di chiavi. 
Ecco come funziona…
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Processi, priorità e prestazioni


Tra i principali motivi del successo di UNIX c'è senza dubbio la capacità di multitasking reale; ovvero la possibilità, da parte del Sistema Operativo, di far girare contemporaneamente numerose applicazioni.
Questo vale logicamente anche per Mac OS X, Sistema Operativo di derivazione UNIX, della famiglia BSD. Se apriamo Monitoraggio Attività (si trova in Applicazioni/Utility) possiamo notare che ogni programma, applicazione, comando che si lancia e ogni servizio attivo sul Sistema da origine a uno o più processi a cui viene assegnato un numero che lo identifica univocamente, chiamato IDP (IDentificator Process).
Un processo consta di codice eseguibile, posizione di esecuzione, dati gestiti, file aperti, ambiente di esecuzione e credenziali. Ogni processo, tranne kernel_task (a cui corrisponde l'IPD 0), è generato da un'altro processo di cui si definisce il PIPD (Parent IPD). Si parla quindi di processo padre (parent) e processo figlio (child). Ogni processo ha una priorità preassegnata, con un valore che varia tra -20 e 20 e che determina quanta CPU time rispetto agli altri il Sistema dovrà dedicargli. La priorità preimpostata di un task è 0 (-20 è considerata la massima priorità); questo valore può essere modificato attraverso il Terminale, ma bisogna usare il comando renice, avere una certa dimestichezza e risalire all'ID del processo.
La vivace software house Eosgarden di Losanna offre una piccola applicazione gratuita in grado di gestire i processi dei programmi per Mac OS X su un livello più avanzato e con la possibilità di assegnare priorità a ciascuna separatamente.
Il nome dice praticamente già tutto: ProcessRenicer. Una volta lanciato il programma verrà visualizzato un elenco di tutti i processi in esecuzione e ad ognuno sarà possibile decidere la priorità, dando al Sistema il compito di allocare le risorse in base alle proprie esigenze.
La grafica dell'interfaccia è fortemente ispirata allo strumento di Apple, ma le informazioni fornite sono numerosissime ed interessanti, anche per chi vuole solo curiosare senza toccare nulla, ma soprattutto per chi ha la capacità di intervenire con sapienza su questi valori.
ProcessRenicer è disponibile gratuitamente per il download dal sito dello sviluppatore e richiede un Mac con processore Intel e Mac OS X 10.6 o successivi.
Sempre sul sito di Eosgarden è possibile approfittare dei numerosi progetti Open Source e freeware molto interessanti, che rispecchiano ognuno l'indiscussa qualità svizzera nella realizzazione di software.
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Aumentare il volume degli Mp3 e AAC


Chi i brani in iTunes non li compra soltanto, ma li importa dall'analogico, li scarica più o meno legalmente, o in qualche modo li crea a modo suo, può ritrovarsi nel tempo con tracce musicali dal volume più basso del normale e magari dovrà affrontare la regolazione manuale per ogni brano, con l'utilizzo di software di audio editing costosi, o difficili da usare se gratuiti.
Denys Yevenko, già famoso su Windows per MP3 Cutter Joiner, ha recentemente rilasciato una piccola, ma potente applicazione, per l'editing rapido dei brani in formato Mp3 e AAC/M4a (i formati audio compressi supportati da iTunes).
Smart Gain permette (con un semplice clic del mouse) sia di normalizzare automaticamente il livello del volume di tutti i file audio, che di amplificare un'intera traccia registrata a volume basso o un suo particolare frammento senza modificare il livello complessivo del volume del file.
L'unica finestra del software, seppur piacevole nell'aspetto, sente il peso di uno sviluppo ancora acerbo su Mac (mancano le abbreviazioni da tastiera più comuni come Command+A o la barra spaziatrice per il Play) eppure l'efficacia del programma merita particolari apprezzamenti, addirittura si possono trascinare intere Playlist da iTunes ed effettuare in batch modifiche e salvataggi. La cosa più straordinaria è che Smart Gain modifica il volume dei file senza convertirli, promettendo di mantenere inalterata la qualità originale. Di conseguenza vengono preservati tutti i metadati e le copertine dei brani.
I livelli del volume sono rappresentati visivamente con la classica forma d'onda per individuare rapidamente le tracce che necessitano di un intervento. Dispone inoltre di un player integrato, rendendo il pre-ascolto semplice e immediato.
Smart Gain, prodotto da X-WAVE, costa 9,95 dollari ed è disponibile per il download in versione Trial, che permette la modifica di 15 tracce, poi bisogna pagare. Una piccola ingenuità dello sviluppatore è che all'esaurimento della demo basterà un piccolo intervento, nemmeno troppo astuto, per ricominciare daccapo o rimandare la scadenza della Trial a mai (ma questo non ve lo dico).
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Portatili fine 2008 con 8GB di memoria Ram


La scoperta arriva da OWC, ed in pochi giorni ha fatto il giro del mondo: grazie ad un aggiornamento del firmware, alcuni MacBook e MacBook pro che supportavano fino ad un massimo di 6GB di memoria, potranno normalmente utilizzare anche 8GB di Ram (due banchi da 4GB).
Tutto ebbe inizio negli ultimi mesi del 2009, quando Apple rilasciò un aggiornamento dell'EFI per risolvere problemi relativi al lettore ottico, ma secondo diversi esperti, in maniera del tutto silenziosa, Apple avrebbe modificato nelle settimane successive questo aggiornamento, includendo importanti migliorie, tra cui la gestione migliore della Ram nei portatili, senza pubblicare alcuna nota relativa all'update.
Questa notizia è rimasta segreta fino ad ora poiché la modifica di questo aggiornamento del firmware non viene segnalata automaticamente dall'utility di Aggiornamento Software dei MacBook e MacBook pro interessati.
Il nuovo firmware può essere scaricato da questi link:
MacBook pro (MacBookPro5,1): MacBook Pro EFI Firmware Update 1,8 (download)
MacBook (MacBook5,1): MacBook EFI Firmware Update 1,4 (download)
e può essere installato sui seguenti portatili Apple:
● MacBook 13.3" 2.0GHz e 2.4GHz
● MacBook Pro 15" 2.4GHz (tutti)
● MacBook Pro 15" 2.53GHz modello con slot ExpressCard (fine 2008)
● MacBook Pro 15" 2.8GHz modello con slot ExpressCard (fine 2008)
È importante controllare prima in Apple System Profiler che la versione della BootROM sia la MB51.007D.B03 per i MacBook e la MBP51.007E.B05 per i MacBook Pro.
Le fonti di questo articolo sono diverse, ma il contenuto non cambia.
Cosa ne pensate, qualcuno lo ha fatto? Nel My Store di Cagliari affermano che i modelli in questione supportano al massimo 6GB, dovranno ricredersi?
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Avi, flv e altro in iTunes, con audio sincronizzato


iTunes, croce e delizia per molti Mac User, è il player ufficiale di Apple per riprodurre, organizzare e acquistare file multimediali con il proprio Mac (e PC). Cosa rende iTunes particolarmente unico? Oltre all'accesso a Ping o iTunes Store (per scaricare musica, film, software, audiolibri e podcast) il player offre vantaggi straordinari grazie alla funzione AirTunes disponibile con le piccole basi wireless Airport Express.
AirTunes prende la musica dalla libreria iTunes sul computer e la trasmette in modalità wireless a qualsiasi stereo o set di altoparlanti della casa. È sufficiente collegare AirPort Express a una presa di corrente vicino agli altoparlanti e collegare questi ultimi con un comunissimo cavo audio.
Un'idea efficace e geniale, se non fosse che molti di noi non dispongono di una carta di credito sufficientemente carica per comprarsi tutti i film desiderati su iTunes Store. Chi ha una collezione di DVD può convertirla per iTunes grazie a vari programmi gratuiti, ma chi ha una discreta quantità di filmati .avi (i famosi DivX scaricati in rete) e non ha sufficiente tempo o spazio per convertirli tutti in MP4 (con relativa perdita di qualità) è costretto a rinunciare e usare un altro player.
Cosa occorre quindi per copiare filmati .avi (ma anche altri formati) in iTunes, risparmiando tempo e spazio, senza convertirli e senza generare documenti altrettanto pesanti? Solo un paio di freeware e qualche secondo: rimarrete meravigliati!
Innanzitutto un codec che permetta a QuickTime di riconoscere gli .avi (Perian.org), una volta installato accertiamoci che QuickTime riproduca correttamente i filmati DivX. Poi serve un software per salvare i file .avi in formato .mov, ma come filmati di riferimento non come documento indipendente. Oltre a poter usare QuickTime 7 Pro o MpegStreamclip, è possibile scaricare l'ottimo QT Sync, che permette anche di spostare l'audio mal sincronizzato e rendere migliore la fruibilità del filmato.
A questo punto abbiamo tutto il necessario. Apriamo il file .avi con QT Sync, verifichiamo che audio e video siano allineati e salviamolo come filmato di riferimento .mov in una apposita cartella (Command+Shift+S) che quando avremo riempito con i nostri leggerissimi .mov potremo trascinare nel pannello Film della libreria di iTunes.
A questo punto sarà possibile buttare i file .mov appena creati (una copia verrà eseguita in pochi istanti nella Libreria di iTunes), ma è importante ricordare che i file originali (mpeg, flv o avi) dovranno rimanere sempre nel loro hard disk (meglio se al loro posto e con lo stesso nome) poiché è da li che iTunes attingerà al contenuto dei file .mov appena importati.
Buona visione e ricordate di non scaricare materiale protetto da copyright.