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Benvenuto su iMaccanici Assistenza Mac
domenica, 23 settembre 2018__18:22

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Musica, Mac maestro!


Nel catalogo Apple Store c'è un Controller MIDI USB che permette di trasformare il vostro nuovo Mac in un potente strumento musicale, sfruttando i suoni di elevata qualità inclusi nella libreria di GarageBand (o Logic e altre applicazioni musicali per Mac).
I Controller MIDI USB hanno necessariamente bisogno di un computer per poter emettere suoni, utilizzano le librerie di suoni caricati sul nostro Mac essendo privi di strumenti interni e non richiedono alimentazione poiché viene prelevata direttamente attraverso la connessione alla porta USB.
Abbiamo provato la KeyStudio 49, la più economica tastiera musicale USB prodotta da M-Audio e l'abbiamo usata con un PowerBook 12" tramite la tradizionale porta USB…
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Dal Mac alla TV


Un articolo di MacWorld (la rivista) parlava delle conseguenze ambientali causate dai supporti ottici (CD/DVD) che vengono smaltiti nei rifiuti e dello spreco di energie necessario alla produzione dei CD. Basti pensare solo alle copie graffiate, illeggibili o smagnetizzate di musica, dati e film che ogni giorno vengono buttate nei cestini di case e uffici di tutto il mondo. Esistono addirittura persone che ignorano l'esistenza di PenDrive o HD portatili e per spostare un file di testo da una stanza all'altra non si pongono il problema di masterizzare un disco per poi buttarlo magari qualche ora più tardi.
Se questo danno ecologico deve starci a cuore, figuriamoci quanto ci stanno a cuore i nostri dati, che pur se masterizzati in duplice copia possono andare persi con una facilità insospettabile, e lo stesso ragionamento vale per la nostra collezione di musica e film vari.
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Cosa ti manca, cosa non hai?


Cos'è che insegui se non lo sai…
La canzone che i non-più-giovanissimi ricorderanno certamente, sembra calzare come un guanto ad Apple TV, il dispositivo multimediale di Cupertino che proprio non riesce a decollare.
Premetto che è evidente che Jobs abbia immaginato Apple TV per quello che è, cioè uno strumento che porta iTunes sul proprio TV… Ma l'utente vuole davvero "solo" questo?
La storia di Apple conserva in un armadio diversi scheletri, e c'è il rischio che uno di questi sia destinato ad appartenere all'Apple TV, ma non tutto è perduto. Cosa manca ad Apple TV per entrare nelle case dei comuni mortali e sbaragliare una concorrenza altrettanto debole? Quanto costerebbe ad Apple rimediare rapidamente alle limitazioni del suo disco multimediale?
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Il Tiger in bundle ha un difetto


Il Mac Pro, la macchina di fascia professionale di Apple, si distingue dalle altre per i potenti processori, per la velocità degli elementi che compongono l'hardware, per l'elevata possibilità di espansione e per la quantità considerevole delle connessioni. Proprio sul pannello posteriore (oltre alle porte in/out audio, Firewire 400, 800, USB2, LAN, etc.) troviamo i connettori Toslink di ingresso e uscita audio ottici, che permettono l'acquisizione e la riproduzione di audio digitale campionato a fino a 24-bit stereo e 44,1-96kHz senza una percettibile perdita di qualità.
Quale esperienza sublime quella di importare i propri MiniDisc Sony sul proprio HD oppure ascoltare i contenuti musicali nell'impianto di casa con la connessione audio digitale S/PDIF offerta dal nostro Macintosh. Peccato però, che se il Mac Pro sia uno degli ultimi modelli prodotti, cioè con Mac OSX 10.4.10 preinstallato, non riconosca correttamente le porte in questione, mostrando in QuickTime pro (nel pannello di preferenze importazione) il messaggio qtpPreferencesCaptureDeviceNameAndInputName piuttosto che Ingresso digitale integrato portando le applicazioni di acquisizione a riprodurre un forte suono intermittente piuttosto che l'audio corretto.
E si dimostrerà inutile formattare dai DVD di Sistema forniti in bundle, poiché il bug coinvolge anche loro, ma sarà necessario rivolgersi ad Apple o al rivenditore per una reistallazione software da una versione più vecchia dell'OSX fornito con i Mac Pro precedenti.
Successivamente si potrà aggiornare tranquillamente il Sistema Operativo del Mac Pro scaricando gli aggiornamenti dal tradizionale pannello Aggiornamento Software.
—OraCle
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Pixelmator, l'anello mancante


Pixelmator è un editor d'immagini veloce e potente per Mac OS X che dispone di tutto il necessario per creare, modificare e migliorare le immagini su più livelli, ma non in modalità cmyk, per questo motivo si presta soprattutto ad un impiego casalingo o per la creazione e la modifica dei contenuti Web.
L'impatto con l'interfaccia è rassicurante, in pieno stile Apple e ricorda molto la suite iLife'08. I comandi, la barra degli strumenti e le scorciatoie da tastiera sono molto simili al colosso di Adobe, con incluse correzioni automatiche di esposizione, contrasto, colore e luminosità. È possibile aprire le immagini da iPhoto attraverso il comodo browser integrato per le immagini, editarle e salvare senza spostarsi dal programma.
Pixelmator ha anche delle caratteristiche esclusive: filtri di distorsione quantomeno inediti e spettacolari; filtri di sfocatura velocissimi ed interagisce con l'iSight.
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iMaccanici provano i nuovi iMac


Non abbiamo resistito, 450 chilometri andata e ritorno, ma ne è valsa la pena.
La nostra visita all'Apple Store Roma Est ci ha permesso di toccare con mano e provare le nuove tastiere ed i nuovi iMac introdotti da Apple il giorno prima.
Partiamo subito dall'estetica, il logo Apple frontale non è a specchio, come potrebbe sembrare dalle foto ufficiali di Apple, ma è nero, lucido e di un materiale che all'apparenza sembra vetro, probabilmente lo stesso materiale antigraffio che ricopre il display, denominato "glossy".
Il retro dell'iMac è anch'esso nero, ma di materiale plastico opaco, che ospita, oltre al classico attacco per l'alimentazione, l'ingresso e l'uscita audio, 3 porte USB2, una porta Firewire 400, una porta Firewire 800, una porta Ethernet 10/100/1000 ed un'uscita per il secondo monitor. Cos'altro ci ha colpito del nuovi iMac? …Segue
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I nostri software preferiti


Grazie ad uno spunto lanciato da Macworld, nella persona di Francesco Pignatelli, abbiamo raccolto in MacList i migliori shareware/freeware/utility, a nostro avviso irrinunciabili.
Si tratta principalmente di applicazioni di uso abituale, che non abbiamo elencato in ordine di importanza, ma in ordine alfabetico, visto e considerato che allo stato attuale è impossibile stilare una classifica qualitativa, poiché si tratta in tutti i casi di programmi utili ed eccezionali, spesso insostituibili. Non si tratta dei migliori software per il Mac in assoluto, ma sicuramente di quelli più usati, almeno da iMaccanici & Friends.
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Una giornata con Apple Radio Remote


Si chiama Apple Radio Remote, ed è stato introdotto da Steve Jobs al MacWorld di San Francisco del 2006 (link), lo trovate negli AppleStore (reale o telematico) o in qualsiasi negozio rivenditore di accessori Apple, costa 55,00 euro, ed è compatibile con i modelli iPod nano e iPod con video.
Come di consueto per tutti i prodotti Apple, la scatola di cartone e plastica è elegante e ben assemblata, e mostra in bella evidenza il Radio Remote, con tanto di auricolari Apple di nuova generazione (quelli attualmente forniti con i nuovi iPod). All'interno si trovano anche un foglietto illustrativo in quattro lingue (tra le quali manca l'italiano) e la garanzia Apple di un anno. Il dispositivo, di dimensioni relativamente ridotte (3,5 x 2,5 cm) monta un comodo aggancio da poter usare per posizionarlo su un capo o appeso ad una tasca, e la clip è formata dallo stesso materiale satinato degli iPod shuffle di nuova generazione, con il logo Apple e la oramai classica dicitura "Designed by Apple in California".
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E tu sei un Fonero?


Una semplice domanda ha generato la più grande Community WiFi nel mondo:
"Perché pagare l'accesso a Internet quando sei fuori casa se hai già pagato quello di casa?".
Con Fon è possibile ottenere più vantaggi dal proprio collegamento, semplicemente condividendolo diventando un Fonero, cioè un membro della Community Fon, utenti che si connettono gratuitamente WiFi ovunque trovino l'Access Point di un altro Fonero.
L'obiettivo è quello di creare un infinita rete WiFi che consenta a tutti i membri della community FON di condividere, non solo la propria connessione a banda larga, ma anche esperienze e idee.
Leggiamo come abbiamo abbracciato il progetto FON con i nostri Mac…
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Mac Pro, scoperti altri due "SerialATA2"


MacPro, non finirai mai di... sorprenderci, nel bene o nel male. Prima la lentezza nel creare un filmato con iDvd, applicazione dove Apple dovrebbe dare il buon esempio di ottimizzazione (50 minuti contro gli 11 del G5), poi la velocità inaspettata di PhotoshopCS2, sotto Rosetta e senza penalizzazioni.
Adesso la sorpresa hardware... Tutti sanno che è possibile infilare in un Mac Pro ben 4 Hard Disk SerialATA2, ma nessuno ha mai detto che se ne possono aggiungere altri due senza acquistare alcun controller aggiuntivo.
Infatti sulla scheda logica del Mac Pro si trovano 2 controller SerialAta quasi nascosti, che permettono l'aggiunta di due Hard Disk, magari posizionabili al posto dei masterizzatori, o nel vano destinato alle schede PCI opzionali.
Quindi sale notevolmente la possibilità di "storage" del Mac Pro Xeon. Grazie Apple, bel regalo!
—OraCle
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Test Quad G5 vs Quad Xeon vs Dual G5


È fatta, finalmente abbiamo potuto confrontare un Quad Xeon 2,66 GHz contro un Quad G5 2,5 GHz. Sorpresa, come ci anticipò a suo tempo Spider-Mac il nuovo Quad non è affatto 2X, 4X eccetera eccetera, ma solo più veloce quando viene tirato in gioco quello che circonda il processore, cioè componenti come l'HD SerialATA2, le modernissime Ram e il Bus di Sistema più veloce, tutte cose che il PowerMac G5 non ha. Mentre sul calcolo vero e proprio si parla di due secondi di vantaggio su 78!
Quindi quel 2X voleva significare 2 secondi?
Ma non è questa la cosa sbalorditiva, durante questo test preliminare, abbiamo voluto tirare in ballo anche un "vecchio" Dual G5 2,5 GHz e... Sorpresa delle sorprese le prestazioni del doppio G5 sono uguali al Quad G5!
I risultati dei primi test che abbiamo effettuato parlano chiaro, la prossima settimana ripeteremo tutti i Test installando la versione aggiornata di MacOSX 10.4.8 appena rilasciata, per completare successivamente i confronti anche sui nuovi Xeon 3,0 e 2,0 GHz.
Ecco i risultati preliminari dei nostri TEST in formato PDF, aggiornati in maniera costante (stiamo inserendo alcuni risultati del mac Pro Xeon 3,0Ghz).
Da questi si evince che, (verificando in monitoraggio attività e TOP del terminale) le attuali applicazioni, installate su Tiger ancora non sostengono il multicore, sfruttando al massimo 2 processori su 2, oppure 2 processori su 4! Magari soltanto su Leopard vedremo impiegati 4, 8 o 16 core.
E allora, da due anni ad oggi, cosa ci ha venduto mamma Apple? Macchine potenti ma spremute solo a metà? E se Leopard sarà ottimizzato solo per gli Intel, chi ha comprato un Quad G5 non lo potrà mai usare a fondo? La sbalorditiva reazione di Photoshop CS2 ci ha però spiazzati, solo con questo fenomenale programma i processori vengono spremuti costantemente al massimo, in tutti e tre i casi, Dual, Quad e Xeon incluso.
E "Rosetta"?
Con 2GB di Ram è come se non ci fosse, una volta lanciata l'applicazione PPC, si ferma per lasciare spazio ai programmi non UB di lavorare al massimo delle loro potenzialità! Un vero miracolo dei programmatori Apple, capaci di farci avere prestazioni eccelse da software non nativi, a patto che questi siano fatti bene e supportino il multicore.
Certo, molte domande sono tormentose, e meriterebbero una risposta concreta, non perché ci dispiace che con il prossimo OSX 10.5 gli Xeon saranno fulmini, anzi, ma perché i G5 potevano esserelo anche loro e probabilmente non lo saranno mai.
—OraCle
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Nuovi iMac 24" e Mac mini


Apple a sorpresa anticipa le novità attese da tutti per il 12 settembre.
La casa di Cupertino, produttrice dei nostri Computer preferiti, ha lanciato da poco la nuova linea di iMac con schermi da 17", 20" e 24", debuttano anche i processori Core2Duo di Intel, con frequenze da 1,83 GHz a 2,33 GHz. In Italia i prezzi partono da 999 euro per il 17" 1,83GHz Combo, per arrivare a 1999 euro per il 24" 2,16GHz, per avere invece il processore 2,33 GHz occorrono 250 euro in più.
Tutti i modelli presentano inoltre: webcam iSight integrata, tre porte USB 2.0, due porte FireWire 400 (il modello da 24" include una porta FireWire 400 e una FireWire 800), connessione in rete wireless AirPort Extreme, Gigabit Ethernet, uscita video Mini-DVI, altoparlanti stereo e microfono integrati, nonché jack di uscita/ingresso audio digitale ottico.
"Date il benvenuto al nuovo iMac 24", la più straordinaria esperienza all-in-one della storia", dice la documentazione di Apple. Con un'area di visualizzazione superiore del 30% rispetto al modello 20" e un'avanzata scheda grafica NVIDIA, è perfetto per guardare film e presentazioni a diapositive, lavorare con molteplici palette e finestre oppure, più semplicemente, per sbalordire i vostri amici. Anche i Mac mini vengono aggiornati e presentano adesso soltanto processori in versione Core Duo, cambiano i prezzi che sono ora sensibilmente più bassi. Per il modello da 1,66 GHz Apple fissa un prezzo di listino di 619 euro. Il modello da 1,83 GHz costa 799 euro contro gli 879 euro del modello precedente.

Trovate i nuovi prodotti sullo STORE APPLE italiano.
—OraCle
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Bello e impossibile!


Che il Mac Pro sia la più veloce Workstation del pianeta è una affermazione ancora tutta da dimostrare, ma che sia il più bel Personal Computer mai prodotto, permetteteci di sostenerlo.
Come per i MacBook Pro, il design è rimasto quasi immutato, dopotutto è veramente difficile migliorare l'estetica di un prodotto che rasenta la perfezione, quindi alla Apple hanno pensato bene di cambiare il contenuto senza modificarne il contenitore. Difficile non notare sul pannello anteriore forato il secondo slot a ghigliottina per un masterizzatore aggiuntivo, sempre sul frontale non passano inosservate neanche la seconda porta USB2 e la porta FireWire 800 che già si dava per scomparsa ed invece va ad affiancare la 400. Sul retro le cose si fanno più interessanti, infatti oltre a tornare alla tradizionale presa di alimentazione, trovano posto due connettori ottici digitali per l'audio, due porte 10/100/1000 BASE-T Ethernet, altre tre porte USB2, un'altra Firewire 400 e un'altra Firewire 800, infine troviamo la classica uscita e l'ingresso analogico per l'audio nel formato mini-jack, mentre sparisce uno dei due sfoghi circolari per l'aria.
Ma la vera rivoluzione si nasconde all'interno, rimuovendo il classico pannello di alluminio laterale ci rendiamo conto che abbiamo a che fare con una macchina veramente perfetta. Se prima era facile, adesso è semplicissimo aggiungere o sostituire Ram, Hard Disk e masterizzatori. Anche i tre slot PCI Express di dimensioni regolari hanno un particolare sistema di bloccaggio che permette di inserire le schede (anche quelle grandi) senza l'uso del tradizionale cacciavite a stella. Gli slot per i banchi FB-DIMM DDR2 a 667MHz non sono saldati direttamente sulla scheda logica, ma su due schede riser dedicate, che a loro volta si agganciano alla principale, questo permette un migliore raffreddamento delle memorie Ram che si trovano perfettamente allineate al centro del corridoio di aria fresca.
La possibilità di poter usare 4 velocissimi HD SerialAta2 (anche da 500 GB ciascuno), giustifica finalmente le dimensioni generose di questo "case", ed anche l'eleganza degli alloggi in stile Xserve fanno della pulizia estetica l'arma vincente di questo Mac Pro.
Se non fosse impossibile lanciare Classic a questo nuovo Macintosh non mancherebbe proprio nulla!
—OraCle
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Ma questi MacBook sono truccati? Quante domande ci tormentano!


Vi siete mai chiesti come mai un MacBook impiega circa 15 secondi per avviarsi, mentre un Quad può metterci anche 45 secondi?
Sembrerebbe di aver a che fare con la velocità futuristica dei nuovi MacIntel, sembrerebbe di avere a che fare con le prestazioni brucanti delle nuove EFI.
E allora vi siete mai chiesti come mai una conversione video fatta anche con un G5 DualCore è più rapida di un Intel CoreDuo?
Non è un controsenso?
continua...
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Apple introduce il MacBook da 17 pollici


Il rilascio del MacBook Pro da 17 pollici era atteso per la fine della settimana, al termine del Nab (The National Association of Broadcasters in corso a Las Vegas dal 22 al 27 Aprile), invece dopo due soli giorni è già in vendita sul sito di Apple Italia, per la prima volta tutti gli Apple Store mondiali sono stati aggiornati in contemporanea.
Monitor da 17 pollici con risoluzione 1680x1050 (come il precedente G4), scheda grafica ATI Mobility Radeon X1600 con 256MB di memoria GDDR3, processore Intel 2,16 GHz CoreDuo, connettori Firewire 400 e ritorno della Firewire 800 (che gia si dava per dispersa), tre porte USB2, disco fisso da 120 GB (come al solito a 5400 rpm) e masterizzatore DVD da 8x Dual Layer. Il prezzo é di 2899 euro e la consegna è prevista tra i 7 ed i 10 giorni.
—OraCle
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PowerPC G5, ancora il numero uno!


Abbiamo approfondito i test di confronto tra Intel Core Duo e PowerMac doppio G5 1,8 che confermano i primi confronti preliminari del 25 gennaio scorso.
Le prestazioni del doppio core Intel, nonostante una buona velocità di calcolo ci hanno deluso (anche se prevedibilmente) nelle operazioni video dove manca ovviamente il supporto Altivec, presente invece nei PowerPC.

I Mac oggetti del nostro test erano:
Macmini con processore Intel Core Duo a 1,66GHz
iMac con processore Intel Core Duo a 1,83GHz
MacBook con processore Intel Core Duo a 1,83GHz
PowerMac G5 con due processori PowerPC G5 a 1,8GHz (anno 2003)

In tutte le configurazioni la Ram installata era pari a 2GB e l'OS era aggiornato alla medesima versione.
—OraCle
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MacBook upgrade a 2.16 GHz


Con una mossa a sorpresa la Apple aggiorna i MacBook Pro.
Comincia a materializzarsi all'orizzonte una corsa alla velocità del processore, qualcosa a cui i meno fortunati utenti WIN sono più che abituati. La settimana prossima partiranno all'indirizzo dei primi clienti i modelli di MacBook Pro con chip più veloci di quanto annunciato e saranno forniti con queste nuove configurazioni a tutti quelli che li avevano già ordinati.
Il modello da 2.699 euro, è dotato di un processore Intel Core Duo da 2.0 GHz (invece che da 1,83 GHz) mentre il modello da 2.159 euro ora include un processore Intel Core Duo da 1,83 GHz, (e non da 1,67 GHz). Inoltre i clienti possono anche scegliere processori Intel Core Duo fino a 2,16 GHz, come opzione BTO.
L'aggiornamento del processore a 2.16 GHz costerà 320 euro, un po' troppo per i nostri gusti.
Ecco il link all'Apple Store.
—OraCle
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iMac Test


Abbiamo provato il nuovo iMac con processore Intel Core Duo 1,83GHz e le prestazioni del doppio core hanno confermato le nostre previsioni iniziali mettendolo a confronto con un PowerMac doppio G5 1,8Ghz.
Si tratta di una macchina prestante e stabile e nonostante l'adozione della veloce Ram DDR2 resta comunque inferiore in velocità di calcolo in confronto al PowerMac G5, complice il Bus di sistema superiore (900 MHz contro i 667 dell'iMac). L'iMac Intel da il meglio dove è ovviamente intenso l'uso del processore, come nella compressione dei file audio e video. Per non rendere troppo impegnativa la lettura dell'articolo indichiamo solo i risultati dei test effettuati con iTunes:
Nella conversione di 30 minuti audio da Aiff a Mp3 (160 kbps)
il G5 ha impiegato 35 secondi alla media di 51,5X con picchi di 57,
l'iMac Intel ha impiegato 39 secondi alla media di 46X con picchi di 52X.
Le prestazioni dell'iMac sono quindi state inferiori del 10,3% rispetto a quelle del PowerMac G5.

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Velocità "bruciante"


3 minuti e mezzo per masterizzare 4,37Gb di documenti.
Abbiamo da poco concluso i test sul Pioneer DVR-110D, disponibile nella classica colorazione beige oppure in quella nera, (sigla DVR-110DBK) identico a quello fornito dalla Apple. Il drive Pioneer si mantiene nella fascia "medio-alta", con ottimi risultati in tutti i campi, e qualità di scrittura perfetta su tutti i supporti testati. In fase di lettura CD, il prodotto Pioneer ha mantenuto valori nella media, con una qualità eccellente nell'estrazione di audio digitale, a discapito di una velocità superiore. Risultati sorprendenti in fase di lettura di supporti DVD, in quanto il Pioneer non è dotato di riplock il che lo rende il drive più veloce nella lettura di supporti Dual Layer, e tra i più veloci nella lettura di supporti a strato singolo. Le velocità di scrittura sono 8x per i nuovi supporti Dual e Double Layer, 16X per i supporti a singolo strato, 6X per i DVD-RW ed 8X per i DVD+RW, il che lo rende piuttosto bilanciato. Il drive è venduto in confezione "Bulk", senza nessun software in bundle. La memoria buffer equipaggiata è pari a 2 MB. La qualità dei supporti masterizzati è eccellente per tutti, siano essi CD, DVD+R, -R o RW. Tutte le prove fatte con diverse marche di supporti hanno dato degli ottimi risultati. Da notare però che il drive fallisce la masterizzazione in overburn di alcuni CD-R, ma solo oltre i 90 minuti e si tratta tuttavia di prove fatte con la prima revisione del firmware, per cui ci si aspettano miglioramenti anche in questo senso. Abbiamo a che fare con un ottimo masterizzatore, con alcune pecche correggibili con delle release del firmware. Il prezzo di acquisto basso fa salire a livelli altissimi il rapporto qualità/prezzo e lo trovate a meno di 50 euro dal nostro fornitore che ringraziamo per aver messo a disposizione i vari supporti per il test.
-OraCle
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Stuffit, prova sul campo


Compressioni del 30% anche sui JPEG.

Stuffit Deluxe, la popolare suite per la compressione dati molto apprezzata in ambito Mac è giunta da poco alla versione 10.
In realtà c'è già stato anche un aggiornamento alla 10.0.1. La nuova release è stata completamente ridisegnata ed è stata adottata una nuova tecnologia (IMSI) per la compressione dei file JPEG che permette di ridurne il peso del 30%.
Come è noto, prima di oggi comprimere un'immagine già compressa in formato JPEG era perfettamente inutile se non controproducente. Abbiamo effettuato un test di compressione JPEG usando una cartella con 40 fotografie digitali il cui peso iniziale era di 37,9MB. Dopo la compressione con DropStuff i MB si sono ridotti a 27,2 e la qualità delle immagini è ovviamente rimasta immutata.
I vantaggi si rivelano purtroppo nettamente inferiori (34MB) utilizzando la compressione Zip di Stuffit Deluxe. Stuffit Deluxe 10 è perfettamente integrato con Tiger e permette anche di visionare i file compressi, mostrandoci l'anteprima delle immagini.
Effettuando una ricerca con Spotlight compariranno i nomi dei file o gli elementi di Stuffit, Zip e Tar archivies. Inoltre, un nuovo "Automator scripting tool" consente all'utente di comprimere ed espandere i file con Stuffit, Zip e Tar archivies gestendo il tutto tramite i flussi di lavoro di Automator.
Nel pacchetto è incluso l'inedito Stuffit SEA Maker che ci permette di stabilire dove i file compressi con il self-extracting dovranno espandersi. Le atre novità di Stuffit Deluxe sono: la compressione dei file è di un 20% più veloce utilizzando Better come algoritmo di compressione; Stuffit Express PE permette di creare dropboxes che possono essere inviati e ricevuti dall'iDisk di .Mac; il contenuto degli archivi di Stuffit può essere cambiato anche dopo che è stato creato l'archivo e protetto con una password; è possibile utilizzare le Etichette del Finder per archiviare i file.

Da questo link è possibile scaricarne la DEMO.
Una volta acquistato per $79,99 (o per $29,99 se si passa dalla 9) vi verrà inviato il codice per abilitare tutte le funzioni.