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sabato, 25 ottobre 2014__03:22

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50 testi dell’ordinamento giuridico in tasca


Gianluca Ruffatti Vitrotti della piemontese Intermundia (cerea), annuncia la disponibilità della versione 1.5 di Codici e Leggi, l’applicazione che consente di consultare su iPhone e iPod Touch i testi fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano. Questo nuovo aggiornamento aggiunge 10 nuovi testi legislativi, aggiorna quelli esistenti e introduce alcune nuove funzionalità: nuova grafica e struttura dell'indice personalizzabile; nuova funzione NOTE per poter annotare propri commenti agli articoli; nuova sezione PREFERITI con la suddivisione per testo legislativo ed infine permette la personalizzazione di font e dimensione carattere.
Segue l’elenco dei 50 testi inclusi nella versione 1.5: Costituzione, Codice Civile, Codice di Procedura Civile, Codice Penale, Codice di Procedura Penale, Codice deontologico forense, Codice dell'ambiente, Codice degli appalti, Codice delle assicurazioni private, Codice dei beni culturali e paesaggio (comprensivo di allegati), Codice del consumo (comprensivo di allegati), Codice della nautica (comprensivo di allegati), Codice della navigazione, Codice della privacy (comprensivo di allegati e tavola di corrispondenza), Codice della proprietà industriale, Codice della strada (comprensivo di tabella dei punteggi), Codice della strada (regolamento), Diritto internazionale privato, Legge antimafia, Legge antitrust, Legge Biagi, Legge di depenalizzazione, Legge fallimentare, Legge giudici di pace, Legge locazioni abitative, Legge locazioni imm. urbani, Legge notarile, Regolamento legge notarile, Legge proc. amministrativo, Legge sulle armi, Legge sui reati tributari, Legge sul diritto d'autore, Legge sul divorzio, Legge sull'ordinamento penitenziario, Nuovo processo societario, Statuto dei lavoratori, T.U. bancario, T.U. degli Enti Locali, T.U. della finanza (comprensivo di allegati), T.U. dell'edilizia, T.U. imposta di registro (comprensivo di allegati), T.U. IVA, T.U. sicurezza sul lavoro (comprensivo di allegati), T.U. spese di giustizia (comprensivo di allegati e tavola di corrispondenza), T.U. sulla droga, T.U. sull'immigrazione, T.U.I.R, T.U.L.P.S, T.U.L.P.S (regolamento e allegati), Trattato sull'Unione europea.
Codici e Leggi, inserita da Apple nell’elenco della applicazioni Indispensabili e degne di nota, è quindi destinata a crescere insieme ai suoi utenti di cui continueranno a essere recepiti suggerimenti e richieste per i prossimi aggiornamenti.
Codici e Leggi costa 19.99 euro, ed è immediatamente disponibile per il download sull'App Store. Le nuove funzioni sono state implementate anche negli aggiornamenti di: 4 Codici, Civile e Penale.
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Programma per Mac di codici a barre


I codici a barre, che ormai si trovano su tutti i prodotti soggetti alla vendita, sono un insieme di linee verticali dallo spessore diverso, disposte per poter essere acquisite e riconosciute da un sensore a scansione offrendo rapidamente le informazioni contenute in essi.
LRICode è un nuovo software per Mac, realizzato dal francese Philippe Gasparian de La Rochelle innovation, che permette di realizzare rapidamente e con estrema semplicità, codici a barre con codifica ITF 14, I 2/5, Codabar, UPC A, EAN 8, EAN 13, Code 128 e Code 39. Sarà sufficiente inserire le cifre fornite dal cliente per ottenere in un instante iI codice a barre desiderato, che potrà poi essere salvato in formato PNG, TIF o PDF con risoluzioni da 300 fino a 1200 dpi. Qualità più che sufficiente per qualsiasi tipo di stampa e impiego grafico.
Sul sito dello sviluppatore è disponibile una versione Trial per il download, che permetterà di realizzare codici a barre per 15 giorni, ma con impressa una (facilmente eliminabile) icona Demo. Per liberarsi di questa limitazione sarà sufficiente acquistare una licenza dal costo contenuto di 25 euro.
LRICode è compatibile con Mac OS X dalla versione 10.4 alla 10.6.x su macchine PPC/Intel e si installa con un semplice drag and drop. In attesa di un aggiornamento, che proponga l'esportazione anche in PDF con il vettoriale, consigliamo l'utilizzo solo a chi sarà consapevole del fatto che altri software, come Bar Code Pro offrono invece un risultato vettoriale con tutti i vantaggi del caso, anche se ad un costo si circa 20 volte maggiore.
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Inviare messaggi a basso costo dall'iPhone


SMS touch, la nuova applicazione realizzata da Alco Blom e presentata in Italia il 13 marzo da Italiaware, permette di inviare messaggi a basso costo in tutto il mondo, senza costi di roaming o costisissimi abbonamenti. Con SMS touch è possibile inviare messaggi SMS testuali verso qualsiasi numero di telefono cellulare a soli 10 centesimi di euro per ciascun SMS usando l'iPhone, ma anche l'iPod touch, senza l'aggravio di alcun costo di roaming o l'obbligo di sottostare a tariffe internazionali.
L'ideale per inviare messaggi di testo verso numerazioni internazionali, oppure durante un viaggio all'estero: il costo rimarrà in ogni caso sempre lo stesso: 10 centesimi per SMS. Si potranno sfruttare tutti i 160 caratteri standard di un messaggio SMS tradizionale, in quanto non gli verrà aggiunto alcun testo pubblicitario. Sono supportate tutte le funzioni del protocollo SMS, come ad esempio gli SMS Standard, l'SMS Lungo e l'SMS Unicode.
SMS touch torna particolarmente ai possessori di un iPod touch, o dell'imminente iPad, in quanto aggiungerà al dispositivo la comoda funzione per l'invio di SMS attraverso una connessione Wi-Fi, mentre le risposte agli SMS potranno essere consultate direttamente presso la propria casella di posta elettronica. L'applicazione costa 2,99 euro e include già la possibilità di inviare 10 SMS gratuiti. Successivamente sarà possibile acquistare anche pacchetti da 100 o 1000 SMS a basso costo.
Come tutti i programmi per i dispositivi tascabili Apple, l'acquisto ed il download dell'applicazione è disponibile su App Store, tramite iTunes.
Sul sito ufficiale si SMS touch è stato pubblicato un filmato che illustra la semplicità del funzionamento del programma. Dello stesso autore sono anche le applicazioni SMS Mac ed il widget Send SMS.
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Utility definitiva per decoder satellitari DreamBox


Nell'era PPC la parola Geek user (l'utente smanettone che ama giocherellare con tutti i più strani ed esclusivi congegni informatici) ed Apple user erano difficilmente accostabili. Con la crescente diffusione del sistema OSX invece le cose sono cambiate!
Oggi vi presento un ottimo software per la gestione in remoto di decoder satellitari DreamBox (o simil DreamBox). Interessante la possibilità di vedere in streaming i canali in onda sul proprio decoder, a patto di avere una connessione alla rete locale (LAN) stabile, ad almeno 3Mb/s ed il comodo telecomando software.
Le caratteristiche del programma offrono: streaming su VLC, streaming su MPlayer, streaming su Disco (in effetti registra sul disco del Mac), telecomando virtuale, TV Tools, Bouquet Tools, EPG, Mount varie (hard disk, ecc…), FTP, Telnet, Informazioni trasponder, Sub Channels, controllo Dream (shutdown, reboot ecc…).
Il programma, fermo alla versione 1.3 dal 2006, è un freeware realizzato dalla tedesca ToolooSoft ed download è disponibile sul sito ufficiale della software house. L'installazione avviene con un semplice Drag and Drop e nella cartella del software sono inclusi oltre 30 script e numerosi Goodies.
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Dual boot su Mac, ma anche triplo, quadruplo…


Dallo storico passaggio di Apple ai processori Intel, è stata data la possibilità ad ogni Mac di eseguire il boot anche da Windows, tramite l'applicazione Boot Camp realizzata dagli sviluppatori Apple. Tuttavia, per effettuare l'avvio anche con i Sistemi Operativi GNU/Linux e i vari *BSD, è sufficiente affidarsi ad un software gratuito molto popolare nella comunità di "smanettoni": si tratta di rEFIt, un menu di avvio per macchine EFI-powered (Mac Intel) realizzato da Christoph Pfisterer.
Il software, che consente l'avvio di più Sistemi Operativi in modo semplice e veloce, è stato adottato in tutto il mondo; è il punto di riferimento dei boot menu per Mac, consente un facile accesso per l'ambiente EFI, serve come un interfaccia per le applicazioni pre-boot ed include anche dei toolkit di manutenzione. Oltre a ciò, il progetto mira a diventare una piattaforma comune per le estensioni delle funzionalità di avvio integrate.
Recentemente aggiornato alla nuova versione, rEFIt 0.14 guadagna un'opzione di configurazione per impostare la scelta di avvio di default, alcune correzioni per Snow Leopard in modalità kernel a 64-bit, correzioni per individuare le versioni recenti di GRUB2 e Haiku ed ha aggiunto il rilevamento per NetBSD. Concludono le migliorie il supporto per vari tipi di partizione aggiuntivi in gptsync.
L'applicazione rEFIt è completamente gratuita, funziona con tutti i Mac con processore Intel ed il download si effettua dal sito SourceForge, dove attualmente è caricato il progetto.
Una curiosità: Simone Cattani, ha realizzato un pacchetto per sostituire la una grafica del menù di rEFIt, l'ideale per chi proprio non si accontenta.
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Ancora in alpha, ma molto "cool" (solo per Snow Leopard)


Indubbiamente l'interfaccia di Google Chrome ha molti sostenitori a causa delle sue indiscutibili doti: è rapida, comoda, minimale, veloce e stabile (anche se ognuno può modificarla, rovinarla o appesantirla come peggio crede).
Proprio dall'idea di questa ottimale GUI nasce TotalFinder, un plug-in basato sul loader SIMBL che aggiunge alle finestre del Finder schede, tasti di scelta rapida e altre pratiche modifiche alla GUI del Finder di Mac OS X. La software house binaryage ha comunque avuto una intuizione ottima, nel senso che dopo un periodo di prova sarà difficile rinunciare a TotalFinder, specialmente per l'utente abituato alla navigazione a pannelli, ormai normale in ciascun moderno browser. Inoltre il nuovo navigatore dei file per Mac non dipende più dai corruttibili file .DS_Store, con tutti i vantaggi del caso.
Anche se non dichiarato, molte delle icone aggiunte da TotalFinder sono state ferocemente prelevate da Google Chrome, e fin qui non ci sarebbe nulla di male per un progetto gratuito, ma purtroppo TotalFinder non è gratuito, almeno non lo sarà più una volta uscito dalla fase di lavorazione alpha, quindi limitato dalla data di scadenza. Prima di tale data sarà possibile aggiornare il prodotto mentre è ancora in alpha o acquistare una versione finale quando sarà rilasciato. Tuttavia ci sarà almeno un periodo di un mese di prova per la versione definitiva di TotalFinder.
L'installazione, pur se abbastanza invasiva, è facilmente reversibile grazie al comodo script di disinstallazione di TotalFinder (Uninstall.scpt) e del programma (SIMBL Uninstaller) di rimozione per SIMBL. TotalFinder, che stiamo usando già da sabato scorso, è rilasciato attualmente in versione 0.8.1, si scarica e si usa gratuitamente (per ora) dal sito dello sviluppatore. Il download consiste in un disco immagine da 4MB contenente sia il programma che l'indispensabile installer di SIMBL e richiede Mac OS X 10.6 o successivi.
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Convertire centinaia di formati di immagine


GraphicConverter è uno storico software di fotoritocco molto affermato, utilizzato da oltre un milione e mezzo di utenti in tutto il mondo, che permette la manipolazione e conversione di immagini da e per diversi formati. Logicamente apre documenti di Photoshop, ma registra ed apre anche altre centinaia di formati grafici, forse l'unico in grado di supportare una così vasta gamma di estensioni dei file.
Da oltre dieci anni lo sviluppo dell'applicazione non conosce soste, con piccoli, ma numerosi aggiornamenti, dalla cadenza quasi mensile. Di recente è stata rilasciata la nuova versione 6.7, che segna un altro grande passo per il programma.
Tra le novità di questa versione c'è l'aggiunta delle seguenti nuove funzioni: importazione del contenuto degli appunti come documento; l'importazione HMR; l'importazione dm2 e dm3 anche con la visualizzazione completa dei metadata di dm3; un'opzione rapida al menu contestuale per mostrare il browser con e senza righe; l'opzione di ricerca e sostituzione di dati IPTC; l'importazione diretta in SVG via PDF (Image Magick non è più richiesta come applicazione di supporto per tale operazione); l'opzione per disegnare rettangoli, ovali, ecc, con riempimento col colore di sfondo e con scelta di un colore come cornice; nuovo comando AppleScript "Cerca con Spotlight" e aggiunto il supporto per la scalatura del gamma; la funzione batch da WMF a PDF vettoriale.
Molte funzioni esistenti sono state aggiornate, e multi bug sono stati risolti con il rilascio della nuova versione di questo inossidabile strumento, ideale per grafici, ma anche per appassionati di disegno e fotografia. Sono disponibili numerosi documenti di supporto ed un manuale in italiano.
GraphicConverter è molto facile da usare, ed è disponibile per il download in versione Trial da 30 giorni dal sito del produttore. GraphicConverter è compatibile con Mac OS X Panther, Tiger, Leopard, Snow Leopard ed in versione Universal Binary, per quasi 90MB di download nella versione multilingua e circa la metà nella versione solo inglese.
L'acquisto di una licenza singola richiede una spesa di 29 euro circa, in versione download, o 45 euro circa in versione Chi già possiede una versione 5, o precedenti, può aggiornare alla versione 6.x al prezzo di 19 euro, a seconda del tassi di cambio dollaro-euro.
Chi invece possiede una versione fornita in bundle con il Mac può aggiornare da qui il proprio software.
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Con la sola imposizione delle mani…


Quando si parla di imposizione delle pagine, tutti gli operatori del reparto prestampa di ogni tipografia moderna drizzano le orecchie (o gli orecchi, sempre italiano è). L'imposizione delle pagine è un processo sempre più automatizzato che permette di realizzare dei montaggi (più correttamente delle segnature) disponendo una o più coppie di pagine su un unico grande documento, che una volta stampato ed opportunamente piegato diventerà tutta, o una parte, della pubblicazione (libro, giornale, rivista od opuscolo che sia).
Questo tipo di software si distingue dagli altri per una sola cosa (che accomuna tutti i programmi del genere): il prezzo! Al punto che molte piccole realtà tipografiche ancora preferiscono disporre manualmente le pagine su un montaggio (in alcuni casi usando una serie di trucchi) pur di non investire in un software costoso e che magari non viene utilizzato tutti i giorni.
Chi (come chi scrive) ha avuto un passato da fotomontaggista su pellicola, oggi non ha problemi a "montare" manualmente (ed a memoria) quartini, ottavi, dodicesimi o sedicesimi utilizzando un programma qualsiasi di impaginazione, ma i giovani, che non hanno avuto un approccio tradizionale con la piegatura dei fogli di stampa offset, difficilmente potranno rinunciare ad un ottimo software di imposizione. Tra i programmi per Mac più famosi di imposizione tipografica come non citare Preps, Imposition, Quite Impose, Impostrip, Dynastrip o Farrukh? (a proposito, vi consiglio una visita sul blog di Mauro Lussignoli).
Ad arricchire il panorama dei software professionali di imposizione, arriva un nuovo prodotto realizzato dalla belga PublishingTools 4 u, si tratta dell'inedito PageMapper, un programma che si presenta come meno complicato degli altri e meno costoso (499 euro comunque non sono pochi), ma altrettanto professionale ed affidabile.
PageMapper analizzerà i PDF datigli in pasto dall'operatore, e con l'uso di InDesign fornirà un file pronto per la stampa, ottimizzando la produzione in pochi secondi. Non mancano le funzioni di imposizione schematica "Step & Repeat" (chi si ricorda i vecchi ripetitori su lastra o pellicola?), Saddle Stitch e Consecutive. Le numerose opzioni di segnatura non sembrano aver niente da invidiare agli altri, con il riconoscimento automatico delle abbondanze delle pagine "al vivo".
PageMapper è stato studiato per girare su macchine PPC e Intel con Mac OS X 10.4 e 10.5 (l'installer su Snow Leopard non offre ancora la possibilità di avanzamento) ed è disponibile per il download in versione Demo, con tutte le funzionalità, ma alcune pagine a caso verranno rimpiazzate da pagine fittizie.
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La nuova versione già pronta in italiano


Amadeus Pro è un potente editor audio che supporta vari formati, tra i quali citiamo MP3, AAC, Ogg Vorbis, WAVE; AIFF, Apple lossless, e tanti altri. È un editor audio multitraccia e dispone anche di un potente Elaboratore in batch, per convertire più di un documento in altri formati contemporaneamente, ma anche di applicarvi sofisticati effetti audio, ed il tutto con pochissimi e semplici clic.
Il Centro Riparazioni consente di trovare e riparare disturbi e rumori con un semplice clic del mouse. Inoltre, le potenti funzioni di soppressione del rumore di Amadeus Pro consentono di eliminare i rumori di fondo dopo la digitalizzazione di nastri e cassette analogiche, o di rumori di fondo come microfoni non schermati e simili.
Pochi giorni fa HairerSoft ha rilasciato la versione 1.5, che presenta le seguenti novità: Aggiunta l'azione "Sopprimi Rumore Bianco" all'elaboratore di batch; Aggiunto il comando "Ritaglia Silenzio" al menu "Composizione"; Supporto per i metadata "Testi del Brano"; È possibile trascinare i brani di iTunes sull'icona dell'applicazione e nell'elaboratore di batch; Consente ampiezze di spettro più ampie; Gestisce meglio la latenza di Audio Unit; Consente di annullare il comando "Documento uniforme"; Risolto un bug relativo ai caratteri internazionali nei metadata di documenti Mp3 ed AIFF; Risolto un problema legato alla lettura di Filmati di QuickTime.
Massimo Rotunno dell'attivissimaItaliaware ci comunica la disponibilità immediata dell'applicazione localizzata in italiano. La versione demo di Amadeus Pro già disponibile per il download, è completamente funzionante per 30 giorni, ma consente soltanto 10 operazioni di salvataggio dei documenti su disco, di una durata non superiore ai 2 minuti di audio. Sempre sul sito di Ialiaware è disponibile anche il manuale in italiano sia di Amadeus che di Amadeus Pro, in versione PDF.
Amadeus Pro è consigliato per chi lavora con Mac OS X 10.4 (Tiger) e versioni successive, costa 40 dollari (circa 35 euro a seconda del cambio Dollaro/Euro) ed include la guida in italiano. Gli utenti registrati di Amadeus II possono acquistare un codice di aggiornamento, pagando 25 dollari invece di 40 dollari del costo di Amadeus Pro. Per acquistare il software il produttore utilizza il ben collaudato Kagi.
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Siti web a portata di tutti (o quasi)


Solis Software, giovane software house portoghese dell'isola di Madera, ha presentato un nuovo software per Mac che sembra avere l'obiettivo ambizioso di rosicchiare quote mercato a programmi specializzati nella realizzazione di siti web, specialmente se dedicati ad utenti che non conoscono una sola riga di codice html.
Webspark consente infatti di progettare e sviluppare siti web, anche molto belli, partendo da zero. L'interfaccia utente, dovrebbe essere in grado di offrire facilmente e rapidamente la costruzione di un semplice e completamente funzionale sito web, in brevissimo tempo.
A differenza di iWeb, la filosofia del software non propone alcun template o modello, proprio per donare una certa originalità alla propria realizzazione. L'idea potrebbe essere valida, se non fosse che al programma mancano le più rudimentali funzionalità con le quali Apple vizia da sempre i propri clienti. Non c'è il Drag and Drop (per inserire un'immagine bisogna aggiungerla alla libreria dal menù apposito) non c'è nessun Mela+Z per l'annulla (ma un tasto apposito sia per l'Undo che per il Redo), non ha un aiuto in linea almeno nella versione in prova, ma soprattutto non ha ancora una stabilità eccellente sotto Snow Leopard.
È logico che tra i vantaggi del software c'è l'assoluta mancanza di richiesta di conoscenze sulla scrittura di codice HTML o qualsiasi altra tecnologia web, basta semplicemente imparare ad usarlo (c'è il PDF del manuale online) ed esportare il risultato del proprio lavoro già pronto per Internet.
Webspark costa 49,99 dollari, ma è anche disponibile per il download in versione Demo; i requisiti di sistema si limitano ad un Mac basato su Intel con Mac OS X 10.5 o versioni successive.
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Buco nero supermassiccio


DropCopy è un software che facilita la condivisione tra più Mac su rete locale. Sfrutta la tecnologica Bonjour, targata Apple, per scovare e configurare automaticamente i computer e i dispositivi presenti sulla propria rete, purché compatibili con questo protocollo. Il trasferimento dei file e dei documenti sarà perciò veloce e automatico, senza richieste di accesso, password, configurazione o permessi (un po' come trasferire file attraverso iChat).
DropCopy è stato progettato per occupare poco spazio sullo schermo (rispetto ad un elenco di contatti di un elenco di iChat) ed in più gestisce la condivisione appunti, connessioni dirette IP attraverso Internet, upload SFTP e l'invio di brevi messaggi di testo.
Una volta installato e lanciato, DropCopy creerà una specie di buco nero sul desktop di ogni macchina, a questo punto basterà trascinargli all'interno i file da trasmettere e rilasciarli sul nome del computer prescelto. Durante il trascinamento di file o cartelle da copiare, DropCopy esegue una rapida compressione di questi file. È solitamente un processo istantaneo con file di piccole dimensioni, ma può richiedere molto tempo se si trascina una cartella con file molto grandi, per cui il software in casi di trasferimenti superiori ai 100MB avvertirà l'utente prima di inviare i dati. Di default le icone personalizzate contenute nelle Resource fork non vengono mantenute, se invece si desidera trasferire anche queste risorse basterà tenere premuto il tasto ALT (option) durante il trascinamento dei file nel buco nero.
Recentemente 10base-t.com ha rilasciato la nuova versione di DropCopy 1.6.1 che guadagna una migliore ottimizzazione per Snow Leopard. DropCopy è gratuito e illimitato per uso personale (fino a tre macchine per rete, tipico ambiente di rete domestica) e costa invece 25 dollari per una licenza illimitata. È disponibile per il download anche in versione 1.5.3 per Tiger e Leopard.
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MacTracker non scompare, anzi "compare"!


Un vero must tra le applicazioni per Mac OS X, Mactracker integra un ricco database di dettagli su tutti i computer Mac prodotti da Apple nel corso degli anni, con informazioni precise su clock del processore, tipo e quantità di memoria, drive ottico, scheda grafica, versione del Sistema Operativo inclusa e versione massima installabile, opzioni di espandibilità e stato di supporto da parte di Apple dividendo le macchine in categorie: Supported, Vintage ed Obsolete.
Non mancano le informazioni su server, mouse, tastiere, monitors, stampanti, scanners, camere digitali, iPod, AirPort, Newton e versioni vendute di Mac OS.
Per circa quattro mesi l'applicazione (solitamente aggiornata spesso) non ha subìto un solo update, ma la nuova versione di MacTracker 5.1, rilasciata martedì scorso, guadagna numerose migliorie, dati aggiornati, ed anche una nuova, elegante funzione che permette di confrontare rapidamente due o più modelli prescelti dopo averli selezionati col tasto Mela premuto e fatto Tasto Dx -> Compare: una schermata mostrerà contemporaneamente i dati delle macchine selezionate per un rapido confronto.
Sono state aggiunte inoltre le informazioni relative ad un modello 20" di iMac di metà 2009 ed anche all'iPad; un nuovo motore di ricerca cerca tutte le voci specifiche dalla finestra principale; aggiunti i prezzi, ove disponibile, in dollari australiani, yen giapponese, corone svedesi e franchi svizzeri; aggiornato anche lo stato di supporto per i modelli Vintage e l'elenco dei prodotti dichiarati obsoleti da Apple. Altre modifiche e aggiunte minori completano l'opera, come la risoluzione de crash dell'applicazione all'aggiunta di un nuovo contatto in "my models" con Mac OS X 10.6 e un problema in cui alcuni caratteri che causerebbero dei risultati di ricerca errati.
MacTracker 5.1 è disponibile per il download sul sito ufficiale, e da questa versione in poi richiede almeno Mac OS X 10.4 o successivi.
Una curiosità: dalle release successive alla 5.0.1 non si trovano più le informazioni ed i dati sui cloni Mac autorizzati da Apple a metà anni 90, giustificandone la scomparsa per "meglio focalizzare i modelli Apple", le caratteristiche dei vari modelli Motorola StarMax, Power Computing e UMAX SuperMac erano comunque un bel ricordo. Chi volesse questa vecchia versione con i cloni, forse la può trovare ancora QUI. Da non dimenticare la disponibilità di MacTracker anche per iPhone, iPad e iPod touch, a partire dall'apposita pagina dedicata.
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Controllare il driver NTFS di Apple


NTFS sta per New Technology File System ed è il file system di proprietà della Microsoft comparso a metà degli anni 90. I vantaggi del formato NTFS rispetto ai precedenti FAT (File Allocation Table) sono molteplici, ma il più evidente, almeno per gli utenti, è il supporto ai file con dimensioni superiori ai 4GB.
Apple ha sempre digerito poco questo formato, ed allora numerosi sviluppatori, anche di derivazione Linux, hanno lavorato duramente per offrire una soluzione valida per il supporto in scrittura su tali volumi; alcuni prodotti sono diventati rapidamente famosi, come Paragon, MacFUSE, NTFS-3G e Tuxera… c'è n'è per tutti i gusti.
Ma i lettori più svegli sanno bene e pure da tempo che in Snow Leopard c'è un driver di Apple in grado di scrivere sui volumi formattati in NTFS, ma questa possibilità è limitata di default alla sola lettura, proprio come sulle precedenti versioni di Mac OS X. Apple ha infatti deciso di non supportare ufficialmente in scrittura i volumi NTFS perché Microsoft non ha mai pubblicato ufficialmente le sue specifiche, rendendolo a tutti gli effetti un file system chiuso e proprietario. Qualora Microsoft decidesse di intervenire senza preavviso sul suo file system, l'affidabilità verrebbe messa gravemente in discussione, ed Apple, piuttosto che mettere a repentaglio i dati del proprio utente, preferisce evidentemente offrire l'accesso limitato alla sola lettura su questo tipo di volumi.
Esistono però diversi modi per abilitare il driver di Apple per la scrittura sui dischi NTFS, e tra questi c'è l'interessante (e quasi sconosciuto) SL-NTFS, realizzato dal ventiduenne Nyx0uf, uno studente francese appassionato di programmazione su Mac.
SL-NTFS, da poco aggiornato alla versione 2, è semplicemente un pannello di preferenze che abilita la scrittura sul disco in NTFS. L'autore definisce SL-NTFS solo un'interfaccia sul driver Apple per attivare lo script, quindi specifica che se dovessero presentarsi eventuali problemi la causa andrà ricercata nel driver di Apple e non nel pannello aggiunto. Infatti proprio in tutta onestà Nyx0uf ammette che per scrivere regolarmente su volumi NTFS è consigliabile rivolgersi ad un driver più affidabile, magari scelto tra quelli a pagamento. È inoltre sconsigliabile abilitare il driver Apple e contemporaneamente usarne un altro, proprio per evitare conflitti tra due software che fanno la stessa cosa. L'installazione di SL-NTFS è semplice: dopo aver effettuato il download, basta un doppio clic sull'installer incluso e seguire le semplici istruzioni. Una volta caricato il software, verranno elencate le unità disco NTFS (interne ed esterne) ed il loro stato di scrittura. Per attivarne o disattivarne la scrittura è sufficiente selezionare l'apposita casella sulla destra della finestra ed inserire la password di amministratore quando richiesto. È possibile attivare un Daemon (programma che gira in background) che si propone di attivare automaticamente la scrittura in NTFS se il volume montato ha la scrittura non attiva.
Per disinstallare correttamente il software SL-NTFS, è caldamente consigliato l'utilizzo del pulsante incluso nella scheda apposita del pannello SL-NTFS in Preferenze di Sistema. Il programma è gratuito, e logicamente richiede Mac OS X 10.6 o versioni successive.
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Una veloce penna da 256GB


Si chiama DataTraveler 310, ed è la nuova generazione di chiavette USB da 256GB marcate Kingston presentata un paio di settimane fa. Il nuovo prodotto sostituisce il precedente DataTraveler 300, sempre da 256 GB (ricordate il pennone gigante?) guadagnando prestazioni maggiori di circa il 20% sia in lettura che in scrittura.
Il DataTraveler 310 offre una velocità di 25 MB/sec in lettura e di 12 MB/sec in scrittura; un livello di protezione maggiore grazie al software Password Traveler in dotazione (compatibile solo con Windows) ed una buona robustezza per un utilizzo quotidiano più sereno. Secondo una rapida stima di capacità, la chiavetta può contenere 10 dischi Blu-ray da 25GB ognuno, oltre 50 DVD da 4.7GB o 365 CD da 700 MB. Logicamente potrebbe essere anche la soluzione ideale per avere sempre in tasca l'intero Hard Disk del proprio computer, sia esso un Mac (con almeno Panther) o un PC con Windows o Linux il tutto nelle compatte misure di 7,3 x 2,2 cm per uno spessore di appena 16 mm.
Utilizzare il DataTraveler 310 per effettuare l'avvio con Mac OS X è semplice, basterà partizionare in questo modo l'unità prima di installare o clonare il disco di Mac OS X.
La funzionalità operativa è garantita in temperature da 0°C a 60°C, mentre i dati presenti nel DataTraveler 310 rimangono al sicuro tra i -20°C e gli 85°C. Un servizio di assistenza 24 ore su 24 tutti i giorni e ben cinque anni di garanzia assicurano abbondantemente il prodotto, che però ha un prezzo non proprio accessibile: costa infatti ben 870 euro, una cifra abbastanza impegnativa per chiunque.
Sul sito ufficiale è già presente la pagina di supporto in italiano con tutte le caratteristiche e le specifiche del Kingston DataTraveler 310.
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Convertire file audio di tipo lossless (ma non solo)


XLD (X Lossless Decoder) è un ottimo strumento per Mac OS X in grado di decodificare molti formati audio di tipo lossless, ossia compressi senza perdita di informazioni originali, che funziona su tutte le versioni del nostro Sistema Operativo dalla 10.3 in poi, sia su piattaforma Intel che PPC.
I formati audio digitali di tipo più comune, come MP3 e AAC (ossia formati di tipo lossy), subiscono in fase di compressione una notevole perdita di informazioni originali, con conseguente inevitabile riduzione della qualità di ascolto, mentre la compressione "senza perdita" consente di ridurre il peso del file originario di circa il 50% senza modificarne il livello qualitativo in quanto, una volta decompresso, il file risulterà identico all'originale, esattamente come avviene con un archivio Zip.
I formati audio di tipo lossless maggiormente noti sono il FLAC e l'APE (Monkey's Audio), ma XLD è in grado di decodificare anche il WavPack, il TTA e l'Apple Lossless (quest'ultimo solo su Tiger e successivi), nonché ovviamente AIFF, WAV, ed altri ancora, inclusi i formati lossy. Se siamo in presenza di un'unica traccia audio con il relativo cue sheet (file CUE), XLD è in grado di splittare, ossia dividere in più tracce, il nostro file originario.
Dalla versione 20080812 (i numeri delle versioni sono rappresentati dalla data di rilascio scritta in formato internazionale) l'applicazione ci permette anche di estrarre tracce audio da un CD (ripping) con altissima resa qualitativa grazie alla modalità CDParanoia integrata, che consente fra l'altro la lettura e la riparazione dei dati anche in caso di supporto danneggiato, permettendoci di effettuare ottimi backup dei nostri CD più preziosi e in più con la possibilità di risparmiare notevole spazio su disco. Durante questa operazione, XLD supporta l'uscita del CD immagine col relativo cue sheet (esempio: WAV+CUE o FLAC+CUE, ecc.).
Per usare l'applicazione con GUI (esiste anche la versione a riga di comando) è sufficiente impostare da menu le Preferenze secondo le nostre necessità, quindi trascinare il file da convertire (o il relativo cue sheet) sulla sua icona, oppure, dopo aver selezionato il file, scegliere XLD dal menu a tendina "Apri con". La conversione avverrà in tempi relativamente brevi, in quanto XLD utilizza una propria libreria interna per la decodifica, e non genera alcun archivio intermedio.
I formati di uscita supportati sono molteplici: Wave, AIFF, Raw PCM, Ogg Vorbis, MP3 (codificato con LAME 3.98.2), MPEG-4 AAC (codificato con QuickTime/CoreAudio), MPEG-4 HE-AAC (AACPlus v1/v2), Apple Lossless, FLAC, Wave64 e WavPack (questi ultimi due solo nella versione GUI). Non è supportato, in uscita, il formato APE (Monkey's Audio), per il quale eventualmente sarà necessario ricorrere ad xACT. Numerose sono le opzioni di scelta per quanto riguarda la qualità del formato di uscita, in particolare l'MP3, che contempla la Modalità di codifica (VBR, ABR, CBR), la scelta del BitRate, l'impostazione automatica del Guadagno in fase di riproduzione, ed altro ancora, oltre alle opzioni più comuni come la scelta della cartella di destinazione o l'aggiunta automatica di tag e cover art, solo per citarne alcune.
L'applicazione, di circa 17 MB, è solo in lingua inglese, gratuita e liberamente scaricabile dal suo sito scorrendo al paragrafo "Download". Una eventuale donazione, in caso di apprezzamento, sarà gradita a supporto del progetto, che viene seguito costantemente dal 2006 con frequenti rilasci di aggiornamenti e miglioramenti, di cui l'ultimo è rappresentato dalla versione 20100218 disponibile solo dalla funzione di aggiornamento automatico o da "Check for Updates" del menu dell'applicazione.
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Final Fantasy I e II per iPhone, iPod touch e iPad


Final Fantasy è tra i videogiochi di maggior rilevanza storica tra i GdR "alla giapponese", popolare in tutto il mondo e venduto in decine di milioni di copie. Ogni episodio del gioco può vantare personaggi ben caratterizzati e curati, una trama intensa, realistica e particolareggiata pari a quella di un film. Final Fantasy nasce nella mente dell'allora ventiquattrenne Hironobu Sakaguchi nel 1986 per essere pubblicato l'anno dopo su Nintendo, e da allora sono stati rilasciati ben quattordici capitoli della saga principale. A distanza di quasi venticinque anni, come poteva mancare un porting sulla piattaforma iPhone OS?
Finalmente Square Enix Limited ha deciso di accontentare gli utenti del sistema operativo sviluppato da Apple per iPhone, iPod touch e iPad, proponendo i primi due capitoli di Final Fantasy per i dispositivi portatili più in voga degli ultimi anni.
Arrivano direttamente da una versione per PSP, ma con alcune aggiunte sul lato dei comandi e logicamente dell'interfaccia grafica. Come per la versione dalla quale derivano, i giochi per iPhone OS hanno una grafica migliorata (rispetto agli episodi originali di fine anni '80) e dei contenuti extra: la colonna sonora inedita e nuove ambientazioni. Stando al comunicato stampa di Square Enix, i giochi offrono funzionalità con sistemi di controllo "ottimizzati" per le interfacce touch delle piattaforme di iPhone e iPod touch. Restano invece fedeli alle prime uscite, le storie ed i personaggi del gioco.
È un peccato notare che il gioco (nemmeno su altre piattaforme) non sia mai stato localizzato in italiano, nonostante il forte successo, ma grazie al lavoro di alcuni programmatori indipendenti furono rilasciate delle patch per ottenere la nostra lingua su alcune versioni specifiche.
Final Fantasy e Final Fantasy II sono venduti su App Store separatamente al prezzo di 6,99 euro ciascuno e sono disponibili in lingua Inglese o Giapponese. Le numerose recensioni raccolte sull'App Store nella prima settimana parlano chiaro, il gioco replicherà il suo iniziale successo!
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Applicazioni Windows senza Windows


È inutile negarlo, sono numerosi i programmi per Windows mai realizzati per Mac, e spesso tra questi può esserci proprio una determinata applicazione per qualche verso "insostituibile". Sebbene il Mac sia l'unico computer al mondo che permetta (legalmente) di utilizzare oltre a Mac OS X anche Linux e Windows, il prezzo da pagare è abbastanza alto, e cioè bisogna per forza installare Windows su Mac, sia tramite una macchina virtuale (a pagamento o gratuita) o addirittura sacrificare una preziosa partizione dell'Hard Disk (tramite Boot Camp) per installare il Sistema Operativo di Redmond sul proprio Mac.
Da circa cinque anni esiste anche un'alternativa da non sottovalutare, offerta da CodeWeavers, sicuramente con meno potenzialità delle altre, ma estremamente interessante. CrossOver Mac segue una terza strada, offrendo la possibilità di utilizzare alcune applicazioni destinate a Windows anche sul Mac, e tutto questo senza richiedere Windows. Il programma è basato sulla stessa tecnologia usata per le sue soluzioni Linux di CodeWeavers: un progetto open source chiamato WINE, con prestazioni (tranne quelle grafiche) paragonabili a quelle offerte nativamente sotto Windows. In pratica CrossOver Mac si preoccupa di offrire al programma PC gli elementi indispensabili per girare, e non il Sistema di Redmond per intero.
Inoltre sempre dello sviluppatore sono CrossOver Linux e CrossOver Games, i cui nomi già dicono tutto. proprio ieri è stato rilasciato il nuovo CrossOver Mac 9.0.0, dal look nuovo look "Bold" e con il processo di installazione dell'applicazione completamente riprogettato. Secondo CodeWeavers adesso è sensibilmente più veloce nella creazione degli elementi di supporto alle applicazioni. Inoltre offre alcuni miglioramenti in Internet Explorer (per quello che può servire) ed in particolare per IE7, altri importanti miglioramenti riguardano Microsoft Office (specialmente le macro di Word ed Excel dovrebbero funzionare tutte) e la stabilità di Outlook. Arriva anche un supporto, seppur limitato, per Quicken 2010 ed infine guadagna tutte le migliorie ereditate da WINE 1.1.34, per un totale di 7.578 patch, troppe per poterle riportare.
CrossOver Mac in versione Standard costa 37 euro, mentre CrossOver Mac Professional costa quasi il doppio (64 euro) più 9 euro aggiuntivi se si preferisce, alla versione download, la spedizione del CD.
Fortunatamente è possibile usarlo gratuitamente per 30 giorni, al fine di valutarne prima la sua efficacia e la compatibilità con le applicazioni Windows da far girare sotto Mac OS X. La demo, localizzata solo in inglese, francese e giapponese, si scarica dal sito del produttore dopo aver fornito un indirizzo e-mail (non per forza principale) ed un nome tramite l'apposito form. Questo link diretto per il download potrebbe tornare utile a qualcuno.
L'installazione si effettua tramite drag and drop e occupa circa 140MB sul disco per la sola applicazione. Se ne sconsiglia l'uso solo per provare, poiché per certi versi è più invasivo di una macchina virtuale.
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Il proprio network sempre appresso


Slinkware sta da qualche tempo lavorando ad un progetto molto interessante, si tratta del software Slink rilasciato recentemente nella versione 1.0 beta, ad un mese dalla prima beta pubblica. Il programma, che sta raccogliendo in rete numerosi consensi, è un modo semplice ed immediato per connettersi alla rete domestica utilizzando tutti i servizi Bonjour (come iTunes, iPhoto, condivisione dello schermo, condivisione di file e delle stampanti).
Fosse tutto qui sarebbe un programma inutile, poiché sappiamo benissimo che con Mac OS X è già abbastanza facile condividere qualsiasi cosa sulla propria rete domestica utilizzando Bonjour (o gli altri protocolli). Tutti i servizi appaiono infatti automaticamente nel Finder, in iTunes, iPhoto, Bonjour e altre applicazioni compatibili. Ma non è così facile accedere a tutti questi servizi quando non si è fisicamente collegati alla propria LAN, ed è per questo che è stato concepito Slink, che permette di accedere a tutti i servizi della propria rete da qualsiasi luogo, basta un accesso ad Intenet. Con Slink è possibile utilizzare tutti i servizi di condivisione come se ci si trovasse fisicamente collegati a casa propria.
Le recenti note di rilascio evidenziano le novità introdotte con la versione 1.0, ora è Universal Binary e dovrebbe girare anche sui computer PowerPC, anche se il supporto è ancora sperimentale; Slink e Slink.prefPane guadagnano il controllo automatico degli aggiornamenti, il download e la loro installazione; migliorati i messaggi e gli avvisi dell'applicazione e molto altro.
Installare il software è semplice, basta copiare l'applicazione Slink sul Mac e lanciare Slink.prefPane per aggiungere il pannello in Preferenze di Sistema. Inoltre il download dell'applicazione è completamente gratuito ed ha un unico requisito: Mac OS X 10.5 o successivi.
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Ridimensionare un gruppo di immagini con…


Tante volte Apple mette a disposizione degli strumenti in un Mac nuovo e l'utente nemmeno si rende conto di quanto essi siano potenti. Applicazioni piccole, magari usate tutti i giorni, ma difficilmente sfruttate in tutte le loro funzionalità.
Tra queste, senza andare a scomodare le famose suite iLife o iWork, c'è Anteprima.app, oltre che logicamente TextEdit.app, Utility Disco.app, Utility Network.app, Automator.app, Mail.app, QuickTime Player.app, AppleScript Editor.app, senza elencarle tutte.
Ognuna di queste "semplici" applicazioni nasconde potenti funzioni e opzioni incredibili. Proprio Anteprima.app (in inglese Preview.app) permette di realizzare scontorni rapidi ed efficaci con Alpha istantaneo, oppure regolazioni dei colori di tutto rispetto, inserimento di elementi grafici (testi e forme geometriche basilari), addirittura permette di operare su più livelli. Ma non è tutto. Tra le sorprese riservateci da questa applicazione, che fondamentalmente nasce "solo" per visualizzare immagini, c'è la possibilità di ridurre in un istante centinaia di immagini portandole tutte alla stessa misura. Quante volte capita di dover inviare a qualcuno numerose immagini in bassa risoluzione, e bisogna (nella migliore delle ipotesi) scomodare Photoshop, magari con un suo automatismo realizzato ad hoc? Bene, con Anteprima.app sarà sufficiente aprire contemporaneamente i file interessati (logicamente facendone prima una copia se ci interessa salvaguardare gli originali), selezionarli tutti con una Mela+A e impostare la misura desiderata (riduzione, ma anche ingrandimento) in Strumenti > Regola dimensione… a questo punto bisognerà uscire dall'applicazione (Mela+Q) e confermare la modifica a tutti gli elementi. Attenzione che la modifica è irreversibile. In pochi istanti centinaia di immagini verranno ridimensionate in base alle nostre esigenze.
Molto comodo, vero?
Anteprima.app di Apple è incluso in tutti i Mac, ed a questa pagina del sito Apple sono disponibili alcune delle sue principali caratteristiche.
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Esplorare il disco dell'iPhone


Phone Disk, realizzato da myPod Apps, LLC, consente il controllo su qualsiasi modello di iPhone o iPod Touch, estendendo l'utilizzo del file system di Mac OS X. Il programma funziona in background sul Mac, consentendo di vedere l'iPhone nel Finder, come un qualunque dispositivo di archiviazione esterna, proprio in modalità disco.
Dal file compresso (che si scarica qui) una volta scompattato, si dovrà innanzitutto installare MacFUSE.pkg, che consente di leggere e scrivere file sul proprio iPhone, utilizzando le API MobileDevice, tramite la porta USB. L'iPhone diventerà un vero e proprio HD USB portatile nel quale creare nostre cartelle e sottocartelle, nel quale inserire file anche di grandi dimensioni, da trasportare con noi, in viaggio o per lavoro.
Una volta lanciato Phone Disk, in alto a destra sulla barra menù, comparirà una piccola icona gialla, che rappresenta un HD, e da li, attraverso questa piccola icona.
Cliccandoci su, si apre un menù dal quale si controlla l'iPhone.
Il software, durante la prova è crashato sempre, non appena si volevano regolare le preferenze, probabilmente perché la prova è stata svolta con un iPhone non sprotetto.
Cliccando sull'icona di Phone Disk e scorrendo fin sul vostro iPhone, si può decidere di far mostrare nel Finder il proprio iPhone oppure espellerlo.
Questo è quanto accade:


L'iPhone può essere espulso solo tramite il software, non con il classico tasto d'espulsione. Cliccando due volte sull'icone dell'iPhone, ci sarà mostrato il contenuto dell'iPhone, nel quale possiamo andare a creare una nostra cartella, per potervi inserire i file. In questo modo il nostro iPhone diventerà un bellissimo e capiente HD USB portatile, per scambiare dati anche tra mac e PC, senza necessariamente doverlo sbloccare.
Da qualche ora dovrebbe essere presente la sezione apposita di Phone Disk anche sul sito dello sviluppatore (ad inizio settimana avevano previsto un aggiornamento del sito per questo weekend).
È in programma anche la realizzazione di un codice di registrazione personalizzato valido per sempre, che garantirà aggiornamenti gratuiti. Intanto per utilizzare il software occorre registrare il programma entro il 1 settembre 2010 inserendo il seguente codice di registrazione: 2H96A-QK7MX-8GEYK1V-ZR6S8
Questa è la versione 1.000, e prevedibilmente ci saranno aggiornamenti a breve.