a Napoli con Apple
dal 1986

Benvenuto su iMaccanici Assistenza Mac
lunedì, 22 ottobre 2018__23:00

Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Convertire file audio di tipo lossless (ma non solo)


XLD (X Lossless Decoder) è un ottimo strumento per Mac OS X in grado di decodificare molti formati audio di tipo lossless, ossia compressi senza perdita di informazioni originali, che funziona su tutte le versioni del nostro Sistema Operativo dalla 10.3 in poi, sia su piattaforma Intel che PPC.
I formati audio digitali di tipo più comune, come MP3 e AAC (ossia formati di tipo lossy), subiscono in fase di compressione una notevole perdita di informazioni originali, con conseguente inevitabile riduzione della qualità di ascolto, mentre la compressione "senza perdita" consente di ridurre il peso del file originario di circa il 50% senza modificarne il livello qualitativo in quanto, una volta decompresso, il file risulterà identico all'originale, esattamente come avviene con un archivio Zip.
I formati audio di tipo lossless maggiormente noti sono il FLAC e l'APE (Monkey's Audio), ma XLD è in grado di decodificare anche il WavPack, il TTA e l'Apple Lossless (quest'ultimo solo su Tiger e successivi), nonché ovviamente AIFF, WAV, ed altri ancora, inclusi i formati lossy. Se siamo in presenza di un'unica traccia audio con il relativo cue sheet (file CUE), XLD è in grado di splittare, ossia dividere in più tracce, il nostro file originario.
Dalla versione 20080812 (i numeri delle versioni sono rappresentati dalla data di rilascio scritta in formato internazionale) l'applicazione ci permette anche di estrarre tracce audio da un CD (ripping) con altissima resa qualitativa grazie alla modalità CDParanoia integrata, che consente fra l'altro la lettura e la riparazione dei dati anche in caso di supporto danneggiato, permettendoci di effettuare ottimi backup dei nostri CD più preziosi e in più con la possibilità di risparmiare notevole spazio su disco. Durante questa operazione, XLD supporta l'uscita del CD immagine col relativo cue sheet (esempio: WAV+CUE o FLAC+CUE, ecc.).
Per usare l'applicazione con GUI (esiste anche la versione a riga di comando) è sufficiente impostare da menu le Preferenze secondo le nostre necessità, quindi trascinare il file da convertire (o il relativo cue sheet) sulla sua icona, oppure, dopo aver selezionato il file, scegliere XLD dal menu a tendina "Apri con". La conversione avverrà in tempi relativamente brevi, in quanto XLD utilizza una propria libreria interna per la decodifica, e non genera alcun archivio intermedio.
I formati di uscita supportati sono molteplici: Wave, AIFF, Raw PCM, Ogg Vorbis, MP3 (codificato con LAME 3.98.2), MPEG-4 AAC (codificato con QuickTime/CoreAudio), MPEG-4 HE-AAC (AACPlus v1/v2), Apple Lossless, FLAC, Wave64 e WavPack (questi ultimi due solo nella versione GUI). Non è supportato, in uscita, il formato APE (Monkey's Audio), per il quale eventualmente sarà necessario ricorrere ad xACT. Numerose sono le opzioni di scelta per quanto riguarda la qualità del formato di uscita, in particolare l'MP3, che contempla la Modalità di codifica (VBR, ABR, CBR), la scelta del BitRate, l'impostazione automatica del Guadagno in fase di riproduzione, ed altro ancora, oltre alle opzioni più comuni come la scelta della cartella di destinazione o l'aggiunta automatica di tag e cover art, solo per citarne alcune.
L'applicazione, di circa 17 MB, è solo in lingua inglese, gratuita e liberamente scaricabile dal suo sito scorrendo al paragrafo "Download". Una eventuale donazione, in caso di apprezzamento, sarà gradita a supporto del progetto, che viene seguito costantemente dal 2006 con frequenti rilasci di aggiornamenti e miglioramenti, di cui l'ultimo è rappresentato dalla versione 20100218 disponibile solo dalla funzione di aggiornamento automatico o da "Check for Updates" del menu dell'applicazione.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Esplorare il disco dell'iPhone


Phone Disk, realizzato da myPod Apps, LLC, consente il controllo su qualsiasi modello di iPhone o iPod Touch, estendendo l'utilizzo del file system di Mac OS X. Il programma funziona in background sul Mac, consentendo di vedere l'iPhone nel Finder, come un qualunque dispositivo di archiviazione esterna, proprio in modalità disco.
Dal file compresso (che si scarica qui) una volta scompattato, si dovrà innanzitutto installare MacFUSE.pkg, che consente di leggere e scrivere file sul proprio iPhone, utilizzando le API MobileDevice, tramite la porta USB. L'iPhone diventerà un vero e proprio HD USB portatile nel quale creare nostre cartelle e sottocartelle, nel quale inserire file anche di grandi dimensioni, da trasportare con noi, in viaggio o per lavoro.
Una volta lanciato Phone Disk, in alto a destra sulla barra menù, comparirà una piccola icona gialla, che rappresenta un HD, e da li, attraverso questa piccola icona.
Cliccandoci su, si apre un menù dal quale si controlla l'iPhone.
Il software, durante la prova è crashato sempre, non appena si volevano regolare le preferenze, probabilmente perché la prova è stata svolta con un iPhone non sprotetto.
Cliccando sull'icona di Phone Disk e scorrendo fin sul vostro iPhone, si può decidere di far mostrare nel Finder il proprio iPhone oppure espellerlo.
Questo è quanto accade:


L'iPhone può essere espulso solo tramite il software, non con il classico tasto d'espulsione. Cliccando due volte sull'icone dell'iPhone, ci sarà mostrato il contenuto dell'iPhone, nel quale possiamo andare a creare una nostra cartella, per potervi inserire i file. In questo modo il nostro iPhone diventerà un bellissimo e capiente HD USB portatile, per scambiare dati anche tra mac e PC, senza necessariamente doverlo sbloccare.
Da qualche ora dovrebbe essere presente la sezione apposita di Phone Disk anche sul sito dello sviluppatore (ad inizio settimana avevano previsto un aggiornamento del sito per questo weekend).
È in programma anche la realizzazione di un codice di registrazione personalizzato valido per sempre, che garantirà aggiornamenti gratuiti. Intanto per utilizzare il software occorre registrare il programma entro il 1 settembre 2010 inserendo il seguente codice di registrazione: 2H96A-QK7MX-8GEYK1V-ZR6S8
Questa è la versione 1.000, e prevedibilmente ci saranno aggiornamenti a breve.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Un calcolatore Mac o un "Mac-calcolatore"?


Bistrattata quanto mai odiata e mai sopportata, la Regina delle Scienze, la matematica, ha sempre avuto un ruolo primario in ambito informatico, tanto che la traduzione italiana di "computer" ne evoca l'utilizzo primario: calcolatore elettronico. E cosa fa appunto Parabinomial Theorem? Calcola!
Particolarmente utile agli studenti di matematica alle prime armi, per coloro che frequentano le scuole medie inferiori e medie superiori, è possibile grazie al suo aiuto eseguire in maniera del tutto automatica il lungo e tedioso calcolo dell'espansione di potenze di binomi; infatti se per calcolare il quadrato di un binomio è necessario eseguire soltanto tre semplici operazioni (la famosa regola della somma del quadrato del primo, del secondo, e del doppio prodotto del primo per il secondo) già dal terzo grado in poi diventa più complicato, col sensibile rischio di errori di calcolo e brutti voti nei compiti di matematica. Chiarito cosa fa, vediamo come lo fa. L'applicazione permette una doppia modalità di calcolo: quella cosiddetta Standard, che non prevede coefficienti numerici che moltiplicano le variabili dei due monomi, e quella Custom, nella quale appunto è possibile personalizzare i monomi aggiungendo dei coefficienti, che purtroppo però possono essere solo numeri relativi: infatti non è possibile utilizzare né numeri razionali, né numeri reali (quindi, ad esempio, niente radici). Inoltre, è quanto mai risaputo che nella scrittura di numeri e lettere componenti un'espressione matematica, quando elevati alla potenza 1, non viene specificata appunto tale potenza, una cosa che troviamo invece in Parabinomial Theorem: una lettera elevata alla potenza 1 (ad esempio, x) viene scritta esattamente come x elevato a 1. Un altro problema, questa volta dovuto ad un bug nel progetto dell'applicazione, è quello relativo alla erronea implementazione dello slide che divide la parte di finestra con i dati di input, dalla parte di finestra che visualizza i dati di output (il risultato del calcolo della potenza), con un risultato poco gradevole dal punto di vista dei canoni Apple per le interfacce grafiche.
In definitiva, Parabinomial Theorem è un'idea interessante, utile per gli studenti che necessitano una verifica dei propri esercizi di matematica, che soffre però di alcuni peccati di gioventù (la versione è la 1.0) e che si potrebbe pensare di migliorare anche implementando altri calcoli di cui esistono delle formule facilmente trasformabili in linee di codice.
Parabivg mette a disposizione di tutti il download gratuito della propria creazione, scritta in Cocoa e Objective-C. Un augurio di buon lavoro per lo sviluppatore.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Un altro modo di vedere il PDF con Skim


Prendere appunti su dispense cartacee significa poter far uso di evidenziatori, pennarelli, matite e post-it in tutta libertà per annotare, sottolineare, cerchiare e barrare parole, frasi o intere parti di testo al fine di rendere più agevole una rilettura del testo e permettendoci di concentrarci meglio sulle parti che troviamo maggiormente rilevanti. Se il nostro supporto è digitale, ossia un documento PDF, possiamo fare le stesse cose con Skim, senza dover ricorrere alla stampa del testo.
Skim è un lettore di PDF per Mac OS X nato nel 2007 che già all'epoca, durante la sua prima fase beta durata quasi un anno, riuscì a guadagnarsi una folta schiera di utenti grazie alle sue notevoli peculiarità e alla sorprendente facilità d'uso. Da allora ha fatto molta strada, vantando sempre più estimatori, soprattutto tra utenti che hanno la necessità di consultare testi di tipo scientifico - ma non solo - e nei giorni scorsi ne è stata rilasciata la nuova versione 1.3.4.
In questa applicazione abbiamo a disposizione un vasto elenco di strumenti e un'ampia possibilità di personalizzazione. Dopo aver selezionato una parte di testo possiamo facilmente trasferirlo su un altro documento tramite la funzione copia & incolla, possiamo sottolinearlo, barrarlo o evidenziarlo sovrapponendo il colore che più ci piace, possiamo aggiungere un cerchio, un quadrato o una freccia attorno alle parti che vogliamo porre in risalto, nonché aggiungere appunti sotto forma di post-it oppure di note ancorate, ed inoltre ognuna di queste azioni sarà elencata nella colonna a destra della nostra interfaccia grafica e funzionerà da segnalibro.
Completamente sviluppata in Cocoa, l'applicazione si integra perfettamente con tutte le risorse del nostro Mac OS X, compreso l'appoggio ad AppleScript, e tra le tante altre funzioni che ci offre (come lo zoom delle pagine o la praticissima lente d'ingrandimento) non va sottovalutata la caratteristica di poter creare delle vere e proprie presentazioni a tutto schermo, complete delle modifiche apportate, e totalmente gestibili tramite il controllo Apple Remote.
Infine, le modifiche e le note apportate al testo, non andranno ad intaccare il nostro documento PDF originale, ma sarà possibile esportare il tutto in un nuovo "PDF con note incorporate" per ritrovarle alla prossima lettura.
Leggerissimo e per nulla invasivo, oltreché semplice ed intuitivo, questo programma si avvale della localizzazione in italiano ed è un progetto Open Source rilasciato con licenza BSD, liberamente scaricabile dal suo sito. La versione 1.3.4 richiede Mac OS X 10.5 o successivi, mentre per il buon vecchio Tiger sarà necessario avvalersi della versione 1.2.7.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Genetica e della biologia molecolare sul Mac


CLC DNA Workbench, precedentemente conosciuto come CLC Gene Workbench, è un programma di bioinformatica per l'analisi avanzata di sequenze di DNA e di Proteine. È un software professionale, utile solo a chi con queste stringhe di acidi nucleici ed aminoacidi ci lavora, ed infatti il prezzo (1.975 dollari) è sensibilmente scontato per l'ambiente Accademico (990 dollari).
Appena lanciato, il software crea un ambiente che permette all'utente di eseguire un gran numero di analisi avanzate di sequenze di DNA, RNA, Proteine, combinate ad eccellenti possibilità di visione grafica e di esportazione (anche in formato Excel oltre che liste multiple di sequenze in formato FASTA /Pearson).
Il software accede automaticamente ad un percorso definibile per il download di sequenze di DNA e di Aminoacidi (esempio:NCBI BLAST, Protein Data Bank…), e permette l'input/import di sequenze proprietarie.
Le funzioni sono molteplici: Import di sequenze anche in formato .zip o .gzip o .tar oltre che acl, clc, phr, pal, nhr, nal, cm5, aln, str, bsml; Help Alerts quando si importano sequenze Genbank o gff o la lunghezza non combacia con la sequenza vera o il nome del gene non c'è; Nell'esportazione in formato csv c'è la possibilità di settare in Locale se usare punto o virgola come separatore (virgola in USA); Il plug-in GFF è stato aggiornato per accettare annotazioni complesse; Assemblaggio di dati di sequenziamento DNA; Design Avanzato Grafico ed Algoritmico; Cloning Molecolare; Annotazioni di SNP (Single Nucleotide Polimorphisms); Allineamento e Comparazione di sequenze, Alberi di comparazione distanze filogenetiche; Ricerca di Motivi (conosciuti); Ricerca di Pattern (sconosciuti); BLAST search; Studio con Primers e Probes - Creazione di Primers, liste ; Studio con enzimi di restrizione; Plottaggio grafico (dot plot); Analisi dell'idrofobicità; Ricerca in GenBank e PubMed; Log delle analisi e delle azioni intraprese.
In questi screenshot abbiamo paragonato le sequenze di mRNA che codifica per una proteina oncosoppressore (p53) che protegge dal cancro, una di ratto norvegico e una di uomo, plottate in forma lineare l'una e e circolare l'altra. Seguono un plot di analisi della idrofobicità di una molecola di DNA, per residuo. Infine una comparazione ad albero con le distanze fra sequenze di residui DNA.
Un software completo insomma, per professionisti della genetica e della biologia molecolare. CLC DNA Workbench, appena aggiornato alla nuova versione 5.6.1, è disponibile per il download in versione trial, che al termine di trenta giorni dal primo lancio cesserà di funzionare. Richiede un Mac con Mac OS X 10.4 o successivi.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Disinstallare programmi sul Mac


Si chiama AppTrasher e (come traspare dal nome) è inevitabilmente l'ennesimo uninstaller di applicazioni per Mac. Anche se nella maggior parte dei casi non è fondamentale, è buona norma rimuovere accuratamente ogni elemento installato da un software provato e successivamente rimosso.
AppTrasher, prodotto nel nord del Belgio dalla OSX Bytes, si distingue dalla concorrenza per alcune peculiari caratteristiche. Utilizza infatti uno speciale algoritmo per la ricerca (la distanza di Levenshtein), determinando la similitudine correlata dei file, per rilevare tutti i file associati ad una applicazione ed offrirne l'eliminazione su richiesta. Basterà semplicemente trascinare un programma nella finestra principale di AppTrasher, per ottenere l'elenco degli elementi collegati, proprio come accade con AppZapper.
Un'altra interessante funzione riguarda la modalità "fantasma": attivando Ghost Mode il software, anche se chiuso, si aprirà da solo non appena un'applicazione verrà spostata nel cestino, sulla falsariga del popolare AppTrap, garantendo un consumo minimo della CPU ed una sicurezza eccellente. La modalità "avanzata" offre risultati ancora più completi, inclusi quelli invisibili, ma bisogna accertarsi della bontà dei risultati; altre opzioni permettono di selezionare automaticamente soltanto la cache o le preferenze delle applicazioni analizzate. Insomma, in un unico programma tanti strumenti per offrire risultati insuperabili.
Il software, nato solo da qualche settimana, ha già visto mezza dozzina di release pubbliche, migliorando notevolmente ad ogni update. Abbiamo testato a lungo il software, confrontandolo con utility analoghe, ed in molti casi offre risultati migliori della concorrenza al punto da candidarsi come potenziale miglior disinstallatore per Mac. Questa raccolta di screenshot testimoniano i risultati da noi ottenuti con l'utilizzo di vari software e confermano anche questa volta che per ottenere il massimo bisogna affidarsi a più di un programma.
Purtroppo di AppTrasher si ignora il prezzo, poiché essendo ancora in versione Beta è (per ora) pienamente utilizzabile e gratuito. Il download si effettua dalla pagina dello sviluppatore e si può usare per tutto il periodo del beta testing, a patto di avere almeno Leopard sul proprio Mac.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Tutte le scorciatoie da tastiera del Mac in un widget


Riavvio col tasto C premuto o col tasto S? Ma era S o Command+S? E per connettermi al server? Per fare lo screenshot della finestra selezionata?… Chi di noi, soprattutto durante la fase di primo approccio con Mac OS X, non ha avuto qualche perplessità nel ricordare la corretta scorciatoia da tastiera da eseguire, chi di noi non ha compilato qualche post-it (cartaceo o digitale) per tenersi a mente le combinazioni di tasti maggiormente usati, o ancora meglio, chi di noi non ha mai sognato di avere un elenco completo di tutte le shortcuts utili nelle varie occasioni?
Certo, esiste l'elenco pubblicato da Apple nell'apposita sezione di supporto del sito (a patto di averlo a portata di mano al momento necessario), ma già nel 2006 lo sviluppatore Leland Scott aveva realizzato un pratico widget da installare nella nostra Dashboard contenente tutte le informazioni desiderate circa le abbreviazioni da tastiera di Mac OS X e non solo, poiché l'autore ha pensato di aggiungere al suo datastore (esterno) MySQL anche le scorciatoie utili per l'uso dell'applicazione Quicksilver e quelle per Microsoft Windows, rivolte a coloro che lo usano tramite virtualizzazione.
xCuts 1.2 (solo in lingua inglese) è pensato proprio per i nuovi utenti di Mac OS X, i cosiddetti "switcher" provenienti da Linux o da Windows, e ci offre tre comodi campi di ricerca: per categoria, in cui sotto la voce "Windows switchers" troviamo un pratico confronto tra le combinazioni di tasti usate su PC e le relative combinazioni da usare su Mac, ma anche quelle per Quicksilver, quelle per muoverci nell'interfaccia grafica del Sistema e quelle di sistema, di network ed altre ancora; per portata (Dashboard, Dock, Finder, Spotlight, startup ed altro); infine per oggetto (File, cartella, finestra, cattura-schermate, testo, applicazioni ed altro ancora).
Il widget, gratuito, funziona su piattaforma Intel e PPC, richiede Mac OS X 10.4 o successivi (l'ultimo aggiornamento di xCuts risale a ottobre del 2008), e si può scaricare dal sito Apple oppure dal sito dello sviluppatore, dove sarà possibile trovare anche altri utili (seppure un po' datati) widget e vario software.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Ridimensionare partizione boot camp in un click


Paragon, una nota software house produttrice di tools per la gestione delle partizioni di ogni tipo, funzionante in ambiente windows, presenta ora un utilissimo tool per Mac ancora in pre-release, ma sufficientemente avanti per dare soddisfazioni.
Per il download, al momento ad uso gratuito, è necessario andare compilare un modulo e vi verrà inviato il link per scaricare CampTune for Mac OS X. Una volta ottenuto l'archivio DMG è necessario montarlo ed eseguire il programma; verrà richiesto di inserire un CD vergine, sul quale verrà masterizzato il programma.
Il CD risultante è di tipo avviabile, sarà quindi sufficiente inserirlo e avviare premendo C e attendere il boot (o il tasto ALT per selezionarlo manualmente). Il CD contiene una distro Linux ritagliata, sufficiente ad eseguire l'utility, e un command prompt di emergenza. (A questo link c'è un'immagine della schermata iniziale).
Il programma è molto semplice: una volta selezionata l'opzione per il ridimensionamento, verrà mostrato il solito slider che permette la regolazione della dimensione delle partizioni. Una volta raggiunte le dimensioni desiderate (sia per quella HFS che NTFS), avviando il tutto, avrà inizio il processo automatico di ridimensionamento. In una ventina di minuti otterrete nuove dimensioni per le partizioni MAC e WIN, senza fare backup/restore o altre attività collaterali.
Io ho provato personalmente con un MacBook partizionato inizialmente 60GB HFS+ (Mac OS X) e 190GB NTFS (Windows 7), convertendole poi in 125GB HFS+ e 125GB NTFS. In circa trenta minuti ho ottenuto il ridimensionamento con ambedue i sistemi perfettamente funzionanti.
Poiché l'operazione di ridimensionamento è estremamente rischiosa, si consiglia di effettuare un backup dei dati importanti prima di avviare il processo, tuttavia i risultati di questo test iniziale, accertano che Paragon CampTune è una utility davvero comoda e assolutamente da non perdere.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Recupero dati con Snow Leopard


Il nuovo Data Rescue 3, già prontamente segnalato su molti siti nazionali ed esteri, è il nuovo software per il recupero dei dati prodotto dalla californiana Prosoft Engineering. L'applicazione si installa, come nelle versioni precedenti, con un semplice drag & drop, che però nel complesso quasi raddoppia di peso (20,8 MB) rispetto a Data Rescue II, l'icona del programma invece è rimasta la stessa.

Il software cambia interfaccia, ispirandosi notevolmente a quella dell'ultima versione di Drive Genius (sempre della stessa casa) aggiungendo coinvolgenti effetti grafici anche sulla visualizzazione delle partizioni di un Hard Disk. Purtroppo però, come è facile immaginare, il recupero dei dati grezzi, cancellati accidentalmente, non offrirà il nome originario del file, ma un nome che potrà essere il generico "File" seguito da un numero progressivo per i documenti audio, o i numeri della misura in pixel, sempre seguiti da una numerazione incrementale, per quanto riguarda le immagini, e così via per gli altri documenti.

Anche le prestazioni di recupero sono nettamente migliorate, almeno sotto Snow Leopard, offrendo performance superiori ai software della concorrenza. Sui nostri test, la scansione di una partizione HFS+ da 4.5 GB è durata appena 2 minuti e 10, offrendo al termine l'elenco completo dei file letti sul disco rigido. Il tempo di recupero dipenderà poi solo dalla bontà del supporto e dalla velocità di copia dei file. È inoltre finalmente possibile sospendere le scansioni e confrontare i risultati delle varie sessioni. Le migliorie includono il supporto dei dischi Apple RAID, dei drive da 1TB (o più) e la gestione per il recupero di file dalle dimensioni enormi (come le immagini disco) fino ai minuscoli, ma particolari hard link.

Il programma guadagna oltre cento nuovi tipi di file riconoscibili per il recupero. Per le immagini: JPEG, TIFF, PNG, GIF immagini Adobe Illustrator AI, EPS Camera Raw Formati CRW, CR2, NEF, DCR, ORF Photoshop JPEG, TIFF, PSD, BMP, PCS, EPS CaptureOne TIFF, RAW FreeHand EPS, Print Shop, MacDraft, MacDraw e MacPaint; per i filmati: Quicktime MOV, MPEG-1, AVI, WMV, Flash SFW Progetti Final Cut, Raw DV, Cinema 4D ed After Effects; per l'audio: General WAV, MP3, AIFF, AAC/M4A/M4P/M4B Logic LSO, progetti di Finale, Maya, ProTools, eccetera; per le e-Mail recupera i file di: Eudora, Mail di Apple, Outlook Express ed Entourage; per i file di testo ed altri sono supportati: PDF, DOC, PPT, XLS, EPS di Quark, AppleWorks, ClarisWorks, OpenOffice, Quicken, QuickBooks, FreeHand, AutoCAD, EndNote, FinalDraft, InDesign, VectorWorks, iWork 09, oltre a recuperare file generici come ASCII TXT, RTF, XML, PLIST, HTML, Postscript (non binario) Retrospect, GZ, ZIP, Stuffit, DMG finanche le resource fork dei file.

Sembrerebbero essere supportati tutti i tipi di file, ma il nuovo Data Rescue 3 ha una marcia in più, la nuova potente caratteristica chiamata FileIQ, che permette il salvataggio dei dati in base a nuovi tipi di file a lui sconosciuti "imparando" a riconoscerli da un campione fornito direttamente dall'utente. Un metodo infallibile per non porre limiti alle possibilità di recupero. Data Rescue 3 funziona con l'ultima versione di Snow Leopard, ma si accontenta anche di Mac OSX 10.4.11 o successivi. Il programma costa 99 dollari per una licenza personale e 249 dollari per i professionisti del recupero dati. La società offre però anche un interessante bundle, come l'accoppiata Data Rescue 3 e Drive Genius 2 a 149 dollari, con un risparmio di 49 dollari.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Snow Leopard sotto controllo


Se vi piace tenere sotto controllo il vostro Mac la risposta è iStat Menus, sviluppato da iSlayer (che da anni sviluppa Widget di Dashboard e applicazioni iPhone), giunto da poco alla versione 2.0 e compatibile col nuovo Snow Leopard. iStat menus si insedia nei pannelli di controllo delle Preferenze di Sistema ed aggiunge alla barra dei menù ben 8 display di vari tipi così da poter scegliere quello che vi sembra più utile.
Ecco cosa aggiunge iStat menus:
CPU: visualizza la temperatura, il carico e le informazioni relative ad esse.
Dischi: controllo dello spazio libero e il carico dei vostri Hard Disk.
Network: controlla la banda e gli indirizzi IP.
Ram: misura l'impiego della memoria Ram e la memoria di Swap.
Temperatura: questo display controlla la temperatura e se prende fuoco vuol dire che c'è qualche problema di surriscaldamento.
Ventole: permette di controllarne la velocità e di modificarla a piacimento.
BlueTooth: vi permette di monitorare lo stato del bluetooth e di verificare la carica delle batterie del mouse e della tastiera.
Orologio: se non vi piace quello di Apple offre una più completa alternativa.
iStat Menus 2.0 è un software gratuito ed è disponibile per il download dal sito del produttore. Il software richiede Mac OS X 10.5 o successivi, l'inserimento della password di amministratore ed include la comoda funzione di uninstall.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Supporto per MacBook con ventola di raffreddamento


Tra gli accessori più interessanti di questa estate c'è sicuramente l'ECOFANPRO prodotto da Macally. Abbiamo subito comprato questo supporto da tavolo per notebook con doppia ventola di raffreddamento per testarlo intensamente. Il prodotto, realizzato in vero legno di bambù, si presenta assolutamente elegante e piacevole al tatto. Il suo "form facto" è un esempio di praticità ed ottimizzazione: le due silenziose ventole (inferiore ai 24 dB) a basso consumo ed i listelli verticali favoriscono la dissipazione termica del calore e l'espulsione dell'aria calda sul retro dello stand; la regolazione ergonomica dell'altezza offre un migliore comfort di digitazione e visualizzazione; l'alimentazione tramite porta USB non richiede alcun alimentatore esterno, per una portabilità estrema; infine l'accesso alle ventole per la pulizia o la sostituzione è facilitata grazie ad una chiusura quasi artigianale.
Il sistema di raffreddamento è davvero efficace, dopo un'ora di utilizzo senza le ventole dell'ECOFANPRO (a 25° di temperatura ambiente), la base del MacBook bianco raggiunge temperature di 55°, la CPU 60° e la scheda Airport sfiora i 70°, grazie alla ventola incorporata che ha lavorato costantemente tra i 3000 ed i 5000 rpm. Attivando l'alimentazione tramite porta USB delle doppie ventole, i valori sono calati sensibilmente in dieci minuti, indicando 30° per la parte inferiore del case, 50° sulla CPU, 65° sulla scheda Airport. Durante l'utilizzo intensivo con lo stand in azione, la ventola interna del Mac non ha mai toccato i 2000 rpm.
Il consumo della batteria del MacBook risulta praticamente invariato, poiché l'energia erogata alle due ventole da 2300 rpm dell'ECOFANPRO è in parte recuperata da un notevole consumo minore del raffreddamento interno. Il cavo USB è lungo 1 metro, lo stand misura 38 x 26 x 3,5 cm, pesa 1300 grammi e garantisce un ottimo supporto ai portatili Apple di qualsiasi misura. L'ECOFANPRO di Macally è importato ufficialmente in Italia anche dagli amici napoletani di No Code, Ellessecom e Zero (di Salerno). A breve anche Chiaia Store comparirà sul sito Macally nella pagina dei rivenditori. Il prezzo suggerito al pubblico da Macally è di 39,95 euro. Qui trovate la nostra galleria fotografica.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Pomodoro, per controllare la quarta dimensione


Il tempo è sempre poco, il tempo è il nemico, è tiranno… in molti casi il tempo è denaro!
La tecnica del Pomodoro è un metodo di "gestione del tempo" che mira a far completare con successo qualsiasi tipo di compito si intenda svolgere, utilizzando il tempo a disposizione come un utile alleato, per aumentare concentrazione ed attenzione di chi è a lavoro.
Questa tecnica è diventata anche un libro (sotto la licenza Creative Commons): "Il Pomodoro" di Francesco Cirillo, disponibile gratuitamente per il download dal sito pomodorotechnique.com. La lettura di questo libro è fondamentale per capire completamente il sistema Pomodoro, e sebbene l'autore affermi che "il Pomodoro più efficace rimane il timer da cucina", in molti casi può essere comodo avercelo sul Mac, questo "banale" timer.
Pomodoro Desktop, realizzato da Ugo Landini (ex insegnante di programmazione con esperienza di responsabile dell'Education per la Sun Microsystems), è un software semplice, ma efficace, per gestire il proprio tempo basandosi proprio sulla tecnica di Pomodoro. Evitare gli sprechi, ottimizzare le risorse, e migliorare lo stile di vita lavorativo sono alcuni dei benefici ottenibili con questo strumento.
Il funzionamento generale è abbastanza prevedibile: si stabilisce una sessione di lavoro da eseguire, se ne imposta la durata e si comincia a lavorare. Un ticchettio, che all'inizio sembrerà fastidioso, aiuterà l'inconscio dell'utente a ricordarsi di avere un compito da terminare, senza turbare assolutamente la persona, anzi favorendone la concentrazione. L'inizio e la fine di ogni "round" verranno segnalati dalla voce elettronica del proprio computer.
L'applicazione si colloca semplicemente nella barra superiore dei menù del Mac, e permette fondamentalmente di fare start, stop e pausa ad un nuovo "Pomodoro", notificando gli eventi in tempo ed in maniera discreta, grazie ai messaggi di Growl o a notifiche parlate. Le preferenze dell'applicazione, suddivise in sei pannelli, offrono numerose opzioni di configurazione, l'integrazione con Growl e Twitter, il supporto ad AppleScript e gli aggiornamenti automatici.
Pomodoro Desktop, è stato aggiornato alla versione 0.27 da qualche giorno, guadagnando l'icona finale per l'applicazione e risolvendo un paio di piccoli bug. Il software Pomodoro è open source (su github.com sono disponibili i sorgenti e le issue), si scarica gratuitamente dal sito dello sviluppatore e funziona regolarmente anche con Snow Leopard.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Test DiskWarrior 4


Oggi vi voglio parlare di un software che mi ha per ben due volte salvato la pelle… anzi i dati!
Erano circa le 24:00 quando mi ritiravo a casa e… "Errore del disco TimeMachine", vado avanti e mi viene detto che l'hard disk "ha commesso un errore di scrittura", bah mi dico. Provo ad effettuare un ulteriore backup, ma mi rendo conto che il mio MacBook non riesce più a montare l'unità disco. Utility Disco vede qualcosa (mi esce il nome dell'hardware) ma non è possibile effettuare il "repair"… chiamo in causa Tech Tool Deluxe (utility abbinata alla Apple Care) ma appena avviato il programma mi restituisce un bel punto esclamativo su sfondo rosso e mi consiglia di inizializzare (formattare in lingua winzozz) il disco… non mi arrendo e chiedo aiuto all'ottimo Drive Genius 2, ma nulla da fare, stesso esito.
Triste e sconsolato mentre decidevo se inizializzare il disco tramite Utility Disco o Drive Genius mi viene in mente un gran bel software (acquistato in un bundle nel 2007 per recuperare dei dati da un HD formattato per sbaglio durante un'istallazione di Windows) Disk Warrior 4. Rispolvero il dvd e senza troppe pretese mi accingo ad installare il programma.
Lo avvio e… magicamente il programma vede il disco (e lo chiama con il suo nome "TimeMachine") e mi spiega ciò che è successo e mi rassicura dicendo che può risolvere il tutto.
Premo il pulsante "repair" e parte il processo, poco più di 30 minuti e il disco è salvo!
Grazie Disk Warrior.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Il nuovo MacBook Pro 13”, benchmark e comparativa


Il nuovo MacBook Pro da 13" a confronto! Il 13" in alluminio è stato recentemente "promosso" a modello Pro, ha guadagnato una batteria che garantisce 2 ore di produttività in più, 0.26GHz di clock arrivando quindi a 2.26GHz per il modello entry level (sul quale, in particolare, ci soffermeremo), un comodo lettore SDmemory, la tastiera retroilluminata (non presente sul modello Unibody base della precedente generazione) e l’utilissima (e per alcuni indispensabile) porta firewire 800.

Di seguito una breve comparativa utilizzando dei dati prodotti dal software di benchmark Xbench e Cinebench r10.

I modelli utilizzati per la comparativa sono:

  1. MacBook Pro 15" CoreDuo 1.83GHz, 2Gb Ram marca Kingstone, HD WD ScorpioBlack 320Gb 7200rpm
  2. MacBook "Unibody" 13" Core2Duo 2.00GHz, 2Gb Ram
  3. MacBook Pro 13" Core2Duo 2.26GHz, 2Gb Ram
  4. MacBook Pro 13" Core2Duo 2.26GHz,  4Gb Ram marca ICE, HD WD ScorpioBlack 320Gb 7200rpm

Dando un primo sguardo ai dati si nota chiaramente l’aumento generale delle performance che le macchine Apple hanno avuto negli ultimi anni.

Il MacBook Pro da 15" in esame è una macchina del 2006, forse un po’ datata, ma sicuramente ancora largamente usato con soddisfazione da numerosi professionisti e sul mercato dell’usato ha un prezzo paragonabile a quello di listino delle soluzioni 13".

…segue
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Un programma freeware per l'invio dei fax su Mac OS X


Per tutti coloro che sono dotati di un server Hylafax spesso inviare fax dal proprio mac in modo semplice è praticamente impossibile. nasce così un applicativo tutto italiano per chi vuole inviare Fax dal proprio Mac.
Grazie a questa applicazione freeware è possibile inviare direttamente i fax tramite drag & drop di files PDF o stampando sulla stampante virtuale qualsiasi tipo di documento, l'applicativo si integra perfettamente con Rubrica Indirizzi di Mac OS X permettendoci al momento dell'invio di selezionare come destinatari i contatti della nostra rubrica.
Il programma può essere liberamente scaricato da questo indirizzo:
www.gigasys.it/site/mac-fax-client.html
Per chi non avesse avesse esperienza con l'installazione di Hylafax l'azienda produce anche dei micro fax server con interfaccia web dotati di tutto il software necessario per la gestione fax sia su linea ISDN che analogica.
www.gigasys.it/site/fax-server-fax90.html
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Il freeware per realizzare siti per iPhone


Vorrei parlare di questo ottimo software freeware, che non ha nulla da invidiare alle piattaforme di sviluppo professionali (qualcuno ha detto DreamWeaver?). In particolare vorrei soffermarmi sul fantastico plugin pensato per coloro che devono sviluppare siti web per iPhone (o iPod Touch). Il plugin anch'esso freeware aiuta nello sviluppo di pagine ad hoc per il “telefono” Apple, qui il link alla pagina ufficiale:
http://www.aptana.com/iphone

ICtv ha pubblicato una bellissima video guida che sicuramente sarà d’aiuto agli aspiranti web”iPhone”master:
http://www.ictv.it/file/vedi/847/creare-il-proprio-sito-per-iphone/
NB: Per installare l'Apple iPhone plug-in per Aptana Studio è necessario prima eseguire il download o l'aggiornamento di Aptana Studio 1.2.1 e poi aggiungere il supporto per Apple iPhone Aptana Studio seguendo le istruzioni a Aptana> My Aptana> Plug-Ins.

Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Creare immagini in movimento con GIFFun


Eh, sì, per chi lo conosce già, si tratta di un programma un po’ datato, ma se vogliamo è proprio il formato GIF a vantare una sua anzianità in questo caso, essendo stato introdotto nel 1987 e proprio per sostituire le precedenti immagini solo in bianco e nero dei computer dell’epoca.
Il GIF è un formato di tipo bitmap con una tavolozza limitata a 256 colori massimi. Per questa sua caratteristica i GIF godono di una relativa leggerezza che unita al supporto della trasparenza dello sfondo ed alla possibilità di creare con esso delle semplici animazioni, è stato ed è tuttora un formato molto utilizzato nel web soprattutto per le immagini con pochi, ma vivaci colori (come marchi e logo aziendali), peraltro riproducibili anche con qualsiasi telefono cellulare.
GIFFun è un’applicazione scritta in Cocoa che ci offre la semplicità e l’immediatezza tipiche del nostro amato Mac per realizzare in pochi attimi GIF animate di tutto rispetto, senza necessariamente ricorrere a programmi più completi e professionali che pur si prestano ampiamente allo scopo.
È sufficiente trascinare nella finestra dell’applicazione le immagini, preferibilmente ritagliate tutte nella stessa dimensione, direttamente dal Finder sia ad una ad una, sia tutte insieme racchiuse in un’unica cartella. Si imposterà quindi per ciascuna di esse il tempo di riproduzione desiderato (in millisecondi) e la modalità di riproduzione stessa (una sola volta, oppure all’infinito) e la nostra GIF animata sarà pronta per essere visualizzata tramite browser. Basterà quindi da qui trascinarla sulla scrivania oppure salvarla dal menu.
GIFFun è un’applicazione gratuita, interamente localizzata in italiano e direttamente scaricabile dal sito del produttore, dove sarà anche possibile trovare un’ampia gamma di ulteriori validi prodotti.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Bean: un piccolo Word Processor per Mac OS X


Una vera chicca di semplicità e raffinatezza questo piccolo Word Processsor per Mac OS X che racchiude caratteristiche e funzionalità atte a rendere piacevole ed efficiente il nostro lavoro di scrittura.
Non a tutti, infatti, è sempre indispensabile la ricchezza e la sontuosità delle varie suite d’ufficio, e talvolta il seppur utilissimo TextEdit può risultare un po’ scarno per i nostri scopi.
James Hoover, forse non a caso appassionato scrittore, oltre che programmatore per hobby, ci dice che il suo intento non era certo quello di sostituire i programmi più importanti, ma di ottenere un’applicazione snella, che offrisse bellezza e usabilità allo stesso tempo.
Interamente scritto in Cocoa e perfettamente integrato con l’interfaccia di Mac OS X, Bean ci offre, fra l’altro, le seguenti particolarità:
- visualizzazione in tempo reale nella statusbar del numero di parole e di caratteri scritti;
- backup manuale o automatico (anche ogni minuto) del testo in lavorazione;
- esportazione in PDF, DOC, HTML e RTF;
- ricerca e sostituzione di parole in automatico;
- personalizzazione della barra degli strumenti e del template;
- funzioni undo-redo;
- effetto zoom con l’allargamento della schermata;
- inserimento immagini;
- inversione dei colori di sfondo e caratteri;
e altro ancora. È inoltre possibile salvare i documenti in più formati, tra cui TXT, RTF, RTFD, DOC e XML, ed è possibile (ma non sempre) importare il DOC e l’XML.
L’applicazione, nata nel 2007 e recentemente giunta alla versione 2.1.0 (26 gennaio 2009) attualmente non è più localizzata in italiano, tuttavia la semplicità delle operazioni e la larga diffusione della terminologia relativa ai comandi disponibili (in inglese) non ne costituiscono un impedimento al suo utilizzo. È comunque presente nel sito un link con le istruzioni per la localizzazione in altre lingue, per chi volesse contribuire al progetto.
Bean è un’applicazione gratuita e Open Source liberamente scaricabile dal suo sito.
Universal Binary, funziona su piattaforme Intel e PPC, con SO Tiger e successivi, pesa poco più di 3 Mb e non richiede una vera installazione, pertanto sarà possibile, eventualmente, rimuoverla semplicemente trascinandola nel cestino, assieme al file: /Home/Library/Preferences/com.SevenYearsDreaming.Bean.plist.
Le icone della toolbar e dell'applicazione sono frutto della collaborazione del designer Laurent Baumann.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Caro vecchio "cerca" di Panther


Molti utenti Mac di vecchia data grideranno "al miracolo" quando scopriranno "Find Any File" una leggera e nuovissima applicazione di ricerca per Mac OS X. Per anni ci siamo chiesti come mai nessuno ne avesse mai realizzata una, si tratta infatti di un programma fortemente ispirato al vecchio Mela+F presente nel FInder di Panther, che per certi versi richiamava addirittura quello di Mac OS 8, scomparso con l'arrivo di Sherlock in Mac OS 9.
Chi si era abituato per anni a quel tipo di ricerca, probabilmente ancora oggi lo rimpiange, non essendosi abituato del tutto al recente, seppur potente, Spotlight. Inoltre il vecchio "find" di Panther non ometteva alcun risultato (relativo al Sistema) al termine della ricerca dei file.
Chissà forse per questioni di Copyright Find Any File non è il clone esatto del vecchio comando "Cerca" di Apple (mancano diverse opzioni, leggi commento articolo), ma chi lo proverà non ne rimarrà affatto deluso. Inoltre il programma sviluppato dal tedesco Thomas Tempelmann (famoso per l'estensione Joliet Volume Access sviluppata durante il periodo di lavoro in California) è ancora privo della localizzazione in italiano, e noi speriamo fiduciosi che prima o poi qualcuno dalle nostre parti (pratico di tedesco e inglese) si occupi con piacere di contattare Tempelmann offrendosi per la traduzione.
Il programma rilasciato appena il 26 dicembre (e già aggiornato il giorno dopo per un problema sui PPC) ha ancora qualche bug relativo alla gestione dei file tra il cestino del Finder ed i risultati di ricerca, ma verrà risolto certamente con i futuri aggiornamenti.
Il download dell'applicazione si esegue direttamente dalla pagina dedicata sul sito apps.tempel.org.
Disponibile anche su MacUpdate per maggiore sicurezza.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Recensione Parallels Desktop 4.0 per Mac


Parallels Desktop 4.0 per Mac è un software che consente la creazione di macchine virtuali multiple su qualsiasi Mac con processori Intel.
Su queste macchine sarà possibile far girare Windows, Linux o altri Sistemi Operativi in parallelo a Mac OS X, senza necessità di riavviare il computer. Per migliorare l’esecuzione di diversi OS, Parallels Desktop include diverse utility: Parallels Transporter, Parallels Explorer, Parallels Image Tool e Parallels Compressor.
Le novità introdotte in Parallels Desktop 4.0 per Mac sono oltre quaranta e sono descritte dettagliatamente nell'elenco disponibile nel file "Leggimi" incluso nell'installer del programma.
Andrea, un nostro assiduo lettore, ci ha inviato le sue impressioni sul programma in questione, che a quanto pare è il suo strumento di lavoro quotidiano, per cui lo conosce bene ed è stato impressionato positivamente già dalle scorse versioni.
Parallels Desktop 4.0 per Mac supporta tantissimi Sistemi Operativi (Mac OS X Leopard Server 10.5.x; Windows 2008; Windows Vista (Business SP1, Enterprise SP1, Ultimate SP1 editions); Windows Server 2003 SP2, R2; Windows XP Professional SP2, SP3, Home Edition SP2, SP3; Windows 2000 Server SP4, Advanced Server SP4; Windows NT 4.0 Server SP6, Workstation SP6; Windows ME; Windows 98 SE; Windows 95; Windows 3.11; MS-DOS 6.22; Red Hat Enterprise Linux 5.0, 4.0; CentOS Linux 5.0, 4.0; Red Hat Linux 9; Fedora Linux 9, 8, 7; SUSE Linux Enterprise Server 10 SP2, 9 SP3; OpenSUSE Linux 10.3, 10.2; Mandriva Linux 2008, 2007; Debian Linux 4.0; Ubuntu Linux 8.04, 7.10; Xandros Business 4.0; Solaris 10, 9; FreeBSD 7.0, 6.2; OS/2 Warp 4.5; eComStation 1.2) e proprio per questa ragione è indispensabile in quegli ambienti di sviluppo dove è necessario saltare da un OS all'altro senza dotarsi di numerose macchine o di fastidiosi riavvii.
Segue la mini recensione…