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giovedì, 11 febbraio 2016__01:12

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Slideshow facili e rapidi


PhotoPresenter 4 è un software semplice e intuitivo che permette di realizzare accattivanti slideshow delle proprie immagini in un battibaleno. L'interfaccia, in perfetto stile Apple, permette di selezionare immagini da iPhoto, Aperture e dalle cartelle del computer.
Una volta individuati i file da inserire, si sceglie il tema di presentazione più opportuno avvalendosi di una ricca galleria di modelli che l'applicazione ci mette a disposizione nella parte alta della schermata. Si avrà così una comodissima anteprima in tempo reale, identica al Cover Flow delle finestre del Finder di Mac OS X.
Si può inserire un titolo di introduzione, impostare il tempo di passaggio delle immagini, nominarle in diverse modalità, accompagnare la presentazione con musica selezionata da iTunes e aggiungere una filigrana di protezione con estrema semplicità. Una volta selezionati tutti gli elementi a piacere, si procede con l'esportazione del filmato.
Anche questa operazione è semplicissima, basta individuare il dispositivo di destinazione: iPhone, iPad, iPod, iWeb, iDVD, AppleTV, Quicktime o Screen Saver e PhotoPresenter 4 imposterà i settaggi automaticamente, il tempo di un caffè e troverete il vostro slideshow pronto nella cartella di destinazione. Più semplice e spartano rispetto al blasonato Fotomagico della stessa Boinx, a 9 dollari e 99 centesimi offre una valida e pratica alternativa per chi ha poche competenze in merito o non possiede software professionali e più elaborati.
PhotoPresenter 4 (costantemente aggiornato) richiede Mac OS X 10.5.8 o successivi, gira su Mac con processore PPC/Intel ed è disponibile per il download in versione Trial dal sito dello sviluppatore, inoltre potete scaricare un esempio fatto da me QUI.
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Un convertitore video interessante


Quando sento parlare di Open Source sono sempre molto interessato, il mio Mac non è una fonte di reddito e per evitare di essere accusato di “distrazione di fondi” dalla mia consorte, cerco di essere oculato nella scelta di applicazioni di uso saltuario e/o personale. Trovare qualcosa di valido, e risolvere magari solo con una piccola donazione, è l’ottimo.
In particolare il settore della conversione video è costellato di programmi con e senza interfaccia grafica (GUI) che usano svariati codec, ma spesso si rivelano un po' ostici all'uso pratico. Ricordo una GUI che usavo qualche anno fa su Windows che si appoggiava all'applicazione FFmpeg e, a fronte di un risultato veramente ottimo, esigeva però uno studio accurato di diversi parametri, e quindi un impegno notevole di tempo per accumulare la "Scienza Esatta". Ora il tempo libero è sempre meno e inoltre gli utenti PC/Mac sono cambiati, ma soprattutto si sono diversificati gli apparati sui quali riprodurre un media.
Kiwi Fruitware definisce il suo Media Converter un Simple but advanced converting for Mac OS X ed è vero, basta un Drag and Drop e scegliere su quale apparecchio si vuole riprodurre il file, che sia il nostro amato iPhone o il PC di un amico. Il tutto si svolge velocemente e la modalità di utilizzo è adatta anche ai principianti, il che è alla fine tutt’altro che disprezzabile soprattutto quando il funzionamento va spiegato ai figli che vogliono tutto ma non vogliono fare molto o a genitori avventurosi che decidono che 80 anni è l’età giusta per iniziare ad usare un computer.
È anche possibile creare preset nel pannello Preferenze o scaricarne altri pronti dal sito, per rendere il software più adatto alle nostre esigenze.
Insomma, bella la vita per i giovani e meno giovani del XXI secolo. Link per il download: media-converter.sourceforge.net
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Assolutamente inutile o indispensabile?


Esistono svariate categorie e sottocategorie di applicazioni, ognuno è libero di scegliere quella che più interessa, o che è più alla moda del giorno, oppure solamente da far vedere agli amici per provocare il loro stupore e attendere il fatidico: “OHHHhh!”
Esistono applicazioni a cui ormai non possiamo più rinunciare, per esempio quelle che ci indicano la temperatura esterna e lo stato della batteria del nostro portatile, il giochino sciocco che ci permette di sopportare il lungo viaggio andata/ritorno - casa/lavoro; ognuno di noi è il Re che decide ogni cosa nel proprio piccolo regno.
Per questo motivo ogni applicazione installata sul proprio computer è, per il suo possessore, la sua app, con la sua funzione, chi siamo noi per giudicare il gusto altrui? Come si fa a stilare una classifica su cos’è divertente e cosa no? Su cosa è utile e cosa è inutile?
Quando ho provato per la prima volta Moom, sopra la mia testolina è apparso un enorme punto di domanda, di quelli che di solito significano: “ma sono io che non capisco niente o è una applicazione geniale?”
Non ho ancora una risposta… proprio per i motivi che ho descritto nell'introduzione dell'articolo.
Questa la fredda e cruda cronaca: scaricate Moom, disponibile per il download anche in versione trial, prima, poi se vi dovesse essere aperta la porta del paradiso potete spendere allegramente 7,99 euro, spostatela nel vostro dock e clic! Fatto?
Bene. Non è successo niente? Bene!
State aspettando qualche magia? Aspettate pure fino al 12-12- 2012, tanto non succederà assolutamente niente, nessun Azteco vi darà mai la soluzione, continuate a leggere? Bravi.
Pronti? Moom è un’applicazione che permette di spostare e rimpicciolire le finestre aperte , sia con il mouse che con la tastiera a posizioni e formati predefiniti sulla nostra scrivania. Scioccati? Proseguiamo e addentriamoci nell’argomento, se con il mouse ci spostiamo sul pulsante verde del ridimensionamento apparirà l’interfaccia di Moom (mouse) che consentirà all’utente di scegliere tra cinque posizioni e formati della stessa (schermo intero, in alto ridotta a metà orizzontalmente, in basso ridotta a metà orizzontalmente, a destra ridotta a metà verticalmente, a sinistra ridotta a metà verticalmente), pazzesco, no?
Se preferiamo la tastiera, assegneremo un tasto/scorciatoia per attivare l’interfaccia di Moom (tastiera) che farà la stessa cosa? No! Che permetterà all’utente di spostare con le frecce direzionali la finestra che stiamo utilizzando a destra, a sinistra, in su e in giù, ma questa rimarrà della stessa dimensione…
A voi l’ardua sentenza… io ci sto ancora pensando!
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Un gestionale gratuito per Mac


Prendete la carta geografica del Regno Unito, cercate di individuare il centro esatto della Regione, e probabilmente non sarete molto distanti da Shiela Dixon (di cui abbiamo già scritto QUI).
Questa affascinante persona, oltre ad avere passioni comuni a molte ragazze normali (come lavorare la maglia, fare splendide fotografie o avventurarsi in lunghe escursioni) scrive applicazioni per Mac OS X, interessanti e poco comuni. Inoltre, da non sottovalutare, tutti i programmi scritti e distribuiti da Shiela sono completamente gratuiti e al massimo accettano una donazione (anche se fino a poco tempo fa richiedevano un piccolo costo per l'acquisto di una licenza).
Recentemente Organise Pro è stato aggiornato alla versione 4.11, offrendo la gestione più avanzata delle imposte sulle vendite (IVA) e una lunga serie di correzioni minori.
Come tutti i software scritti per bene, Organise Pro gira indistintamente su Mac con processori PPC e Intel; per offrire tutte le funzioni si accontenta di Mac OS X 10.4, e gira perfettamente anche sull'ultima versione di Snow Leopard (su Mac OS X 10.3 gira con funzionalità limitate). L'ideale per chi ha un Mac e una piccola impresa.
Organise Pro può tener traccia degli ordini, magazzino, dettagli dei clienti, fatture e funzionalità di base di contabilità, seguendo la filosofia dell'autrice di mantenere le cose quanto più semplice e veloce da usare possibile, lasciando la libertà di gestire la propria azienda con tutte le informazioni a portata di mano. Questa piccola applicazione, indipendente e autonoma, è gratuita ed è disponibile per il download dal sito ufficiale di Shiela Dixon.
Sarebbe bello che qualche utente italiano, magari nostro lettore, si offrisse con lo stesso entusiasmo della sviluppatrice, per effettuare la localizzazione del software nella nostra lingua. Contattare Shiela è facile, c'è l'apposita sezione sul suo sito: peacockmedia.co.uk.
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Trovare i dispositivi nella propria rete


Segnalato oltre un mese fa da MD nel nostro forum, abbiamo deciso di testare la versione Pro di IP Scanner ottenendo buoni risultati.
Il software, come chiaramente traspare dal nome, consente la scansione della propria rete domestica o aziendale, ricavando interessanti informazioni sull'identità e sull'utilizzo dei dispositivi connessi alla rete e sugli iP delle macchine virtuali.
Una lista immediata di chi è collegato permette l'individuazione di potenziali intrusi, inoltre non è un fattore secondario la possibilità di personalizzare i nomi dei dispositivi riconosciuti, proprio perchè in alcuni casi si rivela imprecisa non riconoscendo correttamente tutti gli "ospiti" della rete, è il caso di alcuni router o decoder che vengono confusi con dispositivi di altro tipo.
La versione Pro costa circa 28 euro e permette di identificare tutti i dispositivi superando il limite dei 6 IP offerti dalla versione gratuita di IP Scanner, che comunque può soddisfare una comune rete casalinga.
IP Scanner è disponibile su App Store per il download gratuito, o sul sito 10base-t interactive (in bundle con IP Broadcaster) per chi non avesse i requisiti software necessari per accedere al negozio di Applicazioni di Apple.
Una curiosità: Eric Redlinger (co-fondatore della software house) è anche un ottimo suonatore di liuto, che con Sylvia Rhyne (affascinante soprano) interpreta magistralmente l'arte della musica medievale.
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Il tempo e lo spazio (e ho detto tutto)


SunGraph è un programmino tanto semplice quanto funzionale. Forse per questo motivo il suo sviluppatore Robert Urschel ha fermato l'aggiornamento del programma alla versione 9.1.1 nel lontano 2004. Va detto, a sua "discolpa", che recentemente ha sfornato, ed aggiornato parallelamente ai firmware di sistema, una versione gratuita per iPhone con le stesse funzioni di quella Mac.
Con tre diverse visualizzazioni (SunGraph, Analemma e World View), SunGraph mostra in modo testuale o grafico un'infinità di dati riguardanti data e ora, coordinate geografiche, ora solare e legale, albe e tramonti, equazione del tempo, equinozi e solstizi, analemma (Wikipedia italiano o meglio inglese), eccetera. Ovvero si possono avere tutti questi valori sia per il tempo attuale e la nostra località (magari inserendone le coordinate geografiche se mancanti) come per qualsiasi tempo passato o futuro e ogni altra località predefinita o di cui si conoscono le coordinate. La visualizzazione WorldView ci presenta invece una proiezione del mondo raffigurante la linea del giorno, della notte e dei crepuscoli; ad esempio, l'utilizzo più bovino a cui si può prestare SunGraph prevede la riesumazione dalla cantina di un qualsiasi canterano elettronico per trasformarlo in orologio/datario/mappamondo con tanto di linea mondiale della luce (una roba da gran signori).
Per chi non ne avesse abbastanza e volesse scervellarsi ulteriormente, il Nostro ha preparato un ottimo sito su analemma ed equazione del tempo, anche quello immutato da anni.
SunGraph è disponibile per Mac OS X, iPhone, Classic e Windows ed è sempre totalmente gratuito. Va specificato che, pure volendo fare una donazione, il vile metallo non viene citato e tanto meno richiesto dal gentilissimo sviluppatore. Per i (giustamente) paranoici della sicurezza, si può aggiungere che LittleSnitch non rileva alcun tentativo di trasmissione in uscita.
Solo per dare un'idea, tutto ciò occupa 1,3 MB su Mac e 0,7 MB su iPhone.
Per chi volesse, con poche quanto brutali linee di AppleScript si può anche creare una specie di salvaschermo con la visualizzazione "World View". La brutalità è dovuta al fatto che SunGraph è totalmente impermeabile ad AppleScript e non ha un dizionario di comandi esposti ma lo si può sempre controllare via System Events. Ovviamente però si tratta solo di una specie di salvaschermo in quanto l'immagine è più fissa che altro (ma l'effetto grafico, per non dire informativo, è spettacolare).
tell application "SunGraph" to activate
tell application "System Events"
repeat with i from 1 to 24
keystroke tab
end repeat
keystroke space
end tell
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AppMania, sempre più giochi per Mac


AppMania, una delle poche software house ucraine specializzate in sviluppo e scrittura di applicazioni per piattaforme mobili (iPhone, iPad, Android), ha recentemente iniziato a rilasciare una serie di giochi per Mac OS X davvero degni di nota ed a buon mercato (ma i prezzi cambiano continuamente).
BattleSheep colpisce per la sua originalità: la civiltà delle pecore è sopravvissuta ad una catastrofe terribile, ma ora soffre di lotte civili e guerre per la conquista del territorio. È inutile affidarsi alla giustizia, perché qui tutto viene risolto con la forza bruta a base di esplosivi. I nemici sono tanti, aggressivi e instancabili, crescono in numero ad ogni nuovo livello. Bisognerà consegnare le bombe al nemico a pochi istanti dall'esplosione, cercando logicamente di non rimanere feriti. Per fortuna che c'è la cassetta di pronto soccorso ad allungare l'unica vita a disposizione per vincere la guerra. Attualmente è disponibile gratuitamente per il download sull'App Store di Apple.
Demolition Master (2,39 euro) è stato scaricato oltre 500.000 volte su App store, e un motivo ci dovrà pur essere! Un viaggio emozionante sulla Terra (135 livelli) e sulla Luna (75 livelli) con lo scopo principale di demolire palazzi tramite gli esplosivi, cercando di sprecare meno materia prima possibile. Esplosioni drammatiche, luoghi curiosi in tutto il mondo accompagnati da una musica incantevole… l'adrenalina e la fame di vittoria sono le sensazione che faranno di voi un maestro delle demolizioni.
Iron Wars è un gioco sparatutto tridimensionale, dove l'obiettivo principale è quello di sopravvivere tra labirinti pieni di trappole esplosive e nemici estremamente intelligenti. Il gioco è perfetto per chi ama i giochi "corri e spara" contando su oltre trenta livelli, nove mappe diverse, tre modalità di gioco anche multiplayer in rete locale Wi-Fi (compresa l'interconnessione con dispositivi iOS); una vasta gamma di armi completano la dotazione (tra pistole, fucili, fucili al plasma e lanciarazzi) al prezzo lancio di appena 0,79 euro.
Cats, Inc invece non si basa su miscele di polveri piriche, ma è la storia di tre gatti e delle salsicce. I gatti vogliono mangiarle, ma non sono abbastanza furbi per riuscire a procurarsele da soli e c'è bisogno del nostro aiuto per compiere la missione.
In questo puzzle game, basato sulla fisica, l'obiettivo è portare i gatti ai livelli successivi, raccogliendo salsicce e superando gli ostacoli. Ciascuno dei tre gatti ha alcune abilità speciali e sarà necessario capire quali usare in ogni occasione. Trenta livelli di difficoltà crescente dovrebbero garantire ore di divertimento per grandi e piccoli Mac User. Costa 1,59 euro.
Tutti i giochi per Mac prodotti dalla società con sede a Kiev, hanno la possibilità di cambiare la modalità di visualizzazione da finestra a schermo pieno con l'abbreviazione da tastiera Mela+f (Command+f).
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Visualizzare le molecole su Mac


Esistono ormai da diversi anni numerose applicazioni utili per la visualizzazione di molecole, sia di natura tremendamente semplice come ad esempio piccoli idrocarburi, che di natura molto più complessa come nel caso delle proteine.
Un software estremamente agevole e veloce è iMol.
Questo programma permette di visualizzare le varie molecole secondo differenti stili (es: sfere e bastoncini, sfere di Van Der Waals), ma anche secondo differenti combinazioni di colori, a seconda sia delle proprietà chimico-fisiche (es: idrofobicità) che delle strutture secondarie della molecola stessa. È possibile ruotare sia le molecole nella loro "interezza" che le differenti "strutture" che le compongono (ad esempio le differenti catene di una proteina) in maniera indipendente l'una dall'altra.
iMol supporta numerosi formati (XYZ, MOL2, HIN, CAR, ALC, BIO) oltre al più comune formato PDB (Protein Data Bank) e permette inoltre di esportare e salvare le immagini delle molecole anche come bitmap. Salvando le molecole in formato BIO è inoltre possibile conservare i dati relativi al rendering della molecola (orientamento, colori, etc.) evidenziando anche ad esempio alcuni fra i residui amminoacidici di nostro interesse.
iMol è disponibile gratuitamente per il download dal sito di Piotr Rotkiewicz, lo sviluppatore dell'applicazione, funziona con tutte le versioni di Mac OS X (dalla 10.2 alla 10.6.6) e si installa con un semplice drag and drop.
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Alternativa flessibile a SpotLight


Avete problemi a tenere in ordine i dati?
Siete degli sviluppatori che dimenticano dove hanno dichiarato le variabili?
Non ricordate quante sono le ricette che usano la cannella come ingrediente, e che avete memorizzato nel Mac di vostra suocera collegato in rete con il vostro?
Xtralean, già famosa per ImageWell e ShutterBug, propone per soli 9.95 dollari un'alternativa migliore e più flessibile a Spotlight. In effetti, DataLore è un file manager alternativo al Finder, ed incorpora la funzione di ricerca, con un front-end abbastanza simile ad Explorer sotto Windows.
L'utilità di raggruppare Spotlight e Finder nella stessa finestra rende l'uso agevole, soprattutto per quelli che trovano scomodo andare a cercare le utilities in un punto dello schermo lontano dal contesto in cui si opera.
Inoltre, DataLore permette di selezionare il contesto in cui viene effettuata la ricerca, permettendo di scegliere l'unità disco locale, esterna o addirittura remota via rete.
Potete vedere DataLore in azione seguendo questo link http://datalore.ca, mentre potete acquistare il prodotto direttamente dal sito della Xtralean o effettuare il download della versione di prova della durata di una settimana.
Dulcis in fundo, DataLore è gratuito nella versione 1.1 per utenti Mac PowerPC.
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Tutti artisti! Perché no?


La software house Stone Design's Create ha al suo attivo diverse applicazioni per Mac, fra queste iMaginator, giunta alla versione 5, e per questo credo ormai matura per il grande pubblico.
iMaginator è una raccolta di effetti per le vostre immagini, già visto? Si e no, in effetti di plug-in in giro ce ne saranno milioni, ma qui sono molti, tutti insieme, non mirati specificatamente al modo fotografico, facili da usare ed in grado di stimolare la fantasia anche di chi pensa di aver visto tutto. Non c'è bisogno di scavare nei meandri di astrusi menu che raggruppano le cose con logiche a volte sfuggevoli, e poi non vi è mai capitato di aver applicato un bell'effetto e a distanza di tempo non ricordarsene il nome?
Con iMaginator non può succedere, oltre ad essere belli tutti in ordine, si possono anche scegliere ed aggiungere ai preferiti, per velocizzare le operazioni, ma la cosa interessante è che anche andando a caso (per sperimentare un po') è facilissimo eliminare un effetto se non gradito, anche se non è l'ultimo ad essere stato applicato. Vengono mostrati a sinistra, sotto la libreria degli effetti, tutti i plug-in applicati, come fossero su livelli separati e regolabili o eliminabili o ancora solo nascondibili. Sull'immagine all'applicazione del plug viene visualizzato il punto focale dell'effetto, centrabile secondo le esigenze con un semplice trascinamento. Ecco un'immagine di esempio realizzata con iMaginator. Volete di più? Eccolo: sono rimasto piacevolmente colpito dalla velocità dell'applicazione, anche nel salvataggio dei file.
Sì, perché se è importante che un software faccia bene il suo lavoro, è altrettanto importante che sia piacevole da usare. La mia macchina non è un razzo (iMac dual core 3.06 Mhz con 8 GB di Ram), eppure anche con immagini JPG da 8MB si va spediti meglio che con Photoshop, un plauso al programmatore! Di contro l'interfaccia, seppur molto comprensibile e pratica, non è allineata alla GUI di Snow Leopard, sembra piuttosto qualcosa di vecchio, dell'epoca almeno di Tiger.
iMaginator costa 7,99 euro sull'App Store, ma è disponibile anche una versione Trial per il download dal sito dello sviluppatore.
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Genitori e figli


Non c'è nulla di più tenero che vedere un'austera mamma Maccanica o un burbero papà Maccanico alle prese con il loro mucchietto d'ossa davanti al monitor del proprio Mac oppure allo schermo del proprio iPad… e l'iPhone, diranno i miei piccoli lettori, (che Carlo Collodi mi perdoni!)…Sì, certo, anche l'iPhone… ma è più semplice immaginarsi un genitore ed il proprio bimbo che giocano insieme con uno schermo più grande…, tuttavia, anche se avete solo l'iPhone, purché il vostro terminale supporti la 3.1.2, continuate pure a leggere.
L'App Store è il grande negozio dove si trovano molteplici soluzioni per il lavoro e/o svago sotto forma di applicazioni, alcune delle quali dedicate all'educazione e alla crescita dei propri figli e tra queste volevo segnalarVi Baby Animals Match della Tantrum Solutions Limited, casa londinese specializzata nello sviluppo di applicazioni a scopo educativo e formativo per bambini.
L'app quivi recensita è, in realtà, riservata ai bambini in età prescolare e… agli adulti! Prego?! E cosa hanno in comune? Lasciatemi finire… visto che è localizzata in inglese soltanto, a quegli adulti che non conoscono l'inglese, ma anche a quelli che pur conoscendolo, non sono madre di madre lingua anglosassone… a patto che vogliano provare ad imparare qualche parola. Si tratta di un curioso e simpatico giochino puzzle mnemonico, in cui avremo un numero variabile di tessere coperte che, una volta scoperte, mostrano il disegno di un animale adulto o di un cucciolo. Lo scopo del gioco è accoppiare ad ogni tessera scoperta il corrispettivo ascendente o discendente. Finché non si azzecca la combinazione giusta, solo due tessere per volta rimangono scoperte, mettendo alla prova la vostra memoria visiva (si consigliano i genitori di giocare dopo aver bevuto, almeno si potrà attribuire al tasso alcolemico la responsabilità del proprio insuccesso, preservando la propria autostima).
La singolarità di Baby Animals Match sta nella multimedialità della stessa che produce un suono con il nome dell'animale raffigurato nella tessera, sicché piccini ed adulti possano impararne, non solo la corrispettiva traduzione inglese, ma anche la pronuncia, che è molto British. Quando l'accoppiamento delle tessere risulta corretto un simpatico suono ci informa, anche se, a mio avviso, questo suono risulta, alla fine, solo simpatico e costituisce un difetto, perché ne copre la pronuncia. Ma non tutto è perduto; perché, a giochino ultimato, si assiste ad una ripetizione del gioco con la pronuncia indisturbata dei nomi associata ad un'animazione della tessera.
La softwarehouse ha fatto le cose per bene, considerando la piccola età del target cui è dedicata: il menu è limitato al minimo; l'applicazione si apre ed occupa tutto lo schermo, nascondendo così tutto il resto, evitando di offrire distrazioni di sorta ai piccoli utenti. Appare come una lavagna delle nostre scuole elementari, all'interno della quale sono disposte le tessere da scoprire, che vanno da un minimo di 4 ad un massimo di 24. Questa opzione si può modificare da tastiera con la combinazione cmd+h, che è in realtà l'unica opzione esistente, se si eccettua cmd+q utilizzata, come avrete già capito, per chiudere il programma.
Non c'è altro: solo il mouse e il vostro mucchietto d'ossa.
La versione per Mac OS X necessita la 10.6.6, pesa 5,5 MB ed è gratuita, mentre per iOS esistono due versioni, per iPhone ed HD per iPad, che costano rispettivamente 0,79 e 1,59 euro.
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Le tue foto sono appena all'inizio


Ciao a tutti, oggi recensisco il programma di fotoritocco Flare. Disponibile per il download dal sito dello sviluppatore o sul Mac App Store di Apple.
Flare è uno shareware con 15 giorni di prova gratuita che per ora costa 7,99 euro, fino al 18 marzo (periodo di offerta lancio al 50%).
All'avvio del programma (localizzato solo in inglese) si presenta una finestra con l'icona del programma, che invita al trascinamento della foto da trattare.
Fatto questo, in alto trovate le modifiche preimpostate: 33, Andrea Doria, Black and White, Bleach, Brownie, Captain Proton, CCTV, Driftwood, Family Album, Folded Poster, Light Leak, LOHO, Mesochrome 160, Molga, Mr. Blue Sky, Night Life, Old View, Plastic Camera, Postcard, Scripture, Shoebox, Soft Stipple, The Great Depression e Video Transfer.
Ecco la foto originale, scattata da me a Londra, che andremo a modificare insieme.
1) Apriamo il programma.
2) Trasciniamo la foto da lavorare nella finestra principale di Flare.
3) In alto a destra premiamo Presets, li ci appaiono tutte le anteprime.
4) Scegliamone una, nel mio caso Black and White.
5) La vostra foto originale si modificherà, in basso a destra cliccate Apply.
6) Sotto la foto troverete le opzioni per poterla ruotare o ritagliare prima di salvarla. Se vi va bene così, saltate questo passo.
7) Cliccate: File > Save or Export. O Save or Export in alto a sinistra della finestra del programma.
8) Potete scegliere di salvare l'immagine come un file, di inviarla direttamente a Flickr o di spedirla via E-mail.
9) Nel mio caso la salvo come file, quindi scelgo File e clicco su Save or Export.
10) Altra schermata, dove posso scegliere nome, destinazione, numero di pixel (800, 1024, 1600 o 2400), formato (jpeg, png o tiff) e percentuale di qualità (Il valore preimpostato è al 100%) per il salvataggio.
11) Save e ecco la nostra foto.
Qua il link alla foto Black and White.
Qua il link alla foto Folded Poster.
Qua il link alla foto Postcard.
Se invece non ci bastano le modifiche preimpostate, possiamo occuparcene noi scegliendo Edit al posto di Presets (Edit è alla destra di presets) con cui sbizzarrirci con i più svariati effetti.
Una volta premuto Edit apparirà un altro menu a tendina dove troveremo: Add Effect; divisi in tre categorie:
Color effects: Esposizione, saturazione colore, filtri colore, tinta e molti altri.
Lens effects (Trad. Obiettivo della macchina fotografica): sfuocare, zoom, luce e altri.
Creative effetcs: grana, cornice, pixel e altri.
Ogni volta che ne sceglierete uno si aprirà un ulteriore menu a tendina dove modificare ulteriormente l'opzione prescelta. Il bello è che ogni volta che modificate potete vedere varie anteprime cliccando su Normal.
Per salvarle, i vari passi oramai li conoscete.
Che dire del programma?
Non è proprio un vero fotoricocco come Photoshop dove modificare singole parti selezionate, qua si può modificare solo tutto l'insieme.
Mi son piaciute le molte opzioni già preimpostate per fare delle foto simpatiche e molto velocemente. E le opzioni quasi infinite se sceglierete la modalità di editing manuale, c'è veramente da perdersi tra le funzioni che si aprono dai vari sotto menu.
Il prezzo è molto invitante, direi che vale appieno i 15,99 euro richiesti, figuriamoci ora che è scontato al 50%. Il periodo di prova di 15 giorni è un motivo in più per scaricarlo e giocarci un po'.
Vivamente consigliato!
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Il software per DJ definitivo


Mixxx potrebbe rivelarsi una novità per molti utenti Mac, ma si tratta in realtà di un progetto open source (nato nel 2002 come parte di una tesi sulle nuove interfacce per i DJ) con una comunità insolitamente ampia che vanta schiere di collaboratori di ogni tipo.
Nel 2006, grazie al nuovo team di sviluppo composto da Adam Davison e Albert Santoni, il progetto ha beneficiato di una crescita regolare sia sullo sviluppo del codice che sul numero crescente dei contribuenti. Mixxx è maturato a causa della forte richiesta di programmi per DJ su Linux e grazie al malcontento degli utenti Windows e Mac riguardo ai software della categoria esclusivamente a pagamento. Una rinnovata attenzione all'usabilità e alla stabilità ha aiutato Mixxx a crescere fino a diventare il più popolare software per DJ libero e multipiattaforma, raccogliendo nel mondo oltre 1.000.000 di download all'anno.
Pubblicato solo il 17 febbraio scorso sul Mac App Store, ha in pochi giorni conquistato la vetta della classifica delle Top Gratuite. Mixxx trasforma il Mac in una vera console professionale per DJ, offrendo la possibilità di mixare le tracce presenti nella libreria musicale di iTunes (o in una cartella a scelta), di utilizzare effetti, comandare un controller MIDI/USB e registrare le proprie performance dal vivo.
Queste le principali caratteristiche di Mixxx: Database musicale potenziato; accesso alla libreria di iTunes; supporto completo di numerosi controller MIDI (Hercules, Numark, Pioneer, Vestax); regolazioni di precisione su tonalità, velocità, transizioni, dissolvenze, equalizzatori DJ ad alta fedeltà; calcolo BPM e sincronismo automatico; preascolto in cuffia con qualsiasi scheda audio USB; Key-lock per modificare la velocità senza modificare la tonalità; normalizzazione del volume (Replay Gain); creazione di playlist; missaggio automatico semplificato; supporto per il broadcast online con Shoutcast ed Icecast e supporto nella riproduzione dei formati audio MP3, FLAC, OGG, M4A e WAV.
Mixxx è disponibile per il download su Mac App Store per chi ha Mac OS X 10.6.6, ma è disponibile anche per Leopard in versione Intel e PPC dal sito ufficiale.
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Hard Disk 2TB Western Digital USB 2.0


Dal mese di novembre dell'anno scorso, l'arrivo di Amazon in Italia ha aperto agli utenti nostrani la possibilità di acquistare prodotti eccezionali (milioni di libri, migliaia di cd e dvd, ma anche videogiochi, elettrodomestici, software, giocattoli ed orologi) a prezzi interessanti, spesso imbattibili.
Nell'ultimo mese uno dei prodotti più gettonati è stato il Western Digital Elements Desktop HardDisk USB 2.0 nel taglio da 2TB (cod: WDBAAU0020HBK).
In effetti il prezzo di vendita (67,90 euro spedizioni incluse) vale già il solo disco rigido, se poi si conta che ha anche un box esterno, alimentatore e cavo USB, il dispositivo si fa estremamente invitante.
Abbiamo comprato il disco e siamo rimasti molto soddisfatti dell'acquisto. Si tratta di un normale hard disk esterno USB 2, compatto e essenziale. La confezione è minimale, senza sprechi, con carta ecologica (riciclata e riciclabile). L'unità misura 12,5 x 20,4 cm, è alto 3,5 cm e pesa esattamente un chilo, ha solo un led bianco posteriore per l'attività e pur non avendo un interruttore on/off il dispositivo si spegne da solo, staccando il cavo USB o spegnendo il computer. Arriva preformattato in NTFS per Windows, quindi per prima cosa va inizializzato con Utility Disco e magari partizionato in GUID.
L'amico Eugenio (co-fondatore de iMaccanici) l'ha collegato alla sua base Apple AirPort Extreme, che non spegne mai, ed ha constatato che dopo l'espulsione dal Finder il disco esterno va in stop, riducendo il consumo e preservando il disco dall'usura.
All'interno, fissato da due staffe e alcuni gommini sagomati di plastica blu, c'è un capiente drive Western Digital Caviar Green a risparmio energetico da 2TB (2000 GB a velocità variabile, Intellipower max 7200 rpm), che rispetto alle unità desktop standard riduce i consumi ed è il massimo in quanto a temperatura di esercizio ed acustica, infatti anche mettendolo "alla frusta" resta comunque tiepido, inoltre parcheggia le testine dopo 8 secondi di inattività.
Tutti vantaggi quindi? No!
Il nostro disco è un WD20EARS che ha ben 64MB di cache, ma c'è chi ha trovato solo un WD20EACS con "appena" 16MB di cache o un WD20EADS con 32MB. Insomma è questione di fortuna.
Infine chi come noi vorrà smontarlo, per utilizzarlo magari nel proprio Mac, dovrà rinunciare al riutilizzo del box esterno con un altro Hard Disk che non sia supportato dalla scheda interna del box.
Abbiamo provato a montare diversi dischi più piccoli, ma nessuno, nemmeno se prodotto dalla stessa WD ha funzionato (o non parte proprio, o richiede un'inizializzazione impossibile), tranne per un paio di Caviar Green da 1TB ed un paio di Samsung (da 1TB e da 750GB). La compatibilità con il chipset Oasis desktop 1607P è un mistero ancora irrisolto.
Inoltre per aprirlo bisogna fare attenzione (video) a non rompere le linguette di plastica. Non ci sono viti sul case, ma solo incastri. L'acquisto è comunque consigliato.
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La scorciatoia delle scorciatoie


Esibirsi in scorciatoie da tastiera ignote ai più, con virtuosismi alla Rachmaninoff ed efficacia e rapidità senza pari, è un po' il sogno o la necessità di tutti. I fortunati che devono usare principalmente solo pochi programmi, dopo qualche tempo riescono a memorizzare ed usare una grande quantità di comandi da tastiera. Al tempo stesso, chi per lavoro o diletto deve destreggiarsi tra numerose applicazioni anche complesse, diverse versioni o sistemi operativi, nonché semplicemente macchine configurate in maniera differente, rischia la confusione totale o, peggio, il richiamare in un attimo con la punta delle dita il comando "brasa disco".
In tutto ciò viene in aiuto KeyCue della Ergonis Software, ormai alla versione 5.2 dalla 1.0 del maggio 2004, che opera dietro le quinte ma pronto a manifestarsi all'occorrenza alla sola (prolungata) pressione del tasto Mela Cmd. Appena invocato, lo schermo viene oscurato quasi in stile Kernel Panic ed appare una finestra centrale che riassume tutte le scorciatoie da tastiera disponibili in quel momento per quel programma su quella macchina. La scelta è allora tra il memorizzare quella o quelle che ci sfuggivano tornando subito ai nostri compiti oppure scorrere con il mouse per cliccare direttamente il comando cercato. In questo modo non solo KeyCue funge da promemoria per ricordare le varie scorciatoie ma anche da "stanza dei bottoni" per i vari comandi disponibili da tastiera.
Alle scorciatoie dell'applicazione attiva si aggiungono altre funzioni e le scorciatoie di sistema ovvero, ad esempio, quelle di Menù Apple, Dock, Servizi, Dashboard, Display, Exposé, Spaces, Front Row, Text Input, Screen Shots, Spotlight, Universal Access, Contrast e dello stesso KeyCue (ovvero la scorciatoia per la scorciatoia della scorciatoia delle scorciatoie...).
Le preferenze prevedono, tra l'altro, la possibilità di scelta tra vari temi e la personalizzazione della velocità di reazione e del contenuto della finestra delle scorciatoie.
I requisiti di sistema, per quanto Snow Leopard sia raccomandato, partono da Tiger (Mac OS X 10.4).
A fronte di tutto ciò, si chiedono 19,99 euro per licenza singola o 29,99 per il pacchetto famiglia (massimo di cinque componenti dello stesso nucleo).
Il consiglio personale è di non provare KeyCue dato che poi non se ne potrà fare a meno, se non altro per farlo apparire e giocherellare con l'animazione della selezione tra le varie voci.
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Una vita a fin di bene


Sarebbe piacevole ricevere tutti i giorni notizie e segnalazioni come quella ricevuta giovedì scorso dall'amico piemontese Gianluca Ruffatti Vitrotti (noto a molti per l'app Codici e Leggi di Intermundia).
Gianluca lavora ormai da un anno per la Fondazione Difesa Fanciulli, che da 100 anni si occupa della difesa dell'infanzia e della tutela dei minori.
Coinvolgendo tutti i suoi amici di Intermundia, Gianluca ha fatto sviluppare (gratuitamente) un'applicazione per promuovere la Fondazione. Si tratta di NonProfit. Per ora è molto semplice, ma ci si augura che possa crescere con i suggerimenti degli utenti, così come è stato per Codici e Leggi.
NonProfit è disponibile per il download su iTunes Store di Apple ed è la prima applicazione per iPhone, iPad e iPod Touch che permette di sapere tutto quello che succede nel mondo non-profit. È la prima applicazione pensata per chi, lavorando in organizzazioni non-profit, aiuta a creare un mondo migliore ed è la prima applicazione pensata per chi vuole fare volontariato e prima di farlo vuole conoscere l'organizzazione.
Ecco tutte le funzionalità del software: News dal mondo non-profit aggiornate in tempo reale; una raccolta costantemente aggiornata degli spot video più belli delle organizzazioni non-profit; un giochino (il memory) per passare piacevolmente un po' di tempo; una raccolta di citazioni famose da usare e da spedire via e-mail.
È possibile aiutare la Fondazione Difesa Fanciulli a far crescere l'applicazione, inviando suggerimenti sui nuovi siti di news, sui nuovi video YouTube e segnalando le citazioni preferite, in modo che nel prossimo aggiornamento vengano aggiunti i contenuti suggeriti dagli utenti.
Fondazione Difesa Fanciulli Onlus si trova in Strada Valpiana 31 a Torino ed attualmente è diretta da Elena Cornaglia.
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Gestire il flusso di lavoro di immagini Raw


Molti utenti Mac sono anche appassionati di fotografia ed a loro è dedicata questa applicazione.
Le fotocamere digitali, oggi producono immagini in formato Raw: il perché di questa scelta è semplice: a posteriori è possibile regolare finemente la gradazione dei colori, sovra e sottoesposizioni. Il file ottenuto deve poi essere convertito in un formato più semplice da gestire ed è qui che interviene Rawker, un convertitore gratuito per file Raw che ha fatto propria la storica filosofia di Apple del "Rendilo semplice".
Consente infatti di processare un singolo file Raw così come una intera cartella con estrema facilità. È altresì possibile creare una cartella di riferimento che Rawker controllerà ciclicamente alla ricerca di nuove immagini da convertire automaticamente secondo le preferenze impostate, non appena inserite in detta cartella.
Ovviamente prima di convertire ogni file, potrete modificare le impostazioni al fine di ottimizzare l'aspetto delle vostre immagini; queste impostazioni possono essere salvate si da poterle richiamare a vostro piacimento.
Durante il processo di conversione multipla, Rawker mostrerà l'immagine attualmente in lavorazione. Il software è in grado di convertire in formato Tiff o Png a 16 bit, RGB per stampa o internet a 48 bit oltre al più modesto jpeg con profondità 8 bit.
I metadati contenuti nel file originale verranno mantenuti anche nelle immagini convertite in Tiff o jpeg. La conversione delle immagini potrà avvenire, a scelta, utilizzando Apple's Core Graphics (Quartz) oppure Dave Coffin's DCRaw, tool che non richiede installazione a parte in quanto già compreso nel programma e che supporta più formati RAW di quanti non ne supporti Quartz.
Scaricando dal link più sotto indicato, troverete una cartella che contiene due versioni di Rawker: la 1.4.2 più vecchia adatta anche ai SO precedenti a Tiger e l'ultima release, la 2.3.3 compatibile fino all'ultima versione di Snow Leopard.
L'altra cartella contiene ImageShow (in versione 1.3 e 2.1.2) inserito con lo stesso criterio del precedente. Esso serve a visionare velocemente le foto contenute in una qualsivoglia cartella: indicate la cartella ove sono contenute le foto, cliccate su open, la prima immagine apparirà, usate il cursore destro per visionare la seconda e così via, chiaramente il cursore sinistra aprirà la precedente.
Visualizzando le immagini potete valutarle e quindi ordinarle secondo valutazione o eliminarle, utilizzando il menù file, potrete inoltre ruotare ogni immagine o trasformarla in scala di grigi come qualcuno ha chiesto qualche giorno fa.
Sul sito dello sviluppatore, in tedesco, sono visibili alcune foto artistiche nel bianco e nero prediletto dall'autore, oltre ad un più ostico per noi non Teutoni, piccolo corso di fotografia. Presente anche una scala di grigi utile alla regolazione dei monitor e le istruzioni per regolarlo al meglio. Il sito insomma di un appassionato di fotografia per appassionati.
Da visitare: raifra.fh-friedberg.de/Mac/.
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Portatili fine 2008 con 8GB di memoria Ram


La scoperta arriva da OWC, ed in pochi giorni ha fatto il giro del mondo: grazie ad un aggiornamento del firmware, alcuni MacBook e MacBook pro che supportavano fino ad un massimo di 6GB di memoria, potranno normalmente utilizzare anche 8GB di Ram (due banchi da 4GB).
Tutto ebbe inizio negli ultimi mesi del 2009, quando Apple rilasciò un aggiornamento dell'EFI per risolvere problemi relativi al lettore ottico, ma secondo diversi esperti, in maniera del tutto silenziosa, Apple avrebbe modificato nelle settimane successive questo aggiornamento, includendo importanti migliorie, tra cui la gestione migliore della Ram nei portatili, senza pubblicare alcuna nota relativa all'update.
Questa notizia è rimasta segreta fino ad ora poiché la modifica di questo aggiornamento del firmware non viene segnalata automaticamente dall'utility di Aggiornamento Software dei MacBook e MacBook pro interessati.
Il nuovo firmware può essere scaricato da questi link:
MacBook pro (MacBookPro5,1): MacBook Pro EFI Firmware Update 1,8 (download)
MacBook (MacBook5,1): MacBook EFI Firmware Update 1,4 (download)
e può essere installato sui seguenti portatili Apple:
● MacBook 13.3" 2.0GHz e 2.4GHz
● MacBook Pro 15" 2.4GHz (tutti)
● MacBook Pro 15" 2.53GHz modello con slot ExpressCard (fine 2008)
● MacBook Pro 15" 2.8GHz modello con slot ExpressCard (fine 2008)
È importante controllare prima in Apple System Profiler che la versione della BootROM sia la MB51.007D.B03 per i MacBook e la MBP51.007E.B05 per i MacBook Pro.
Le fonti di questo articolo sono diverse, ma il contenuto non cambia.
Cosa ne pensate, qualcuno lo ha fatto? Nel My Store di Cagliari affermano che i modelli in questione supportano al massimo 6GB, dovranno ricredersi?
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Nuovo toolkit per supporti multimediali


Nonostante i supporti ottici CD/DVD sembrino destinati a scomparire inevitabilmente, nella giornata di ieri Roxio ha rilasciato l'ultima versione della sua fortunata Suite per la masterizzazione (e molto altro) su computer Apple. Da sempre Roxio definisce lo standard per la masterizzazione di CD, DVD e dischi Blu-ray su Mac.
Le novità introdotte in questa undicesima major release sono davvero numerose: l'interfaccia utente è stata rinnovata ed offre esercitazioni video integrate nell'applicazione con la possibilità di stampare il PDF del documento che accompagna ogni video tutorial; condivisione con un clic su Facebook, YouTube e Vimeo; esportazione in formati FLV o F4V per formati HD Adobe Flash, MKV e DivX Plus; finalmente viene introdotto il supporto per masterizzatori multiple (funzione prima disponibile solo con Dragon Burn) ed il supporto per i sottotitoli; importazioni dirette di AVCHD dalle videocamere HD senza lunghe conversioni, inoltre la tecnologia VideoBoost (che richiede una scheda video compatibile NVIDIA e 4 GB di RAM per prestazioni ottimali) offre una rapida codifica video H.264 con profili di esportazione dei video personalizzati verso i propri dispositivi di riproduzione (iPad, iPhone, eccetera).
La suite include (come sempre) alcune applicazioni importanti, anche se spesso in versione ridotta: Spin Doctor, Disc Cover 3 RE, DiscCatalogMaker RE, Get Backup 2 RE, TiVoToGo, ma giustamente perde Streamer, un software che praticamente non ha mai funzionato a dovere.
Toast 11 Titanium offre adesso un motore di aggiornamento automatico per ridurre le dimensioni di download e costa 99,99 euro, mentre la versione Pro, che alla versione base aggiunge cinque potenti applicazioni per supporti digitali, costa 144,99 euro (anche se in versione aggiornamento da precedenti acquisti è possibile risparmiare qualcosa). A queste cifre bisogna aggiungere poi 14,99 euro per la spedizione, se si desidera acquistare la scatola del software contenente una copia di backup masterizzata su supporto fisico.
I programmi aggiuntivi offerti da Toast 11 Titanium Pro sono: Adobe Photoshop Elements 9 (il software di editing foto più venduto), FotoMagico 3 RE (per fantastiche storie in HD), il plug-in Blu-ray Disc (per l'authoring di video DVD e Blu-ray), SmartSound Sonicfire Pro 5 (per la creazione di brani musicali personalizzati), BIAS SoundSoap 2 SE e il nuovo plug-in Toast (per la pulizia dell'audio).
Toast 11 Titanium è localizzato anche in italiano, francese, tedesco e spagnolo, richiede un Mac Intel con 1GB di RAM e almeno Mac OS X 10.5. Altre informazioni per l'acquisto ed il download sono disponibili sul sito ufficiale.
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Il modernariato ludico


C'era un tempo in cui l'unico luogo dove potersi approcciare con i videogame era la Sala Giochi. Era possibile introdurre le monetine della paghetta in una fessura avida e traditrice, che permetteva ai ragazzini di un tempo di godere delle meraviglie di Ghosts'n goblins o Arkanoid e ai bambini più ricchi di sperperare i risparmi sudati da altri sugli spettacolari Space Ace e Dragon's Lair.
I rumori assordanti e per l'epoca modernissimi ora assomigliano ad ancestrali richiami di un tempo andato. Ora la Sala Giochi esiste solo nel limbo delle Giostre o Sagre di Paese, in prossimità degli efferati autoscontri. Tutto sommato la fauna che popola questi luoghi mistici è rimasta la stessa, truci figuri moderni che picchiano il punching ball e che una volta avrebbero passato il tempo a ingigantirsi a fronte di record inarrivabili su R-Type o Galaga. Quindi forse si sta meglio adesso, con la sala giochi in salotto, con i seggiolini di legno a prova di ogni confort sostituti da divani in pelle o poltroncine svedesi.
I giochi in sé però in alcuni casi sono rimasti gli stessi, alla faccia del tempo che passa. Magari hanno subito anche loro il lifting proprio dei nostri tempi, sotto forma di Botoxiani ritocchi di furba apparenza. Questo è in buona parte il caso di questa raccolta Pangea Arcade, programmata e pubblicata su Mac App Store dai texani della Pangea Software.
Probabilmente proprio in uno sperduto bar lungo le assolate strade del Texas, tra un cane della prateria e un cactus rotolante questi baldi americani hanno concepito la necessità di tornare ai sani concept di un tempo, fatti di azione limitata ai due/tre pulsanti dei cabinet colorati anni 80 e di poca voglia di percorrere le moderne vie dell'open roaming e del gioco hard core.
Di sicuro infatti Pangea Arcade non si rivolge agli smaliziati hard-core gamers, termine abusato che identifica quella fetta di giocatori attratti dalle sfide lunghe giorni e forse anche da un po' di snobismo verso tutto ciò che non è lucente e tirato a lustro per tirare fino allo spasmo i nuovi processori del XXI secolo.
I tre giochi che compongono questo pacchetto, in vendita dal recentemente inaugurato store online di mamma Apple, sono un restyle-refresh di svariati classici del divertimento videoludico dei tempi andati.
Con la dignità di chi programma anche per passione e con la furbizia di chi non vuole cadere in fallo su banali indicizzazioni di plagio, non fanno mistero dell'origine dei concept dietro la loro fatica.
Evitano la "sindrome da Great Giana Sisters" e lasciano al giocatore moderno il piacere di rivivere dei bei momenti di svago, casual e senza troppe pretese o aspettative.
Partendo dal meno curioso dei tre, troviamo Nucleus, un moderno Asteroids, che tra esplosioni in 3D e qualche eccesso di zelo nel voler dare una sensazione di fisicità al movimento della navicella (che si tramuta in una certa scomodità di pilotaggio) risulta anche il più deboluccio della compilation.
Warheads prova a fare le scarpe a Missile Command, variegando le possibilità di shooting e condendo l'insalata retrò con un'oliata di riflessi e luci niente male. Decisamente godibile, a patto di leggere il manuale e di riuscire a trovare le associazioni di tasti senza scomodare gli abitanti di qualche casella del calendario.
Ah si, non ricordo se l'ho detto, ma fondamentalmente Pangea Arcade va giocata con la tastiera, in maniera MAME-Style in mancanza di un joystick recuperato in garage. Non è arricchita da tutorial o file di help ed è presente un richiamo al giocatore a leggersi il manuale dal sito del gioco. Così nel mentre ci si può spulciare il catalogo dei ragazzoni Texani.
Ho tenuto per ultimo Fireworms che dei tre è secondo me sicuramente il più valido. Riuscitissimo il mix tra il gaming style di Space Invaders e quello Snake, che ha lanciato anche sui cellulari Nokia di un paio di lustri fa la moda del "gioca ovunque, ma gioca" e il "concept" dei power-up nato con il vetusto Arkanoid.
I power-up riuscitissimi e lo schema di gioco frenetico, che forzatamente deve lasciare spazio a un po' di tattica, rende davvero divertente e gratificante il tempo passato davanti al monitor.
Tempo che non sarà mai alienante come una partita a World of Warcraft o inconcludente come una sgambettata tra le strade di Armadillo in compagnia del truce (e trucido) John Marston di Red Dead Redemption. Ma, cosa fondamentale, sarà un tempo speso tra sorrisi e divertite mosse fatte tra la tastiera e la scrivania, a seguire il passo della navicella come succedeva negli angusti spazi tra un cabinato e l'altro. Non si raggiungono le vette di "tamarraggine" che potevano nascere tra una rotazione di volante con saltello tra una gara di Super Sprint o un salto per aiutare il nostro Space Harrier a scostarsi dai nemici, ma tant'è: ci si diverte.
Nel complesso Pangea Arcade non delude.
Avrebbe potuto essere qualcosa di un po' meno acerbo, se l'impianto realmente moderno e innovativo di FireWorms fosse stato applicato anche agli altri due giochi del trio. Così com'è di carne al fuoco ce n'è, ma invece di generare un Hype verso la ricerca della modernità applicata ai concetti base del retro-gaming, ci troviamo di fronte ad una collection valida, ma limitata al basso prezzo di acquisto (2,99 euro). Dopotutto credo che siano passati i tempi di mettere le monetine per giocare ad un Asteroids sotto steroidi.
Dovendolo valutare secondo il metodo di review del Mac App Store, sicuramente sarebbero 4 stelle su 5.