Sondaggio
Se proprio devo usare software Windows su Mac lo faccio con…
1,440 voti | 5 commenti
Sondaggio
Ti piace il nuovo iPad?
1,864 voti | 1 commenti
Sondaggio
Qual è il tuo browser di default?
3,394 voti | 6 commenti
Sondaggio
Soddisfatto di Mac OS X 10.6.x Snow Leopard?
4,402 voti | 7 commenti
Sezioni
Test & Recensioni
Pubblicità
|
|
martedì, 31 agosto 2010__00:03
Inviato da: dataghoul

La softwarehouse britannica ThinkMac Software ha recentemente rilasciato iKana 2, la seconda versione di un software destinato ad essere di ausilio a chi studia per imparare la lingua giapponese.
Il programma, che è focalizzato sui caratteri Hiragana e Katakana della lingua giapponese, consente di apprendere oltre 740 fonemi di uso comune, mediante un'interfaccia utente che combina elementi di Mac OS X e di iOS, fusi in un ibrido che cerca di raccogliere il meglio dei due sistemi operativi.
Una delle novità introdotte in questa nuova versione del programma è costituita dalle animazioni che mostrano la composizione pratica degli ideogrammi. Oltre a iKana, è disponibile anche l'applicazione iKanji (focalizzata sui caratteri Kanji), nonché le versioni dei due programmi per iPhone e iPod Touch, denominate, rispettivamente, iKana Touch e iKanji Touch.
Lo sviluppatore del programma, Rory Prior, che vive e lavora nella cittadina universitaria dall'impronunciabile nome di Aberystwyth, nel Galles (Regno Unito), è specializzato nella realizzazione di applicazioni nel settore educativo, con particolare riferimento al settore dell'apprendimento linguistico.
iKana 2 necessita di Mac OS X 10.5 o successivo e può funzionare sia su piattaforma Intel che su PowerPC; per chi utilizza Tiger (mac OS X 10.4), è disponibile la versione 1.6.1 del programma.
iKana 2 costa 12 euro e può essere acquistato anche in bundle con iKanji, a 25 euro, nonché con altre applicazioni della ThinkMac Software; è disponibile una versione di valutazione del programma, completa di tutte le funzionalità, ma limitata a dieci minuti di funzionamento per volta.
Una versione del programma destinata all'utilizzo sull'iPad, denominata "iKana Noto", dovrebbe essere rilasciata nel corso dell'anno.
Ulteriori informazioni sul programma ed il link per il download del medesimo sono reperibili a questa pagina web: www.thinkmac.co.uk/ikana.
sabato, 31 luglio 2010__00:03
Inviato da: dataghoul

AppleJack è una utility software, sviluppata da Kristofer Widholm, che consente di avviare con facilità la diagnostica e le attività di riparazione di Mac OS X, dalla schermata di terminale che si presenta quando avviamo il nostro Mac in “Single User Mode” (che, lo ricordiamo, si ottiene premendo la combinazione di tasti “Cmd” e “s” all’avvio della macchina, quando si ode il suono di startup), senza la necessità di dover ricordare lunghe e complicate stringhe di testo.
Infatti, in caso di problemi, se non disponiamo del disco di Sistema del Mac o di un hard disk avviabile con una copia del Sistema Operativo, oppure se l’interfaccia grafica di Mac OS X non si carica, potrebbe risultare impossibile riuscire a riparare il disco di avvio, oppure a riparare i permessi.
AppleJack è inoltre in grado di eliminare file problematici residenti nella cache del filesystem, nonché file nell’area di swap. In sintesi, AppleJack può ripulire il vostro Mac senza la necessità di impiegare un’opzione di boot alternativa (da CD/DVD o da disco esterno).
Attenzione però, poiché secondo quanto riferisce lo sviluppatore, AppleJack deve essere utilizzato esclusivamente in single user mode; se utilizzato al di fuori di questa modalità, può causare gravi danni al Sistema Operativo.
Una volta installato AppleJack sul Mac, invece di utilizzare i comandi Unix appropriati per l’operazione che si deve compiere, sarà sufficiente utilizzare, sempre dalla riga di comando, naturalmente (stiamo operando in single user mode, non dimentichiamolo), la sintassi semplificata di AppleJack, il quale si farà da interprete con il substrato Unix di Mac OS X, avviando i comandi necessari per portare a termine i vari compiti che gli abbiamo affidato.
Vediamo ora alcuni esempi della sintassi semplificata che utilizza AppleJack (attenzione all’uso di minuscole e maiuscole, Unix è “case sensitive”):
sabato, 26 giugno 2010__00:02
Inviato da: Tiashi

Il miglior browser che esista, Safari, è da poco uscito nella sua nuova versione 5, e tra le novità ha riportato, in classico stile Aqua, l'utile barra di progressione di caricamento delle pagine, quella barra colorata che partendo dall'inizio dell'indirizzo che avete digitato sul vostro browser, incrementa la sua lunghezza in modo direttamente proporzionale alla quantità di pagina scaricata fino a quel momento in cache. Completato il caricamento, scompare.
L' Url Progress Bar Skin Pack mette a disposizione di Safari, e quindi dell'utente, ben altri 40 tipi diversi di barre di caricamento della pagina, e permette pure di ripristinare quella di default in qualsiasi momento.
Suddivisi in 5 classi distinte, ogni skin, compreso quello della barra di default, ha il suo personale e veloce installer, dotato di anteprima dello skin, che non farà niente di più del semplice sostituire le poche immagini che Safari 5 utilizza per disegnare tale barra.
Il pacchetto è nella sua prima versione che oserei chiamare pionieristica, fatto prima di tutto per passione e per uso personale, ma dato il suo piacevole contributo si è deciso di metterlo a disposizione di tutti per una nuova esperienza Safari.
Testato dagli amici del forum de iMaccanici, l' Url Progress Bar Skin Pack è disponibile per il download dal blog pesonale dello sviluppatore o comunque dal sito www.mediafire.com.

Aptana Studio è un ottimo IDE (Integrated development environment) freeware professionale per lo sviluppo di siti ed applicazioni web. Aptana supporta Html5, CSS e javascript e da questa ultima versione 3.0 (in fase finale di sviluppo) anche Ruby, Rails, PHP & Python. Assistente HTML, CSS e JavaScript. Interessanti inoltre, come già in passato segnalato, i plugin per la creazione di applicazioni per iPhone, Nokia ed Adobe AIR. Il crescente interesse verso questo progetto, con lo sviluppo di una folta community, la facilità d'uso, la completezza e soprattutto il fatto che si tratta di un prodotto freeware lo rendono una valida alternativa a soluzioni più blasonate e costose.
Il programma è utilizzabile in modo completamente gratuito anche per fini commerciali; ne esiste una versione a pagamento, con alcune caratteristiche dedicate ai professionisti dello sviluppo. Aptana Studio è disponibile per il download sul sito ufficiale sia nella attuale versione 2.0.4 che nella nuova versione 3.0 beta.
mercoledì, 19 maggio 2010__00:04
Inviato da: fragrua

È finalmente arrivato, molti utenti lo aspettavano con ansia da un anno (periodo in cui ha avuto inizio il beta testing) e tutte le promesse sembrano mantenute. Sviluppato da Real Networks, RealPlayer SP 12 è il player audio/video proposto rinnovato e ricco di nuove funzionalità. Tra le sue caratteristiche fondamentali c'è la possibilità che offre di scaricare video da siti Web e convertire i file multimediali in formati compatibili con le più diffuse (ma anche meno popolari) tecnologie di riproduzione, con tutta la famiglia di dispositivi Apple inclusa.
Ormai RealPlayer non è più un semplice lettore di file multimediali (compreso il proprietario .RM), ma grazie al browser media integrato, permette anche la navigazione e la fruizione di contenuti direttamente dalle pagine web, riuscendo a salvare su disco e convertire la maggior parte dei filmati.
RealPlayer supporta i seguenti formati: MP3, MPU, WAV, MPG, MPEG, MPV, MPS, M2V, M1V, MPE, MPA, AVI, MP4, M4E, WMA, WMv, WAX, ASX, ASF, WM, WMX, WVX, MOV, QT, ACC, M4A, M4P, MP2, MP1, MPGA, PLS, XPL, SSM, AU, AIF, AIFF, MID, MIDI, RMI, ACP, 3GP, AMR, AWB, 3G2, DIVX ed FLV. Garantito anche l'accesso ai principali canali internazionali di informazione, come CNN, BBC News, Euronews e Al Jazeera in diretta streaming 24 ore su 24. La compatibilità con iTunes permette di trasferire i video preferiti da migliaia di siti web direttamente nella libreria personale di iTunes in formato H.264.
Purtroppo in fase di conversione il programma non è velocissimo, anche perché viene sfruttato poco più di un solo core su qualsiasi tipo di conversione e qualche difetto di gioventù non manca. Per esempio in alcune configurazioni software specifiche, quando si utilizza il browser integrato per acquisire del materiale, nella finestra di RealPlayer Downloader (contenuto all'interno del pacchetto di RealPlayer), viene visualizzato il nome della pagina principale aperta in Safari, quando invece questo è chiuso non viene assegnato il nome al file, sostituito da con un "Senza titolo" generico, situazione questa assolutamente ininfluente per la bontà del nuovo software, visto che comunque il bug non influenza il corretto funzionamento del programma.
Le caratteristiche del nuovo RealPlayer SP includono: riproduzione e download di filmati in Flash; PerfectPlay e LivePause; nuova finestra Playlist; riproduzione di contenuti Windows Media; TurboPlay che elimina il buffering su collegamenti ad alta velocità per un avvio più veloce di clip e riproduzioni più fluida; RealVideo 9 con una compressione migliorata ed impareggiabile qualità ad ogni larghezza di banda (dalla banda stretta alla HDTV) con 5 canali RealAudio Surround.
Ma tutta questa grazia non ha un costo o un secondo fine? Come tutte le aziende nemmeno Real Networks vive di aria, ed ecco allora cosa viene sottilmente proposto per un migliore esperienza multimediale: RealPlayer SP Plus e TV in diretta SuperPass.
Con RealPlayer SP Plus vengono vendute le più avanzate e recenti funzionalità audio e video, mentre SuperPass rende possibile la visione in diretta i canali televisivi di informazione di numerosi paesi: gratuitamente per i primi 14 giorni e poi a 17,50 euro al mese.
RealPlayer SP (che include il pacchetto RealPlayer, RealPlayer Converter e RealPlayer Downloader) è disponibile gratuitamente per il download e per l'utilizzo sul sito ufficiale, in versione per Mac os x 10.4 (o successivi) e per Windows e Linux.
lunedì, 03 maggio 2010__00:04
Inviato da: fragrua

Storicamente un'applicazione per Mac si installa semplicemente copiandola nella cartella Applicazioni e si rimuove con la stessa tecnica trascinandola nel cestino; i residui lasciati dal programma rimosso non intaccheranno in alcun modo le prestazioni o la stabilità della macchina.
Se l'applicazione è più invasiva e viene corredata da un installer che magari chiede la password di amministratore, la stessa software house dovrebbe (e spesso accade) fornire un uninstaller efficace, per rimuovere tutti i componenti di login ed i file di supporto dell'applicazione.
Quando questo strumento manca, si può ricorrere a decine di programmi (a pagamento e/o gratuiti) per disinstallare definitivamente il software dal Mac: il primo e più popolare è stato AppZapper, a pagamento ed abbastanza efficace, seguito da molti altri (AppCleaner, AppDelete, AppTrasher, CleanApp, DesInstaller3, PackageAssistant, uApp per citare i più diffusi), ma quasi tutti dai risultati tutt'altro che univoci.
Fuori dal coro è "AppTrap", il primo ad essere basato sulla "sensibilità" del Cestino offrendo agli altri lo spunto della funzione "Smart Delete" o Smart Mode"; in pratica non appena un programma viene cestinato il software segnala la presenza di documenti correlati e ne propone l'eliminazione.
L'ultimo nato è TrashMe, un programma aggiornato oggi alla versione 1.2, fortemente somigliante ad AppCleaner, ma con in più la funzione del Log e senza l'effetto grafico del cubo nel passaggio da una modalità all'altra. Il software (valido e veloce)permette la rimozione di software tramite il trascinamento dell'applicazione nella finestra principale del programma; permette inoltre la ricerca e la rimozione di applicazioni da un elenco interno, ma anche l'individuazione di plugin, widget, pannelli di preferenze e codec aggiuntivi con funzione QuickLook per avere un'anteprima dei file correlati. Dalla prima release pubblica della scorsa settimana, ha già ricevuto un paio di aggiornamenti con notevoli migliorie e bug-fix. Si attendono ulteriori sviluppi sulla possibilità di effettuare ricerche approfondite di file nascosti, come la modalità "esperta" fornita da AppTrasher. Intanto chi vuole può aggiungere anche TrashMe alla propria collezione di programmi di rimozione; lo sviluppatore francese, Jean-Baptiste Zedda, (autore anche di TunesArt e iSpeedcams) offre il download e l'utilizzo gratuito dell'applicazione, ma logicamente informa che una donazione non si rifiuta mai.
domenica, 25 aprile 2010__00:04
Inviato da: elia

Ragazzi, stavolta ho surclassato SuperMac, il primo maccanico ad aver avuto l'iPhone 2G.
Cosa dire: è tutto così nuovo e meraviglioso che non si sa da dove cominciare. Meglio seguire il buon, vecchio, ordine cronologico.
Ordine da eBay.de; spedizione da Charlotte, negli States… Oddio, gli States?!? Ma non era ebay.de? Cacchio, non ho guardato bene… Gli States, chissà quanto tempo ci vorrà per vedere arrivare la spedizione. Il 2G ci mise quasi due settimane e poi rimase altri cinque giorni bloccato alla SDA di Casandrino… Invece, ssiore e ssiori, in soli due giorni l'iPad ha trasvolato l'Oceano Atlantico ed è giunto a Linate poche ore prima dell'eruzione del vulcano Eyjafjallajokull (o come diamine si chiama). Due giorni allo sdoganamento e poi consegna il giorno dopo, cioè ieri. Ha quasi del miracoloso. Quale contrappasso dovrò subire, in cambio di tanta fortuna? Attendo tremebondo.
Il portiere ritira il pacchetto, che viene intercettato da mia moglie. Quando lo porta allo studio, fingo stupore e sorpresa. Lo spacchettamento di un prodotto Apple, comunque, è sempre una grande emozione, ai limiti della tachicardia.
Via la plastica delle bolle, straaaaaaapppppp alla carta… Ziiiiin, tagliare con il limine dell'unghia la sottile pellicola della confezione… spfffffff, l'aria entra tra le pieghe del coperchio perfettamente conformato, che si alza lentamente…

La “chiave” iamaKey è una memoria flash per la memorizzazione e il trasporto di dati digitali, disegnata dai 5.5 designers, giovani designer francesi e prodotta dalla ben nota LaCie, utilizza l’ormai collaudata interfaccia Universal Serial Bus 2.0.
A differenza delle classiche memorie USB ha un connettore più sottile (Gold SIP) impermeabile e resistente ai graffi, la capienza di 8 GB (ma ci sono anche tagli da 4, 16 e 32 GB) è sufficiente a contenere la maggior parte dei documenti digitali attualmente in circolazione e la velocità di trasmissione dei dati (legge fino a 30 MB/s, scrive fino a 10 MB/s) consente di far funzionare su di essa interi programmi o un Sistema Operativo completo. Non necessita dell’installazione di alcun driver sul Mac per essere utilizzata e la sua universalità affermata permette all’utilizzatore di poterla collegare a qualsiasi hardware anche obsoleto data la retrocompatibilità con la USB 1.0 della generazione precedente.
Gli aspetti funzionali più importanti sono la forma che quasi banalmente rimanda all’inserimento in un portachiavi e il suo spessore ridotto (3 millimetri) che la rende leggera, facile da maneggiare e collegare anche al MacBook Air. Tutto questo non va a discapito della robustezza garantita dal solido involucro in acciaio. L’associazione di un supporto per la memorizzazione e il trasporto di dati all’immagine simbolica della chiave di casa, oggetto indispensabile che tutti possediamo e difficilmente dimentichiamo è una caratteristica del design tutt'altro che retorico dei 5.5.
Nella consuetudine d’uso l’ho trovata molto pratica, ammetto di averla scelta rispetto ad altre “chiavi” soprattutto per l’immagine originale che trasmette, anche se poi, esaurito il momento “viscerale” ho potuto apprezzare i molti vantaggi della sua funzionalità. Uso molto le “memorie” portatili, posseggo anche un iPod shuffle di prima generazione, che utilizzavo sia come lettore per la musica che come supporto per i dati, ma spesso lo dimenticavo non riuscendo ad averlo a portata di mano nei momenti opportuni. Dato l’uso intensivo a cui è sottoposta, ho potuto constatare alcuni aspetti di rilevanza secondaria che potrebbero essere migliorati: la serigrafia del logo e la texture sottoposta a sfregamenti è quasi scomparsa, potrebbe essere sostituita con una fotoincisione; il cappuccio in plastica messo a protezione dei connettori, facilmente smarribile e di dubbia utilità, potrebbe essere rivisto in modo diverso o eliminato.
sabato, 20 marzo 2010__00:03
Inviato da: Pat

Gli eBook faticano un poco a prendere piede nella nostra cultura, ma con l'imminente arrivo dell'iPad si prevede un graduale ma sostanziale cambiamento di rotta; mamma Apple col suo nuovo dispositivo, come sempre, darà il LA alla concorrenza che si farà in quattro per contendersi il mercato con prodotti direttamente concorrenti.
L'avvento dei Tablet in generale non potrà che favorire lo sviluppo e la diffusione degli eBook che già da qualche tempo stanno spopolando oltreoceano. A tal proposito, Calibre, un software Open Source scritto da Kovid Goyal, può farci veramente comodo. Calibre ci permette di convertire in eBook praticamente qualsiasi file di testo permettendoci inoltre di inviare il file, arricchito ovviamente di copertina e di numerosi tag (che potremo aggiungere manualmente o scaricandoli da un server), ai nostri dispositivi mobili. Con Calibre è possibile convertire file dei formati più disparati (CBZ, CBR, CBC, CHM, EPUB, FB2, HTML, LIT, LRF, MOBI, ODT, PDF, PRC, PDB, PML, RB, RTF, TCR, TXT) ad altrettanti esotici formati (EPUB, FB2, OEB, LIT, LRF, MOBI, PDB, PML, RB, PDF, TCR, TXT) e supporta al momento la piena integrazione per i seguenti device: Sony PRS 300/500/505/600/700/900, Barnes & Noble Nook, Cybook Gen 3/Opus, Amazon Kindle 1/2/DX, Longshine ShineBook, Ectaco Jetbook, BeBook/BeBook Mini, Irex Illiad/DR1000, Foxit eSlick, PocketBook 360, Italica, eClicto, Iriver Story, Airis dBook, Hanvon N515, Binatone Readme, Teclast K3, vari cellulari Android e ovviamente l'iPhone.
Se il vostro dispositivo non è nella lista non disperate, potrete sempre salvare il file su disco e importarlo direttamente a seconda dell'hardware a vostra disposizione. Calibre non si limita solo alla conversione, ma tiene ordinate le nostre librerie elettroniche permettendo una ricerca approfondita per Autore, Editore, Serie, Formati e Tag, oppure sfogliando le copertine tramite Cover Flow… Non siete ancora convinti, bene perché c'è dell'altro: Calibre vi permette anche di scaricare News e Feeds aggiornando di rimando i nostri dispositivi… ma non fatelo sapere al vostro giornalaio ovviamente.
Calibre è completamente gratuito e si scarica all'indirizzo calibre-ebook.com/download dove è disponibile sia per Mac che per Linux e Windows, la sua installazione non è per niente invasiva, in classico stile Mac, e si è subito operativi dopo aver scelto la localizzazione del programma, la posizione della sua libreria e il tipo di device in nostro possesso. È lecito sperare che dai prossimi aggiornamenti Calibre possa supportare nativamente anche l'iPad. L'unica pecca, se proprio vogliamo trovargliene una, è rappresentata dalla localizzazione non proprio accurata nella nostra lingua. Buona lettura dunque…

Nell'era PPC la parola Geek user (l'utente smanettone che ama giocherellare con tutti i più strani ed esclusivi congegni informatici) ed Apple user erano difficilmente accostabili. Con la crescente diffusione del sistema OSX invece le cose sono cambiate!
Oggi vi presento un ottimo software per la gestione in remoto di decoder satellitari DreamBox (o simil DreamBox). Interessante la possibilità di vedere in streaming i canali in onda sul proprio decoder, a patto di avere una connessione alla rete locale (LAN) stabile, ad almeno 3Mb/s ed il comodo telecomando software.
Le caratteristiche del programma offrono: streaming su VLC, streaming su MPlayer, streaming su Disco (in effetti registra sul disco del Mac), telecomando virtuale, TV Tools, Bouquet Tools, EPG, Mount varie (hard disk, ecc…), FTP, Telnet, Informazioni trasponder, Sub Channels, controllo Dream (shutdown, reboot ecc…).
Il programma, fermo alla versione 1.3 dal 2006, è un freeware realizzato dalla tedesca ToolooSoft ed download è disponibile sul sito ufficiale della software house. L'installazione avviene con un semplice Drag and Drop e nella cartella del software sono inclusi oltre 30 script e numerosi Goodies.
domenica, 14 marzo 2010__00:03
Inviato da: fragrua

Indubbiamente l'interfaccia di Google Chrome ha molti sostenitori a causa delle sue indiscutibili doti: è rapida, comoda, minimale, veloce e stabile (anche se ognuno può modificarla, rovinarla o appesantirla come peggio crede).
Proprio dall'idea di questa ottimale GUI nasce TotalFinder, un plug-in basato sul loader SIMBL che aggiunge alle finestre del Finder schede, tasti di scelta rapida e altre pratiche modifiche alla GUI del Finder di Mac OS X. La software house binaryage ha comunque avuto una intuizione ottima, nel senso che dopo un periodo di prova sarà difficile rinunciare a TotalFinder, specialmente per l'utente abituato alla navigazione a pannelli, ormai normale in ciascun moderno browser. Inoltre il nuovo navigatore dei file per Mac non dipende più dai corruttibili file .DS_Store, con tutti i vantaggi del caso.
Anche se non dichiarato, molte delle icone aggiunte da TotalFinder sono state ferocemente prelevate da Google Chrome, e fin qui non ci sarebbe nulla di male per un progetto gratuito, ma purtroppo TotalFinder non è gratuito, almeno non lo sarà più una volta uscito dalla fase di lavorazione alpha, quindi limitato dalla data di scadenza. Prima di tale data sarà possibile aggiornare il prodotto mentre è ancora in alpha o acquistare una versione finale quando sarà rilasciato. Tuttavia ci sarà almeno un periodo di un mese di prova per la versione definitiva di TotalFinder.
L'installazione, pur se abbastanza invasiva, è facilmente reversibile grazie al comodo script di disinstallazione di TotalFinder (Uninstall.scpt) e del programma (SIMBL Uninstaller) di rimozione per SIMBL. TotalFinder, che stiamo usando già da sabato scorso, è rilasciato attualmente in versione 0.8.1, si scarica e si usa gratuitamente (per ora) dal sito dello sviluppatore. Il download consiste in un disco immagine da 4MB contenente sia il programma che l'indispensabile installer di SIMBL e richiede Mac OS X 10.6 o successivi.
venerdì, 05 marzo 2010__00:06
Inviato da: Mickie

XLD ( X Lossless Decoder) è un ottimo strumento per Mac OS X in grado di decodificare molti formati audio di tipo lossless, ossia compressi senza perdita di informazioni originali, che funziona su tutte le versioni del nostro Sistema Operativo dalla 10.3 in poi, sia su piattaforma Intel che PPC.
I formati audio digitali di tipo più comune, come MP3 e AAC (ossia formati di tipo lossy), subiscono in fase di compressione una notevole perdita di informazioni originali, con conseguente inevitabile riduzione della qualità di ascolto, mentre la compressione "senza perdita" consente di ridurre il peso del file originario di circa il 50% senza modificarne il livello qualitativo in quanto, una volta decompresso, il file risulterà identico all'originale, esattamente come avviene con un archivio Zip.
I formati audio di tipo lossless maggiormente noti sono il FLAC e l'APE (Monkey's Audio), ma XLD è in grado di decodificare anche il WavPack, il TTA e l'Apple Lossless (quest'ultimo solo su Tiger e successivi), nonché ovviamente AIFF, WAV, ed altri ancora, inclusi i formati lossy. Se siamo in presenza di un'unica traccia audio con il relativo cue sheet (file CUE), XLD è in grado di splittare, ossia dividere in più tracce, il nostro file originario.
Dalla versione 20080812 (i numeri delle versioni sono rappresentati dalla data di rilascio scritta in formato internazionale) l'applicazione ci permette anche di estrarre tracce audio da un CD ( ripping) con altissima resa qualitativa grazie alla modalità CDParanoia integrata, che consente fra l'altro la lettura e la riparazione dei dati anche in caso di supporto danneggiato, permettendoci di effettuare ottimi backup dei nostri CD più preziosi e in più con la possibilità di risparmiare notevole spazio su disco. Durante questa operazione, XLD supporta l'uscita del CD immagine col relativo cue sheet (esempio: WAV+CUE o FLAC+CUE, ecc.).
Per usare l'applicazione con GUI (esiste anche la versione a riga di comando) è sufficiente impostare da menu le Preferenze secondo le nostre necessità, quindi trascinare il file da convertire (o il relativo cue sheet) sulla sua icona, oppure, dopo aver selezionato il file, scegliere XLD dal menu a tendina "Apri con". La conversione avverrà in tempi relativamente brevi, in quanto XLD utilizza una propria libreria interna per la decodifica, e non genera alcun archivio intermedio.
I formati di uscita supportati sono molteplici: Wave, AIFF, Raw PCM, Ogg Vorbis, MP3 (codificato con LAME 3.98.2), MPEG-4 AAC (codificato con QuickTime/CoreAudio), MPEG-4 HE-AAC (AACPlus v1/v2), Apple Lossless, FLAC, Wave64 e WavPack (questi ultimi due solo nella versione GUI). Non è supportato, in uscita, il formato APE (Monkey's Audio), per il quale eventualmente sarà necessario ricorrere ad xACT. Numerose sono le opzioni di scelta per quanto riguarda la qualità del formato di uscita, in particolare l'MP3, che contempla la Modalità di codifica (VBR, ABR, CBR), la scelta del BitRate, l'impostazione automatica del Guadagno in fase di riproduzione, ed altro ancora, oltre alle opzioni più comuni come la scelta della cartella di destinazione o l'aggiunta automatica di tag e cover art, solo per citarne alcune.
L'applicazione, di circa 17 MB, è solo in lingua inglese, gratuita e liberamente scaricabile dal suo sito scorrendo al paragrafo "Download". Una eventuale donazione, in caso di apprezzamento, sarà gradita a supporto del progetto, che viene seguito costantemente dal 2006 con frequenti rilasci di aggiornamenti e miglioramenti, di cui l'ultimo è rappresentato dalla versione 20100218 disponibile solo dalla funzione di aggiornamento automatico o da "Check for Updates" del menu dell'applicazione.
domenica, 28 febbraio 2010__00:35
Inviato da: supermac

Phone Disk, realizzato da myPod Apps, LLC, consente il controllo su qualsiasi modello di iPhone o iPod Touch, estendendo l'utilizzo del file system di Mac OS X. Il programma funziona in background sul Mac, consentendo di vedere l'iPhone nel Finder, come un qualunque dispositivo di archiviazione esterna, proprio in modalità disco.
Dal file compresso (che si scarica qui) una volta scompattato, si dovrà innanzitutto installare MacFUSE.pkg, che consente di leggere e scrivere file sul proprio iPhone, utilizzando le API MobileDevice, tramite la porta USB. L'iPhone diventerà un vero e proprio HD USB portatile nel quale creare nostre cartelle e sottocartelle, nel quale inserire file anche di grandi dimensioni, da trasportare con noi, in viaggio o per lavoro.
Una volta lanciato Phone Disk, in alto a destra sulla barra menù, comparirà una piccola icona gialla, che rappresenta un HD, e da li, attraverso questa piccola icona.
Cliccandoci su, si apre un menù dal quale si controlla l'iPhone.
Il software, durante la prova è crashato sempre, non appena si volevano regolare le preferenze, probabilmente perché la prova è stata svolta con un iPhone non sprotetto.
Cliccando sull'icona di Phone Disk e scorrendo fin sul vostro iPhone, si può decidere di far mostrare nel Finder il proprio iPhone oppure espellerlo.
Questo è quanto accade:

L'iPhone può essere espulso solo tramite il software, non con il classico tasto d'espulsione. Cliccando due volte sull'icone dell'iPhone, ci sarà mostrato il contenuto dell'iPhone, nel quale possiamo andare a creare una nostra cartella, per potervi inserire i file. In questo modo il nostro iPhone diventerà un bellissimo e capiente HD USB portatile, per scambiare dati anche tra mac e PC, senza necessariamente doverlo sbloccare.
Da qualche ora dovrebbe essere presente la sezione apposita di Phone Disk anche sul sito dello sviluppatore (ad inizio settimana avevano previsto un aggiornamento del sito per questo weekend).
È in programma anche la realizzazione di un codice di registrazione personalizzato valido per sempre, che garantirà aggiornamenti gratuiti. Intanto per utilizzare il software occorre registrare il programma entro il 1 settembre 2010 inserendo il seguente codice di registrazione: 2H96A-QK7MX-8GEYK1V-ZR6S8
Questa è la versione 1.000, e prevedibilmente ci saranno aggiornamenti a breve.
venerdì, 26 febbraio 2010__00:04
Inviato da: pask

Bistrattata quanto mai odiata e mai sopportata, la Regina delle Scienze, la matematica, ha sempre avuto un ruolo primario in ambito informatico, tanto che la traduzione italiana di "computer" ne evoca l'utilizzo primario: calcolatore elettronico. E cosa fa appunto Parabinomial Theorem? Calcola!
Particolarmente utile agli studenti di matematica alle prime armi, per coloro che frequentano le scuole medie inferiori e medie superiori, è possibile grazie al suo aiuto eseguire in maniera del tutto automatica il lungo e tedioso calcolo dell' espansione di potenze di binomi; infatti se per calcolare il quadrato di un binomio è necessario eseguire soltanto tre semplici operazioni (la famosa regola della somma del quadrato del primo, del secondo, e del doppio prodotto del primo per il secondo) già dal terzo grado in poi diventa più complicato, col sensibile rischio di errori di calcolo e brutti voti nei compiti di matematica. Chiarito cosa fa, vediamo come lo fa. L'applicazione permette una doppia modalità di calcolo: quella cosiddetta Standard, che non prevede coefficienti numerici che moltiplicano le variabili dei due monomi, e quella Custom, nella quale appunto è possibile personalizzare i monomi aggiungendo dei coefficienti, che purtroppo però possono essere solo numeri relativi: infatti non è possibile utilizzare né numeri razionali, né numeri reali (quindi, ad esempio, niente radici). Inoltre, è quanto mai risaputo che nella scrittura di numeri e lettere componenti un'espressione matematica, quando elevati alla potenza 1, non viene specificata appunto tale potenza, una cosa che troviamo invece in Parabinomial Theorem: una lettera elevata alla potenza 1 (ad esempio, x) viene scritta esattamente come x elevato a 1. Un altro problema, questa volta dovuto ad un bug nel progetto dell'applicazione, è quello relativo alla erronea implementazione dello slide che divide la parte di finestra con i dati di input, dalla parte di finestra che visualizza i dati di output (il risultato del calcolo della potenza), con un risultato poco gradevole dal punto di vista dei canoni Apple per le interfacce grafiche.
In definitiva, Parabinomial Theorem è un' idea interessante, utile per gli studenti che necessitano una verifica dei propri esercizi di matematica, che soffre però di alcuni peccati di gioventù (la versione è la 1.0) e che si potrebbe pensare di migliorare anche implementando altri calcoli di cui esistono delle formule facilmente trasformabili in linee di codice.
Parabivg mette a disposizione di tutti il download gratuito della propria creazione, scritta in Cocoa e Objective-C. Un augurio di buon lavoro per lo sviluppatore.
mercoledì, 24 febbraio 2010__00:06
Inviato da: Mickie

Prendere appunti su dispense cartacee significa poter far uso di evidenziatori, pennarelli, matite e post-it in tutta libertà per annotare, sottolineare, cerchiare e barrare parole, frasi o intere parti di testo al fine di rendere più agevole una rilettura del testo e permettendoci di concentrarci meglio sulle parti che troviamo maggiormente rilevanti. Se il nostro supporto è digitale, ossia un documento PDF, possiamo fare le stesse cose con Skim, senza dover ricorrere alla stampa del testo.
Skim è un lettore di PDF per Mac OS X nato nel 2007 che già all'epoca, durante la sua prima fase beta durata quasi un anno, riuscì a guadagnarsi una folta schiera di utenti grazie alle sue notevoli peculiarità e alla sorprendente facilità d'uso. Da allora ha fatto molta strada, vantando sempre più estimatori, soprattutto tra utenti che hanno la necessità di consultare testi di tipo scientifico - ma non solo - e nei giorni scorsi ne è stata rilasciata la nuova versione 1.3.4.
In questa applicazione abbiamo a disposizione un vasto elenco di strumenti e un'ampia possibilità di personalizzazione. Dopo aver selezionato una parte di testo possiamo facilmente trasferirlo su un altro documento tramite la funzione copia & incolla, possiamo sottolinearlo, barrarlo o evidenziarlo sovrapponendo il colore che più ci piace, possiamo aggiungere un cerchio, un quadrato o una freccia attorno alle parti che vogliamo porre in risalto, nonché aggiungere appunti sotto forma di post-it oppure di note ancorate, ed inoltre ognuna di queste azioni sarà elencata nella colonna a destra della nostra interfaccia grafica e funzionerà da segnalibro.
Completamente sviluppata in Cocoa, l'applicazione si integra perfettamente con tutte le risorse del nostro Mac OS X, compreso l'appoggio ad AppleScript, e tra le tante altre funzioni che ci offre (come lo zoom delle pagine o la praticissima lente d'ingrandimento) non va sottovalutata la caratteristica di poter creare delle vere e proprie presentazioni a tutto schermo, complete delle modifiche apportate, e totalmente gestibili tramite il controllo Apple Remote.
Infine, le modifiche e le note apportate al testo, non andranno ad intaccare il nostro documento PDF originale, ma sarà possibile esportare il tutto in un nuovo "PDF con note incorporate" per ritrovarle alla prossima lettura.
Leggerissimo e per nulla invasivo, oltreché semplice ed intuitivo, questo programma si avvale della localizzazione in italiano ed è un progetto Open Source rilasciato con licenza BSD, liberamente scaricabile dal suo sito. La versione 1.3.4 richiede Mac OS X 10.5 o successivi, mentre per il buon vecchio Tiger sarà necessario avvalersi della versione 1.2.7.
domenica, 14 febbraio 2010__00:04
Inviato da: BIOMAC

CLC DNA Workbench, precedentemente conosciuto come CLC Gene Workbench, è un programma di bioinformatica per l'analisi avanzata di sequenze di DNA e di Proteine. È un software professionale, utile solo a chi con queste stringhe di acidi nucleici ed aminoacidi ci lavora, ed infatti il prezzo (1.975 dollari) è sensibilmente scontato per l'ambiente Accademico (990 dollari).
Appena lanciato, il software crea un ambiente che permette all'utente di eseguire un gran numero di analisi avanzate di sequenze di DNA, RNA, Proteine, combinate ad eccellenti possibilità di visione grafica e di esportazione (anche in formato Excel oltre che liste multiple di sequenze in formato FASTA /Pearson).
Il software accede automaticamente ad un percorso definibile per il download di sequenze di DNA e di Aminoacidi (esempio:NCBI BLAST, Protein Data Bank…), e permette l'input/import di sequenze proprietarie.
Le funzioni sono molteplici: Import di sequenze anche in formato .zip o .gzip o .tar oltre che acl, clc, phr, pal, nhr, nal, cm5, aln, str, bsml; Help Alerts quando si importano sequenze Genbank o gff o la lunghezza non combacia con la sequenza vera o il nome del gene non c'è; Nell'esportazione in formato csv c'è la possibilità di settare in Locale se usare punto o virgola come separatore (virgola in USA); Il plug-in GFF è stato aggiornato per accettare annotazioni complesse; Assemblaggio di dati di sequenziamento DNA; Design Avanzato Grafico ed Algoritmico; Cloning Molecolare; Annotazioni di SNP (Single Nucleotide Polimorphisms); Allineamento e Comparazione di sequenze, Alberi di comparazione distanze filogenetiche; Ricerca di Motivi (conosciuti); Ricerca di Pattern (sconosciuti); BLAST search; Studio con Primers e Probes - Creazione di Primers, liste ; Studio con enzimi di restrizione; Plottaggio grafico (dot plot); Analisi dell'idrofobicità; Ricerca in GenBank e PubMed; Log delle analisi e delle azioni intraprese.
In questi screenshot abbiamo paragonato le sequenze di mRNA che codifica per una proteina oncosoppressore (p53) che protegge dal cancro, una di ratto norvegico e una di uomo, plottate in forma lineare l'una e e circolare l'altra. Seguono un plot di analisi della idrofobicità di una molecola di DNA, per residuo. Infine una comparazione ad albero con le distanze fra sequenze di residui DNA.
Un software completo insomma, per professionisti della genetica e della biologia molecolare. CLC DNA Workbench, appena aggiornato alla nuova versione 5.6.1, è disponibile per il download in versione trial, che al termine di trenta giorni dal primo lancio cesserà di funzionare. Richiede un Mac con Mac OS X 10.4 o successivi.
giovedì, 11 febbraio 2010__00:06
Inviato da: fragrua

Si chiama AppTrasher e (come traspare dal nome) è inevitabilmente l'ennesimo uninstaller di applicazioni per Mac. Anche se nella maggior parte dei casi non è fondamentale, è buona norma rimuovere accuratamente ogni elemento installato da un software provato e successivamente rimosso.
AppTrasher, prodotto nel nord del Belgio dalla OSX Bytes, si distingue dalla concorrenza per alcune peculiari caratteristiche. Utilizza infatti uno speciale algoritmo per la ricerca (la distanza di Levenshtein), determinando la similitudine correlata dei file, per rilevare tutti i file associati ad una applicazione ed offrirne l'eliminazione su richiesta. Basterà semplicemente trascinare un programma nella finestra principale di AppTrasher, per ottenere l'elenco degli elementi collegati, proprio come accade con AppZapper.
Un'altra interessante funzione riguarda la modalità "fantasma": attivando Ghost Mode il software, anche se chiuso, si aprirà da solo non appena un'applicazione verrà spostata nel cestino, sulla falsariga del popolare AppTrap, garantendo un consumo minimo della CPU ed una sicurezza eccellente. La modalità "avanzata" offre risultati ancora più completi, inclusi quelli invisibili, ma bisogna accertarsi della bontà dei risultati; altre opzioni permettono di selezionare automaticamente soltanto la cache o le preferenze delle applicazioni analizzate. Insomma, in un unico programma tanti strumenti per offrire risultati insuperabili.
Il software, nato solo da qualche settimana, ha già visto mezza dozzina di release pubbliche, migliorando notevolmente ad ogni update. Abbiamo testato a lungo il software, confrontandolo con utility analoghe, ed in molti casi offre risultati migliori della concorrenza al punto da candidarsi come potenziale miglior disinstallatore per Mac. Questa raccolta di screenshot testimoniano i risultati da noi ottenuti con l'utilizzo di vari software e confermano anche questa volta che per ottenere il massimo bisogna affidarsi a più di un programma.
Purtroppo di AppTrasher si ignora il prezzo, poiché essendo ancora in versione Beta è (per ora) pienamente utilizzabile e gratuito. Il download si effettua dalla pagina dello sviluppatore e si può usare per tutto il periodo del beta testing, a patto di avere almeno Leopard sul proprio Mac.
martedì, 19 gennaio 2010__00:05
Inviato da: Mickie

Riavvio col tasto C premuto o col tasto S? Ma era S o Command+S? E per connettermi al server? Per fare lo screenshot della finestra selezionata?… Chi di noi, soprattutto durante la fase di primo approccio con Mac OS X, non ha avuto qualche perplessità nel ricordare la corretta scorciatoia da tastiera da eseguire, chi di noi non ha compilato qualche post-it (cartaceo o digitale) per tenersi a mente le combinazioni di tasti maggiormente usati, o ancora meglio, chi di noi non ha mai sognato di avere un elenco completo di tutte le shortcuts utili nelle varie occasioni?
Certo, esiste l'elenco pubblicato da Apple nell'apposita sezione di supporto del sito (a patto di averlo a portata di mano al momento necessario), ma già nel 2006 lo sviluppatore Leland Scott aveva realizzato un pratico widget da installare nella nostra Dashboard contenente tutte le informazioni desiderate circa le abbreviazioni da tastiera di Mac OS X e non solo, poiché l'autore ha pensato di aggiungere al suo datastore (esterno) MySQL anche le scorciatoie utili per l'uso dell'applicazione Quicksilver e quelle per Microsoft Windows, rivolte a coloro che lo usano tramite virtualizzazione.
xCuts 1.2 (solo in lingua inglese) è pensato proprio per i nuovi utenti di Mac OS X, i cosiddetti "switcher" provenienti da Linux o da Windows, e ci offre tre comodi campi di ricerca: per categoria, in cui sotto la voce "Windows switchers" troviamo un pratico confronto tra le combinazioni di tasti usate su PC e le relative combinazioni da usare su Mac, ma anche quelle per Quicksilver, quelle per muoverci nell'interfaccia grafica del Sistema e quelle di sistema, di network ed altre ancora; per portata (Dashboard, Dock, Finder, Spotlight, startup ed altro); infine per oggetto (File, cartella, finestra, cattura-schermate, testo, applicazioni ed altro ancora).
Il widget, gratuito, funziona su piattaforma Intel e PPC, richiede Mac OS X 10.4 o successivi (l'ultimo aggiornamento di xCuts risale a ottobre del 2008), e si può scaricare dal sito Apple oppure dal sito dello sviluppatore, dove sarà possibile trovare anche altri utili (seppure un po' datati) widget e vario software.
giovedì, 07 gennaio 2010__00:04
Inviato da: thoroide

Paragon, una nota software house produttrice di tools per la gestione delle partizioni di ogni tipo, funzionante in ambiente windows, presenta ora un utilissimo tool per Mac ancora in pre-release, ma sufficientemente avanti per dare soddisfazioni.
Per il download, al momento ad uso gratuito, è necessario andare compilare un modulo e vi verrà inviato il link per scaricare CampTune for Mac OS X. Una volta ottenuto l'archivio DMG è necessario montarlo ed eseguire il programma; verrà richiesto di inserire un CD vergine, sul quale verrà masterizzato il programma.
Il CD risultante è di tipo avviabile, sarà quindi sufficiente inserirlo e avviare premendo C e attendere il boot (o il tasto ALT per selezionarlo manualmente). Il CD contiene una distro Linux ritagliata, sufficiente ad eseguire l'utility, e un command prompt di emergenza. (A questo link c'è un'immagine della schermata iniziale).
Il programma è molto semplice: una volta selezionata l'opzione per il ridimensionamento, verrà mostrato il solito slider che permette la regolazione della dimensione delle partizioni. Una volta raggiunte le dimensioni desiderate (sia per quella HFS che NTFS), avviando il tutto, avrà inizio il processo automatico di ridimensionamento. In una ventina di minuti otterrete nuove dimensioni per le partizioni MAC e WIN, senza fare backup/restore o altre attività collaterali.
Io ho provato personalmente con un MacBook partizionato inizialmente 60GB HFS+ (Mac OS X) e 190GB NTFS (Windows 7), convertendole poi in 125GB HFS+ e 125GB NTFS. In circa trenta minuti ho ottenuto il ridimensionamento con ambedue i sistemi perfettamente funzionanti.
Poiché l'operazione di ridimensionamento è estremamente rischiosa, si consiglia di effettuare un backup dei dati importanti prima di avviare il processo, tuttavia i risultati di questo test iniziale, accertano che Paragon CampTune è una utility davvero comoda e assolutamente da non perdere.
mercoledì, 14 ottobre 2009__00:04
Inviato da: fragrua

Il nuovo Data Rescue 3, già prontamente segnalato su molti siti nazionali ed esteri, è il nuovo software per il recupero dei dati prodotto dalla californiana Prosoft Engineering. L'applicazione si installa, come nelle versioni precedenti, con un semplice drag & drop, che però nel complesso quasi raddoppia di peso (20,8 MB) rispetto a Data Rescue II, l'icona del programma invece è rimasta la stessa.
Il software cambia interfaccia, ispirandosi notevolmente a quella dell'ultima versione di Drive Genius (sempre della stessa casa) aggiungendo coinvolgenti effetti grafici anche sulla visualizzazione delle partizioni di un Hard Disk. Purtroppo però, come è facile immaginare, il recupero dei dati grezzi, cancellati accidentalmente, non offrirà il nome originario del file, ma un nome che potrà essere il generico "File" seguito da un numero progressivo per i documenti audio, o i numeri della misura in pixel, sempre seguiti da una numerazione incrementale, per quanto riguarda le immagini, e così via per gli altri documenti.
Anche le prestazioni di recupero sono nettamente migliorate, almeno sotto Snow Leopard, offrendo performance superiori ai software della concorrenza. Sui nostri test, la scansione di una partizione HFS+ da 4.5 GB è durata appena 2 minuti e 10, offrendo al termine l'elenco completo dei file letti sul disco rigido. Il tempo di recupero dipenderà poi solo dalla bontà del supporto e dalla velocità di copia dei file. È inoltre finalmente possibile sospendere le scansioni e confrontare i risultati delle varie sessioni. Le migliorie includono il supporto dei dischi Apple RAID, dei drive da 1TB (o più) e la gestione per il recupero di file dalle dimensioni enormi (come le immagini disco) fino ai minuscoli, ma particolari hard link.
Il programma guadagna oltre cento nuovi tipi di file riconoscibili per il recupero. Per le immagini: JPEG, TIFF, PNG, GIF immagini Adobe Illustrator AI, EPS Camera Raw Formati CRW, CR2, NEF, DCR, ORF Photoshop JPEG, TIFF, PSD, BMP, PCS, EPS CaptureOne TIFF, RAW FreeHand EPS, Print Shop, MacDraft, MacDraw e MacPaint; per i filmati: Quicktime MOV, MPEG-1, AVI, WMV, Flash SFW Progetti Final Cut, Raw DV, Cinema 4D ed After Effects; per l'audio: General WAV, MP3, AIFF, AAC/M4A/M4P/M4B Logic LSO, progetti di Finale, Maya, ProTools, eccetera; per le e-Mail recupera i file di: Eudora, Mail di Apple, Outlook Express ed Entourage; per i file di testo ed altri sono supportati: PDF, DOC, PPT, XLS, EPS di Quark, AppleWorks, ClarisWorks, OpenOffice, Quicken, QuickBooks, FreeHand, AutoCAD, EndNote, FinalDraft, InDesign, VectorWorks, iWork 09, oltre a recuperare file generici come ASCII TXT, RTF, XML, PLIST, HTML, Postscript (non binario) Retrospect, GZ, ZIP, Stuffit, DMG finanche le resource fork dei file.
Sembrerebbero essere supportati tutti i tipi di file, ma il nuovo Data Rescue 3 ha una marcia in più, la nuova potente caratteristica chiamata FileIQ, che permette il salvataggio dei dati in base a nuovi tipi di file a lui sconosciuti "imparando" a riconoscerli da un campione fornito direttamente dall'utente. Un metodo infallibile per non porre limiti alle possibilità di recupero.
Data Rescue 3 funziona con l'ultima versione di Snow Leopard, ma si accontenta anche di Mac OSX 10.4.11 o successivi. Il programma costa 99 dollari per una licenza personale e 249 dollari per i professionisti del recupero dati. La società offre però anche un interessante bundle, come l'accoppiata Data Rescue 3 e Drive Genius 2 a 149 dollari, con un risparmio di 49 dollari.
mercoledì, 09 settembre 2009__00:07
Inviato da: Mac

Se vi piace tenere sotto controllo il vostro Mac la risposta è iStat Menus, sviluppato da iSlayer (che da anni sviluppa Widget di Dashboard e applicazioni iPhone), giunto da poco alla versione 2.0 e compatibile col nuovo Snow Leopard. iStat menus si insedia nei pannelli di controllo delle Preferenze di Sistema ed aggiunge alla barra dei menù ben 8 display di vari tipi così da poter scegliere quello che vi sembra più utile.
Ecco cosa aggiunge iStat menus:
CPU: visualizza la temperatura, il carico e le informazioni relative ad esse.
Dischi: controllo dello spazio libero e il carico dei vostri Hard Disk.
Network: controlla la banda e gli indirizzi IP.
Ram: misura l'impiego della memoria Ram e la memoria di Swap.
Temperatura: questo display controlla la temperatura e se prende fuoco vuol dire che c'è qualche problema di surriscaldamento.
Ventole: permette di controllarne la velocità e di modificarla a piacimento.
BlueTooth: vi permette di monitorare lo stato del bluetooth e di verificare la carica delle batterie del mouse e della tastiera.
Orologio: se non vi piace quello di Apple offre una più completa alternativa.
iStat Menus 2.0 è un software gratuito ed è disponibile per il download dal sito del produttore. Il software richiede Mac OS X 10.5 o successivi, l'inserimento della password di amministratore ed include la comoda funzione di uninstall.
sabato, 05 settembre 2009__00:50
Inviato da: fragrua

Tra gli accessori più interessanti di questa estate c'è sicuramente l' ECOFANPRO prodotto da Macally. Abbiamo subito comprato questo supporto da tavolo per notebook con doppia ventola di raffreddamento per testarlo intensamente. Il prodotto, realizzato in vero legno di bambù, si presenta assolutamente elegante e piacevole al tatto. Il suo "form facto" è un esempio di praticità ed ottimizzazione: le due silenziose ventole (inferiore ai 24 dB) a basso consumo ed i listelli verticali favoriscono la dissipazione termica del calore e l'espulsione dell'aria calda sul retro dello stand; la regolazione ergonomica dell'altezza offre un migliore comfort di digitazione e visualizzazione; l'alimentazione tramite porta USB non richiede alcun alimentatore esterno, per una portabilità estrema; infine l'accesso alle ventole per la pulizia o la sostituzione è facilitata grazie ad una chiusura quasi artigianale.
Il sistema di raffreddamento è davvero efficace, dopo un'ora di utilizzo senza le ventole dell'ECOFANPRO (a 25° di temperatura ambiente), la base del MacBook bianco raggiunge temperature di 55°, la CPU 60° e la scheda Airport sfiora i 70°, grazie alla ventola incorporata che ha lavorato costantemente tra i 3000 ed i 5000 rpm. Attivando l'alimentazione tramite porta USB delle doppie ventole, i valori sono calati sensibilmente in dieci minuti, indicando 30° per la parte inferiore del case, 50° sulla CPU, 65° sulla scheda Airport. Durante l'utilizzo intensivo con lo stand in azione, la ventola interna del Mac non ha mai toccato i 2000 rpm.
Il consumo della batteria del MacBook risulta praticamente invariato, poiché l'energia erogata alle due ventole da 2300 rpm dell'ECOFANPRO è in parte recuperata da un notevole consumo minore del raffreddamento interno. Il cavo USB è lungo 1 metro, lo stand misura 38 x 26 x 3,5 cm, pesa 1300 grammi e garantisce un ottimo supporto ai portatili Apple di qualsiasi misura.
L'ECOFANPRO di Macally è importato ufficialmente in Italia anche dagli amici napoletani di No Code, Ellessecom e Zero (di Salerno). A breve anche Chiaia Store comparirà sul sito Macally nella pagina dei rivenditori. Il prezzo suggerito al pubblico da Macally è di 39,95 euro. Qui trovate la nostra galleria fotografica.
venerdì, 04 settembre 2009__00:04
Inviato da: fragrua

Il tempo è sempre poco, il tempo è il nemico, è tiranno… in molti casi il tempo è denaro!
La tecnica del Pomodoro è un metodo di "gestione del tempo" che mira a far completare con successo qualsiasi tipo di compito si intenda svolgere, utilizzando il tempo a disposizione come un utile alleato, per aumentare concentrazione ed attenzione di chi è a lavoro.
Questa tecnica è diventata anche un libro (sotto la licenza Creative Commons): "Il Pomodoro" di Francesco Cirillo, disponibile gratuitamente per il download dal sito pomodorotechnique.com. La lettura di questo libro è fondamentale per capire completamente il sistema Pomodoro, e sebbene l'autore affermi che "il Pomodoro più efficace rimane il timer da cucina", in molti casi può essere comodo avercelo sul Mac, questo "banale" timer.
Pomodoro Desktop, realizzato da Ugo Landini (ex insegnante di programmazione con esperienza di responsabile dell'Education per la Sun Microsystems), è un software semplice, ma efficace, per gestire il proprio tempo basandosi proprio sulla tecnica di Pomodoro. Evitare gli sprechi, ottimizzare le risorse, e migliorare lo stile di vita lavorativo sono alcuni dei benefici ottenibili con questo strumento.
Il funzionamento generale è abbastanza prevedibile: si stabilisce una sessione di lavoro da eseguire, se ne imposta la durata e si comincia a lavorare. Un ticchettio, che all'inizio sembrerà fastidioso, aiuterà l'inconscio dell'utente a ricordarsi di avere un compito da terminare, senza turbare assolutamente la persona, anzi favorendone la concentrazione. L'inizio e la fine di ogni "round" verranno segnalati dalla voce elettronica del proprio computer.
L'applicazione si colloca semplicemente nella barra superiore dei menù del Mac, e permette fondamentalmente di fare start, stop e pausa ad un nuovo "Pomodoro", notificando gli eventi in tempo ed in maniera discreta, grazie ai messaggi di Growl o a notifiche parlate. Le preferenze dell'applicazione, suddivise in sei pannelli, offrono numerose opzioni di configurazione, l'integrazione con Growl e Twitter, il supporto ad AppleScript e gli aggiornamenti automatici.
Pomodoro Desktop, è stato aggiornato alla versione 0.27 da qualche giorno, guadagnando l'icona finale per l'applicazione e risolvendo un paio di piccoli bug. Il software Pomodoro è open source (su
github.com sono disponibili i sorgenti e le issue), si scarica gratuitamente dal sito dello sviluppatore e funziona regolarmente anche con Snow Leopard.
domenica, 12 luglio 2009__00:03
Inviato da: nirvanakurt

Oggi vi voglio parlare di un software che mi ha per ben due volte salvato la pelle… anzi i dati!
Erano circa le 24:00 quando mi ritiravo a casa e… "Errore del disco TimeMachine", vado avanti e mi viene detto che l'hard disk "ha commesso un errore di scrittura", bah mi dico. Provo ad effettuare un ulteriore backup, ma mi rendo conto che il mio MacBook non riesce più a montare l'unità disco. Utility Disco vede qualcosa (mi esce il nome dell'hardware) ma non è possibile effettuare il "repair"… chiamo in causa Tech Tool Deluxe (utility abbinata alla Apple Care) ma appena avviato il programma mi restituisce un bel punto esclamativo su sfondo rosso e mi consiglia di inizializzare (formattare in lingua winzozz) il disco… non mi arrendo e chiedo aiuto all'ottimo Drive Genius 2, ma nulla da fare, stesso esito.
Triste e sconsolato mentre decidevo se inizializzare il disco tramite Utility Disco o Drive Genius mi viene in mente un gran bel software (acquistato in un bundle nel 2007 per recuperare dei dati da un HD formattato per sbaglio durante un'istallazione di Windows) Disk Warrior 4. Rispolvero il dvd e senza troppe pretese mi accingo ad installare il programma.
Lo avvio e… magicamente il programma vede il disco (e lo chiama con il suo nome "TimeMachine") e mi spiega ciò che è successo e mi rassicura dicendo che può risolvere il tutto.
Premo il pulsante "repair" e parte il processo, poco più di 30 minuti e il disco è salvo!
Grazie Disk Warrior.
mercoledì, 08 luglio 2009__00:04
Inviato da: nirvanakurt

Il nuovo MacBook Pro da 13" a confronto! Il 13" in alluminio è stato recentemente "promosso" a modello Pro, ha guadagnato una batteria che garantisce 2 ore di produttività in più, 0.26GHz di clock arrivando quindi a 2.26GHz per il modello entry level (sul quale, in particolare, ci soffermeremo), un comodo lettore SDmemory, la tastiera retroilluminata (non presente sul modello Unibody base della precedente generazione) e l’utilissima (e per alcuni indispensabile) porta firewire 800.
Di seguito una breve comparativa utilizzando dei dati prodotti dal software di benchmark Xbench e Cinebench r10.
I modelli utilizzati per la comparativa sono:
- MacBook Pro 15" CoreDuo 1.83GHz, 2Gb Ram marca Kingstone, HD WD ScorpioBlack 320Gb 7200rpm
- MacBook "Unibody" 13" Core2Duo 2.00GHz, 2Gb Ram
- MacBook Pro 13" Core2Duo 2.26GHz, 2Gb Ram
- MacBook Pro 13" Core2Duo 2.26GHz, 4Gb Ram marca ICE, HD WD ScorpioBlack 320Gb 7200rpm
Dando un primo sguardo ai dati si nota chiaramente l’aumento generale delle performance che le macchine Apple hanno avuto negli ultimi anni.
Il MacBook Pro da 15" in esame è una macchina del 2006, forse un po’ datata, ma sicuramente ancora largamente usato con soddisfazione da numerosi professionisti e sul mercato dell’usato ha un prezzo paragonabile a quello di listino delle soluzioni 13".
…segue

Per tutti coloro che sono dotati di un server Hylafax spesso inviare fax dal proprio mac in modo semplice
è praticamente impossibile. nasce così un applicativo tutto italiano per chi vuole inviare Fax dal proprio Mac.
Grazie a questa applicazione freeware è possibile inviare direttamente i fax tramite drag & drop di files PDF o stampando sulla stampante virtuale qualsiasi tipo di documento, l'applicativo si integra perfettamente con Rubrica Indirizzi di Mac OS X permettendoci al momento dell'invio di selezionare come destinatari i contatti della nostra rubrica.
Il programma può essere liberamente scaricato da questo indirizzo:
www.gigasys.it/site/mac-fax-client.html
Per chi non avesse avesse esperienza con l'installazione di Hylafax l'azienda produce anche dei micro fax server con interfaccia web dotati di tutto il software necessario per la gestione fax sia su linea ISDN che analogica.
www.gigasys.it/site/fax-server-fax90.html
mercoledì, 01 luglio 2009__00:04
Inviato da: nirvanakurt

Vorrei parlare di questo ottimo software freeware, che non ha nulla da invidiare alle piattaforme di sviluppo professionali (qualcuno ha detto DreamWeaver?). In particolare vorrei soffermarmi sul fantastico plugin pensato per coloro che devono sviluppare siti web per iPhone (o iPod Touch). Il plugin anch'esso freeware aiuta nello sviluppo di pagine ad hoc per il “telefono” Apple, qui il link alla pagina ufficiale:
http://www.aptana.com/iphone
ICtv ha pubblicato una bellissima video guida che sicuramente sarà d’aiuto agli aspiranti web”iPhone”master:
http://www.ictv.it/file/vedi/847/creare-il-proprio-sito-per-iphone/
NB: Per installare l'Apple iPhone plug-in per Aptana Studio è necessario prima eseguire il download o l'aggiornamento di Aptana Studio 1.2.1 e poi aggiungere il supporto per Apple iPhone Aptana Studio seguendo le istruzioni a Aptana> My Aptana> Plug-Ins.
sabato, 21 marzo 2009__00:05
Inviato da: Mickie

Eh, sì, per chi lo conosce già, si tratta di un programma un po’ datato, ma se vogliamo è proprio il formato GIF a vantare una sua anzianità in questo caso, essendo stato introdotto nel 1987 e proprio per sostituire le precedenti immagini solo in bianco e nero dei computer dell’epoca.
Il GIF
è un formato di tipo bitmap con una tavolozza limitata a 256 colori massimi. Per questa sua caratteristica i GIF godono di una relativa leggerezza che unita al supporto della trasparenza dello sfondo ed alla possibilità di creare con esso delle semplici animazioni, è stato ed è tuttora un formato molto utilizzato nel web soprattutto per le immagini con pochi, ma vivaci colori (come marchi e logo aziendali), peraltro riproducibili anche con qualsiasi telefono cellulare.
GIFFun
è un’applicazione scritta in Cocoa che ci offre la semplicità e l’immediatezza tipiche del nostro amato Mac per realizzare in pochi attimi GIF animate di tutto rispetto, senza necessariamente ricorrere a programmi più completi e professionali che pur si prestano ampiamente allo scopo.
È sufficiente trascinare nella finestra dell’applicazione le immagini, preferibilmente ritagliate tutte nella stessa dimensione, direttamente dal Finder sia ad una ad una, sia tutte insieme racchiuse in un’unica cartella. Si imposterà quindi per ciascuna di esse il tempo di riproduzione desiderato (in millisecondi) e la modalità di riproduzione stessa (una sola volta, oppure all’infinito) e la nostra GIF animata sarà pronta per essere visualizzata tramite browser. Basterà quindi da qui trascinarla sulla scrivania oppure salvarla dal menu.
GIFFun è un’applicazione gratuita, interamente localizzata in italiano e direttamente scaricabile dal sito del produttore,
dove sarà anche possibile trovare un’ampia gamma di ulteriori validi prodotti.
lunedì, 09 febbraio 2009__00:07
Inviato da: Mickie

Una vera chicca di semplicità e raffinatezza questo piccolo Word Processsor per Mac OS X che racchiude caratteristiche e funzionalità atte a rendere piacevole ed efficiente il nostro lavoro di scrittura.
Non a tutti, infatti, è sempre indispensabile la ricchezza e la sontuosità delle varie suite d’ufficio, e talvolta il seppur utilissimo TextEdit può risultare un po’ scarno per i nostri scopi.
James Hoover, forse non a caso appassionato scrittore, oltre che programmatore per hobby, ci dice che il suo intento non era certo quello di sostituire i programmi più importanti, ma di ottenere un’applicazione snella, che offrisse bellezza e usabilità allo stesso tempo.
Interamente scritto in Cocoa e perfettamente integrato con l’interfaccia di Mac OS X, Bean ci offre, fra l’altro, le seguenti particolarità:
- visualizzazione in tempo reale nella statusbar del numero di parole e di caratteri scritti;
- backup manuale o automatico (anche ogni minuto) del testo in lavorazione;
- esportazione in PDF, DOC, HTML e RTF;
- ricerca e sostituzione di parole in automatico;
- personalizzazione della barra degli strumenti e del template;
- funzioni undo-redo;
- effetto zoom con l’allargamento della schermata;
- inserimento immagini;
- inversione dei colori di sfondo e caratteri;
e altro ancora. È inoltre possibile salvare i documenti in più formati, tra cui TXT, RTF, RTFD, DOC e XML, ed è possibile (ma non sempre) importare il DOC e l’XML.
L’applicazione, nata nel 2007 e recentemente giunta alla versione 2.1.0 (26 gennaio 2009) attualmente non è più localizzata in italiano, tuttavia la semplicità delle operazioni e la larga diffusione della terminologia relativa ai comandi disponibili (in inglese) non ne costituiscono un impedimento al suo utilizzo. È comunque presente nel sito un link con le istruzioni per la localizzazione in altre lingue, per chi volesse contribuire al progetto.
Bean è un’applicazione gratuita e Open Source liberamente scaricabile dal suo sito.
Universal Binary, funziona su piattaforme Intel e PPC, con SO Tiger e successivi, pesa poco più di 3 Mb e non richiede una vera installazione, pertanto sarà possibile, eventualmente, rimuoverla semplicemente trascinandola nel cestino, assieme al file: /Home/Library/Preferences/com.SevenYearsDreaming.Bean.plist.
Le icone della toolbar e dell'applicazione sono frutto della collaborazione del designer Laurent Baumann.
lunedì, 29 dicembre 2008__00:02
Inviato da: fragrua

Molti utenti Mac di vecchia data grideranno "al miracolo" quando scopriranno "Find Any File" una leggera e nuovissima applicazione di ricerca per Mac OS X. Per anni ci siamo chiesti come mai nessuno ne avesse mai realizzata una, si tratta infatti di un programma fortemente ispirato al vecchio Mela+F presente nel FInder di Panther, che per certi versi richiamava addirittura quello di Mac OS 8, scomparso con l'arrivo di Sherlock in Mac OS 9.
Chi si era abituato per anni a quel tipo di ricerca, probabilmente ancora oggi lo rimpiange, non essendosi abituato del tutto al recente, seppur potente, Spotlight. Inoltre il vecchio "find" di Panther non ometteva alcun risultato (relativo al Sistema) al termine della ricerca dei file.
Chissà forse per questioni di Copyright Find Any File non è il clone esatto del vecchio comando "Cerca" di Apple (mancano diverse opzioni, leggi commento articolo), ma chi lo proverà non ne rimarrà affatto deluso. Inoltre il programma sviluppato dal tedesco Thomas Tempelmann (famoso per l'estensione Joliet Volume Access sviluppata durante il periodo di lavoro in California) è ancora privo della localizzazione in italiano, e noi speriamo fiduciosi che prima o poi qualcuno dalle nostre parti (pratico di tedesco e inglese) si occupi con piacere di contattare Tempelmann offrendosi per la traduzione.
Il programma rilasciato appena il 26 dicembre (e già aggiornato il giorno dopo per un problema sui PPC) ha ancora qualche bug relativo alla gestione dei file tra il cestino del Finder ed i risultati di ricerca, ma verrà risolto certamente con i futuri aggiornamenti.
Il download dell'applicazione si esegue direttamente dalla pagina dedicata sul sito apps.tempel.org.
Disponibile anche su MacUpdate per maggiore sicurezza.
venerdì, 12 dicembre 2008__00:04
Inviato da: fragrua

Parallels Desktop 4.0 per Mac è un software che consente la creazione di macchine virtuali multiple su qualsiasi Mac con processori Intel.
Su queste macchine sarà possibile far girare Windows, Linux o altri Sistemi Operativi in parallelo a Mac OS X, senza necessità di riavviare il computer. Per migliorare l’esecuzione di diversi OS, Parallels Desktop include diverse utility: Parallels Transporter, Parallels Explorer, Parallels Image Tool e Parallels Compressor.
Le novità introdotte in Parallels Desktop 4.0 per Mac sono oltre quaranta e sono descritte dettagliatamente nell'elenco disponibile nel file "Leggimi" incluso nell'installer del programma.
Andrea, un nostro assiduo lettore, ci ha inviato le sue impressioni sul programma in questione, che a quanto pare è il suo strumento di lavoro quotidiano, per cui lo conosce bene ed è stato impressionato positivamente già dalle scorse versioni.
Parallels Desktop 4.0 per Mac supporta tantissimi Sistemi Operativi (Mac OS X Leopard Server 10.5.x; Windows 2008; Windows Vista (Business SP1, Enterprise SP1, Ultimate SP1 editions); Windows Server 2003 SP2, R2; Windows XP Professional SP2, SP3, Home Edition SP2, SP3; Windows 2000 Server SP4, Advanced Server SP4; Windows NT 4.0 Server SP6, Workstation SP6; Windows ME; Windows 98 SE; Windows 95; Windows 3.11; MS-DOS 6.22; Red Hat Enterprise Linux 5.0, 4.0; CentOS Linux 5.0, 4.0; Red Hat Linux 9; Fedora Linux 9, 8, 7; SUSE Linux Enterprise Server 10 SP2, 9 SP3; OpenSUSE Linux 10.3, 10.2; Mandriva Linux 2008, 2007; Debian Linux 4.0; Ubuntu Linux 8.04, 7.10; Xandros Business 4.0; Solaris 10, 9; FreeBSD 7.0, 6.2; OS/2 Warp 4.5; eComStation 1.2) e proprio per questa ragione è indispensabile in quegli ambienti di sviluppo dove è necessario saltare da un OS all'altro senza dotarsi di numerose macchine o di fastidiosi riavvii.
Segue la mini recensione…
Primo | Precedente | 1 2 3 | Successivo | Ultimo
|
|
Novità Apple sul forum
Noi siamo su Ping
Karibuni ONLUS
Atrofia Muscolare Spinale
Sezione FotoGrafica
Ne parlan tutti?
Diritti calpestati
Sostieni chi ne ha bisogno
Apple Refurbished (banner gratuito)
Apple - Pro - Trucchi per Mac OS X
Chi c'è onlineOspiti: 24 1818 Pagine Visitate 428 Visite Uniche Utenti Registrati: 14 Nuovi Utenti: 7
Entra in
Aperta 24 ore al giorno :)
Entra per chiacchierare
in tempo reale delle
prossime novità Apple
con gli altri amici del
gruppo iMaccanici.
Entrare in Chat è semplicissimo,
basta avere
un account iChat e... cliccare Qui!!!
myapplespace.com
I'm a WC
Non visitare siti anti-Mac dove la disinformazione informatica e la distorsione di ogni realtà fanno solo aumentare la loro popolarità.
Anzi, ti consigliamo se sei un utente Windows di visitare la sezione Get a Mac del sito Apple per convertirti rapidamente al Mac, un Sistema più produttivo di Linux, più stabile e più sicuro di qualsiasi Windows.
Nuovi Software su VersionTrackerSi è verificato un problema nella lettura di questo feed (vedi error.log per dettagli).
iMaccanici su YouTube
Troviamo i bambini
Un ponte per
SOS ITALIA
Marco Travaglio
|