a Napoli con Apple
dal 1986

Benvenuto su iMaccanici Assistenza Mac
giovedì, 05 maggio 2016__19:59

Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Se ami la tua creatura devi lasciarla andare


La notizia, arrivata per molti come una doccia fredda, ha colto di sorpresa anche l'altro Steve, Wozniak. Figurarsi il resto del mondo. Quando viene riportata pure dal TG5 vuol dire che a parlarne sono proprio tutti: Tim Cook ha rimpiazzato Steve Jobs che ha deciso di dimettersi da amministratore delegato di Apple. Tim Cook è colui che ha organizzato e diretto la produzione e commercializzazione, ha curato i contratti mondiali per le reti telefoniche e dati per iPhone.
Le ragioni inevitabilmente sembrano essere quelle legate alla sua salute, ma sono convinto che anche senza questo problema il fondatore di Apple avrebbe lasciato l'azienda con molto anticipo rispetto alle sue reali capacità di condurla. Questo per il bene della società, appunto.
La lettera di Jobs è molto chiara, lui vorrebbe diventare solo presidente del Consiglio di Amministrazione (e consigliere) alle dipendenze di Apple (richiesta immediatamente accolta da Bill Campbell).
In questo modo, Jobs sarà ancora pienamente coinvolto nelle più importanti decisioni strategiche, e quasi sicuramente la sua poltrona non verrà occupata ancora da nessun altro.
La sua scelta servirà principalmente a non traumatizzare in futuro gli azionisti, ad abituarli ad una Apple non obbligatoriamente legata alla figura di Jobs, almeno non così strettamente.
Nel futuro prossimo, col passaggio al cloud-computing, non è più solo questione di maneggiare dispositivi elettronici, ma di regolare il flusso delle conoscenze. E lasciar correre la sua creatura da sola vuol dire una concezione alta, democratica ed evolutiva dell'industria, una concezione "obamiana" inclusiva e partecipativa.
Immediatamente le reazioni, come prevedibile, si sono fatte sentire sul valore delle azioni AAPL, che sono scese e forse scenderanno ancora per un po'. Questo potrebbe essere il momento buono per approfittarne.
Una scelta dolorosa, ma saggia ed altruistica: Lasciarla prima che possa risentirne.
Molti dovrebbero imparare da questo estremo gesto d'amore da parte di Steve Jobs verso la sua azienda, alcuni di questi non hanno tra le mani il futuro di società industriali, ma quello dell'intera umanità.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Non temere il Leone


L'amico Matteo Discardi, collaboratore storico della rivista Applicando, nonché autore di svariati libri per conto di Mondadori su Photoshop, Illustrator, Mac OS X, iPad e Office per Mac, ha firmato l'ultima grande guida edita da Mondadori Informatica, che accompagnerà per mano il lettore più intimorito alla scoperta di OS X 10.7 Lion.
Il Re degli OS, rilasciato il 20 luglio scorso da Apple, offre un utilizzo innovativo del Mac, con nuovi strumenti e meravigliose caratteristiche dell'interfaccia (che richiamano moltissimo l'iOS di iPhone e iPad) lasciandogli però tutta la potenza e la versatilità che lo hanno reso famoso negli anni, favorendo la convergenza dei due Sistemi Operativi verso un unico grande mondo.
Un utilizzo inferiore di mouse e tastiera, con maggiori tocchi al trackpad Multi-Touch per ottenere più immediatezza e meno tempo perso a cliccare e cercare le cose. In pratica un Sistema nato per gli switcher (utenti che vengono dal PC-Windows), ma che non terrorizza più di tanto i tradizionalisti del Mac. Milioni di utenti lo stanno già utilizzando, ma qualcuno manca ancora all'appello.
La guida propone tutti gli strumenti più importanti per la scoperta delle funzioni più importanti come Mission Control e Launchpad, oltre che le nuove "gesture" per comandare il Mac in punta di dita e le nuove versioni di Mail, iCal, Safari, Photo Booth e FaceTime, disponibili anche in una nuova e meravigliosa vista a tutto schermo.
Il manuale offre in ogni capitolo un interessante esame delle più diffuse applicazioni che rendono l'esperienza Mac così importante e produttiva: dalle meraviglie di iTunes alle nuove caratteristiche di QuickTime, dall’esame del nuovo TextEdit al redivivo LibroFont, dalle incredibili potenzialità di Anteprima al ridisegnato QuickLook. Senza dimenticare tutti i prodotti alternativi che rendono il mondo Mac così ricco e versatile come VLC, Firefox, Skype, Evernote, DaisyDisk, Toast, HandBrake, MacTracker, Dropbox e moltissimi altri, per i quali sono riportate non solo le caratteristiche principali, ma anche un esame attento a come possono integrarsi e a volte sostituire in modo egregio le applicazioni predefinite di OS X.

"Mac OS X Lion la grande guida" sarà disponibile in tutte le librerie nazionali già dai primissimi giorni di settembre.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Chi lascia la via vecchia (SL) per la nuova (Lion)…


Leggo di alcuni amici che, con il passaggio a OS X 10.7 Lion, si rammaricano di aver perso alcune funzioni cui erano abituati (e, diciamocelo pure, affezionati) con Mac OS X 10.6 Snow Leopard (mi duole il cuore ad averlo accantonato… :-( n.d.a.).
Ebbene, cari nostalgici, non tutto è perduto: ci viene incontro il sig. Fredrik W che, sul suo sito ha reso di recente disponibile per il download un'applicazione chiamata Lion Tweak che, come scrive lui stesso, "ci consente di personalizzare e correggere alcune nuove, ma irritanti funzioni di OS X 10.7".
L'applicazione, nonostante non sia in italiano, è di semplice utilizzo: estratto il dmg, alla sua apertura ci troveremo un pannello simile a quello di Preferenze di Sistema con il logo di Lion violentato da una chiave inglese, che è anche il simbolo identificativo dell'applicazione stessa.
Il pannello ci offre 17 (consentitemi l'OT… il numero 17 porta sfiga per chi parla italiano, mentre per chi usa la lingua di Albione è il 13 a portare sfiga…) opzioni alcune delle quali, a mio parere, inutili, altre invece più utili, tutte selezionabili con un semplice clic su uno dei due bottoni a disposizione "yes" o "no". Per esemplificare, abbiamo la possibilità di rendere sempre visibile la cartella Library, oppure (ri)abilitare l'opzione di ripetizione tasti che Lion, mutuandola da iOS, ha trasformato nella selezione di caratteri speciali… e così via.
L'applicazione come avrete intuito è localizzata in inglese ed è aggratisse, anche se Fredrik non disdegna una donazione.
Giocando con il titolo e con il famosissimo adagio… Chi lascia la via vecchia per la nuova… con Lion Tweaks la ritrova.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Sei più bravo con i piedi o con le dita?


Chi possiede un Magic Trackpad o un portatile Apple con almeno Mac OS X 10.6, dovrebbe provare l'ultima creazione di Illusion Labs per Mac. Il primo gioco di skateboard che sfrutta con astuzia il trackpad Multi-Touch. Il software per Mac è stato rilasciato gratis dalla casa svedese per celebrare il successo di Touchgrind e Touchgrind BMX per iOS.
L'idea è geniale: unisce le tecnologie moderne offerte da Apple ai migliori passatempi di qualche decennio fa, quando c'erano quei portachiavi a forma di skate, da muovere con le dita (filmato).
Inizialmente si dovrà prendere confidenza con i controlli, poiché i giocatori tradizionali sono abituati all'utilizzo di mouse o tastiera, ma come si legge dalle opinioni degli utenti, dopo poco (al massimo 10 minuti) ci si diverte già. Il gioco vanta una simulazione fisica realistica; per fare i tricks migliori bisogna effettuare proprio gli stessi movimenti che si fanno nella realtà, usando però le dita.
Lo sport californiano, che è entrato nella storia fin dagli anni sessanta, andrebbe praticato anche dal vero (da chi ha la fortuna di poterlo fare), perché se è divertente farlo con le dita, è certamente più salutare mettere i propri piedi su una vera tavola munita di quattro ruote e praticare lo skateboarding reale. Senza dimenticare le indispensabili protezioni (polsiere, gomitiere, casco, ginocchiere e cavigliere).
Touchgrind è disponibile gratuitamente per il download dal Mac App Store con installazione "assistita" e pesa poco più di 10MB.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Un tunnel verso l'altra parte del mondo


Se anche a voi, navigando, capita di incontrare qualche sito che rifiuta il dialogo, in quanto non cittadino statunitense o inglese e la cosa vi fa (giustamente) imbestialire così come fa imbestialire me, allora la soluzione del problema è TunnelBear, contro il content divide.
Trattasi di una VPN che permette a chiunque di accedere ad Internet con un IP inglese o americano, potendo così usufruire di quei servizi che non sono disponibili al di fuori di quel paese con una semplice modifica del DNS.
L'unica limitazione della versione con accesso gratuito è che si hanno a disposizione appena 500Mb al mese di navigazione, incrementabili sino a 1,5Gb/mese accettando un tweet o ancora, sborsando 4,99 dollari al mese, esso diventa illimitato.
TunnelBear è disponibile per il download gratuito sul sito ufficiale (per Mac e PC). Installato il programma che vi chiederà di autenticarvi (tranquilli, l'ho già fatto io) per poter caricare una nuova scheda di rete virtuale, vi chiederà un indirizzo email valido per inviarvi i codici di attivazione.
Ora, dopo esservi loggati con le credenziali e la password che avete inviato, potete avviare la nuova VPN col pulsante ON e decidere la nazionalità preferita.
Lanciato il processo, bisogna però prima chiudere Safari o altro browser, potrete navigare come se foste da tutt'altra parte del mondo semplicemente e quasi con la stessa velocità.
Buona navigazione!
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Conversione video per iPad


Ebbene sì… prima o poi doveva succedere. È quello che dicono spesso gli amici.
Nel mio caso, è successo che sono uscito da un negozio con un iPad 2 sotto il braccio (più sottile, leggero, veloce. Con FaceTime, Smart Covers e batteria da 10 ore)! E pensare che passavo di lì per caso, giuro! Sono entrato solo perché c'era l'aria condizionata e avevo caldo. Vabbé, tanto nessuno mi crede…
Comunque, in questi giorni di esperimenti vari, cercavo uno strumento (gratis) semplice ed efficace per convertire qualche film in un formato adatto ad essere visto sul nuovo giocattolo.
Curiosando nel Mac App Store ho trovato ai primi posti delle applicazioni gratuite questo Smart Converter prodotto da ShedWorx , software house australiana specializzata in programmi di conversione video (come VoltaicHD e RevolverHD, per esempio).
Smart Converter è semplicissimo, no frills come dicono gli inglesi: si trascina il video sulla finestra del programma, si seleziona verso quale "media" deve essere esportato e si avvia la conversione.
Principali formati sono: Apple Tv, iPad, iPhone, Android tablet/phone, solo musica. Per un filmato avi di 1,47 Gb (1h 48 min) la conversione ha impiegato poco più di un'ora, utilizzando il 100% di un solo "processore" sui 4 core offerti dall'iMac i5. Tale limite penso sia dovuto all'uso di ffmpeg. Peccato, poteva essere più rapido. Ma questa è solo la versione 1.0 pubblicata questo mese!
La qualità del filmato rielaborato è molto buona, non si notano differenze evidenti dall'originale e al termine il file .m4v così creato (circa 1 Gb di peso) viene automaticamente aggiunto alla libreria di iTunes. Da qui all'iPad (o altro dispositivo) ci vuole un attimo.
Smart Converter è adatto a chi -come me- soffre da pigrizia dovuta al caldo estivo. Per tutti gli altri e per risultati migliori, ovviamente è meglio restare su Handbrake e simili. Buona visione!
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

OS X Lion 10.7, allora lo compriamo?


Non dovremmo parlare di Lion perché ormai hanno già detto tutti di tutto. E invece proprio per questo lo faremo!
OS X Lion è la rivoluzione, almeno secondo Apple. Cliccare, scorrere, installare e salvare è roba da "vecchi" ormai, i gesti Multi-Touch sono il futuro, anzi il presente, almeno per tutti quelli che hanno già acquistato Lion.
Un Sistema Operativo nuovo, come al solito il migliore e come le altre incarnazioni di Mac OS X, anche OS X Lion gode delle solide fondamenta UNIX, ma a differenza dei predecessori (o dei cugini Linux) ha tutto un futuro davanti, mai così roseo come adesso.
Tuttavia non sono le centinaia di novità introdotte a stupire l'utente affezionato, quanto l'inedito metodo di distribuzione, effettuato esclusivamente dal Mac App Store di Apple anche in versione server, quindi nessun supporto fisico dal quale installare (addio DVD, CD e Pen Drive) unico requisito una connessione a banda larga, oltre (naturalmente) ad un Mac con Snow Leopard aggiornato all'ultima versione.
Comprarlo è facile, anche senza carta di credito, basta una carta regalo iTunes da 25 euro (reperibile presso tutti i rivenditori Apple, e nelle ricevitorie Sisal) per ricaricare il proprio account di iTunes ed acquistare l'ultimo felino di Cupertino.
Attenzione però, molti software, quelli molto vecchi, smetteranno di funzionare, in quanto il lavoro di Rosetta (indispensabile per far girare le applicazioni compilate per PowerPC) è finito con l'arrivo di Lion.
Chi è costretto, per cause di forza maggiore, ad usare sporadicamente (o peggio ancora quotidianamente) applicazioni vecchie mai compilate in Universal Binary, non potrà abbandonare Snow Leopard ancora per molto.
Il consiglio spassionato è di installare il nuovo OS solo dopo aver fatto un clone del precedente Sistema Operativo (andrà benissimo uno fatto con Carbon Copy Cloner), questo perché l'aggiornamento potrebbe offrire inaspettate tristi sorprese.
Qualsiasi esperienza, difficoltà o curiosità relativa a OS X Lion, può essere condivisa nell'apposita sezione del forum de iMaccanici. Buon ruggito a tutti.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

A tutto… Asphalt


Gameloft è una bella software house d'oltralpe che ci ha regalato (si fa per dire) fra i migliori titoli per i nostri amati iPad-Pod-Phone e sinceramente non ha necessità di presentazioni.
Abbiamo testato Asphalt 6: Adrenaline per Mac, una delle ultime creazioni dei nostri developer e l'abbiamo trovato davvero notevole: gioco di guida estrema, permette di sfrecciar attraverso città - poco densamente trafficate, a dispetto del filmato introduttivo esplosivo e pieno di traffico - molto ben realizzate, grazie ad una nuova e entusiasmante grafica a poligoni che rende il gioco molto molto fluido e visivamente accattivante. Belli i riflessi sulle vetture e giocato a vista sul paraurti rende molto l'idea della velocità.
Ricercate le vetture, come da sempre caratteristica della serie Asphalt, che prevedono fra l'altro alcune Ferrari - rare in altri titoli della serie Need For Speed, altro cult del genere - moto Ducati, trike da 300 km/h e automobili KTM che io personalmente non ho mai visto girare per strada.
Nutrita la serie delle Lamborghini, che evidentemente concede licenza a prezzi inferiori alla sua cugina conterranea, completano la serie mercedes AMG, Audi e Aston Martin come se piovesse. Le immancabili Pagani Zonda 5 e Koennisegg CCX completano il mazzo delle supercar.
Di facile giocabilità, Asphalt 6: Adrenaline consente di vincere facilmente le prime gare eliminando fisicamente anche gli avversari, con contorno di sensuale voce femminile che ridacchia e chiede scusa quando il nostro bolide scaraventa i malcapitati e più lenti avversari contro i guard rail.
In breve tempo - forse troppo breve - sbloccherete alcuni modelli divertenti vincendo gare su gare e totalizzando un montepremi invidiabile. Per chi ama i giochi difficili questo driving potrebbe rappresentare solo un piacevole passatempo, piuttosto che una sfida: è semplice vincere qualsiasi gara anche facendo vari incidenti. Possibilità di "truccare" le automobili e di modificarle un pochino nell'aspetto - altri titoli fanno di meglio, altri peggio. Eccellente, anche se un poco ostica nella navigazione, la rassegna delle proprie autovetture nel garage - enorme - nella casa dove andrete ad abitare come pilota di Asphalt 6. Speriamo abbia anche la piscina, oltre al garage!!!
Unica pecca per il gioco sul Mac è il sistema di guida, vincolato ai tasti direzionali: l'auto perde fluidità nella guida e il gioco ne risente moltissimo. Avremmo preferito che fosse possibile una guida tramite mouse, o almeno la scelta di un alternativa. Il titolo ne guadagnerebbe e anche la giocabilità.
Quindi bello, emozionante anche se non eccessivamente longevo, un buon passatempo: in vendita su Mac App Store a 5,49 euro per Mac OS X e su iTunes Store a 3,49 euro per iOS. A questo prezzo, cosa chiedere di più?
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Guerrieri…, giochiamo a fare la guerra?


Chi di voi ha indovinato il film/libro cui fa riferimento il titolo…. è vecchio!
E sì, perché si tratta di una frase di una scena cult di un film cultissimo del 1979, "I guerrieri della notte" di Walter Hill, tratto dall'omonimo libro di Sol Yurick, del 1965. Ma tutto questo non c'azzecca niente con la recensione che segue, se non per il fatto che è riferita a un gioco di guerra.
Infatti, i ragazzi di Intermundia, autori di ottime applicazioni per iOS in svariati campi dello scibile umano, scaricabili da iTunes tramite AppStore e più volte recensiti su questo sito per le loro applicazioni in ambito legale (Codici e Leggi e la nostra costituzione), in ambito musicale (i libretti delle opere liriche per iOS), in ambito storico contemporaneo (iLegends gli uomini che hanno cambiato il mondo), oppure in ambito socio-umanitario NonProfit, sono cresciuti e sono diventati AppCube Ltd, aprendo una sede a Londra.
Per l'occasione, cambiano decisamente genere e si lanciano nel campo dei giochi strategici, sviluppando Global conflict, un gioco strategico per iOS (più precisamente per iPad, purché aggiornato a iOS 4.2), localizzato in inglese ed italiano e del peso di 49,5 MB.
Si tratta di un gioco che ricorda lo stile del ben noto gioco da tavolo "Risiko", con l'obiettivo di dominare il mondo intero.
Si gioca su diverse mappe del planisfero. All'atto del download, è fornita, gratuitamente la mappa "Mondo Classico", ma mediante in-App Purchase, è possibile acquistare ulteriori 4 mappe "Europa", "Europa regionale", "Nord America" e "Mondo completo" alla modica cifra di 0,79 euro ciascuna, oppure la Full Version a 2,99 euro.
Il gioco è multiplayer, fino ad un massimo di 5 giocatori, e si può giocare da soli contro il computer o contro avversari "umani", in locale o tramite Game Center.
Si parte con un sottofondo musicale decisamente adeguato all'ambientazione e ci viene proposto di scegliere se affrontare un chiaro tutorial o se modificare le opzioni di gioco. Una volta completati questi (…ehm…) preliminari si comincia a giocare e vi garantisco che sarete piacevolmente colpiti dalla qualità della grafica, dalla possibilità di zoom e scroll che permetteranno di vedere anche i monumenti simbolo delle singole città e "le armate" in azione, che saranno realmente "esplosive", proprio come promettono gli sviluppatori.
In attesa del nostro turno, assisteremo alle mosse strategiche degli avversari e potremo modulare la nostra, di volta involta, in base a quello che vediamo sul planisfero. Quando è il nostro turno, dovremo posizionare il numero di "armate" a disposizione laddove lo riteniamo opportuno per sviluppare il nostro piano. Poi, sempre perseguendo il nostro obiettivo, potremo attaccare i paesi confinanti oppure "passare", rinforzandoci, in attesa di un turno più opportuno. Infine, prima di passare la mano, avremo la possibilità di spostare le nostre "armate" dalle zone più tranquille a quelle più calde per organizzare al meglio la difesa.
Il gioco è divertente ed appassionate anche perché grazie al Game Center, vi permetterà di confrontarvi con i vostri amici, senza annoiarvi.
Sicuramente necessita di ulteriori rifiniture da parte degli sviluppatori, in quanto un paio di volte è andato in crash, ma considerando la qualità dei prodotti precedentemente realizzati dallo staff, nutro un'estrema fiducia.
Buona guerra finta a tutti!
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Sincronizzare la Rubrica Indirizzi su più Mac


Dropbox, il noto servizio di archiviazione online, o meglio di sincronizzazione remota, ad oggi avrà probabilmente già superato i 30 milioni di utenti registrati, una cifra impressionante, ma comprensibile. Solo raramente però le potenzialità offerte da questo cloud storage gratuito vengono sfruttate appieno. Quello che voglio proporvi oggi è destinato a chi ha più di un Mac ed usa intensamente la Rubrica Indirizzi.
La comodità di poter sincronizzare la Rubrica Indirizzi del Mac con quella del cellulare è innegabile, ma avere sempre la rubrica aggiornata su ogni Mac è prerogativa di quei pochi privilegiati che pagano annualmente un account MobileMe.
L'esigenza di sincronizzare i contatti su più Mac, specialmente negli ambiti lavorativi, può essere appagata con pochi passaggi, ma per farlo occorre usare il Terminale.
Eugenio ha fatto da cavia, e io l'ho seguito felicemente a ruota.

Primo passo, se non l'abbiamo già fatto, è registrare un account Dropbox (partendo da QUI regalerete un po' di spazio extra ai maccanici), poi bisognerà effettuare il download dell'applicazione Dropbox.app da installare sul Mac ed inserire i dati dell'account appena registrato.
Nella home del Mac comparirà la cartella magica Dropbox che ad ogni modifica verrà aggiornata in remoto, sia sui server di Dropbox Inc. (a San Francisco in California) che su ogni computer connesso ad Internet che abbia installato Dropbox.app con i nostri dati di accesso.

A questo punto è prevedibile che nella cartella Dropbox sarà possibile mettere, oltre alle mille cose di utilizzo quotidiano, anche la cartella di supporto che contiene i contatti della Rubrica Indirizzi. Tale cartella si trova in Home (l'icona della casetta) /Libreria/Application Support e si chiama appunto AddressBook, potremmo magari richiamarla con un alias per "ingannare" Rubrica Indirizzi.app… peccato però che il software non si lasci adescare da un "semplice" alias, ma richieda almeno un collegamento simbolico (in inglese symbolic link). E per creare un symbolic link bisogna utilizzare necessariamente il Terminale (o un software come MacDropAny, ma si perderebbe tutto il divertimento).
Ecco i pochi, semplici passi da effettuare per realizzare un sicuro meccanismo di sincronizzazione della Rubrica Indirizzi:

1) Chiudere tutte le applicazioni, specialmente quelle che potrebbero accedere alla Rubrica (iCal, Mail, Rubrica Indirizzi, ecc…)
2) Spostare (dopo averne fatto una copia di salvataggio e averla collocata altrove) la cartella AddressBook che si trova in Home/Libreria/Application Support in Home/Dropbox.
3) Lanciare il Terminale ed incollare questo comando ln -s ~/Dropbox/AddressBook/ ~/Library/Application\ Support/AddressBook
4) Attendere il termine dell'upload (cioè fino a quando l'icona di Dropbox torni a mostrare la spunta verde) e lanciare Rubrica Indirizzi.

Se gli indirizzi ci sono tutti significa che l'azione è andata a buon fine. A questo punto ogni Mac collegato al proprio account di DropBox avrà una copia della cartella AddressBook nella cartella "magica" di Dropbox.
Per attivare la sincronizzazione sugli altri Mac basterà spostare nel cestino la cartella AddressBook (che si trova in Home/Libreria/Application Support) e incollare il comando ln -s ~/Dropbox/AddressBook/ ~/Library/Application\ Support/AddressBook. E il gioco è fatto.

Si sconsiglia l'utilizzo simultaneo di Rubrica Indirizzi su più macchine, perché potrebbe creare qualche incidente di percorso durante la sincronizzazione. Per il resto la comodità è impareggiabile.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Grafica 3D alla portata di tutti, garantito!


Attualmente non è nemmeno in beta, si tratta della versione più acerba di Sculptris per Mac, un facile e potente software di scultura 3D che pretende la massima concentrazione esclusivamente sulla creazione dell'opera.
Inizialmente è stato realizzato (solo per Windows) da Tomas Pettersson, un programmatore svedese meno che trentenne, che è poi stato frettolosamente assunto della software house Pixologic (già popolare nell'ambiente per Zbrush) insieme all'acquisizione del progetto.
Destinato principalmente ai novizi della scultura digitale, Sculptris offre subito la sua potenza a chiunque non abbia mai realizzato un solo oggetto, senza i vincoli tecnici e noiosi tipicamente associati a questo genere di software. Chi è già esperto di grafica 3D troverà nel software uno strumento incredibilmente veloce per realizzare i propri progetti.
I comandi sono tutti raggruppati in alto a sinistra nell'unica finestra del software, ed una volta scelto lo strumento sarà sufficiente toccare la massa informe per scolpirne la superficie e dare forma a nuovi oggetti, con l'utilizzo del mouse o altro sistema di puntamento (è consigliabile provare anche con una tavoletta grafica).
È un programma gratuito, dall'interfaccia semplice e una curva di apprendimento rapida: in pochi minuti chiunque riuscirà a creare qualcosa di originale, mentre con ore di lavoro e perfezionamento possono nascere lavori formidabili e realistici.
È disponibile per il download dal sito ufficiale (o da questo link diretto -alpha6-) e richiede un Mac con processore Intel e Mac OS X 10.5 o successivo.
L'installer non è invasivo, ma volendo si può estrarre solo l'applicazione (senza documentazione ed altro) con Pacifist. Se qualche utente riesce a realizzare qualcosa di interessante può pubblicare le immagini sul nostro forum.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Si contenga!


Dopo il successo planetario di Angry Birds (è proprio di ieri la notizia che sono stati effettuati 250 milioni di download! per cui non mi soffermo oltre) e (sic) il purtroppo per noi italiani successo internazionale del Bunga Bunga, c'era da aspettarsi che qualcuno mettesse in relazione i due avvenimenti e...
E infatti, su iTunes store, è disponibile da un paio di giorni, Angry Bunga per iPhone e iPad, gioco della AppyMob, software house che sviluppa solo applicazioni per mobile device.
Lo slogan è: il Bunga Bunga è diventato un gioco. Si tratta di un clone di Angry Birds, dove voi non siete più gli uccellini incazzati, ma impersonate il protagonista: un simpatico vecchietto spesso sorridente, talora incazzato che è calvo, per sopraggiunti limiti d'età, ma con la testa ricoperta da una peluria posticcia che ricorda la moquette che riveste i pavimenti dei motel di infima categoria e che lo rende simile agli omini del calcio-balilla (copyright by Luciana Littizzetto).
L'alternanza degli stati d'animo dipende dalla presenza di procaci fanciulle o di severi giudici. Infatti, al posto dei maiali verdi, ci sono giovani donne dalle curve esagerate e dalle labbra "a canotto", tutte uguali tra loro, che si distinguono per la capigliatura bionda o bruna (non ne ho viste di rosse!), chiuse in gabbiette dorate e poco vestite, che sospirano nell'attesa della liberazione. Fanno compagnia alle predette signorine, evidentemente dai facili costumi, giudici con tanto di toga, parrucchino e martelletto d'ordinanza che inveiscono contro il piccolo protagonista e si frappongono tra lui e il tanto bramato oggetto del desiderio.
Ma niente paura! Basterà annientare le toghe rosse e liberare le donnine che, magicamente, perderanno quei pochi centimetri di stoffa (niente di pornografico… non si vede nulla!), manderanno baci e scompariranno in una nuvola a forma di cuore…
Una menzione speciale meritano le armi che avrete a disposizione…, allusive: banane (!), mele (!) (dall'aspetto sexy che promettono di avere un sapore particolare, ma bisogna stare attenti ad assaggiarle dal lato giusto, altrimenti ci si rimane male), sacchi neri di spazzatura (!) e sacchi di danaro (!).
Livello dopo livello, il gioco si fa più duro (nessuna allusione, n.d.a.), ma con costante impegno e un po' di fortuna, aiutato dall'indole giovanile del protagonista, corroborato dai risultati raggiunti, si può arrivare al top ovvero, come recitano su iTunes store, "...con i nuovi livelli in arrivo potrai conquistare il trono della repubblica delle banane".
L'applicazione costa 0,79 euro, pesa 14,4 MB e necessita almeno di iOS 3.1. Apparentemente (visto il coming soon che campeggia sotto un'immagine cartoon del Vesuvio) sono previsti ulteriori livelli che andrebbero ad incrementare i 15 livelli esistenti,
Conclusioni: meglio Angry Birds… ovviamente. In assoluto i 79 centesimi non li merita, ma se pensiamo che con quella cifra non si prende più neanche un caffè al banco…
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Ridurre le dimensioni del backup di Time Machine


Quando Apple crea strumenti potenti ed allo stesso tempo facili da usare, può risultare difficile intervenire in "opzioni banali", o almeno giudicate tali dall'utente medio. In effetti gli sviluppatori di Cupertino impiegano parecchie energie a limitare le personalizzazioni dei software con la speranza di ridurre il rischio che i clienti meno avvezzi possano impostare parametri poco efficienti o addirittura controproducenti.
Il backup effettuato da Time Machine è molto più complesso di quello offerto da altri software più tradizionali: Time Machine aggiunge versioni modificate dei file fino a quando non riempie il disco, solo allora le copie più vecchie vengono eliminate (dopo un preavviso) recuperando lo spazio minimo necessario ad accogliere nuovi file.
I documenti vengono gestiti in maniera complessa, tramite l'utilizzo degli hard link, per risparmiare quantità enormi di spazio ed evitare inutili duplicati. Però questo non basta, perché a volte lo spazio occupato è ancora troppo, e con un po' di impegno si può ancora ottimizzare il lavoro guadagnando longevità nella cronologia.
Consigliamo sempre di non escludere nulla dal backup, tuttavia qualche volta può essere profittevole liberarsi di intere cartelle che letteralmente sprecano spazio sul disco destinato all'archiviazione.
Si tratta delle cartelle come quelle di cache o della memoria virtuale (/private/var/vm/), ma anche alcune proprie dell'utente, come le Macchine Virtuali di Parallels, Fusion o VirtualBox, che ad ogni avvio di virtualizzazione implicano la duplicazione notevoli quantità di dati (interi pacchetti con i dischi immagine delle macchine). Recupererete così diversi GB di storie certamente ingombranti.
Per eliminare i vecchi backup inutili basta entrare nell'applicazione Time Machine, individuare la cartella da "purgare" e selezionare l'elemento con il tasto destro (ctrl+clic) spostandosi col puntatore su "elimina tutti i backup della cartella".
Mentre per liberarsi dalla copia automatica di queste cartelle, sarà sufficiente lanciare Preferenze di Sistema e spostarsi nel pannello Time Machine, trascinando le cartelle da escludere definitivamente nella finestra Opzioni, dove c'è scritto "escludi questi elementi dai backup".
Conosco persone che dopo queste semplici procedure hanno recuperato anche un centinaio di GB (uno di questi sono io), con piacevole sorpresa.
Arrivederci alla prossima!;-)
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Continuano le registrazioni di nuovi utenti


Con un po' di ritardo rispetto alla volta scorsa, si aggiungono altri mille utenti registrati al nostro sito, portando così il totale a cinquemila maccanici iscritti. Esattamente tre anni fa eravamo solo un quinto, tuttavia le visite uniche giornaliere sembrano essersi assestate a quota 7000 (secondo StatCounter), contro i picchi di 10000 di qualche mese fa, complici forse le giornate di caldo, che portano finalmente le persone lontane dal computer.

Bisognerebbe ringraziare tutti i cinquemila iscritti uno per uno, ma per questione di spazio nomineremo soltanto quelli che si sono loggati oggi, perciò ringraziamo vivamente: Pat, francescolupo7, leonly, nirvanakurt, anymore72, mondisky, axl84, E.W.H., onelioo, shun0321, Alexanderbagpipe, lillosos, Shades, kiruzzo, giovali, Peppiniello, Buck, Kensai, PaP, bodisattva, robertocali, walrus87, kirk-12, macroby, mattleega, stepashin, Jack007, pierecall, mauropasha, fabio cf, kenjiendo, Scialla, iStefano, kato, cab, robertos, andrea2060, trezzit, lorenzo Guarnier, simkravitz, NichiMAC, pask, Hammarby, akenzo, Mattbass, murdoc79, ale87hw, iMassimo, lopes.giuseppe, :A-Band-AparT:, Signor D, Gua, ismaele, Gubeipo, desmomirko, gionny66, macenzuccio, BipBip30, iDanilo, franco.ita, giovaneverdi, Jethro, ndin, MaRcOmA, pier, tOOrko, sigix, barchio78, khamo, FrancoCTF, matteo albini, iMarcel, pacotom, samadhj, Fabiano Pratesi, ares80, stefanocs2, Dario, iDepi, thoroide, pep, Mickie e karchopho. Grazie di cuore!

Intanto diamo il nostro sincero benvenuto all'utente numero 5000, si tratta di drumex e si è iscritto per chiederci chissà che cosa. Sfortunatamente per lui, come cinquemillesimo utente non vince niente, poi magari se è della zona, al prossimo incontro maccanico un regalo particolare riusciremo a trovarlo.
Almeno avrà "l'onore" di aver attirato l'attenzione del popolo maccanico con tutti i nostri complimenti (anche se è capitato tra noi proprio con la fine degli articoli quotidiani). Ora tocca a voi smentirmi, se volete vi ricordo che le chiavi per scrivere un articolo sul sito sono a disposizione di tutti. Matteo Albini già s'è mosso.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Il primo contest de iMaccanici


Va bene, il Capo dei Capi non c'è più.
Ogni mattina apro il sito de iMaccanici e una vaga malinconia mi pervade. Non ho mai letto tutti gli articoli del giorno, ma sapere che non ci saranno più… Mi lascia un senso di abbandono. Lo show deve andare avanti, sì Capo, in italiano, come hai sempre voluto.

Oggi inauguro il nuovo corso della nostra vita digitale con un CONTEST. Un contest, non è altro che un concorso, una sfida, una gara.
La gara in questione è un pretesto per farvi divertire, per non pensare, per andare avanti.
Pronti? VIA!
Andate sul sito o scaricate dall'Apple Store "Posterino", oppure, tirchi che non siete altro, scaricate una versione demo e cominciate a studiare.
Fatto? BENE…L'interfaccia sarà, a voi "maccanici", veramente familiare, un iTunes o similar, facilissimo da interpretare.
Colonna di sinistra con "Tutto" Cornici, E Cards, Posterinos, Vuoto.
Visto? Bene!
Scegliete l'impaginazione che più vi aggrada e cominciate cliccandola. Tra 18 opzioni non sarà un problema scegliere.
La scelta da Voi effettuata aprirà una tendina dove impostare i settaggi come grandezza del poster, DPI e orientamento (verticale o orizzontale). Fatto? Bene.
Scegliete "Crea" e comincerete la vostra carriera di artisti.
La finestra che si aprirà, non sarà altro che il vostro poster vuoto, senz'anima.

Alla vostra sinistra avrete da scegliere da dove importare le fotografie di cui necessiterete per creare il vostro poster perfetto.
Con un semplice Drag and Drop, trascinerete queste, negli spazi vuoti, riempendo di colori le creazioni che più vi aggradano.
SEMPLICISSIMO.
Per rendere il tutto ancora più per bambini, avrete a disposizione le anteprime delle immagini da selezionare.
Ora divertitevi. Fatto? Bene.
Avete cambiato il colore dalla cornice? Avete orientato come più consono al vostro progetto le immagini? Bene, allora siete pronti.
Se dopo questi semplici passi avrete il coraggio di pubblicare il Vostro capolavoro, sarete i benvenuti al suddetto CONTEST.
Il vincitore, eletto da una giuria popolare sul forum, avrà un codice per scaricare GRATIS questa straordinaria applicazione, che per quanto mi riguarda, non è altro che una degna rifinitura ad IPhoto.
Beh? Cosa state aspettando?! Muovete le vostre dita, aprite lo scrigno della creatività e VINCETE il primo contest indetto da IMACCANICI.
Buona fortuna.

Note:
Posterino costa poco più di 20 euro, ma promette risultati davvero di alta qualità. È possibile effettuare il download della versione demo, con limitazioni sull'esportazione finale (una filigrana copre parte del lavoro). Il software è disponibile per l'acquisto anche sul Mac App Store.
Posterino è localizzato in italiano grazie al lavoro di Massimo Rotunno (Italiaware), che ha messo a disposizione la "licenza premio".
Le immagini verranno raccolte sul forum. È sufficiente commentare questo articolo per dare il via alle danze.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Le chiavi di casa sono sotto al tappetino…


Sono mesi che ci penso, tutto è tranne che una decisione affrettata, solo che non ho mai trovato lo stimolo per farlo. Arrivai al punto di sperare in una prima qualsiasi disgrazia* per cogliere la palla al balzo ed abbandonare tutto, ma non mi sembra corretto verso i lettori del sito, soprattutto verso quegli amici che hanno dato tanto, condividendo esperienze e conoscenze. Questo stesso articolo l'ho scritto tempo fa senza sapere quando l'avrei pubblicato.
Chiudere iMaccanici sarebbe da stupidi, egoisti ed incoscienti. Il sito iMaccanici è una risorsa pubblica che vive ormai di una propria anima. iMaccanici è di tutti, non solo di chi paga generosamente i dominii o di chi ne ha ideato il marchio.

Lascio oggi l'impegno della stesura quotidiana degli articoli. Lascio non perché sia stanco, ma perché non ho più il tempo (e forse le capacità) per farlo. Mi sento come se avessi già dato e detto tutto.
Tranquilli però, potrei stare periodi relativamente brevi senza dormire, senza mangiare, senza bere, ma difficilmente potrò rinunciare ad una visita quotidiana al sito. Continuerò ad occuparmi dell'approvazione di registrazione dei nuovi utenti, continuerò a eliminare gli spammer automatici, a seguire la MacList e se servirà a coordinare future modifiche. Ho aggiornato di persona il sito tutti i giorni con molto piacere, ho dedicato ore a rispondere nel forum, messaggi privati, e-mail e richieste d'aiuto anche telefoniche.
Continuerò a farlo, continuerò a rispondere a tutti, ma non potrò più impegnarmi a far uscire un articolo al giorno. Ne usciranno altri, solo quelli più importanti, magari scritti da voi (scrivete qui); sarà una riduzione di quantità, non di qualità.
Michela è l'unica (oltre agli admin) che probabilmente avrà letto con anticipo questo testo, ha già le chiavi lei, ed è di gente così che ha bisogno un sito che è cresciuto più di me. Ma com'è scattata la molla? All'improvviso mi sono immaginato vecchio, con una vita trascorsa ad aggiornare iMaccanici e trascurare me stesso. Ho voglia di svagarmi di nuovo, di sdraiarmi sul prato per ore, di correre la mattina con mio figlio, di aiutarlo a crescere bene, ho voglia anche di annoiarmi.
È chiaro quindi che non si tratta di un addio, ma quasi. E come disse Enrico Lotti, grazie per tutto il pesce.

*Spero di non tirarmene una.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Tu vuo' 'mparà l'americano


Il buon Renato Carosone mi perdonerà se mi permetto di parafrasare il titolo di una delle sue più belle canzoni per questa recensione. Ma il boss è conterraneo, io ho un'anima in parte napoletana e quindi…
Ma bando alle ciance… sto parlando del dizionario della Merriam-Webster per iPhone e iPad, che si scarica gratis da iTunes store.
Merriam-Webster è da oltre 150 anni uno dei punti di riferimento, in America, per quanto riguarda le informazioni sul linguaggio, ovvero i dizionari, dapprima come versioni cartacee, poi come versioni online ed infine, attualmente, come versioni per dispositivi mobili. L'applicazione, sviluppata sia per iPhone (peso di 19,3 MB e almeno iOS 3.0), sia per iPad (peso di 21,0 MB e almeno iOS 3.2), è localizzata in inglese, è gratuita, anche se si deve sopportare qualche "consiglio per gli acquisti" e fornisce un completo vocabolario, con tanto di funzione "search", trascrizione fonetica della pronuncia, elenco di significati plurimi, ovviamente in inglese, del vocabolo in tutte le sue accezioni (sia essa un verbo, un sostantivo, un aggettivo ecc. ecc.), esempi nel linguaggio parlato, le origini e l'etimologia (che è la feature più interessante per me, n.d.a.), il periodo o anche l'anno in cui è stato usato per la prima volta e, per finire, un elenco di sinonimi e contrari, tutti dotati di link ipertestuale interno.
Fornisce assistenza anche agli smemorati, grazie alla funzione "recent" facilmente editabile, che contiene tutte le ricerche più recenti effettuate, utile per l'appunto a chi, di memoria corta, non si ricorda il significato di un vocabolo già cercato l'altro ieri. E' anche dotato di una curiosa funzione "word of the day" che fornisce quotidianamente, radon, una nuova parola da imparare per ampliare il proprio vocabolario.
Infine, dulcis in fundo, possiede una funzione audio con la quale è possibile ascoltare l'esatta pronuncia della parola in questione e, chicca delle chicche, la possibilità di cercare la parola di proprio interesse semplicemente pronunciandola noi stessi, uno strumento utilizzabile anche per verificare la nostra capacità nell'articolare i suoni nella lingua di Albione.
A mio modesto avviso, un ottimo strumento per chi, già a buon livello di conoscenza dell'inglese, desidera perfezionarlo.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Come ti schizzo le foto


Alcuni sviluppatori professionisti, che hanno lavorato per importanti software house come AppsForLife e Cornera Informer Technologies, quest'anno hanno fondato Neatberry, un piccolo studio privato con l'obiettivo principale di fornire programmi di prima qualità per gli utenti privati​​, offrendo un valido supporto e-mail che mette il cliente in contatto diretto con il team di sviluppo.
Ad arricchire il catalogo di prodotti, che include Smoke, PhotoStyler, Patterno, Vidiary, LightFrame e l'ultimo Animix, arriva Sketcher, un software per eseguire la conversione di immagini fotografiche digitali in verosimili disegni fatti a mano, come acquerelli, bozzetti a matita o dipinti olio su tela dalle pennellate precise e colorate. Il software offre alcuni preset predefiniti per molti tipi di disegni, con la possibilità di regolare a piacimento i valori per ottenere il risultato più adatto.
Sketcher si installa semplicemente copiandolo nella cartella Applicazioni del proprio Mac, ma non sembra sfruttare appieno i processori del computer, infatti le operazioni di rendering risultano eccessivamente lente nell'applicazione del filtro dell'immagine elaborata. Di contro il risultato ottenuto è davvero apprezzabile, come (e forse più) dei filtri di programmi costosi e finora di riferimento.
Sketcher è semplice da usare, multipiattaforma e ricco di funzionalità. È disponibile per il download una demo da provare, mentre l'acquisto di una licenza (meno di 14 euro al cambio attuale) è valido per entrambe le piattaforme Mac e Windows su qualsiasi numero di macchine, ma logicamente da una sola persona.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

iTunes, play e pausa dalle cuffie


I possessori di iPod e iPhone sanno benissimo che quando gli auricolari vengono scollegati dal dispositivo, la musica riprodotta viene automaticamente messa in pausa, per poi tornare a suonare al momento del reinserimento degli stessi. In questo modo è possibile non perdere nemmeno un secondo della propria musica, nemmeno quando si viene interrotti imrpovvisamente.
Al contrario, quando si scollegano le cuffie ad un Mac che sta suonando, la riproduzione continua automaticamente dagli altoparlanti integrati ed è necessario interrompere manualmente la riproduzione.
È una scelta condivisibile, perché un Mac non è un iPod ed il suo utilizzo è evidentemente diverso, però c'è chi potrebbe preferire il comportamento dei dispositivi iOS e trovare pratica l'interruzione spontanea della traccia, per poi riprendere alla connessione delle cuffie.
Per costoro esiste da qualche anno Breakaway, un piccolo software per Mac OS X che che mette in pausa iTunes quando le cuffie vengono scollegate e riavvia la riproduzione appena queste vengono reinserite.
Il software, realizzato da Kevin Nygaard, si installa con un semplice drag and drop ed al suo lancio si adagia con discrezione tra gli elementi dalla barra degli strumenti del Finder. È possibile personalizzare alcune impostazioni dai pannelli del menù Preferences.
Qualche giorno fa è stato rilasciato il nuovo Breakaway 2.0 che presenta una nuova e più semplice interfaccia, migliora la gestione e l'integrazione dei plug-in AppleScript mentre iTunes è in esecuzione introducendo numerose ottimizzazioni.
Il software gira su Mac PPC/Intel e richiede iTunes 7.0.1, Mac OS X 10.5 (Leopard) o successivi. Breakaway 2.0 è disponibile per il download gratuito partendo dal sito MutableCode, dove è possibile scaricare anche altri piccoli strumenti gratuiti (Dvorak Improved, Nerdtool, WoW Watcher).
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

MIDI/Karaoke player per Mac


QMidi è un software scritto da Bruno Di Gleria che serve ad organizzare e riprodurre molti tipi di file audio/video ed a creare (o sincronizzare) facilmente il testo karaoke. Da poche ore il programma è stato aggiornato alla nuova versione 2 ed è stato completamente riscritto in Cocoa/Objective-C, offrendo più possibilità di Annulla/Ripristina rispetto alla prima versione.
Lo strumento ha un'interfaccia abbastanza intuitiva per un utilizzo immediato. Si possono modificare tonalità e tempo in tempo reale; visualizzare i contenuti karaoke/video a pieno schermo, anche su un secondo monitor; realizzare playlist da una selezione di brani e riprodurli in maniera sequenziale, utilizzando la libreria per organizzare i propri file in modo simile ad iTunes.
Queste le principali caratteristiche di QMidi 2: Supporto dei formati MIDI 0 e 1 e dei formati audio/video riconosciuti da OS X Core Audio e QuickTime; supporto nativo del formato FLAC fino a 24bit/96Khz; riproduzione MIDI karaoke, testi MP3 (ID3), CDG, e video karaoke; creazione, sincronizzazione, modifica e merge del testo esterno; variazione tempo e tonalità e trasposizione accordi con possibilità di esportare le modifiche; conversione da karaoke in formato testo/CDG a filmato; libreria musicale e documenti playlist; supporto di molte codifiche testo internazionali; formattazione del testo karaoke anche con l'utilizzo di immagini di sfondo; trasporto remoto via messaggi MIDI personalizzabili e AppleScript; ricerca testi; mixer MIDI con effetti GS; supporto dei dispositivi riconosciuti da OS X Core MIDI e del sintetizzatore Apple DLS (SoundFont).
QMidi 2 costa 14,99 euro ed è disponibile per il download in versione prova dal sito dello sviluppatore. Il programma è prodotto anche in una versione Pro che aggiunge alcuni funzioni quali: riproduzione audio/video e MIDI in sync (richiesto Mac OS X 10.5 o successivo) e sincronizzazione tramite MTC (MIDI Time Code), ma costa 34,99 euro. Chi ha acquistato QMidi dopo il 1 maggio 2011 riceverà un codice di aggiornamento gratuito alla versione 2.