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lunedì, 06 settembre 2010__00:06
Inviato da: dataghoul

I suggerimenti che seguono sono stati raccolti in giro per la rete, tra i “millantamila” siti che si occupano dell'iPad, con l'auspicio che possano essere di ausilio a chiunque voglia utilizzare in maniera più completa ed approfondita la propria "tavoletta magica".
Ho omesso di riportare tutti quei suggerimenti che ho ritenuto essere un insulto all'intelligenza del lettore, perlomeno di quello italiano, che reputo un gradino al di sopra nella scala evolutiva, rispetto a quello americano medio, che necessita normalmente di indicazioni, per i prodotti che acquista, del calibro della scritta "non ingerire" vergata in caratteri cubitali sulle confezioni delle batterie al litio...
lunedì, 30 agosto 2010__00:04
Inviato da: fragrua

Torniamo dalle ferie con questa brevissima guida per cancellare filmati da YouTube. Molto probabilmente servirà a pochi dei nostri abituali lettori, ma dovendo (per lavoro) monitorare quotidianamente contenuti multimediali, ne approfitto per condividere con voi i pochi, ma indispensabili passi, per riuscire nell'intento di eliminare video che ci appartengono (o che ci infastidiscono particolarmente) dal più grande e popolare portale di condivisione di video.
Se caricare un filmato su YouTube per renderlo pubblico al mondo intero è un gioco da ragazzi, non è altrettanto semplice eliminarne uno ed evitare che si diffonda rapidamente anche altrove. Ci sono più strade per raggiungere lo scopo, una lenta, una lentissima e una lentissimissima. Per lenta intendo almeno 24 ore fornendo i propri dati, comprensivi di indirizzo e telefono; per lentissima mi riferisco ad una segnalazione anonima che chissà verrà mai processata, e infine la lentissimissima riguarda i tempi bibilici di una segnalazione tradizionale tramite raccomandata con ricevuta di ritorno da spedire in Irlanda. Scartiamo quest'ultima, ed evitiamo quella anonima (se un utente rivendica la proprietà di un filmato si presuppone che non abbia nulla da nascondere)…
venerdì, 30 luglio 2010__00:04
Inviato da: dataghoul

Quello che segue è la traduzione e l’adattamento (alla realtà italiana) di un articolo pubblicato recentemente da Adam Rosen sul sito “The Cult of Mac” ( www.cultofmac.com), dal titolo “How to Fix Common WiFi Problems” e consultabile, in lingua inglese, qui: www.cultofmac.com/43447.
I dispositivi WiFi, quali, ad esempio, router, modem, adattatori per dotare i computer di connettività WiFi e server per la stampa, operano su una porzione solitamente non regolamentata in dettaglio (mediante assegnazione ad uso esclusivo da parte di un servizio – n.d.t.) dello spettro delle frequenze radio; queste frequenze sono purtroppo condivise con molti altri dispositivi, come forni a microonde, telefoni cordless, telecomandi e altri ancora.
Daremo qui alcuni suggerimenti su cosa provare a fare quando le cose non funzionano…
martedì, 13 luglio 2010__00:02
Inviato da: dataghoul

Questa è una raccolta dei principali codici diagnostici per iPhone, per utilizzarli bisogna lanciare l’applicazione “Telefono” e quindi digitare le cifre e i simboli di seguito indicati per ciascuna specifica funzione:
*3001#12345#* più il tasto verde di chiamata, per entrare nella modalità denominata “Field Mode”. In questa modalità è possibile visualizzare alcune informazioni di funzionamento relative alla rete, alle celle e alla potenza del segnale.
*#06# E’ uno dei più conosciuti, e mostra il codice IMEI del cellulare. L’IMEI è un codice univoco associato ad ogni cellulare e che insieme alle informazioni contenute nella SIM, permette l’identificazione univoca da parte della rete.
*#21# più il tasto verde di chiamata, per visualizzare le informazioni sull’inoltro delle chiamate voce, delle chiamate dati, degli SMS, ecc.
*#30# più il tasto verde di chiamata, per abilitare o disabilitare l’anonimizzazione della chiamata.
*#33# più il tasto verde, per visualizzare le informazioni sulle chiamate in uscita.
*#43# più il tasto verde di chiamata, per visualizzare le informazioni sull’avviso di chiamata.
*#67# più il tasto verde di chiamata, per visualizzare le informazioni sull’inoltro di chiamata quando il cellulare risulta occupato.
##002# per disattivare tutte le deviazioni di chiamata attive.
Tutti questi codici sono da utilizzare a vostro rischio e pericolo!
lunedì, 12 luglio 2010__00:02
Inviato da: dataghoul

Quella che segue è sostanzialmente l’adattamento e la traduzione di un post di Josh Sunshine sul blog “The Apple Blog” e disponibile per la consultazione, in lingua originale, all’indirizzo: www.theappleblog.com/2010/07/01/.
Essere costretti ad inserire manualmente i file PDF in iTunes, al fine di sincronizzarli con iBooks e quindi averli disponibili sull’iPhone o sull’iPad, può essere un compito tedioso. Utilizzando il metodo che stiamo per descrivere, si potrà però inviare qualsiasi documento, o anche una pagina web, direttamente alla sezione “Books” di iTunes, per un’agevole sincronizzazione.
Approntare iTunes a tale scopo è semplice: tutto ciò che si deve fare è aprire la cartella “Applications” (Applicazioni con il sistema operativo in italiano) e creare un alias di iTunes (facendo control-click sulla sua icona e selezionando la voce “Crea Alias”).
Si deve ora trascinare l’alias appena creato nella cartella Home/Libreria/PDF Services (se non c'è la si può tranquillamente creare); questa operazione aggiunge iTunes quale opzione disponibile, quando si seleziona il pulsante “PDF” nelle opzioni di stampa, in una qualsiasi applicazione.
Nel momento in cui si seleziona “PDF” nel menù di stampa, però, l’opzione appena aggiunta risulterà denominata come “iTunes alias”, nome che, in quel contesto, appare davvero scarsamente esplicativo.
Sarà quindi opportuno rinominare l’alias con un nome maggiormente significativo, come, ad esempio, “Invia PDF ad iTunes” oppure “Registra PDF in iTunes”, in modo che alla successiva selezione l’opzione possa assumere il nuovo nome.
Ora, ogni volta che si vorrà aggiungere un documento o una pagina web ad iBooks, per poterla leggere con comodo in un secondo momento sui propri dispositivi mobili, tutto ciò che bisogna fare sarà di selezionare, nel menù dell’applicazione, la voce File -> Stampa, cliccare sul bottone “PDF” e selezionare la voce corrispondente all’opzione per l’invio ad iTunes precedentemente creato.
Il documento o la pagina web saranno quindi salvati in formato PDF e inviati alla sezione iBooks della vostra libreria di iTunes. Questo metodo è ovviamente valido per qualsiasi applicazione che possa gestire file PDF.
lunedì, 28 giugno 2010__00:04
Inviato da: mauropasha

Qualche giorno fa, sul nostro forum, è stato sollevato il problema della ricezione di SPAM su iPhone/iPad. Ricordavo di aver letto qualcosa di simile sul libro iPhone The Missing Manual ed ho pensato che sarebbe stato utile riportare in italiano il tutorial di David Pogue.
Il software Mail per iPhone/iPad, pur essendo uno straordinario programma di posta elettronica per un apparecchio mobile, non è ovviamente paragonabile a Mail.app per MAC OS X (e volevo pure vedere!!!).
A cosa mi riferisco? L’invio degli allegati è, in parte limitato, non si possono creare regole e, venendo al problema di questo post, non si possono separare le mail di spam che, come sappiamo, rappresentano la stragrande maggioranza delle mail ricevute.
Tuttavia, le seguenti istruzioni (raggiungibili cliccando sul continua) dovrebbero aiutarci a risolvere il problema. Premetto che io non lo uso e non sono riuscito a provarlo (alla fine vi spiego il perché), perché ho la buona abitudine di usare http://meltmail.com/ per creare account temporanei e uso un account fake, non impostato su iPhone/iPad, per quelle aree pubbliche di internet sottoposte al continuo controllo di software automatizzati capaci di registrare gli indirizzi.
Detto questo, per utilizzare un filtro spam su iphone, tutto quello di cui abbiamo bisogno è 10 minuti del nostro tempo e un nuovo e segreto account (gratuito) a GMAIL (es. emailsegreto@gmail.com), che è dotato di un ottimo filtro per spam e che filtrerà la posta al nostro account principale.
Badate bene che quanto segue, vi obbligherà a ricevere tutta la posta del vostro account principale, sull'account segreto di gmail, account che sarà impostato sul vostro iPhone/iPad, invece del vostro account solito.
Supponendo che l’indirizzo mail da proteggere sia iphonespamless@miomail.it, bisognerà farsi inviare tutta la posta che qui ci arriva, dal nostro nuovo account gmail. Vi anticipo che, il nostro nuovo emailsegreto account dovrà essere impostato NON dal tab importa "gmail" preimpostato da iPhone/iPad, ma come “altro account”.
domenica, 20 giugno 2010__00:02
Inviato da: fragrua

Il "contenitore multimediale" è un formato file che può contenere vari tipi di dati sincronizzando codec video, codec audio, sottotitoli e menu. Lo stesso familiarissimo file .mov di QuickTime è un contenitore del genere.
Lo scopo del progetto Matroska è quello di offrire un formato contenitore multimediale moderno, flessibile, estensibile e multipiattaforma, che permetta lo streaming attraverso Internet, una ricerca rapida all'interno del file ed anche i menu tipo DVD.
I file Matroska diventano sempre più diffusi e si riconoscono dalle classiche estensioni che sono solitamente .MKV per il video ed .MKA per l'audio. Questo contenitore supporta formati video MPEG-2, MPEG-4, WMV, RealVideo, Theora, Adobe Flash e x264, mentre per l'audio può contenere i formati MP3, WMA, RealAudio, Vorbis, AC3, DTS e FLAC, più i classici formati VobSubs, Ogg Writ, USF e SRT per i sottotitoli.
Attualmente la maggior parte dei filmati in alta definizione reperibili sui vari network di P2P e BitTorrent (spesso di origine pirata) sono in formato Matroska, conseguentemente si prevede che in tempi forse brevi questo tipo di file multimediali diventerà uno standard di fatto per quanto riguarda i contenuti audio e video.
Sul Mac non c'è un vasto assortimento di software per realizzare o editare filmati .MKV, ma c'è un progetto OpenSource con una promettente tabella di marcia, che viene aggiornato in maniera costante da un interessante team di sviluppo, soprattutto da Mosu, l'admin del sito www.bunkus.org. Si tratta di MKVToolnix, che proprio qualche giorno fa ha raggiunto la sua 4 versione pubblica.
Il programma permette di ricavare numerose informazioni, estrarre tracce audio e dati da un determinato file Matroska e creare il proprio file .MKV da un altro formato video. Come per il contenitore multimediale supportato, anche il software è coerentemente multipiattaforma, disponibile per i sistemi Windows, per le principali distribuzioni Linux e per Mac OS X.
Anche se MKVToolnix è localizzato nella sola lingua inglese, non sarà difficile imparare ad usarlo per bene, proprio per la semplicità della GUI e per le preimpostazioni già pronte. Sarà perciò possibile aggiungere o modificare capitoli, lingue e i sottotitoli per realizzare il proprio file in base alle esigenze personali, ma anche di eliminare queste risorse, se inutilizzate, in modo da ridurre notevolmente lo spazio richiesto dal filmato.
MKVToolnix 4 è disponibile per il download in maniera completamente gratuita, e richiede Mac OS X 10.6 per funzionare, altrimenti bisognerà ricorrere a versioni precedenti.
lunedì, 01 marzo 2010__00:04
Inviato da: fragrua

Tante volte Apple mette a disposizione degli strumenti in un Mac nuovo e l'utente nemmeno si rende conto di quanto essi siano potenti. Applicazioni piccole, magari usate tutti i giorni, ma difficilmente sfruttate in tutte le loro funzionalità.
Tra queste, senza andare a scomodare le famose suite iLife o iWork, c'è Anteprima.app, oltre che logicamente TextEdit.app, Utility Disco.app, Utility Network.app, Automator.app, Mail.app, QuickTime Player.app, AppleScript Editor.app, senza elencarle tutte.
Ognuna di queste "semplici" applicazioni nasconde potenti funzioni e opzioni incredibili. Proprio Anteprima.app (in inglese Preview.app) permette di realizzare scontorni rapidi ed efficaci con Alpha istantaneo, oppure regolazioni dei colori di tutto rispetto, inserimento di elementi grafici (testi e forme geometriche basilari), addirittura permette di operare su più livelli. Ma non è tutto. Tra le sorprese riservateci da questa applicazione, che fondamentalmente nasce "solo" per visualizzare immagini, c'è la possibilità di ridurre in un istante centinaia di immagini portandole tutte alla stessa misura. Quante volte capita di dover inviare a qualcuno numerose immagini in bassa risoluzione, e bisogna (nella migliore delle ipotesi) scomodare Photoshop, magari con un suo automatismo realizzato ad hoc? Bene, con Anteprima.app sarà sufficiente aprire contemporaneamente i file interessati (logicamente facendone prima una copia se ci interessa salvaguardare gli originali), selezionarli tutti con una Mela+A e impostare la misura desiderata (riduzione, ma anche ingrandimento) in Strumenti > Regola dimensione… a questo punto bisognerà uscire dall'applicazione (Mela+Q) e confermare la modifica a tutti gli elementi. Attenzione che la modifica è irreversibile. In pochi istanti centinaia di immagini verranno ridimensionate in base alle nostre esigenze.
Molto comodo, vero?
Anteprima.app di Apple è incluso in tutti i Mac, ed a questa pagina del sito Apple sono disponibili alcune delle sue principali caratteristiche.
lunedì, 04 gennaio 2010__00:06
Inviato da: fragrua

Spesso può capitare di ritrovarsi tra le mani un filmato (quasi sempre in formato avi) che, seppur dalla qualità video apprezzabile, presenta un sonoro dal volume troppo basso. Spesso la soluzione più semplice è quella di riconvertirlo normalizzando il volume dell'audio, ed uno dei programmi più facili da usare è l'immancabile MPEG Streamclip. Il software, infatti, nelle opzioni di esportazione (Regolazioni) ha la possibilità di applicare una regolazione automatica (o manuale) del volume. Quest'esportazione tuttavia implica una conversione del video, anche esportando nuovamente nello stesso formato (avi per esempio), con un dispendio di risorse ed una perdita (magari impercettibile) di qualità video. Per evitare questo sarà necessario separare l'audio dal video per poi riunirli nuovamente insieme, dopo un accurato editing dell'audio. Il software necessario si può limitare anche ai soli Mpeg Streamclip e QuickTime 7 pro.
La procedura è la seguente: si apre il filmato da riparare con Mpeg Streamclip (o "si apra", come giustamente scrivono sulle riviste professionali) e si esegue l'esportazione dell'audio in formato MP3 agendo sulle regolazioni automatiche del volume. Chi non ha installato il codec LameMP3 dovrà esportare prima in AIFF e poi convertire in MP3 con iTunes. Chi vuole può anche affidarsi ad un editor esterno come Audacity.
A questo punto apriremo in QuickTime pro sia il filmato (bisognerà aver installato almeno il codec Perian) che il file MP3 dal volume normalizzato.
Sarà sufficiente eliminare la traccia suono precedente della finestra proprietà del filmato (mela + J), poi copiare l'intera traccia del nuovo MP3 normalizzato ed incollarla (aggiungi a selezione e scala) con la scorciatoia Mela+Alt+Shift+V. Un semplice Mela+S ci permetterà di salvare il filmato modificato in .MOV. A questo punto, per chiudere il tutto, apriremo il nuovo filmato .MOV con Mpeg Streamclip, che ci permetterà di salvare in AVI (con un semplice Mela+S) senza riconvertire il filmato, ed incorporando il nuovo audio, senza intaccare il video e senza alcuna perdita di qualità.
Il breve filmato caricato sul nostro canale di YouTube potrà essere di grande aiuto: www.youtube.com/watch?v=rMCfseo3bQ0
sabato, 31 ottobre 2009__00:02
Inviato da: fragrua

I dispositivi multimediali Apple permettono di impostare una password per bloccare lo schermo del proprio player. Nel caso che questa password venisse smarrita, si è costretti ad eseguire il ripristino del dispositivo tramite iTunes. Questo comporterà inevitabilmente la perdita dei dati contenuti in esso (foto, video, musica, applicazioni, note, eccetera…) ed il ripristino alle condizioni di fabbrica.
Fortunatamente il blocco dello schermo serve solo ad evitare che altri frughino nei contenuti dell'iPod o lo utilizzino senza autorizzazione. Collegando il dispositivo al Mac si potrà comunque accedere ai dati in iTunes e anche al contenuto su disco (se è impostato come disco rigido) mentre è ancora bloccato. Il ripristino della password non è possibile, bisognerà per forza ricordarsela, ma per sbloccare lo schermo senza ripristinare tragicamente l'iPod tramite iTunes, una soluzione c'è.
È semplice, bisognerà accedere ai file invisibili dell'iPod e raggiungere la cartella invisibile iPod_Control/Device/, al suo interno si troverà anche il file _locked, basterà rinominarlo in _unlocked ed espellere il volume dal Finder. Per ottenere la visibilità dei file invisibili esistono numerosi freeware, oppure bisognerà ricorrere al Terminale.
lunedì, 14 settembre 2009__00:01
Inviato da: fragrua

TVUPlayer è un programma che permette di guardare, attraverso Internet, canali tv in alta qualità trasmessi con la tecnologia P2P in diretta da tutto il mondo. È ricco soprattutto di programmi stranieri, normalmente visualizzabili anche con altri software (tra cui MediaPlayer) che non sono presenti nemmeno sul satellite. Il programma, molto diffuso sulla piattaforma Windows, è prevalentemente usato anche per guardare le partite di calcio trasmesse in streaming da emittenti orientali o comunque estere. È sufficiente recuperare i link sul sito MyP2P.
Con TVUPlayer è possibile vedere anche le popolari emittenti FOX, CBS, NASA TV e Nickelodeon. Sono innumerevoli gli strumenti a disposizione per guardare la TV on-line, ma TVUPlayer offre una lista dei canali immensa ed una qualità e nitidezza delle immagini apparentemente superiore alla concorrenza. È disponibile anche la funzione di informazioni sul canale attivo e un campo di ricerca per numero di canale o per categoria (musica, cinema, sport, notizie, scienza, divertimento). Il servizio si basa su nuove tecnologie in attesa di brevetto, tra cui l'alta qualità della codifica video, l'efficiente distribuzione P2P in tempo reale e la gestione dei diritti digitali.
Il software, completamente gratuito, installa anche un Plug-In per Safari che permette di vedere lo stream della trasmissione dal browser di Apple. Richiede un Mac con processore Intel e Mac OS X 10.5 o successivi e si scarica direttamente dalla pagina del produttore.
Aggiornamento:
Al termine dell'installazione è consigliabile riavviare il Mac.
domenica, 13 settembre 2009__00:04
Inviato da: mcroy

Tanti grafici pubblicitari/editoriali conoscono bene Freehand, prima Aldus poi Macromedia; in molti hanno imparato il "mestiere" proprio con questo software storico, mentre altri nascevano usavando esclusivamente Illustrator, (una minoranza usava Corel Draw), ma nessuno mai lavorava abitualmente con più di uno di questi software contemporaneamente, per la loro evidente differenza di utilizzo.
Poi Adobe ha acquisito Macromedia imponendo Illustrator a discapito di Freehand MX (per la gioia dei tifosi di Adobe anche Corel abbanodnò lo sviluppo del suo software per Mac), costringendo gli utilizzatori di Freehand ad una dolorosa migrazione verso Illustrator, pur se accompagnata (per quanto possibile) da tutorial ufficiali ed implementando importazioni efficaci dei file .FH di Freehand nell'ormai unico software di grafica vettoriale professionale per Mac.
Chi ha un Mac con Snow Leopard e vuole installare Freehand troverà qualche difficoltà, poiché al primo avvio di Freehand parte l'Autorization Service che deve convalidare la copia del software con il numero di serie fornito all'acquisto, ma l'inghippo si presenta con il firstsetup di Freehand che non riesce ad avere i privilegi per partire e registrare il prodotto. Dopo aver ribaltato tutto il web in cerca di una soluzione al non avvio di Freehand, finalmente (da buon vecchio "macchiano") ho capito come risolvere il problema di Freehand fidandomi del mio istinto.
Come il buonsenso raccomanda avevo una copia di backup del mio vecchio Hard Disk con Leopard, e da quella partizione ho ripescato le due cartelle Macromedia di supporto e le ho copiate nelle rispettive posizioni in Snow Leopard: /Libreria/Application Support/Macromedia e /Utenti/mioutente/Libreria/Application Support/Macromedia.
Et voilà… adesso Freehand funziona perfettamente a riprova che Snow Leopard non ha nessuna incompatibilità con Freehand, ma solo con il suo software di registrazione.
Da buon irriducibile posso essere fiero della soluzione trovata con questo tentativo disperato, anche perché i precedenti non hanno mai funzionato, chiaramente la versione di riferimento di Freehand MX è l'ultima rilasciata, la 11.0.2 del febbraio 2004.
Note: Nonostante l'età il software supporta i seguenti formati:
In ingresso: EPS, Illustrator, CorelDraw, Photoshop, Acrobat PDF, FreeHand, DCS 1, DCS 2, DXF, PICT, PICT2, RTF, ASCII, TIFF, GIF, JPEG, PNG, Targa, BMP, FH 10.
In uscita: SWF, EPS, PSD, Illustrator, FreeHand, PDF, DCS 2, RTF, ASCII, TIFF, GIF, JPEG, PNG.
La demo di 30 giorni del software è ancora disponibile sule pagine del sito Adobe, ma per il download occorre essere utenti Adobe registrati.
Nel frattempo un gruppo di sviluppatori indipendenti ha chiesto ad Adobe di "liberare" il programma permettendogli di continuare lo sviluppo del software come programma gratuito ed aggiornabile. Il progetto si chiama FreeFreeHand e potrebbe evitare la scomparsa dell'unica alternativa possibile ad Illustrator.
venerdì, 28 agosto 2009__00:10
Inviato da: fragrua

Oggi è il grande giorno, tutti gli appassionati Apple, con un Mac Intel, si saranno recati dal proprio spacciatore (n.d.r. rivenditore) di fiducia per acquistare la copia di Snow Leopard al prezzo invitante di 29 euro. Apple, per la prima volta nella storia vende un nuovo Sistema Operativo al prezzo di un aggiornamento. Sì, perché non è un semplice "upgrade" come lo definiscono a Cupertino, ma un vero e proprio Sistema Operativo nuovo, veloce e ottimizzato.
Premettiamo che gli utilizzatori della Adobe Creative Suite 3 che vorranno aggiornare il Sistema dovranno fare i conti con una incompatibilità parziale con Snow Leopard, per la quale la software house ha dichiarato che non vorrà porre rimedio (piccoli bug in Photoshop e Dreamweaver), quindi gli utilizzatori della vecchia versione della Suite saranno costretti a non effettuare l’update a Snow Leopard o ad aggiornare la CS3 a CS4, con un costo che può ammontare anche a 1.198,80 euro per la Adobe Creative Suite 4 Master Collection.
Ma torniamo al felino delle regioni asiatiche montuose…
Questa non è una guida all’installazione per Mac OS X 10.6 (il Mac non ne ha bisogno), ma un articolo che serve solo a scegliere la modalità più adatta alle proprie esigenze e ad affrontare alcuni piccoli intoppi che potrebbero presentarsi al termine dell'installazione.
Prima di tutto bisognerà decidere che tipo di aggiornamento effettuare. I più "sconsiderati" infileranno il DVD nuovo di zecca nel Mac ed eseguiranno l'installazione, senza nemmeno avere la cura di eseguire un backup dei file importanti: nella gran parte dei casi avranno ragione, tuttavia (siccome la fortuna è cieca, ma la sfiga ci vede benissimo) sarebbe saggio clonare il proprio HD su un disco libero (con Carbon Copy Cloner), oppure eseguire un backup (non avviabile) con Time Machine di Apple.
L'installer proporrà l'unica opzione di aggiornamento disponibile (scelta davvero singolare per Mac OS X), ma chi ha un Sistema particolarmente "sporco" (con residui vecchi di anni) potrebbe valutare l'inizializzazione dell'Hard Disk (tramite Utility > Utility Disco) e l'installazione da zero. Al termine dell'operazione sarà possibile importare l'account e le applicazioni da un clone su disco esterno (fatto con CCC) o da un backup di Time Machine.
Curiose anche le impostazioni di default dell'installer, che escludono il vecchio QuickTime 7 e l'emulatore Rosetta (per far girare vecchie applicazioni PPC sugli Intel) quasi a voler dare un taglio netto con il passato stimolando gli utenti all'utilizzo di applicazioni nuove e giustamente native. Chi avrà intenzione di utilizzare vecchi software o di non abbandonare del tutto il "vecchio" QuickTime, può tranquillamente attivare l'installazione personalizzata.
Anche la maggior parte dei driver delle stampanti vengono esclusi dall'installer, tranne per quelle collegate (o precedentemente utilizzate) comprese quelle "del vicinato" (Network). In futuro si potranno aggiungere i driver mancanti dal DVD di Snow Leopard, ma chi non vuole correre il rischio di non trovare al momento il DVD al suo posto, può anche installarle tutte, spazio su disco permettendo. Si potrebbero piuttosto rimuovere i font aggiuntivi e tutte le lingue straniere, recuperando così qualche centinaio di MB che nella maggior parte delle situazioni più comuni sono davvero sprecati.
Noi abbiamo provato tre modalità di installazione.
La prima è quella più istintiva, inserendo il disco e cliccando su "Installazione Mac OS X", affidandosi alla bontà degli sviluppatori Apple. Al riavvio tutto era apparentemente identico, ma le nuove funzioni facevano capolino ad ogni movimento (è consigliabile eseguire sempre una verifica del disco prima di un'aggiornamento del genere).
La seconda è quella più ponderata, avviando l'installer, ma inizializzando l'HD del Mac per importare successivamente l'account con tutti i documenti e le Applicazioni. Meno residui del vecchio Sistema, ma tanto tempo in più da attendere per l'importazione dei file.
La terza è quella più certosina, avviando l'installer, inizializzando l'HD del Mac e creando un nuovo utente (magari omonimo al vecchio) copiando a mano SOLO gli elementi che davvero meritano di alloggiare nella nostra nuova "casa".
Nel primo caso è stata una passeggiata di salute, tutto molto facile e "quasi" nessun imprevisto.
Anche la seconda modalità ha fruttato un buon risultato, ma psicologicamente l'idea di avere un Sistema "pulito" è sempre gratificante.
In entrambi i casi però Rubrica Indirizzi ha dato i numeri, faticando a sincronizzare i contatti (un migliaio) con Mail (dai numerosi mittenti/destinatari) ed i servizi di iSync (forse Apple già sa). È bastato eliminare la cartella /Home/Library/Application Support/AddressBook e rilanciare Rubrica Indirizzi per ripristinare la sincronizzazione in una manciata di secondi.
Ad onor del vero con la terza modalità la velocità di Snow Leopard era impressionante! Un Sistema davvero pulito fa la differenza, sempre. È comunque un lavoro estenuante il recupero manuale dei documenti, delle preferenze e delle impostazioni, per non parlare della reinstallazione di software aggiuntivi (Apple e non).
In tutti e tre i casi c'era sempre un clone dell'Hard Disk originale a metterci al sicuro, ed in tutti e tre i casi alcuni software non hanno più funzionato, o funzionato male, ma è pur vero che ci riferiamo al vecchio Terminale di Tiger (conservato per alcune funzioni smarrite), ad alcuni vecchi Droplet di Transmit, vari programmi di FTP, e qualche altra applicazione. Fortunatamente c'è un comodo elenco qui per potersi fare un'idea del software ancora non compatibile con l'ultimo Sistema Operativo di Apple, mentre qui c'è l'elenco ufficiale di Apple del software incompatibile.
I programmi che in passato hanno seguito le direttive Apple sulla compilazione, oggi raccolgono i frutti del buon lavoro degli sviluppatori, è infatti un piacere usare iView MediaPro meglio che su Leopard, vedere ancora in piedi il defunto iSquint, e le vecchie versioni di Roxio Toast (da 6 a 10) girare regolarmente su Snow Leopard… purtroppo però stavolta la versione 5.2.3 non ha retto il salto.
Per il resto l'update è consigliato a chi non ha una certa produttività da garantire, mentre forse per gli ambienti di lavoro è il caso di aspettare che le software house si allineino al nuovo Mac OS X 10.6 di Apple.
Sul forum se ne parla qui: www.imaccanici.org/forum/viewtopic.php?t=4630.
lunedì, 20 luglio 2009__00:04
Inviato da: fragrua

Quali sono i vantaggi offerti dalla possibilità di avviare un Mac da una pen drive USB? Pochi, ma buoni: è il modo più comodo per avere sempre a portata di mano il proprio Sistema e il proprio set di applicazioni da utilizzare su qualsiasi Mac compatibile con quella versione di Mac OS X; è un valido strumento per installare il Sistema preservando l'integrità del prezioso DVD originale; ma soprattutto è il modo più efficace di eseguire le principali utility su un HD di Sistema che necessita di riparazioni più o meno serie.
Con i vecchi PPC era impossibile avviare il Sistema da una pen drive (tranne che con Mac OS 9), ma dall'introduzione dei Mac con processori Intel, e specialmente con l'arrivo di Leopard, l'operazione è molto più semplice. È sufficiente acquistare una pen drive abbastanza capiente, possedere un DVD originale con il Sistema da installare sulla penna, oppure un drive (già testato per il boot) da clonare sulla penna, infine scaricare ed installare un software gratuito: Carbon Copy Cloner.
Bisognerà decidere se partizionare la penna in più partizioni, o in una sola, in base alle proprie esigenze ed il lavoro andrà fatto con Utility Disco. Sarà fondamentale impostare nelle opzioni di partizionamento la Tabella di Partizione GUID, dopodiché le strade si dividono.
Se si vuole installare un Sistema pulito bisognerà avviare dal DVD (premendo il tasto C) ed installare Mac OS X direttamente sulla penna, se invece si vorrà clonare un disco di Sistema (o lo stesso DVD di installazione) sulla penna, bisognerà abbandonare Utility Disco per la clonazione ed affidarsi a Carbon Copy Cloner per velocizzare il lavoro di clonazione. Bisognerà selezionare il disco di origine ed il disco di destinazione, lasciando il software lavorare tranquillamente in background. È consigliabile utilizzare questo tipo di configurazione, risparmiando la copia identica dei blocchi, e la verifica (spesso superflua) dei dati copiati. Al termine possiamo effettuare una riparazione del disco (non dei permessi) selezionando la pen drive in S.O.S. da Utility Disco, per accertarci che tutto sia posto.
Abbiamo approfittato dell'occasione per testare la bella Pen Drive USB da 16GB venduta da BuyDifferent a 34.90 euro, ed il risultato è stato molto apprezzabile. La penna è abbastanza lenta in scrittura, occorrono 7 minuti per copiarci su 2,5GB di dati, tuttavia in lettura le prestazioni migliorano notevolmente, bastano appena 2 minuti per copiare gli stessi dati da pen drive a hard disk.
L'avvio del Mac da USB avviene in meno di un minuto per quanto riguarda il clone del disco di installazione di Mac OS X, mentre occorrono circa 90 secondi per l'avvio di un Sistema Operativo completo, ma le operazioni comuni sono molto veloci, considerando il tipo di disco di avvio in uso.

Ogni utente Mac prima o poi dovrà affrontare il problema dei file nascosti, problema poiché in effetti Windows ha abituato gli switcher a visualizzare/nascondere i suddetti file, cliccando su un paio di menù a cascata. In Mac OSX invece bisognerà digitare questo comando tramite Terminale (Applicazioni/Utility/Terminale)
- defaults write com.apple.Finder AppleShowAllFiles YES
Per visualizzarli
- defaults write com.apple.Finder AppleShowAllFiles NO
Per nasconderli nuovamente.
Inoltre, per velocizzare le cose nelle volte future che vorrete abilitare/disabilitare i file nascosti, è possibile realizzare un AppleScript (Applicazioni/AppleScript/ScriptEditor) automatizzando l'operazione eseguita tramite terminale. Lo script da scrivere, compilare ed eseguire sarà il seguente:
tell application “Finder” to quit
display dialog “Mostra/Nascondi Files nascosti?” buttons {”Si”, “No”, “Annulla”} default button 3
copy the result as list to {buttonpressed}
try
if the buttonpressed is “No” then do shell script ¬
“defaults write com.apple.finder AppleShowAllFiles OFF”
if the buttonpressed is “Si” then do shell script ¬
“defaults write com.apple.finder AppleShowAllFiles ON”
end try
tell application “Finder” to launch
Per chi ha poca dimestichezza ho già scritto uno script pronto all'uso (basta cliccarci su per abilitare/disabilitare i file nascosti). Lo script è scaricabile cliccando qui.
(N.d.r. È disponibile qui anche un vecchio script de iMaccanici).
giovedì, 11 giugno 2009__00:03
Inviato da: fragrua

Molti hanno sorriso, qualcuno ha gridato allo scandalo, eppure tutti dovrebbero aver imparato che quando Apple fa qualcosa lo fa con un certo buonsenso. L'eliminazione dello slot ExpressCard/34 (da tutti i portatili tranne che il 17") in favore dello slot per le card SD (Secure Digital) potrebbe lasciare perplessi, eppure i vantaggi ci sono. Le domande che probabilmente si sono posti a Cupertino saranno state: In percentuale quanti utenti dei portatili Apple hanno usato mai una card Express? E quanti invece hanno collegato un cavo ed un lettore di card per scaricare le foto dalla macchina digitale? Apple ha perciò scelto di introdurre, come accade già da qualche tempo sui PC comuni, la porta più comune e comoda per la maggior parte dei suoi utenti.
Dal titolo dell'articolo tuttavia si intuisce che questo slot non serve solo a spostare dati dalla scheda al computer e viceversa, ma anche ad avviare il Mac con Leopard direttamente da una comune ed economica memoria SD.
Apple lo spiega dettagliatamente in questo documento tecnico, pubblicato il giorno dopo il rilascio dei nuovi portatili unibody. Per installare Mac OS X su una scheda di archiviazione SD e utilizzarla come volume di avvio basterà partizionarla da Utility Disco con la tabella partizione GUID e inizializzarla utilizzando il formato file Mac OS esteso. L'installer riconoscerà correttamente il dispositivo di archiviazione SD e ne permetterà l'utilizzo. Un altro comodo mezzo, reinventato da Apple, per portarsi appresso il proprio utente "da viaggio" con tanto di Sistema Operativo.
martedì, 02 giugno 2009__00:04
Inviato da: fragrua

Per nascondere i propri file da persone non autorizzate esistono dozzine di tecniche, ma proteggere in maniera efficace i propri dati dagli occhi indiscreti (anche di un professionista) può diventare un'operazione complicata e dispendiosa in termini di tempi.
Con l'utilizzo del nuovo Cryptomfs la sicurezza dei dati sensibili è alla portata di tutti. Il programma, realizzato da Christoph Hohmann permette di creare e montare un volume protetto da password e dal dimensionamento incrementale. Cryptomfs utilizza infatti una directory (un pacchetto con estensione cryptofs) per memorizzare i file crittografati, ed accessibili soltanto inserendo la password impostata alla creazione del file cryptofs.
Il supporto ad Accesso Portachiavi, permette di risparmiare l'inserimento della password quando vi si accede dal proprio account, tuttavia da qualsiasi altra postazione bisognerà avere questa chiave, altrimenti i file verranno visualizzati solo con le informazioni relative al peso ed alla data di modifica e creazione, ma l'accesso sarà impossibile.
La creazione di nuovi filesystem è estremamente semplice, ogni volume può avere il nome preferito ed una icona personalizzata, ma la caratteristica interessante è la compatibilità con altri Sistemi Operativi, funzione fondamentale per chi ha l'esigenza di cambiare spesso piattaforma.
Il download di Cryptomfs si effettua gratuitamente dalla pagina dello sviluppatore. Per poter funzionare richiede Mac OS X 10.5 (Leopard) e l'installazione di MacFUSE, anch'esso gratuito.
giovedì, 14 maggio 2009__00:03
Inviato da: fragrua

Chi viene da un passato di fotografo, amatoriale o professionista che sia, avrà certamente in un cassetto numerose diapositive non ancora digitalizzate per problemi di tempo o perché il costo di tale operazione risultava, fino a qualche tempo fa, ancora proibitivo. Acquistare uno scanner per diapositive ha ancora un costo rilevante, comprare uno scanner piano con funzionalità di acquisizione per trasparenza non offre invece risultati ottimali, infine rivolgersi ad un centro fotolito per questo genere di scansioni è una scelta valida solo ai fini professionali.
Fortunatamente le macchine fotografiche digitali di oggi hanno quasi tutte due prerogative che fanno al caso nostro. La prima è l'elevata risoluzione, grazie all'utilizzo di moderni CCD, la seconda è la funzione macro, che permette di fotografare oggetti piccoli a distanze ravvicinate con risultati eccellenti, purché ben illuminati.
Possiamo approfittare di queste caratteristiche per acquisire immagini digitali alle nostre diapositive senza particolari attrezzature fotografiche. L'unico accessorio che dovremo realizzare è un distanziatore tra l'ottica e la diapositiva, ma per fare questo basterà un rotolo consumato di carta igienica.
Tagliamo il rotolo di carta a tre quarti della sua lunghezza e posizioniamolo intorno all'ottica della macchina fotografica. Se non abbiamo la possibilità di fissarlo non preoccupiamoci, provvederemo ad appoggiare la macchina su una superficie piana con l'ottica rivolta verso l'alto.
Se la sala di posa è sufficientemente illuminata ci accontenteremo del soffitto (possibilmente bianco) come fonte luminosa, altrimenti potremo eseguire l'operazione all'aperto ed usare il cielo (possibilmente grigio) come illuminazione. Basterà impostare la macchina in automatico, con l'opzione "macro" attivata e l'autoscatto inserito. Una volta piazzata la diapositiva al centro del rotolo di carta igienica basterà premere a metà corsa il tasto di scatto per effettuare la ripresa la messa a fuoco automatica e poi schiacciare a fondo il tasto dello scatto. Dopo i dieci secondi (spesso variabili) del timer avremo salvato la nostra vecchia diapositiva sulla scheda di memoria della fotocamera.
Qualche piccolo aggiustamento relativo al taglio ed alla correzione del colore completerà l'opera, avremo attenuto così un risultato assolutamente soddisfacente, a questo prezzo.
domenica, 12 aprile 2009__00:04
Inviato da: fragrua

La cache è uno strumento dell'informatica del quale si può parlare in maniera molto generica per facilitarne la comprensione. In due parole la cache mantiene una copia dei dati ai quali si accede con maggiore frequenza. Immaginiamo di avere un'enorme quantità di dati da consultare, per accedervi occorrerà un tempo fisico variabile legato a molti fattori in gioco. L'utilizzo della cache permette di velocizzare quest'accesso poiché i dati, già letti in precedenza, sono stati conservati in un archivio temporaneo più veloce, la cache appunto. Solo se questi dati non sono presenti nella cache, o sono stati modificati, vengono consultati nell'archivio (logicamente più lento) della memoria "principale" in cui risiedono i dati. Essa, nei computer per esempio, permette di superare limiti imposti dall'attuale lentezza degli Hard Disk.
Entrando nel dettaglio esistono molti tipi di memoria cache ed affrontarli tutti in poche righe sarebbe impossibile, poiché fanno parte di quegli strumenti che, lavorando in background, riescono a rendere più agevoli le operazioni quotidiane ed a molti utenti non interessa sapere altro.
Nel motore di ricerca Google, che su questa tecnologia basa le sue funzionalità, c'è però un lato intrigante della cache. Non è raro infatti trovare un link non funzionante tra i suoi risultati, poiché non ancora aggiornato nel suo database.
A questo punto si può fare un discorso inverso e sfruttare questa memoria per accedere a dati su Internet ormai non più accessibili (per vari motivi) scavando nella cache che Google mette a disposizione, definendola una "copia di backup nell'eventualità in cui la pagina originale non sia disponibile". La cache di Google, che tutti abbiamo notato senza forse darle il giusto peso, può rivelarsi fondamentale per recuperare (ad esempio) il testo di una pagina accidentalmente persa del proprio sito, per " indagare" su potenziali truffatori che dopo esser stati scoperti cercano di far perdere le proprie tracce, ma può essere anche usata a scopi meno nobili, quali recuperare informazioni eliminate (dagli amministratori o dalle autorità) su siti che in passato hanno trasmesso materiale illegale. Un esempio banale, se su un sito pulito come answers.yahoo.com si trovano commenti relativi ai numeri seriali di Photoshop, è facile che questa pagina possa essere rimossa da chi modera la community, ciò non toglie che per molto tempo ancora la pagina incriminata sarà elencata tra i risultati di Google e raggiungibile dalla Copia Cache.
Insomma la cache, è uno strumento potente, ma anche pericoloso, che quando non è più buona (come può accadere sul computer) o legale (come può capitare sul Web) può compromettere la stabilità di tutto il "sistema", nel senso esteso del termine.
lunedì, 30 marzo 2009__00:04
Inviato da: fragrua

In diverse occasioni sarebbe utile avere la possibilità di portarsi appresso il proprio Account o una versione minimizzata dello stesso. Può capitare di trovarsi altrove e avere la necessità di continuare l'attività lasciata in sospeso e non poter portarsi appresso il Mac. Può capitare di voler avere la propria posta, i propri contatti la propria libreria di immagini o di musica su un dispositivo portatile. Insomma le applicazioni sono molte, e spesso legate anche alla possibilità di utilizzare una postazione altrui senza compromettere il normale stato degli altro Account.
Alla domanda "È possibile portarsi in tasca un Account di Mac OS X per usarlo su un altro Mac?" la risposta potrebbe essere negativa, ma dall'introduzione di Leopard c'è una funzionalità non tanto conosciuta, che è quella di poter trasferire e spostare un proprio account su un disco removibile, quale possa essere anche una pratica pen drive USB.
Bisognerà soltanto che il Mac "ospite" abbia un Leopard aggiornato possibilimente con la nostra stessa versione di Mac OS X, che per comodità potrebbe essere l'ultima release.
La procedura è tanto facile quanto "nascosta". Bisogna innanzitutto creare un nuovo utente (anche amministratore) da Preferenze di Sistema > Account, chiamandolo, per esempio, "penna". A questo punto usciamo dall'utente abituale ed entriamo con il nuovo Account "penna". Colleghiamo la periferica USB, nel nostro caso una pen drive e spostiamoci in Macintosh HD/Utenti/. Preoccupiamoci di copiare la cartella HOME, che si chiamerà appunto "penna" sull'unità esterna ed usciamo dal nuovo Account per entrare nel nostro utente abituale. Apriamo di nuovo Preferenze di Sistema > Account per poi cliccare con il tasto desctro (ctrl+clic) sul nuovo account per accedere alle Opzioni Avanzate dell'utente.
In questo menù cambiamo il percorso della cartella Inizio da /Users/penna indicandogli la nuova Home esterna, che potrebbe essere un eventuale /Volumes/NOME_VOLUME/Leopard Users/penna ed il gioco è fatto. Confermiamo la modifica, usciamo da Preferenze di Sistema e andiamo in Macintosh HD/Utenti/ per eliminare il vecchio utente "penna" a mano. A questo punto possiamo entrare con l'utente esterno a patto che la penna sia stata precedentemente collegata.
Discorso simile, ma più semplice, per quando dovremo utilizzare il nostro Account portatile su un altro Mac con la stessa versione di Leopard. Sulla memoria esterna sarà possibile trasportare anche alcune applicazioni che naturalmente conserveranno le nostre impostazioni, ma (tranne alcune eccezioni) solo quelle senza installer, e cioè che si installano con un semplice Drag & Drop. Dovremo creare un nuovo utente amministratore (anche con un nome diverso) e con il tasto destro indicargli il percorso esterno. Ed il gioco è fatto.
NB: L'eliminazione dell'Utente "penna" da Preferenze di Sistema non eliminerà fisicamente la cartella aggiunta sul drive esterno, nemmeno se collegato, ma eliminerà solo il suo "ricordo" dal Sistema del Mac, eliminando ogni traccia del prestito di questo servizio.
lunedì, 02 marzo 2009__00:04
Inviato da: fragrua

L'Apple Hardware Test esegue una serie di verifiche sui componenti hardware del Mac.
Può capitare di dover ricorrere a questo tipo di strumento per risalire ad un malfunzionamento del computer.
Molti utenti trovano istruzioni in rete differenti per eseguire l'Apple Hardware Test sul proprio Mac ed a volte discordanti, il motivo è dovuto dal fatto che la procedura iniziale cambia se ci si trova su un PPC o su un Intel.
Apple ha recentemente aggiornato una nota tecnica che descrive l’utilizzo di questo sistema diagnostico, ma solo su Mac con processore Intel.
Come comportarsi invece quando il malato è un Mac con processore PPC? Più o meno allo stesso modo:
Inserire il disco n.1 di Sistema fornito all'acquisto in bundle e spegnere il Mac. Scollegare tutti i dispositivi esterni aggiuntivi (stampanti, hard disk, scanner e così via) tranne logicamente la tastiera Apple ed il mouse, rigorosamente con il cavo.
Accendere il Mac e (se si possiede un Mac con processore Intel) premere immediatamente e tenere premuto il "D" fino alla comparsa dell'icona di avvio dell'AHT.
Se invece si possiede un Mac con processore PPC (G5 o G4) e non è presente un apposito CD dedicato, inserire il disco 1 di Sistema e premere il tasto ALT all'avvio finché non compare la schermata di selezione del disco di avvio. A questo punto basta cliccare sull'icona di avvio dell'AHT e proseguire.
Dopo qualche minuto sarà possibile selezionare la lingua desiderata e confermare la scelta.
È possibile scegliere quale tipo di test eseguire: Per effettuare tutti i test di base, fare clic sul test o premere il tasto "T" seguito da invio; per eseguire un test diagnostico esteso, selezionare l'opzione "Esegui test esteso".
Il test può durare anche a lungo, specialmente quello esteso, al termine verranno visualizzati i risultati nella finestra in basso. La scheda di profilo hardware AHT fornisce informazioni specifiche sul Mac sotto esame, per accedere a queste informazioni basta cliccarci sù e selezionare una relativa voce.
Per uscire dall'AHT è sufficiente cliccare su Riavvia o Spegni nella parte inferiore della schermata, nel primo caso il disco verrà espulso automaticamente.
Tuttavia questo strumento, incluso in tutti i Mac da qualche anno a questa parte, non è estremamente completo e universale come quello utilizzato dal Servizio Tecnico Autorizzato Apple (Apple Service Diagnostic - Dual Boot), ma è destinato esclusivamente al modello con il quale è stato fornito e si rivela comunque una gran bella comodità.
Aggiornamento:
Chi avesse smarrito o danneggiato il disco originale contenente l'AHT, potrà eseguire il download dell'Apple Hardware Test come immagine disco da masterizzare. L'importante è selezionare il download in base al modello esatto del Mac da diagnosticare.
venerdì, 06 febbraio 2009__00:02
Inviato da: iadmin

Apparentemente il titolo dell'articolo e la sua testata grafica potrebbero sembrare scoordinati, eppure un legame c'è! Sul numero di febbraio di Macworld (la rivista italiana dedicata al Mac), un utente Mac in difficoltà chiede aiuto nella rubrica SOS Mac OS:
"Ho problemi con Utility Disco che non mi verifica e ripara i permessi. Ho allegato la schermata per segnalare il problema. La cosa succede da quando ho installato la chiavetta USB di Tim per Alice Mobile. Ho provato a disinstallare il software della chiave USB, ma i permessi rimangono bloccati. Ho fatto anche la verifica del disco ed è tutto ok. Cosa devo fare?".
L'amico lettore ha una brutta gatta da pelare, però sa di poter confidare nell'aiuto della redazione di Macworld, che ogni mese risponde (e felicemente risolve) i problemi dei numerosi lettori della rivista. Purtroppo stavolta l'ottimo Roberto Cattaneo è "andato liscio" e non coglie la strada giusta, anche perché non scaricando il driver del modem TIM non ha riprodotto l'evento sul suo Mac.
Infatti dietro ad un'apparente questione di struttura del disco e di directory danneggiate c'è qualcosa di molto grave, non perché Mac OS X non funzioni bene, ma perché (incredibile) l'installer del software ONDA-TIM Connection Manager, dopo aver chiesto e ricevuto la password di amministratore in fase di installazione, distrugge senza pietà gli elementi contenuti in Libreria/Receipts, incluso il database relativo alle ricevute degli installer e alle dipendenze dei permessi, insomma butta tutto. Non sarà possibile ripristinare la situazione se non archiviando e installando Mac OS X ex-novo, ma attenzione, alla successiva installazione del software ONDA Connection Manager (o Alice MOBILE) la possibilità di ritrovarsi al punto di partenza è elevata.
Come fare allora per installare questa versione così disgraziata del programma? Ci sono almeno due strade.
1 Loggarsi da root, comprimere la cartella Receipts ed installare il software, successivamente basterà buttare la vuota e recuperare la piena scompattando il file Receipts.zip;
2 (consigliato) Utilizzare Pacifist per aprire l'installer ONDA-TIM Connection Manager e installare con esso tutti i componenti richiesti.
A questo punto basterà un riavvio per ritrovarsi un Mac funzionante ed una chiavetta Ducati Corse MDC525UP pronta a ruggire. Rimane l'enorme punto di domanda alla quale forse non avremo una risposta: Chi e perché ha realizzato quest'ultima versione di ONDA-TIM Connection Manager in maniera da debilitare Mac OS X nella riparazione dei permessi e nell'aggiornamento software? La pagina dedicata sul sito di Alice illustra chiaramente come installare passo passo il programma, spingendo l'utente a rendersi complice inconsapevole della manomissione di Mac OS X. Va escluso Leopard dalla lista dei presunti colpevoli, poiché il disastro si verifica anche su Tiger.
domenica, 25 gennaio 2009__00:06
Inviato da: fragrua

Come ben sapete da giorni, chi ha voluto scaricare una copia pirata di iWork '09 potrebbe essersi imbattuto in un pacchetto appositamente modificato della Suite di Apple.
Intego, (scopritore del malware) non dice esplicitamente come liberarsi da questo pericolo e propone logicamente una delle sue soluzioni "a pagamento".
Premesso che la pirateria è un crimine, specialmente verso Apple, bisogna fare molta attenzione a quanto letto in giro, poiché ad essere stata modificata non è una versione "retail", bensì una comune iWork09Trial.mpkg, quindi l'informazione diffusa in rete dai vari blog (italiani e stranieri) è completamente fuorviante, cioè chi voleva andare tranquillo e accontentarsi di una versione Trial presa da BitTorrent è rimasto comunque fregato.
Allora, come fare per riconoscere la versione modificata?
L'unica differenza visibile a occhio umano è che all'interno del pacchetto dell'installer Contents/Packages ci sono 5 elementi, l'abusivo è iWorkServices.pkg creato la notte dell'8 gennaio, forse un po' presto per essere stato realizzato da un "esterno", a meno che l'azione non fosse estremamente premeditata e pronta. Logicamente anche il file iWorkTrial.dist è stato modificato nel codice, con l'aggiunta della stringa line choice='iWorkServices'/. Quindi se questi elementi sono presenti significa che la copia Trial che abbiamo scaricato è infettiva!
Urge controllare rapidamente che il nostro Sistema non sia infetto: apriamo la cartella Macintosh HD/Sistema/Libreria/StartupItems ed accertiamoci che non ci sia la cartella iWorkServices; se questa invece è presente abbiamo un Trojan in azione e dobbiamo liberarcene subito! Ho appena scoperto che in rete ci sono diversi sistemi per rimuovere il demone, tuttavia la mia intenzione è quella di farlo semplicemente dal Finder e senza applicazioni esterne (ne esistono già di gratuite, a pagamento e addirittura dei truffaware) evitando ulteriori residui o complicati comandi dal Terminale.
È importantissimo chiudere tutti i programmi, scollegarsi da Internet ed abilitare la visibilità dei file invisibili.
Per liberarci dal trojan basterà seguire questi tre passi e riavviare al termine.
1) Spostare la cartella in questione nel cestino battendo la password di amministratore alla richiesta
2) Andare nella cartella invisibile (raggiungibile dal Finder su Vai > Vai alla cartella… incollando il percorso) /usr/bin/, e rimuovere il file eseguibile iWorkServices
3) Accertarsi che nella cartella /private/tmp/ non ci siano i file invisibili .iWorkServices e iWorkServices.pkg e riavviare
Solo dopo il riavvio sarà possibile vuotare il cestino con gli elementi altrimenti ancora in uso e ricordiamoci che i software vanno pagati, specialmente quando sono così belli e costano così poco.
Buona disinfettazione a tutti i pirati… da 4 soldi.
mercoledì, 14 gennaio 2009__00:04
Inviato da: fragrua

C'era una volta Syphone di Micromat, un utile programma che andava installato sul Mac per operare alcune azioni sugli SMS salvati nell'iPhone. La funzione più importante era quella che permetteva di importare ed esportare gli SMS dal telefono con la visualizzazione in stile iChat, ma offriva anche la consultazione della Rubrica Indirizzi e la visualizzazione del numero di messaggi inviati (e ricevuti) per ogni contatto offrendo il supporto a più di un iPhone contemporaneamente.
Purtroppo dall'aggiornamento al firmware 2.2 il software non funziona più e chi non poteva farne a meno ora si trova in difficoltà. In attesa del rilascio di un aggiornamento da parte di Micromat (l'ultimo risale al 10/22/2007) vi spieghiamo come fare a utilizzare Syphone con l'iPhone munito di firmware 2.2.
1- Scaricare e installare e lanciare Syphone sul proprio Mac
2- Connettere al Mac l'iPhone tramite cavo USB
3- Lanciare il file SMSDaemon che si trova in Utenti/(nome utente)/Libreria/Application Support/Syphone/
A questo punto l'iPhone è riconosciuto da Syphone e dalla schermata del software sarà possibile importare ed esportare i propri SMS anche in formato xml o pdf.
Un particolare ringraziamento a BioMac (Michele Libutti) per la realizzazione di questo Tips.
mercoledì, 31 dicembre 2008__00:04
Inviato da: fragrua

Un paio di settimane fa, posticipando addirittura gli auguri di buone feste, abbiamo affrontato nella newsletter un argomento troppo a lungo "dribblato". Come ultimo articolo dell'anno 2008, vogliamo cavalcare l'onda dei mass media che hanno (con notevole ritardo) scritto e parlato a dismisura sulla questione Facebook, decretandolo (nel bene e nel male) il fenomeno web dell'anno.
Molto probabilmente anche questo social network sarà predestinato a seguire la sorte di Second Life, perché ne sta inesorabilmente ripercorrendo i passi: una specie di pallone aerostatico che arrivato troppo in alto è destinato a scendere rapidamente con i piedi per terra.
Adesso già se ne parla molto meno e nonostante migliaia di persone, incuriosite dalla stampa e spinte dall'inerzia dei telegiornali corrono ad iscriversi a Facebook, altrettanti numerosi utenti di Facebook si chiedono come riuscire a dimenticare quest'esperienza alquanto invasiva, senza lasciare troppe tracce nel web. Poiché se è facilissimo entrare in Facebook (a patto di usare dati ed e-mail reali), non è altrettanto facile uscirne definitivamente.
Alla ricerca della maniera più semplice per cancellarsi da facebook abbiamo trovato un tutorial online che spiega come eseguire la cancellazione.
In effetti per eliminare definitivamente il proprio utente da facebook non c'è bisogno per forza delle maniere forti, ma di un "trucchetto" nemmeno troppo difficile, che abbiamo leggermente perfezionato per lo sfizio di buggerare meglio il fin troppo "sociale" sistema.
1 Cancellare tutti gli eventuali indirizzi di posta aggiuntivi dal proprio account di Facebook lasciando solo il principale.
2 Disattivare il proprio account di Facebook
3 Creare una casella temporanea di posta elettronica no troppo popolare (Facebook le rifiuta)
4 Creare un nuovo account di Facebook con la casella di e-mail temporanea
5 Eseguire l’accesso con il nuovo account ( temporaneo), ed aggiungere come indirizzo di posta l'e-mail principale che vogliamo " liberare".
Confermando quest'operazione (tramite il link ricevuto via e-mail) il precedente account sarà cancellato e non solo disattivato. A questo punto basterà reinserire un indirizzo di posta temporanea nell'account, disattivare l'account e lasciar sparire il tutto insieme alla nostra e-mail fittizia che abbiamo lasciato in pasto al social network.
Buon 2009 a tutti.
— OraCle
sabato, 06 dicembre 2008__00:04
Inviato da: fragrua

La società ungherese Graphisoft ha rilasciato BIM Experience Kit (Bim sta per Building Information Modeling), un pacchetto che prevede l'utilizzo di una versione di Prova di ArchiCAD per Mac ed include una panoramica interattiva di 2 ore sul BIM (per costruire la Massaro House di Frank Lloyd Wright), attraverso 10 esercizi con commento sonoro (completamente in italiano) eseguiti con ArchiCAD e le soluzioni software CAD tridimensionali, che offrono una tecnologia basata sul modello collegato ad un archivio di informazioni sul progetto che facilitano l'interscambio e l'interoperabilità delle informazioni in formato digitale durante l'intera vita del progetto stesso. È possibile registrare i file in uno formato Prova successivamente aggiornabili a file standard dopo l'eventuale acquisto della licenza commerciale.
Per scaricare la Demo completamente funzionante per 30 giorni, è indispensabile registrarsi con il nome completo che verrà associato al numero di serie fornito da Graphisoft. L'indirizzo e-mail dovrà essere reale per recuperare le informazioni necessarie ad eseguire il download di Archicad.
ArchiCAD può leggere e registrare i formati Autodesk Autocad .dwg, .dfx, importare file SketchUp, condividere dati con Google Earth e Google 3D Warehouse, può interscambiare modelli usando i formati IFC con una varietà di software per l'analisi strutturale ed energetica come Tekla, Etabs, Sap2000, CBS Pro, Fem-Design, AxisVM, Green Building Studio, EnergyPlus.
Lodevole l'iniziativa di Graphisoft che permette il download e l'utilizzo gratuito di Archicad a studenti e insegnanti.
venerdì, 10 ottobre 2008__00:07
Inviato da: fragrua

Quante volte ci siamo trovati di fronte alla necessità di dover confrontare due Mac? Può capitare quando stiamo per prendere in considerazione l'acquisto di una macchina nuova, può essere necessario per l'apprezzamento di una macchina usata, può servirci per "confrontarci" goliardicamente con gli amici, o per studiare e valutare le prestazioni di macchine "poco" originali, quali le configurazioni variegate di alcuni Hackintosh (i famosi cloni, fatti in casa a meno, di cui tanto si parla in giro).
Insomma, non sempre si ha il tempo di lanciare vari processi con il cronometro alla mano per eseguire dei test reali fatti con le applicazioni usate nel quotidiano, o per i nostri scopi specifici, però ci sono momenti in cui un test fatto in automatico per testare processore e Ram di un Mac può essere di fondamentale importanza.
Ecco che ci viene in aiuto questo comodo programma realizzato con Xcode, si tratta di iBench (aggiornato da poco alla versione 1.0.3) che effettua 21 test specifici con lo scopo di verificare la performance della CPU e Memoria di qualunque Mac, Intel e PowerPC, con almeno 512 MB di RAM e Mac OS X 10.5 installato.
Al termine del test viene richiesto il salvataggio dei risultati in un file di testo, che servirà a confrontare l'indice delle prestazioni con quello delle altre macchine in prova. L'applicazione, sviluppata sotto licenza Shared Source, è gratuita e può essere scaricata dal sito ufficiale degli sviluppatori. Esistono altre popolari alternative per testare il Mac, ma questa è la più aggiornata.
Consigliamo infine una rapida lettura sull'argomento dei Benchmark, test che spesso possono portare alla interpretazione non troppo ponderata dei risultati.
mercoledì, 08 ottobre 2008__00:07
Inviato da: fragrua

Apple, per limitare la condivisione illegale della musica scaricata da iTunes, ha dovuto inibire il trasferimento di dati da iPod a computer diversi da quello del proprietario. Infatti, quando un dispositivo Apple viene collegato ad un altro Mac, iTunes chiederà l'abbinamento con il nuovo Mac eliminando i brani contenuti nell'iPod.
Esistono vari software in grado di aggirare il problema permettendo la copia dei file (normalmente invisibili) sull'HD di un altro Mac, e tra questi c'è Senuti, un progetto Open Source che si distingue dagli altri per l'interfaccia grafica estremamente intuitiva (in linea con l'elegante Mac OS X) e per la non invasibilità del programma, è necessario infatti un semplice Drag and Drop per installare l'applicazione.
Qualche giorno fa gli sviluppatori di FadingRed hanno rilasciato un aggiornamento che garantisce la compatibilità con iTunes 8.0.1 e con l'ultima versione di Mac OS X, permettendo l'estrazione semplificata di qualsiasi iPod collegato al Mac; inoltre viene aggiunto il supporto stabile per iPod touch e iPhone, più una serie di importanti bugfix.
Sono disponibili le istruzioni online ed anche due brevi filmati che spiegano (in inglese) come installare e utilizzare l'applicazione. È possibile anche effettuare una donazione per contribuire alla crescita ed al mantenimento del progetto tramite Paypal o Amazon.
Senuti 0.50.2 è un'applicazione gratuita compilata in Universal Binary e per funzionare richiede Mac OS X 10.4; per chi invece utilizza Panther è ancora disponibile la versione di Senuti 0.33 che si accontenta di Mac OS X 10.3.9.
venerdì, 26 settembre 2008__00:05
Inviato da: fragrua

Una delle questioni affrontate almeno una volta nella vita informatica (del Mac User moderno) riguarda la configurazione dell'ADSL con il Mac. Nella maggior parte dei casi si tratta di collegare un Mac ad un Modem/Router e al massimo qualche Airport (Access Point Wi-Fi) per il portatile. Escludiamo il Modem USB a priori, poiché la richiesta del driver per funzionare è un ostacolo preferibilmente da evitare, escludiamo un semplice Modem poiché è più comodo un Modem/Router che includa anche uno Switch Ethernet, e magari un accesso senza cavi: oggi un dispositivo di questo tipo costa circa 50 euro, anche se di marca importante come Linksys (assorbita un anno fa da Cisco).
Se si tratta di una prima attivazione è necessario sapere se la linea è già attiva o meno, e non sempre purtroppo ci è facile comunicare con i vari Call Center dei nostri Provider.
Tuttavia basta semplicemente collegare il Modem/Router all'alimentazione e inserire il cavo telefonico (senza filtro) nella unica porta DSL disponibile. Se la spia DSL sul Modem comincia a lampeggiare, significa che la linea è attiva, ma che è ancora in corso un "allineamento" del nostro Modem, e solo quando la spia diventerà fissa, la linea sarà pronta.
A questo punto dovremo solo configurare il nostro Modem/Router, a meno che il dispositivo non ci sia stato fornito direttamente dal gestore della linea (spesso in comodato d'uso), nel qual caso non necessiterà di alcuna configurazione.
Tre cose interessano principalmente l'utente: navigazione, velocità e sicurezza.
…segue
domenica, 18 maggio 2008__08:00
Inviato da: fragrua

Scriviamo l'inizio di questo articolo con una importante (quanto discutibile) premessa: Mac OS X è senza dubbio uno dei migliori Sistemi Operativi mai prodotti per un Personal Computer.
Il vecchio Classic aveva bisogno di una piccola manutenzione periodica effettuata a mano dall'utente, si poteva ricostruire il database della scrivania, oppure verificare, riparare o deframmentare il disco con le Norton Utilityes per Mac, eliminare preferenze corrotte o risolvere i conflitti di estensioni (e dei controlli) avviando con le estensioni disabilitate.
Da qualche anno tutto questo non serve più, il Sistema Operativo adesso è capace di effettuare script di mantenimento ad orari programmati, ed a tutti gli effetti si controlla e si aggiusta da solo, deframmentazione inclusa. Quindi, smanettoni di un tempo, mettiamoci l'anima in pace e lasciamo al nostro Mac il compito gravoso di farsi da solo le sue cose, magari lasciandolo acceso di notte qualche volta.
Attenzione però, c'è da prendere in considerazione un altro importante aspetto: molte applicazioni installate in secondo momento non sono "previste" da Mac OS X per cui non rientrano nei suoi programmi ordinari di pulizia.
…Segue

Molti professionisti della grafica, rispetto ai servizi offerti dai logo generator potrebbero disapprovare storcendo il naso.
E in effetti se si prendono troppo sul serio le promesse che ci giungono dalle homepage di questo tipo di siti, ovvero quelle di realizzare da soli e in pochi minuti dei “fantastici logo”, si corre il rischio di banalizzare una delle attività progettuali, forse la più significativa in assoluto, di chi si occupa di queste cose per mestiere.
Come spesso accade, la corretta chiave di lettura risiede in una “sana” consapevolezza: se ciò di cui abbiamo bisogno è una veloce soluzione per caratterizzare il nostro blog con una nota di colore e di fantasia senza particolari pretese, il prodotto di questi strumenti andrà più che bene. Così come andrà bene per vivacizzare dei biglietti augurali o per una veloce t-shirt a tema.
…Segue
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