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Benvenuto su iMaccanici Assistenza Mac
sabato, 20 dicembre 2014__06:06

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Maggiore produttività (forse)


Trifle, una software house polacca del nordest europeo, ha introdotto Surface, una nuova applicazione che promette una maggiore produttività, velocizzando l'accesso ai documenti, ai collegamenti ad Internet ed alle applicazioni installate nel proprio Mac.
Con questo software dovrebbe (ed il condizionale è d'obbligo) diventare molto più facile recuperare le informazioni di cui si ha bisogno quando necessario, mettendo tutti i contenuti in un unico ambiente, senza distribuire gli elementi tra cartelle e menu.
L'utilizzo di Surface mantiene la scrivania vuota destinando una zona per memorizzare le cose da utilizzare o da ricordare; aiuta anche a ridurre il numero di voci nella barra laterale del Finder, nella barra degli strumenti e anche nel Dock, liberando memoria e aumentando l'efficacia del flusso di lavoro. Basta un clic sull'applicazione nel Dock e Surface è pronto a mostrare il contenuto, precedentemente aggiunto tramite il trascinamento degli elementi da altri programmi, soprattutto dal Finder.
Surface consente di lavorare come con la Scrivania, ma non sposta, elimina o copia gli elementi, semplicemente rimangono nella loro posizione originale (una specie di vecchia pulsantiera dalla "superficie" estesa a tutto schermo) permettendo inoltre l'aggiunta di note ai documenti come promemoria sul lavoro da svolgere, collegando tra loro i file correlati, le cartelle e i link del Web in tre modi diversi: un elemento può contenere l'altro, un file può dipendere da un altro o semplicemente utilizzarne un altro.
Surface richiede Mac OS X 10.5 o superiore e gira su Mac con processori Intel e PowerPC. Costa 15 dollari ed è disponibile per il download in versione dimostrativa. Difficilmente chi è abituato a lavorare in maniera tradizionale potrà abbandonarsi con naturalezza a Surface, tuttavia provare non costa nulla.
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Sproteggere PDF protetti da password


La texana Brinscall Software ha recentemente rilasciato il nuovo PDF Unlock 1.0, un piccolo software che, come chiaramente indica il nome, permette di sbloccare alcuni tipi di file PDF protetti da password. Il programma può liberare da protezione i file PDF che hanno una password impostata per la modifica o per la stampa, ma non può sbloccare i file PDF dove è necessario immettere una password anche per aprirli. PDF Unlock si presenta in un'unica finestra senza alcuna opzione o preferenza, e con le sole possibilità di scelta per selezionare un PDF da sproteggere o chiudere l'applicazione.
Purtroppo non sempre (anzi quasi mai) il software riesce a mantenere il testo editabile dopo la manomissione, soprattutto con i PDF che hanno ricevuto limitazioni sulla stampa, per cui tutto il contenuto viene trasformato in immagine; mentre se le limitazioni sono relative alla modifica degli elementi allora ne conserverà le forme vettoriali anche dopo la manipolazione.
PDF Unlock è un software gratuito ed è disponibile per il download dal sito di MacUpdate, una donazione però (come viene ricordato dall'unica finestra del software stesso) è sempre ben accetta.
Per funzioni analoghe, e in certi casi più efficaci, c'è pure il popolare PDFKey della Briksoftware, ma sappiamo anche che è un programma a pagamento.
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Aggiornato il CMS più produttivo e facile da usare


Su Wikipedia si legge che il CMS, acronimo di Content Management System (che tradotto letteralmente signfica Sistema di Gestione dei Contenuti), è uno strumento software installato su un server web studiato per facilitare la gestione dei contenuti di siti web, svincolando l'amministratore da conoscenze tecniche di programmazione Web.
Esistono CMS specializzati, cioè appositamente progettati per un tipo preciso di contenuti (un'enciclopedia on-line, un blog, un forum, ecc.) e CMS generici, che tendono ad essere più flessibili per consentire la pubblicazione di diversi tipi di contenuti.
Lo stesso Geeklog, scelto da Stefano per il sito de iMaccanici, è un CSM. Non è tra i CMS più utilizzati tra gli sviluppatori italiani, ma è una piattaforma che si è ritagliata uno spazio importante nel settore del content managing.
Plone invece, è un sistema evoluto che si è dimostrato tra i migliori CMS open source in circolazione (vincitore dell'eWeek Labs Analyst's Choice award), basato sul server per applicazioni web Zope e sul linguaggio di programmazione Python; permette di costruire facilmente siti web, intranet, sistemi di gestione documentale, portali collaborativi e può essere adattato a bisogni estremamente differenti grazie a numerosi layout professionali sui quali basare il proprio sito web. Organizzazioni importanti, come NASA, Oxfam, eBay, Trolltech, Nokia, Utah State University, Creative Commons e Wolford usano Plone per il content management.
Un sito web Plone può quindi contenere svariati tipi di contenuti, tra cui testi, fotografie ed immagini, questi possono essere presenti in più forme: documenti, notizie, eventi, video, file audio e qualsiasi tipo di file e di dati che possa essere caricato dalla rete o creato su un sito web.
Proprio ieri è stata rilasciata la tanto attesa versione definitiva di Plone 4.0, sotto l'insegna del miglioramento delle perfomance. Un pacchetto pronto per l'installazione che contiene il server Zope e Plone Content Management System, e che ridefinisce il panorama Open Source CMS.
Questa nuova versione include miglioramenti significativi delle prestazioni, un nuovo tema, di ricerca e miglioramenti di indicizzazione; una riduzione dell'utilizzo di memoria, una migliore gestione dei file di grandi dimensioni, un migliore controllo sugli utenti e sui gruppi form dinamici con i tools jQuery e molto altro.
Per installare Plone basta effettuare il download del pacchetto di installazione per il proprio Sistema Operativo. Plone è rilasciato sotto licenza GPL, si tratta quindi di un software completamente gratuito, che può essere scaricato e usato liberamente. È consigliabile dare uno sguardo all'argomento installazione nella sezione documentazione di plone.org.
Per disinstallare il pacchetto basta eliminare la cartella Plone dalla sua destinazione di installazione e l'elemento di avvio situato in Library/StartupItems/Plone.
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Studiare il giapponese con il Mac


La softwarehouse britannica ThinkMac Software ha recentemente rilasciato iKana 2, la seconda versione di un software destinato ad essere di ausilio a chi studia per imparare la lingua giapponese.
Il programma, che è focalizzato sui caratteri Hiragana e Katakana della lingua giapponese, consente di apprendere oltre 740 fonemi di uso comune, mediante un'interfaccia utente che combina elementi di Mac OS X e di iOS, fusi in un ibrido che cerca di raccogliere il meglio dei due sistemi operativi.
Una delle novità introdotte in questa nuova versione del programma è costituita dalle animazioni che mostrano la composizione pratica degli ideogrammi. Oltre a iKana, è disponibile anche l'applicazione iKanji (focalizzata sui caratteri Kanji), nonché le versioni dei due programmi per iPhone e iPod Touch, denominate, rispettivamente, iKana Touch e iKanji Touch.
Lo sviluppatore del programma, Rory Prior, che vive e lavora nella cittadina universitaria dall'impronunciabile nome di Aberystwyth, nel Galles (Regno Unito), è specializzato nella realizzazione di applicazioni nel settore educativo, con particolare riferimento al settore dell'apprendimento linguistico.
iKana 2 necessita di Mac OS X 10.5 o successivo e può funzionare sia su piattaforma Intel che su PowerPC; per chi utilizza Tiger (mac OS X 10.4), è disponibile la versione 1.6.1 del programma.
iKana 2 costa 12 euro e può essere acquistato anche in bundle con iKanji, a 25 euro, nonché con altre applicazioni della ThinkMac Software; è disponibile una versione di valutazione del programma, completa di tutte le funzionalità, ma limitata a dieci minuti di funzionamento per volta.
Una versione del programma destinata all'utilizzo sull'iPad, denominata "iKana Noto", dovrebbe essere rilasciata nel corso dell'anno.
Ulteriori informazioni sul programma ed il link per il download del medesimo sono reperibili a questa pagina web: www.thinkmac.co.uk/ikana.
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Come far rimuovere un video da YouTube



Torniamo dalle ferie con questa brevissima guida per cancellare filmati da YouTube. Molto probabilmente servirà a pochi dei nostri abituali lettori, ma dovendo (per lavoro) monitorare quotidianamente contenuti multimediali, ne approfitto per condividere con voi i pochi, ma indispensabili passi, per riuscire nell'intento di eliminare video che ci appartengono (o che ci infastidiscono particolarmente) dal più grande e popolare portale di condivisione di video.
Se caricare un filmato su YouTube per renderlo pubblico al mondo intero è un gioco da ragazzi, non è altrettanto semplice eliminarne uno ed evitare che si diffonda rapidamente anche altrove. Ci sono più strade per raggiungere lo scopo, una lenta, una lentissima e una lentissimissima. Per lenta intendo almeno 24 ore fornendo i propri dati, comprensivi di indirizzo e telefono; per lentissima mi riferisco ad una segnalazione anonima che chissà verrà mai processata, e infine la lentissimissima riguarda i tempi bibilici di una segnalazione tradizionale tramite raccomandata con ricevuta di ritorno da spedire in Irlanda. Scartiamo quest'ultima, ed evitiamo quella anonima (se un utente rivendica la proprietà di un filmato si presuppone che non abbia nulla da nascondere)…
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La storia siamo (anche) noi


È tempo di godersi le meritate ferie e come ogni anno gli articoli quotidiani si prendono una pausa estiva. Intanto vi lascio, a gentile richiesta, un racconto concentrato sulla storia de iMaccanici, come sito e come gruppo. Di utenti Mac, in Campania, ce ne sono eccome; apparentemente però, non riescono a consolidare un rapporto troppo a lungo. Proprio per questo un vero e proprio Amug napoletano non c'è e nemmeno riesce a concretizzarsi: è fin troppo evidente l'esperienza poco florida dei precedenti gruppi Mac campani. Per esempio MacAnnurc (da mela annurca, una saporita mela campana) è un AMUG della nostra terra, forse il primo, che da quando è nato non ha mai avuto un’intensa attività di gruppo, nonostante fosse stato pubblicizzato sulle principali riviste cartacee del settore ed ufficialmente riconosciuto da Apple…
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I colori dei professionisti sul Mac


Tutti gli utenti Apple conosceranno le tavolozze dei colori presenti in quasi tutti i programmi del Mac e richiamabili dal menù Formato > Font > Mostra Colori (o dalla scorciatoia Mela+Maiuscola+C). Questo comodo pannello offre già numerose possibilità di selezione del colore: Ruota colori, Cursori colore (RGB, Scala di Grigi, CMYK e HSB), Tavolozze colori (Colori sicuri per il Web, Pastelli, Svilupp, ecc…), Tavolozze immagini (Spettro) e Pastelli.
Ma da Adobe Kuler, una popolata comunità di appassionati del colore che esplorano, creano e condividono nuovi "color-themes", viene data la possibilità di aggiungere, tramite un potente plug-in, un'altra tavolozza al Pannello dei colori di Mac OS X. Si tratta di Mondrianum, un progetto stabile nato oltre due anni fa ed attualmente giunto alla nuova versione 2.5, che risolve uno sporadico bug di visualizzazione quando si utilizza cno Snow Leopard.
Mondrianum aggiunge una tavolozza di colore con stile a quelle predefinite di Mac OS X: colori ben allestiti che includono sfumature vintage, variazioni cromatiche di gusto, essenze di spettri luminosi e deviazioni d'altri tempi; comprende un campo di ricerca per tag. La visualizzazione in stile Cover Flow offre una componente scenografica consistente, degno di tutto il lavoro creativo svolto per la raccolta. Logicamente è possibile collaborare con la community nella creazione di nuovi temi, anche se diventa davvero difficile inventarsi nuovi gruppi di colore altrettanto ben accostati, con stile e gusto.
Man mano che gli utenti aggiungono nuove creazioni (se c'è un collegamento ad Internet attivo) esse vengono immediatamente aggiornate nel pannello e rese disponibili in varie modalità dal tasto delle opzioni. Mondrianum 2.5 è disponibile per il download gratuito dal sito ufficiale; il plug in (Mondrianum.colorPicker) verrà installato in /Library/ColorPickers e si accontenterà di Mac OS X 10.4.9 o successivi.
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Aiuta, spiega, prepara…


Con l'inizio del mese di agosto molti fortunati lettori potranno permettersi le vacanze, magari con divertenti escursioni in barca. È il caso di non farsi trovare impreparati in casi di imprevisti, che in mare non sono facili da affrontare.
PAN-PAN Medico a bordo è la trasformazione di un manuale cartaceo (curato da Umberto Verna) in un'applicazione (sviluppata Alessandro Marino in collaborazione con la casa editrice Pan-Pan) inizialmente destinata solo all'iPad. Si tratta di un manuale di primo soccorso ideale per chi va in barca (ma utilizzabile anche per incidenti domestici) che…
Aiuta ad affrontare in tempo reale le problematiche mediche attraverso un innovativo sommario multitasking e schede con semplici diagrammi di flusso. Poche cose, essenziali, che possono fare tutti.
Spiega come effettuare una chiamata con il medico del CIRM, unico vero ausilio per gestire una emergenza medica a bordo. Vi dirà cosa fare e cosa non fare per non sbagliare.
Prepara voi ed il vostro equipaggio attraverso una ampia parte di approfondimenti aiutandovi a fare la cassetta medica e molto altro.

Il prontuario è studiato per chi viaggia e naviga sia a vela che a motore, fornisce con la semplicità che ha contraddistinto il successo della pubblicazione stampata le informazioni fondamentali per la gestione degli infortuni e dei malanni a bordo. Indica le azioni da compiere, le cose da non fare e quelle da osservare mentre si effettua la chiamata di emergenza, via telefono o radio di bordo, ai medici del Centro Internazionale Radio Medico (CIRM) che offre dal 1938 assistenza gratuita 24 ore su 24 a chi naviga. All'interno dell'applicazione sono sempre in evidenza i bottoni/link che rimandano a "come contattare il medico". L’applicativo è a “misura d’uomo” poiché i contenuti, la grafica e l’organizzazione delle schede sono state sviluppate attraverso metodologie ergonomiche che hanno reso l’interfaccia comprensibile, di facile consultazione e efficace nella risoluzione delle problematiche: un’applicazione usabile!
I testi, caratterizzati da una terminologia di uso comune con il rigore dato dalla costante supervisione di medici specializzati, sono redatti per una facile comprensione da parte di qualsiasi utente. Pensato per intervenire in tempo reale, l’applicativo “Medico a bordo” è sviluppato anche per approfondire le proprie conoscenze attraverso una ampia parte informativa e formativa sulle tecniche mediche, la composizione della cassetta di pronto soccorso, le buone regole di prevenzione, le procedure di chiamata radio e le responsabilità a bordo.
PAN-PAN Medico a bordo offre 14 schede operative, 24 schermate di approfondimento, 6 schermate sulla prevenzione ed in tutte le schermate sono visibili le procedure per la chiamata del medico. L'applicazione è in vendita su App Store al prezzo di 14,99 euro.
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Un'ancora di salvezza in "single user mode"



AppleJack è una utility software, sviluppata da Kristofer Widholm, che consente di avviare con facilità la diagnostica e le attività di riparazione di Mac OS X, dalla schermata di terminale che si presenta quando avviamo il nostro Mac in “Single User Mode” (che, lo ricordiamo, si ottiene premendo la combinazione di tasti “Cmd” e “s” all’avvio della macchina, quando si ode il suono di startup), senza la necessità di dover ricordare lunghe e complicate stringhe di testo.
Infatti, in caso di problemi, se non disponiamo del disco di Sistema del Mac o di un hard disk avviabile con una copia del Sistema Operativo, oppure se l’interfaccia grafica di Mac OS X non si carica, potrebbe risultare impossibile riuscire a riparare il disco di avvio, oppure a riparare i permessi.
AppleJack è inoltre in grado di eliminare file problematici residenti nella cache del filesystem, nonché file nell’area di swap. In sintesi, AppleJack può ripulire il vostro Mac senza la necessità di impiegare un’opzione di boot alternativa (da CD/DVD o da disco esterno).
Attenzione però, poiché secondo quanto riferisce lo sviluppatore, AppleJack deve essere utilizzato esclusivamente in single user mode; se utilizzato al di fuori di questa modalità, può causare gravi danni al Sistema Operativo.
Una volta installato AppleJack sul Mac, invece di utilizzare i comandi Unix appropriati per l’operazione che si deve compiere, sarà sufficiente utilizzare, sempre dalla riga di comando, naturalmente (stiamo operando in single user mode, non dimentichiamolo), la sintassi semplificata di AppleJack, il quale si farà da interprete con il substrato Unix di Mac OS X, avviando i comandi necessari per portare a termine i vari compiti che gli abbiamo affidato.

Vediamo ora alcuni esempi della sintassi semplificata che utilizza AppleJack (attenzione all’uso di minuscole e maiuscole, Unix è “case sensitive”):
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Risolvere i problemi della rete wireless



Quello che segue è la traduzione e l’adattamento (alla realtà italiana) di un articolo pubblicato recentemente da Adam Rosen sul sito “The Cult of Mac” (www.cultofmac.com), dal titolo “How to Fix Common WiFi Problems” e consultabile, in lingua inglese, qui: www.cultofmac.com/43447.

I dispositivi WiFi, quali, ad esempio, router, modem, adattatori per dotare i computer di connettività WiFi e server per la stampa, operano su una porzione solitamente non regolamentata in dettaglio (mediante assegnazione ad uso esclusivo da parte di un servizio – n.d.t.) dello spettro delle frequenze radio; queste frequenze sono purtroppo condivise con molti altri dispositivi, come forni a microonde, telefoni cordless, telecomandi e altri ancora.

Daremo qui alcuni suggerimenti su cosa provare a fare quando le cose non funzionano…
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Libretto sanitario per i piccoli amici



"Amici animali, vi è mai capitato di sentirvi mortificati perché il veterinario urlava al vostro padrone che il richiamo della vaccinazione doveva essere effettuato un mese prima?"
Da oggi non dovrete più preoccuparvi, alla vostra salute ci penserà The Pet’s Diary! L'applicazione creata da Rudy Trematerra per chi possiede (e cura) animali domestici, è appunto un libretto sanitario elettronico, che consente di gestire la salute dei nostri amici a quattro zampe direttamente dall'iPhone, iPod touch e iPad.
Il libretto cartaceo è un semplice raccoglitore di informazioni trascritte dal veterinario: non ricorda la scadenza di una vaccinazione e non permette al padrone di interagire con esso, inserendo e/o modificando i dati. The Pet’s Diary, in cambio di poche informazioni, terrà il padrone costantemente aggiornato sulle visite e vaccinazioni da effettuare.
L’applicazione consente una completa personalizzazione dei dati: è possibile infatti modificare le categorie animali già presenti, specificare le razze e le vaccinazioni, stabilendo per quest’ultime la frequenza nel tempo.
Ogni animale avrà una scheda personalizzata contenente le informazioni principali. Una schermata riporterà le vaccinazioni da fare (con la relativa scadenza) e quelle scadute, le quali, una volta effettuate, potranno essere confermate scuotendo l’iPhone.
L’utente potrà essere avvisato della scadenza di una vaccinazione con il preavviso che riterrà opportuno, attraverso le local notification. Inoltre, l’applicazione segnalerà con il badge il numero delle vaccinazioni scadute, anche ad applicazione spenta.
Una seconda schermata riporterà l’elenco delle visite effettuate (ad esempio prelievi di sangue, test della leshmaniosi ecc…). La grafica è semplice ed immediata e sono sufficienti pochi “tap” per gestire tutte le informazioni.
Grazie a questa piccola App sarà impossibile dimenticare le date importanti per i nostri animali domestici. The Pet’s Diary richiede iOS 3.0 o successive, costa 1,59 euro ed è disponibile per il download su App Store.
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Da Apple nuovi iMac, caricabatterie e tavoletta magica


Coma abbiamo già potuto apprendere nel forum, Apple ha rinfrescato ieri i suoi prodotti, introducendo interessanti novità per quella che si preannuncia come un'estate caldissima. Molti affezionati Apple attendevano con ansia un'aggiornamento della linea di prodotti iMac e sono stati accontentati.
Philip Schiller (Senior Vice President di Worldwide Product Marketing per Apple) ha dichiarato: "Abbiamo preso il miglior all-in-one al mondo e lo abbiamo reso ancor più perfetto, dotandolo dei più recenti processori, grafica ad alte prestazioni. Con l'inconfondibile design in vetro e alluminio, i nostri clienti si innamoreranno a prima vista dell’ultimo iMac."
I nuovi iMac offrono infatti i nuovi processori Intel Core i3 (al posto dei Core 2 Duo) al prezzo base di 1.199 euro e poi i già apprezzati i5 e i potentissimi i7 (a richiesta). Tre modelli di iMac, due da 21,5" (3,06 e 3,2 GHz) e uno da 27" ( a 3,2 GHz) utilizzano il nuovo Intel Core i3, mentre il processore Core i5 guadagna uno speed bump ad una frequenza di 2,8 GHz e l’i7 sale a 2,93 GHz.
La scheda grafica del modello entry level resta la ATI Radeon 4670 con 256 MB di memoria, gli altri modelli i3 offrono una nuova ATI Radeon HD 5670 con 512 MB di memoria. Il modello con Core i5/i7 offre invece una ATI Radeon HD 5750 con 1 GB di memoria. L'Hard Disk da 1TB e 4 GB di memoria Ram sono prenistallati su tutti i modelli, tranne il base che offre un disco da "appena" 500GB.
Arriva anche notizia del prossimo rinnovo ad agosto della gamma dei Mac Pro (con nuovi processori Xeon quad-Core e 6-Core) ed a settembre del nuovissimo Led Cinema Display da 27". Apple promette prestazioni migliori fino al 50% rispetto alla generazione precedente di Mac Pro.
Per chi poi non riesce a resistere al fascino del Multi-Touch arriva il nuovissimo (e già fotografato) Apple Magic Trackpad, una tavoletta senza fili in grado di collegarsi tramite Bluetooth a qualsiasi Mac per usare le stesse gesture già disponibili su tutti i portatili Mac. Con la sua superficie in vetro, il Magic Trackpad wireless offre lo scorrimento inerziale per spostare le pagine e permette di "pizzicare" le immagini per ingrandirle, rimpicciolirle e ruotarle con le dita. Il dispositivo permette numerose opzioni di configurazione per supportare comandi a tasto singolo o doppio e offre la possibilità di fare clic sia fisicamente che con un semplice tocco. Costa 69 euro e si prevedono numerose applicazioni, specialmente ludiche, per questo nuovo giocattolo nei prossimi tempi.
A sorpresa arriva anche il nuovo caricabatterie ad alta efficienza Apple Battery Charger, con incluse sei batterie ricaricabili a lunga vita. Viene venduto a 29 euro ed è immancabile per tutti i dispositivi senza fili che Apple fornisce in dotazione.
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Caricare le foto su Twitter in un colpo


Gurpartap Singh è uno studente (al terzo anno di laurea) che vive in una tranquilla cittadina di Hoshiarpur nel Punjab (India); oltre a dedicarsi ai progetti CMS opensource Drupal e al software framework jQuery, si dedica con passione allo sviluppo di applicazioni per Mac OS X e iOS.
Recentemente ha rilasciato la versione definitiva di TwitPic Uploader, un piccolo software che semplifica la vita agli abituali utilizzatori di Twitter (il servizio gratuito di social network e microblogging) offrendo la possibilità di caricare immagini attraverso un singolo passaggio direttamente da questa applicazione desktop per Mac OS X.
TwitPic Uploader richiede la prima volta l'autenticazione al proprio account Twitter, dopodiché condividere foto su Twitter sarà una passeggiata. Il software, come si deduce dal nome, si appoggia al servizio offerto da Twitpic per condividere e scambiare foto con i "followers", senza però dover passare con il browser dal sito di condivisione e risparmiando alcuni inevitabili passaggi.
TwitPic Uploader permette sia l'upload di immagini ai server che (opzionalmente) la condivisione sul flusso di Twitter. Tuttavia questa applicazione fa qualcosa in più, almeno in un aspetto, poiché consente di caricare quasi tutti i formati principali di immagine, anziché limitarsi esclusivamente ai formati GIF, PNG e JPG. Se si carica l'immagine in formato PNG si mantiene comunque la qualità dell'originale.
L'applicazione è abbastanza comoda specialmente se tenuta nel Dock, poiché senza aprirla sarà possibile in qualsiasi momento trascinarvi l'immagine da caricare, attendere l'upload e negli appunti comparirà il link pronto per essere incollato a piacimento. Infine inserendo un commento per l'upload, il link per l'immagine comprensivo di commento verrà inviato come un tweet in tempo reale sul proprio account Twitter.
TwitPic Uploader è un software gratuito che si accontenta di Mac OS X 10.4 o successivi; è disponibile per il download direttamente dal sito dello sviluppatore ed ha già raccolto numerosi consensi positivi. Immancabile la versione (a pagamento) per iPad, iPod touch e iPhone… naturalmente su App Store!
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Traduttore Google fuori dal browser


Corner-A è una piccola software house russa a conduzione familiare, che produce e sviluppa applicazioni dal 2007 e con orgoglio software per Mac appena dal 2009. Nonostante si tratti di una realtà dalle dimensioni ridotte si impegna a fondo per offrire prodotti di qualità a prezzi accessibili, con un concreto supporto via e-mail e continui aggiornamenti per mantenere i software sempre efficienti.
L'ultima creatura della società di Yaroslav Glushchenko è un freeware che serve ad utilizzare il sistema di traduzione online di Google anche senza browser, e con qualunque applicazione aperta, senza doversi spostare di livello. La finestra flottante di Lingoo è attivabile tramite una scorciatoia da tastiera (di default Cmd+Maiuscole+L) normalmente modificabile dall'utente.
Lo strumento di rivela utile specialmente con chi ha a che fare quotidianamente con un'altra lingua e che spesso ha bisogno di conferme o di un aiutino per determinate parole. Il servizio di Google Translate è molto efficace, l'unico problema è che è un servizio online disponibile esclusivamente da browser. Per esempio, quando arriva un nuovo messaggio con la necessità di tradurre qualcosa, bisogna copiarlo negli appunti, per poi spostarsi in Safari, fare Cmd+N per una nuova finestra (o Cmd+T per un nuovo pannello), andare su translate.google.it, incollare il testo, selezionare la lingua, cliccare su Traduci, poi selezionare e copiare il testo tradotto… operazioni troppo lunghe per chi ne compie normalmente a centinaia.
Con Lingoo sarà sufficiente richiamare la finestra dell'applicazione dalla tastiera (o dall'icona sulla barra Menù di Mac OS X) e incollare il testo, per ritrovarsi la traduzione prontamente negli appunti, da incollare dove serve. Ci sono tre opzioni di vista per soddisfare tutte le esigenze: una più piccola senza toolbar (pratica e veloce), ma sono migliori la seconda o la terza quando la quantità di testo da tradurre è maggiore.
Lingoo richiede Mac OS X 10.5 o successivi ed è disponibile per il download gratuitamente dal sito di Corner-A.
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Per amministratori e sistemisti


Il progetto Zenoss, lanciato nel 2005 dall'ingegnere Erik Dahl, è una piattaforma per il monitoraggio di sistemi connessi in rete che permette di gestire la configurazione, l'ottimizzazione e le prestazioni di reti, server e applicazioni attraverso un pacchetto software integrato capace supportare ogni infrastruttura IT. Si tratta di un'applicazione server con un interfaccia web che monitora via SNMP, SSH, WMI, JMX ecc… i dispositivi da remoto offrendo la raccolta delle informazioni in maniera molto più semplice.
Inoltre i suoi sviluppatori stanno collaborando attivamente con i progetti su cui Zenoss è basato (come RRDTool e Twisted) aumentando le possibilità che il software diventi lo standard de-facto almeno nel settore dei programmi a codice aperto; ma potrebbe dimostrarsi un concorrente in grado di competere anche con molte delle soluzioni già presenti sul mercato.
Compatibile con Red Hat, Fedora, Ubuntu, Debian, SuSE, OpenSUSE, VMWare Appliance, FreeBSD, Solaris, Gentoo e Mac OS X (Leopard PPC/Intel e Snow Leopard Intel), è stato aggiornato alla nuova versione 3 offrendo una GUI completamente riprogettata per migliorare l'efficienza operativa attraverso un sistema semplificato di navigazione, integrando suggerimenti e consigli per ogni pagina; le nuove API REST offrono un'ampliata integrazione e personalizzazione. Il vantaggio per gli utenti finali è una maggiore flessibilità e semplificazione delle opzioni di personalizzazione per un'integrazione con altri strumenti di gestione. La nuova funzione di ricerca (accessibile dalla pagina di Infrastructure) consente contemporaneamente la ricerca sui nomi, indirizzi IP e classi dei dispositivi.
La documentazione del prodotto è stata realizzata in formato e-book (EPUB) per consultarla con programmi come Stanza dal proprio iPhone, iPad, Sony Reader e altri dispositivi, oppure FBReader (per i dispositivi Linux) e con il plugin EPUBReader (per chi preferisce Firefox).
Su YouTube nel filmato Zenoss Enterprise 3.0 Product Tour vengono illustrate le potenzialità del software attraverso un webcast di presentazione della soluzione Zenoss.
Zenoss Core 3.0 è disponibile per il download, ovviamente gratis, a partire dal sito della Zenoss Community. Per funzionare richiede almeno Mac OS X Leopard.
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Salvare un sito con livelli e sottolivelli


Ne esiste già uno, che si chiama SiteSucker, ma la software house polacca di Robert Górczyński ha recentemente introdotto Maria, un programma che permette di effettuare il download parziale o completo di tutto quanto è presente all'interno della pagina web da cui parte la ricerca (basta fornire il link esatto della sorgente).
Anche con Maria è possibile gestire numerose opzioni, quali il numero di "livelli" di link per cui proseguire la ricerca e il download, o il numero di secondi di pausa tra un tentativo e l'altro; fornisce poi un dettagliato file di log per notificare quali sono i file di cui il download è fallito, ed il loro indirizzo esatto.
Maria, la piccola applicazione targata Strawbits può essere utilizzata anche per scaricare singoli file, singole pagine, gruppi interi di tipi di file (documenti, immagini, audio, video) o logicamente interi siti web; permette inoltre di scaricare i collegamenti specificati in un file di testo, in alcuni casi è una comodità unica. Supporta i seguenti protocolli: http, https e ftp per scaricare file dai server che richiedono l'autenticazione dell'utente.
Maria è stata scritta in Cocoa, progettata per Snow Leopard e viene eseguita come un'applicazione 64 bit; tuttavia funziona anche sui Mac con Mac OS X 10.5. È disponibile per il download dal sito dello sviluppatore ed è un'utility completamente gratuita.
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iTunes, compagno di sogni


Sempre Michaël Fortin, intestatario di Irradiated Binaries (un sito dedicato al mondo high-tech), ha realizzato un timer polivalente per iTunes.
Sleepytime, questo il nome del nuovo software, si occupa di gestire lo spegnimento, lo stop o il riavvio del Mac in base a quanto accade in iTunes o dopo l'impostazione di un determinato lasso di tempo. La finestra principale dell'applicazione è dotata di uno schermo animato che mostra artista ed il titolo del brano corrente, così come il tempo rimanente fino alla fine della musica e all'azione selezionata che verrà eseguita. In pratica è un timer di spegnimento che finalmente si adatta al Mac User e non viceversa!
Grazie al fade-out progressivo della musica nel tempo, è l'applicazione definitiva per chi adora dormire accompagnato dal tappeto musicale preferito ed odia lasciare il mac acceso per il resto della notte. Tuttavia le possibilità di programmazione e l'incrocio di azioni sono molteplici, per cui Sleepytime potrà essere utilizzato anche per altri scopi in base alle proprie necessità.
Sleepytime è completamente gratuito, è disponibile per il download immediato, e richiede Mac OS X Leopard per funzionare correttamente.
Una curiosità: il sito dello sviluppatore, che contiene anche una sezione molto interessante sui suoi hobby, ha un tema grafico "radioattivo", e lui spiega il motivo: è soggettivamente molto colpito (usa la parola "affascinato") dal terribile disastro di Chernobyl; un modo per non dimenticare.
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Un nuovo albero per i macachi



Il Macaco è un luogo d'incontro per gli utenti Apple, nato poco più di un anno fa, per raccogliere le esperienze di utenti raccolti sotto la comune etichetta di "macachi". Da oggi è possibile interagire con gli altri macachi nel nuovo social network, oppure continuare a leggere il tradizionale blog.
Il servizio accoglie chiunque voglia raccontare la propria esperienza macaca, e con Il Macaco Social (basato su Meemi) è possibile incontrarsi, condividere pensieri, citazioni, immagini, video, eventi, e soprattutto discutere e scambiarsi le proprie idee ed esperienze.
Meemi è un servizio giovane (attivo da quasi tre anni) che permette in modo semplice di condividere testi, citazioni, immagini, link preferiti, organizzare eventi con familiari ed amici, collezionare video, conoscere nuovi amici e seguire la loro presenza nel “rumore di fondo” di ogni giorno attraverso la condivisione delle loro emozioni. Una piattaforma quasi familiare, una community di persone a cui piace non prendersi troppo sul serio e dove lo sfottò amichevole è la regola. Disponibile anche in versione mobile raggiungibile più agevolmente dal telefonino o dall'iPhone.
Questa versione personalizzata del noto social network italiano non offre ancora tutte le funzioni disponibili, per esempio le notifiche via mail o il posting su Twitter, ma esse arriveranno con un corposo aggiornamento dopo l’estate, che introdurrà altre interessanti novità.
Di conseguenza Il Macaco Answers ha cessato di funzionare, naturalmente le sue funzioni non sono andate perdute, ma sono state inglobate nel nuovo social.
Per chi è nuovo di questo ambiente, dopo la registrazione potrà iniziare leggendo la guida che spiega brevemente le innumerevoli funzioni di Meemi. Se questa estate non andate in vacanza e avete comunque voglia di socializzare, è la scusa buona per registrarsi su Il Macaco Social e stringere amicizia che condividono gli stessi interessi informatici. Tra gli iscritti figurano personaggi molto interessanti, come per esempio Daniele Savi, il fondatore de Il Macaco.
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Convertire i temi TextMate in Xcode


XThemes è un'applicazione rilasciata recentemente che sarà sicuramente la gioia di chi si ritrova a dover usare spesso Xcode e TextMate. L'applicazione permette infatti di convertire facilmente i propri temi preferiti per TextMate per poterli usare poi in Xcode, il tutto con un semplice drag and drop. I temi creati possono essere salvati sulla Scrivania o direttamente nella relativa cartella di Xcode, per usarli è necessario però riavviare quest'ultimo.
Il programma è nato per sopperire alla mancanza di un modo semplice per poter usare il proprio tema preferito in ogni editor/IDE che si decide di usare; non manca un motore di aggiornamento automatico del software, e la capacità di spostare autonomamente l'applicazione nella più consigliabile cartella Applicazioni, qualora fosse stata involontariamente installata altrove (anche se in effetti ne crea una nuova nella Home).
Se sei incuriosito e vuoi provarlo non devi fare altro che andare nel sito dell'autore e scaricarlo, è gratuito e in continuo sviluppo! Rimuovere il programma è altrettanto semplice, basta spostarlo nel cestino insieme al file delle preferenze com.francesco-cek.XThemes.plist (che si trova in Home/libreria/Preferences).
XThemes, per poter sfruttare le ultime tecnologie messe a disposizione da Apple, richiede Mac OS X 10.6 o successivi.
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Fare CAD con Adobe Illustrator CS5


Tra l'utilizzo del CAD e quello dei programmi grafici esiste una forte relazione; un tempo lavorativo (sempre maggiore) passa dal disegno grezzo in CAD alla post-produzione realizzata attraverso Illustrator o Photoshop. Queste tipologie differenti di software però, non interagiscono in maniera diretta, ma attraverso inevitabili esportazioni.
Hot Door sviluppa perciò il plug-in CADtools per Adobe Illustrator della Creative Suite di Adobe, che consente direttamente l'apertura e un'agevole lavorazione dei principali formati CAD (DXF/DWG). In pratica, il potente plug-in, trasforma Illustrator in un piccolo strumento CAD, conservando le potenzialità illustrative ben note del software grafico (facilità d'uso di texture, effetti cromatici, effetti 3D e retini).
La nuova versione 7, rilasciata di recente, introduce alcune nuove caratteristiche, come la compatibilità garantita con la quinta versione della Creative Suite; lo strumento per la tabella grande per etichette personalizzate e grafici; strumento di blocco del titolo; inserimento dei simboli di porte e finestre per il disegno professionale; cerchio da 3 punti; nuovi strumenti CADline e CADtracker; nuove opzioni nelle unità di misura e per le dimensioni di riferimento (in parentesi) ed altre migliorie generali.
CadTools 7 richiede Mac OS X 10.4.9 o successivo, e funziona con Adobe Illustrator della CS3, CS4 o CS5. Il costo al pubblico è di 299 dollari, mentre chi effettua l'ugrade dalle versioni precedenti dovrà spendere "appena" 149 dollari. Fortunatamente sul sito dello sviluppatore californiano è disponibile per il download la versione Demo, prima di deciderne l'acquisto.