a Napoli con Apple
dal 1986

Benvenuto su iMaccanici Assistenza Mac
sabato, 30 aprile 2016__18:52

Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Mac OS X: i problemi all’avvio del sistema


I problemi che si possono riscontrare all’avvio del Sistema, su una macchina equipaggiata con Mac OS X, possono essere causati da una serie di cause o di concause, che spaziano dall’alimentatore A/C, alla batteria, al disco rigido, alla scheda logica, o alla corruzione del Sistema Operativo.

I computer Apple sono macchine affidabili, in genere, ma un disturbo può sempre presentarsi.
I fastidi che si presentano e che impediscono al Mac di avviarsi e di giungere felicemente alla schermata di login o alla schermata che presenta all’utente il proprio ambiente di lavoro, possono essere suddivisi in due grandi famiglie: i problemi hardware e i problemi software.

1. Problemi hardware
Un primo indizio sulla causa delle questioni di natura “fisica”, può essere trovato analizzando la sequenza di messaggi che vengono presentati sullo schermo durante la fase di avvio: isolare la fase nella quale si verifica il problema, può essere, a volte, la chiave per trovarne la soluzione; è utile, in questo caso, avviare il Mac senza nessuna periferica (dischi esterni, stampanti, ecc.) collegata.
Si deve poi passare ad esaminare una serie di eventi che si verificano (o che non si verificano) all’avvio della macchina, al fine di poter individuare la possibile causa del malfunzionamento:

Accensione del Sistema
Se il Mac non si accende del tutto, i possibili sospetti sono: la mancanza di energia sulla linea di alimentazione (per i desktop), la scheda logica defunta, un fusibile fulminato (sui desktop), la batteria esaurita o morta (sui portatili) o un guasto all’alimentatore.
Sui desktop, la rottura della sezione di alimentazione è accompagnata in genere dal tipico suono di un condensatore che esplode, essendo questa la causa principale di tali guasti; questo non accade sugli alimentatori dei portatili, che sono dotati di componenti allo stato solido. La buona notizia, quando il problema risiede nell’alimentatore, è che si tratta di un componente dal costo in genere contenuto.
I portatili hanno una seconda fonte di alimentazione, costituita dalla batteria; una batteria defunta o difettosa può impedire l’avvio del proprio Mac.
Vi è inoltre una seconda batteria, denominata batteria della PRAM (o della NV-RAM), che si occupa di consentire la memorizzazione di elementi come i settaggi della rete, il disco di avvio predefinito, ecc.. Se la data e l’ora di Sistema si resettano ogni volta che si toglie l’alimentazione al Mac, probabilmente occorre una nuova batteria per la PRAM; una batteria della PRAM guasta può anche impedire il corretto avvio del Mac.

Rumori emessi in fase di avvio
Ascoltare i rumori emessi dal Mac durante la fase di avvio può anche sembrare un suggerimento decisamente “metafisico”, ma i suoni che si sentono possono fornire un indizio sul grattacapo che si è presentato. Se il Mac non emette il suo tipico suono all’avvio (startup sound), oppure se si ode solo il ronzio delle ventole e null’altro, potrebbe essere, nuovamente, un problema di alimentazione o alla scheda logica.
A volte il Mac si accende, ma il disco rigido emette dei rumori caratteristici, come un ticchettio o un rumore stridente; questo può indicare un disco rigido che si sta guastando o che si è già guastato. In queste circostanze, talvolta un subitaneo riavvio consente al disco di avviarsi regolarmente e, nel caso, è d’obbligo un immediato backup.
Ovviamente queste indicazioni sono valide per i dischi con parti meccaniche, ma se il Mac monta un disco a stato solido (SSD – Solid State Drive), non si avranno indicazioni udibili di eventuali problemi.

Suono di avvio e luci lampeggianti
Il classico e distintivo suono di avvio del Mac è più di segno distintivo del “brand” Apple, perché indica anche che il test hardware del Sistema (POST – Power-On Self Test) è stato completato con successo. Se il Mac non emette questo classico suono, ma un singolo tono, una serie di toni, oppure manifesta una serie di luci lampeggianti (i LED di Sistema), il Mac segnala il riscontro di un problema, che potrebbe essere dovuto alla scheda logica, al guasto a un banco di memoria RAM, all’alimentazione, alla scheda grafica, ecc..
Un banco difettoso di RAM, in questa situazione, è un problema abbastanza comune, ma anche di facile identificazione: basta spegnere il Mac, rimuovere un banco di RAM alla volta (una coppia di banchi alla volta sui Mac Pro e sui G5) e riaccendere; ripetere l’operazione sino ad identificare il banco di RAM guasto.
Qualora la RAM dovesse risultare integra, è giunto il momento di consultare la Apple Knowledge Base, cioè la raccolta di articoli tecnici disponibili sul sito Apple; sfortunatamente, una serie non standard di toni all’avvio, spesso richiede una “gita” del Mac sino al più vicino Centro di Assistenza Apple, per una ulteriore e più approfondita diagnosi.

2. Problemi software
Una volta che lo sfondo dello schermo è diventato di colore grigio e il test dell’hardware è stato completato con esito positivo, il Mac cerca un disco (o una partizione) da cui avviarsi. Da questo momento in avanti, in genere, il mancato avvio dipende da un problema di natura “logica”, di un problema software.

Il punto interrogativo lampeggiante
Il punto interrogativo lampeggiante che appare sullo schermo significa che il Mac non riesce a trovare un disco di avvio valido. Questo può essere indicativo di una corruzione del Sistema Operativo, se questo è effettivamente installato sul disco, oppure di un disco rigido guasto o che si sta guastando.
In questi casi si può tentare una riparazione del disco utilizzando le apposite opzioni del programma Apple “Utilità Disco” che si trova sul CD/DVD di avvio del Mac (avviando la macchina da quest’ultimo, naturalmente), oppure utilizzando il disco di avvio di uno dei diversi programmi commerciali di terze parti disponibili in commercio, come “Disk Warrior”, “TechTool Pro” o “Drive Genius”.
Se il controllo del disco di avvio restituisce un risultato positivo, ma il Mac continua a non riuscire a completare correttamente la procedura di avvio, si può provare una reinstallazione di Mac OS X con l’opzione “Archivia e Installa”.

Proseguendo nella procedura di avvio, quando sullo schermo appare il logo Apple, significa che il Mac ha trovato un disco di avvio valido ed ha inizia il caricamento del Sistema Operativo.
Vi sono, però, altri problemi che potrebbero presentarsi.

Il logo Apple con la rotellina che gira (e gira, gira, gira, gira…)
Quando appare la rotellina roteante, il kernel BSD di Mac OS X ha assunto il comando delle operazioni ed inizia a caricare i driver dei vari dispositivi; poco dopo, il controllo viene trasferito al processo denominato “launchd”. Il significato di ciò è che quando il Mac si blocca sul logo Apple e sul logo con rotellina roteante, probabilmente siamo di fronte ad una installazione di Mac OS X corrotta; potrebbe in verità anche trattarsi di un problema nell’accesso a un componente hardware interno o esterno al Mac, ma si tratta di una eventualità senz’altro meno probabile, rispetto alla precedente.
Riavviare il Mac in “Safe Mode” può, talvolta, consentire alla macchina di rimettersi in sesto a sufficienza, tanto da ritornare a funzionare normalmente, una volta riavviata, una seconda volta, questa volta in modalità “normale”. Per riavviare in “Safe Mode” si deve tenere premuto, all’avvio, il tasto “shift” (maiuscole).
DiskWarrior, un programma, molto noto nel mondo di Mac OS X, per la gestione e la riparazione (logica) dei dischi fissi prodotto dalla Alsoft, può essere utilizzato in queste circostanze, qualora nessuno degli altri metodi descritti abbia funzionato; se nemmeno DiskWarrior riesce a risolvere il problema, probabilmente il Mac necessita di una reinstallazione del Sistema Operativo, con il metodo “Archivia e Installa”.

Schermata blu (bluescreen) o desktop vuoto (blank desktop)
Quando il Sistema Operativo ha terminato di caricare la finestra di login, il process manager prende il controllo della situazione e deposita l’utente nel suo desktop predefinito. Un blocco sulla schermata di login, su una schermata blu (che, in realtà, sul Mac è di colore grigio, invece che blu come in Windows) o su un desktop vuoto, indica spesso un problema dell’account dell’utente: un font o un file delle preferenze (i file “.plist”) corrotti sono spesso la causa di questi inconvenienti..
Impostare sul Mac un secondo utente con poteri amministrativi, da utilizzare in caso di emergenza, è utile per poter comunque riuscire ad accedere alla macchina, in caso di guai; anche la procedura di “Safe boot” precedentemente descritta può tornare utile, dato che consente di non caricare all’avvio i font e gli elementi di avvio non essenziali per il Sistema, che possono quindi essere rimossi dalla cartella della libreria utente, qualora fonte di problemi, una volta avviata la macchina.

Kernel panic
“Il computer necessita di essere riavviato”. Questa scritta, senza “se” e senza “ma”, vi viene presentata, in uno schermo che si scurisce a poco a poco, in una mezza dozzina di lingue. Il Mac è bloccato, senza rimedio, se non quello indicato dall’avviso.
Il kernel panic è sostanzialmente un crash irreversibile del Sistema Operativo, può avvenire virtualmente in qualsiasi momento del processo di boot e può indicare una serie di problemi, che vanno da una corruzione del Sistema Operativo, alla presenza di estensioni del kernel incompatibili con il medesimo (Sistema Operativo), sino a problemi di natura fisica della macchina.
La prima cosa da provare in questo caso è un “Safe Boot”, per disabilitare tutte le estensioni non native; se non si ottengono risultati, si può provare a disconnettere le periferiche, rimuovere i banchi di RAM, le schede PCI, ecc. (sempre uno alla volta, per cercare di capire quale sia quello che ha causato il problema).

Avviare da un altro disco
Se il Mac è dotato di lettore/masterizzatore di supporti ottici (noto nel mondo Apple come “Superdrive”), si può provare ad avviare la macchina dal CD o DVD di Sistema fornito in dotazione con la medesima: per avviare dal supporto ottico è sufficiente inserirlo nel lettore ed avviare tenendo premuto il tasto “C” sulla tastiera.
Una volta avviato il Mac, si può utilizzare il programma “Utilità Disco” per effettuare una diagnosi del disco rigido, oppure si può reinstallare il Sistema, con le varie modalità disponibili.
I Mac dotati di processori Intel possono anche essere avviati anche da un supporto di memoria con interfaccia USB, come hard disk, chiavette, ecc. (oppure anche con interfaccia Firewire), che contenga una immagine avviabile del Sistema Operativo (il supporto deve essere formattato adeguatamente).

Infine, è il caso di rammentare che se si ha l’accortezza di clonare una immagine del disco rigido del Mac, quando sia ancora perfettamente funzionante, su uno dei supporti citati, non solo si avrà la possibilità di avviarlo in caso di problemi, ma anche di poter ripristinare, velocemente e con poca fatica, l’intero Sistema Operativo, le applicazioni e i propri dati su un nuovo disco, che andrà a sostituire quello “malato”, qualora dovesse essere questo l’elemento che causa i problemi di funzionamento.
Per effettuare la “clonazione” sono disponibili numerosi programmi, sia gratuiti che a pagamento, tra i quali ci piace ricordare, in particolare, l’ottimo Carbon Copy Cloner (CCC per gli amici) di Bombich Software, valido strumento, oltre che per la clonazione dei dischi rigidi, anche per il backup.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Salvare e catalogare i colori del Mac


Swatch è un programma, prodotto e realizzato da Fuel Collective, che potrebbe rivelarsi molto utile a chi lavora con la grafica e con i CSS. La sua principale funzione è quella di salvare i colori e catalogarli.
L'installazione del programma è facile, basta trascinarlo nella cartella Applicazioni; una volta lanciato, le funzioni di Swatch sono rapidamente accessibili dall'icona che comparirà nella barra dei menu di Mac OS X. L'utilizzo è immediato, proprio come la tradizionale finestra Colori di Mac OS X: basta inserire un colore scegliendolo nella sua gradazione dalla ruota del programma per ottenere in tempo reale il codice/colore nella memoria degli appunti. I colori sono selezionabili non solo dalla ruota, ma anche attraverso i cursori nella modalità CMYK, oltre che in RGB e HSB.
Si possono creare nuove collezioni e rinominarle a piacere; si può catturare qualsiasi colore riprodotto sullo schermo semplicemente agendo sul pulsante a forma di lente di ingrandimento; si possono consultare e gestire le librerie con la visualizzazione a "ventaglio" e l'uso del semplice drag and drop. Per cancellare o rinominare le librerie basta usare il tasto destro del mouse sul box dei colori e scegliere l'opzione adatta.
Oltre il WebDesigner, anche chi lavora quotidianamente in Photoshop troverà comoda l'applicazione, perché supera i limiti del selettore colore di Photoshop che non funziona fuori della sua finestra, mentre basterà utilizzare la lente di Swatch sul campione desiderato, copiare con un doppioclick il valore esadecimale, ed incollarlo in Photoshop.
Nella nuova versione 2.0, rilasciata recentemente e già aggiornata alla 2.0.1, Swatch si presenta più moderno nell'interfaccia e quasi completamente rivisto nel codice, ma costa il doppio della precedente versione, anche se il prezzo è ancora contenuto. Una licenza di Swatch 2 costa adesso 9,95 dollari ed è disponibile per il download in versione Demo dal sito dello sviluppatore.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Personalizzare il Mac


EZASoft, una nuova software house americana, ha pubblicato questa estate la sua prima, interessante, applicazione per Mac. Refinery è una piccola utility progettata per la personalizzazione dell'aspetto e di alcuni comportamenti di Mac OS X. È possibile modificare l'aspetto del Dock, cambiare le icone della barra degli strumenti del Finder e modificare varie opzioni nascoste nel Sistema e nelle applicazione integrate come Mail, iCal e Safari.
Nel dettaglio il programma permette di riorganizzare il Dock con la funzione Live Preview, offrendo la visualizzazione delle modifiche mentre vengono apportate, con tanto di memorizzazione nei preferiti per poterla utilizzare in secondo momento. Personalizzare il Finder, cambiando la barra laterale delle finestre del Finder, la barra degli strumenti e le icone, con un semplice trascinamento dei file; è inoltre possibile attivare la visualizzazione dei file invisibili di sistema ed altre opzioni utili, come il menù di chiusura del Finder dalla barra dei menu.
Perfezionare il Sistema, cambiando lo sfondo per la finestra di login o il formato degli screenshot eseguiti, ma anche personalizzando il Crash Reporter o le icone dei messaggi d'avviso. È anche possibile abilitare e disabilitare funzioni nascoste in altre applicazioni, come l'avere più di una finestra in iCal, cambiare la visualizzazione dei messaggi in Mail e molto altro.
Refinery offre logicamente il ripristino delle impostazioni al loro stato di default, e lo fa in maniera semplicissima: è sufficiente fare clic sul pulsante Ripristina per annullare rapidamente le modifiche a qualsiasi componente di Mac OS X o, grazie ad Universal Restore, a tutti gli elementi in un solo colpo.
Al primo avvio di Refinery viene proposta la lettura del manuale dell'applicazione, che seppur in inglese risulterà comprensibile anche per chi ha difficoltà con la lingua. Refinery è rilasciato da EZASoft come donationware, in questo modo chiunque può utilizzare l'utility gratuitamente, ma una donazione è sempre gradita, come pure l'invio delle proprie impressioni, da mandare via e-mail direttamente allo sviluppatore.
Il nuovo Refinery è disponibile per il download gratuitamente sul sito ufficiale.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Fotoritocco per tutti


Le applicazioni attualmente fornite con un nuovo Mac sono già tante, come iTunes e GarageBand per la musica, iMovie per i filmati, iPhoto e Anteprima per trattare le immagini. Tuttavia proprio per l’editing delle foto gli strumenti sono piuttosto pochi (seppur efficaci), ecco perché c'è un proliferare di applicazioni di fotoritocco per Mac: applicazioni (spesso poco costose) che promettono di superare i limiti attuali senza per forza dover imparare ad usare o investire risorse in programmi spesso troppo impegnativi.
MOApp Software Manufactory, la popolare software house tedesca, ha da poco rilasciato la seconda versione di myPhotoEdit, una major release del suo software per la modifica facile e veloce di immagini e foto. La modifica delle immagini, dai risultati davvero ottimali, è un gioco da ragazzi per tutti indistintamente, grazie a questo programma flessibile e immediato.
La nuova versione 2 presenta un programma completamente riscritto nel codice, una nuova (e semplificata) interfaccia grafica, una storia illimitata per gli annulla, nuovi strumenti e filtri, nuovi preset di regolazione, prestazioni e velocità migliorate, infine oltre ad altre piccole novità e miglioramenti, viene aggiunta la funzione "ripristina immagine dopo un crash", nel malaugurato caso il programma dovesse chiudersi inaspettatamente.
Dal sito dello sviluppatore è possibile consultare il manuale online di myPhotoEdit 2, che è tra l'altro disponibile per il download in versione Demo, per apprezzarne le qualità prima di decidere se spendere 24,95 dollari per una licenza regolare.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Accedere al backup di Time Machine


La francese TRI-EDRE, software house fondata nel 1991 da Thierry Rolland, realizza interessanti utility per Mac OS X e Windows, tra cui CheckUpdates, Clone X, Data Rescue, Drive Genius, Freeway, GrandReporter, Klix, Space-In-Time, TapTap, TechTool Pro, TrashMagic, Tri-BACKUP, Tri-CATALOG e infine Back-In-Time, un programma che offre un facile accesso a tutti i dati del backup di Time Machine.
Con Back-In-Time, recentemente aggiornato alla nuova versione 2, è possibile scoprire tutti i dati disponibili nel backup e copiare facilmente i file e le cartelle in qualsiasi posizione scelta. Le novità introdotte da questo aggiornamento riguardano le nuove funzioni per il controllo di Time Machine; una nuova opzione per disabilitare automaticamente Time Machine all'apertura di Back-In-Time (e riattivarla in uscita); la nuova funzione di backup Link, per concatenare le copie dei dischi e visualizzare il backup come un unico disco; la nuova visualizzazione delle informazioni sui dischi di Time Machine; il miglioramento della velocità per l'analisi e la ricerca; le nuove possibilità di ricerca per nome, dimensione e l'estensione degli oggetti da trovare; le nuove opzioni per la visualizzazione della quantità di spazio utilizzato sul disco di Time Machine (con tutte le versioni per ogni file e cartella) e l'aggiunta dell'opzione Ordina per dimensioni.
Il software non modifica i dati di backup creati da creati dal software Apple, né interviene sul suo funzionamento, ma fornisce "semplicemente", in una singola finestra, l'accesso rapido ai dati principali del computer. Una volta individuato e selezionato l'elemento, basta fare clic sul pulsante Ripristina, o sul pulsante Apri, per accedere al contenuto del backup.
Si può anche trascinare un elemento (file o cartella) dal disco principale di Back-In-Time per risalire rapidamente alle vecchie versioni salvate da Time Machine, per recuperare l'elemento desiderato. Infine, funzione importantissima, è possibile anche accedere ai dati conservati nel backup di un altro Mac. È disponibile la visualizzazione rapida, per ciascun documento contenuto nel backup, con il numero di versioni disponibili e gli elementi eliminati. Recuperare e copiare un elemento è facile come fare un drag and drop.
Back-In-Time 2 costa 29 euro (anche qui il cambio non è favorevole rispetto ai 29 dollari per il mercato USA), ma è disponibile per il download in versione demo per valutarne successivamente l'acquisto.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Immagini artistiche composte da testo


TexToPix è un piccolo software per Mac prodotto e distribuito da Boris A. Glazer, che consente di convertire immagini in testo o ASCII art. Le funzionalità avanzate del programma permettono di generare testi ravvicinati che compongono immagini a colori, mezzitoni, o bianco e nero.
L'idea principale di TexToPix è abbastanza semplice, si prende un testo, (anche poche frasi, parole o pochi caratteri), si seleziona l'immagine che preferita ed il programma genererà un immagine che se vista da lontano sembrerà una normale foto o disegno, ma a distanza ravvicinata permette di vedere ogni singolo carattere e leggere un testo. In questo nostro file abbiamo generato un'immagine di test per apprezzarne insieme la qualità. Da notare la qualità vettoriale del file che permette un'ingrandimento infinito senza alcuna perdita di dettaglio e senza influire sul peso, tutto sommato accettabile, del documento PDF generato dal programma.
L'interfaccia grafica di TexToPix presenta una finestra principale che include un'area di trascinamento, dove poter inserire le immagini anche prese direttamente dal Web browser, e un box interattivo di anteprima dove riprodurre in tempo reale il risultato che si otterrà non appena si modificano le impostazioni del programma. A differenza di altri software simili è possibile scegliere il carattere da qualsiasi font installato sul sistema, inoltre nel software sono inclusi numerosi preset per impostare in un colpo tutte le preferenze in base al il tipo di testo desiderato, dai più classici degli ASCII text alle più colorate opere moderne. L'immagine risultante può essere salvata come immagine rasterizzata o, come segnalato in precedenza, in formato PDF, pronto ad essere manipolato in un software di grafica vettoriale.
TexToPix si accontenta di Mac OS X 10.4.11 e costa 24.95 dollari, ma è disponibile per il download una versione Trial che permette la realizzazione di file definitivi, ma comprensivi di una filigrana al centro dell'immagine. La rimozione del software è semplice come l'installazione, basta eliminare l'applicazione TexToPix.app e (se non si usa AppTrap) il file delle preferenze com.mazaika.TexToPix.plist.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Suggerimenti per un migliore utilizzo dell'iPad


I suggerimenti che seguono sono stati raccolti in giro per la rete, tra i “millantamila” siti che si occupano dell'iPad, con l'auspicio che possano essere di ausilio a chiunque voglia utilizzare in maniera più completa ed approfondita la propria "tavoletta magica".

Ho omesso di riportare tutti quei suggerimenti che ho ritenuto essere un insulto all'intelligenza del lettore, perlomeno di quello italiano, che reputo un gradino al di sopra nella scala evolutiva, rispetto a quello americano medio, che necessita normalmente di indicazioni, per i prodotti che acquista, del calibro della scritta "non ingerire" vergata in caratteri cubitali sulle confezioni delle batterie al litio...
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Nostalgia del vecchio iTunes?


Evidentemente non a tutti è andata a genio la scelta di Apple nel cambiare, oltre l'icona, anche la disposizione dei pulsanti del nuovo iTunes 10. Infatti David Nelson, cosciente delle numerose persone insoddisfatte del nuovo layout di iTunes 10, si è impegnato con celerità, a trovare una soluzione per il ripristino della barra degli strumenti, restituendole il suo antico splendore.
iTunes Adjust, il cui nome la dice tutta, è un'applet di Automator che appena lanciata modificherà il file delle preferenze di iTunes e si chiuderà silenziosamente. All'interno dell'immagine .dmg distribuita da TereNovo c'è, oltre al workflow in questione, anche un READ ME FIRST.rtf che contiene le semplici istruzioni, e un inevitabile Restore iTunes 10, che si occuperà di ripristinare iTunes 10 alla sua normalità.
Si corrono rischi ad usare questo software? È una domanda lecita da porsi, ebbene la buona notizia è che il programma non fa nient'altro che aggiungere una stringa (evidentemente prevista, ma inibita dagli sviluppatori nel nuovo software Apple) nel file com.apple.iTunes.plist presente in Home/Libreria/Preferences/, ed esattamente relativa all'opzione full-window attivabile con il valore 1 e di conseguenza disattivabile con il valore 0.
Quindi per chi voglia ripristinare la finestra completa di iTunes senza ricorrere a BBEdit o a Property List Editor dei Developer Tools, potrà serenamente affidarsi a questa azione di Automator che farà in pochi istanti il lavoro di modifica del file, preferibilmente chiudendo prima iTunes 10.
iTunes Adjust, rilasciato pochissime ore fa, è disponibile gratuitamente per il download dal sito dello sviluppatore, sempre che David abbia corretto il link: http://software.terenovo.com/itunesadjust/download/iTunes_Adjust_1.0.dmg.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Conoscere le religioni con l'iPad


Se Apple non è ancora diventata una religione per voi, sono comunque disponibili molteplici applicazioni per iPad che possono fornirvi utili informazioni su qualsiasi altra religione sia di vostro gradimento.
Alcune delle applicazioni che andremo ad elencare sono sostanzialmente degli audiolibri, mentre altre si occupano di fornirvi uno spunto di ispirazione durante la giornata (del genere "il pensiero del giorno"); vi sono, ancora, dei testi da importare in iBooks, come anche delle applicazioni multimediali complete di testi, audio e video. Infine, sono disponibili persino dei fumetti a carattere religioso-educativo.
Naturalmente, non tutte le opzioni sopra descritte sono disponibili per tutte le religioni esistenti, in quanto la scelta del tipo di applicazione dipende molto dall'estro dello sviluppatore.
Sono state incluse nell'elenco sia applicazioni gratuite, che a pagamento (ma i prezzi, in genere, sono abbastanza "popolari") e di fianco a ciascuna di esse sono indicati la categoria di appartenenza, l'eventuale prezzo, una veloce traduzione in italiano del nome dell'applicazione, nonché il link per ottenere maggiori informazioni e per l'eventuale download.
Le applicazioni sono altresì suddivise per categorie, in relazione al tipo di interazione richiesta all'utilizzatore…
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Maggiore produttività (forse)


Trifle, una software house polacca del nordest europeo, ha introdotto Surface, una nuova applicazione che promette una maggiore produttività, velocizzando l'accesso ai documenti, ai collegamenti ad Internet ed alle applicazioni installate nel proprio Mac.
Con questo software dovrebbe (ed il condizionale è d'obbligo) diventare molto più facile recuperare le informazioni di cui si ha bisogno quando necessario, mettendo tutti i contenuti in un unico ambiente, senza distribuire gli elementi tra cartelle e menu.
L'utilizzo di Surface mantiene la scrivania vuota destinando una zona per memorizzare le cose da utilizzare o da ricordare; aiuta anche a ridurre il numero di voci nella barra laterale del Finder, nella barra degli strumenti e anche nel Dock, liberando memoria e aumentando l'efficacia del flusso di lavoro. Basta un clic sull'applicazione nel Dock e Surface è pronto a mostrare il contenuto, precedentemente aggiunto tramite il trascinamento degli elementi da altri programmi, soprattutto dal Finder.
Surface consente di lavorare come con la Scrivania, ma non sposta, elimina o copia gli elementi, semplicemente rimangono nella loro posizione originale (una specie di vecchia pulsantiera dalla "superficie" estesa a tutto schermo) permettendo inoltre l'aggiunta di note ai documenti come promemoria sul lavoro da svolgere, collegando tra loro i file correlati, le cartelle e i link del Web in tre modi diversi: un elemento può contenere l'altro, un file può dipendere da un altro o semplicemente utilizzarne un altro.
Surface richiede Mac OS X 10.5 o superiore e gira su Mac con processori Intel e PowerPC. Costa 15 dollari ed è disponibile per il download in versione dimostrativa. Difficilmente chi è abituato a lavorare in maniera tradizionale potrà abbandonarsi con naturalezza a Surface, tuttavia provare non costa nulla.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Sproteggere PDF protetti da password


La texana Brinscall Software ha recentemente rilasciato il nuovo PDF Unlock 1.0, un piccolo software che, come chiaramente indica il nome, permette di sbloccare alcuni tipi di file PDF protetti da password. Il programma può liberare da protezione i file PDF che hanno una password impostata per la modifica o per la stampa, ma non può sbloccare i file PDF dove è necessario immettere una password anche per aprirli. PDF Unlock si presenta in un'unica finestra senza alcuna opzione o preferenza, e con le sole possibilità di scelta per selezionare un PDF da sproteggere o chiudere l'applicazione.
Purtroppo non sempre (anzi quasi mai) il software riesce a mantenere il testo editabile dopo la manomissione, soprattutto con i PDF che hanno ricevuto limitazioni sulla stampa, per cui tutto il contenuto viene trasformato in immagine; mentre se le limitazioni sono relative alla modifica degli elementi allora ne conserverà le forme vettoriali anche dopo la manipolazione.
PDF Unlock è un software gratuito ed è disponibile per il download dal sito di MacUpdate, una donazione però (come viene ricordato dall'unica finestra del software stesso) è sempre ben accetta.
Per funzioni analoghe, e in certi casi più efficaci, c'è pure il popolare PDFKey della Briksoftware, ma sappiamo anche che è un programma a pagamento.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Aggiornato il CMS più produttivo e facile da usare


Su Wikipedia si legge che il CMS, acronimo di Content Management System (che tradotto letteralmente signfica Sistema di Gestione dei Contenuti), è uno strumento software installato su un server web studiato per facilitare la gestione dei contenuti di siti web, svincolando l'amministratore da conoscenze tecniche di programmazione Web.
Esistono CMS specializzati, cioè appositamente progettati per un tipo preciso di contenuti (un'enciclopedia on-line, un blog, un forum, ecc.) e CMS generici, che tendono ad essere più flessibili per consentire la pubblicazione di diversi tipi di contenuti.
Lo stesso Geeklog, scelto da Stefano per il sito de iMaccanici, è un CSM. Non è tra i CMS più utilizzati tra gli sviluppatori italiani, ma è una piattaforma che si è ritagliata uno spazio importante nel settore del content managing.
Plone invece, è un sistema evoluto che si è dimostrato tra i migliori CMS open source in circolazione (vincitore dell'eWeek Labs Analyst's Choice award), basato sul server per applicazioni web Zope e sul linguaggio di programmazione Python; permette di costruire facilmente siti web, intranet, sistemi di gestione documentale, portali collaborativi e può essere adattato a bisogni estremamente differenti grazie a numerosi layout professionali sui quali basare il proprio sito web. Organizzazioni importanti, come NASA, Oxfam, eBay, Trolltech, Nokia, Utah State University, Creative Commons e Wolford usano Plone per il content management.
Un sito web Plone può quindi contenere svariati tipi di contenuti, tra cui testi, fotografie ed immagini, questi possono essere presenti in più forme: documenti, notizie, eventi, video, file audio e qualsiasi tipo di file e di dati che possa essere caricato dalla rete o creato su un sito web.
Proprio ieri è stata rilasciata la tanto attesa versione definitiva di Plone 4.0, sotto l'insegna del miglioramento delle perfomance. Un pacchetto pronto per l'installazione che contiene il server Zope e Plone Content Management System, e che ridefinisce il panorama Open Source CMS.
Questa nuova versione include miglioramenti significativi delle prestazioni, un nuovo tema, di ricerca e miglioramenti di indicizzazione; una riduzione dell'utilizzo di memoria, una migliore gestione dei file di grandi dimensioni, un migliore controllo sugli utenti e sui gruppi form dinamici con i tools jQuery e molto altro.
Per installare Plone basta effettuare il download del pacchetto di installazione per il proprio Sistema Operativo. Plone è rilasciato sotto licenza GPL, si tratta quindi di un software completamente gratuito, che può essere scaricato e usato liberamente. È consigliabile dare uno sguardo all'argomento installazione nella sezione documentazione di plone.org.
Per disinstallare il pacchetto basta eliminare la cartella Plone dalla sua destinazione di installazione e l'elemento di avvio situato in Library/StartupItems/Plone.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Studiare il giapponese con il Mac


La softwarehouse britannica ThinkMac Software ha recentemente rilasciato iKana 2, la seconda versione di un software destinato ad essere di ausilio a chi studia per imparare la lingua giapponese.
Il programma, che è focalizzato sui caratteri Hiragana e Katakana della lingua giapponese, consente di apprendere oltre 740 fonemi di uso comune, mediante un'interfaccia utente che combina elementi di Mac OS X e di iOS, fusi in un ibrido che cerca di raccogliere il meglio dei due sistemi operativi.
Una delle novità introdotte in questa nuova versione del programma è costituita dalle animazioni che mostrano la composizione pratica degli ideogrammi. Oltre a iKana, è disponibile anche l'applicazione iKanji (focalizzata sui caratteri Kanji), nonché le versioni dei due programmi per iPhone e iPod Touch, denominate, rispettivamente, iKana Touch e iKanji Touch.
Lo sviluppatore del programma, Rory Prior, che vive e lavora nella cittadina universitaria dall'impronunciabile nome di Aberystwyth, nel Galles (Regno Unito), è specializzato nella realizzazione di applicazioni nel settore educativo, con particolare riferimento al settore dell'apprendimento linguistico.
iKana 2 necessita di Mac OS X 10.5 o successivo e può funzionare sia su piattaforma Intel che su PowerPC; per chi utilizza Tiger (mac OS X 10.4), è disponibile la versione 1.6.1 del programma.
iKana 2 costa 12 euro e può essere acquistato anche in bundle con iKanji, a 25 euro, nonché con altre applicazioni della ThinkMac Software; è disponibile una versione di valutazione del programma, completa di tutte le funzionalità, ma limitata a dieci minuti di funzionamento per volta.
Una versione del programma destinata all'utilizzo sull'iPad, denominata "iKana Noto", dovrebbe essere rilasciata nel corso dell'anno.
Ulteriori informazioni sul programma ed il link per il download del medesimo sono reperibili a questa pagina web: www.thinkmac.co.uk/ikana.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Come far rimuovere un video da YouTube



Torniamo dalle ferie con questa brevissima guida per cancellare filmati da YouTube. Molto probabilmente servirà a pochi dei nostri abituali lettori, ma dovendo (per lavoro) monitorare quotidianamente contenuti multimediali, ne approfitto per condividere con voi i pochi, ma indispensabili passi, per riuscire nell'intento di eliminare video che ci appartengono (o che ci infastidiscono particolarmente) dal più grande e popolare portale di condivisione di video.
Se caricare un filmato su YouTube per renderlo pubblico al mondo intero è un gioco da ragazzi, non è altrettanto semplice eliminarne uno ed evitare che si diffonda rapidamente anche altrove. Ci sono più strade per raggiungere lo scopo, una lenta, una lentissima e una lentissimissima. Per lenta intendo almeno 24 ore fornendo i propri dati, comprensivi di indirizzo e telefono; per lentissima mi riferisco ad una segnalazione anonima che chissà verrà mai processata, e infine la lentissimissima riguarda i tempi bibilici di una segnalazione tradizionale tramite raccomandata con ricevuta di ritorno da spedire in Irlanda. Scartiamo quest'ultima, ed evitiamo quella anonima (se un utente rivendica la proprietà di un filmato si presuppone che non abbia nulla da nascondere)…
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

La storia siamo (anche) noi


È tempo di godersi le meritate ferie e come ogni anno gli articoli quotidiani si prendono una pausa estiva. Intanto vi lascio, a gentile richiesta, un racconto concentrato sulla storia de iMaccanici, come sito e come gruppo. Di utenti Mac, in Campania, ce ne sono eccome; apparentemente però, non riescono a consolidare un rapporto troppo a lungo. Proprio per questo un vero e proprio Amug napoletano non c'è e nemmeno riesce a concretizzarsi: è fin troppo evidente l'esperienza poco florida dei precedenti gruppi Mac campani. Per esempio MacAnnurc (da mela annurca, una saporita mela campana) è un AMUG della nostra terra, forse il primo, che da quando è nato non ha mai avuto un’intensa attività di gruppo, nonostante fosse stato pubblicizzato sulle principali riviste cartacee del settore ed ufficialmente riconosciuto da Apple…
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

I colori dei professionisti sul Mac


Tutti gli utenti Apple conosceranno le tavolozze dei colori presenti in quasi tutti i programmi del Mac e richiamabili dal menù Formato > Font > Mostra Colori (o dalla scorciatoia Mela+Maiuscola+C). Questo comodo pannello offre già numerose possibilità di selezione del colore: Ruota colori, Cursori colore (RGB, Scala di Grigi, CMYK e HSB), Tavolozze colori (Colori sicuri per il Web, Pastelli, Svilupp, ecc…), Tavolozze immagini (Spettro) e Pastelli.
Ma da Adobe Kuler, una popolata comunità di appassionati del colore che esplorano, creano e condividono nuovi "color-themes", viene data la possibilità di aggiungere, tramite un potente plug-in, un'altra tavolozza al Pannello dei colori di Mac OS X. Si tratta di Mondrianum, un progetto stabile nato oltre due anni fa ed attualmente giunto alla nuova versione 2.5, che risolve uno sporadico bug di visualizzazione quando si utilizza cno Snow Leopard.
Mondrianum aggiunge una tavolozza di colore con stile a quelle predefinite di Mac OS X: colori ben allestiti che includono sfumature vintage, variazioni cromatiche di gusto, essenze di spettri luminosi e deviazioni d'altri tempi; comprende un campo di ricerca per tag. La visualizzazione in stile Cover Flow offre una componente scenografica consistente, degno di tutto il lavoro creativo svolto per la raccolta. Logicamente è possibile collaborare con la community nella creazione di nuovi temi, anche se diventa davvero difficile inventarsi nuovi gruppi di colore altrettanto ben accostati, con stile e gusto.
Man mano che gli utenti aggiungono nuove creazioni (se c'è un collegamento ad Internet attivo) esse vengono immediatamente aggiornate nel pannello e rese disponibili in varie modalità dal tasto delle opzioni. Mondrianum 2.5 è disponibile per il download gratuito dal sito ufficiale; il plug in (Mondrianum.colorPicker) verrà installato in /Library/ColorPickers e si accontenterà di Mac OS X 10.4.9 o successivi.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Aiuta, spiega, prepara…


Con l'inizio del mese di agosto molti fortunati lettori potranno permettersi le vacanze, magari con divertenti escursioni in barca. È il caso di non farsi trovare impreparati in casi di imprevisti, che in mare non sono facili da affrontare.
PAN-PAN Medico a bordo è la trasformazione di un manuale cartaceo (curato da Umberto Verna) in un'applicazione (sviluppata Alessandro Marino in collaborazione con la casa editrice Pan-Pan) inizialmente destinata solo all'iPad. Si tratta di un manuale di primo soccorso ideale per chi va in barca (ma utilizzabile anche per incidenti domestici) che…
Aiuta ad affrontare in tempo reale le problematiche mediche attraverso un innovativo sommario multitasking e schede con semplici diagrammi di flusso. Poche cose, essenziali, che possono fare tutti.
Spiega come effettuare una chiamata con il medico del CIRM, unico vero ausilio per gestire una emergenza medica a bordo. Vi dirà cosa fare e cosa non fare per non sbagliare.
Prepara voi ed il vostro equipaggio attraverso una ampia parte di approfondimenti aiutandovi a fare la cassetta medica e molto altro.

Il prontuario è studiato per chi viaggia e naviga sia a vela che a motore, fornisce con la semplicità che ha contraddistinto il successo della pubblicazione stampata le informazioni fondamentali per la gestione degli infortuni e dei malanni a bordo. Indica le azioni da compiere, le cose da non fare e quelle da osservare mentre si effettua la chiamata di emergenza, via telefono o radio di bordo, ai medici del Centro Internazionale Radio Medico (CIRM) che offre dal 1938 assistenza gratuita 24 ore su 24 a chi naviga. All'interno dell'applicazione sono sempre in evidenza i bottoni/link che rimandano a "come contattare il medico". L’applicativo è a “misura d’uomo” poiché i contenuti, la grafica e l’organizzazione delle schede sono state sviluppate attraverso metodologie ergonomiche che hanno reso l’interfaccia comprensibile, di facile consultazione e efficace nella risoluzione delle problematiche: un’applicazione usabile!
I testi, caratterizzati da una terminologia di uso comune con il rigore dato dalla costante supervisione di medici specializzati, sono redatti per una facile comprensione da parte di qualsiasi utente. Pensato per intervenire in tempo reale, l’applicativo “Medico a bordo” è sviluppato anche per approfondire le proprie conoscenze attraverso una ampia parte informativa e formativa sulle tecniche mediche, la composizione della cassetta di pronto soccorso, le buone regole di prevenzione, le procedure di chiamata radio e le responsabilità a bordo.
PAN-PAN Medico a bordo offre 14 schede operative, 24 schermate di approfondimento, 6 schermate sulla prevenzione ed in tutte le schermate sono visibili le procedure per la chiamata del medico. L'applicazione è in vendita su App Store al prezzo di 14,99 euro.
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Un'ancora di salvezza in "single user mode"



AppleJack è una utility software, sviluppata da Kristofer Widholm, che consente di avviare con facilità la diagnostica e le attività di riparazione di Mac OS X, dalla schermata di terminale che si presenta quando avviamo il nostro Mac in “Single User Mode” (che, lo ricordiamo, si ottiene premendo la combinazione di tasti “Cmd” e “s” all’avvio della macchina, quando si ode il suono di startup), senza la necessità di dover ricordare lunghe e complicate stringhe di testo.
Infatti, in caso di problemi, se non disponiamo del disco di Sistema del Mac o di un hard disk avviabile con una copia del Sistema Operativo, oppure se l’interfaccia grafica di Mac OS X non si carica, potrebbe risultare impossibile riuscire a riparare il disco di avvio, oppure a riparare i permessi.
AppleJack è inoltre in grado di eliminare file problematici residenti nella cache del filesystem, nonché file nell’area di swap. In sintesi, AppleJack può ripulire il vostro Mac senza la necessità di impiegare un’opzione di boot alternativa (da CD/DVD o da disco esterno).
Attenzione però, poiché secondo quanto riferisce lo sviluppatore, AppleJack deve essere utilizzato esclusivamente in single user mode; se utilizzato al di fuori di questa modalità, può causare gravi danni al Sistema Operativo.
Una volta installato AppleJack sul Mac, invece di utilizzare i comandi Unix appropriati per l’operazione che si deve compiere, sarà sufficiente utilizzare, sempre dalla riga di comando, naturalmente (stiamo operando in single user mode, non dimentichiamolo), la sintassi semplificata di AppleJack, il quale si farà da interprete con il substrato Unix di Mac OS X, avviando i comandi necessari per portare a termine i vari compiti che gli abbiamo affidato.

Vediamo ora alcuni esempi della sintassi semplificata che utilizza AppleJack (attenzione all’uso di minuscole e maiuscole, Unix è “case sensitive”):
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Risolvere i problemi della rete wireless



Quello che segue è la traduzione e l’adattamento (alla realtà italiana) di un articolo pubblicato recentemente da Adam Rosen sul sito “The Cult of Mac” (www.cultofmac.com), dal titolo “How to Fix Common WiFi Problems” e consultabile, in lingua inglese, qui: www.cultofmac.com/43447.

I dispositivi WiFi, quali, ad esempio, router, modem, adattatori per dotare i computer di connettività WiFi e server per la stampa, operano su una porzione solitamente non regolamentata in dettaglio (mediante assegnazione ad uso esclusivo da parte di un servizio – n.d.t.) dello spettro delle frequenze radio; queste frequenze sono purtroppo condivise con molti altri dispositivi, come forni a microonde, telefoni cordless, telecomandi e altri ancora.

Daremo qui alcuni suggerimenti su cosa provare a fare quando le cose non funzionano…
Invia l'articolo ad un amico Visualizza la versione stampabile

Libretto sanitario per i piccoli amici



"Amici animali, vi è mai capitato di sentirvi mortificati perché il veterinario urlava al vostro padrone che il richiamo della vaccinazione doveva essere effettuato un mese prima?"
Da oggi non dovrete più preoccuparvi, alla vostra salute ci penserà The Pet’s Diary! L'applicazione creata da Rudy Trematerra per chi possiede (e cura) animali domestici, è appunto un libretto sanitario elettronico, che consente di gestire la salute dei nostri amici a quattro zampe direttamente dall'iPhone, iPod touch e iPad.
Il libretto cartaceo è un semplice raccoglitore di informazioni trascritte dal veterinario: non ricorda la scadenza di una vaccinazione e non permette al padrone di interagire con esso, inserendo e/o modificando i dati. The Pet’s Diary, in cambio di poche informazioni, terrà il padrone costantemente aggiornato sulle visite e vaccinazioni da effettuare.
L’applicazione consente una completa personalizzazione dei dati: è possibile infatti modificare le categorie animali già presenti, specificare le razze e le vaccinazioni, stabilendo per quest’ultime la frequenza nel tempo.
Ogni animale avrà una scheda personalizzata contenente le informazioni principali. Una schermata riporterà le vaccinazioni da fare (con la relativa scadenza) e quelle scadute, le quali, una volta effettuate, potranno essere confermate scuotendo l’iPhone.
L’utente potrà essere avvisato della scadenza di una vaccinazione con il preavviso che riterrà opportuno, attraverso le local notification. Inoltre, l’applicazione segnalerà con il badge il numero delle vaccinazioni scadute, anche ad applicazione spenta.
Una seconda schermata riporterà l’elenco delle visite effettuate (ad esempio prelievi di sangue, test della leshmaniosi ecc…). La grafica è semplice ed immediata e sono sufficienti pochi “tap” per gestire tutte le informazioni.
Grazie a questa piccola App sarà impossibile dimenticare le date importanti per i nostri animali domestici. The Pet’s Diary richiede iOS 3.0 o successive, costa 1,59 euro ed è disponibile per il download su App Store.