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domenica, 27 maggio 2018__05:32

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Assolutamente inutile o indispensabile?


Esistono svariate categorie e sottocategorie di applicazioni, ognuno è libero di scegliere quella che più interessa, o che è più alla moda del giorno, oppure solamente da far vedere agli amici per provocare il loro stupore e attendere il fatidico: “OHHHhh!”
Esistono applicazioni a cui ormai non possiamo più rinunciare, per esempio quelle che ci indicano la temperatura esterna e lo stato della batteria del nostro portatile, il giochino sciocco che ci permette di sopportare il lungo viaggio andata/ritorno - casa/lavoro; ognuno di noi è il Re che decide ogni cosa nel proprio piccolo regno.
Per questo motivo ogni applicazione installata sul proprio computer è, per il suo possessore, la sua app, con la sua funzione, chi siamo noi per giudicare il gusto altrui? Come si fa a stilare una classifica su cos’è divertente e cosa no? Su cosa è utile e cosa è inutile?
Quando ho provato per la prima volta Moom, sopra la mia testolina è apparso un enorme punto di domanda, di quelli che di solito significano: “ma sono io che non capisco niente o è una applicazione geniale?”
Non ho ancora una risposta… proprio per i motivi che ho descritto nell'introduzione dell'articolo.
Questa la fredda e cruda cronaca: scaricate Moom, disponibile per il download anche in versione trial, prima, poi se vi dovesse essere aperta la porta del paradiso potete spendere allegramente 7,99 euro, spostatela nel vostro dock e clic! Fatto?
Bene. Non è successo niente? Bene!
State aspettando qualche magia? Aspettate pure fino al 12-12- 2012, tanto non succederà assolutamente niente, nessun Azteco vi darà mai la soluzione, continuate a leggere? Bravi.
Pronti? Moom è un’applicazione che permette di spostare e rimpicciolire le finestre aperte , sia con il mouse che con la tastiera a posizioni e formati predefiniti sulla nostra scrivania. Scioccati? Proseguiamo e addentriamoci nell’argomento, se con il mouse ci spostiamo sul pulsante verde del ridimensionamento apparirà l’interfaccia di Moom (mouse) che consentirà all’utente di scegliere tra cinque posizioni e formati della stessa (schermo intero, in alto ridotta a metà orizzontalmente, in basso ridotta a metà orizzontalmente, a destra ridotta a metà verticalmente, a sinistra ridotta a metà verticalmente), pazzesco, no?
Se preferiamo la tastiera, assegneremo un tasto/scorciatoia per attivare l’interfaccia di Moom (tastiera) che farà la stessa cosa? No! Che permetterà all’utente di spostare con le frecce direzionali la finestra che stiamo utilizzando a destra, a sinistra, in su e in giù, ma questa rimarrà della stessa dimensione…
A voi l’ardua sentenza… io ci sto ancora pensando!
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Un gestionale gratuito per Mac


Prendete la carta geografica del Regno Unito, cercate di individuare il centro esatto della Regione, e probabilmente non sarete molto distanti da Shiela Dixon (di cui abbiamo già scritto QUI).
Questa affascinante persona, oltre ad avere passioni comuni a molte ragazze normali (come lavorare la maglia, fare splendide fotografie o avventurarsi in lunghe escursioni) scrive applicazioni per Mac OS X, interessanti e poco comuni. Inoltre, da non sottovalutare, tutti i programmi scritti e distribuiti da Shiela sono completamente gratuiti e al massimo accettano una donazione (anche se fino a poco tempo fa richiedevano un piccolo costo per l'acquisto di una licenza).
Recentemente Organise Pro è stato aggiornato alla versione 4.11, offrendo la gestione più avanzata delle imposte sulle vendite (IVA) e una lunga serie di correzioni minori.
Come tutti i software scritti per bene, Organise Pro gira indistintamente su Mac con processori PPC e Intel; per offrire tutte le funzioni si accontenta di Mac OS X 10.4, e gira perfettamente anche sull'ultima versione di Snow Leopard (su Mac OS X 10.3 gira con funzionalità limitate). L'ideale per chi ha un Mac e una piccola impresa.
Organise Pro può tener traccia degli ordini, magazzino, dettagli dei clienti, fatture e funzionalità di base di contabilità, seguendo la filosofia dell'autrice di mantenere le cose quanto più semplice e veloce da usare possibile, lasciando la libertà di gestire la propria azienda con tutte le informazioni a portata di mano. Questa piccola applicazione, indipendente e autonoma, è gratuita ed è disponibile per il download dal sito ufficiale di Shiela Dixon.
Sarebbe bello che qualche utente italiano, magari nostro lettore, si offrisse con lo stesso entusiasmo della sviluppatrice, per effettuare la localizzazione del software nella nostra lingua. Contattare Shiela è facile, c'è l'apposita sezione sul suo sito: peacockmedia.co.uk.
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Trovare i dispositivi nella propria rete


Segnalato oltre un mese fa da MD nel nostro forum, abbiamo deciso di testare la versione Pro di IP Scanner ottenendo buoni risultati.
Il software, come chiaramente traspare dal nome, consente la scansione della propria rete domestica o aziendale, ricavando interessanti informazioni sull'identità e sull'utilizzo dei dispositivi connessi alla rete e sugli iP delle macchine virtuali.
Una lista immediata di chi è collegato permette l'individuazione di potenziali intrusi, inoltre non è un fattore secondario la possibilità di personalizzare i nomi dei dispositivi riconosciuti, proprio perchè in alcuni casi si rivela imprecisa non riconoscendo correttamente tutti gli "ospiti" della rete, è il caso di alcuni router o decoder che vengono confusi con dispositivi di altro tipo.
La versione Pro costa circa 28 euro e permette di identificare tutti i dispositivi superando il limite dei 6 IP offerti dalla versione gratuita di IP Scanner, che comunque può soddisfare una comune rete casalinga.
IP Scanner è disponibile su App Store per il download gratuito, o sul sito 10base-t interactive (in bundle con IP Broadcaster) per chi non avesse i requisiti software necessari per accedere al negozio di Applicazioni di Apple.
Una curiosità: Eric Redlinger (co-fondatore della software house) è anche un ottimo suonatore di liuto, che con Sylvia Rhyne (affascinante soprano) interpreta magistralmente l'arte della musica medievale.
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Alternativa flessibile a SpotLight


Avete problemi a tenere in ordine i dati?
Siete degli sviluppatori che dimenticano dove hanno dichiarato le variabili?
Non ricordate quante sono le ricette che usano la cannella come ingrediente, e che avete memorizzato nel Mac di vostra suocera collegato in rete con il vostro?
Xtralean, già famosa per ImageWell e ShutterBug, propone per soli 9.95 dollari un'alternativa migliore e più flessibile a Spotlight. In effetti, DataLore è un file manager alternativo al Finder, ed incorpora la funzione di ricerca, con un front-end abbastanza simile ad Explorer sotto Windows.
L'utilità di raggruppare Spotlight e Finder nella stessa finestra rende l'uso agevole, soprattutto per quelli che trovano scomodo andare a cercare le utilities in un punto dello schermo lontano dal contesto in cui si opera.
Inoltre, DataLore permette di selezionare il contesto in cui viene effettuata la ricerca, permettendo di scegliere l'unità disco locale, esterna o addirittura remota via rete.
Potete vedere DataLore in azione seguendo questo link http://datalore.ca, mentre potete acquistare il prodotto direttamente dal sito della Xtralean o effettuare il download della versione di prova della durata di una settimana.
Dulcis in fundo, DataLore è gratuito nella versione 1.1 per utenti Mac PowerPC.
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Nuovo toolkit per supporti multimediali


Nonostante i supporti ottici CD/DVD sembrino destinati a scomparire inevitabilmente, nella giornata di ieri Roxio ha rilasciato l'ultima versione della sua fortunata Suite per la masterizzazione (e molto altro) su computer Apple. Da sempre Roxio definisce lo standard per la masterizzazione di CD, DVD e dischi Blu-ray su Mac.
Le novità introdotte in questa undicesima major release sono davvero numerose: l'interfaccia utente è stata rinnovata ed offre esercitazioni video integrate nell'applicazione con la possibilità di stampare il PDF del documento che accompagna ogni video tutorial; condivisione con un clic su Facebook, YouTube e Vimeo; esportazione in formati FLV o F4V per formati HD Adobe Flash, MKV e DivX Plus; finalmente viene introdotto il supporto per masterizzatori multiple (funzione prima disponibile solo con Dragon Burn) ed il supporto per i sottotitoli; importazioni dirette di AVCHD dalle videocamere HD senza lunghe conversioni, inoltre la tecnologia VideoBoost (che richiede una scheda video compatibile NVIDIA e 4 GB di RAM per prestazioni ottimali) offre una rapida codifica video H.264 con profili di esportazione dei video personalizzati verso i propri dispositivi di riproduzione (iPad, iPhone, eccetera).
La suite include (come sempre) alcune applicazioni importanti, anche se spesso in versione ridotta: Spin Doctor, Disc Cover 3 RE, DiscCatalogMaker RE, Get Backup 2 RE, TiVoToGo, ma giustamente perde Streamer, un software che praticamente non ha mai funzionato a dovere.
Toast 11 Titanium offre adesso un motore di aggiornamento automatico per ridurre le dimensioni di download e costa 99,99 euro, mentre la versione Pro, che alla versione base aggiunge cinque potenti applicazioni per supporti digitali, costa 144,99 euro (anche se in versione aggiornamento da precedenti acquisti è possibile risparmiare qualcosa). A queste cifre bisogna aggiungere poi 14,99 euro per la spedizione, se si desidera acquistare la scatola del software contenente una copia di backup masterizzata su supporto fisico.
I programmi aggiuntivi offerti da Toast 11 Titanium Pro sono: Adobe Photoshop Elements 9 (il software di editing foto più venduto), FotoMagico 3 RE (per fantastiche storie in HD), il plug-in Blu-ray Disc (per l'authoring di video DVD e Blu-ray), SmartSound Sonicfire Pro 5 (per la creazione di brani musicali personalizzati), BIAS SoundSoap 2 SE e il nuovo plug-in Toast (per la pulizia dell'audio).
Toast 11 Titanium è localizzato anche in italiano, francese, tedesco e spagnolo, richiede un Mac Intel con 1GB di RAM e almeno Mac OS X 10.5. Altre informazioni per l'acquisto ed il download sono disponibili sul sito ufficiale.
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Collezionisti unitevi!


Il collezionismo è una passione violenta, che prende le viscere e non ti lascia più.
Dai tappi ai francobolli, passando per i fumetti, le bustine di zucchero, le figurine, per arrivare alle opere d’arte o alle automobili, fino a che ci sarà il “pezzo” nuovo o mancante il collezionista bramerà e si struggerà fino ad averlo.
Se si colleziona, uno degli aspetti più belli e goderecci è ammirare e rimirare il proprio tesoro. iCollect Bank Notes (nella nuova versione 2.0) viene in aiuto dei fanatici delle banconote di carta… i soldi, si!
Applicazione pesantina (21.3MB su disco), ma potente, aiuta a catalogare, ordinare, classificare i propri denari. Interfaccia alquanto scarna, ma funzionale. iCollect Bank Notes 2 promette meraviglie in fatto di velocità ed efficienza nel tenere in ordine la propria collezione di banconote. Fotografate la vostra banconota sui due lati e scaricate le immagini dalla fotocamera, trascinate le immagini nella finestra che si aprirà dopo aver selezionato “new”, sì come una playlist di iTunes, sì! E comincerete con l’avere le dimensioni reali del pezzo di carta rettangolare e il numero di banconote registrate nell’applicazione. Effettuato questo semplice passo viene il bello, avrete veramente da lavorare, in quanto iCollect Bank Notes vi permetterà di immettere una quantità smisurata di informazioni, dal paese di provenienza, al numero di serie, le note personali, dare una categoria, una sottocategoria, l’anno, la descrizione, il valore totale delle banconote immesse (questo lo calcola in automatico, fiiuuu… !), la banconota di maggior valore immessa, il periodo, il valore rispetto alla rarità del pezzo e ancora e ancora e ancora informazioni.
Altra piccola “goduria” è la visualizzazione della banconota, se si clicca sull’immagine la stessa viene visualizzata prima davanti, poi dietro, poi davanti, poi… veramente libidinoso!
Usare l’applicazione da professionisti è davvero semplice e immediatamente non vorrete più separarvene. La versione demo permette di registrare fino a 5 banconote, mentre quella a pagamento (47 euro, cavolo!) non ha limiti ed è per voi collezionisti pazzerelli, che dopo aver provato questa piccola meraviglia di efficienza non vorrete più fare altro nella vita. Per tutti gli aspiranti Paperon de' Paperoni.
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Bragagnolo: da Ping! a Script


Molti nostri utenti frequentano periodicamente il blog Ping! dell'amico Lucio Bragagnolo (in arte Lux) legato al sito italiano di Macworld, e proprio costoro avranno già scoperto che si è chiuso un altro importante capitolo per quello che rimane della testata storicamente più amata dai Mac User italiani.
L'eleganza di Lux, nell'accomiatarsi dalla rivista, non tradisce il suo abituale stile di comportamento caratterizzato da cortesia, tatto e affabilità: "La mia generazione ha dovuto imparare che sbagliare un disegno su un foglio di carta comporta la spesa di un foglio di carta e sbagliare un disegno sullo schermo invece non comporta niente, si rifà e basta" Lucio si congeda così ed invita i suoi lettori a seguirlo ancora "Nel mondo digitale ciò che conta veramente sono le idee e il loro contenitore ha importanza assai relativa. È così che le mie idee spero continuino a contare qualcosa, anche se il contenitore cambia. Da ora Ping! diventa Script e le mie intemperanze quotidiane risiederanno lì".
I ringraziamenti al reparto tecnico di Idg, Nuov@ Periodici e Just Be non si fanno aspettare, ed anche quelli ai suoi amici e sostenitori Enrico Lotti, Francesco Pignatelli, Marco Tennyson, Paolo Morati e tutti gli altri.
Si scorge tra quelle righe un velo di nostalgia, l'aspro sapore di chi ha visto quasi nascere Macworld.it che all'improvviso s'è dimostrato il gigante dai piedi di argilla (o il vitello dai piedi di balsa) che nessuno sospettava. Eppure Lucio è instancabile, lavora di giorno scrive di notte e probabilmente dorme poco o per niente. Ma soprattutto sembra veloce, dinamico e sorprendente. Purtroppo non ho la fortuna di conoscerlo di persona, ma ho il forte sospetto che in comune abbiamo il piacevole destino di dover passare la vita a risolvere i problemi altrui, con il sorriso sulle labbra e la disponibilità di chi risponde sempre a chiunque, nel bene o nel male.
Sul nuovo blog Script, ospitato da iCreate magazine, Lucio esordisce: "In questi anni ho dialogato con tante persone, in amicizia, in polemica, in confronto, in tutti i modi possibili. Sarà bello in questa nuova casa dialogare anche più a tutto campo con chi vorrà. La porta è sempre aperta, la mia posta elettronica pure", questa disponibilità fa la differenza con altre "grandi penne".
In bocca al lupo, Lucio.
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Link brevi su bit.ly!


In molte occasioni può rivelarsi utile, se non addirittura indispensabile, cambiare un indirizzo web troppo lungo con uno più corto per poterlo inserire con maggiore comodità in un commento, o per inviarlo tramite e-mail.
Alcuni esempi sono di tutta evidenza, come i link generati da Street View di Google Maps, oppure quelli "impossibili" di Wikipedia, che spesso e volentieri contengono caratteri particolari (tipo le parentesi tonde) che non vengono riconosciuti come cliccabili in molte occasioni.
Per questo motivo nascono (come funghi) siti che si occupano di accorciare gli URL: tra i più famosi TinyUrl e SnipUrl, ma anche DigBig, doiop, ElfURL e goo.gl. Di solito basta copiare l'indirizzo lungo, aprire il sito che offre il servizio di snipper, incollare il link lungo, cliccare su un bottone, e se non si devono inserire codici Captcha o altri sistemi Anti-Bot, selezionare l'URL corto e copiarlo negli appunti. La nuova applicazione Short URL, sviluppata dalla britannica Code Drop, permette velocizzare notevolmente quest'operazione, aiutando l'utente a ridimensionare l'indirizzo web attraverso uno strumento gratuito che, una volta lanciato dal Dock, è in grado di catturare il link lungo (precedentemente copiato) e fornire con un clic il link breve (generato dall'affermato servizio bit.ly disponibile normalmente attraverso un web browser).
L'interfaccia di Short URL è limitata ad una piccola finestra, con un pulsante per accorciare il link ed uno per copiarlo. Quest'ultimo non si rivelerà necessario quando si abilita la funzione di copia automatica, che all'apertura dell'applicazione si occupa di catturare il link e di copiare il nuovo quando si esegue lo "snipping". Inoltre è possibile impostare l'applicazione affinché esegua il login con un account registrato piuttosto che con uno generico.
Lo strumento ideale per chi inserisce quotidianamente collegamenti brevi su Twitter, YouTube, blog, microblog, forum e molti altri. Short URL è disponibile per il download su App Store e di conseguenza richiede un Mac con la versione 10.6.6 di Mac OS X installata.
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Addio foto scialbe!


Un saluto a tutti, sono qui su iMaccanici, fabio cf e per quanto possa essere ancora un "lurido switcher" invece di foto e fotoritocco ne so un po'. Visto che qui la fotografia non è proprio una passione unanime comincerò dall'inizio: Cos'è un HDR.
In parole molto semplici è un sistema per risolvere l'annoso problema dei fotografi, ovvero è meglio privilegiare le luci o le ombre? Con le luci troppo forti non avrò mai dei bei cieli ma se scurisco le luci allora le ombre diventeranno nere e perderanno tutti i particolari…
E allora? Allora gli HDR (High Dynamic Range) si ottengono scattando una serie di fotografie con la medesima inquadratura (meglio usare un cavalletto) ma con esposizioni variabili e sovrapponendo il tutto, con un software di fotoritocco, in un unico file. Le esposizioni degli scatti varieranno da una foto fortemente sottoesposta (quasi nera) ad una talmente sovraesposta, cioè quasi bianca. Già vi sento, laggiù in fondo… sì che noia, il cavalletto, il peso, la ragazza che non si ferma… (vanno rese partecipi o addestrate che dir si voglia), le vacanze di 2 giorni soltanto… E qui entra in gioco HDRtist Pro dai creatori di Permissions Reset e che consente di fare tutto o quasi anche con una sola foto quando oramai siete tornati a casa e le ferie sono solo un ricordo.
L'applicazione è molto "Mac Style" e questo non guasta, una volta lanciata apre un pannello che consente anche di trascinare le nostre immagini o cercarle per le nostre cartelle col classico +. Un ulteriore menù, diviso in tre pannelli, consente molti tipi di setting, da quelli predefiniti con un clic ad un aggiustamento fine e personalizzato con una bella serie di cursori, che ricorda una versione semplice di Aperture e/o Lightroom.
A chi è destinato questo programma? Forse non ai professionisti, ma a tutti quelli che vogliono avvicinarsi alla fotografia in modo diverso dal solito piatto album di 10x15, per chi vuole iniziare a fare una selezione dei propri lavori. Mi sento di consigliarlo ai più svogliati perché veramente semplice da usare, anche se non localizzato in italiano.
Per i più volenterosi c'è Gimp complicato ma gratis, che non è poco visto il costo di Photoshop che è sempre complicato e appunto vuole (e vale) un sacco di soldi, come tutti i programmi seri e molto belli. HDRtist Pro è disponibile per il download dal sito ufficiale in versione demo ed il costo di una licenza è di 29.99 dollari.
Io sono qui invece: www.flickr.com/photos/obelix_1962/.
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Un napoletano a Londra


Secondo le più diffuse indiscrezioni, la presentazione del nuovo tablet Apple del 2011 introdurrà solo alcune novità secondarie e una rifinitura differente, senza stravolgere più di tanto l'iPad (più sottile e leggero, uno schermo migliore, una iSight frontale, il supporto a FaceTime e un ingresso USB). Eppure molti confidano in qualcosa di più interessante al keynote che si terrà allo YBCA (Yerba Buena Center for the Arts).
È di dominio pubblico che la presentazione di mercoledì prossimo verrà seguita anche a Londra tramite una trasmissione via satellite. Lo testimoniano le maggiori testate giornalistiche direttamente coinvolte, ed a quest'ora tutti i personaggi europei accreditati avranno sicuramente ricevuto l'invito ufficiale da parte di Apple per l'evento londinese del 2 marzo.
La novità è che quest'anno il nostro amico Giancarlo Fimiani è stato l'unico, tra i rivenditori italiani, ad essere stato invitato a Londra per assistere all'evento, notizia quest'ultima di grandissima soddisfazione e che gratifica, almeno moralmente, gli immensi sforzi che lo staff di R-Store ha fatto (e sta facendo) in questi anni per diffondere ed espandere in Campania i prodotti made in Cupertino.
Senza nulla togliere agli amici di No Code e Zero Store, la catena di Apple Premium Reseller del gruppo R-Store (che vede negozi a Napoli, Caserta e Pontecagnano) può contare su vent'anni di esperienza nel settore, visto che nasce da una costola di Comprint, azienda leader nel Sud per la commercializzazione di prodotti nel mondo delle Arti Grafiche, Macintosh inclusi.
Sacrifici che nel tempo portano a risultati invidiabili, persone che dedicano decine di ore straordinarie alla passione per il lavoro, napoletani che si distinguono dai luoghi comuni e che fanno di tutto per ridare un onore a questa città! Ecco cosa c'è dietro allo scontrino di un nuovo Mac comprato dalle nostre parti!
Con la speranza che Giancarlo si diverta e ci invii qualche foto da postare nel nostro forum, gli auguriamo un grande "in bocca al lupo" e lo aspettiamo speranzosi il 4 marzo al nostro incontro maccanico che si terrà a Gragnano venerdì prossimo (4 marzo).
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Scontrini, garanzie e medicinali sotto controllo


Può capitare a tutti di perdere lo scontrino di un prodotto prima della scadenza della garanzia, e doversi rassegnare a non poter beneficiare di questo diritto, qualora dovesse essere necessario, a causa della propria sbadataggine. Per la maggior parte dei prodotti non c'è un solo documento: scontrino, il certificato di garanzia, i documenti delle avvenute riparazioni e forse una garanzia aggiuntiva o un'estensione della stessa.
Warranty Hero è un noto programma per Mac che offre una pratica soluzione per l'archiviazione di tutte queste preziose scartoffie, e avvisa automaticamente sulla scadenza, tenendo conto anche dello stato di salute dei medicinali e di qualsiasi prodotto soggetto ad un termine ben preciso.
Recentemente Nodhead Software, dopo un anno di lavoro, ha rilasciato l'aggiornamento alla nuova versione 2.0, che purtroppo (come molti software sbarcati sull'App Store) perde la versione demo e diventa un'applicazione commerciale; l'interfaccia utente è stata completamente rivista con una maggiore interazione rivoluzionaria; le categorie presentano nuove icone appositamente predisposte per l'uso; introduce la possibilità di aggiungere campi personalizzati per i propri prodotti; è possibile aggiungere i file PDF, allegare file o immagini da sfogliare come pagine e molto altro…
Warranty Hero 2 è semplicissimo da usare e costa 11,99 euro. Offre la localizzazione nativa per le seguenti lingue: Inglese, Tedesco, Italiano, Ucraino, Russo, Cinese semplificato, tradizionale e parzialmente in Francese. È disponibile per il download solo su Mac App Store.
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Composizione e notazione musicale


I musicisti che vogliono comporre musica col Mac, seguendo gli standard imposti da quanto imparato al conservatorio, spesso sono costretti ad acquistare programmi specifici come Sibelius e Finale. Prodotti che costano centinaia di euro e che certamente si presentano in maniera più rigida e professionale rispetto a Garage Band di Apple, nato invece per portare la musica a tutti gli utenti che magari non hanno mai fatto nemmeno un solfeggio.
Da un paio di settimane è finalmente arrivata la versione definitiva di MuseScore anche per Mac, un programma multipiattaforma di notazione musicale WYSIWYG (What You See Is What You Get, letteralmente "quello che vedi è quello che ottieni") che soccorre tutti quei giovani musicisti che non possono investire troppo denaro in un software per la composizione e notazione musicale.
MuseScore certamente non dispone di tutte le funzionalità dei due potenti software di cui sopra, ma è molto più semplice ed offre tutti gli strumenti necessari per editare gli spartiti musicali con il computer. È capace di soddisfare anche il compositore o il trascrittore esigente.
Ecco le principali caratteristiche: le note si inseriscono facilmente in un foglio musicale virtuale; gestisce un numero illimitato di pentagrammi e fino a quattro voci per ognuno; permette l'inserimento delle note da tastiera, mouse o con una tastiera MIDI; ha sequencer integrato e sintetizzatore software FluidSynth. Altre caratteristiche sono la posizione automatica dei gambi negli accordi, la simbologia per le percussioni e i gruppi di note tra i pentagrammi; offre inoltre l'importazione ed esportazione di file MusicXML e file MIDI Standard (SMF) e in più è completamente gratuito.
MuseScore è localizzato in quasi trenta lingue, tra cui l’italiano, ed è disponibile per il download per Mac, Windows e Linux sotto licenza GNU GPL. Sul sito ufficiale c'è un ampio supporto del software in lingua italiana, con interessanti manuali, esempi, tutorial e argomenti avanzati da trattare con gli utenti che frequentano il forum.
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Il Terminale sempre e ovunque


DTerm è una piccola applicazione, per certi versi straordinaria, che fornisce rapidamente una riga di comando del Terminale ovunque, integrandola direttamente sull’interfaccia grafica di Mac OS X; è sensibile in tutte le applicazioni con il semplice tocco di un tasto.
Invece di operare in un'applicazione separata, DTerm incrementa la produttività offrendo la linea di comando nel normale flusso di lavoro dell'utente e riducendo l'ingombro sullo schermo.
In pratica DTerm, grazie ad una abbreviazione da tastiera (di default cmd+shift+invio, ma personalizzabile) permette di aprire una piccola finestra "HUD style" dove lanciare i comandi da Terminale. Logicamente non è lo strumento che farà la felicità dei più comuni utenti Mac, ma potrebbe rivelarsi insostituibile per chi fa del Terminale il proprio strumento di lavoro quotidiano. Altra ottima caratteristica è l’autocompletamento che viene visualizzato in un menù a tendina.
Decimus Software, la società di software indipendente che produce DTerm, ha recentemente rilasciato l'aggiornamento alla nuova versione 1.5 che aggiunge il supporto per iTerm 2; migliora l'utilizzo con più applicazioni; risolve un problema che impediva al programma di utilizzare correttamente l'aggiornamento automatico; infine apporta altre modifiche generali, migliorie e correzioni minori.
DTerm 1.5 è disponibile per il download gratuitamente dal sito dello sviluppatore, richiede Mac OS X 10.5 e gira nativamente su Mac PPC e Intel.
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Il lanciatore più veloce è tedesco


Michael Göbel, lo sviluppatore germanico di MOApp Software Manufactory, ha rilasciato pochissime ore fa un altro piccolo software, che (nonostante egli stesso sottolinei non essere in diretta concorrenza con altri programmi analoghi) si pone evidentemente in competizione con Quicksilver, il popolare launcher di applicazioni (e altro) che ha letteralmente stregato i suoi utenti.
Inizialmente la strada di MOAppsAppLauncher verso successo non sarà in discesa per almeno un paio di buoni motivi: il primo riguarda proprio il nome dell'applicazione (difficile da ricordare e scomodo da pronunciare), il secondo è dovuto alla mancanza del riconoscimento delle applicazioni dai nomi localizzati. Ad esempio per lanciare Anteprima.app bisognerà ricordarsi che il nome vero è Preview.app.
Ma i punti a favore non sono da sottovalutare: è veloce, velocissimo, davvero veloce! È leggero, consuma poche risorse ed infine è completamente gratuito.
Purtroppo (per chi non ha un Mac OS X aggiornatissimo) si scarica solo dall'App Store di Apple e si installa automaticamente (come tutte le App disponibili); dopo una rapida indicizzazione iniziale è pronto a lavorare, basta battere invio dopo aver scritto i primi caratteri di un software e col tempo impara da solo migliorando fino a poter digitare solo la prima lettera; offre nelle preferenze la personalizzazione delle abbreviazioni da tastiera e la possibilità di scegliere cartelle aggiuntive di applicazioni.
La reattività di MOAppsAppLauncher è infatti facilitata dal fatto che il software si occupa solo ed esclusivamente di avviare applicazioni (è un launcher): non è stato creato anche per cercare documenti, non gestisce gli appunti, non include una calcolatrice… non fa nemmeno il caffè! Lancia semplicemente i programmi e lo fa bene.
Attualmente è disponibile solo in inglese, ma tutto sommato non è grave per un programma che fondamentalmente… non si vede!
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Siete in crisi? Niente paura!


Non riuscite ad arrivare a fine mese? Quando guardate lo stipendio vorreste emigrare in un’isoletta calda del pacifico? Costume, infradito, mare e un baretto sulla spiaggia, lasciando moglie/marito e figli a casa a chiedersi dove siate mai andati a finire??? Tra un paio di scarpe, un giubbino nuovo e una vacanza DOVETE scegliere la bolletta del gas o le spese condominiali? BENVENUTI!!! Siete nelle stesse condizioni del settanta per cento degli Italiani, arrabbiati, confusi, ma mai domi… Tanto una soluzione la si trova sempre!
In questo funesto momento ci viene in soccorso Cristian Klenie, famoso blogghista, sviluppatore di app e twittomane, che probabilmente ha coscienza che in questa situazione fastidiosa non ci siamo solo noi Italioti.
Store News è un’app veramente utile e furba, una “finestrella scaccia crisi”. Applicazione gratuita (download): ci offre la possibilità di individuare le app che giornalmente vengono scontate nell’App Store. Dopo averla scaricata e aperta troveremo sulla nostra scrivania l’essenza della semplicità, una finestrella che ci elencherà le app che sono state abbassate di prezzo, il prezzo originale, quanto risparmieremo e per quelli proprio stirati, quelle gratuite.
Cliccando l’app scelta si aprirà l'App Store ed in un battito di ciglia avremo accesso al nostro desiderio, risparmiando importanti soldini.
Non c’è altro da dire se non ringraziare lo sviluppatore attento al fabbisogno giornaliero di noi Mac-fan che ci venderemmo un rene per l’ultima app o per l’ultima trovata geniale dei nostri “Dei Californiani”.
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Non si sente? Allora… Boom!


Noi siamo il marchio perfetto per tutti gli utenti Apple-addicted, per i quali vogliamo creare qualcosa di eccezionale, per rendere ancora "meglio spesi" i propri soldi per un prodotto della mela.
Questa, con qualche personale modifica, la presentazione della Global Delights Technologies, già nota su questi lidi e recentemente ritornata alla ribalta internazionale del pianeta Apple, per essere stata premiata al Macworld expo 2011.
Il premio se l'è guadagnato per l'applicazione Boom che è un "semplice" amplificatore di volume, capace di aumentare i deboli segnali audio in entrata nel nostro computer, per rilanciarli ad un più alto volume. Vi segnalo anche la scelta delle parole di Bob Marley "One good thing about music, when it hits you, you feel no pain, che commentano l'applicazione nella home page.
Ma a cosa può servire Boom? Pensiamo ai nostri mp3 rippati in malo modo che, anche al massimo del volume, facciamo fatica ad ascoltare; pensiamo al film che abbiamo rippato ancora in malo modo, durante la visione del quale ci perdiamo la battuta più divertente; pensiamo ad un video di youtube registrato male; pensiamo alla nostra video chat o alla nostra teleconferenza, durante le quali non riusciamo a cogliere tutte le parole e magari quelle fondamentali; pensiamo ai nostri giochi preferiti, durante i quali la musica e/o gli effetti sonori sono parte integrante, se non fondamentale, del divertimento.
Diciamoci la verità: gli altoparlanti integrati nei nostri Mac non sono all'altezza della qualità dei Mac stessi e non sempre possiamo avere a disposizione Klipsch o Audio Pro, sia perché costano una cifra, sia perché non possiamo portarcele dietro con il nostro portatile. E allora usiamo Boom, che non è solo capace di aumentare il volume, ma ci fornisce anche un equalizzatore con diversi livelli di personalizzazione.
Per girare, quest'applicazione ha bisogno almeno di Leopard (aggiornato alla 10.5.8) sotto PPC G4 1.5GHz con almeno 1GB di RAM o superiori, ma è raccomandata per Intel Core 2 Duo 1.83GHz con 2 GB di RAM o superiori.
Come funziona? Sai aumentare il volume del tuo Mac? Bene, allora saprai operare anche su Boom. Infatti, una volta installata, l'applicazione si posiziona nella barra dei menu di MAC OS e funziona in maniera del tutto sovrapponibile, con un potenziometro a trascinamento. Tra le opzioni, possiamo anche selezionare i file audio che vogliamo potenziare e sincronizzarli con i nostri iOS device.
Sul sito, una sezione di live trial ci permette di verificare le potenzialità dell'applicazione, in modo da poter consapevolmente scegliere se merita il nostro download di circa 9 MB e, in aggiunta, è possibile anche scaricare una versione trial che ci potrà ulteriormente confermare se merita i 4,99 dollari del costo dell'applicazione come single user o i 6,99 dollari della versione Home Pack (per due Mac). Hai più di 2 Mac? Scegli la Family Pack a 9,99 dollari (per 5 computer).
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Abracadabra


Houdini, ultimo di cinque figli di una "rumorosa" famiglia di immigrati ebrei, aveva scoperto il fascino della magia nel Wisconsin, quando era ancora bambino. La sua capacità di sfuggire e divincolarsi da ogni gabbia, affascinando il pubblico con le sue sfide alla morte, lo rese celebre in tutta l'America e non solo.
Proprio al più grande illusionista di tutti i tempi, che nel 1900 conquistò anche l'Europa, ElementNinety3 dedica il suo programma di gestione dei file invisibili per Mac.
Houdini è un programma con la funzione di nascondere i dati che si desiderano mantenere privati e proteggere da occhi indiscreti consentendo di sfruttare al meglio le capacità di Mac OS X di nascondere gli elementi.
Houdini permette di creare, accedere, spostare, mostrare o cancellare cartelle e file nascosti, e quindi di avere la piena padronanza dei file nascosti in Mac OS X; la possibilità di commutare la visibilità dei file in un click col tasto "Toggle File Visibility"; visualizzare i file nascosti con il pulsante "Browse Hidden Files"; utilizzare le abbreviazioni da tastiera per attivare i file invisibili; e tramite l'applicazione stessa creare nuove cartelle nascoste, trascinare in esse i file, aprire file, creare file di testo ed esplorare file di sistema e di musica degli iPod.
La nuova versione 1.0 (che in effetti sarebbe la 3.0.2) è stata rilasciata solo il 17 gennaio e finalmente supporta completamente Snow Leopard. Houdini è un'applicazione semplice e senza richieste particolari, si accontenta infatti di Mac OS X 10.4. È gratuita ed è disponibile per il download dalla pagina ufficiale dello sviluppatore.
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Nascondere la scrivania


Peter Maurer fin da piccolo ha avuto una forte passione per la creatività, dalle costruzioni Lego ai fumetti, poi da semplici giochi per Atari ST fino ad oggi con applicazioni per Mac e iOS. Per lui non c'è niente di meglio di un'idea o di un sogno che diventa realtà. È il fondatore di macosxhints.com e da cinque anni è nel libro paga della rivista americana Macworld.
Con il nome di Many Tricks ha realizzato alcuni software interessanti, tra cui il recentissimo Desktop Curtain, un semplice strumento per nascondere gli elementi che occupano la scrivania del Mac. È perfetto per insegnanti, presentazioni, autori, sviluppatori e per chiunque altro odi il disordine o abbia la necessità di effettuare screenshot o condividere lo schermo con uno sfondo pulito.
Desktop Curtain (versione 2) costa pochi spiccioli (1,59 euro) sull'App Store di Apple ed occupa pochissime risorse. È praticamente invisibile e una volta attivo si richiama cliccando con il tasto destro sulla scrivania, che intanto risulta vuota.
Si installa per trascinamento e funziona in background senza farsi vedere tra le applicazioni aperte. Permette inoltre di utilizzare uno sfondo a colore pieno, di applicarsi ad uno o più ambienti di Spaces o su uno o più display.
Lo sviluppatore ha avuto la scelta condivisibile di rendere disponibile per il download una versione "classic" dell'applicazione (versione 1.5.1) per gli utenti che non vogliono le funzionalità aggiuntive della versione 2 (che sono tante altre ancora) e che non sentono la necessità si spendere soldi solo per nascondere il proprio desktop.
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Date un’anima al vostro iPhone!


I giapponesi sono stati soppiantati! Abbiamo avuto un ventennio in cui hanno invaso le nostre città più modaiole, saccheggiando negozi haute couture, mangiando nei ristoranti più esclusivi e camminando come se stessero sciando a spazzaneve, hanno cercato di emulare l’italian style in ogni modo e maniera. Allo stesso tempo hanno sfornato per noi (artisti, cantanti e pizzaioli) favolose invenzioni tecnologiche.
Se passeggiate oggi nel centro di Milano o Roma troverete, invece di piccoli samurai dagli occhietti a mandorla, giganteschi omoni con donne altissime e biondissime, quasi finte tanto perfette: russi ed ucraini. Sono loro i nuovi ricchi, sono loro che hanno il monopolio delle strade del centro, sono loro che hanno sviluppato questa applicazione che ha la pretesa di conferire un’anima al nostro amato melafonino, sono loro che vogliono soppiantare i Giappo, anche tecnologicamente parlando, ma…
Con sede a Kiev la MacPaw Inc. (formata da quindici, giovanotti/e veramente giovani) è una nuova società indipendente, in pratica un piccolo gruppo di persone appassionate specializzate nello sviluppo di software utilizzando tecnologie MacOS X.
Ensoul non è altro che un’applicazione che ci permetterà di gestire i wallpaper e le immagini dei contatti per il nostro iPhone a tutto schermo e con una qualità eccelsa. Tutto qui? Quasi. La particolarità dell’app (costa 7,99 euro su App Store) permette all’utente (spendaccione) di creare immagini a schermo intero dei propri contatti, sincronizzandoli con iTunes, di poter modificare le stesse con efficaci e gradevoli filtri, cambiandone a piacere la dimensione, ruotando, oppure decentrando l’immagine per evidenziare il particolare che ci stuzzica maggiormente. Anche per quanto riguarda i wallpaper, le azioni sono le medesime e oltre ad avere una piccola libreria di default (non male), possiamo, grazie all’interfaccia veramente semplicissima, utilizzare immagini scattate da periferiche esterne, da iPhoto, Photo Booth o da una qualsiasi cartella, anche con l’immancabile Drag and Drop, creando e conservando una libreria infinita di immagini personalizzate, “i wallpaper dei nostri sogni”, citando testualmente i nipoti di Ivan Drago. Ensoul è disponibile per il download anche in versione demo, dal sito ufficiale.
L’applicazione tecnicamente è valida, solida e con una risoluzione magnifica (settando per lo schermo retina, anche da strabuzzare gli occhi) ma è tutto qui, diverte, con una curva di apprendimento di una settimana circa, la seconda settimana si sente già il bisogno di qualche cosa di più innovativo. Gli enormi ucraini avranno pure sostituito i buffi giapponesi per le strade del centro, comprano gli stessi abiti firmati, frequentano gli stessi locali alla moda, hanno il medesimo potere d’acquisto e lo stesso discutibile gusto negli abbinamenti, ma per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, il sol levante vince ancora 5 a 0. Manita!
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Conversione giusta dei filmati


Robert Górczyński, della software house polacca Strawbits, ha recentemente introdotto il nuovo Tegan, un software scritto in Cocoa e basato sulla licenza GPL del progetto HandBrakeCLI. Solido come una roccia e leggero come una piuma, è insomma scritto alla vecchia maniera, però sfruttando tecnologie modernissime.
Possiamo davvero affermare, con assoluta certezza, che si tratta del tool di conversione definitivo per chi vuole godersi i propri filmati sul Mac o sui dispositivi tascabili Apple. È semplicissimo da usare (basta trascinare i contenuti nella finestra) ed il risultato sarà eccellente e compatibile con gli standard del nostro Sistema Operativo preferito. Tutti i processori vengono messi sotto torchio, di conseguenza è velocissimo (dipende dal Mac) ed offre una qualità pari all'originale, col vantaggio che il formato finale sarà un moderno MP4, compatibile con tutte le applicazioni video per Mac. Addirittura iMovie non convertirà in alcun modo il file dopo l'importazione, di conseguenza nemmeno iTunes. Tegan digerisce qualsiasi tipo di file video: mpeg, mov, avi, flv, wmv, matroska, mts (quelli delle videocamere HD), vob, cartelle Video_TS e tanti altri…
Destinato a chi usa QuickTime sul Mac come lettore multimediale (vedi Mac mini da salotto collegati a TV), a chi preferisce iPod, iPhone e iPad come player da viaggio, a chi ha una libreria piena di DVD e vuole trasportarli sul Mac ottimizzando lo spazio.
I preset di Tegan includono tutti i dispositivi Apple ed un ideale Apple Universal per lasciare invariata la risoluzione del file; un pulsante opzionale permette l'aggiunta di sottotitoli l filmato nel formato standard SRT e con l'aggiunta dei vari linguaggi; infine dalle preferenze dell'applicazione è possibile deselezionare l'encoding H.264 (che recentemente ha ricevuto una spallata da Google) a discapito dell'ottimizzazione e cambiare la cartella di destinazione del file processato.
Tegan oltre a stressare con giustizia gli otto core di un Mac Pro (forse anche dodici) funziona come applicazione nativa a 64-bit, ma per godere di simili benefici, è necessario avere Snow Leopard e di conseguenza un Mac con processore Intel.
La versione 1.0.1 di Tegan, rilasciata a pochi giorni dalla prima release pubblica, introduce alcune piccole correzioni e alcuni cambiamenti nella GUI, nella Guida in linea e nel codice dell'applicazione.
È disponibile per il download sul sito dello sviluppatore, sinceramente un capolavoro del genere meriterebbe di arricchire il catalogo del Mac App Store. Lo sviluppatore sarà ben felice di localizzare Tegan nella nostra lingua a patto che qualcuno si proponga per la traduzione scrivendogli una e-mail a info[chiocciola]strawbits.com; anzi se qualcuno si offre per la localizzazione, gli chieda anche perché Tegan non ha ancora una comoda funzione di batch.
Dello stesso sviluppatore ricordiamo anche l'ottima Maria per scaricare interi siti.