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domenica, 11 dicembre 2016__08:55

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Tutto sotto costante controllo


Sempre dell'australiana Codeius è iTuneUp, uno strumento potente e facile per tenere sotto controllo lo stato di salute del proprio Mac. Secondo la software house iTuneUp è in grado di monitorare il Sistema Operativo, effettuare automaticamente riparazioni e risolvere i più comuni problemi di prestazioni nel momento stesso in cui essi si verificano.
In effetti l'utility si propone di velocizzare il Mac con un solo clic, ottimizzando, in tempo reale, hard disk e applicazioni. Niente di più, un solo clic per rinvigorire (ci si augura) la propria macchina.
Le numerose opzioni presenti nelle preferenze del programma permettono di ispezionare l'attuale stato del Mac, risalire agli elementi di avvio, ricostruire la cache di Sistema, consultare le statistiche, lanciare Monitoraggio Attività e Aggiornamento Software.
Quando c'è un'anomalia non sfugge al software: se un'applicazione si chiude inaspettatamente, iTuneUp ci informa sull'accaduto (anche quando sono software nascosti o plug-in dei browser) e quando un processo richiede troppe risorse al Mac, iTuneUp ci allerta diligentemente.
Nella pagina di supporto del software, c'è una piccola community in crescita, dove col tempo si potranno raccogliere maggiori informazioni sul funzionamento di iTuneUp e sul suo sviluppo. Visitare e partecipare al forum sarà fondamentale e di aiuto per tutti.
Se proprio dobbiamo muovere un appunto all'applicazione, è la mancanza della localizzazione in italiano, ed il fatto che iTuneUp si piazzi autonomamente tra gli elementi di avvio, ma tutto sommato fa parte della sua natura vigilare sul Sistema, e come potrebbe farlo senza essere attiva?
iTuneUp richiede Snow Leopard, è completamente gratuito ed è disponibile per il download dal sito ufficiale.
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Archivia, comprimi, proteggi e invia


Codeius è una software house australiana, che solo da pochi mesi è in piazza per produrre software per Mac, ma è già in grado di farsi notare per la qualità dei suoi nuovi prodotti, questi software efficienti e soprattutto facili da usare.
Tutti gli utenti Mac sanno benissimo che Mac OS X permette autonomamente l'apertura e la creazione di file zippati e archivi compressi (entro certi limiti) e non mancano software blasonati per la creazione avanzata e la gestione completa di archivi protetti da password. Tuttavia iZip, il cui nome dice già tutto, permette di fare molte cose, ed in maniera abbastanza innovativa.
Secondo lo sviluppatore iZip è il modo più semplice per gestire file .Zip, .Zipx e archivi .Rar su Mac. La particolarità del software consiste nella rappresentazione visiva degli archivi quando si aprono con iZip, poiché vengono attivati come un disco immagine permettendone la gestione diretta dal Finder, sia per l'aggiunta di elementi negli archivi che nella visualizzazione, con tutte le modalità previste dall'interfaccia del Mac, inclusa quella in Cover Flow.
Non mancano le opzioni di sicurezza per la compressione dei file con la protezione con password ed il supporto fino a 256 bit di crittografia AES. Infine viene proposto anche un utile (e sicuro) server di upload dei file basato sul collaudato (seppur ancora in beta) servizio offerto da files.com per la condivisione rapida e comoda direttamente dal software, senza dover aprire il browser. iZip è compatibile con Mac OS X 10.5 o successivo, e gira solo su macchine Intel.
Ultimo dettaglio che contraddistingue il software, è il prezzo! iZip è completamente gratuito ed è disponibile per download dal sito ufficiale.
Prossimamente ci occuperemo di iTuneUp, attualmente ancora sotto esame, un altro piccolo capolavoro targato Codeius.
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Analisi del posizionamento con il Mac


Ottimizzare, magari fosse il mio secondo nome! Se avessi potuto scegliere una professione, avrei studiato per diventare SEO (dall'inglese Search Engine Optimization). È una figura professionale che si occupa dell'omonima attività per l'ottimizzazione di un sito favorendone il posizionamento nelle pagine di risposta dei motori di ricerca (Google in testa), a tutto vantaggio della vendita di prodotti e servizi. In poche parole, un sito con elevato PageRank ha molte più opportunità di successo rispetto ad uno nettamente inferiore.
Questi uomini, che tutti i giorni lavorano per scalare le classifiche, hanno a loro disposizione alcuni strumenti software per migliorare la produttività.
Advanced Web Ranking, sviluppato dalla Caphyon Ltd, è uno di questi. Grazie alla flessibilità di quest'applicazione è molto semplice tenere sotto controllo migliaia di parole chiave. È un programma che facilita l'analisi del proprio lavoro sui motori di ricerca, inserendo l'indirizzo del sito, le keywords desiderate, e scegliendo tra centinaia di motori di ricerca in tutto il mondo.
I passi da fare per utilizzarlo sono pochi e relativamente semplici: bisogna scegliere i motori di ricerca, selezionare le parole chiave, selezionare il dominio o i dominii da monitorare e far lavorare il software. Al termine una dettagliata analisi restituirà i risultati con le varie posizioni. Lo strumento vanta un ottimo sistema di statistica, registra tutti nella cronologia e fornisce i grafici con l'andamento delle posizioni.
Da circa una settimana è stato rilasciato il nuovo Advanced Web Ranking 8, completamente riprogettato nell'interfaccia utente dell'applicazione, con oltre mille miglioramenti di usabilità e di design; offre un nuovo servizio di pianificazione migliorato e ha aggiunto la ricerca "from location" in Google.
Advanced Web Ranking 8 viene offerto in quattro versioni: Standard, Professional, Enterprise e Server, a prezzi diversi, rispettivamente 99, 199, 399 e 599 dollari, ma è disponibile per il download anche in versione demo dal sito della società. L'installer si occupa di caricare tutte le versioni e saranno utilizzabili per 30 giorni, prima di dover procedere all'acquisto.
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Screenshot per ogni gusto


Mac OS X, con le sue funzioni integrate di screen capture, permette di scattare istantanee dello schermo intero, di una sola porzione di schermo, di una finestra o della barra dei menu; sia con l'utilizzo di alcune abbreviazioni da tastiera che dall'applicazione Istantanea.app (nella cartella Utility, dentro la cartella Applicazioni).
Il giovanissimo Haerul Rijal, studente diciassettenne indonesiano, ha pensato bene di scrivere una piccola utility in Cocoa che facilita la cattura delle immagini direttamente dalla barra dei menù di Mac OS X, sfruttando non solo tutte le possibilità offerte nativamente dal Sistema, ma fornendo anche altre comode opzioni aggiuntive.
Captur, questo il prevedibile nome del software, oltre a tutti i tipi di screenshot tradizionali (full screen, full screen con timer, area selezionabile di parte dello schermo, scatto di una finestra, scatto di un Widget e apertura del file in Anteprima per l'editing) permette di modificare il nome delle immagini salvate, di cambiare il formato (png, jpg, pdf, tiff), di scegliere la cartella di destinazione per i file generati, di aggiungere orario e data al nome del file, di emettere o meno li suono di scatto, e di visualizzare l'immagine in Quick Look subito dopo l'acquisizione.
Captur viene distribuito gratuitamente in versione 32-Bit e 64-Bit, solo per computer Apple con Mac OS X 10.6. È disponibile per il download dal sito dello sviluppatore, è molto leggero e si installa con un drag and drop.
La modestia di Haerul Rijal, nello specificare che il suo software è solo una GUI per un comando dal Terminale, ne aumenta ancora di più il gradimento, e poi se fosse una "semplice GUI" non avrebbe ricevuto tanti aggiornamenti dal giorno del suo lancio (solo il 25 marzo scorso). Da provare almeno una volta!
Molto interessante anche la versione di ProZilla per Snow Leopard, un ottimo software destinato finora solo a Linux, che serve ad accelerare notevolmente i download. Il porting per Mac di ProZilla, realizzato da questo giovane sviluppatore, è una notizia per ora nota solo a pochi fortunati. Entrambi i software sono disponibili sul sito ufficiale di questo promettente sviluppatore.
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Temperature a portata di Dock


Una delle preoccupazioni maggiormente diffuse tra alcuni utenti Mac più protettivi, è la temperatura dell'hardware della propria macchina. Esistono numerose applicazioni per tenere sott'occhio il calore generato dai vari componenti di un Mac, ma il nuovo ThermoInDock permette di farlo rapidamente, con discrezione e senza troppe pretese.
Da come è facilmente intuibile dal nome, ThermoInDock visualizza i grafici delle temperature ottenute dai sensori termici interni del Mac direttamente nel Dock.
Il software, disponibile per il download dal sito dello sviluppatore, si installa con un comune drag and drop, offre inoltre alcune configurazioni per la visualizzazione, la scelta della scala tra Celsius e Fahrenheit, l'intervallo di aggiornamento dei valori, il range da mostrare e il tipo di transizione dalla visualizzazione di un dato all'altro.
Logicamente per rendere sufficientemente leggibili i dettagli dei valori, il Dock dovrà avere l'ingrandimento attivo (meglio se al massimo), ma per chi proprio non gradisce questa impostazione è possibile aprire la finestra di riepilogo dei dati direttamente dal programma (mela+o) e scegliendo (sempre dal menù Finestra) il livello di opacità della stessa, con una scala decimale da 1 a 100%.
ThermoInDock, prodotto dalla software house d•light, è un software gratuito che funziona egregiamente su Mac con processori PPC e Intel, che abbiano almeno Mac OS X 10.4 installato. È leggero, agile e consuma pochissime risorse.
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Un taglio tira l'altro


Alle solite! Rieccoci a dover dividere, tagliare, accorciare i nostri brani musicali, separare i capitoli di un audiolibro o dividere un unico file contenente un intero disco nei brani che lo compongono. Software che fanno tutto ciò ne esistono parecchi e con tutti ci siamo cimentati.
Oggi Magic Cutter promette di farlo meglio e più facilmente. Il programma, scaricabile dal sito ufficiale, si presenta accattivante anche se richiede 14,95 dollari per essere utilizzato più di 15 volte.
Magic Cutter supporta sia tracce audio MP3 che AAC ed è quindi in grado di editare i vostri brani senza doverli convertire, mantenendo intatta tutta la loro intrinseca qualità.
I brani verranno rappresentati dal software in forma visuale si da poter facilmente decidere dove intervenire manualmente o, in forma automatica, per dimensione, durata, silenzi tra i brani o anche, per file cue.
Il file cue, è la descrizione della suddivisione delle singole tracce, dei titoli e degli autori dei brani contenuti in un CD o di un DVD ed è grazie ad essi che il software realizzerà la separazione automatica in brani.
La funzione di ricerca dei silenzi, sarà quella che consentirà una facile divisione in capitoli dei vostri audiolibri: mai più addormentati con la fiaba raccontata da papàMac che legge (poverino!) tutta la notte, mentre voi dormite beati.
Se poi, i vostri brani dovessero presentare differenze di volume, dello stesso autore è disponibile Smart Gain, già recensito sul nostro sito, che promette di ripristinare volumi di ascolto simili tra loro.
Buon pasticciamento! :-D
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Dal Mac al Web in un clic


La software house cinese Atomix Technologies dal 2005 lavora intensamente a JetPhoto Studio, un programma gratuito (ma a pagamento nella versione pro) che permette di realizzare con estrema rapidità gallerie multimediali, in diversi formati e standard.
JetPhoto Studio è multipiattaforma (Mac e PC), nato per organizzare le fotografie e pubblicarle sul Web in poche mosse. Oltre a sfruttare parole chiave, note, date e metadati per la gestione e l'ordinamento delle immagini, punta molto sulle coordinate geografiche per realizzare album dinamici, basati sui luoghi di scatto delle foto con una perfetta integrazione con i servizi offerti da Google Earth.
Le gallerie possono essere pubblicate sul proprio spazio web, (dominio o dropobox) o sfruttando JetPhoto Server per condividere e sincronizzare le proprie raccolte tra computer e Internet. Altrettanto rapida e semplice la pubblicazione su Flickr, per riorganizzare le proprie immagini, consentendo l'editing dei dati EXIF, inclusi quelli che descrivono la posizione geografica, per poi caricare il tutto con un semplice clic del mouse.
La nuova versione 5, rilasciata di recente, introduce diverse novità, tra cui: il supporto per i file video, panorami e immagini stereoscopiche; una galleria Flash completamente ridisegnata e sono state migliorate quelle Lightbox, CoverFlow e GMap, con supporto ai GeoTag anche per i video. Migliorate le presentazioni sui doppi monitor ed infine è stata studiata una interfaccia utente migliore.
JetPhoto Studio Pro costa 25 dollari (meno di 18 euro) nella versione pro, ma è disponibile per il download la versione gratuita, che permette comunque di fare molto, pur con qualche limitazione.
Qui abbiamo pubblicato alcuni esempi di gallerie realizzate con la versione free del software: una galleria Flash, una in stile Coverflow e una classica Lightbox.
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Un browser giovane, per macchine mature


Come si fa a non voler bene ai ragazzi di TenFourFox?
Aprite la loro home page e leggete quello che scrivono…
Sono fra i pochi che considerano ancora importante dare una dignità ai nostri stupendi Mac PPC, ed hanno perciò colmato la terribile lacuna lasciata da Mozilla. Nero su bianco, sul sito di Mozilla, c'è scritto che dell'architettura PPC non interessa più nulla a nessuno, per cui il supporto è cessato con Firefox 3.6.
Firefox 4.0 per PowerPC? Nisba!
Invece ecco che arriva TenFourFox, una versione di Firefox per PPC, anzi tante diverse versioni, ognuna ottimizzata per un diverso tipo di processore, compatibili con Tiger, Leopard, ma anche con macchine Intel (grazie a Rosetta) fino a Snow Leopard.
La scarico e la provo subito, e dopo un paio di giorni le ho dato l'onore di diventare il browser di default. Perché?
Semplicemente perché funziona meglio di Safari, è più veloce nella navigazione e meno affamato di risorse. L'ho provato con pagine terribili, come quella del corriere della sera, ed anche con pagine strane, Bullettin Boards, Virtual Private Networks, Web Access Emailer... Funziona tutto.
Avete un PowerMac? un iMac G3, G4 o G5? Un Powerbook? Scaricatelo e provatelo! Grazie a Cameron Kaiser, David Fang. Edwin Smith, agli amici di LowEndMac e 68KMLA.
TenFourFox richiede Mac OS X 10.4.11 o Mac OS X 10.5.8, 100MB di spazio libero su disco e 256MB di RAM. Per la riproduzione fluida dei filmati si consiglia almeno un processore G4 a 1.25GHz. Per la gioia e l'orgoglio degli sviluppatori, le macchine Intel non sono (e non saranno mai) supportate nativamente. Per inciso, se avete una vecchia macchina con Mac OS 8.6 fino a Mac OS 9.2.2, oppure Mac Os X fino alla 10.3.9, c'è una risposta anche per voi.
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Sincronizzazione Wireless per periferiche iOS


Ebbene sì, alla fine il Guru ha beccato anche me "costringendomi" a recensire qualcosa… del resto facendo parte di questa comunità non potevo tirarmi indietro.
Wi-Fi Sync è una di quelle piccole cose che, assieme a tutte le altre più o meno importanti, danno una ragione per effettuare il tanto amato/contestato Jailbreak delle nostre amate periferiche Apple con iOS.
Purtroppo mamma Apple mantiene il sistema iOS chiuso alle sole applicazioni provenienti dall'AppStore; c'è chi dice che questo sia un bene, chi se ne lamenta: di fatto è una limitazione imposta da Apple che, oltre a guadagnare soldi e popolarità su ogni applicazione venduta, applica anche un filtro, elevandosi a giudice di cosa va bene e cosa non va bene; permettetemi di dire che, su una periferica che ho pagato per intero, vorrei poter decidere io cosa installare o meno e, a quanto pare, anche la giustizia americana la pensa allo stesso modo, visto e considerato che il Jailbreak, in America, è ritenuto legale.
Wi-Fi Sync lo conoscevo da tempo, ma un pò per pigrizia, un po' per dubbia utilità, mi sono sempre rifiutato di provarlo, almeno fino ad oggi. L'utilizzo è semplicissimo e fa esattamente quel che dice: sincronizza le periferiche iOS con iTunes senza bisogno di collegare il cavo tra esse e il nostro Mac (o PC che sia).
In pratica è necessario installare (su Mac o PC) un piccolo programma residente (che però tanto piccolo non è considerato che assorbe ben 47,9 Mb di memoria reale e 116,1 di memoria virtuale), che come altri del genere (ad esempio Air Mouse che invece occupa 17 e 100,2 Mb) rimane in attesa della chiamata della sua omonima applicazione per iOS. Il tutto è reperibile sul sito degli sviluppatori (www.getwifisync.com) nella versione per il S.O. che ci interessa: Windows, Snow Leopard, Leopard; sul sito è presente anche un pratico uninstaller per Mac OS X.
L'applicazione è reperibile su Cydia Store, ovvero l'App Store alternativo con le applicazioni non approvate da Apple, al costo di 9,99 dollari.
Al primo avvio dell'applicazione sul nostro dispositivo iOS, se avete installato il programmino sul Mac, vi verrà richiesto di abbinare i due dispositivi; questo accadrà ovviamente solo la prima volta.
Ad ogni avvio della applicazione sul dispositivo iOS, apparirà all'interno di iTunes sul vostro Mac sotto la voce dispositivo, il vostro iPhone/iPad, senza la necessità di collegarlo col cavo, e potrete effettuare la sincronizzazione come se fosse effettivamente collegato col cavetto; come terminate l'applicazione sull'iPhone/iPad, scomparirà dall'elenco dei dispositivi di iTunes.
A dirla così sembra una inutility e invece, a provarlo, diventa anche comodo. Sta all'utente finale valutare poi se questa comodità valga o meno i 10 dollari richiesti.
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Più OS X per tutti (o quasi)


XPostFacto è un'applicazione che permette di spingere un po' più in là (alcuni) limiti imposti da Apple ovvero far girare Mac OS X anche Server, fino a Tiger incluso, su alcune macchine Apple non supportate, poiché troppo datate.
L'applicazione è stata sviluppata da tale Ryan Rempel come open source, per la quale però sono accettate donazioni, e viene distribuita dal sito di OWC (Other World Computing), ovvero la Disneyland statunitense per chiunque si interessi di Apple e affini.
Se non esistono pranzi gratuiti, come appunto gli statunitensi dicono, anche XPostFacto ha la sua buona dose di spine e queste sono in parte evidenziate nella stessa tabella di compatibilità del software. Come accennato dallo stesso Rempel in una sua intervista a Accelerate Your Mac, la casistica dei possibili problemi è ampia e variegata. Nella pagina dettagliata di XPF si incontra un'impressionante serie di "in certi casi", "a volte", "sembra che", "spesso", "almeno a volte", "è possibile", "non capita sempre" e, giusto ad esempio, la sola parola "sometimes" ricorre trentaquattro volte. In sintesi, a seconda della configurazione hardware di partenza (intendendo anche quella cerebrale del proprietario della macchina) e della pazienza, l'installazione di XPF e dell'appropriata versione di Mac OS X può spaziare, escludendo la passeggiata nel parco, da una impegnativa camminata in montagna ad un tranquillo week-end di paura (scena del maiale inclusa).
D'altra parte, come anche garantito dallo sviluppatore, "pare" che sia garantita una stabilità eccellente, se e quando Mac OS X venga così installato con successo su macchine ufficialmente non supportate.
Il Vostro Umile Narratore, evidentemente dotato di una buona dose di fortuna cioè di una macchina particolarmente disponibile all'aggiornamento, è riuscito dopo innumerevoli tentativi a portare un WallStreet G3 Series II aggiornato con scheda Sonnet G4 500 MHz e OS 8.6 direttamente a Tiger, grazie anche a due banchi di RAM da 256 MB per un totale di 512 a differenza degli ufficiali 192. Ora il giovanotto fila che è un piacere e, all'occorrenza, può anche partire in 9.2.2. Come se non bastasse, e contrariamente a quanto pare avvenga per altre macchine, l'intera dotazione hardware del PowerBook viene riconosciuta con l'unica eccezione apparente dei pulsanti di regolazione della luminosità dello schermo.
Ovviamente, dopo l'installazione di XPF, bisogna dimenticarsi di usare Preferenze di Sistema > Disco di Avvio, ma selezionare il sistema da cui riavviare solo tramite il pannello di XPF (del quale si consiglia caldamente di lasciare invariate le impostazioni una volta trovata la combinazione vincente).
Va specificato che in macchine con configurazione Old World ROM va sempre tenuto ben presente il problema degli 8 GB di disco di avvio ovvero il sistema funzionerà finché rimane nei primi 8 GB di disco, quale che sia la dimensione del disco. Difatti, dato che si consiglia di partizionare per avere una partizione di avvio ed una per i documenti, è consigliabile allora crearne direttamente una terza per Classic così che ognuno stia a casa sua. Si leggono in giro testimonianze contrarie che affermano che il sistema funziona perfettamente anche con partizioni maggiori ma pare che siano solo degli ottimisti della prima ora in quanto il sistema impiegherà del tempo prima di andare a scrivere qualcosa oltre i primi 8 GB ed allora l'ottimista si sarà anche dimenticato di aver scritto entusiasticamente in qualche forum su come si possa installare senza partizionare a 8 GB. Per motivi di diverso calcolo delle dimensioni tra sistema decimale e binario, per mettersi comunque al sicuro e non vedersi un bel giorno il sistema non avviabile e dover ricominciare ad installare XPF da capo (vedi scena del maiale) e forse anche un poco per ignoranza visto che l'argomento è piuttosto sconosciuto, si consiglia anzi di creare la partizione di avvio di 7 GB o leggermente inferiore così che anche quella piccola per Classic possa risiedere nei primi 8 GB. Qualche link simbolico, ad esempio per la cartella Applicazioni, o una procedura per spostare la home nella partizione dei documenti possono aiutare a convivere felicemente con il limite degli 8 GB. Nel caso, ci si potrebbe spingere oltre e muovere gli swap files o semplicemente eseguire qualche log out o addirittura riavvio quando necessario.
XPostFacto è arrivato nel tempo alla sua versione 4.0 che appunto permette su alcune macchine anche l'installazione di Tiger, una vera soddisfazione per tutti i suoi numerosi estimatori. Il programma è gratuito, a parte le eventuali libere donazioni, e per sapere i requisiti di sistema è meglio mettersi a studiare in funzione di quale configurazione hardware si disponga e di quale sistema si desideri.
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Lanciare gruppi di applicazioni


InerziaSoft è una piccola software house, talmente modesta che non ha ancora fatto il passo per il Mac App Store (a causa anche del costo annuale), tuttavia offre alcuni prodotti interessanti e soprattutto gratuiti, tutti.
Se è vero che di launcher non ne abbiamo più bisogno (c'è chi usa soddisfatto Spotlight e chi non può più rinunciare a Quicksilver), è pur vero che il nuovo InerziaMode, pur essendo un lanciatore di applicazioni, in realtà si ripromette di rivoluzionare il "modo" di usare il computer! L'idea è straordinariamente semplice, quanto efficace.
Con questo piccolo e sorprendente software sarà possibile raggruppare le applicazioni che si utilizzano maggiormente per i propri per progetti, e lanciarli tutti con un solo clic.
InerziaSoft fa questo esempio: se si desidera registrare una nuova canzone, potrebbe essere necessario avviare più di una applicazione, e ciascuna di essa dovrebbe aprire un file diverso o eseguire determinate azioni (si dovrebbe aprire lo spartito, un'altra per accordare la chitarra, e così via); con InerziaMode con tutte queste cose possono essere fatte in un colpo solo. Basta configurare un "mode" per aprire le applicazioni e i file necessari e tutto sarà lanciato e configurato immediatamente. Allo stesso modo è possibile chiudere tutte le applicazioni incluse nei "modes", sempre con un solo clic.
In effetti è vero, ogni giorno sprechiamo tempo prezioso a lanciare e chiudere sempre le stesse applicazioni, se facciamo un lavoro ben definito, quindi se siamo grafici Photoshop, InDesign, Illustrator, e poi Safari, Mail. Qualcuno obietterà che esiste anche l'Avvia Con fin dai tempi di Mac OS 9 e precedenti, ma qui si parla di passare da un gruppo di software all'altro in pochi istanti, per esempio durante la pausa pranzo per dedicarsi a messaggistica e Social Network (per carità) oppure per passare da una sessione di editing video a quello audio, e mille altri casi.
InerziaMode richiede Mac OS X 10.5 o successivi, consuma pochissime risorse ed è disponibile per il download gratuito dal sito ufficiale.
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Un robot per le immagini


ImageBot è un'utility per trasformare e ridimensionare in batch velocemente e facilmente le immagini, compatibile con Mac OS X 10.6 o successivo. Capita spesso di voler inviare delle copie di foto a qualcuno, magari riducendone il peso e cambiandone il formato; mi ha colpito la piena compatibilità con il formato Raw che non sempre è gestito da queste piccole applicazioni e richiederebbe molto più tempo di lavorazione, con l'uso di software più complessi. Avviato ImageBot basta trascinare le foto o l'intera cartella sulla schermata di interfaccia per visionare le anteprime con le caratteristiche attuali. Nella barra sottostante è possibile ridimensionare le misure in pixel o in percentuale sia in altezza che in larghezza, scegliere il formato tra jpeg, png e gif ed eventualmente correggere la rotazione. Ogni immagine può essere regolata singolarmente per poi avviare il processo che salverà i file trattati nella directory scelta. Penso sia un applicazione utile per chi non ha dimestichezza con la gestione dei file fotografici e/o non possiede software più specifici di elaborazione e ritocco.
ImageBot è disponibile per il download dal sito ufficiale anche nella versione trial, che può processare solo cinque immagini per volta. Con 12,99 dollari si acquista la licenza per l'utilizzo senza limiti.
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Spedire mail sicure con il Mac


La comunicazione via mail, come tutti sanno, è basata sul protocollo SMTP (Simple Mail Transfer Protocol), un sistema “semplice” che, appunto, non consente una comunicazione sicura: in altre parole, tutto il contenuto del messaggio viaggia in chiaro lungo le linee digitali. Non solo, ma rimane conservato sui server del provider per anni!!! (meditate gente… meditate) Il sistema GPG si propone di risolvere questo problema, criptando e decriptando i messaggi spediti e ricevuti.
Da buon Maccanico alle prime armi, proverò a spiegarvi come.

Principio base di funzionamento
Il meccanismo si basa sulla creazione e sull’uso di un set di due chiavi: una chiave pubblica (pub), da diffondere e pubblicare, e una chiave privata (sec), da custodire con grande cura. Le due chiavi sono generate dal sistema con un’unica operazione, utilizzando degli algoritmi matematici. Senza scendere troppo in dettaglio, ci basta sapere che GnuPG (The GNU Privacy Guard) è il progetto GNU che si occupa dello sviluppo di OpenPGP.
Ogni utente, dicevamo, avrà quindi un proprio set di chiavi. 
Ecco come funziona…
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L'enciclopedia dei prodotti Apple


L'ottimo MacTracker è un piccolo programma per Mac OS X che oramai è diventato un immancabile cult per tutti gli utenti più attenti a quanto prodotto da Apple negli anni, poiché fornisce informazioni complete su ogni Mac venduto (Sistemi Operativi supportati, memorie, processori, unità ottiche, schede grafiche e molto altro), ma anche dettagli su altri hardware come basi Airport, tastiere e mouse, display, stampanti, scanner, fotocamere digitali, e logicamente iPhone, iPod, iPad, Apple TV e tutte le versioni di Mac OS, suoni di avvio e di spegnimento inclusi. Il software integra un veloce motore di ricerca interno per risalire al prodotto per nome, data di produzione, tipo di componenti utilizzati.
La nuova versione di MacTracker, appena giunto alla release 6.0, oltre ad aggiungere i modelli 2011 di MacBook pro, iPhone 4 e iPad 2, introduce una nuova interfaccia utente molto elegante, nuove capacità di ricerca nelle finestre di informazioni e confronto, una funzione di cronologia per visualizzare i modelli consultati di recente, l'integrazione con System Profiler per importare il profilo del proprio Mac, e molte altre funzioni, oltre a immancabili bug fix e piccole modifiche.
Mactracker 6.0 è un'applicazione gratuita che si scarica per Snow Leopard da Mac App Store ottimizzata per Intel, oppure è possibile effettuare il download dal sito ufficiale per chi è fermo a Mac OS X 10.5 (Leopard). In questo caso si installa con un semplice drag and drop e funziona anche su macchine meno recenti con processore PPC.
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Il Backup a 360 gradi


L'ottimo Eugenio (alias weuben, amico e cofondatore de iMaccanici), dopo numerosi e fortunati anni passati ad usare il Mac, senza mai fare il backup dei dati del suo Macintosh HD, ha deciso solo nel 2011 di dare inizio a questa sana pratica, complice anche il crollo dei prezzi degli HD, la loro spaventosa capienza e soprattutto la sua decisione di usare un sistema Raid 0 software come disco di avvio del suo Mac Pro (combinazione velocissima, ma piuttosto rischiosa).
Tante volte ci siamo seduti al bar per parlarne; in effetti avere una buona politica di backup dovrebbe essere obbligatorio per tutti. In un'epoca in cui 2TB di memoria possono costare meno di 70 euro, chiunque perda i proprio dati per mancanza di una seconda copia non è più giustificabile. In nessun modo.
Eugenio, dopo aver deciso di affidarsi ciecamente a Time Machine per la copia totale del suo Hard Disk principale, s'è fatto convincere nella meticolosa ricerca di un software per mettere ulteriormente i suoi dati in salvo, un programma da affiancare a Time Machine, che sia completo, personalizzabile e non troppo caro. Alla fine sembra esserci riuscito con SuperDuper! di Shirt Pocket.
Questa utility, creata nel gennaio del 2004, sembra unire i vantaggi dei più diffusi software di backup, infatti al costo di circa 21 euro è possibile con lo stesso software clonare un disco di avvio (come con Carbon Copy Cloner), usare la tecnologia Sandbox per installare un nuovo Sistema con ex-novo salvando le applicazioni aggiunte in precedenza, ma anche sincronizzare cartelle e volumi su dischi o immagini disco (lettura/scrittura o compresse a vari livelli).
Non mancano funzioni di verifica e riparazione dei permessi al disco sorgente; funzioni di inizializzazione del disco di destinazione, copia incrementale o speculare; azioni da compiere al termine del backup (cambio e riavvio dal nuovo disco di avvio, espulsione del disco di destinazione, spegnimento del Mac o semplice chiusura del software). E fin qui stiamo parlando delle preferenze ordinarie. In quelle avanzate è possibile scegliere: script/shell da eseguire prima dell'inizio della copia; l'esclusione della lista di controllo degli accessi (ACL) durante la copia; la creazione di un disco immagine, di un pacchetto di installazione e script/shell da eseguire al termine della copia.
È possibile scegliere volumi di rete come sorgente o destinazione; è possibile pianificare le operazioni di backup: il programma si occuperà di collegarsi al disco remoto, eseguire il suo compito di copia dei dati e spegnersi autonomamente.
Nel pacchetto del software sono inclusi dei preset (detti Copy Script) per essere subito operativi, ma logicamente è possibile modificarli o crearne di nuovi direttamente dal programma. La flessibilità offerta è straordinaria, ma soprattutto la qualità della copia dei file (come è lecito attendersi da un software capace di fare copie avviabili).
Insomma SuperDuper! ha tutto quello che serve, proprio tutto. È un programma definito da molti recensori nostrani estremamente "facile da utilizzare". Non è solo un software per creare una copia esatta bootable del proprio hard disk, non è solo un tool per i backup rapido e affidabile, ma è un programma completo la cui potenza viene espressa ai massimi livelli solo da utenti più esperti, capaci di mettere la mani al posto giusto.
SuperDuper!, è disponibile per il download dal sito dello sviluppatore in versione trial funzionante, ma con alcune limitazioni sulla programmazione dei backup automatici.
Richiede Mac OS X 10.4 e funziona egregiamente anche con l'ultima release di Snow Leopard.
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Indigestione di biscotti?


Tra le principali cause del rallentamento di un browser ci sono i cookie HTTP, necessari alla navigazione sulla maggior parte dei siti. Indispensabili per eseguire autenticazioni e tracking di sessioni, i cookie servono a memorizzare tutte le informazioni riguardanti gli utenti che accedono ai siti preferiti o, in caso di acquisti on-line, al contenuto dei "carrelli della spesa".
Quando questi "biscotti", con il trascorrere di mesi ed anni di navigazione si accumulano, possono diventare troppo pesanti per lo stomaco delicato di un browser ed è il caso allora di purgarlo almeno da quelli superflui, obsoleti o poco sicuri.
Oltre a poter reinizializzare a mano il proprio web browser (quando ne è prevista la funzione), o ad eliminare gli elementi di supporto direttamente dal Finder (ma bisogna sapere dove e come intervenire), la britannica WriteIt! Studios Ltd, software house già famosa per USB Backup, ha rilasciato recentemente Cookie Stumbler. Un programma a pagamento non solo capace di eliminare i cookie, ma anche di riconoscerli e gestirli con una capacità straordinaria.
Cookie Stumbler permette di individuare facilmente i cookie e rimuoverli con un solo clic rintracciando e distinguendo quelli di Google Chrome, Firefox, OmniWeb, Chrome e Safari, oltre a quelli di Flash, il player tanto discusso di Adobe.
Il programma offre, in maniera facile ed efficace, di scegliere quali cookie cancellare e quali tenere. I cookie di rilevamento e gli Ad cookies (quelli delle pubblicità) possono essere fastidiosi per le pubblicità mirate, inoltre quelli Flash si spingono oltre minacciando potenzialmente anche la privacy, poiché possono insediarsi in siti apparentemente innocui e raccogliere informazioni personali addirittura raccogliendo i caratteri battuti in una pagina web costruita ad hoc, rendendo l'utente vulnerabile al furto di dati.
È importante evitare allarmismi, i cookie di rilevamento non sono virus o codice dannoso, sono incapaci, da soli, di compiere qualsiasi azione sul computer. Servono "solo" a raccogliere informazioni (e sarebbe giusto per l'utente esserne a conoscenza) per alimentare il mercato (poco elegante) della pubblicità online.
Le funzioni avanzate di riconoscimento automatico dei componenti buoni da quelli cattivi sono molto efficaci, e vengono costantemente verificate. Sul sito dello sviluppatore è possibile conoscere le tariffe annuali di abbonamento che permettono di aggiornare settimanalmente il database. Con il servizio "Cookie Definition Subscriptions" sarà difficile imbattersi in cookie poco onesti, questo lo garantisce proprio David Schiefer, lo sviluppatore del software.
Cookie Stumbler è disponibile per il download in una versione demo a scadenza, vi stupirete di quante centinaia (o migliaia) di elementi sono conservati nel Mac dai vostri browser, e vi meraviglierete ancora di più di quanto più veloce si presenterà il browser al termine della pulizia.
Il programma costa però ben 24,95 dollari, ma è da provare almeno una volta, e per i fanatici della privacy da comprare assolutamente.
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Notifiche da Facebook, con discrezione


Qualche giorno fa ho incontrato per lavoro Raffaele, un vecchio caro amico grafico e fotografo, che non vedevo da anni. Il figlio, credo coetaneo di Stefano (predatorfe), l'ultima volta che l'ho visto andava già in Vespa, ma era poco più che un bambino; il tempo passa inarrestabile ed ho scoperto piacevolmente che il "piccolo" Claudio*, oggi studente universitario, realizza software per Mac e lo vende sull'App Store.
xNotifier, questo il nome della sua prima App, permette di ricevere avvisi sullo stato del proprio account di Facebook direttamente sul monitor, senza dover aprire il browser ed in maniera del tutto "delicata".
Secondo Claudio, la filosofia di xNotifier è radicalmente differente dalle soluzioni offerte dalla concorrenza: il software non ricrea l’homepage di Facebook sul desktop, ma si limita ad avvisare l'utente, ad intervalli regolari, sullo stato del suo account, evitando interferenze e inutili distrazioni sul lavoro.
Pur essendo (io) fortemente contrario all'utilizzo di Facebook, specialmente durante l'orario di lavoro, apprezzo l'impegno profuso dallo sviluppatore nel cercare di ridurre l'invasività del Social Network almeno durante le sessioni lavorative.
Gli avvisi, indicanti il numero di richieste, notifiche e messaggi non ancora visualizzati, possono integrarsi anche al sistema di notifiche Growl (se installato) per poter personalizzare l'aspetto degli avvisi a proprio piacimento.
xNotifier per Mac costa 0,79 euro ed è disponibile per il download sul Mac App Store; richiede un Mac con processore a 64-bit (?) e Snow Leopard.
Questo è Claudio su Facebook, fatevelo amico, potrebbe regalarvi un codice redeem, se ne ha ancora.
Aggiornamento: a partire da oggi, per la durata di una settimana, l'applicazione sarà disponibile per il download gratuitamente.

*Questo link non è mai stato diffuso dall'autore, l'ho trovato perché conosco molto bene il… ragazzo. ;-)
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Psicosi da Hard Disk!


Leggendo spesso il forum di un noto gruppo di amanti del Mac (mi pare si chiami iMaccanici.org o qualcosa del genere), mi sono reso conto del fatto che il tallone di Achille dei sistemi informatici è (ovviamente) il componente più vetusto, e tecnologicamente parlando questo primato spetta agli Hard Disk. In particolare perché, a parte le ventole, è l'unico con un movimento fisico quasi continuo.
In tutta sincerità, chi non ha mai avuto problemi con un disco rigido? Purtroppo succede di frequente, magari solo con un disco esterno, di trovarsi a pregare qualche santo per recuperare dati persi.
Ma è poi così improvviso il guasto di un HD? In realtà no! Almeno non sempre, tanto che porgendo l'orecchio al dispositivo dovremmo percepire eventuali cambiamenti e/o rumori sospetti. Ho trovato una società, la Datacent, che ha pubblicato una serie di file audio divisi per produttore e per problema, in cui potete sentire gli hard disk alla fine della loro vita tanto per rendersi conto: questa è storia di Orrore Puro come direbbe Carlo Lucarelli. L'unica cosa da fare in questi casi è procedere con l'aggiornamento del backup e prepararsi alla sostituzione del disco difettoso.
Ma nella vita di tutti i giorni ci sono due piccole applicazioni ad "impatto zero", sia come costo che come impegno di risorse, che ci possono aiutare a capire come sta e che sta facendo il nostro disco. Si tratta di Disk Led, scaricabile da App Store, che è semplicemente un indicatore dell'attività del disco, che a differenza dei PC, che ne hanno uno hardware, sui Mac manca (ma ci manca?) e va a posizionarsi sulla barra dei menù in alto del Mac e simula un led a tre colori, (rosso giallo e verde) a seconda che il disco sia più o meno attivo, con la classica intermittenza irregolare che hanno quelli fisici.
L'altra utility si chiama SMARTReporter, disponibile per il download dal sito ufficiale di Core Code, che allacciandosi alla tecnologia S.M.A.R.T. (Self-Monitoring, Analysis, and Reporting Technology) dei nostri hard Disk aggiunge l'icona di un HD (sempre sulla stessa barra dei menù) e ci segnala lo stato di salute del disco con tre colori (ma anche con una scala di grigi se lo preferiamo), verde giallo o rosso, a seconda della gravità. Questa tecnologia non consente certo di evitare le rotture di un disco fisso, ma consente molto spesso di prevenirle, e poi backup always!!!
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Farfalle matematicamente costose


Matherfly HD, a dispetto del nome e delle App localizzate in inglese, è prodotta da una italianissima software house indipendente di Torino, Dighentis.
Il software per iPad, disponibile per il download su App Store a 2,39 euro, si prefigge di interessare i bambini all'apprendimento dei rudimenti della matematica. Con quattro livelli per la verità piuttosto discutibili come gradualità di passaggio; purtroppo Matherfly si presenta molto colorato, quanto inutile.
Lo abbiamo provato per voi, ma dobbiamo rivolgere verso il basso il pollice: per quanto variopinto, facile da usare e in un certo senso accattivante, troviamo l'app ripetitiva, poco stimolante anche per un bambino che, dopo le prime 10 operazioni, si stanca e vuole passare ad altro.
Matherfly presenta una serie di schermate, sì colorate, ma piuttosto povere, con un'operazione proposta nella parte inferiore dello schermo e tre risultati possibili da trascinate con il dito.
L'operazione di trascinamento non funziona tutte le volte, occorre essere abbastanza precisi. Se l'operazione è corretta una voce te lo comunica, come ti comunica l'errore, aumentando un paio di contatori in alto. Tutto qui.
Per 2,39 euro ci sembra piuttosto pochino e ci sono diverse applicazioni gratuite sull'App Store che fanno anche di più. Nonostante noi si sia sempre piuttosto indulgenti verso le software house italiane, non possiamo sdoganare questa App che, per essere corretti, avrebbe fatto meglio ad essere passata gratis come promozionale, o offerta al massimo a 0,79 euro.
Peccato, alla prossima. Però gratis!
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Obiettivo: massima concentrazione


I moderni computer multiprocessore, con oltre 16GB di memoria Ram installata, con 8 o più core, permettono non solo prestazioni eccellenti, ma l'apertura contemporanea di innumerevoli applicazioni.
Il multitasking offerto dai computer Apple è certamente un vantaggio, ma può in alcuni casi ridurre la concentrazione sulle finestre principali, quelle utilizzate al momento dall'utente. Maxim Ananov, sviluppatore della software house indipendente Pointum, ha recentemente rilasciato un'applicazione per incrementare la produttività del Mac.
HazeOver (HzO) è un piccolo software gratuito, che si installa con un drag and drop e si piazza con discrezione nella barra degli strumenti di Mac OS X.
Il piccolo programma si preoccupa di abbassare la tonalità di tutto il display, tranne che della finestra selezionata al momento, qualsiasi sia lo strumento o l'applicazione utilizzata.
La luminosità viene progressivamente abbassata di un 30% passando da una finestra all'altra, e con una latenza molto gradevole, simile a quella dell'abbassamento automatica della luce del Risparmio Energia del Mac.
L'applicazione fa solo questo, ma lo fa bene. È all'apparenza priva di bug, efficace sempre, e soprattutto parca nel consumo di energia. Infatti, anche cambiando rapidamente finestre, applicazioni ed ambienti, il consumo di processore richiesto da HazeOver è mediamente compreso tra lo 0,1 e 0,2%. Un nulla! Questo potrebbe convincere anche i puristi che cercano di evitare il più possibile sprechi di risorse.
Un filmato su YouTube mostra HazeOver in azione. Il programma richiede Mac OS X 10.5, funziona su PPC e Intel ed è disponibile gratuitamente per il download e l'utilizzo.