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venerdì, 24 marzo 2017__01:01

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Un napoletano a Londra


Secondo le più diffuse indiscrezioni, la presentazione del nuovo tablet Apple del 2011 introdurrà solo alcune novità secondarie e una rifinitura differente, senza stravolgere più di tanto l'iPad (più sottile e leggero, uno schermo migliore, una iSight frontale, il supporto a FaceTime e un ingresso USB). Eppure molti confidano in qualcosa di più interessante al keynote che si terrà allo YBCA (Yerba Buena Center for the Arts).
È di dominio pubblico che la presentazione di mercoledì prossimo verrà seguita anche a Londra tramite una trasmissione via satellite. Lo testimoniano le maggiori testate giornalistiche direttamente coinvolte, ed a quest'ora tutti i personaggi europei accreditati avranno sicuramente ricevuto l'invito ufficiale da parte di Apple per l'evento londinese del 2 marzo.
La novità è che quest'anno il nostro amico Giancarlo Fimiani è stato l'unico, tra i rivenditori italiani, ad essere stato invitato a Londra per assistere all'evento, notizia quest'ultima di grandissima soddisfazione e che gratifica, almeno moralmente, gli immensi sforzi che lo staff di R-Store ha fatto (e sta facendo) in questi anni per diffondere ed espandere in Campania i prodotti made in Cupertino.
Senza nulla togliere agli amici di No Code e Zero Store, la catena di Apple Premium Reseller del gruppo R-Store (che vede negozi a Napoli, Caserta e Pontecagnano) può contare su vent'anni di esperienza nel settore, visto che nasce da una costola di Comprint, azienda leader nel Sud per la commercializzazione di prodotti nel mondo delle Arti Grafiche, Macintosh inclusi.
Sacrifici che nel tempo portano a risultati invidiabili, persone che dedicano decine di ore straordinarie alla passione per il lavoro, napoletani che si distinguono dai luoghi comuni e che fanno di tutto per ridare un onore a questa città! Ecco cosa c'è dietro allo scontrino di un nuovo Mac comprato dalle nostre parti!
Con la speranza che Giancarlo si diverta e ci invii qualche foto da postare nel nostro forum, gli auguriamo un grande "in bocca al lupo" e lo aspettiamo speranzosi il 4 marzo al nostro incontro maccanico che si terrà a Gragnano venerdì prossimo (4 marzo).
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Utility gratuita a riga di comando


Il primo pensiero che ho avuto è stato: ma io questa "cosa" come la presento ai miei 25 lettori? Ma soprattutto, come faccio a spiegarla senza spaventare molti utenti Mac(canici)?
Perciò mi rivolgo a Voi che non avete mai usato il Terminale: non scappate!
Dovete sapere che sotto il vostro scintillante Desktop, sotto le icone colorate, sotto i comandi "clicca e trascina", sta battendo un purissimo cuore *x (Unix, Linux, BSD, OS X…) ovvero: molte delle cose che fate abitualmente, possono essere "ridotte" a semplici e meravigliosamente sintetici "comandi". Per esempio, proprio in questo momento volete conoscere il contenuto della vostra cartella "Utente".
Siete curiosi? allora nessun timore! Invece di aprire il Finder, lanciate l'applicazione Terminale e nella finestra azzurra che vedete scrivete ls e poi schiacciate il tasto invio.
Will Nolan, l'autore di CpuThrottle, ha fatto qualcosa di simile: il suo programma funziona proprio così. A questo punto, un po' incuriositi, vi state chiedendo: ma insomma, perché costui si è dato tanto da fare, a che serve?
Il giovane (?) Will era solito usare il suo MacBook (immaginiamo un white in policarbonato) per fare operazioni pesanti e gravose, come la conversione video di Matrix da guardare alla tv dopo cena. Epperò si sa, il policarbonato scalda e magari si rovina pure. Come tutti noi aveva installato una qualche utility per regolare la velocità delle ventole: peggio che andar di notte! Il Macbook restava bollente e in più faceva pure il rumore di una Formula 1!
Ma il Genio è geniale per tautologica definizione e in una frazione di secondo ti capovolge il mondo intero: invece di aumentare la velocità delle ventole, decide che è meglio diminuire la percentuale di CPU che un programma può usare. Certo l'elaborazione impiegherà più tempo, ma così il computer rimane più fresco e si può continuare ad usarlo per altre operazioni. Semplice, in modo disarmante, tanto che mi chiedo come mai Apple non ci abbia già pensato.
E se ora avete anche deciso di usare CpuThrottle … un po' di attenzione e seguite con me queste semplici istruzioni.
Scaricate il file compresso (formato *.gz) del programma dalla pagina dell'autore (il file binario cputhrottle.gz). Il nostro Mac OS X si è già occupato di estrarlo (se Safari è impostato in questo modo): prendete il file "cputhrottle" e trascinatelo sul vostro desktop. Adesso aprite l'applicazione Terminale (su forza, avete visto che non morde!) e scrivete questi comandi, facendo bene attenzione a maiuscole, minuscole punti e spazi. Ok, se volete fate copia e incolla!
Dopo ogni comando premete il tasto (invio)
cd ./Desktop (invio)
Bravi, vi siete appena spostati sul desktop, dov'è presente il file.
chmod +x cputhrottle (invio)
Con questo comando avete messo un flag al file e lo avete trasformato in un programma pronto per essere utilizzato (infatti noterete che l'icona è cambiata diventando un eseguibile).

Vediamo come lanciarlo, ma per prima cosa sappiate che per terminare il programma dovrete premere i tasti ctrl + c
Aprite l'app "Monitoraggio Attività": nella seconda colonna c'è il nome del processo (software), nella prima colonna c'è il numero (IDP) che lo identifica: segnatevelo!
L'ho sperimentato con Burn che effettua la conversione video di un AVI in MPEG usando il programma FFmpeg, che nel mio caso aveva IDP 123 (al posto di 123 usate il vostro numero, che cambierà ogni volta).
Torniamo nel Terminale e usiamo il comando "sudo ./cputhrottle xxx yy" dove xxx=il numero del processo che volete controllare, mentre yy è la percentuale di CPU che gli consentirete di usare. Questo è l'unico momento in cui dovete fare attenzione, perché state per usare la password da amministratore (richiesta dal comando sudo - super user do - super utente comanda…) ed è meglio non applicare il comando ad un processo di sistema (esempio quelli identificati con l'utente root). Quindi, sapendo che il processo da tenere sotto controllo ha IDP numero 123 e vogliamo lasciargli solo il 25% della CPU, dovremo scrivere il seguente comando e schiacciare invio:
sudo ./cputhrottle 123 25 (invio)
Vi è apparsa la scritta "Password:". Scrivete la password da amministratore (esempio: supermicio) e date invio. Quindi:
supermicio (invio)

Fermi! non imprecate… non dite che non è successo nulla… Se andate a controllare in Monitoraggio Attività, scoprirete che la % di Cpu usata dal processo FFmpeg è scesa a 25 come richiesto e infatti il vostro Mac sta tornando fresco e silenzioso..
Ora volete interrompere CpuThrottle? ctrl + c ed è fatta!

E che un pio Maccanico programmatore ci faccia il dono di un'interfaccia grafica o almeno di un Automator!
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Appassionante Puzzle Game piemontese


Alessandro Benedettini, sviluppatore della software house indipendente Dighentis di Torino, dopo iRacconti: le fiabe narrate dall’iPhone, ha segnalato il rilascio di una nuova applicazione per iOS.
Si tratta di Poshi Toky un nuovo, appassionante, Puzzle Game per iPhone e iPod touch (la versione HD per iPad sarà disponibile a breve).
Poshi Toky è un grazioso e vispo animaletto che vive in Giappone. Gli piace giocare con le gemme, le pietre preziose, i diamanti, ma soprattutto con le mattonelle colorate. Usa le sue robuste zampette per toccare e rompere le mattonelle, per poi scuotere la lunga coda e rimuoverle. Cerca di toglierne più che può ed è anche abbastanza intelligente da utilizzare delle armi speciali per semplificarsi un po' la vita. Purtroppo, deve stare attento per non essere sommerso dalle nuove mattonelle in arrivo, ma questo non è così semplice, per questo c'è bisogno dell'aiuto di un giocatore motivato per dare una mano al Poshi Toky.
Il gioco è progettato espressamente ed esclusivamente per iPhone ed iPod touch. Offre il controllo totale del gioco utilizzando il touch screen e l'accelerometro (per scuotere); due le modalità di gioco: Classic (a livelli) e Survival (modalità infinita). Tre diversi livelli di difficoltà; più di 150 fondali differenti; gameplay che premia sia la strategia che la velocità durante il gioco; armi e bonus speciali da utilizzare durante le fasi di gioco, destinato a giocatori di ogni età.
L’applicazione è disponibile per il download su iTunes Store al prezzo di 0,79 euro, richiede iOS 3.1.3 o versioni successive.
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Scontrini, garanzie e medicinali sotto controllo


Può capitare a tutti di perdere lo scontrino di un prodotto prima della scadenza della garanzia, e doversi rassegnare a non poter beneficiare di questo diritto, qualora dovesse essere necessario, a causa della propria sbadataggine. Per la maggior parte dei prodotti non c'è un solo documento: scontrino, il certificato di garanzia, i documenti delle avvenute riparazioni e forse una garanzia aggiuntiva o un'estensione della stessa.
Warranty Hero è un noto programma per Mac che offre una pratica soluzione per l'archiviazione di tutte queste preziose scartoffie, e avvisa automaticamente sulla scadenza, tenendo conto anche dello stato di salute dei medicinali e di qualsiasi prodotto soggetto ad un termine ben preciso.
Recentemente Nodhead Software, dopo un anno di lavoro, ha rilasciato l'aggiornamento alla nuova versione 2.0, che purtroppo (come molti software sbarcati sull'App Store) perde la versione demo e diventa un'applicazione commerciale; l'interfaccia utente è stata completamente rivista con una maggiore interazione rivoluzionaria; le categorie presentano nuove icone appositamente predisposte per l'uso; introduce la possibilità di aggiungere campi personalizzati per i propri prodotti; è possibile aggiungere i file PDF, allegare file o immagini da sfogliare come pagine e molto altro…
Warranty Hero 2 è semplicissimo da usare e costa 11,99 euro. Offre la localizzazione nativa per le seguenti lingue: Inglese, Tedesco, Italiano, Ucraino, Russo, Cinese semplificato, tradizionale e parzialmente in Francese. È disponibile per il download solo su Mac App Store.
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Il cinema sull'iPad senza occupare memoria


Probabilmente tutti conoscono il gratuito VLC Media Player, interprete di tutti i formati video presenti nel mondo digitale, ottimo, a suo tempo, per vedere via rete UDP le varie tv satellitari (Telepiù) e comunque fonte di videocast dei più disparati attraverso la rete.
Quasi tutti conoscono anche la versione per iPad di VLC, ritirata dall'Apple store per problemi sorti, a quanto pare, fra gli sviluppatori delle varie versioni. Fortunato chi se lo è scaricato prima che venisse ritirato.
Hobbyist Software non è una grande software house ma, come tengono a far sapere nel loro sito, semplicemente un gruppo di sviluppatori che si occupa a livello hobbistico di software e ha creato, sul motore di VLC, una piccola ma interessante app per il vostro iPad che si chiama, per l'appunto VLC Streamer.
Disponibile per il download sull'iTunes Store a soli 99 centesimi (ne esiste una versione free perfettamente funzionante, seppur con qualche limitazione) il piccolo programma fa esattamente quello che promette: si connette attraverso bonjour e il Wi-Fi del vostro Mac all'HD o ai dispositivi di storage condivisi, al vostro comando esegue lo streaming sul vostro iPad dei film che avete in deposito, permettendovi di vedere tutto quello che avete in memoria da qualsiasi punto della casa (o comunque entro il raggio d'azione del Wi-Fi) con la stessa qualità video che potete avere sul vostro Mac. Il tutto senza effettivamente occupare memoria libera sull'iPad.
Installato velocemente il programma per iPad bisogna però installare anche il programma "gemello", che trovate sul sito degli sviluppatori, sul computer e dotare il tutto di una bella complicata password (la chiede solo una volta, quindi potete farla bella lunga).
Fatto ciò e attivata Airport sul Mac, VLS Streamer cercherà e troverà in pochi istanti il computer, e a quel punto voi indicherete all'App dove e quale film prendere fra quelli che avete in memoria. Impostate la risoluzione e la banda (fate vari tentativi per trovare la combinazione che meglio vi calza) e lo lasciate lavorare per qualche minuto (potete fare anche altro, o metterlo in stand-by. L'App lavora in background). Il film è rapidamente disponibile per la visione in streaming diretto, ma se lo lasciate lavorare fino alla fine - non ci vuole molto - il filmato si rivelerà molto più fluido e anche lo scrubbing (lo spostamento avanti e indietro) risulterà più efficiente.
Nel caso vi troviate in difficoltà, oltre all'helper presente nell'applicazione, Rob risponde di persona alle segnalazioni che gli inviate, anche se lo fate in italiano! Noi abbiamo consigliato di sviluppare anche per la musica un programma simile, o di implementare questo software per i file musicali, che adesso non vede, e lui ha risposto che ci stanno lavorando.
Ma noi, testardi (e un po' bastardi) abbiamo rinominato come .avi un paio di mp3 a caso, cercando di ingannare l'App. Senza grossi problemi ha iniziato a riprodurre i file con una discreta qualità audio, nei limiti delle piccole casse dell'iPad. Il problema è dover selezionare il brano successivo alla fine dell'ascolto, però funziona. Del resto, l'audio dei divx non è forse quasi sempre in mp3?
Disponibile per vari Sistemi Operativi, richiede, nel nostro caso, Mac OS X 10.5 o superiore.
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Mille (e duecento) nuovi posti dove mettere le mani


"Unlock Over 1200 Hidden Features in Mac OS X and Other Apps". E, come diceva Peppino, ho detto tutto.
Trita, affetta, sminuzza, taglia, centrifuga... MacPilot della Koingo Software, giunto da poco alla versione 4.1.7, viene spesso presentato in maniera semplicistica come un altro programma, per quanto di qualità e affidabilità fuori dal comune, per personalizzare OS X e per eseguire comandi del Terminale tramite interfaccia grafica. Ed in effetti così appare ad una prima occhiata.
A scavare appena sotto la superficie, si realizza che più si cerca e più funzioni si trovano fino ad un punto in cui ci si inizia a scordare le prime trovate... Forse solamente un utilizzatore assiduo riesce a ricordarsi, se non tutte le funzioni, almeno tutti i loro gruppi principali ed i diversi campi di applicazione delle stesse. Francamente anche arrivare a questo livello di conoscenza pare già un traguardo e, aprendo il programma, capita spesso di sorprendersi a ritrovare in MacPilot numerose e utili funzioni che si è abituati ad avere sparpagliate in altrettanti singoli programmi o procedure ma non riassunte in un'unica applicazione.
Tutto questo viene appunto sintetizzato in maniera molto efficace dalla stessa presentazione della Koingo: "Unlock Over 1200 Hidden Features in Mac OS X and Other Apps". Dubito che qualcuno si sia messo a controllare se effettivamente siano 1200 ma già l'ordine di grandezza dovrebbe dare una certa idea della potenzialità dell'attrezzo. Per i più scettici, sul sito di MacPilot è disponibile la pagina "Feature Comparison" dove, se da una parte è come chiedere all'oste se il vino è buono, dall'altra si ha un confronto di massima ovviamente con una selezione di competitori minori ovvero Cocktail, TinkerTool ed altri. Giusto per dare un'idea, i seguenti sono i gruppi principali delle funzioni di MacPilot: General, Disks, Network, Login Items, Startup, Spotlight, Power, Logs, Tools, File Browser, Info e ovviamente Preferences. Da notare che in ogni gruppo esistono sottogruppi di funzioni ed a volte anche sotto-sotto-gruppi di funzioni. Ma tanto ci si perde lo stesso.
Come sempre con programmi di questo genere, si consiglia caldamente di prestare molta attenzione nell'utilizzo e di non eseguire modifiche se non si sa esattamente cosa e dove si sta operando. Piccole modifiche nell'interfaccia del sistema o di qualche applicazione, o anche l'esecuzione di un comando apparentemente innocuo ma così invitante quando a portata di mano e non inaccessibile sotto forma di stringa di Terminale, possono a volte causare problemi di varia gravità.
Le applicazioni pratiche di MacPilot vanno quindi ben oltre la semplice modifica dell'interfaccia o della funzionalità di OS X o di particolari applicazioni ma spaziano tra la manutenzione ordinaria, quella straordinaria, la creazione di particolari servizi o configurazioni personalizzate, la modifica di impostazioni di sistema, l'accesso rapido e sicuro a funzionalità nascoste o poco accessibili... Provare per credere.
A proposito di provare, è disponibile un trial di 15 giorni al termine dei quali vengono chiesti US$ 19,95. Esiste anche una variegata politica di prezzi per studenti, famiglie, educatori, affari, globale e aggiornamento. Per gli amanti del genere, il tutto è anche disponibile sull'App Store. Per gli amanti del vintage, sono sempre disponibili versioni anche per Panther (Mac OS X 10.3) e Tiger (Mac OS X 10.4).

P.S. Detto questo, esiste anche un menù "Terminal Commands". E lì si apre un altro mondo...
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Un Pivot maniacale!


La ispanica No2 games ha rilasciato fin dal primo giorno di vita di Mac Apple Store, BasketMania, un gioco molto divertente per Mac, iPhone, iPad e Android. La cosa interessante è che il gioco è completamente gratuito ed assicura un bel pò di divertimento.
Il gioco parte dall'idea del Basket, ma sviluppa il suo gameplay in maniera più dinamica e divertente; non si tratta della classica partita di Basket, ma bisogna centrare il canestro da varie posizioni regolando la parabola che la palla dovrà fare ad ogni lancio. Infilando una serie consecutiva di canestri si ottengono punti bonus. Il gioco presenta due diverse modalità di gioco: la prima "straight shots" è una modalità libera senza tempo dove bisogna realizzare quanti più canestri consecutivi possibile, la seconda "countdown" è una corsa contro il tempo (90 secondi) cercando di realizzare il massimo punteggio possibile.
Basketmania ha una grafica essenziale semplice e colorata. Per una strana ragione sembra molto più giocabile e preciso con il Trackpad (quello dei portatili oppure il magic trackpad) che con il mouse.
Basketmania alla lunga rischia di essere un tantino ripetitivo, ma resta comunque una tappa obbligata per "staccare un pò"... il tutto in maniera gratuita!
Disponibile comodamente per il download sull'App Store (per Mac) e su iTunes Store per i dispositivi iOS.
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Composizione e notazione musicale


I musicisti che vogliono comporre musica col Mac, seguendo gli standard imposti da quanto imparato al conservatorio, spesso sono costretti ad acquistare programmi specifici come Sibelius e Finale. Prodotti che costano centinaia di euro e che certamente si presentano in maniera più rigida e professionale rispetto a Garage Band di Apple, nato invece per portare la musica a tutti gli utenti che magari non hanno mai fatto nemmeno un solfeggio.
Da un paio di settimane è finalmente arrivata la versione definitiva di MuseScore anche per Mac, un programma multipiattaforma di notazione musicale WYSIWYG (What You See Is What You Get, letteralmente "quello che vedi è quello che ottieni") che soccorre tutti quei giovani musicisti che non possono investire troppo denaro in un software per la composizione e notazione musicale.
MuseScore certamente non dispone di tutte le funzionalità dei due potenti software di cui sopra, ma è molto più semplice ed offre tutti gli strumenti necessari per editare gli spartiti musicali con il computer. È capace di soddisfare anche il compositore o il trascrittore esigente.
Ecco le principali caratteristiche: le note si inseriscono facilmente in un foglio musicale virtuale; gestisce un numero illimitato di pentagrammi e fino a quattro voci per ognuno; permette l'inserimento delle note da tastiera, mouse o con una tastiera MIDI; ha sequencer integrato e sintetizzatore software FluidSynth. Altre caratteristiche sono la posizione automatica dei gambi negli accordi, la simbologia per le percussioni e i gruppi di note tra i pentagrammi; offre inoltre l'importazione ed esportazione di file MusicXML e file MIDI Standard (SMF) e in più è completamente gratuito.
MuseScore è localizzato in quasi trenta lingue, tra cui l’italiano, ed è disponibile per il download per Mac, Windows e Linux sotto licenza GNU GPL. Sul sito ufficiale c'è un ampio supporto del software in lingua italiana, con interessanti manuali, esempi, tutorial e argomenti avanzati da trattare con gli utenti che frequentano il forum.
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Il Terminale sempre e ovunque


DTerm è una piccola applicazione, per certi versi straordinaria, che fornisce rapidamente una riga di comando del Terminale ovunque, integrandola direttamente sull’interfaccia grafica di Mac OS X; è sensibile in tutte le applicazioni con il semplice tocco di un tasto.
Invece di operare in un'applicazione separata, DTerm incrementa la produttività offrendo la linea di comando nel normale flusso di lavoro dell'utente e riducendo l'ingombro sullo schermo.
In pratica DTerm, grazie ad una abbreviazione da tastiera (di default cmd+shift+invio, ma personalizzabile) permette di aprire una piccola finestra "HUD style" dove lanciare i comandi da Terminale. Logicamente non è lo strumento che farà la felicità dei più comuni utenti Mac, ma potrebbe rivelarsi insostituibile per chi fa del Terminale il proprio strumento di lavoro quotidiano. Altra ottima caratteristica è l’autocompletamento che viene visualizzato in un menù a tendina.
Decimus Software, la società di software indipendente che produce DTerm, ha recentemente rilasciato l'aggiornamento alla nuova versione 1.5 che aggiunge il supporto per iTerm 2; migliora l'utilizzo con più applicazioni; risolve un problema che impediva al programma di utilizzare correttamente l'aggiornamento automatico; infine apporta altre modifiche generali, migliorie e correzioni minori.
DTerm 1.5 è disponibile per il download gratuitamente dal sito dello sviluppatore, richiede Mac OS X 10.5 e gira nativamente su Mac PPC e Intel.
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Il lanciatore più veloce è tedesco


Michael Göbel, lo sviluppatore germanico di MOApp Software Manufactory, ha rilasciato pochissime ore fa un altro piccolo software, che (nonostante egli stesso sottolinei non essere in diretta concorrenza con altri programmi analoghi) si pone evidentemente in competizione con Quicksilver, il popolare launcher di applicazioni (e altro) che ha letteralmente stregato i suoi utenti.
Inizialmente la strada di MOAppsAppLauncher verso successo non sarà in discesa per almeno un paio di buoni motivi: il primo riguarda proprio il nome dell'applicazione (difficile da ricordare e scomodo da pronunciare), il secondo è dovuto alla mancanza del riconoscimento delle applicazioni dai nomi localizzati. Ad esempio per lanciare Anteprima.app bisognerà ricordarsi che il nome vero è Preview.app.
Ma i punti a favore non sono da sottovalutare: è veloce, velocissimo, davvero veloce! È leggero, consuma poche risorse ed infine è completamente gratuito.
Purtroppo (per chi non ha un Mac OS X aggiornatissimo) si scarica solo dall'App Store di Apple e si installa automaticamente (come tutte le App disponibili); dopo una rapida indicizzazione iniziale è pronto a lavorare, basta battere invio dopo aver scritto i primi caratteri di un software e col tempo impara da solo migliorando fino a poter digitare solo la prima lettera; offre nelle preferenze la personalizzazione delle abbreviazioni da tastiera e la possibilità di scegliere cartelle aggiuntive di applicazioni.
La reattività di MOAppsAppLauncher è infatti facilitata dal fatto che il software si occupa solo ed esclusivamente di avviare applicazioni (è un launcher): non è stato creato anche per cercare documenti, non gestisce gli appunti, non include una calcolatrice… non fa nemmeno il caffè! Lancia semplicemente i programmi e lo fa bene.
Attualmente è disponibile solo in inglese, ma tutto sommato non è grave per un programma che fondamentalmente… non si vede!
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Emulatore per giochi Dos su Mac


Se è vero che i nostri switcher (utenti che abbandonano felicemente la piattaforma Windows verso il Mac) sono in tanti, allora è anche probabile che tra loro ci sia chi ha la nostalgia di vecchi giochi che hanno segnato la loro giovinezza e che giravano esclusivamente su MS-DOS (il vecchio Sistema Operativo di Microsoft trascinatosi fino alla fine del millennio scorso). Magari qualcuno ha ancora in soffitta un vecchio CD di installazione con Commander Keen, Epic Pinball, Underworld, un floppy contenente il suo giochino preferito ormai introvabile o semplicemente la voglia di fare un tuffo nel passato.
Esistono diverse soluzioni di emulazione (alcune open source), ma secondo le esperienze degli utenti la migliore è quella fatta con Boxer, il software creato da Alun Bestor che da oltre tre anni è in fase di sviluppo. Si recente si parla finalmente del rilascio definitivo della versione 1.0 (attualmente ancora in RC) che è disponibile per il download direttamente dal sito ufficiale dell'applicazione.
L'installazione di Boxer richiede Mac OS X 10.5 (Leopard), un semplice trascinamento ed offre una libreria di software (una semplice cartella creata nella Home) con le versioni demo dei giochi citati sopra, appoggiati su uno sfondo simile a quello degli scaffali di Delicious Library e iBooks.
Sempre dal sito ufficiale è possibile accedere ad altri software e ad un numero impressionante di risorse da scaricare. Una volta scaricato un gioco per MS-DOS in formato .zip sarà sufficiente aprirlo e rinominare la cartella scompattata aggiungendo l'estensione .boxer, dopodiché un doppio clic lancerà l'applicazione attraverso l'emulazione offerta da Boxer. Inoltre è possibile importare il gioco originale da cartelle o CD attraverso l'apposita funzione, impostare le caratteristiche hardware e software attraverso una finestra in stile HUD con le varie regolazioni di prestazioni (CPU, Mouse, Game e Drives).
In conclusione, Boxer probabilmente non servirà a nessuno tra la maggior parte dei Mac User tradizionali, ma potrebbe fare la felicità di quei pochi che rimpiangono il mancato porting del loro affezionatissimo gioco.
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Rilevare le prestazioni del Mac in clic


Il benchmark è uno strumento per la misurazione delle prestazioni di un computer, che utilizza un insieme di test per quanto riguarda diverse operazioni, vengono così provate le performance dei processori, della RAM, degli hard disk e delle schede grafiche.
NovaBench è l'ultimo software, in ordine cronologico, sbarcato sulla piattaforma Mac dopo una buona diffusione in ambienti Windows, che offre una buona analisi delle prestazioni del computer.
Certo che, a differenza degli utenti PC, non è necessario controllare periodicamente le capacità del proprio Mac, ma è comunque interessante conoscere i limiti del parco macchine per conoscere al meglio la potenza del computer, destinando il lavoro più opportuno ad ognuno e magari per confrontarlo con quello di altri utenti.
Il funzionamento di NovaBench è semplicissimo: basta raggiungere la pagina del download su App Store e scaricarlo, chiudere tutti i programmi aperti, lanciare l'applicazione che compare nel Dock e cliccare su Start Tests. A questo punto iniziano le operazioni di misurazione eseguite dal software che testerà l’hard disk, la CPU, la RAM e la scheda grafica, mostrando una serie di elementi grafici a video per spremere le risorse grafiche.
In conclusione lo strumento sviluppato da Nathan LaPierre è veloce e semplice da usare, ma proprio per questo poco approfondito. Al termine verranno mostrati i risultati, e sarà anche possibile confrontarli con gli altri raccolti in un database sulla pagina compare del sito ufficiale di NovaTech Network.
È simpatico notare come la classifica dei computer più veloci, al momento di questo nostro test, veda il predominio incontrastato di computer Apple con Snow Leopard, soprattutto considerando che i computer Apple ad aver eseguito il software sono in netta minoranza.
Anche l'occhio vuole la sua parte.
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Manipolare le molecole sull'iPhone


Molecules è un'applicazione per iPhone e iPad; è un semplice rendering tridimensionale che oltre a mostrare la molecola, consente di poterla manipolare con le dita, sfruttando il touchscreen e lo zoom dell'iPhone.
Certo la struttura a sfere e bastoncelli non è il massimo per molecole di grandi dimensioni e si apprezzerebbe di più se consentisse di visualizzare le proteine nella loro struttura secondaria ma… si tratta di un'applicazione gratuita che grazie ad una sua caratteristica MERITA!
Molecules è direttamente collegata al PDB (Protein Data Bank dell'rcsb) quindi è possibile scaricare e visualizzare qualsiasi tipo di molecola! Tra i miglioramenti inseriti nell'ultimo aggiornamento, segnalo la risoluzione ottimizzata per il display retina dell'iPhone 4 e… facendo doppio tap sul display si può passare dalla struttura ball and stick alla spacefilling.
L'app, inoltre, consente di visualizzare le info presenti sul PDB, quindi la composizione amminoacidica, pm, descrizione… A parte la pecca della mancata visualizzazione della struttura secondaria, l'app è perfetta: non presenta rallentamenti, crash o simili!
Disponibile gratuitamente per il download direttamente su iTunes Store, per iPhone e iPad. Richiede iOS 3.1 o versioni successive.
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Siete in crisi? Niente paura!


Non riuscite ad arrivare a fine mese? Quando guardate lo stipendio vorreste emigrare in un’isoletta calda del pacifico? Costume, infradito, mare e un baretto sulla spiaggia, lasciando moglie/marito e figli a casa a chiedersi dove siate mai andati a finire??? Tra un paio di scarpe, un giubbino nuovo e una vacanza DOVETE scegliere la bolletta del gas o le spese condominiali? BENVENUTI!!! Siete nelle stesse condizioni del settanta per cento degli Italiani, arrabbiati, confusi, ma mai domi… Tanto una soluzione la si trova sempre!
In questo funesto momento ci viene in soccorso Cristian Klenie, famoso blogghista, sviluppatore di app e twittomane, che probabilmente ha coscienza che in questa situazione fastidiosa non ci siamo solo noi Italioti.
Store News è un’app veramente utile e furba, una “finestrella scaccia crisi”. Applicazione gratuita (download): ci offre la possibilità di individuare le app che giornalmente vengono scontate nell’App Store. Dopo averla scaricata e aperta troveremo sulla nostra scrivania l’essenza della semplicità, una finestrella che ci elencherà le app che sono state abbassate di prezzo, il prezzo originale, quanto risparmieremo e per quelli proprio stirati, quelle gratuite.
Cliccando l’app scelta si aprirà l'App Store ed in un battito di ciglia avremo accesso al nostro desiderio, risparmiando importanti soldini.
Non c’è altro da dire se non ringraziare lo sviluppatore attento al fabbisogno giornaliero di noi Mac-fan che ci venderemmo un rene per l’ultima app o per l’ultima trovata geniale dei nostri “Dei Californiani”.
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Non si sente? Allora… Boom!


Noi siamo il marchio perfetto per tutti gli utenti Apple-addicted, per i quali vogliamo creare qualcosa di eccezionale, per rendere ancora "meglio spesi" i propri soldi per un prodotto della mela.
Questa, con qualche personale modifica, la presentazione della Global Delights Technologies, già nota su questi lidi e recentemente ritornata alla ribalta internazionale del pianeta Apple, per essere stata premiata al Macworld expo 2011.
Il premio se l'è guadagnato per l'applicazione Boom che è un "semplice" amplificatore di volume, capace di aumentare i deboli segnali audio in entrata nel nostro computer, per rilanciarli ad un più alto volume. Vi segnalo anche la scelta delle parole di Bob Marley "One good thing about music, when it hits you, you feel no pain, che commentano l'applicazione nella home page.
Ma a cosa può servire Boom? Pensiamo ai nostri mp3 rippati in malo modo che, anche al massimo del volume, facciamo fatica ad ascoltare; pensiamo al film che abbiamo rippato ancora in malo modo, durante la visione del quale ci perdiamo la battuta più divertente; pensiamo ad un video di youtube registrato male; pensiamo alla nostra video chat o alla nostra teleconferenza, durante le quali non riusciamo a cogliere tutte le parole e magari quelle fondamentali; pensiamo ai nostri giochi preferiti, durante i quali la musica e/o gli effetti sonori sono parte integrante, se non fondamentale, del divertimento.
Diciamoci la verità: gli altoparlanti integrati nei nostri Mac non sono all'altezza della qualità dei Mac stessi e non sempre possiamo avere a disposizione Klipsch o Audio Pro, sia perché costano una cifra, sia perché non possiamo portarcele dietro con il nostro portatile. E allora usiamo Boom, che non è solo capace di aumentare il volume, ma ci fornisce anche un equalizzatore con diversi livelli di personalizzazione.
Per girare, quest'applicazione ha bisogno almeno di Leopard (aggiornato alla 10.5.8) sotto PPC G4 1.5GHz con almeno 1GB di RAM o superiori, ma è raccomandata per Intel Core 2 Duo 1.83GHz con 2 GB di RAM o superiori.
Come funziona? Sai aumentare il volume del tuo Mac? Bene, allora saprai operare anche su Boom. Infatti, una volta installata, l'applicazione si posiziona nella barra dei menu di MAC OS e funziona in maniera del tutto sovrapponibile, con un potenziometro a trascinamento. Tra le opzioni, possiamo anche selezionare i file audio che vogliamo potenziare e sincronizzarli con i nostri iOS device.
Sul sito, una sezione di live trial ci permette di verificare le potenzialità dell'applicazione, in modo da poter consapevolmente scegliere se merita il nostro download di circa 9 MB e, in aggiunta, è possibile anche scaricare una versione trial che ci potrà ulteriormente confermare se merita i 4,99 dollari del costo dell'applicazione come single user o i 6,99 dollari della versione Home Pack (per due Mac). Hai più di 2 Mac? Scegli la Family Pack a 9,99 dollari (per 5 computer).
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27 Febbraio 2011: Vietato mancare!


Dopo un’attesa lunga più di un anno torna il Raduno Utenti Mac del Veneto, momento ideale per incontrare vecchi e nuovi amici con i quali condividere la passione per i prodotti Apple.
Il ritrovo è previsto per domenica 27 Febbraio 2011 alle ore 11.45 presso la trattoria el brigante per l’aperitivo di benvenuto e poi continuare con un ricco e interessante menu…

Il programma dell’evento è il seguente:
11.45: Ritrovo presso la trattoria el brigante per l’aperitivo di Benvenuto
12.00: Inizio Pranzo
13.00 circa: Momento di scambio trucchi e segreti tra gli utenti
14.00 circa: Presentazione (Argomento in fase di definizione)
14.30: Discussione comune sull’argomento della presentazione
16.00: Foto di Gruppo e Saluti

La quota di partecipazione pranzo compreso è di 22 euro, le iscrizioni al raduno chiuderanno il giorno 22 Febbraio 2011.
Cliccate qui per maggiori dettagli e informazioni.
Non mancate!
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Spese sullo Store sotto controllo


La giovanissima software house tedesca WetFish Software ha puntato tutte le sue energie sul concetto di integrazione tra i dispositivi iOS e il Mac (come se ce ne fosse bisogno…), sviluppando applicazioni che favorissero la fruizione tra i dispositivi iOS (iPhone, iPad e iPod Touch) e Mac OS X. Tra queste figura App Store Expense Monitor, una simpatica applicazione, localizzata in diverse lingue tra cui anche l’italiano, che legge il contenuto della directory “Mobile Applications” della libreria iTunes, si collega all’iTunes Store e rileva i prezzi delle App acquisite, quindi ne fornisce il totale, esportando poi l’elenco in formato .csv o .xml.
Il software si installa trascinandolo nella cartella Applicazioni e si cancella mettendolo nel cestino, non necessitando di alcun processo di installazione di preferenze.
Il difetto riscontrato, prontamente segnalato agli sviluppatori, è che acquisisce i dati di prezzo attualizzati, cioè non considera il fatto che al momento dell’acquisto il prezzo di una App fosse diverso da quello di attuale distribuzione. Ho suggerito inoltre anche di implementare la gestione di più account e di dividere l’elencazione per device di applicazione (iPhone, iPod, iPad).
App Store Expense Monitor è un software gratuito, richiede Mac OS X 10.5 o 10.6 ed è disponibile per il download dal sito dello sviluppatore.
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Eliminare duplicati, ma con molta cautela


Non male questo dupeGuru, sulla cui traduzione letterale ci siamo un po' fermati fino a rimandare il problema all'inventore di questo semplice, ma efficace programma e ai suoi contorti pensieri.
Semplice, leggero, veloce, dopo aver scaricato il leggero DMG a questo indirizzo hardcoded.net/dupeguru il software ricorda, al primo lancio e ad ogni lancio successivo, con un utilizzo pari a 50 ore complessive (se tu vuoi, se non vuoi non ti avvisa e il programma resta free), che a questo mondo occorre pure mangiare e che potresti pure, visto che lo stai usando, ricordarti degli sviluppatori, mettere una mano sul cuore e una sul portafogli e fare un semplice gesto di riconoscenza.
Oppure no, e allora andiamo avanti (però pensiamoci lo stesso…).
L'applicazione consente di selezionare la cartella da esaminare, aggiungerla al pannello di controllo e procedere nella ricerca degli eventuali duplicati.
Trovati i doppioni (in una vita di maneggiamenti ce ne sono sempre) occorre adesso vedere cosa dobbiamo farne, e le scelte sono ampie: possiamo spostarli in una nuova cartella per esaminarli con calma (sempre consigliato) oppure cancellarli definitivamente (attenzione!!!), ma anche semplicemente ignorarli, che tanto sapevo che c'erano e anzi li ho fatti io.
Se decidiamo di spostarli (ma è possibile anche copiarli) in una nuova cartella vedremo apparire delle cartelle che saranno la replica di quelle dove erano contenuti i file che il programma ritiene duplicati.
Occorre ricordare a questo punto che il programma è, per definizione, una macchina e fa appunto quello che è stato programmato a fare, secondo la testa dello sviluppatore. Che non è la nostra!
Quindi, un'esame dei file doppi vi consentirà di controllare cosa state cancellando e se volete veramente farlo. Pena la perdita di dati, foto, film o brani musicali ai quali tenevate molto.
A vantaggio però del programma occorre dire che scegliendo una cartella alla volta, quelle magari dove riteniamo che ci possano essere dei duplicati (soprattutto musica, foto e documenti vari) e facendo esaminare a dupeGuru solo questa, i rischi si riducono e si può procedere, sempre con cautela, ma con maggiore tranquillità. Se faccio esaminare l'archivio di iTunes probabilmente mi rileverà diversi brani musicali doppi, e al limite rischio di eliminare questi, se gli faccio esaminare tutto l'HD magari chissà cosa mi trova e chissà che casino vado a combinare.
dupeGuru è compilato per vari Sistemi Operativi, in varie versioni ed è alla terza release. L'app è in Fair Use, concetto sul quale il vostro si è un po' scervellato, ma non ha trovato soluzione. Forse i più esperti avvocati nostri amici potranno dare una migliore spiegazione.
Consigliata.
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Abracadabra


Houdini, ultimo di cinque figli di una "rumorosa" famiglia di immigrati ebrei, aveva scoperto il fascino della magia nel Wisconsin, quando era ancora bambino. La sua capacità di sfuggire e divincolarsi da ogni gabbia, affascinando il pubblico con le sue sfide alla morte, lo rese celebre in tutta l'America e non solo.
Proprio al più grande illusionista di tutti i tempi, che nel 1900 conquistò anche l'Europa, ElementNinety3 dedica il suo programma di gestione dei file invisibili per Mac.
Houdini è un programma con la funzione di nascondere i dati che si desiderano mantenere privati e proteggere da occhi indiscreti consentendo di sfruttare al meglio le capacità di Mac OS X di nascondere gli elementi.
Houdini permette di creare, accedere, spostare, mostrare o cancellare cartelle e file nascosti, e quindi di avere la piena padronanza dei file nascosti in Mac OS X; la possibilità di commutare la visibilità dei file in un click col tasto "Toggle File Visibility"; visualizzare i file nascosti con il pulsante "Browse Hidden Files"; utilizzare le abbreviazioni da tastiera per attivare i file invisibili; e tramite l'applicazione stessa creare nuove cartelle nascoste, trascinare in esse i file, aprire file, creare file di testo ed esplorare file di sistema e di musica degli iPod.
La nuova versione 1.0 (che in effetti sarebbe la 3.0.2) è stata rilasciata solo il 17 gennaio e finalmente supporta completamente Snow Leopard. Houdini è un'applicazione semplice e senza richieste particolari, si accontenta infatti di Mac OS X 10.4. È gratuita ed è disponibile per il download dalla pagina ufficiale dello sviluppatore.
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Nascondere la scrivania


Peter Maurer fin da piccolo ha avuto una forte passione per la creatività, dalle costruzioni Lego ai fumetti, poi da semplici giochi per Atari ST fino ad oggi con applicazioni per Mac e iOS. Per lui non c'è niente di meglio di un'idea o di un sogno che diventa realtà. È il fondatore di macosxhints.com e da cinque anni è nel libro paga della rivista americana Macworld.
Con il nome di Many Tricks ha realizzato alcuni software interessanti, tra cui il recentissimo Desktop Curtain, un semplice strumento per nascondere gli elementi che occupano la scrivania del Mac. È perfetto per insegnanti, presentazioni, autori, sviluppatori e per chiunque altro odi il disordine o abbia la necessità di effettuare screenshot o condividere lo schermo con uno sfondo pulito.
Desktop Curtain (versione 2) costa pochi spiccioli (1,59 euro) sull'App Store di Apple ed occupa pochissime risorse. È praticamente invisibile e una volta attivo si richiama cliccando con il tasto destro sulla scrivania, che intanto risulta vuota.
Si installa per trascinamento e funziona in background senza farsi vedere tra le applicazioni aperte. Permette inoltre di utilizzare uno sfondo a colore pieno, di applicarsi ad uno o più ambienti di Spaces o su uno o più display.
Lo sviluppatore ha avuto la scelta condivisibile di rendere disponibile per il download una versione "classic" dell'applicazione (versione 1.5.1) per gli utenti che non vogliono le funzionalità aggiuntive della versione 2 (che sono tante altre ancora) e che non sentono la necessità si spendere soldi solo per nascondere il proprio desktop.