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sabato, 18 agosto 2018__20:43

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Calcolare area, perimetro, lati, angoli, ecc…


Ero alla ricerca di un Timer widget e sono capitato sul sito baldgeeks.com. Ed oltre ad un pratico timer (chiamato 3-2-1) mi sono imbattuto in un ottimo software utile a risolvere figure geometriche, nulla di trascendentale, ma la cura per l'interfaccia e chicche come il rendering delle figure lo rende un potente strumento per capire e studiare la geometria (soprattutto per le scuole medie o superiori).
Ecco cosa dicono gli autori del software:
"Geo-Calc è un calcolatore di figure geometriche. È possibile utilizzarlo per risolvere tutte le misure (area, perimetro, lati, angoli, etc) di forme 2D e 3D. Le forme sono ellissi, rettangoli, triangoli, trapezi, parallelogrammi, poligoni, prismi, cilindri, coni, piramidi e sfere.
Prende nota dei vari calcoli effettuati salvando un archivio storico e fa un rendering (2D o 3D) delle figure studiate.
Geo-Calc è uno strumento utile per studenti, docenti, istituzioni educative, ingegneri, architetti, costruttori, falegnami, urbanisti, scienziati e matematici"
.
Geo-Calc 2.0 si installa nella cartella Applicazioni con un semplice drag and drop. Nonostante sia ferma alla versione 2 dall'inizio del 2006 è un'applicazione Universal Binary (scritta bene) che gira in maniera nativa su Mac con processori PPC e Intel, compatibile con Mac OS X 10.3.9 fino all'ultima versione di Snow Leopard. Una licenza costa 14,99 dollari, ma è disponibile per il download in versione Demo senza limitazioni, se non per il fastidio di leggere un paio di avvisi ad ogni lancio del programma .
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Organizziamo la nostra libreria scientifica


Apple ha realizzato software (gratuiti e non) che girando meravigliosamente sul Mac OS X, sono funzionali per l'utente che desidera archiviare, organizzare e catalogare, riprodurre e modificare molti tipi di file. Mi riferisco a iTunes per la musica, iPhoto per le immagini e iMovie per i video.
Ma nonostante ciò, meriterebbe comunque una tiratina d'orecchie… perché? E i PDF? Sono da considerarsi come il film per cui nel 1987 l'attrice Marlee Matlin vinse il premio Oscar?
Non c'è un software targato Apple per essi, a meno che non si voglia utilizzare iTunes: ma si tratterebbe di una "pezza a colore", non da Mac user e soprattutto non da Maccanici!
E devono averci pensato davvero su a Cupertino, visto che per iOS hanno introdotto iBooks che, a mio parere, è un software straordinario per i file .epub, ma non lo è altrettanto per i PDF. Inoltre non gira su Mac OS X e quindi niente da fare. E allora? Dobbiamo rassegnarci all'entropia assoluta per i nostri PDF? Mi immagino già le soluzioni che ognuno di noi ha adottato: creare cartelle e sottocartelle e sotto-sottocartelle dai nomi più stravaganti che poi non ricordiamo più; rinominare i file nei modi più singolari, di cui normalmente ci dimentichiamo il criterio organizzativo. Insomma, chi giornalmente si cimenta con gli articoli scientifici sa di cosa parlo: di una quantità di PDF che, benché fermi nel nostro hard disk, ci fanno venire il mal di testa tanto sembrano circumnavigare nel mare magnum dei nostri documenti.
Ma state tranquilli, ci viene in soccorso la Mekentosj Inc., una software house indipendente, creata da due olandesi, che scrive programmi innovativi nell'ambito della ricerca scientifica e che nel 2004 ha provveduto a realizzare il software che risolverà i nostri problemi per i file PDF, ovvero Papers, l'oggetto di questo articolo.
È evidente che Papers, benché rivolto a tutti, sia dedicato e consigliato principalmente ai professionisti del settore, perché non è un semplice archivio, ma consente anche di effettuare ricerche nell'ambito della letteratura medica, direttamente su PubMed, grazie ad un built-in motore di ricerca che necessita di una connessione internet attiva. Non solo ricerca su repositories medici, ma anche altri ambienti come Google Libri, Google Scholar, MathSciNet, ecc… Gli articoli possono essere scaricati gratuitamente, se dotati di free access, o, più spesso, a pagamento, per cui bisogna essere abbonati alle riviste mediche. Tuttavia, nonostante i nostri ministri "Capa d'Uovo", (straordinario esempio di coerenza politica, n.d.a.) e "Entero-Germina" (lascio ai lettori l'associazione n.d.a.), al momento, tutte le università italiane sono abbonate ad un certo numero di riviste.
Il software, che può essere notevolmente personalizzato mediante le "preferenze", scarica i PDF direttamente sul proprio disco rigido con il nome da noi scelto (quanti articoli abbiamo scaricato con lo stesso ambiguo titolo "fulltext.pdf", che una volta rinominiamo Autore-Titolo-Rivista, un'altra Rivista-Autore-Titolo, aumentando irrimediabilmente l'entropia del nostro disco rigido?), nella posizione da noi scelta (quante volte abbiamo tentato invano di trovare quell'articolo importantissimo immediatamente? Il successo di questa operazione ha le stesse possibilità di indovinare il 6 al Superenalotto!). Non solo: se siamo già in possesso di articoli precedentemente scaricati e mai, o soprattutto mal archiviati, Papers ci dà una grande mano, perché basterà introdurli, con un semplice drag and drop, nella finestra del programma e chiedergli di fare l'accoppiamento (scusate ma è la brutta traduzione dell'inglese matching) con i file presenti nel database di PubMed per vedersi restituire nel 99% dei casi la risposta giusta e quindi di rinominarli e posizionarli come e dove abbiamo scelto tramite le preferenze, ottenendo una organizzatissima biblioteca medico-scientifica personale, che potremo sfogliare mediante un potente built-in spotlight che indicizza l'archivio. Potremo creare "smart groups" dove raccogliere gli articoli con aspetti in comune che saranno tutti a disposizione con un semplice click. È possibile visionare contemporaneamente più articoli in tab differenti, passando da uno all'altro semplicemente cliccando su quello che ci interessa. Possibile anche la lettura a schermo intero. E non è finita. L'applicazione permette di condividere i nostri articoli via mail con un semplice click. E se siete Mac user con i fiocchi, potrete sincronizzare il vostro archivio con i dispositivi iOS, iPhone e iPad con applicazioni dedicate.
La finestra dell'applicazione è Mac-like, pertanto molto intuitiva, permette di aggiungere/rimuovere colonne, tenere il conto degli articoli già letti e non, attribuire un rate (con le familiari stelline stile iTunes), inserire keywords e note per facilitare la ricerca tramite Spotlight.
Da sottolineare la possibilità di interazione tra Papers ed altri software come EndNote della Thomson Reuters.
Infine, mi rimane da segnalare un efficace help center, attivo come un blog, raggiungibile direttamente dall'applicazione, per il quale però è necessario conoscere la lingua inglese.
Il software, attualmente alla versione 1.9.6, è fornito in prova gratuita per 30 giorni, durante i quali potrete decidere se vale i vostri 34 euro o meno ed è in ben 6 lingue, inglese francese, tedesco, spagnolo, russo e portoghese brasiliano. Gira su Mac con processori PPC/Intel (almeno G4 a 1,5Ghz) che abbiano Mac OS X 10.4 (Tiger) o versioni successive.
Nel 2010 ha vinto il premio Ars Technica Design Award.
Qualcuno a MacWorld, evidentemente più bravo di me a recensire i software, ha dedicato 4 topi e mezzo su 5 a questa applicazione, anche se bisogna onestamente sottolineare che questa stessa recensione è relativa alla versione 1.8 di circa 3 anni fa. A mio avviso è addirittura migliorata e migliorerà ancora nel prossimo futuro visto che hanno aperto una posizione lavorativa e sono alla ricerca di Papers Genius.
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Caro amico ti… sincronizzo


Eltima, statunitense di Washington, produce software non solo per Mac, ma merita una speciale menzione per aver creato un'apposita pagina per i software della piattaforma Apple, tenendola pertanto ben distinta dall'altra: ebbene sì, visto che ci considerano "fighetti", fa piacere avere un servizio dedicato perché noi, seguendo il consiglio del Sommo Poeta, non ragioniam di lor, ma guardiamo e passiamo.
L'oggetto di questo articolo è il software SyncMate che, come si evince dal nome, è un perfetto compagno che ci aiuterà a sincronizzare il Mac con dispositivi multipli, siano essi fisici o "eterei" (più propriamente "cloudy") e questo ne rappresenta la particolarità interessante, rivelandosi uno strumento di sincronizzazione davvero versatile.
Tra i dispositivi fisici ricordiamo: un altro Mac, sia esso portatile, sia fisso; un (ahimè) PC; diversi dispositivi mobili (che continuiamo impropriamente a chiamare con il termine obsoleto di telefono!), dotati di altri Sistemi Operativi (Windows Mobile, Android, Symbian S40); Sony PSP; e dischi rigidi esterni collegati mediante USB. Curiosamente la sincronizzazione con i dispositivi che montano iOS non è ancora pronta… c'è scritto "coming soon".
Per lo spazio cloudy ricordiamo: il proprio account Google e uno offerto dalla stessa "Eltima" agli utilizzatori finali (Copyright di Nicolò Ghedini) di SyncMate. Lo spazio è molto limitato, appena 50 o 200 MB, a seconda che siate sottoscrittori gratuiti o a pagamento (v. dopo), però lo potete conservare per un periodo di tempo praticamente illimitato per la specie umana… 1000 anni!!!
Ma cosa si può sincronizzare? Be' praticamente tutto: rubrica, agenda, preferiti del proprio browser, note, musica, foto, cartelle, SMS che possono anche essere gestiti sul monitor del proprio computer… ve l'avevo detto, no? praticamente tutto.
Il software è fornito in due edizioni, chiamate Free, che per non smentire il proprio nome è distribuita gratis, ed Expert che costa 39,95 dollari. Ovviamente, la sincronizzazione della versione gratuita è limitata (comprende solo iCal, Address Book e gli SMS), mentre la versione a pagamento è completa.
I requisiti minimi di Sistema sono il Leopardo (accaldato o infreddolito), con la possibilità di scegliere tra i 32 e i 64 bit.
Se parlate (o meglio, se capite) il tedesco, l'inglese, il francese, il giapponese, il russo e lo spagnolo l'applicazione non avrà misteri per voi. In caso contrario, andate a tentativi: la grafica è davvero intuitiva.
Durante l'installazione è richiesta per l'inserimento la password di amministratore, poiché viene installato un modulo speciale per rilevare nuovi dispositivi wireless o USB.
Alla fine con un'unica applicazione avremo tutto sotto controllo e sincronizzato, con un solo gesto.
E se pensate che il programma manca di quella caratteristica di cui voi proprio non potete fare a meno, sulla home page vi è un link che vi propone un modulo di richiesta: insomma, evangelicamente (Lc. 11,5 seg.), chiedete e vi sarà dato.
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Stampare elenchi


Eccomi alla mia prima recensione (ovviamente retribuita: il triplo di zero euro :P) del software che fragrua (dopo innumerevoli fraintendimenti ed equivoci) mi ha linkato.
Si tratta di Print Window arrivato alla versione 4.1.2 e reperibile qui: searchwaresolutions.com/default in due versioni, free e a pagamento (il server è molto lento per cui occorrerà pazientare un po' nel download). Ovviamente ci sono alcune differenze tra le due versioni, qua potete trovare l’elenco completo delle differenze: searchwaresolutions.com/subpages/differences, ma a meno di casi eccezionali la versione free è più che sufficiente per la gran parte degli utenti.
Il programma serve a stampare gli elenchi dei file che abbiamo in una data cartella, la nostra lista di mp3 o l’elenco dei nostri programmi installati.
Vi faccio un esempio pratico, se devo stampare i programmi che ho in Applicazioni:
1) Apro il Finder.
2) Apro Print Window, rendo attiva col click del mouse la finestra del finder.
3) Vado su Print Window aperto nel dock, tasto destro e mi apparira stampa lista file.
4) Scelgo tra tutte le opzione che ci sono quella che serve a me, se stampare la grandezza del file, la creazione, la data, se ampliare la stampa alle sotto cartelle e se si fino a che livello di sotto cartelle farlo.
5) Stampa.
Carina l’opzione di poter stampare la pagina come copertina di cd o dvd. Il programma è di una semplicità unica e di un’altra altrettanta utilità.
Questa è la mia prima recensione, spero vi piaccia il mio linguaggio e di esservi stato utile nel provare il programma.
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La spettrometria di massa sul Mac


mMass è un'applicazione molto utile per l'analisi e l'interpretazione di dati di spettrometria di massa. È open source ed è scritto in Python. mMass supporta diversi formati (mzData, mzXML e mzML), è tuttavia possibile importare un semplice file ASCII (nelle due colonne separate da uno spazio o da una virgola vanno riportati il rapporto m/z e il valore di intensità del picco), o i dati provenienti da spettrometri Bruker, in questo caso però occorre convertire i dati grezzi utilizzando il software CompassXport (www.bdal.de), purtroppo disponibile solo per Windows.
L'interfaccia è molto semplice e in perfetto stile mac. Tutte le funzioni sono di facile accesso e molto intuitive. L'applicazione permette di visualizzare gli spettri di massa, ridimensionarli, ingrandire alcune zone, è poi possibile effettuare tutta una serie di operazioni importanti per l'elaborazione dei dati come il de-isotoping, il peak picking, la calibrazione dello spettro e l'analisi di digeriti proteici mediante confronto diretto tra i dati sperimentali e i dati ottenuti da una digestione in silico della proteina.
Sfruttando l'interfaccia di mMass è possibile analizzare i dati anche utilizzando alcuni database on line come Mascot o ProFound. Molto utile è la possibilità di creare un report in html, contenente tutte le informazioni sullo spettro e l'analisi dei dati. Tale file può poi facilmente essere convertito in un file pdf.
mMass è gratuito e si può scaricare dal sito www.mmass.org nella sezione download.
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Sbadati senza problemi


A chi non è mai capitato di cancellare inavvertitamente un file, un'immagine, un documento importante, o semplicemente la foto del compleanno della nonna centenaria mentre fa due impennate con la vostra moto?
Ecco che, a tutti noi sbadatoni viene in aiuto Disk Drill, un piccolo ma efficientismo software della CleverFiles (bellissima la battuta in uno dei 007 interpretato da Pierce Brosnan fra la superspia e un fantastico John Cleese: Bond: You know, you're cleverer than you look! Q: Hmm... still, better than looking cleverer than you are.) piccola software house texana.
Gratuitamente, ancora fino a quando non si sa, il piccolo "trivellatore" (licenza) vi permetterà di recuperare quasi tutti i tipi di file che avete accidentalmente cancellato dal vostro disco rigido principale ma anche da una qualsiasi periferica esterna. In più vi permetterà di proteggere i vostri archivi, tenendoli sotto controllo per un migliore recupero di eventuali cancellazioni future.
Abbiamo testato per voi l'applicazione e si è rivelata piuttosto efficiente, anche se purtroppo non per la totalità dei file presi in esame. Scaricato il programma vi si chiede subito l'accettazione delle condizioni e alla risposta affermativa la password amministratore. Solo così si apre magicamente il DMG e potete installare molto facilmente il leggero programma (16MB) con il classico D&D.
Un accattivante e esaustivo tutorial vi guida (in inglese) nella facile comprensione dell'uso del programma: dopo alcuni rapidi settaggi (fra cui potete indicare al programma il tipo di protezione che volete per i vostri storage, e decidere se applicare la protezione o no) potete far partire il primo scan approfondito dell'unità che volete esaminare: per un HD esterno da 500 gb pieno all' 80% ci mette 2 orette sane sane (lo scan veloce chiaramente dopo che il programma ha preso "possesso" del quadro d'insieme dei vostri file).
Dopo potrete esaminare tutto quello che ha trovato il programma, diviso per tipo di file, che logicamente ha rinominato numericamente, e selezionato in base alla possibilità di recupero. Efficiente con mp3, pdf, jpeg, png, archivi zip, meno con avi e bmp. Un file di circa 800MB viene recuperato, in una cartella che indicherete, in circa un paio di minuti.
La possibilità di effettuare la selezione per data e dimensione del file vi permetterà di andare a "colpo sicuro" sul file che potrete, se sarà ritenuto dal programma possibile, recuperare.
Come dicevamo sopra non per tutti i file l'efficienza è la medesima, ma una piccola finestrella vi consente di comunicare direttamente con gli sviluppatori le vostre opinioni per sviluppi futuri: che chiedere di più ad un freeware?
L'uninstaller, comodo, nelle preferenze. C'è anche questo. Con feedback addirittura, che potete fare o no, secondo coscienza. Il programma, gratuito ed ancora in beta, si scarica da questo indirizzo in pochi istanti, richiede Mac OS X 10.5 o superiore e risorse di sistema alla portata di tutti.
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Il futuro di Spotlight, guardando al passato


Tra le innumerevoli funzioni di Mac OS X ce n'è una che divide gli utenti Apple fin dalla sua comparsa, poiché per quanto straordinario, Spotlight, a volte riesce a diventare odioso. Potente e veloce nell'offrire i risultati di ricerca, goffo e frustrante quando si vuole cambiare criterio di ricerca o disposizione dei risultati.
Molti hanno cercato di rimpiazzarlo o di affiancarlo con altri strumenti (Path Finder è il preferito da Eugenio, Find Any File il mio, Easy Find quello di Stefano -mi pare-), ma nessuno di questi è veloce come Spotlight nel fornire un risultato preciso.
Houdah Software, che già produce l'ottimo HoudahSpot, ha recentemente rilasciato Tembo, una piccola utility ancora in fase di sviluppo, che per molti versi emula la vecchia finestra per la ricerca di Spotlight presente in Tiger. Secondo lo sviluppatore Tembo è progettato per rendere la ricerca dei dati il più semplice possibile, ed in effetti offre dei miglioramenti rispetto all'interfaccia integrata della ricerca in Snow Leopard.
Basta inserire il termine di ricerca in Tembo ed in pochi istanti, la finestra si riempie con i risultati della ricerca, proprio come in Spotlight, ma fornisce un elenco completo dei file con diverse opzioni di filtraggio. Non vengono esclusi dalla ricerca gli elementi di Sistema, compresi quelli conservati nelle varie cartelle cache di Mac OS X.
Come in Tiger, i risultati sono raggruppati per tipologia: applicazioni, documenti, cartelle, email, log, immagini, PDF, preferiti di Safari, video, musica e così via. Vengono visualizzati i primi dieci risultati per ogni tipo, ma logicamente gli altri seguono sotto, e nelle preferenze del software si può scegliere l'ordine di comparsa dei vari gruppi, abilitando e disabilitando alcune classi in base alle proprie necessità.
All'interno di ciascun gruppo è possibile scegliere di ordinare i risultati di ricerca per data di modifica, di creazione o di apertura. È inoltre possibile filtrare i risultati in base alla data, mostrando solo i file creati, modificati o aperti(in base alla scelta di ordinamento) nel giorno stesso, nel giorno prima, nell'ultima settimana, mese o anno. Allo stesso modo è possibile scegliere di visualizzare solo gli elementi presenti nella cartella Inizio o includere tutti i volumi locali o remoti (anche se alcune di queste funzioni ancora non funzionano bene). Come per Spotlight basta un Mela+R per rivelare nel Finder l'elemento, mentre l'utilizzo del tasto destro offre altre opzioni utili (Aptri, Apri con, Servizi, ecc…).
Se Tembo finisse qui lo si potrebbe definire essenzialmente lo Spotlight di Tiger per Snow Leopard, ma basta cliccare su quella piccola freccia in stile iTunes presente in cima ad ogni categoria, per scoprire ulteriori opzioni straordinarie, presentate in maniera coreografica in un nuovo pannello, con altri filtri e visualizzazione ad elenco, a icone e con il supporto a Quick Look.
Da non sottovalutare la possibilità di effettuare una nuova ricerca in Tembo, senza chiudere la vecchia, con un semplice Mela+N. L'Aiuto del programma insegna anche come restringere la ricerca solo ai nomi, ai contenuti o a particolari tipi di dati.
Tembo è sicuramente uno di quei software che vedremo il 6 gennaio nel Mac App Store, almeno questo è quanto si auspica lo sviluppatore Pierre Bernard. Nel frattempo è possibile provarlo in una versione non definitiva effettuando il download dal sito ufficiale.
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Un Finder dopato


Deskovery è un nuovo, efficace e divertente tool per la gestione avanzata delle finestre di Mac OS X. Il piccolo software, prodotto dalla francese NeoMobili, promette un risparmio di tempo nell'utilizzo quotidiano del Finder e una scrivania più luminosa.
Una volta lanciato il PKG di installazione sarà possibile accedere subito alle nuove funzioni offerte da Deskovery. L'installer crea nella cartella Applicazioni l'elemento Deskovery.app e aggiunge in /Library/ScriptingAdditions/il pacchetto Dinjector.osax. Lanciando Deskovery.app inizierà il periodo Trial dell'applicazione (due settimane) per poterne valutare l'eventuale successivo acquisto (costa 19 euro). Nella barra degli strumenti comparirà l'icona di Deskovery, dalla quale si può accedere alle varie preferenze e alla documentazione del software. Le funzioni vengono immediatamente attivate tutte, dall'elasticità "tremolante" delle finestre, alle funzioni aggiuntive sui pulsanti verdi (allineamento, ridimensionamento, cambio opacità della trasparenza, ecc…) fino all'effetto magnetico tra le varie finestre ed il bordo dello schermo.
Viene abilitata anche la contrazione della finestra a barra del titolo (come nel nostalgico Mac OS 9), nascono innumerevoli scorciatoie da tastiera e nel Dock sarà possibile aggiungere un'icona di Space che offrirà nuove opzioni, come la selezione diretta dello spazio lavoro e l'accesso alle configurazioni di Deskovery.
Lo slogan scelto per l'applicazione è Concentratevi sul vostro lavoro, ma ad essere sinceri l'utilizzo potrebbe addirittura distogliere l'utente dalle mansioni principali, almeno all'inizio; proprio per questo motivo il download del software e i suoi 14 giorni di Demo possono rivelarsi fondamentali. Deskovery richiede Mac OS X 10.6 o versioni successive.
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Una Cart Machine dal gusto retrò


E dopo la recensione di SoundBoard 2 ecco un altro programma di Cart Machine: Sound Bite della Black Cat System. Ce n'era bisogno? Forse no, ma viva l'abbondanza!
Anche questo programma ha più o meno le stesse funzioni di ogni Cart Machine, scopriamone qualcuna: legge i più comuni tipi di file audio (mp3, wav, au, aiff, acc); assegna scorciatoie da tastiera per un accesso individuale di ogni brano; possibilità di controllare i brani tramite una tastiera midi; riproduce più suoni contemporaneamente; tempo di riproduzione per ogni brano; usa più periferiche audio (esterne o meno); i pulsanti sono classificabili usando varie palette (Web Safe, Crayons, ecc.) con variazioni cromatiche praticamente infinite; può riprodurre in loop, al rovescio, sfumare, insomma un ottimo programma… ma che ha qualcosa che gli altri programmi simili non hanno: è possibile controllare i brani in remoto tramite iPhone, iPod Touch e iPad e le App sono comprese nel prezzo del programma! In più esiste anche la versione per Windows, che male non fa ed è sempre un'alternativa a qualsiasi problema possa sorgere con il nostro Mac.
Il prezzo è di 39 dollari per la versione Lite che ha un solo banco di cart con ben 75 bottoni (quindi 75 brani), 79 dollari la versione Standard che comprende 5 banchi di cart (per un totale di 375) e 149 per la versione Pro che comprende ben 50 banchi, quindi 3750. È, inoltre, possibile estendere la licenza per usare il programma su più computer.
Dalla pagina dei download è possibile trovare tutte le versioni suesposte, ma anche due vecchie release per Mac OS 8 (PPC e 68k) e Mac OS 9, ovviamente non supportate.
Da non dimenticare che la versione demo è completamente funzionante, niente scadenze, niente voci in sovrapposizione, l'unico limite è la comparsa di una finestra che ricorda che il programma è in versione demo e invita all'acquisto, ma senza infastidire la riproduzione.
Un ringraziamento particolare a Fabio Sanna per averci inviato la recensione e per le sue ottime localizzazioni proposte a vari sviluppatori.
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Studiare il giapponese con il Mac


La softwarehouse britannica ThinkMac Software ha recentemente rilasciato iKana 2, la seconda versione di un software destinato ad essere di ausilio a chi studia per imparare la lingua giapponese.
Il programma, che è focalizzato sui caratteri Hiragana e Katakana della lingua giapponese, consente di apprendere oltre 740 fonemi di uso comune, mediante un'interfaccia utente che combina elementi di Mac OS X e di iOS, fusi in un ibrido che cerca di raccogliere il meglio dei due sistemi operativi.
Una delle novità introdotte in questa nuova versione del programma è costituita dalle animazioni che mostrano la composizione pratica degli ideogrammi. Oltre a iKana, è disponibile anche l'applicazione iKanji (focalizzata sui caratteri Kanji), nonché le versioni dei due programmi per iPhone e iPod Touch, denominate, rispettivamente, iKana Touch e iKanji Touch.
Lo sviluppatore del programma, Rory Prior, che vive e lavora nella cittadina universitaria dall'impronunciabile nome di Aberystwyth, nel Galles (Regno Unito), è specializzato nella realizzazione di applicazioni nel settore educativo, con particolare riferimento al settore dell'apprendimento linguistico.
iKana 2 necessita di Mac OS X 10.5 o successivo e può funzionare sia su piattaforma Intel che su PowerPC; per chi utilizza Tiger (mac OS X 10.4), è disponibile la versione 1.6.1 del programma.
iKana 2 costa 12 euro e può essere acquistato anche in bundle con iKanji, a 25 euro, nonché con altre applicazioni della ThinkMac Software; è disponibile una versione di valutazione del programma, completa di tutte le funzionalità, ma limitata a dieci minuti di funzionamento per volta.
Una versione del programma destinata all'utilizzo sull'iPad, denominata "iKana Noto", dovrebbe essere rilasciata nel corso dell'anno.
Ulteriori informazioni sul programma ed il link per il download del medesimo sono reperibili a questa pagina web: www.thinkmac.co.uk/ikana.
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Un'ancora di salvezza in "single user mode"



AppleJack è una utility software, sviluppata da Kristofer Widholm, che consente di avviare con facilità la diagnostica e le attività di riparazione di Mac OS X, dalla schermata di terminale che si presenta quando avviamo il nostro Mac in “Single User Mode” (che, lo ricordiamo, si ottiene premendo la combinazione di tasti “Cmd” e “s” all’avvio della macchina, quando si ode il suono di startup), senza la necessità di dover ricordare lunghe e complicate stringhe di testo.
Infatti, in caso di problemi, se non disponiamo del disco di Sistema del Mac o di un hard disk avviabile con una copia del Sistema Operativo, oppure se l’interfaccia grafica di Mac OS X non si carica, potrebbe risultare impossibile riuscire a riparare il disco di avvio, oppure a riparare i permessi.
AppleJack è inoltre in grado di eliminare file problematici residenti nella cache del filesystem, nonché file nell’area di swap. In sintesi, AppleJack può ripulire il vostro Mac senza la necessità di impiegare un’opzione di boot alternativa (da CD/DVD o da disco esterno).
Attenzione però, poiché secondo quanto riferisce lo sviluppatore, AppleJack deve essere utilizzato esclusivamente in single user mode; se utilizzato al di fuori di questa modalità, può causare gravi danni al Sistema Operativo.
Una volta installato AppleJack sul Mac, invece di utilizzare i comandi Unix appropriati per l’operazione che si deve compiere, sarà sufficiente utilizzare, sempre dalla riga di comando, naturalmente (stiamo operando in single user mode, non dimentichiamolo), la sintassi semplificata di AppleJack, il quale si farà da interprete con il substrato Unix di Mac OS X, avviando i comandi necessari per portare a termine i vari compiti che gli abbiamo affidato.

Vediamo ora alcuni esempi della sintassi semplificata che utilizza AppleJack (attenzione all’uso di minuscole e maiuscole, Unix è “case sensitive”):
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Safari 5 [Url Progress Bar Skins - Pack 1]


Il miglior browser che esista, Safari, è da poco uscito nella sua nuova versione 5, e tra le novità ha riportato, in classico stile Aqua, l'utile barra di progressione di caricamento delle pagine, quella barra colorata che partendo dall'inizio dell'indirizzo che avete digitato sul vostro browser, incrementa la sua lunghezza in modo direttamente proporzionale alla quantità di pagina scaricata fino a quel momento in cache. Completato il caricamento, scompare.
L'Url Progress Bar Skin Pack mette a disposizione di Safari, e quindi dell'utente, ben altri 40 tipi diversi di barre di caricamento della pagina, e permette pure di ripristinare quella di default in qualsiasi momento.
Suddivisi in 5 classi distinte, ogni skin, compreso quello della barra di default, ha il suo personale e veloce installer, dotato di anteprima dello skin, che non farà niente di più del semplice sostituire le poche immagini che Safari 5 utilizza per disegnare tale barra.
Il pacchetto è nella sua prima versione che oserei chiamare pionieristica, fatto prima di tutto per passione e per uso personale, ma dato il suo piacevole contributo si è deciso di metterlo a disposizione di tutti per una nuova esperienza Safari.
Testato dagli amici del forum de iMaccanici, l'Url Progress Bar Skin Pack è disponibile per il download dal blog pesonale dello sviluppatore o comunque dal sito www.mediafire.com.
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Sviluppare applicazioni web


Aptana Studio è un ottimo IDE (Integrated development environment) freeware professionale per lo sviluppo di siti ed applicazioni web. Aptana supporta Html5, CSS e javascript e da questa ultima versione 3.0 (in fase finale di sviluppo) anche Ruby, Rails, PHP & Python. Assistente HTML, CSS e JavaScript. Interessanti inoltre, come già in passato segnalato, i plugin per la creazione di applicazioni per iPhone, Nokia ed Adobe AIR. Il crescente interesse verso questo progetto, con lo sviluppo di una folta community, la facilità d'uso, la completezza e soprattutto il fatto che si tratta di un prodotto freeware lo rendono una valida alternativa a soluzioni più blasonate e costose.
Il programma è utilizzabile in modo completamente gratuito anche per fini commerciali; ne esiste una versione a pagamento, con alcune caratteristiche dedicate ai professionisti dello sviluppo. Aptana Studio è disponibile per il download sul sito ufficiale sia nella attuale versione 2.0.4 che nella nuova versione 3.0 beta.
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Nuovissimo Player "reale", per Mac e per tutti gli altri


È finalmente arrivato, molti utenti lo aspettavano con ansia da un anno (periodo in cui ha avuto inizio il beta testing) e tutte le promesse sembrano mantenute. Sviluppato da Real Networks, RealPlayer SP 12 è il player audio/video proposto rinnovato e ricco di nuove funzionalità. Tra le sue caratteristiche fondamentali c'è la possibilità che offre di scaricare video da siti Web e convertire i file multimediali in formati compatibili con le più diffuse (ma anche meno popolari) tecnologie di riproduzione, con tutta la famiglia di dispositivi Apple inclusa.
Ormai RealPlayer non è più un semplice lettore di file multimediali (compreso il proprietario .RM), ma grazie al browser media integrato, permette anche la navigazione e la fruizione di contenuti direttamente dalle pagine web, riuscendo a salvare su disco e convertire la maggior parte dei filmati.
RealPlayer supporta i seguenti formati: MP3, MPU, WAV, MPG, MPEG, MPV, MPS, M2V, M1V, MPE, MPA, AVI, MP4, M4E, WMA, WMv, WAX, ASX, ASF, WM, WMX, WVX, MOV, QT, ACC, M4A, M4P, MP2, MP1, MPGA, PLS, XPL, SSM, AU, AIF, AIFF, MID, MIDI, RMI, ACP, 3GP, AMR, AWB, 3G2, DIVX ed FLV. Garantito anche l'accesso ai principali canali internazionali di informazione, come CNN, BBC News, Euronews e Al Jazeera in diretta streaming 24 ore su 24. La compatibilità con iTunes permette di trasferire i video preferiti da migliaia di siti web direttamente nella libreria personale di iTunes in formato H.264.
Purtroppo in fase di conversione il programma non è velocissimo, anche perché viene sfruttato poco più di un solo core su qualsiasi tipo di conversione e qualche difetto di gioventù non manca. Per esempio in alcune configurazioni software specifiche, quando si utilizza il browser integrato per acquisire del materiale, nella finestra di RealPlayer Downloader (contenuto all'interno del pacchetto di RealPlayer), viene visualizzato il nome della pagina principale aperta in Safari, quando invece questo è chiuso non viene assegnato il nome al file, sostituito da con un "Senza titolo" generico, situazione questa assolutamente ininfluente per la bontà del nuovo software, visto che comunque il bug non influenza il corretto funzionamento del programma.
Le caratteristiche del nuovo RealPlayer SP includono: riproduzione e download di filmati in Flash; PerfectPlay e LivePause; nuova finestra Playlist; riproduzione di contenuti Windows Media; TurboPlay che elimina il buffering su collegamenti ad alta velocità per un avvio più veloce di clip e riproduzioni più fluida; RealVideo 9 con una compressione migliorata ed impareggiabile qualità ad ogni larghezza di banda (dalla banda stretta alla HDTV) con 5 canali RealAudio Surround.
Ma tutta questa grazia non ha un costo o un secondo fine? Come tutte le aziende nemmeno Real Networks vive di aria, ed ecco allora cosa viene sottilmente proposto per un migliore esperienza multimediale: RealPlayer SP Plus e TV in diretta SuperPass.
Con RealPlayer SP Plus vengono vendute le più avanzate e recenti funzionalità audio e video, mentre SuperPass rende possibile la visione in diretta i canali televisivi di informazione di numerosi paesi: gratuitamente per i primi 14 giorni e poi a 17,50 euro al mese.
RealPlayer SP (che include il pacchetto RealPlayer, RealPlayer Converter e RealPlayer Downloader) è disponibile gratuitamente per il download e per l'utilizzo sul sito ufficiale, in versione per Mac os x 10.4 (o successivi) e per Windows e Linux.
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Cresce ancora la famiglia degli uninstaller


Storicamente un'applicazione per Mac si installa semplicemente copiandola nella cartella Applicazioni e si rimuove con la stessa tecnica trascinandola nel cestino; i residui lasciati dal programma rimosso non intaccheranno in alcun modo le prestazioni o la stabilità della macchina. Se l'applicazione è più invasiva e viene corredata da un installer che magari chiede la password di amministratore, la stessa software house dovrebbe (e spesso accade) fornire un uninstaller efficace, per rimuovere tutti i componenti di login ed i file di supporto dell'applicazione.
Quando questo strumento manca, si può ricorrere a decine di programmi (a pagamento e/o gratuiti) per disinstallare definitivamente il software dal Mac: il primo e più popolare è stato AppZapper, a pagamento ed abbastanza efficace, seguito da molti altri (AppCleaner, AppDelete, AppTrasher, CleanApp, DesInstaller3, PackageAssistant, uApp per citare i più diffusi), ma quasi tutti dai risultati tutt'altro che univoci.
Fuori dal coro è "AppTrap", il primo ad essere basato sulla "sensibilità" del Cestino offrendo agli altri lo spunto della funzione "Smart Delete" o Smart Mode"; in pratica non appena un programma viene cestinato il software segnala la presenza di documenti correlati e ne propone l'eliminazione.
L'ultimo nato è TrashMe, un programma aggiornato oggi alla versione 1.2, fortemente somigliante ad AppCleaner, ma con in più la funzione del Log e senza l'effetto grafico del cubo nel passaggio da una modalità all'altra. Il software (valido e veloce) permette la rimozione di software tramite il trascinamento dell'applicazione nella finestra principale del programma; permette inoltre la ricerca e la rimozione di applicazioni da un elenco interno, ma anche l'individuazione di plugin, widget, pannelli di preferenze e codec aggiuntivi con funzione QuickLook per avere un'anteprima dei file correlati. Dalla prima release pubblica della scorsa settimana, ha già ricevuto un paio di aggiornamenti con notevoli migliorie e bug-fix. Si attendono ulteriori sviluppi sulla possibilità di effettuare ricerche approfondite di file nascosti, come la modalità "esperta" fornita da AppTrasher. Intanto chi vuole può aggiungere anche TrashMe alla propria collezione di programmi di rimozione; lo sviluppatore francese, Jean-Baptiste Zedda, (autore anche di TunesArt e iSpeedcams) offre il download e l'utilizzo gratuito dell'applicazione, ma logicamente informa che una donazione non si rifiuta mai.
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iPad, iPad delle mie brame…


Ragazzi, stavolta ho surclassato SuperMac, il primo maccanico ad aver avuto l'iPhone 2G.
Cosa dire: è tutto così nuovo e meraviglioso che non si sa da dove cominciare. Meglio seguire il buon, vecchio, ordine cronologico.
Ordine da eBay.de; spedizione da Charlotte, negli States… Oddio, gli States?!? Ma non era ebay.de? Cacchio, non ho guardato bene… Gli States, chissà quanto tempo ci vorrà per vedere arrivare la spedizione. Il 2G ci mise quasi due settimane e poi rimase altri cinque giorni bloccato alla SDA di Casandrino… Invece, ssiore e ssiori, in soli due giorni l'iPad ha trasvolato l'Oceano Atlantico ed è giunto a Linate poche ore prima dell'eruzione del vulcano Eyjafjallajokull (o come diamine si chiama). Due giorni allo sdoganamento e poi consegna il giorno dopo, cioè ieri. Ha quasi del miracoloso. Quale contrappasso dovrò subire, in cambio di tanta fortuna? Attendo tremebondo.
Il portiere ritira il pacchetto, che viene intercettato da mia moglie. Quando lo porta allo studio, fingo stupore e sorpresa. Lo spacchettamento di un prodotto Apple, comunque, è sempre una grande emozione, ai limiti della tachicardia.
Via la plastica delle bolle, straaaaaaapppppp alla carta… Ziiiiin, tagliare con il limine dell'unghia la sottile pellicola della confezione… spfffffff, l'aria entra tra le pieghe del coperchio perfettamente conformato, che si alza lentamente…
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La chiave per il nostro Mac


La “chiave” iamaKey è una memoria flash per la memorizzazione e il trasporto di dati digitali, disegnata dai 5.5 designers, giovani designer francesi e prodotta dalla ben nota LaCie, utilizza l’ormai collaudata interfaccia Universal Serial Bus 2.0.
A differenza delle classiche memorie USB ha un connettore più sottile (Gold SIP) impermeabile e resistente ai graffi, la capienza di 8 GB (ma ci sono anche tagli da 4, 16 e 32 GB) è sufficiente a contenere la maggior parte dei documenti digitali attualmente in circolazione e la velocità di trasmissione dei dati (legge fino a 30 MB/s, scrive fino a 10 MB/s) consente di far funzionare su di essa interi programmi o un Sistema Operativo completo. Non necessita dell’installazione di alcun driver sul Mac per essere utilizzata e la sua universalità affermata permette all’utilizzatore di poterla collegare a qualsiasi hardware anche obsoleto data la retrocompatibilità con la USB 1.0 della generazione precedente.
Gli aspetti funzionali più importanti sono la forma che quasi banalmente rimanda all’inserimento in un portachiavi e il suo spessore ridotto (3 millimetri) che la rende leggera, facile da maneggiare e collegare anche al MacBook Air. Tutto questo non va a discapito della robustezza garantita dal solido involucro in acciaio. L’associazione di un supporto per la memorizzazione e il trasporto di dati all’immagine simbolica della chiave di casa, oggetto indispensabile che tutti possediamo e difficilmente dimentichiamo è una caratteristica del design tutt'altro che retorico dei 5.5.
Nella consuetudine d’uso l’ho trovata molto pratica, ammetto di averla scelta rispetto ad altre “chiavi” soprattutto per l’immagine originale che trasmette, anche se poi, esaurito il momento “viscerale” ho potuto apprezzare i molti vantaggi della sua funzionalità. Uso molto le “memorie” portatili, posseggo anche un iPod shuffle di prima generazione, che utilizzavo sia come lettore per la musica che come supporto per i dati, ma spesso lo dimenticavo non riuscendo ad averlo a portata di mano nei momenti opportuni. Dato l’uso intensivo a cui è sottoposta, ho potuto constatare alcuni aspetti di rilevanza secondaria che potrebbero essere migliorati: la serigrafia del logo e la texture sottoposta a sfregamenti è quasi scomparsa, potrebbe essere sostituita con una fotoincisione; il cappuccio in plastica messo a protezione dei connettori, facilmente smarribile e di dubbia utilità, potrebbe essere rivisto in modo diverso o eliminato.
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Gestire gli eBook sul Mac


Gli eBook faticano un poco a prendere piede nella nostra cultura, ma con l'imminente arrivo dell'iPad si prevede un graduale ma sostanziale cambiamento di rotta; mamma Apple col suo nuovo dispositivo, come sempre, darà il LA alla concorrenza che si farà in quattro per contendersi il mercato con prodotti direttamente concorrenti.
L'avvento dei Tablet in generale non potrà che favorire lo sviluppo e la diffusione degli eBook che già da qualche tempo stanno spopolando oltreoceano. A tal proposito, Calibre, un software Open Source scritto da Kovid Goyal, può farci veramente comodo. Calibre ci permette di convertire in eBook praticamente qualsiasi file di testo permettendoci inoltre di inviare il file, arricchito ovviamente di copertina e di numerosi tag (che potremo aggiungere manualmente o scaricandoli da un server), ai nostri dispositivi mobili. Con Calibre è possibile convertire file dei formati più disparati (CBZ, CBR, CBC, CHM, EPUB, FB2, HTML, LIT, LRF, MOBI, ODT, PDF, PRC, PDB, PML, RB, RTF, TCR, TXT) ad altrettanti esotici formati (EPUB, FB2, OEB, LIT, LRF, MOBI, PDB, PML, RB, PDF, TCR, TXT) e supporta al momento la piena integrazione per i seguenti device: Sony PRS 300/500/505/600/700/900, Barnes & Noble Nook, Cybook Gen 3/Opus, Amazon Kindle 1/2/DX, Longshine ShineBook, Ectaco Jetbook, BeBook/BeBook Mini, Irex Illiad/DR1000, Foxit eSlick, PocketBook 360, Italica, eClicto, Iriver Story, Airis dBook, Hanvon N515, Binatone Readme, Teclast K3, vari cellulari Android e ovviamente l'iPhone.
Se il vostro dispositivo non è nella lista non disperate, potrete sempre salvare il file su disco e importarlo direttamente a seconda dell'hardware a vostra disposizione. Calibre non si limita solo alla conversione, ma tiene ordinate le nostre librerie elettroniche permettendo una ricerca approfondita per Autore, Editore, Serie, Formati e Tag, oppure sfogliando le copertine tramite Cover Flow… Non siete ancora convinti, bene perché c'è dell'altro: Calibre vi permette anche di scaricare News e Feeds aggiornando di rimando i nostri dispositivi… ma non fatelo sapere al vostro giornalaio ovviamente.
Calibre è completamente gratuito e si scarica all'indirizzo calibre-ebook.com/download dove è disponibile sia per Mac che per Linux e Windows, la sua installazione non è per niente invasiva, in classico stile Mac, e si è subito operativi dopo aver scelto la localizzazione del programma, la posizione della sua libreria e il tipo di device in nostro possesso. È lecito sperare che dai prossimi aggiornamenti Calibre possa supportare nativamente anche l'iPad. L'unica pecca, se proprio vogliamo trovargliene una, è rappresentata dalla localizzazione non proprio accurata nella nostra lingua. Buona lettura dunque…
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Utility definitiva per decoder satellitari DreamBox


Nell'era PPC la parola Geek user (l'utente smanettone che ama giocherellare con tutti i più strani ed esclusivi congegni informatici) ed Apple user erano difficilmente accostabili. Con la crescente diffusione del sistema OSX invece le cose sono cambiate!
Oggi vi presento un ottimo software per la gestione in remoto di decoder satellitari DreamBox (o simil DreamBox). Interessante la possibilità di vedere in streaming i canali in onda sul proprio decoder, a patto di avere una connessione alla rete locale (LAN) stabile, ad almeno 3Mb/s ed il comodo telecomando software.
Le caratteristiche del programma offrono: streaming su VLC, streaming su MPlayer, streaming su Disco (in effetti registra sul disco del Mac), telecomando virtuale, TV Tools, Bouquet Tools, EPG, Mount varie (hard disk, ecc…), FTP, Telnet, Informazioni trasponder, Sub Channels, controllo Dream (shutdown, reboot ecc…).
Il programma, fermo alla versione 1.3 dal 2006, è un freeware realizzato dalla tedesca ToolooSoft ed download è disponibile sul sito ufficiale della software house. L'installazione avviene con un semplice Drag and Drop e nella cartella del software sono inclusi oltre 30 script e numerosi Goodies.
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Ancora in alpha, ma molto "cool" (solo per Snow Leopard)


Indubbiamente l'interfaccia di Google Chrome ha molti sostenitori a causa delle sue indiscutibili doti: è rapida, comoda, minimale, veloce e stabile (anche se ognuno può modificarla, rovinarla o appesantirla come peggio crede).
Proprio dall'idea di questa ottimale GUI nasce TotalFinder, un plug-in basato sul loader SIMBL che aggiunge alle finestre del Finder schede, tasti di scelta rapida e altre pratiche modifiche alla GUI del Finder di Mac OS X. La software house binaryage ha comunque avuto una intuizione ottima, nel senso che dopo un periodo di prova sarà difficile rinunciare a TotalFinder, specialmente per l'utente abituato alla navigazione a pannelli, ormai normale in ciascun moderno browser. Inoltre il nuovo navigatore dei file per Mac non dipende più dai corruttibili file .DS_Store, con tutti i vantaggi del caso.
Anche se non dichiarato, molte delle icone aggiunte da TotalFinder sono state ferocemente prelevate da Google Chrome, e fin qui non ci sarebbe nulla di male per un progetto gratuito, ma purtroppo TotalFinder non è gratuito, almeno non lo sarà più una volta uscito dalla fase di lavorazione alpha, quindi limitato dalla data di scadenza. Prima di tale data sarà possibile aggiornare il prodotto mentre è ancora in alpha o acquistare una versione finale quando sarà rilasciato. Tuttavia ci sarà almeno un periodo di un mese di prova per la versione definitiva di TotalFinder.
L'installazione, pur se abbastanza invasiva, è facilmente reversibile grazie al comodo script di disinstallazione di TotalFinder (Uninstall.scpt) e del programma (SIMBL Uninstaller) di rimozione per SIMBL. TotalFinder, che stiamo usando già da sabato scorso, è rilasciato attualmente in versione 0.8.1, si scarica e si usa gratuitamente (per ora) dal sito dello sviluppatore. Il download consiste in un disco immagine da 4MB contenente sia il programma che l'indispensabile installer di SIMBL e richiede Mac OS X 10.6 o successivi.