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sabato, 20 dicembre 2014__17:26

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E io pago…


Con questo titolo scontato, citando la celeberrima battuta del Principe, tormentone ripetuto ad ogni pie' sospinto in quel meraviglioso film che è 47 morto che parla, apro questa recensione.
Appena introdotta nel'App Store, l'applicazione CameraLeaks è balzata nella top ten… (in realtà all'epoca di questa mia recensione, non lo è più n.d.a.)… Che dire di più?
Lo sviluppatore Simone Jacoella, approfittando, a mio avviso, del clima da basso impero che sta vivendo la nostra politica e del successo editoriale del libro inchiesta La Casta, nonché del successo di Julian Paul Assange e della sua organizzazione internazionale WikiLeaks, di cui riprende anche il logo, ha avuto la straordinaria intuizione di mettere pixel su pixel una serie di dati relativi ai costi della nostra politica, certo di suscitare, in molti dei possessori di iPhone e iPad, la curiosità prima e l'indignazione immediatamente dopo.
Del resto lo slogan che campeggia sul sito ufficiale dell'applicazione è proprio: Indignati al 100%.
L'applicazione ideata per iPhone ma fruibile anche su iPad grazie all'ingranditore 2x, è utilizzabile solo in versione portrait, se si escludono le immagini che sono visualizzabili in modalità landscape. Si apre augurandoci ironicamente "buon divertimento" e portandoci su uno scaffale da 10 "nicchie" ognuna per una sezione ben precisa: Camera, Senato, Indennità, Dipendenti, Quirinale, Auto Blu, Costi politica, dove si contano oltre 600 schede che illustrano gli stipendi di chi occupa (per lo più indegnamente n.d.a.) gli scranni dei due rami del parlamento, senza dimenticare indennità, annessi, connessi ed accessori; i costi dei dipendenti (udite udite… financo i barbieri); il numero delle auto blu; i costi del colle più alto e della politica in senso lato. Completano il quadro, le sezioni Confronti, Immagini, Fonti e un invito (Diffondi) a informare i nostri amici tramite "faccia da libro". La sezione Confronti è, secondo me, quella che fa imbestialire di più!
Per ogni sezione si aprono delle ulteriori sottopagine con una serie di numeri e cifre che ci informano, in dettaglio, quanto noi paghiamo per i nostri servitori (e vi assicuro che è proprio tanto).
Per chi ce li ha ancora, roba da mettersi le mani nei capelli!
Accompagna il tutto, una serie di effetti sonori che non si possono escludere, mentre, con la solita icona dell'altoparlante, si può scegliere se farsi accompagnare dalle note del verdiano "Va' Pensiero", nella inevitabile incazzatura che aumenterà vieppiù con la lettura.
Il costo è di 0,79€ e gira sotto iOS 3.0 o superiore. Nonostante nello store sia indicato che è localizzata in inglese, l'applicazione è tutta in italiano, ma… sono certo, susciterà in ognuno di voi, commenti nella propria lingua madre. E, proprio per questo, raccomando di tenere lontani i minori mentre si scorrono le pagine...
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La farmacia digitale si aggiorna


Il team iFarmaci, ormai popolari sviluppatori campani (nonché nostri amici "spammoni"), hanno comunicato ufficialmente il rilascio imminente della nuova versione 5.0 di iFarmaci.
Oltre al consueto aggiornamento mensile dei dati (maggio 2011) c'è una grande novità che nasce dall'ascolto delle richieste degli utenti. iFarmaci 5.0 unisce alle attuali caratteristiche, che la rendono l'App di riferimento nella sua categoria, la nuova scheda relativa alla Farmacologia, suddivisa in:
• Proprietà Farmacodinamiche
• Proprietà Farmacocinetiche
• Dati Preclinici di Sicurezza

Una scheda facilmente navigabile sia su iPhone che su iPad. Inoltre nella versione iPhone è stata migliorata la leggibilità della scheda farmaco che è stata organizzata come nella versione iPad.
iFarmaci 5.0 diventa sempre più uno strumento adatto ad ogni tipo di necessità in campo medico, di ausilio al professionista nel lavoro di ogni giorno e al cittadino nella vita quotidiana a contatto con i farmaci.
Per l'occasione, gli sviluppatori di S'moove Software hanno deciso di scontare del 25% l'attuale versione di iFarmaci (14,99 euro) fino all'uscita della nuova versione 5.0. Chi già possiede iFarmaci, e chi l'acquisterà in questi giorni al prezzo scontato, potrà effettuare, come di consueto, l'aggiornamento alla nuova versione 5.0 gratuitamente!
Il software è disponibile per il download dall'iTunes App Store.
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Il primo CocoaHeads in Italia


Gabriele Contilli, senior marketing della software house italiana Command Guru di Carpi (non Capri purtroppo), ha informato i migliori siti italiani e non (quindi anche noi :-P) del lancio di un nuovo evento: si tratta del primo CocoaHeads italiano.
Che cos'è un CocoaHeads? È un gruppo dedicato allo sviluppo di applicazioni Cocoa per Apple su Mac OS X e iOS. Durante le riunioni i membri discutono i loro progetti e offrono tutorial sui diversi argomenti di programmazione.
Ricalcando il successo ottenuto nel 2009, con l'iPhone Reality Show, dalle ore 19 del prossimo 27 Maggio un team di programmatori tra loro forse sconosciuti, insieme a quelli del team di sviluppatori Command Guru, realizzeranno un'applicazione per iOS che verrà successivamente rilasciata gratis in iTunes App Store, mentre il codice sorgente sarà disponibile per il download sul sito della società modenese.
Tutte le fasi di progettazione e sviluppo verranno riprese e trasmesse sul sito di Command Guru, permettendo ai visitatori di scoprire i segreti che si celano dietro la realizzazione di un'app per iPhone, dalla progettazione allo sviluppo.
L'idea di trasformare le fasi di sviluppo di un programma in un evento aperto al pubblico è coinvolgente, e potrebbe addirittura servire ad avvicinare nuove persone all'appassionante mondo della programmazione, in maniera del tutto naturale e spontanea.
Gli sviluppatori di iOS (quelli veri) interessati all'evento, possono registrarsi e partecipare attivamente allo sviluppo della nuova applicazione, basta seguire le informazioni pubblicate nella pagina ufficiale dell'evento e sperare di riuscirci: come prevedibile i posti sono limitati!
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Ridurre le immagini in un drag


Cosa c'è di meglio di un software moderno, colorato, traslucido e dalle miriadi di effetti speciali e funzionalità avanzate? Un software essenziale, funzionale, veloce e leggero, anche se spartano. È il caso di Fast Image Resizer, un piccolissimo programma dall'icona inguardabile, ma in grado di facilitare il lavoro a molti, ma davvero molti utenti.
In un solo colpo, con lo strumento della tedesca adionSoft, è possibile ridimensionare, e all'occorrenza ruotare, un numero impressionante di immagini ad una velocità sorprendente, a patto che siano JPG, BMP, GIF o PNG. Facile come trascinare gli elementi al centro della sua finestra, ma poco intuitivo nella modifica delle preferenze avanzate, complice la mancata localizzazione in italiano.
Fast Image Resizer è compatibile con processori multicore, ridimensiona le immagini di qualsiasi dimensione rapidamente e in alta qualità; crea miniature delle immagini per web; ridimensiona i file a scelta in nuova cartella o nella stessa cartella sorgente; utilizza le informazioni EXIF per ruotare automaticamente le immagini; copia le informazioni EXIF dalle immagini originali; ha un'opzione di ritaglio automatico e salva i file in formato JPG o BMP.
Fast Image Resizer è un programma completamente gratuito, richiede Mac OS X 10.6 ed è disponibile per il download dal sito dello sviluppatore. Esiste anche in versione Windows.
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Come ti cambio il filmato


Jeremy Bentham, nei primi del 1800, ideò e promosse un progetto architettonico relativo all'organizzazione dello spazio di una prigione. Il Panopticon, da optikon (osservare) e pan (tutti), era l'idea di un carcere dalla forma circolare, nel quale il sorvegliante veniva messo in una torre centrale e i prigionieri nelle celle disposte ai bordi periferici.
In questo modo tutti i detenuti rinchiusi nelle celle potevano essere osservati dal sorvegliante, ma non erano in grado di stabilire se erano effettivamente osservati o meno in quel preciso momento, che col tempo, sentiti sotto continua osservazione, sarebbero stati indotti automaticamente a rispettare le regole per scongiurare una punizione. Secondo il filosofo, anni di questo "trattamento" avrebbe modificato il carattere dei detenuti entrando nella loro mente come l'unico modo possibile di comportarsi. Un modo diverso di osservare, un potere visibile, non verificabile, la cui forza è in effetti quella di non dover intervenire mai.
La piccola e agile software house Soft Optics, ispirandosi a questa idea di "visione totale", ha realizzato tempo fa un software in grado di elaborare filmati normali, trasformandoli in qualcosa di completamente diverso, coinvolgente ed avvolgente.
Panoptica è un programma che permette di trasformare i video in filmati panoramici, o remake degli stessi con diversi movimenti di ripresa, scatti improvvisi, arresti o zoomate.
Le numerose funzioni offerte da Panoptica permettono di eliminare (a mano) vibrazioni, scatti o tremolii, ma soprattutto, rimuovere oggetti indesiderati in movimento (come animali, automobili o persone), analizzare il movimento originale della videocamera per estrarre gli assi di movimento della macchina, lunghezza focale e zoom per creare anche scene a 360°, video panoramici e immagini fisse con soggetti in movimento (o viceversa).
Si comincia con l'importare un filmato applicando l'analisi dei fotogrammi. Successivamente si possono apportare le modifiche al progetto per renderlo unico. La curva di apprendimento del software è molto dura, e non è facile entrare nel meccanismo, anche perché è l'evidente porting di una versione per Windows (addio interfaccia intuitiva e amichevole), tuttavia è un software stabile e potente, per cui potrebbero bastare i 30 giorni di uso gratuito offerti della versione demo per farci la mano.
Il recente aggiornamento alla versione 1.0.11 introduce una nuova schermata di benvenuto e di aiuto; un miglioramento del processo per l'importazione di filmati e immagini; le finestre di dialogo native di Mac OS X; un utilizzo ridotto della memoria e la risoluzione di alcuni bug.
Panoptica costa 49 sterline (circa 55 euro), richiede Mac OS X 10.5, un Mac con processore Intel ed è disponibile per il download dal sito ufficiale.
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C'era una volta… (e facciamo in modo che ci sia)


Avevamo già parlato di Fondazione Difesa Fanciulli, che da oltre un secolo si impegna a favore dei minori.
Con questa meritevole fondazione, donandole il 50% del ricavato, collabora la Adnav Edizioni, una casa editrice dedicata esclusivamente ai bambini, presente anche al Salone Internazionale del Libro di Torino.
Del catalogo della Adnav, fa parte l'applicazione per iPad "Il Drago e la Coccinella", una e-favola, disponibile sull'App Store a 2,39 euro.
La favola, scritta da Maria Teresa Nuzzi e illustrata da Ilaria Uribinati, è localizzata anche in italiano e necessita almeno di iOS 3.2.
Una volta installata e lanciata, una gradevole musichetta accompagna i simpatici disegni della storia d'amore di un drago e di una coccinella.
Oltre all'opzione leggi, (minimo sindacale per una favola), che permette di leggere la storia sfogliando le pagine ricche di disegni e di testo in stampatello e corsivo, avremo a disposizione ulteriori tre opzioni:
disegna, che ci permetterà di disegnare a mano libera, scegliendo diversi colori e le immagini della storia, consentendo infine di salvare il disegno eseguito;
puzzle, un giochino di tessere con 4 diversi template da ricomporre, riferiti alla storia con due livelli di difficoltà;
memory, un giochino di memoria visiva in cui dovremo ricordare i personaggi della storia riprodotti nelle tessere del gioco, scoprendoli a due a due.
Se avete prole in età prescolare, è un'applicazione ideale per trascorrere del tempo con il vostro erede, stimolando la sua curiosità e la sua fantasia.
Se non ne avete (più), è un'occasione per aiutare Adnav a continuare nel proprio lodevole impegno.
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Le dimensioni contano


Disk Inventory X e GrandPerspective sono due applicazioni, piuttosto simili nelle funzioni come nell'interfaccia, che consentono di avere un colpo d'occhio rapido ed efficace sull'effettiva occupazione di dischi, in effetti volumi, o semplici cartelle.
In entrambi i casi, la durata della scansione dipende dalla dimensione del volume o della cartella in oggetto, dalla sua effettiva occupazione nonché dalla velocità del processore e dalla concomitanza di altri eventuali processi in corso ovvero il tutto può richiedere anche alcuni minuti. Al termine della scansione viene presentato un grafico in forma di mappa ad albero dal quale è possibile iniziare ad orientarsi per capire chi esattamente stia occupando spazio disco, dove ed in quale misura.
Se già la visione d'insieme non bastasse ad individuare gli eventuali colpevoli, si possono cliccare i vari elementi del grafico per sapere quali file rappresentino, dove questi siano collocati ed altri dettagli. Soprattutto con Disk Inventory X, e specialmente se si è attivata la finestra Informazioni, le informazioni sul file e sulla sua collocazione sono piuttosto articolate e possono essere lette con calma mentre si confrontano informazioni su altri file al solo spostamento del puntatore. GrandPerspective invece permette alternativamente o un'analisi rapida spostando il puntatore o solo la lettura dei dettagli di un file singolo.
Entrambi i programmi richiedono Mac OS X 10.3 o successivo e questo dovrebbe coprire la quasi totalità degli utenti Mac (OS X) attuali. Disk Inventory X è alla versione 1.0 mentre GrandPerspective è alla 1.3.3. Entrambi sono squisitamente gratuiti come d'altra parte gli sviluppatori non rifuggono da eventuali donazioni di denaro sonante. Tra i due, solamente GrandPerspective è presente su SourceForge.
L'utilizzo di questi programmi è consigliato innanzitutto a chi non si spiega come mai il suo disco sia già farcito oltre l'immaginabile. A proposito, fa sempre bene ricordare che le prestazioni di un disco cominciano a decadere quando la percentuale di spazio occupato supera il 50% e degradino notevolmente quando questa percentuale si avvicina al 90% per aprire le porte del Male con valori superiori (a buon intenditor...). Allo stesso tempo l'utilizzo di queste applicazioni dovrebbe essere effettuato da chiunque a cadenze più o meno regolari per controllare che non siano presenti oggetti smarriti ed ingombranti o inutili rimanenze di chissà quale applicazione. Si potrebbe ad esempio scoprire che il carissimo, in tutti i sensi, programma di aggiornamento del navigatore conserva gelosamente ogni passato aggiornamento di vari GB, per un totale di alcune decine di GB nascosti in una sottocartella della Library...
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Felice, con la testa tra le nuvole


Quasi tutti noi "maccanici" abbiamo installato ed usato con soddisfazione DropBox, il servizio gratuito di condivisione file e sincronizzazione di cartelle remote, diventato rapidamente leader nel settore. Sappiamo benissimo che non è solo uno spazio online dove mettere i propri file, perché il software offre tante funzioni avanzate e comode.
Recentemente però la concorrenza si fa sempre più agguerrita, cercando di farsi spazio con proposte invitanti ed offrendo funzionalità più moderne. Tra questi dovrebbe esserci CloudApp, un programma subito affermatosi (oggi è primo in classifica in Mac App Store) che rende le cose ancora più facili, ma che secondo la nostra opinione non è in diretta concorrenza con DropBox, anzi in qualche modo potrebbe affiancarlo, oppure rivolgersi ad un target di utenza leggermente diverso. Infatti, anche se all'apparenza potrebbe sembrare la classica "alternativa a DropBox", il funzionamento di CloudApp è completamente diverso, ma certamente semplice, integrato, accessibile, affidabile ed estensibile, proprio come promesso dalla spagnola Linebreak.
Al primo lancio del software (che si chiama semplicemente Cloud e si scarica da qui) bisogna registrarsi inserendo la propria e-mail ed una password destinata al servizio (come ben sapete, evitate di usare la stessa password della casella di posta). La registrazione avviene all'interno del software ed è praticamente immediata. L'utilizzo è facilissimo: nella barra dei menù c'è un'icona a forma di nuvola e basta buttarci i file dentro, siano essi filmati, audio, archivi, testi… ma anche applicazioni e qualsiasi altra cosa.
I file vengono "spediti sulla nuvola" con un trascinamento o tramite una abbreviazione da tastiera, in cambio viene fornito un URL nella memoria degli appunti, da incollare dove ci fa più comodo.
A differenza di DropBox nessuna cartella del Finder è "sensibile" alla sincronizzazione, ma i documenti sono accessibili da Internet alla pagina Drops del proprio Account CloudApp tramite interfaccia web (Safari ovviamente funziona benissimo).
L'ultima versione del client (rilasciata recentemente) è la 1.5, alla quale gli sviluppatori hanno lavorato per mesi per offrire funzioni di condivisione ancora migliori, come l'invio dei file tramite gli appunti, il monitoraggio delle visualizzazioni dei file caricati anche dall'iPhone con Cloud2go, la gestione avanzata dei file tramite web… insomma, piove sul bagnato.
È il caso di provare CloudApp, le recensioni sul Mac App Store sono entusiastiche! Basta avere Mac OS X 10.6.6 e qualcosa da condividere, ma (come sempre) che non sia troppo "privato".
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Aprire un programma in altre lingue


In questi anni noi "maccanici" ci siamo fatti sfuggire un'applicazione davvero interessante, e dobbiamo porre rimedio: non abbiamo mai provato o segnalato Language Switcher, il programma prodotto da TJ-HD Software che potrebbe tornare utile a chi, per lavoro o per comodità, necessita di utilizzare le applicazioni in altre lingue.
Ogni programma installato sul proprio Mac potrà essere avviato ed utilizzato in una lingua diversa da quella impostata nelle preferenze del Mac, sempre che sia presente la localizzazione preferita all'interno del pacchetto software e senza interferire a livello di Sistema Operativo.
La maggior parte dei software prodotti da Apple offrono oltre circa diciotto lingue diverse, e alcuni programmi, come Cyberduck, ne propongono più di trenta (VLC tocca il record con 74)!
Al primo avvio Language Switcher riconosce la maggior parte delle applicazioni sparse nel Mac e ne conteggia le lingue contenute; qualora dovesse essere sfuggita qualche applicazione, sarà sufficiente aggiungerla manualmente (mela+A) per poterla poi utilizzare nella lingua adatta.
Recentemente il programma è stato aggiornato alla versione 1.1.7, che migliora la localizzazione in francese e in tedesco, sistemando anche un problema con il framework Sparkle.
Language Switcher esalta e conferma la superiorità di Mac OS X, è completamente gratuito (volendo si può effettuare una donazione) ed è disponibile per il download dal sito dello sviluppatore, che scrive software dal cuore della campagna inglese con tanto amore per il Mac (Lovingly crafted software for Macs, built in the heart of rural England).
A proposito di lingue, bisogna ringraziare Vincenzo Boiano (di VinBoiSoft) se Language Switcher parla italiano, è infatti opera sua la localizzazione offerta allo sviluppatore.
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Rimuovere MacDefender


Come prevedibile l'era dei polli è giunta. Uno l'ho visto tre giorni fa, in tipografia, che aveva appena finito di specchiarsi nel suo nuovo iPhone, mentre gridava "Cosa succede, il mio MacBook pro… risulta infetto!" e io, con calma (ma incuriosito) gli ho prima chiesto se avesse già inserito la password di amministratore dopo una prevedibile richiesta del Mac.
Niente, aveva cliccato solo su un link che lo aveva indirizzato su un sito, che a sua volta aveva avviato il download di MacDefender, ed intanto mostrava schermate di finte scansioni del disco con risultati molto inverosimili.
Ma cos'è esattamente questo MacDefender?
MacDefender (o Mac Defender) è un software di sicurezza fasullo, con l'unico scopo di estorcere denaro. Non è la prima volta che se ne parla, e nemmeno l'ultima. Lo "scareware" (software per spaventare) si installa anche tra gli elementi di avvio, mostrando fastidiosi messaggi pop-up per convincere l'utente di avere un Mac infetto, promettendo di "risolvere il problema" (da lui stesso creato) con l'acquisto di una finta licenza per un finto antivirus. L'alternativa sarebbe rimanere con un Sistema rallentato, con le preferenze del browser modificate, l'apertura continua di finestre pop-up durante la navigazione, dati personali a rischio e la difficoltà di navigare.
Una volta tranquillizzato il tipo (detto 'o cascione), gli ho chiuso le finestre, buttato il .pkg e ho impostato Safari affinché non aprisse i documenti "sicuri" dopo il download e non ci ho pensato più.
If Then Software ha invece fatto di più per prevenire nuove vittime e rimuovere ogni traccia di questo "truffaware" (anche lo chiamano virus) qualora fosse stato stupidamente installato.
Rilasciato ieri, MacDefenderKiller è un programma leggero ed efficace, per la rimozione di trojan, utilizzato per rimuovere (guarda un po') proprio MacDefender. Lanciare MacDefenderKiller è facilissimo, è sufficiente fare un doppio clic ed il programma stanerà MacDefender (o simili). Chi ha la "fortuna" di essere abbastanza pollo potrà rimuoverlo cliccando sull'apposito pulsante. Se il pulsante non è attivo significa che il Mac è pulito. Nessun programma di installazione, nessuna password richiesta, come tutti i programmi per bene.
Il software rimette a posto anche le preferenze di Safari (come ho fatto io a mano) per evitare che l'incauto utente si ritrovi a combattere contro i mulini a vento (non a caso l'unico antivirus per Mac è l'utente).
MacDefenderKiller è un software gratuito, disponibile per il download dal sito dello sviluppatore. Tuttavia una donazione di 5 dollari è ben accetta.
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Il fotoritocco facilitato


Diciamo la verità. La fotografia è una delle passioni più comuni e da quando il digitale ha sostituito la pellicola, tutti noi ci sentiamo autorizzati a giocare con le nostre immagini, almeno per migliorarne l'esposizione e il contrasto. O più semplicemente, per renderle vivide ed attraenti.
Facilitare le piccole operazioni di fotoritocco: questo è l'obiettivo di Photo Sense, per ora unico software prodotto dalla VeprIT, neonata società registrata in Olanda (nel 2011!) da due appassionati di fotografia, l'ingegnere informatico Demid Vladimirovich Borodin e la matematica Olga Kleptsova.
Il programma (2,2 Mb) si scarica da qui: veprit.com/photosense/download e si installa col più classico dei drag 'n drop. La fiducia non manca: è possibile provarlo gratuitamente per 10 giorni, ma non salvare i risultati ottenuti.
Dopo la prova, gli entusiasti potranno acquistarlo su Mac App Store per (soli?) 26,99 euro, oppure partendo dal sito dello sviluppatore per 26,18 euro, ma non chiedetemi perché costa meno!
Photo Sense è solo in inglese e c'è scritto che gira su Mac con processore Intel, 1 Gb di Ram, da Mac OS 10.5 in poi. Tuttavia, su iMac i5 da 2,66 Ghz, Snow Leopard e 4 Gb di ram non è apparso velocissimo nell'elaborazione di file jpg di appena 12 Mb, oltre al fatto di divorarsi letteralmente quasi 2 Gb di memoria!
L'interfaccia si presenta subito in modo semplice: poche icone in alto e una scritta che campeggia su sfondo grigio "puoi trascinare le tue immagini qui". Bene, trascinatele, cliccateci sopra e in modo automatico il software si occupa di "migliorare" le vostre foto. Le potete osservare affiancate, prima e dopo l'elaborazione, che può essere personalizzata solo includendo o escludendo le opzioni disponibili. Per esempio si può chiedere di aggiustare l'esposizione e i colori, ma di lasciare inalterato il contrasto, e così via.
Si può ritagliare e ruotare l'immagine oppure applicare una dozzina degli effetti più comuni: b/n, seppia, colorazione cyan o verde…
In sintesi: Photo Sense può essere di aiuto a chi vuole migliorare le proprie immagini, ma non ha tempo da perdere, né voglia di imparare software più complessi o molto più costosi. Onestamente bisogna riconoscere che nelle prove fatte, il risultato è stato più equilibrato di quello ottenuto con "Migliora" di iPhoto, ma almeno pari al "Mi sento fortunato" di Picasa. Il software non è invece consigliato all'appassionato di fotografia che non si accontenta di un risultato automatico e che vuole controllare ogni parametro dell'immagine. In tal caso Aperture o Lightroom restano insostituibili.
Per tutti gli altri, può essere il caso di tenerlo d'occhio: il "ragazzo" è giovane, fin troppo, e avrà tempo per migliorarsi. La ricetta di base è buona. In futuro ci aspettiamo una localizzazione in più lingue, un prezzo più appetibile, qualche possibilità di personalizzazione in più, ma soprattutto una miglior gestione delle risorse hardware. In bocca al lupo ai giovani e appassionati sviluppatori!
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Aspettando Lion, arriva Trova il mio Mac


Come abbiamo avuto modo di leggere in giro, nella prossima versione di Mac OS X potrebbe esserci la funzione Trova il mio Mac (Find your Mac). Lo testimoniano numerose tracce sulla funzione, individuate nel codice delle varie versioni beta di Lion, già dal mese di febbraio.
YvanSoftware ha pensato bene di anticipare i tempi realizzando Find your Mac, un programma che sulla falsariga di Find your iPhone (disponibile grazie a MobileMe) consente di monitorare la posizione del proprio Mac, e magari recuperarlo se è stato smarrito, o peggio ancora rubato.
Bisogna innanzitutto scaricare l'applicazione rilasciata nel pomeriggio (ed aggiornata pochissime ore fa), poi creare un account per poter collegare il computer ai server della software house. Gli angosciati della privacy possono stare tranquilli, tutti i dati forniti al servizio vengono memorizzati in modo sicuro: crittografati con la password inserita dall'utente. Proprio per questo motivo non c'è la possibilità di cambiare la password attraverso un servizio di recupero immediato.
Gli altri dati inseriti nella registrazione tramite l'applicazione, verranno utilizzati per identificare l'utente qualora si perdesse l'accesso all'account, poi si potrà reimpostare la password, con conseguente perdita dei dati memorizzati, quelli relativi alla posizione del Mac nel corso del tempo.
È consigliabile mettere Find your Mac tra gli elementi di login affinché la sua installazione possa avere un senso. Il software si occuperà, a intervalli di tempo regolari (definibili dall'utente) di registrare la posizione corrente del computer (rilevata dall'IP esterno) logicamente molto approssimativa rispetto ad un sistema di localizzazione geografica GPS offerta da altri dispositivi.
Prevedibilmente Find your Mac non avrà tutte le funzioni che un giorno vedremo con Lion, come l'eliminazione dei dati sensibili dell'utente per esempio, ma è già qualcosa conoscere la posizione del proprio Mac smarrito.
Find your Mac è completamente gratuito, richiede Mac OS X 10.6 ed è disponibile per il download dal sito ufficiale… almeno finché Apple non deciderà di rivendicarne la proprietà intellettuale.
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B come book, b come band


Massimo Biolcati, bassista jazz italo-svedese, realizzò nel 2008 iRealBook per iPhone, un software per raccogliere e riprodurre spartiti musicali. Il musicista, che da anni vive e lavora New York, in una recente intervista ad Andrea Gilardoni per Macitynet ha detto:"Suono molta musica originale con vari artisti. Succede sempre più raramente di suonare standard jazz e quindi tendo a dimenticarli. Ho pensato che sarebbe utile avere un promemoria in tasca con quelli più comuni. Provai inizialmente ad inserire dei PDF nella Photo app dell'iPhone, ma i risultati furono insoddisfacenti. E così decisi di fare un’applicazione ad hoc. Anche se non faccio musica elettronica e suono uno strumento prettamente acustico, in fondo credo che programmare sia un processo creativo molto simile alla composizione". Successivamente fu eseguito il porting per iPad e poi anche per Mac partendo dal codice usato per iPhone.
In questa nuova versione iRealBook è diventato iReal b 2 per una questione di diritti d'autore, e non include più alcun brano. Tuttavia chi aggiorna non perderà i propri brani ed inoltre migliaia di brani già pronti per essere inseriti sono disponibili nel forum dello sviluppatore.
Nella nuova versione 2.0 sono inclusi 50 esercizi su comuni progressioni armoniche; aggiunta la funzione di esportazione audio in WAV e AAC; aggiunti 5 nuovi stili Pop (Soul, Smooth, Disco, Reggae e Shuffle); aggiunto la notazione con il sistema a numerazione Nashville (per i brani singoli o come impostazione globale). Biolcati garantisce che la sua è una applicazione professionale per musicisti e studenti di musica di tutti i livelli. Permette di creare, editare, stampare, condividere e collezionare partiture ad accordi dei brani preferiti per l'utilizzo durante i concerti e per esercitarsi con accompagnamenti realistici di piano (o chitarra), basso e batteria generati su ogni partitura scaricata o creata dall'utente.
Il materiale incluso è certamente abbondante: 12 stili Jazz, 7 stili Latin e 10 stili Pop per le basi di accompagnamento e 50 esercizi su comuni progressioni armoniche; inoltre è possibile creare Playlist multiple personalizzate; effettuare la trasposizione di tutte le partiture a qualunque tonalità (con trasposizione globale in Mi-b, Si-b, Fa e Sol per strumenti a fiato) incluso il sistema a numerazione (sistema di Nashville).
La comunità di iReal b permette di scambiarsi partiture facilmente via e-mail o attraverso i forum, bisogna tuttavia ricordasi di fare un backup dei brani regolarmente.
Il nuovo iReal b è disponibile per il download su iTunes App Store a 5,99 euro (nella versione iOS) e nel Mac App Store a 10 euro in più, che richiede Mac OS X Snow Leopard.
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Lotta ai problemi infantili del linguaggio


Lo sviluppatore della software house torinese Dighentis, Alessandro Benedettini, ci informa del rilascio di una applicazione che potrebbe rivelarsi molto utile per aiutare i bambini che manifestano un'anomala espressione del linguaggio.
Il software si chiama i-Lexis, ed è un nuovo ed innovativo strumento destinato espressamente ad aiutare quei piccoli cuccioli di uomo che manifestano problemi e disturbi logopedici. Il linguaggio è un'importante e complessa funzionalità che è molto vulnerabile, specialmente in età evolutiva. Tutti i bambini imparano sin da piccoli le regole della loro lingua attraverso l'utilizzo, senza la necessità di un insegnamento formale.
 In i-Lexis si usa il "gioco" come approccio principale per aiutare i bambini nell'apprendimento del linguaggio in un modo del tutto naturale. È lo strumento e complemento ideale per aiutarli durante il processo di apprendimento del linguaggio. È stato espressamente ideato per essere utilizzato come strumento di supporto per svariate necessità nell'ambito della comunicazione, tra cui: sviluppo precoce della comunicazione; aiuto alle persone con disfunzioni nell'uso del linguaggio; aiuto alle persone con problemi di A.S.D. (Disturbi dello Spettro Autistico), etc. È anche possibile utilizzare i-Lexis come semplice dispositivo AAC (Augmentative Alternative Communication) per migliorare la comunicazione ed interazione dell'individuo con l'ambiente circostante.
Tra le principali caratteristiche dell'applicazione: più di 265 parole pre-registrate da speaker professionisti; modalità "Leggi" e "Sillaba/Leggi lentamente" per ascoltare ogni parola letta in entrambe le modalità; 7 ambienti principali (tra cui "casa", "scuola", etc.) con più di 40 ambienti secondari, tutti illustrati e coloratissimi; interfaccia utente semplice ed immediata; personalizzabilità del software con foto e voci proprie, cambiando i contenuti a piacimento per migliorare ulteriormente l'apprendimento.
i-Lexis è disponibile per il download su iTunes App Store al prezzo di 19,99 euro. Compatibile con iPad e iPad 2 sia in lingua italiana che inglese.
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Fare il DJ con iTunes (o quasi)


In pochi anni la giovane software house myPod Apps, nata solo come hobby in Virginia nel 2008, è cresciuta fino a coinvolgere più persone a tempo pieno in tutto il mondo. Recentemente (il 17 marzo scorso) è stata ufficialmente rinominata in Macroplant LLC per fornire una maggiore chiarezza sull'identità della società nella produzione di software sviluppato anche per Mac OS X, Windows e non solo limitata a iOS. I software prodotti da Macroplant sono numerosi, di qualità e si contraddistinguono per il basso prezzo d'acquisto.
L'applicazione itDJ è una console virtuale per Mac che funziona con iTunes. Permette di mixare tracce, beats match e aggiungere effetti audio alla musica come un software professionale, ma con la stessa facilità con cui si gestisce la libreria musicale di iTunes.
itDJ rileva automaticamente tutti i brani e le playlist di iTunes, l'unica cosa da fare è trascinare i brani in coda di riproduzione, o direttamente sui piatti.
Molteplici le funzioni presenti anche in programmi simili a pagamento: Looping and Cueing, Pitch Lock, Beat Detection, Synthesizer, SFX Pads, SFX Loop Panel, Dual Channel Beat-remixer, Flanger, Wawah, EQ & Reverb e altro ancora, come la funzione Auto DJ per lasciar fare tutto a lui.
Il software è divertente da usare grazie a tutte queste funzioni, ma assorbe molte risorse hardware, ed è capace di mettere in ginocchio computer meno recenti.
itDJ è disponibile per il download gratuito dalla pagina dedicata sul sito dello sviluppatore, richiede Mac OSX 10.5 o versioni successive, un Mac Intel con almeno due core, 2 GB di Ram, iTunes 8 o versioni successive.
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Il nuovo Posterino in italiano


Zykloid Software, di Christoph Priebe, è la società tedesca che produce Posterino, un'applicazione destinata agli amanti della grafica e della fotografia, con la quale è possibile realizzare collage fotografici di ottima fattura a risoluzione altissima, e dalle dimensioni variabili da 4x6 cm all'A1 (circa 80x60), il classico formato "poster".
L'interfaccia del programma è estremamente semplice e amichevole. Grazie agli ottimi modelli inclusi nel software, sarà possibile realizzare in pochissimi passaggi delle composizioni grafiche avvincenti con le proprie foto, inserite a mano o automaticamente dagli album in iPhoto, Aperture, Lightroom oppure da una cartella su disco, con un solo clic.
I modelli hanno griglie sia di dimensioni identiche che diverse fra loro, e sono facilmente personalizzabili nelle dimensioni e nella forma (oltre a cornici, filtri e sfondi).
Al termine del lavoro sarà possibile inviare il risultato tramite email (come una cartolina); esportare il poster su disco o direttamente in iPhoto; condividere le immagini con Flickr direttamente da Posterino; impostare facilmente il risultato come sfondo della scrivania oppure salvare il file come documento nativo da terminare in un secondo momento.
Posterino costa poco più di 20 euro, ma promette risultati davvero di alta qualità. Prima di deciderne l'acquisto è possibile effettuare il download della versione demo, con limitazioni sull'esportazione finale (una filigrana copre parte del lavoro). Dall'inizio di quest'anno il software è disponibile per l'acquisto anche sul Mac App Store.
Posterino è multilingua (olandese, inglese, francese, tedesco, giapponese, spagnolo) e da questa versione è localizzato in italiano anche grazie al lavoro di Massimo Rotunno (Italiaware), che realizza e localizza software in italiano dal lontano 1996.
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Damon Albarn e il suo iPad


Damon Albarn è il fondatore dei Blur, gruppo brit-pop in auge negli anni '90. Cantante, musicista, ha studiato piano, chitarra e violino all'accademia George Tomlinson Primary School con notevoli risultati.
Quando i Blur si sciolsero, Damon (alias Neumann Crane) si è dedicato a progetti in "solo" con risultati ancora più particolari e straordinari. Prima con un album da solista Mali music e poi con Democrazy, il primo è una raccolta di lavori da lui scritti quando nel 2000 andò a vivere per un paio d'anni nel Mali e il secondo sarà l'album che nel 2003 precederà la svolta definitiva verso un genere più "sperimental-elettronico".
Dato che tutti devono mangiare creò i Gorillaz, gruppo hip-hop/R&B che con i suoi cinque album e con la peculiarità di fare apparizioni in pubblico solo e solamente nelle vesti di cartoon digitalizzati al computer, è diventato "il" gruppo che sperimenta e diverte, vendendo.
Autore e cantautore eclettico esce nel 2007 con The Good, the bad and the queen, album stupendo e super-sperimentale che unisce musica folk anglo-irlandese e sonorità elettroniche.
Tutto questo per parlare dell'ultimo album dei Gorillaz, The fall, album scritto e registrato lungo il tour mondiale dei nostri, registrato, composto, mixato sull'iPad di Albarn!
Albarn ha dichiarato: "Sono assolutamente tecno-fobico, ma mi sono innamorato del mio iPad e ho provato a portare al massimo i limiti del mio fido compagno di viaggio, il risultato lo potete acquistare su iTunes a euro 8,99… poi mi direte".
L'album, di non di facile lettura al primo ascolto, è un gioiello di suoni che si concatenano durante l'ascolto, un autocompiacimento uditivo (se ascoltato con delle buone cuffie), come sempre non immediato, ma dategli fiducia per due o tre ascolti e ve ne innamorerete, è un viaggio tra le province americane con suoni che richiamano l'estate assolata della provincia, assolutamente innovativo, si incontra con la tradizione delle ballate dei luoghi visitati dal nostro durante il tour americano, da ascoltare e riascoltare.
La tecnologia dell'iPad probabilmente è molto più sfruttabile di quanto siamo abituati a fare, non è solamente un supporto per vedere film, sentire musica e visualizzare foto, se nelle mani di un piccolo genietto non avvezzo alla tecnologia, può produrre cose straordinarie, per esempio musica con un'anima.
Il software principalmente utilizzato è iElectribe di Korg, che per l'occasione è stato realizzato in una versione speciale denominata iElectribe Gorillaz Edition, naturalmente disponibile per il download sull'iTunes App Store.
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Esportare i contatti della Rubrica Indirizzi


Abe è un piccolo programma, ma di notevole utilità, destinato a chi fa uso intenso della Rubrica Indirizzi del Mac ed ha la necessità di utilizzare il contenuto in un documento di testo. È progettato per leggere il database della rubrica e trasformarlo in un campo di testo che successivamente potrà essere salvato sia come puro testo che come file RTF. In pratica permette di ottenere un semplice elenco di nomi e indirizzi, attualmente impossibile con l'applicazione Apple.
Al suo lancio, Abe presenta una finestra unica, dove nella metà superiore si trova un pannello del tutto simile a quello di Rubrica Indirizzi. È possibile scegliere individualmente i nomi dei contatti o i gruppi da esaminare (anche con selezioni multiple) e fare clic sul pulsante "Name" o "Group" situato nella parte inferiore della finestra.
Per ora sarà possibile migliorare il testo generato aprendo il file salvato in un qualsiasi editor di testi o programma tipo Word. Nelle versioni future arriveranno opzioni più sofisticate per la stampa, per realizzare direttamente dal software la copia cartacea dei contatti più adatta alle proprie esigenze.
Il software Abe è stato scritto da Ronald B. Kopelman (Kopy), un ex-fisico diventato poi rabbino, che ha realizzato anche un'altra utility freeware (Nude) per rimuovere i file .DS_Store dalla cartella scelta, con estrema comodità ed efficacia.
I suoi programmi sono gratuiti, anzi sono "tzedakaware", e se ne sentite la necessità potete accontentare Kopy con una donazione alla "The Naturist Society" o alla "American Association For Nude Recreation".
Abe è disponibile per il download dal sito dello sviluppatore, è scritto in Universal Binary e richiede Mac OS X 10.5 o superiore.
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Nascondere il desktop e qualcos'altro


Può capitare in molteplici occasioni che sia necessario nascondere gli elementi presenti sulla propria Scrivania, per realizzare uno screenshot pulito da pubblicare, per concentrarsi su una determinata applicazione o semplicemente per proteggere gli elementi dallo sguardo di occhi indiscreti.
Il nuovo DesktopUtility, sviluppato e prodotto da SweetP Productions, non solo permette di ripulire il Desktop in un clic, ma offre anche altre comode funzioni, come abilitare e disabilitare la visibilità degli elementi di Sistema (normalmente invisibili) e forzare lo svuotamento del cestino da materiale all'apparenza incancellabile. Il tutto in maniera facile, veloce e accessibile comodamente dalla barra dei menu di Mac OS X.
I punti di forza del software sono fondamentalmente due: è leggerissimo (pesa meno della sua icona) ed è completamente gratuito, anche se allo sviluppatore una donazione non dispiacerebbe.
Nonostante DesktopUtility sia alla sua prima versione pubblica, si è dimostrato stabile e valido (in fondo non deve fare un granché), non consuma risorse durante l'utilizzo, ma come requisiti di Sistema richiede Mac OS X 10.6 o successivi ed è purtroppo localizzato solo in inglese (non ci vorrebbe molto a tradurre le quattro righe del menu a tendina).
DesktopUtility è disponibile per il download dal sito ufficiale, si installa con un Drag and Drop e non è assolutamente invasivo, l'unico file che crea è quello delle sue preferenze (com.sweetpproductions.DesktopUtility.plist), cancellabile senza problemi in caso di rimozione manuale del programma.
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Monitorare il traffico di rete, anche in remoto


Conceited Software ha recentemente introdotto un nuovo software che si occupa del monitoraggio della rete e di ogni applicazione che ne fa uso. Spesso alcuni software installati dall'utente tentano di comunicare dati con l'esterno, con o senza la consapevolezza dell'utente (vedi i programmi Adobe), e talvolta alcuni software possono addirittura rallentare il flusso durante il download di un aggiornamento non richiesto (vedi quelli effettuati dalla famiglia di software di Google).
Con il nuovo Rubbernet sarà possibile monitorare le attività di rete in tempo reale, in modo da poter tenere d'occhio l'esatto stato delle connessioni di rete. Offre una barra laterale di attività, per riuscire a vedere quali applicazioni (e a quale utente appartengono) stanno effettuando una comunicazione in rete e quando le connessioni sono inattive ed il traffico dei dati si è fermato.
Il software fornisce anche dei grafici che, in tempo reale, visualizzano la velocità dei trasferimenti in download e upload per tutte le applicazioni attive, su tutti i Mac monitorati. Infatti è possibile effettuare il monitoraggio remoto anche dei computer della rete da una sessione aperta sul proprio Mac.
A differenza di altri strumenti di monitoraggio della rete, non c'è bisogno di lanciare il software su un Mac remoto per vedere le sue statistiche e non è richiesta alcuna installazione complicata.
Bastano pochi secondi per installare o disinstallare il silenzioso demone necessario per il lavoro di Rubbernet, dopo di che sarà possibile acquisire i dati in tempo reale con un minimo consumo di risorse.
Per funzionare, Rubbernet richiede Mac OS X 10.6 o versioni successive, e costa 29.99 euro, tuttavia è disponibile per il download una versione dimostrativa, completamente funzionante per una quindicina di giorni.