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Benvenuto su iMaccanici Assistenza Mac
sabato, 25 ottobre 2014__23:07

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Farfalle matematicamente costose


Matherfly HD, a dispetto del nome e delle App localizzate in inglese, è prodotta da una italianissima software house indipendente di Torino, Dighentis.
Il software per iPad, disponibile per il download su App Store a 2,39 euro, si prefigge di interessare i bambini all'apprendimento dei rudimenti della matematica. Con quattro livelli per la verità piuttosto discutibili come gradualità di passaggio; purtroppo Matherfly si presenta molto colorato, quanto inutile.
Lo abbiamo provato per voi, ma dobbiamo rivolgere verso il basso il pollice: per quanto variopinto, facile da usare e in un certo senso accattivante, troviamo l'app ripetitiva, poco stimolante anche per un bambino che, dopo le prime 10 operazioni, si stanca e vuole passare ad altro.
Matherfly presenta una serie di schermate, sì colorate, ma piuttosto povere, con un'operazione proposta nella parte inferiore dello schermo e tre risultati possibili da trascinate con il dito.
L'operazione di trascinamento non funziona tutte le volte, occorre essere abbastanza precisi. Se l'operazione è corretta una voce te lo comunica, come ti comunica l'errore, aumentando un paio di contatori in alto. Tutto qui.
Per 2,39 euro ci sembra piuttosto pochino e ci sono diverse applicazioni gratuite sull'App Store che fanno anche di più. Nonostante noi si sia sempre piuttosto indulgenti verso le software house italiane, non possiamo sdoganare questa App che, per essere corretti, avrebbe fatto meglio ad essere passata gratis come promozionale, o offerta al massimo a 0,79 euro.
Peccato, alla prossima. Però gratis!
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Obiettivo: massima concentrazione


I moderni computer multiprocessore, con oltre 16GB di memoria Ram installata, con 8 o più core, permettono non solo prestazioni eccellenti, ma l'apertura contemporanea di innumerevoli applicazioni.
Il multitasking offerto dai computer Apple è certamente un vantaggio, ma può in alcuni casi ridurre la concentrazione sulle finestre principali, quelle utilizzate al momento dall'utente. Maxim Ananov, sviluppatore della software house indipendente Pointum, ha recentemente rilasciato un'applicazione per incrementare la produttività del Mac.
HazeOver (HzO) è un piccolo software gratuito, che si installa con un drag and drop e si piazza con discrezione nella barra degli strumenti di Mac OS X.
Il piccolo programma si preoccupa di abbassare la tonalità di tutto il display, tranne che della finestra selezionata al momento, qualsiasi sia lo strumento o l'applicazione utilizzata.
La luminosità viene progressivamente abbassata di un 30% passando da una finestra all'altra, e con una latenza molto gradevole, simile a quella dell'abbassamento automatica della luce del Risparmio Energia del Mac.
L'applicazione fa solo questo, ma lo fa bene. È all'apparenza priva di bug, efficace sempre, e soprattutto parca nel consumo di energia. Infatti, anche cambiando rapidamente finestre, applicazioni ed ambienti, il consumo di processore richiesto da HazeOver è mediamente compreso tra lo 0,1 e 0,2%. Un nulla! Questo potrebbe convincere anche i puristi che cercano di evitare il più possibile sprechi di risorse.
Un filmato su YouTube mostra HazeOver in azione. Il programma richiede Mac OS X 10.5, funziona su PPC e Intel ed è disponibile gratuitamente per il download e l'utilizzo.
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Processi, priorità e prestazioni


Tra i principali motivi del successo di UNIX c'è senza dubbio la capacità di multitasking reale; ovvero la possibilità, da parte del Sistema Operativo, di far girare contemporaneamente numerose applicazioni.
Questo vale logicamente anche per Mac OS X, Sistema Operativo di derivazione UNIX, della famiglia BSD. Se apriamo Monitoraggio Attività (si trova in Applicazioni/Utility) possiamo notare che ogni programma, applicazione, comando che si lancia e ogni servizio attivo sul Sistema da origine a uno o più processi a cui viene assegnato un numero che lo identifica univocamente, chiamato IDP (IDentificator Process).
Un processo consta di codice eseguibile, posizione di esecuzione, dati gestiti, file aperti, ambiente di esecuzione e credenziali. Ogni processo, tranne kernel_task (a cui corrisponde l'IPD 0), è generato da un'altro processo di cui si definisce il PIPD (Parent IPD). Si parla quindi di processo padre (parent) e processo figlio (child). Ogni processo ha una priorità preassegnata, con un valore che varia tra -20 e 20 e che determina quanta CPU time rispetto agli altri il Sistema dovrà dedicargli. La priorità preimpostata di un task è 0 (-20 è considerata la massima priorità); questo valore può essere modificato attraverso il Terminale, ma bisogna usare il comando renice, avere una certa dimestichezza e risalire all'ID del processo.
La vivace software house Eosgarden di Losanna offre una piccola applicazione gratuita in grado di gestire i processi dei programmi per Mac OS X su un livello più avanzato e con la possibilità di assegnare priorità a ciascuna separatamente.
Il nome dice praticamente già tutto: ProcessRenicer. Una volta lanciato il programma verrà visualizzato un elenco di tutti i processi in esecuzione e ad ognuno sarà possibile decidere la priorità, dando al Sistema il compito di allocare le risorse in base alle proprie esigenze.
La grafica dell'interfaccia è fortemente ispirata allo strumento di Apple, ma le informazioni fornite sono numerosissime ed interessanti, anche per chi vuole solo curiosare senza toccare nulla, ma soprattutto per chi ha la capacità di intervenire con sapienza su questi valori.
ProcessRenicer è disponibile gratuitamente per il download dal sito dello sviluppatore e richiede un Mac con processore Intel e Mac OS X 10.6 o successivi.
Sempre sul sito di Eosgarden è possibile approfittare dei numerosi progetti Open Source e freeware molto interessanti, che rispecchiano ognuno l'indiscussa qualità svizzera nella realizzazione di software.
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Provato per voi il joypad fisico per iPad


Ten One Design, la stessa casa produttrice di PogoStylus e PogoSketch, i migliori pennini in circolazione per iPhone ed iPad, ha da poco (lo scorso 28 gennaio) messo in commercio un piccolo dispositivo semplicemente geniale, che farà sicuramente la felicità di tutti i videogiocatori che sentono la mancanza di un joypad "fisico" con tutti i vantaggi che questo ne comporta, in primis l'importantissima percezione tattile. Sensazione che permette una maggior precisione e rapidità di movimento con conseguente miglior risultato nelle prestazioni videoludiche.
La struttura portante è composta in una forma circolare a spirale e da due ventose che permettono il fissaggio all'iPad, il tutto in plastica trasparente per permettere la visione del display attraverso di essa (quando l'iPad si illumina è praticamente invisibile).
In genere l'approccio con questi aggeggi è un misto tra titubanza e diffidenza, ma dopo averlo visto in azione e letto i numerosi feedback positivi in rete, soprattutto quello di IGN (autorevole sito del settore, che gli ha dato una votazione altissima per i loro standard), ho deciso di acquistare Fling e devo dire che mi ha piacevolmente sorpreso! Non per caso Fling ha entusiasmato tutti quelli che lo hanno provato durante la presentazione avvenuta allo scorso CES (Consumer Electronic Show) di Las Vegas.
Fling è disponibile con la parte finale della spirale nei colori Ice, Ninja e Ultraviolet, costa 19 dollari in versione singola e 29,94 dollari in quella doppia. Destinato a tutti quelli che ne sentivano la mancanza e consigliatissimo a tutti i videogiocatori incalliti (e non)!
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Un altro modo di riciclare computer


ScreenRecycler, come dice il nome, permette di "riciclare" qualsiasi macchina in un modo a dir poco originale. Appoggiandosi su una rete locale, wifi o cablata che sia, consente infatti di usare lo schermo di una macchina secondaria come estensione di quello di una principale. Il risultato, come mostrato dal video dimostrativo, è di sicuro effetto.
Questa apparente meraviglia si appoggia su un collegamento VNC con un client di JollysFastVNC, incluso nell'installer di ScreenRecycler e gratuito per gli utenti di ScreenRecycler, da installare nella macchina che donerà lo schermo alla principale.
Come suggerito, va prestata attenzione al fatto che tutti i dati vengono trasmessi in maniera trasparente sulla rete.
Anche i seguenti client VNC sono dichiarati come compatibili: TightVNC (per Windows e Linux), VNC Navigator (per Windows), krdc (per Linux). In altre parole, come accennato, la macchina secondaria può avere sistemi diversi da Mac OS X.
I requisiti di sistema sono i seguenti sia per ScreenRecycler sulla macchina principale che per JollysFastVNC sulla secondaria: Mac OS X 10.4, 10.5, 10.6 e successivi mentre JollysFastVNC è anche accessibile sull'AppStore e per questa versione è necessaria la 10.6.6.
A questo mondo tutto (o quasi) ha un prezzo e quello di ScreenRecycler è di 23,90 euro per un uso singolo (letteralmente, in quanto serve disattivarlo per usarlo su un altro computer). La versione demo limita ogni connessione a circa 20 minuti.
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Da YouTube a MP3... quasi senza mani


Ci siamo, è il momento di far innervosire i puristi del suono. Cosa c'è di qualitativamente peggio di un mp3 per gli audiofili? Un mp3 generato da un filmato caricato su YouTube!
Nella migliore delle ipotesi si tratterà del frutto di una tripla conversione audio con pessime caratteristiche sonore. La prima la effettua colui che carica il filmato, la seconda la effettua il server di YouTube e l'ultima la esegue chi scarica il filmato per attenere una traccia musicale.
Ed è proprio per quest'ultima conversione che la giovane software house MediaHuman ha concepito YouTube to MP3. È un'applicazione nata prima per Windows e poi, grazie a Qt (un toolkit C++ per lo sviluppo di applicazioni multipiattaforma), sviluppata anche per Mac OS X.
Proprio a causa di questo porting, YouTube to MP3 eredita un'interfaccia assurda, in stile Windows, ma tutto sommato efficace. È sufficiente copiare il link di YouTube del filmato da convertire e spostarsi sulla finestra unica dell'applicazione. Si può scegliere di incollare il link nell'apposita barra o incaricare il programma di acquisire automaticamente l'URL direttamente dalla memoria degli appunti e addirittura scaricare in batch autonomamente.
Al termine della conversione verrà salvato un file MP3 per ogni link nella cartella Home/Musica/Dowloaded by MediaHuman, con ottimistiche caratteristiche di massima qualità (velocità dati 320kbps) spesso sovradimensionate rispetto alla pessima fattura dei file postati sul portale (di proprietà di Google Inc.) per la condivisione dei video.
Alla fine può trattarsi di uno strumento utile ai giovanissimi che vogliono riempire di canzoni alla moda il proprio player MP3 (cellulare o iPod) da ascoltare con mediocri auricolari o peggio ancora dall'altoparlante integrato del dispositivo, ma assolutamente inadatto a chi voglia gustarsi il suo brano preferito senza rimpiangere un bel CD Audio. Discorso diverso per chi vuole scaricare il parlato per ripassare lezioni audio o ascoltare racconti, in questo caso ci si può tranquillamente rassegnare.
YouTube to MP3 richiede un Mac con processore Intel e Mac OS X 10.5 (Leopard) o successivi, è assolutamente gratuito ed il download si effettua dal sito dello sviluppatore o da questo link diretto.
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Maccarone, m'hai provocato e io te... cuocio


Torino e l'Italia: di qui è partito tutto nel 1861, 150 anni fa.
La pasta e l'Italia: la pasta è uno dei manufatti italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo.
E quindi… la pasta e Torino: la Dighentis, software house della prima capitale italiana, ha realizzato un'applicazione per iPad, La Pasta HD, acquistabile su iTunes, che possiamo considerare un vanto del Made in Italy.
Lo sviluppatore, Alessandro Benedettini, di cui abbiamo già apprezzato un suo prodotto su questi lidi e autore di altre applicazioni per iOS, rivendica, giustamente IMHO, la qualità del suo prodotto, dal momento che ci propone oltre 60 ricette, distribuite in oltre 160 pagine, corredate da una sapiente lista di vini, da numerosi consigli e trucchi e da un'interessante sezione, PastaPedia, dove, come si intuisce dal nome, con dovizia di particolari ci fornisce utili informazioni, tra le quali anche come cucinare al meglio la pasta.
Non solo: possiamo considerarla un'applicazione interattiva. Infatti usandola, impareremo a cucinare e, con un po' di fantasia, potremo inventare nuove ricette con i nostri ingredienti preferiti. Poi, dal 25 marzo, grazie ad iPad 2 (anche un iPhone o una macchina fotografica vanno bene!), provvisto di fotocamera, potremo catturare le immagini delle nostre creazioni, inviarle allo sviluppatore e sperare che siano incluse nel prossimo aggiornamento, consentendoci di vantarci con amici, parenti, fidanzate/i e chi più ne ha, più ne metta delle nostre capacità culinarie.
Questo in generale. Vediamo il dettaglio: si tratta di un'applicazione di 43,5 MB di peso, che richiede almeno iOS 3.2, ma è stata testata con successo su iOS 4 (più precisamente il mio 4.3 ). Bisogna avere più di 12 anni per scaricarla, visto che si fa un inevitabile (e utile) riferimento all'alcol ed è compatibile con iPad, alla modica cifra di un caffè preso in un bar di periferia, ovvero i classici 0,79 euro.
Per chi non possiede iPad, ne esiste una versione per iPhone, più leggera (10 MB) e testata con iOS4, ma necessita almeno la 3.1.3, sempre alla modica cifra di cui sopra.
Appena lanciata l'applicazione, saremo accolti da un sonoro welcome in inglese. E in inglese è localizzata l'intera applicazione, tranne nella sezione delle ricette, laddove i nomi dei piatti conservano quello originale in italiano. E questo è l'unico neo di quest'applicazione. Un momento…, ho detto neo e non difetto. E non necessariamente i nei sono difetti: che ne dite di questa? o di di quest'altra? Alzi la mano chi li considera difetti! Bene a te che hai alzato la mano è accordato il permesso di uscire… non volevi andare in bagno? Scherzi a parte, infatti, grazie al multitasking che è supportato da La Pasta HD potremo navigare sul web o utilizzare uno degli innumerevoli traduttori anche gratuiti presenti nel'AppStore, alla ricerca della giusta traduzione e imparare, così, nuovi vocaboli nella lingua di Albione, che prima o poi verranno utili: quando siamo all'estero e ci propongono il menù, la versione in inglese c'è sempre.
Dopo il benvenuto, una grafica accattivante ci propone 4 "piatti vuoti" relativi ai 4 menù principali: PastaPedia, Ricette, Basi dell'arte della cucina, Formati della pasta.
Una volta scelto il "piatto", un simpatico "zito" sarà utilizzato come check mark e si aprirà il relativo sottomenù.
Cinque pagine per la sezione PastaPedia, dove impareremo molto su storia, ingredienti regionali e qualità della pasta.
La sezione Ricette mostra un elegante riquadro contenente un rotore dal quale scegliere la ricetta che ci interessa, avvertendoci mediante una classifica con "stellette", della difficoltà della stessa (da 1 a 3). Avremo la lista degli ingredienti e la tecnica per prepararla; infine il vino che meglio si accompagna con qualche utile consiglio.
La sezione Basi dell'arte della cucina, dovrebbe essere consultata per prima: si tratta di 3 pagine che forniscono il minimo indispensabile di conoscenze per permettere di indossare il cappello da cuoco anche a coloro che non sanno fare le classiche "due uova a tegamino".
Infine, l'ultima sezione dedicata ai Formati costituita da 13 pagine, che, con precisione degna della tassonomia di Linneo, illustrano i diversi tipi di pasta fornendo anche brevi cenni di origine geografica.
Toccando lo schermo con un semplice tap si può comodamente andare avanti e indietro o tornare al menù di partenza.
Quello che manca e potrebbe essere un suggerimento per lo sviluppatore, sono un paio di ricette fondamentali come la carbonara e l'amatriciana; qualche foto esplicativa come quelle inserite nella sezione Formati e una funzione "cerca" per le ricette. Grazie a La Pasta HD, potremo con soddisfazione imitare, perfezionandolo, il mitico Albertone dicendo:
"Maccarone, m'hai provocato e io te cuocio e te distruggo!"
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Rilassante e colorato


Devo ringraziare l'ottimo Store News, recensito da Matteo su iMaccanici, che mi ha segnalato la presenza di questo gioco e soprattutto il fatto che fosse rilasciato gratuitamente sul Mac App Store per un breve periodo di tempo.
L'insieme delle regole di gioco è molto semplice: ci sono delle forme che rievocano nella disposizione i blocchi del mitico Tetris, e degli spazi vuoti da riempire (nulla di più semplice), ma la cosa interessante che il tutto è realizzato tecnicamente in modo valido ed il risultato è molto accattivante. Si gioca con il mouse (o la trackpad) cliccando sugli oggetti scelti e trascinando la vernice per unirli tra loro, fino ad ottenere le forme obbligate.
Astroslugs ricorda un po' 7 Wonders of the Ancient World e un po' Bejeweled, come detto poc'anzi anche un po' Tetris, ma logicamente non è nulla di tutto questo. La difficoltà di gioco è dosata in ottimo modo, facendo apprendere nei primi livelli le meccaniche di gioco e poi proponendo mano mano livelli più ostici.
La longevità è buona, assicurata da una ottantina di livelli base ed una ventina di livelli bonus. Il prezzo contenuto (al listino 9,99 euro) lo mette di sicuro fra i titoli da avere per ogni buon appassionato di puzzle.
Su YouTube è possibile vedere il filmato della presentazione del gioco ad alta risoluzione. Astroslugs è disponibile per il download anche in versione demo (30 minuti di gioco per volta) dal sito ufficiale e richiede Mac OS X 10.5 o versioni successive.
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Pesce d'Aprile


Eh già, per un attimo ci sono cascato anch'io… Chi ci ha visitato oggi ha avuto una bella sorpresa! Fa impressione aprire la home page de iMaccanici ed al suo posto trovarci una pagina web con la foto della giovane studentessa americana che affianca un servizio di search directory.
Eppure anche questo potrebbe succedere prima o poi. Insomma nulla è eterno, tantomeno questo spazio web, ma finché ci saranno lettori che con la loro attività ci daranno lo stimolo di aggiornarlo, il sito de iMaccanici andrà avanti ancora a lungo.
Questo sarà l'anno degli cambiamenti: la nostra tabella di marcia (o Road Map se preferite) prevede inizialmente l'aggiornamento del motore sul quale si basa il sito (Geeklog) e che con una certa sufficienza si integra con il phpBB del forum (evidentemente troppo diverso anche nell'aspetto).
Successivamente ci occuperemo della scelta di un software per la versione 2.0 de iMaccanici.org, dove si potranno finalmente applicare nuove tecnologie al sito, ben collaudate e sicure, con maggiore integrazione tra articoli e forum.
Un lavoro che vedrà l'impegno principale da parte di Stefano (Predatorfe) e la collaborazione di alcuni utenti esperti del forum che cercheremo di coinvolgere per farci consigliare al meglio.
Con la speranza che questo cambiamento non si trasformi in un danno per il sito, vi auguriamo (e ci auguriamo) un buon 1 Aprile 2011.
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Aumentare il volume degli Mp3 e AAC


Chi i brani in iTunes non li compra soltanto, ma li importa dall'analogico, li scarica più o meno legalmente, o in qualche modo li crea a modo suo, può ritrovarsi nel tempo con tracce musicali dal volume più basso del normale e magari dovrà affrontare la regolazione manuale per ogni brano, con l'utilizzo di software di audio editing costosi, o difficili da usare se gratuiti.
Denys Yevenko, già famoso su Windows per MP3 Cutter Joiner, ha recentemente rilasciato una piccola, ma potente applicazione, per l'editing rapido dei brani in formato Mp3 e AAC/M4a (i formati audio compressi supportati da iTunes).
Smart Gain permette (con un semplice clic del mouse) sia di normalizzare automaticamente il livello del volume di tutti i file audio, che di amplificare un'intera traccia registrata a volume basso o un suo particolare frammento senza modificare il livello complessivo del volume del file.
L'unica finestra del software, seppur piacevole nell'aspetto, sente il peso di uno sviluppo ancora acerbo su Mac (mancano le abbreviazioni da tastiera più comuni come Command+A o la barra spaziatrice per il Play) eppure l'efficacia del programma merita particolari apprezzamenti, addirittura si possono trascinare intere Playlist da iTunes ed effettuare in batch modifiche e salvataggi. La cosa più straordinaria è che Smart Gain modifica il volume dei file senza convertirli, promettendo di mantenere inalterata la qualità originale. Di conseguenza vengono preservati tutti i metadati e le copertine dei brani.
I livelli del volume sono rappresentati visivamente con la classica forma d'onda per individuare rapidamente le tracce che necessitano di un intervento. Dispone inoltre di un player integrato, rendendo il pre-ascolto semplice e immediato.
Smart Gain, prodotto da X-WAVE, costa 9,95 dollari ed è disponibile per il download in versione Trial, che permette la modifica di 15 tracce, poi bisogna pagare. Una piccola ingenuità dello sviluppatore è che all'esaurimento della demo basterà un piccolo intervento, nemmeno troppo astuto, per ricominciare daccapo o rimandare la scadenza della Trial a mai (ma questo non ve lo dico).
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Convertire da FLAC a MP3 e altro


È vero, esistono numerose applicazioni per convertire file audio compressi Free Lossless Audio Codec (FLAC) in formati più comuni, molte delle quali Open Source o comunque gratuite.
Andrew Heard ha comunque da mesi lavorato e prodotto Tunesify (nome definitivo per FLAC2Mac quando era in versione beta) che però si dimostra il modo più semplice per convertire i file audio FLAC (con la correzione degli errori) in formati supportati da iTunes, iPod e iPhone.
Partiamo dal prezzo: 2,39 euro su Mac App Store, con la possibilità di provarlo gratis in versione Lite, con il limite di 30 secondi per ogni conversione.
Tunesify, attraverso la sua interfaccia grafica, utilizza la tecnologia Core Audio e i famosi encoder LAME, al fine di garantire il massimo della qualità audio dalle conversioni. I file FLAC possono essere convertiti rapidamente in Apple Lossless, conservando il suono e la qualità di un CD; i file possono anche essere convertiti in formato AAC, WAV e logicamente in MP3.
La versione completa di Tunesify, disponibile esclusivamente su Mac App Store, aggiunge il supporto per la conversione di diversi formati audio, quali WMA, WavPack, Monkey's Audio, FLV, Ogg Vorbis e altri.
Il software converte i file fino a quattro volte più velocemente su macchine multicore e sfrutta al massimo i processori a 64-bit. È possibile scegliere la cartella di destinazione (per impostazione predefinita Tunesify salva i nuovi file nella stessa cartella degli originali), il bit rate di codifica, le opzioni di codifica e personalizzare la modalità automatica.
Può dimostrarsi insostituibile in molte occasioni per numerose conversioni in batch. Fortunatamente la versione Lite è disponibile per il download, offrendo la possibilità di fare delle prove prima di deciderne l'acquisto.
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Non solo imposizione delle pagine


Paolo Marcuccetti, lo sviluppatore toscano di cui abbiamo già parlato sul nostro sito, ci ha segnalato il recente rilascio di FitPlot 3.5.
A cosa serve il software è spiegato qui: www.imaccanici.org/article.php/FitPlot.
La nuova versione contiene nuove funzionalità e soprattutto notevoli miglioramenti per chi usa il Mac OS X 10.6, a discapito però della compatibilità con Tiger, infatti da questa versione il Sistema Operativo minimo richiesto è Mac OS X 10.5 (Leopard). Questo è dovuto a cambiamenti nel codice non più rinviabili e logicamente alle nuove funzionalità introdotte (qui c'è un elenco completo delle novità).
L'adozione della tecnologia CoreImage introduce le possibilità di fotoritocco direttamente all'interno dell'applicazione (come in Anteprima di Apple). I campi di intervento comprendono spazio colore, luminosità, contrasto, saturazione, esposizione e tinta, esclusivamente per le immagini rastererizzate, sono perciò esclusi dalle correzioni i file PDF ed altri formati vettoriali, come EPS e PS. Le modifiche applicate alle immagini non sono distruttive, poiché restano interne nell'applicazione, anche le immagini incollate in FitPlot da altri programmi (o tramite trascinamento) guadagnano la possibilità di ritocco.
È possibile copiare gli attributi di un'immagine ed incollarli ad un'altra; si possono copiare le dimensioni (area), angolazione, attributi ombra, linea, tratteggio, etichetta, oltre alle nuove impostazioni di ritocco immagine. Gli attributi sono determinati nella nuova sezione attributi nel pannello delle preferenze.
Il menu rapido Modelli permette di organizzare i propri modelli, salvandoli nell'apposita cartella (proposta dal programma) per un rapido richiamo successivo; è stato aggiunto il controllo ambiente per impostare la risoluzione delle immagini nella modalità editing, per velocizzare il ridisegno con l'anteprima a bassa risoluzione.
È stata migliorata inoltre la sostituzione batch di immagini, il compattamento delle pagine, Quick Look e i movimenti vincolati (tasto maiuscole) delle immagini; aggiunto un menu (anche contestuale) per cambiare collegamento o mostrare un'immagine nel Finder; aggiunti i pulsanti di richiamo del pannello info e del nuovo pannello per il fotoritocco; infine sono stati individuati e corretti alcuni bug.
È disponibile per il download una versione demo del programma, che lascia in sovrimpressione una filigrana, eliminabile solo spendendo i 10 euro richiesti per una licenza. Tra qualche mese, secondo una confidenza dello sviluppatore, FitPlot troverà posto anche nel Mac App Store.
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Sei molto British? Ascolta la radio giusta!


Absolute Radio, la famosa emittente radiofonica inglese, ha sempre avuto un occhio di riguardo verso Apple ed i suoi utenti. Nel 2009 è stata la prima radio europea a utilizzare i tag di iTunes, offre applicazioni per iOS e sfoggia un sito interamente in HTML5, funzionando su tutti i dispositivi di Apple che non gradiscono la tecnologia Flash.
Da qualche settimana è possibile ascoltare in streaming la diretta radio di Absolute Radio UK sul Mac anche al di fuori del browser, con l'applicazione Absolute Radio Player. Il software, che si scarica da App Store, permette di scegliere i vari canali della radio inglese, quindi oltre al principale anche Classic Rock, anni '80, '90, '00 ed infine il canale Extra. Lo streaming è velocissimo e stabile, mentre il cambio del canale è pressoché immediato.
Absolute Radio Player occupa pochissimo spazio su disco (332 kb) e si installa in un baleno, è estremamente minimale, non ha nessuna impostazione personalizzabile, se non la regolazione del volume e la scelta della stazione. Sul display compare il titolo del brano, il nome dell'album e (se disponibile) la copertina.
Come software fa poco, ma lo fa bene. Non ha pubblicità, non ha link verso iTunes ed è logicamente gratuito sia per Mac che nelle sue varie edizioni per iOS (iPhone, iPod Touch e iPad).
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Slideshow facili e rapidi


PhotoPresenter 4 è un software semplice e intuitivo che permette di realizzare accattivanti slideshow delle proprie immagini in un battibaleno. L'interfaccia, in perfetto stile Apple, permette di selezionare immagini da iPhoto, Aperture e dalle cartelle del computer.
Una volta individuati i file da inserire, si sceglie il tema di presentazione più opportuno avvalendosi di una ricca galleria di modelli che l'applicazione ci mette a disposizione nella parte alta della schermata. Si avrà così una comodissima anteprima in tempo reale, identica al Cover Flow delle finestre del Finder di Mac OS X.
Si può inserire un titolo di introduzione, impostare il tempo di passaggio delle immagini, nominarle in diverse modalità, accompagnare la presentazione con musica selezionata da iTunes e aggiungere una filigrana di protezione con estrema semplicità. Una volta selezionati tutti gli elementi a piacere, si procede con l'esportazione del filmato.
Anche questa operazione è semplicissima, basta individuare il dispositivo di destinazione: iPhone, iPad, iPod, iWeb, iDVD, AppleTV, Quicktime o Screen Saver e PhotoPresenter 4 imposterà i settaggi automaticamente, il tempo di un caffè e troverete il vostro slideshow pronto nella cartella di destinazione. Più semplice e spartano rispetto al blasonato Fotomagico della stessa Boinx, a 9 dollari e 99 centesimi offre una valida e pratica alternativa per chi ha poche competenze in merito o non possiede software professionali e più elaborati.
PhotoPresenter 4 (costantemente aggiornato) richiede Mac OS X 10.5.8 o successivi, gira su Mac con processore PPC/Intel ed è disponibile per il download in versione Trial dal sito dello sviluppatore, inoltre potete scaricare un esempio fatto da me QUI.
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Un convertitore video interessante


Quando sento parlare di Open Source sono sempre molto interessato, il mio Mac non è una fonte di reddito e per evitare di essere accusato di “distrazione di fondi” dalla mia consorte, cerco di essere oculato nella scelta di applicazioni di uso saltuario e/o personale. Trovare qualcosa di valido, e risolvere magari solo con una piccola donazione, è l’ottimo.
In particolare il settore della conversione video è costellato di programmi con e senza interfaccia grafica (GUI) che usano svariati codec, ma spesso si rivelano un po' ostici all'uso pratico. Ricordo una GUI che usavo qualche anno fa su Windows che si appoggiava all'applicazione FFmpeg e, a fronte di un risultato veramente ottimo, esigeva però uno studio accurato di diversi parametri, e quindi un impegno notevole di tempo per accumulare la "Scienza Esatta". Ora il tempo libero è sempre meno e inoltre gli utenti PC/Mac sono cambiati, ma soprattutto si sono diversificati gli apparati sui quali riprodurre un media.
Kiwi Fruitware definisce il suo Media Converter un Simple but advanced converting for Mac OS X ed è vero, basta un Drag and Drop e scegliere su quale apparecchio si vuole riprodurre il file, che sia il nostro amato iPhone o il PC di un amico. Il tutto si svolge velocemente e la modalità di utilizzo è adatta anche ai principianti, il che è alla fine tutt’altro che disprezzabile soprattutto quando il funzionamento va spiegato ai figli che vogliono tutto ma non vogliono fare molto o a genitori avventurosi che decidono che 80 anni è l’età giusta per iniziare ad usare un computer.
È anche possibile creare preset nel pannello Preferenze o scaricarne altri pronti dal sito, per rendere il software più adatto alle nostre esigenze.
Insomma, bella la vita per i giovani e meno giovani del XXI secolo. Link per il download: media-converter.sourceforge.net
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Assolutamente inutile o indispensabile?


Esistono svariate categorie e sottocategorie di applicazioni, ognuno è libero di scegliere quella che più interessa, o che è più alla moda del giorno, oppure solamente da far vedere agli amici per provocare il loro stupore e attendere il fatidico: “OHHHhh!”
Esistono applicazioni a cui ormai non possiamo più rinunciare, per esempio quelle che ci indicano la temperatura esterna e lo stato della batteria del nostro portatile, il giochino sciocco che ci permette di sopportare il lungo viaggio andata/ritorno - casa/lavoro; ognuno di noi è il Re che decide ogni cosa nel proprio piccolo regno.
Per questo motivo ogni applicazione installata sul proprio computer è, per il suo possessore, la sua app, con la sua funzione, chi siamo noi per giudicare il gusto altrui? Come si fa a stilare una classifica su cos’è divertente e cosa no? Su cosa è utile e cosa è inutile?
Quando ho provato per la prima volta Moom, sopra la mia testolina è apparso un enorme punto di domanda, di quelli che di solito significano: “ma sono io che non capisco niente o è una applicazione geniale?”
Non ho ancora una risposta… proprio per i motivi che ho descritto nell'introduzione dell'articolo.
Questa la fredda e cruda cronaca: scaricate Moom, disponibile per il download anche in versione trial, prima, poi se vi dovesse essere aperta la porta del paradiso potete spendere allegramente 7,99 euro, spostatela nel vostro dock e clic! Fatto?
Bene. Non è successo niente? Bene!
State aspettando qualche magia? Aspettate pure fino al 12-12- 2012, tanto non succederà assolutamente niente, nessun Azteco vi darà mai la soluzione, continuate a leggere? Bravi.
Pronti? Moom è un’applicazione che permette di spostare e rimpicciolire le finestre aperte , sia con il mouse che con la tastiera a posizioni e formati predefiniti sulla nostra scrivania. Scioccati? Proseguiamo e addentriamoci nell’argomento, se con il mouse ci spostiamo sul pulsante verde del ridimensionamento apparirà l’interfaccia di Moom (mouse) che consentirà all’utente di scegliere tra cinque posizioni e formati della stessa (schermo intero, in alto ridotta a metà orizzontalmente, in basso ridotta a metà orizzontalmente, a destra ridotta a metà verticalmente, a sinistra ridotta a metà verticalmente), pazzesco, no?
Se preferiamo la tastiera, assegneremo un tasto/scorciatoia per attivare l’interfaccia di Moom (tastiera) che farà la stessa cosa? No! Che permetterà all’utente di spostare con le frecce direzionali la finestra che stiamo utilizzando a destra, a sinistra, in su e in giù, ma questa rimarrà della stessa dimensione…
A voi l’ardua sentenza… io ci sto ancora pensando!
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Un gestionale gratuito per Mac


Prendete la carta geografica del Regno Unito, cercate di individuare il centro esatto della Regione, e probabilmente non sarete molto distanti da Shiela Dixon (di cui abbiamo già scritto QUI).
Questa affascinante persona, oltre ad avere passioni comuni a molte ragazze normali (come lavorare la maglia, fare splendide fotografie o avventurarsi in lunghe escursioni) scrive applicazioni per Mac OS X, interessanti e poco comuni. Inoltre, da non sottovalutare, tutti i programmi scritti e distribuiti da Shiela sono completamente gratuiti e al massimo accettano una donazione (anche se fino a poco tempo fa richiedevano un piccolo costo per l'acquisto di una licenza).
Recentemente Organise Pro è stato aggiornato alla versione 4.11, offrendo la gestione più avanzata delle imposte sulle vendite (IVA) e una lunga serie di correzioni minori.
Come tutti i software scritti per bene, Organise Pro gira indistintamente su Mac con processori PPC e Intel; per offrire tutte le funzioni si accontenta di Mac OS X 10.4, e gira perfettamente anche sull'ultima versione di Snow Leopard (su Mac OS X 10.3 gira con funzionalità limitate). L'ideale per chi ha un Mac e una piccola impresa.
Organise Pro può tener traccia degli ordini, magazzino, dettagli dei clienti, fatture e funzionalità di base di contabilità, seguendo la filosofia dell'autrice di mantenere le cose quanto più semplice e veloce da usare possibile, lasciando la libertà di gestire la propria azienda con tutte le informazioni a portata di mano. Questa piccola applicazione, indipendente e autonoma, è gratuita ed è disponibile per il download dal sito ufficiale di Shiela Dixon.
Sarebbe bello che qualche utente italiano, magari nostro lettore, si offrisse con lo stesso entusiasmo della sviluppatrice, per effettuare la localizzazione del software nella nostra lingua. Contattare Shiela è facile, c'è l'apposita sezione sul suo sito: peacockmedia.co.uk.
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Trovare i dispositivi nella propria rete


Segnalato oltre un mese fa da MD nel nostro forum, abbiamo deciso di testare la versione Pro di IP Scanner ottenendo buoni risultati.
Il software, come chiaramente traspare dal nome, consente la scansione della propria rete domestica o aziendale, ricavando interessanti informazioni sull'identità e sull'utilizzo dei dispositivi connessi alla rete e sugli iP delle macchine virtuali.
Una lista immediata di chi è collegato permette l'individuazione di potenziali intrusi, inoltre non è un fattore secondario la possibilità di personalizzare i nomi dei dispositivi riconosciuti, proprio perchè in alcuni casi si rivela imprecisa non riconoscendo correttamente tutti gli "ospiti" della rete, è il caso di alcuni router o decoder che vengono confusi con dispositivi di altro tipo.
La versione Pro costa circa 28 euro e permette di identificare tutti i dispositivi superando il limite dei 6 IP offerti dalla versione gratuita di IP Scanner, che comunque può soddisfare una comune rete casalinga.
IP Scanner è disponibile su App Store per il download gratuito, o sul sito 10base-t interactive (in bundle con IP Broadcaster) per chi non avesse i requisiti software necessari per accedere al negozio di Applicazioni di Apple.
Una curiosità: Eric Redlinger (co-fondatore della software house) è anche un ottimo suonatore di liuto, che con Sylvia Rhyne (affascinante soprano) interpreta magistralmente l'arte della musica medievale.
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Il tempo e lo spazio (e ho detto tutto)


SunGraph è un programmino tanto semplice quanto funzionale. Forse per questo motivo il suo sviluppatore Robert Urschel ha fermato l'aggiornamento del programma alla versione 9.1.1 nel lontano 2004. Va detto, a sua "discolpa", che recentemente ha sfornato, ed aggiornato parallelamente ai firmware di sistema, una versione gratuita per iPhone con le stesse funzioni di quella Mac.
Con tre diverse visualizzazioni (SunGraph, Analemma e World View), SunGraph mostra in modo testuale o grafico un'infinità di dati riguardanti data e ora, coordinate geografiche, ora solare e legale, albe e tramonti, equazione del tempo, equinozi e solstizi, analemma (Wikipedia italiano o meglio inglese), eccetera. Ovvero si possono avere tutti questi valori sia per il tempo attuale e la nostra località (magari inserendone le coordinate geografiche se mancanti) come per qualsiasi tempo passato o futuro e ogni altra località predefinita o di cui si conoscono le coordinate. La visualizzazione WorldView ci presenta invece una proiezione del mondo raffigurante la linea del giorno, della notte e dei crepuscoli; ad esempio, l'utilizzo più bovino a cui si può prestare SunGraph prevede la riesumazione dalla cantina di un qualsiasi canterano elettronico per trasformarlo in orologio/datario/mappamondo con tanto di linea mondiale della luce (una roba da gran signori).
Per chi non ne avesse abbastanza e volesse scervellarsi ulteriormente, il Nostro ha preparato un ottimo sito su analemma ed equazione del tempo, anche quello immutato da anni.
SunGraph è disponibile per Mac OS X, iPhone, Classic e Windows ed è sempre totalmente gratuito. Va specificato che, pure volendo fare una donazione, il vile metallo non viene citato e tanto meno richiesto dal gentilissimo sviluppatore. Per i (giustamente) paranoici della sicurezza, si può aggiungere che LittleSnitch non rileva alcun tentativo di trasmissione in uscita.
Solo per dare un'idea, tutto ciò occupa 1,3 MB su Mac e 0,7 MB su iPhone.
Per chi volesse, con poche quanto brutali linee di AppleScript si può anche creare una specie di salvaschermo con la visualizzazione "World View". La brutalità è dovuta al fatto che SunGraph è totalmente impermeabile ad AppleScript e non ha un dizionario di comandi esposti ma lo si può sempre controllare via System Events. Ovviamente però si tratta solo di una specie di salvaschermo in quanto l'immagine è più fissa che altro (ma l'effetto grafico, per non dire informativo, è spettacolare).
tell application "SunGraph" to activate
tell application "System Events"
repeat with i from 1 to 24
keystroke tab
end repeat
keystroke space
end tell
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AppMania, sempre più giochi per Mac


AppMania, una delle poche software house ucraine specializzate in sviluppo e scrittura di applicazioni per piattaforme mobili (iPhone, iPad, Android), ha recentemente iniziato a rilasciare una serie di giochi per Mac OS X davvero degni di nota ed a buon mercato (ma i prezzi cambiano continuamente).
BattleSheep colpisce per la sua originalità: la civiltà delle pecore è sopravvissuta ad una catastrofe terribile, ma ora soffre di lotte civili e guerre per la conquista del territorio. È inutile affidarsi alla giustizia, perché qui tutto viene risolto con la forza bruta a base di esplosivi. I nemici sono tanti, aggressivi e instancabili, crescono in numero ad ogni nuovo livello. Bisognerà consegnare le bombe al nemico a pochi istanti dall'esplosione, cercando logicamente di non rimanere feriti. Per fortuna che c'è la cassetta di pronto soccorso ad allungare l'unica vita a disposizione per vincere la guerra. Attualmente è disponibile gratuitamente per il download sull'App Store di Apple.
Demolition Master (2,39 euro) è stato scaricato oltre 500.000 volte su App store, e un motivo ci dovrà pur essere! Un viaggio emozionante sulla Terra (135 livelli) e sulla Luna (75 livelli) con lo scopo principale di demolire palazzi tramite gli esplosivi, cercando di sprecare meno materia prima possibile. Esplosioni drammatiche, luoghi curiosi in tutto il mondo accompagnati da una musica incantevole… l'adrenalina e la fame di vittoria sono le sensazione che faranno di voi un maestro delle demolizioni.
Iron Wars è un gioco sparatutto tridimensionale, dove l'obiettivo principale è quello di sopravvivere tra labirinti pieni di trappole esplosive e nemici estremamente intelligenti. Il gioco è perfetto per chi ama i giochi "corri e spara" contando su oltre trenta livelli, nove mappe diverse, tre modalità di gioco anche multiplayer in rete locale Wi-Fi (compresa l'interconnessione con dispositivi iOS); una vasta gamma di armi completano la dotazione (tra pistole, fucili, fucili al plasma e lanciarazzi) al prezzo lancio di appena 0,79 euro.
Cats, Inc invece non si basa su miscele di polveri piriche, ma è la storia di tre gatti e delle salsicce. I gatti vogliono mangiarle, ma non sono abbastanza furbi per riuscire a procurarsele da soli e c'è bisogno del nostro aiuto per compiere la missione.
In questo puzzle game, basato sulla fisica, l'obiettivo è portare i gatti ai livelli successivi, raccogliendo salsicce e superando gli ostacoli. Ciascuno dei tre gatti ha alcune abilità speciali e sarà necessario capire quali usare in ogni occasione. Trenta livelli di difficoltà crescente dovrebbero garantire ore di divertimento per grandi e piccoli Mac User. Costa 1,59 euro.
Tutti i giochi per Mac prodotti dalla società con sede a Kiev, hanno la possibilità di cambiare la modalità di visualizzazione da finestra a schermo pieno con l'abbreviazione da tastiera Mela+f (Command+f).