a Napoli con Apple
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Benvenuto su iMaccanici Assistenza Mac
mercoledì, 10 febbraio 2016__22:50

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Un robot per le immagini


ImageBot è un'utility per trasformare e ridimensionare in batch velocemente e facilmente le immagini, compatibile con Mac OS X 10.6 o successivo. Capita spesso di voler inviare delle copie di foto a qualcuno, magari riducendone il peso e cambiandone il formato; mi ha colpito la piena compatibilità con il formato Raw che non sempre è gestito da queste piccole applicazioni e richiederebbe molto più tempo di lavorazione, con l'uso di software più complessi. Avviato ImageBot basta trascinare le foto o l'intera cartella sulla schermata di interfaccia per visionare le anteprime con le caratteristiche attuali. Nella barra sottostante è possibile ridimensionare le misure in pixel o in percentuale sia in altezza che in larghezza, scegliere il formato tra jpeg, png e gif ed eventualmente correggere la rotazione. Ogni immagine può essere regolata singolarmente per poi avviare il processo che salverà i file trattati nella directory scelta. Penso sia un applicazione utile per chi non ha dimestichezza con la gestione dei file fotografici e/o non possiede software più specifici di elaborazione e ritocco.
ImageBot è disponibile per il download dal sito ufficiale anche nella versione trial, che può processare solo cinque immagini per volta. Con 12,99 dollari si acquista la licenza per l'utilizzo senza limiti.
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Spedire mail sicure con il Mac


La comunicazione via mail, come tutti sanno, è basata sul protocollo SMTP (Simple Mail Transfer Protocol), un sistema “semplice” che, appunto, non consente una comunicazione sicura: in altre parole, tutto il contenuto del messaggio viaggia in chiaro lungo le linee digitali. Non solo, ma rimane conservato sui server del provider per anni!!! (meditate gente… meditate) Il sistema GPG si propone di risolvere questo problema, criptando e decriptando i messaggi spediti e ricevuti.
Da buon Maccanico alle prime armi, proverò a spiegarvi come.

Principio base di funzionamento
Il meccanismo si basa sulla creazione e sull’uso di un set di due chiavi: una chiave pubblica (pub), da diffondere e pubblicare, e una chiave privata (sec), da custodire con grande cura. Le due chiavi sono generate dal sistema con un’unica operazione, utilizzando degli algoritmi matematici. Senza scendere troppo in dettaglio, ci basta sapere che GnuPG (The GNU Privacy Guard) è il progetto GNU che si occupa dello sviluppo di OpenPGP.
Ogni utente, dicevamo, avrà quindi un proprio set di chiavi. 
Ecco come funziona…
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L'enciclopedia dei prodotti Apple


L'ottimo MacTracker è un piccolo programma per Mac OS X che oramai è diventato un immancabile cult per tutti gli utenti più attenti a quanto prodotto da Apple negli anni, poiché fornisce informazioni complete su ogni Mac venduto (Sistemi Operativi supportati, memorie, processori, unità ottiche, schede grafiche e molto altro), ma anche dettagli su altri hardware come basi Airport, tastiere e mouse, display, stampanti, scanner, fotocamere digitali, e logicamente iPhone, iPod, iPad, Apple TV e tutte le versioni di Mac OS, suoni di avvio e di spegnimento inclusi. Il software integra un veloce motore di ricerca interno per risalire al prodotto per nome, data di produzione, tipo di componenti utilizzati.
La nuova versione di MacTracker, appena giunto alla release 6.0, oltre ad aggiungere i modelli 2011 di MacBook pro, iPhone 4 e iPad 2, introduce una nuova interfaccia utente molto elegante, nuove capacità di ricerca nelle finestre di informazioni e confronto, una funzione di cronologia per visualizzare i modelli consultati di recente, l'integrazione con System Profiler per importare il profilo del proprio Mac, e molte altre funzioni, oltre a immancabili bug fix e piccole modifiche.
Mactracker 6.0 è un'applicazione gratuita che si scarica per Snow Leopard da Mac App Store ottimizzata per Intel, oppure è possibile effettuare il download dal sito ufficiale per chi è fermo a Mac OS X 10.5 (Leopard). In questo caso si installa con un semplice drag and drop e funziona anche su macchine meno recenti con processore PPC.
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Il Backup a 360 gradi


L'ottimo Eugenio (alias weuben, amico e cofondatore de iMaccanici), dopo numerosi e fortunati anni passati ad usare il Mac, senza mai fare il backup dei dati del suo Macintosh HD, ha deciso solo nel 2011 di dare inizio a questa sana pratica, complice anche il crollo dei prezzi degli HD, la loro spaventosa capienza e soprattutto la sua decisione di usare un sistema Raid 0 software come disco di avvio del suo Mac Pro (combinazione velocissima, ma piuttosto rischiosa).
Tante volte ci siamo seduti al bar per parlarne; in effetti avere una buona politica di backup dovrebbe essere obbligatorio per tutti. In un'epoca in cui 2TB di memoria possono costare meno di 70 euro, chiunque perda i proprio dati per mancanza di una seconda copia non è più giustificabile. In nessun modo.
Eugenio, dopo aver deciso di affidarsi ciecamente a Time Machine per la copia totale del suo Hard Disk principale, s'è fatto convincere nella meticolosa ricerca di un software per mettere ulteriormente i suoi dati in salvo, un programma da affiancare a Time Machine, che sia completo, personalizzabile e non troppo caro. Alla fine sembra esserci riuscito con SuperDuper! di Shirt Pocket.
Questa utility, creata nel gennaio del 2004, sembra unire i vantaggi dei più diffusi software di backup, infatti al costo di circa 21 euro è possibile con lo stesso software clonare un disco di avvio (come con Carbon Copy Cloner), usare la tecnologia Sandbox per installare un nuovo Sistema con ex-novo salvando le applicazioni aggiunte in precedenza, ma anche sincronizzare cartelle e volumi su dischi o immagini disco (lettura/scrittura o compresse a vari livelli).
Non mancano funzioni di verifica e riparazione dei permessi al disco sorgente; funzioni di inizializzazione del disco di destinazione, copia incrementale o speculare; azioni da compiere al termine del backup (cambio e riavvio dal nuovo disco di avvio, espulsione del disco di destinazione, spegnimento del Mac o semplice chiusura del software). E fin qui stiamo parlando delle preferenze ordinarie. In quelle avanzate è possibile scegliere: script/shell da eseguire prima dell'inizio della copia; l'esclusione della lista di controllo degli accessi (ACL) durante la copia; la creazione di un disco immagine, di un pacchetto di installazione e script/shell da eseguire al termine della copia.
È possibile scegliere volumi di rete come sorgente o destinazione; è possibile pianificare le operazioni di backup: il programma si occuperà di collegarsi al disco remoto, eseguire il suo compito di copia dei dati e spegnersi autonomamente.
Nel pacchetto del software sono inclusi dei preset (detti Copy Script) per essere subito operativi, ma logicamente è possibile modificarli o crearne di nuovi direttamente dal programma. La flessibilità offerta è straordinaria, ma soprattutto la qualità della copia dei file (come è lecito attendersi da un software capace di fare copie avviabili).
Insomma SuperDuper! ha tutto quello che serve, proprio tutto. È un programma definito da molti recensori nostrani estremamente "facile da utilizzare". Non è solo un software per creare una copia esatta bootable del proprio hard disk, non è solo un tool per i backup rapido e affidabile, ma è un programma completo la cui potenza viene espressa ai massimi livelli solo da utenti più esperti, capaci di mettere la mani al posto giusto.
SuperDuper!, è disponibile per il download dal sito dello sviluppatore in versione trial funzionante, ma con alcune limitazioni sulla programmazione dei backup automatici.
Richiede Mac OS X 10.4 e funziona egregiamente anche con l'ultima release di Snow Leopard.
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Indigestione di biscotti?


Tra le principali cause del rallentamento di un browser ci sono i cookie HTTP, necessari alla navigazione sulla maggior parte dei siti. Indispensabili per eseguire autenticazioni e tracking di sessioni, i cookie servono a memorizzare tutte le informazioni riguardanti gli utenti che accedono ai siti preferiti o, in caso di acquisti on-line, al contenuto dei "carrelli della spesa".
Quando questi "biscotti", con il trascorrere di mesi ed anni di navigazione si accumulano, possono diventare troppo pesanti per lo stomaco delicato di un browser ed è il caso allora di purgarlo almeno da quelli superflui, obsoleti o poco sicuri.
Oltre a poter reinizializzare a mano il proprio web browser (quando ne è prevista la funzione), o ad eliminare gli elementi di supporto direttamente dal Finder (ma bisogna sapere dove e come intervenire), la britannica WriteIt! Studios Ltd, software house già famosa per USB Backup, ha rilasciato recentemente Cookie Stumbler. Un programma a pagamento non solo capace di eliminare i cookie, ma anche di riconoscerli e gestirli con una capacità straordinaria.
Cookie Stumbler permette di individuare facilmente i cookie e rimuoverli con un solo clic rintracciando e distinguendo quelli di Google Chrome, Firefox, OmniWeb, Chrome e Safari, oltre a quelli di Flash, il player tanto discusso di Adobe.
Il programma offre, in maniera facile ed efficace, di scegliere quali cookie cancellare e quali tenere. I cookie di rilevamento e gli Ad cookies (quelli delle pubblicità) possono essere fastidiosi per le pubblicità mirate, inoltre quelli Flash si spingono oltre minacciando potenzialmente anche la privacy, poiché possono insediarsi in siti apparentemente innocui e raccogliere informazioni personali addirittura raccogliendo i caratteri battuti in una pagina web costruita ad hoc, rendendo l'utente vulnerabile al furto di dati.
È importante evitare allarmismi, i cookie di rilevamento non sono virus o codice dannoso, sono incapaci, da soli, di compiere qualsiasi azione sul computer. Servono "solo" a raccogliere informazioni (e sarebbe giusto per l'utente esserne a conoscenza) per alimentare il mercato (poco elegante) della pubblicità online.
Le funzioni avanzate di riconoscimento automatico dei componenti buoni da quelli cattivi sono molto efficaci, e vengono costantemente verificate. Sul sito dello sviluppatore è possibile conoscere le tariffe annuali di abbonamento che permettono di aggiornare settimanalmente il database. Con il servizio "Cookie Definition Subscriptions" sarà difficile imbattersi in cookie poco onesti, questo lo garantisce proprio David Schiefer, lo sviluppatore del software.
Cookie Stumbler è disponibile per il download in una versione demo a scadenza, vi stupirete di quante centinaia (o migliaia) di elementi sono conservati nel Mac dai vostri browser, e vi meraviglierete ancora di più di quanto più veloce si presenterà il browser al termine della pulizia.
Il programma costa però ben 24,95 dollari, ma è da provare almeno una volta, e per i fanatici della privacy da comprare assolutamente.
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Notifiche da Facebook, con discrezione


Qualche giorno fa ho incontrato per lavoro Raffaele, un vecchio caro amico grafico e fotografo, che non vedevo da anni. Il figlio, credo coetaneo di Stefano (predatorfe), l'ultima volta che l'ho visto andava già in Vespa, ma era poco più che un bambino; il tempo passa inarrestabile ed ho scoperto piacevolmente che il "piccolo" Claudio*, oggi studente universitario, realizza software per Mac e lo vende sull'App Store.
xNotifier, questo il nome della sua prima App, permette di ricevere avvisi sullo stato del proprio account di Facebook direttamente sul monitor, senza dover aprire il browser ed in maniera del tutto "delicata".
Secondo Claudio, la filosofia di xNotifier è radicalmente differente dalle soluzioni offerte dalla concorrenza: il software non ricrea l’homepage di Facebook sul desktop, ma si limita ad avvisare l'utente, ad intervalli regolari, sullo stato del suo account, evitando interferenze e inutili distrazioni sul lavoro.
Pur essendo (io) fortemente contrario all'utilizzo di Facebook, specialmente durante l'orario di lavoro, apprezzo l'impegno profuso dallo sviluppatore nel cercare di ridurre l'invasività del Social Network almeno durante le sessioni lavorative.
Gli avvisi, indicanti il numero di richieste, notifiche e messaggi non ancora visualizzati, possono integrarsi anche al sistema di notifiche Growl (se installato) per poter personalizzare l'aspetto degli avvisi a proprio piacimento.
xNotifier per Mac costa 0,79 euro ed è disponibile per il download sul Mac App Store; richiede un Mac con processore a 64-bit (?) e Snow Leopard.
Questo è Claudio su Facebook, fatevelo amico, potrebbe regalarvi un codice redeem, se ne ha ancora.
Aggiornamento: a partire da oggi, per la durata di una settimana, l'applicazione sarà disponibile per il download gratuitamente.

*Questo link non è mai stato diffuso dall'autore, l'ho trovato perché conosco molto bene il… ragazzo. ;-)
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Psicosi da Hard Disk!


Leggendo spesso il forum di un noto gruppo di amanti del Mac (mi pare si chiami iMaccanici.org o qualcosa del genere), mi sono reso conto del fatto che il tallone di Achille dei sistemi informatici è (ovviamente) il componente più vetusto, e tecnologicamente parlando questo primato spetta agli Hard Disk. In particolare perché, a parte le ventole, è l'unico con un movimento fisico quasi continuo.
In tutta sincerità, chi non ha mai avuto problemi con un disco rigido? Purtroppo succede di frequente, magari solo con un disco esterno, di trovarsi a pregare qualche santo per recuperare dati persi.
Ma è poi così improvviso il guasto di un HD? In realtà no! Almeno non sempre, tanto che porgendo l'orecchio al dispositivo dovremmo percepire eventuali cambiamenti e/o rumori sospetti. Ho trovato una società, la Datacent, che ha pubblicato una serie di file audio divisi per produttore e per problema, in cui potete sentire gli hard disk alla fine della loro vita tanto per rendersi conto: questa è storia di Orrore Puro come direbbe Carlo Lucarelli. L'unica cosa da fare in questi casi è procedere con l'aggiornamento del backup e prepararsi alla sostituzione del disco difettoso.
Ma nella vita di tutti i giorni ci sono due piccole applicazioni ad "impatto zero", sia come costo che come impegno di risorse, che ci possono aiutare a capire come sta e che sta facendo il nostro disco. Si tratta di Disk Led, scaricabile da App Store, che è semplicemente un indicatore dell'attività del disco, che a differenza dei PC, che ne hanno uno hardware, sui Mac manca (ma ci manca?) e va a posizionarsi sulla barra dei menù in alto del Mac e simula un led a tre colori, (rosso giallo e verde) a seconda che il disco sia più o meno attivo, con la classica intermittenza irregolare che hanno quelli fisici.
L'altra utility si chiama SMARTReporter, disponibile per il download dal sito ufficiale di Core Code, che allacciandosi alla tecnologia S.M.A.R.T. (Self-Monitoring, Analysis, and Reporting Technology) dei nostri hard Disk aggiunge l'icona di un HD (sempre sulla stessa barra dei menù) e ci segnala lo stato di salute del disco con tre colori (ma anche con una scala di grigi se lo preferiamo), verde giallo o rosso, a seconda della gravità. Questa tecnologia non consente certo di evitare le rotture di un disco fisso, ma consente molto spesso di prevenirle, e poi backup always!!!
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Farfalle matematicamente costose


Matherfly HD, a dispetto del nome e delle App localizzate in inglese, è prodotta da una italianissima software house indipendente di Torino, Dighentis.
Il software per iPad, disponibile per il download su App Store a 2,39 euro, si prefigge di interessare i bambini all'apprendimento dei rudimenti della matematica. Con quattro livelli per la verità piuttosto discutibili come gradualità di passaggio; purtroppo Matherfly si presenta molto colorato, quanto inutile.
Lo abbiamo provato per voi, ma dobbiamo rivolgere verso il basso il pollice: per quanto variopinto, facile da usare e in un certo senso accattivante, troviamo l'app ripetitiva, poco stimolante anche per un bambino che, dopo le prime 10 operazioni, si stanca e vuole passare ad altro.
Matherfly presenta una serie di schermate, sì colorate, ma piuttosto povere, con un'operazione proposta nella parte inferiore dello schermo e tre risultati possibili da trascinate con il dito.
L'operazione di trascinamento non funziona tutte le volte, occorre essere abbastanza precisi. Se l'operazione è corretta una voce te lo comunica, come ti comunica l'errore, aumentando un paio di contatori in alto. Tutto qui.
Per 2,39 euro ci sembra piuttosto pochino e ci sono diverse applicazioni gratuite sull'App Store che fanno anche di più. Nonostante noi si sia sempre piuttosto indulgenti verso le software house italiane, non possiamo sdoganare questa App che, per essere corretti, avrebbe fatto meglio ad essere passata gratis come promozionale, o offerta al massimo a 0,79 euro.
Peccato, alla prossima. Però gratis!
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Obiettivo: massima concentrazione


I moderni computer multiprocessore, con oltre 16GB di memoria Ram installata, con 8 o più core, permettono non solo prestazioni eccellenti, ma l'apertura contemporanea di innumerevoli applicazioni.
Il multitasking offerto dai computer Apple è certamente un vantaggio, ma può in alcuni casi ridurre la concentrazione sulle finestre principali, quelle utilizzate al momento dall'utente. Maxim Ananov, sviluppatore della software house indipendente Pointum, ha recentemente rilasciato un'applicazione per incrementare la produttività del Mac.
HazeOver (HzO) è un piccolo software gratuito, che si installa con un drag and drop e si piazza con discrezione nella barra degli strumenti di Mac OS X.
Il piccolo programma si preoccupa di abbassare la tonalità di tutto il display, tranne che della finestra selezionata al momento, qualsiasi sia lo strumento o l'applicazione utilizzata.
La luminosità viene progressivamente abbassata di un 30% passando da una finestra all'altra, e con una latenza molto gradevole, simile a quella dell'abbassamento automatica della luce del Risparmio Energia del Mac.
L'applicazione fa solo questo, ma lo fa bene. È all'apparenza priva di bug, efficace sempre, e soprattutto parca nel consumo di energia. Infatti, anche cambiando rapidamente finestre, applicazioni ed ambienti, il consumo di processore richiesto da HazeOver è mediamente compreso tra lo 0,1 e 0,2%. Un nulla! Questo potrebbe convincere anche i puristi che cercano di evitare il più possibile sprechi di risorse.
Un filmato su YouTube mostra HazeOver in azione. Il programma richiede Mac OS X 10.5, funziona su PPC e Intel ed è disponibile gratuitamente per il download e l'utilizzo.
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Processi, priorità e prestazioni


Tra i principali motivi del successo di UNIX c'è senza dubbio la capacità di multitasking reale; ovvero la possibilità, da parte del Sistema Operativo, di far girare contemporaneamente numerose applicazioni.
Questo vale logicamente anche per Mac OS X, Sistema Operativo di derivazione UNIX, della famiglia BSD. Se apriamo Monitoraggio Attività (si trova in Applicazioni/Utility) possiamo notare che ogni programma, applicazione, comando che si lancia e ogni servizio attivo sul Sistema da origine a uno o più processi a cui viene assegnato un numero che lo identifica univocamente, chiamato IDP (IDentificator Process).
Un processo consta di codice eseguibile, posizione di esecuzione, dati gestiti, file aperti, ambiente di esecuzione e credenziali. Ogni processo, tranne kernel_task (a cui corrisponde l'IPD 0), è generato da un'altro processo di cui si definisce il PIPD (Parent IPD). Si parla quindi di processo padre (parent) e processo figlio (child). Ogni processo ha una priorità preassegnata, con un valore che varia tra -20 e 20 e che determina quanta CPU time rispetto agli altri il Sistema dovrà dedicargli. La priorità preimpostata di un task è 0 (-20 è considerata la massima priorità); questo valore può essere modificato attraverso il Terminale, ma bisogna usare il comando renice, avere una certa dimestichezza e risalire all'ID del processo.
La vivace software house Eosgarden di Losanna offre una piccola applicazione gratuita in grado di gestire i processi dei programmi per Mac OS X su un livello più avanzato e con la possibilità di assegnare priorità a ciascuna separatamente.
Il nome dice praticamente già tutto: ProcessRenicer. Una volta lanciato il programma verrà visualizzato un elenco di tutti i processi in esecuzione e ad ognuno sarà possibile decidere la priorità, dando al Sistema il compito di allocare le risorse in base alle proprie esigenze.
La grafica dell'interfaccia è fortemente ispirata allo strumento di Apple, ma le informazioni fornite sono numerosissime ed interessanti, anche per chi vuole solo curiosare senza toccare nulla, ma soprattutto per chi ha la capacità di intervenire con sapienza su questi valori.
ProcessRenicer è disponibile gratuitamente per il download dal sito dello sviluppatore e richiede un Mac con processore Intel e Mac OS X 10.6 o successivi.
Sempre sul sito di Eosgarden è possibile approfittare dei numerosi progetti Open Source e freeware molto interessanti, che rispecchiano ognuno l'indiscussa qualità svizzera nella realizzazione di software.
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Provato per voi il joypad fisico per iPad


Ten One Design, la stessa casa produttrice di PogoStylus e PogoSketch, i migliori pennini in circolazione per iPhone ed iPad, ha da poco (lo scorso 28 gennaio) messo in commercio un piccolo dispositivo semplicemente geniale, che farà sicuramente la felicità di tutti i videogiocatori che sentono la mancanza di un joypad "fisico" con tutti i vantaggi che questo ne comporta, in primis l'importantissima percezione tattile. Sensazione che permette una maggior precisione e rapidità di movimento con conseguente miglior risultato nelle prestazioni videoludiche.
La struttura portante è composta in una forma circolare a spirale e da due ventose che permettono il fissaggio all'iPad, il tutto in plastica trasparente per permettere la visione del display attraverso di essa (quando l'iPad si illumina è praticamente invisibile).
In genere l'approccio con questi aggeggi è un misto tra titubanza e diffidenza, ma dopo averlo visto in azione e letto i numerosi feedback positivi in rete, soprattutto quello di IGN (autorevole sito del settore, che gli ha dato una votazione altissima per i loro standard), ho deciso di acquistare Fling e devo dire che mi ha piacevolmente sorpreso! Non per caso Fling ha entusiasmato tutti quelli che lo hanno provato durante la presentazione avvenuta allo scorso CES (Consumer Electronic Show) di Las Vegas.
Fling è disponibile con la parte finale della spirale nei colori Ice, Ninja e Ultraviolet, costa 19 dollari in versione singola e 29,94 dollari in quella doppia. Destinato a tutti quelli che ne sentivano la mancanza e consigliatissimo a tutti i videogiocatori incalliti (e non)!
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Un altro modo di riciclare computer


ScreenRecycler, come dice il nome, permette di "riciclare" qualsiasi macchina in un modo a dir poco originale. Appoggiandosi su una rete locale, wifi o cablata che sia, consente infatti di usare lo schermo di una macchina secondaria come estensione di quello di una principale. Il risultato, come mostrato dal video dimostrativo, è di sicuro effetto.
Questa apparente meraviglia si appoggia su un collegamento VNC con un client di JollysFastVNC, incluso nell'installer di ScreenRecycler e gratuito per gli utenti di ScreenRecycler, da installare nella macchina che donerà lo schermo alla principale.
Come suggerito, va prestata attenzione al fatto che tutti i dati vengono trasmessi in maniera trasparente sulla rete.
Anche i seguenti client VNC sono dichiarati come compatibili: TightVNC (per Windows e Linux), VNC Navigator (per Windows), krdc (per Linux). In altre parole, come accennato, la macchina secondaria può avere sistemi diversi da Mac OS X.
I requisiti di sistema sono i seguenti sia per ScreenRecycler sulla macchina principale che per JollysFastVNC sulla secondaria: Mac OS X 10.4, 10.5, 10.6 e successivi mentre JollysFastVNC è anche accessibile sull'AppStore e per questa versione è necessaria la 10.6.6.
A questo mondo tutto (o quasi) ha un prezzo e quello di ScreenRecycler è di 23,90 euro per un uso singolo (letteralmente, in quanto serve disattivarlo per usarlo su un altro computer). La versione demo limita ogni connessione a circa 20 minuti.
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Da YouTube a MP3... quasi senza mani


Ci siamo, è il momento di far innervosire i puristi del suono. Cosa c'è di qualitativamente peggio di un mp3 per gli audiofili? Un mp3 generato da un filmato caricato su YouTube!
Nella migliore delle ipotesi si tratterà del frutto di una tripla conversione audio con pessime caratteristiche sonore. La prima la effettua colui che carica il filmato, la seconda la effettua il server di YouTube e l'ultima la esegue chi scarica il filmato per attenere una traccia musicale.
Ed è proprio per quest'ultima conversione che la giovane software house MediaHuman ha concepito YouTube to MP3. È un'applicazione nata prima per Windows e poi, grazie a Qt (un toolkit C++ per lo sviluppo di applicazioni multipiattaforma), sviluppata anche per Mac OS X.
Proprio a causa di questo porting, YouTube to MP3 eredita un'interfaccia assurda, in stile Windows, ma tutto sommato efficace. È sufficiente copiare il link di YouTube del filmato da convertire e spostarsi sulla finestra unica dell'applicazione. Si può scegliere di incollare il link nell'apposita barra o incaricare il programma di acquisire automaticamente l'URL direttamente dalla memoria degli appunti e addirittura scaricare in batch autonomamente.
Al termine della conversione verrà salvato un file MP3 per ogni link nella cartella Home/Musica/Dowloaded by MediaHuman, con ottimistiche caratteristiche di massima qualità (velocità dati 320kbps) spesso sovradimensionate rispetto alla pessima fattura dei file postati sul portale (di proprietà di Google Inc.) per la condivisione dei video.
Alla fine può trattarsi di uno strumento utile ai giovanissimi che vogliono riempire di canzoni alla moda il proprio player MP3 (cellulare o iPod) da ascoltare con mediocri auricolari o peggio ancora dall'altoparlante integrato del dispositivo, ma assolutamente inadatto a chi voglia gustarsi il suo brano preferito senza rimpiangere un bel CD Audio. Discorso diverso per chi vuole scaricare il parlato per ripassare lezioni audio o ascoltare racconti, in questo caso ci si può tranquillamente rassegnare.
YouTube to MP3 richiede un Mac con processore Intel e Mac OS X 10.5 (Leopard) o successivi, è assolutamente gratuito ed il download si effettua dal sito dello sviluppatore o da questo link diretto.
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Maccarone, m'hai provocato e io te... cuocio


Torino e l'Italia: di qui è partito tutto nel 1861, 150 anni fa.
La pasta e l'Italia: la pasta è uno dei manufatti italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo.
E quindi… la pasta e Torino: la Dighentis, software house della prima capitale italiana, ha realizzato un'applicazione per iPad, La Pasta HD, acquistabile su iTunes, che possiamo considerare un vanto del Made in Italy.
Lo sviluppatore, Alessandro Benedettini, di cui abbiamo già apprezzato un suo prodotto su questi lidi e autore di altre applicazioni per iOS, rivendica, giustamente IMHO, la qualità del suo prodotto, dal momento che ci propone oltre 60 ricette, distribuite in oltre 160 pagine, corredate da una sapiente lista di vini, da numerosi consigli e trucchi e da un'interessante sezione, PastaPedia, dove, come si intuisce dal nome, con dovizia di particolari ci fornisce utili informazioni, tra le quali anche come cucinare al meglio la pasta.
Non solo: possiamo considerarla un'applicazione interattiva. Infatti usandola, impareremo a cucinare e, con un po' di fantasia, potremo inventare nuove ricette con i nostri ingredienti preferiti. Poi, dal 25 marzo, grazie ad iPad 2 (anche un iPhone o una macchina fotografica vanno bene!), provvisto di fotocamera, potremo catturare le immagini delle nostre creazioni, inviarle allo sviluppatore e sperare che siano incluse nel prossimo aggiornamento, consentendoci di vantarci con amici, parenti, fidanzate/i e chi più ne ha, più ne metta delle nostre capacità culinarie.
Questo in generale. Vediamo il dettaglio: si tratta di un'applicazione di 43,5 MB di peso, che richiede almeno iOS 3.2, ma è stata testata con successo su iOS 4 (più precisamente il mio 4.3 ). Bisogna avere più di 12 anni per scaricarla, visto che si fa un inevitabile (e utile) riferimento all'alcol ed è compatibile con iPad, alla modica cifra di un caffè preso in un bar di periferia, ovvero i classici 0,79 euro.
Per chi non possiede iPad, ne esiste una versione per iPhone, più leggera (10 MB) e testata con iOS4, ma necessita almeno la 3.1.3, sempre alla modica cifra di cui sopra.
Appena lanciata l'applicazione, saremo accolti da un sonoro welcome in inglese. E in inglese è localizzata l'intera applicazione, tranne nella sezione delle ricette, laddove i nomi dei piatti conservano quello originale in italiano. E questo è l'unico neo di quest'applicazione. Un momento…, ho detto neo e non difetto. E non necessariamente i nei sono difetti: che ne dite di questa? o di di quest'altra? Alzi la mano chi li considera difetti! Bene a te che hai alzato la mano è accordato il permesso di uscire… non volevi andare in bagno? Scherzi a parte, infatti, grazie al multitasking che è supportato da La Pasta HD potremo navigare sul web o utilizzare uno degli innumerevoli traduttori anche gratuiti presenti nel'AppStore, alla ricerca della giusta traduzione e imparare, così, nuovi vocaboli nella lingua di Albione, che prima o poi verranno utili: quando siamo all'estero e ci propongono il menù, la versione in inglese c'è sempre.
Dopo il benvenuto, una grafica accattivante ci propone 4 "piatti vuoti" relativi ai 4 menù principali: PastaPedia, Ricette, Basi dell'arte della cucina, Formati della pasta.
Una volta scelto il "piatto", un simpatico "zito" sarà utilizzato come check mark e si aprirà il relativo sottomenù.
Cinque pagine per la sezione PastaPedia, dove impareremo molto su storia, ingredienti regionali e qualità della pasta.
La sezione Ricette mostra un elegante riquadro contenente un rotore dal quale scegliere la ricetta che ci interessa, avvertendoci mediante una classifica con "stellette", della difficoltà della stessa (da 1 a 3). Avremo la lista degli ingredienti e la tecnica per prepararla; infine il vino che meglio si accompagna con qualche utile consiglio.
La sezione Basi dell'arte della cucina, dovrebbe essere consultata per prima: si tratta di 3 pagine che forniscono il minimo indispensabile di conoscenze per permettere di indossare il cappello da cuoco anche a coloro che non sanno fare le classiche "due uova a tegamino".
Infine, l'ultima sezione dedicata ai Formati costituita da 13 pagine, che, con precisione degna della tassonomia di Linneo, illustrano i diversi tipi di pasta fornendo anche brevi cenni di origine geografica.
Toccando lo schermo con un semplice tap si può comodamente andare avanti e indietro o tornare al menù di partenza.
Quello che manca e potrebbe essere un suggerimento per lo sviluppatore, sono un paio di ricette fondamentali come la carbonara e l'amatriciana; qualche foto esplicativa come quelle inserite nella sezione Formati e una funzione "cerca" per le ricette. Grazie a La Pasta HD, potremo con soddisfazione imitare, perfezionandolo, il mitico Albertone dicendo:
"Maccarone, m'hai provocato e io te cuocio e te distruggo!"
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Rilassante e colorato


Devo ringraziare l'ottimo Store News, recensito da Matteo su iMaccanici, che mi ha segnalato la presenza di questo gioco e soprattutto il fatto che fosse rilasciato gratuitamente sul Mac App Store per un breve periodo di tempo.
L'insieme delle regole di gioco è molto semplice: ci sono delle forme che rievocano nella disposizione i blocchi del mitico Tetris, e degli spazi vuoti da riempire (nulla di più semplice), ma la cosa interessante che il tutto è realizzato tecnicamente in modo valido ed il risultato è molto accattivante. Si gioca con il mouse (o la trackpad) cliccando sugli oggetti scelti e trascinando la vernice per unirli tra loro, fino ad ottenere le forme obbligate.
Astroslugs ricorda un po' 7 Wonders of the Ancient World e un po' Bejeweled, come detto poc'anzi anche un po' Tetris, ma logicamente non è nulla di tutto questo. La difficoltà di gioco è dosata in ottimo modo, facendo apprendere nei primi livelli le meccaniche di gioco e poi proponendo mano mano livelli più ostici.
La longevità è buona, assicurata da una ottantina di livelli base ed una ventina di livelli bonus. Il prezzo contenuto (al listino 9,99 euro) lo mette di sicuro fra i titoli da avere per ogni buon appassionato di puzzle.
Su YouTube è possibile vedere il filmato della presentazione del gioco ad alta risoluzione. Astroslugs è disponibile per il download anche in versione demo (30 minuti di gioco per volta) dal sito ufficiale e richiede Mac OS X 10.5 o versioni successive.
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Pesce d'Aprile


Eh già, per un attimo ci sono cascato anch'io… Chi ci ha visitato oggi ha avuto una bella sorpresa! Fa impressione aprire la home page de iMaccanici ed al suo posto trovarci una pagina web con la foto della giovane studentessa americana che affianca un servizio di search directory.
Eppure anche questo potrebbe succedere prima o poi. Insomma nulla è eterno, tantomeno questo spazio web, ma finché ci saranno lettori che con la loro attività ci daranno lo stimolo di aggiornarlo, il sito de iMaccanici andrà avanti ancora a lungo.
Questo sarà l'anno degli cambiamenti: la nostra tabella di marcia (o Road Map se preferite) prevede inizialmente l'aggiornamento del motore sul quale si basa il sito (Geeklog) e che con una certa sufficienza si integra con il phpBB del forum (evidentemente troppo diverso anche nell'aspetto).
Successivamente ci occuperemo della scelta di un software per la versione 2.0 de iMaccanici.org, dove si potranno finalmente applicare nuove tecnologie al sito, ben collaudate e sicure, con maggiore integrazione tra articoli e forum.
Un lavoro che vedrà l'impegno principale da parte di Stefano (Predatorfe) e la collaborazione di alcuni utenti esperti del forum che cercheremo di coinvolgere per farci consigliare al meglio.
Con la speranza che questo cambiamento non si trasformi in un danno per il sito, vi auguriamo (e ci auguriamo) un buon 1 Aprile 2011.
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Aumentare il volume degli Mp3 e AAC


Chi i brani in iTunes non li compra soltanto, ma li importa dall'analogico, li scarica più o meno legalmente, o in qualche modo li crea a modo suo, può ritrovarsi nel tempo con tracce musicali dal volume più basso del normale e magari dovrà affrontare la regolazione manuale per ogni brano, con l'utilizzo di software di audio editing costosi, o difficili da usare se gratuiti.
Denys Yevenko, già famoso su Windows per MP3 Cutter Joiner, ha recentemente rilasciato una piccola, ma potente applicazione, per l'editing rapido dei brani in formato Mp3 e AAC/M4a (i formati audio compressi supportati da iTunes).
Smart Gain permette (con un semplice clic del mouse) sia di normalizzare automaticamente il livello del volume di tutti i file audio, che di amplificare un'intera traccia registrata a volume basso o un suo particolare frammento senza modificare il livello complessivo del volume del file.
L'unica finestra del software, seppur piacevole nell'aspetto, sente il peso di uno sviluppo ancora acerbo su Mac (mancano le abbreviazioni da tastiera più comuni come Command+A o la barra spaziatrice per il Play) eppure l'efficacia del programma merita particolari apprezzamenti, addirittura si possono trascinare intere Playlist da iTunes ed effettuare in batch modifiche e salvataggi. La cosa più straordinaria è che Smart Gain modifica il volume dei file senza convertirli, promettendo di mantenere inalterata la qualità originale. Di conseguenza vengono preservati tutti i metadati e le copertine dei brani.
I livelli del volume sono rappresentati visivamente con la classica forma d'onda per individuare rapidamente le tracce che necessitano di un intervento. Dispone inoltre di un player integrato, rendendo il pre-ascolto semplice e immediato.
Smart Gain, prodotto da X-WAVE, costa 9,95 dollari ed è disponibile per il download in versione Trial, che permette la modifica di 15 tracce, poi bisogna pagare. Una piccola ingenuità dello sviluppatore è che all'esaurimento della demo basterà un piccolo intervento, nemmeno troppo astuto, per ricominciare daccapo o rimandare la scadenza della Trial a mai (ma questo non ve lo dico).
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Convertire da FLAC a MP3 e altro


È vero, esistono numerose applicazioni per convertire file audio compressi Free Lossless Audio Codec (FLAC) in formati più comuni, molte delle quali Open Source o comunque gratuite.
Andrew Heard ha comunque da mesi lavorato e prodotto Tunesify (nome definitivo per FLAC2Mac quando era in versione beta) che però si dimostra il modo più semplice per convertire i file audio FLAC (con la correzione degli errori) in formati supportati da iTunes, iPod e iPhone.
Partiamo dal prezzo: 2,39 euro su Mac App Store, con la possibilità di provarlo gratis in versione Lite, con il limite di 30 secondi per ogni conversione.
Tunesify, attraverso la sua interfaccia grafica, utilizza la tecnologia Core Audio e i famosi encoder LAME, al fine di garantire il massimo della qualità audio dalle conversioni. I file FLAC possono essere convertiti rapidamente in Apple Lossless, conservando il suono e la qualità di un CD; i file possono anche essere convertiti in formato AAC, WAV e logicamente in MP3.
La versione completa di Tunesify, disponibile esclusivamente su Mac App Store, aggiunge il supporto per la conversione di diversi formati audio, quali WMA, WavPack, Monkey's Audio, FLV, Ogg Vorbis e altri.
Il software converte i file fino a quattro volte più velocemente su macchine multicore e sfrutta al massimo i processori a 64-bit. È possibile scegliere la cartella di destinazione (per impostazione predefinita Tunesify salva i nuovi file nella stessa cartella degli originali), il bit rate di codifica, le opzioni di codifica e personalizzare la modalità automatica.
Può dimostrarsi insostituibile in molte occasioni per numerose conversioni in batch. Fortunatamente la versione Lite è disponibile per il download, offrendo la possibilità di fare delle prove prima di deciderne l'acquisto.
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Non solo imposizione delle pagine


Paolo Marcuccetti, lo sviluppatore toscano di cui abbiamo già parlato sul nostro sito, ci ha segnalato il recente rilascio di FitPlot 3.5.
A cosa serve il software è spiegato qui: www.imaccanici.org/article.php/FitPlot.
La nuova versione contiene nuove funzionalità e soprattutto notevoli miglioramenti per chi usa il Mac OS X 10.6, a discapito però della compatibilità con Tiger, infatti da questa versione il Sistema Operativo minimo richiesto è Mac OS X 10.5 (Leopard). Questo è dovuto a cambiamenti nel codice non più rinviabili e logicamente alle nuove funzionalità introdotte (qui c'è un elenco completo delle novità).
L'adozione della tecnologia CoreImage introduce le possibilità di fotoritocco direttamente all'interno dell'applicazione (come in Anteprima di Apple). I campi di intervento comprendono spazio colore, luminosità, contrasto, saturazione, esposizione e tinta, esclusivamente per le immagini rastererizzate, sono perciò esclusi dalle correzioni i file PDF ed altri formati vettoriali, come EPS e PS. Le modifiche applicate alle immagini non sono distruttive, poiché restano interne nell'applicazione, anche le immagini incollate in FitPlot da altri programmi (o tramite trascinamento) guadagnano la possibilità di ritocco.
È possibile copiare gli attributi di un'immagine ed incollarli ad un'altra; si possono copiare le dimensioni (area), angolazione, attributi ombra, linea, tratteggio, etichetta, oltre alle nuove impostazioni di ritocco immagine. Gli attributi sono determinati nella nuova sezione attributi nel pannello delle preferenze.
Il menu rapido Modelli permette di organizzare i propri modelli, salvandoli nell'apposita cartella (proposta dal programma) per un rapido richiamo successivo; è stato aggiunto il controllo ambiente per impostare la risoluzione delle immagini nella modalità editing, per velocizzare il ridisegno con l'anteprima a bassa risoluzione.
È stata migliorata inoltre la sostituzione batch di immagini, il compattamento delle pagine, Quick Look e i movimenti vincolati (tasto maiuscole) delle immagini; aggiunto un menu (anche contestuale) per cambiare collegamento o mostrare un'immagine nel Finder; aggiunti i pulsanti di richiamo del pannello info e del nuovo pannello per il fotoritocco; infine sono stati individuati e corretti alcuni bug.
È disponibile per il download una versione demo del programma, che lascia in sovrimpressione una filigrana, eliminabile solo spendendo i 10 euro richiesti per una licenza. Tra qualche mese, secondo una confidenza dello sviluppatore, FitPlot troverà posto anche nel Mac App Store.
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Sei molto British? Ascolta la radio giusta!


Absolute Radio, la famosa emittente radiofonica inglese, ha sempre avuto un occhio di riguardo verso Apple ed i suoi utenti. Nel 2009 è stata la prima radio europea a utilizzare i tag di iTunes, offre applicazioni per iOS e sfoggia un sito interamente in HTML5, funzionando su tutti i dispositivi di Apple che non gradiscono la tecnologia Flash.
Da qualche settimana è possibile ascoltare in streaming la diretta radio di Absolute Radio UK sul Mac anche al di fuori del browser, con l'applicazione Absolute Radio Player. Il software, che si scarica da App Store, permette di scegliere i vari canali della radio inglese, quindi oltre al principale anche Classic Rock, anni '80, '90, '00 ed infine il canale Extra. Lo streaming è velocissimo e stabile, mentre il cambio del canale è pressoché immediato.
Absolute Radio Player occupa pochissimo spazio su disco (332 kb) e si installa in un baleno, è estremamente minimale, non ha nessuna impostazione personalizzabile, se non la regolazione del volume e la scelta della stazione. Sul display compare il titolo del brano, il nome dell'album e (se disponibile) la copertina.
Come software fa poco, ma lo fa bene. Non ha pubblicità, non ha link verso iTunes ed è logicamente gratuito sia per Mac che nelle sue varie edizioni per iOS (iPhone, iPod Touch e iPad).