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martedì, 28 giugno 2016__13:20

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Sfogliare le foto in 3D


David McNerney ha recentemente rilasciato una nuova versione del suo già popolare screensaver MovingPhotos3D in versione standalone, come applicazione indipendente. Il software, gratuito nella vecchia versione per Leopard, ora costa 9 dollari e permette di presentare le proprie foto sullo schermo in una vasta scelta di modelli geometrici differenti.
Bello non solo come screensaver, MovingPhotos3D può diventare un vero strumento per sfogliare immagini in maniera molto appariscente, selezionando dalle preferenze la cartella sorgente o l'intera libreria di iPhoto, Aperture, Lightroom, iTunes ecc…
Questa nuova versione di MovingPhotos3D è una normale applicazione che gira su Mac OS X 10.5 e 10.6, piuttosto che uno screensaver. Perfetto per coloro che non vogliono avviarlo in base ad un tempo preimpostato, ma preferiscono farlo cliccando sull'icona nel dock per utilizzarlo come un browser alternativo per le foto.
È possibile riprodurre centinaia di immagini creando forme diverse in splendide animazioni; le immagini ruotano liberamente sul display, formando oggetti a tre dimensioni. Si utilizza visualizzando la scena in una finestra oppure a schermo pieno, e si può cliccare su ogni immagine per vederla ingrandita più da vicino.
È disponibile per il download in versione demo dal sito dello sviluppatore; il costo della licenza permette l'utilizzo senza limitazioni sia della versione standalone (Standalone app version), che quella screensaver (Download free trial). Su YouTube c'è anche un video che mostra il programma in azione, mentre su iTunes Store non manca la versione per iOS realizzata qualche tempo fa, al prezzo di 0,99 euro.
La vecchia versione gratuita dello screensaver (solo MovingPhotos, senza 3D) è ancora disponibile QUI, ma funziona esclusivamente con Leopard.
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I migliori DNS per ognuno di noi


Forse non tutti sanno che quando si digita il nome di un sito (per esempio www.81solutions.com) in realtà non si visita che il contenuto offerto dal server che occupa un semplice numero IP (per esempio 78.136.16.137). Il nostro Internet provider (Telecom, Fastweb o chi per esso) si occupa di convertire il nome in un indirizzo IP e lo fa utilizzando il sistema dei nomi a dominio, internazionalmente riconosciuti come Domain Name System (DNS) e può essere a volte la causa di una navigazione lenta, con molta latenza o semplicemente poco reattiva.
Ma non finisce qui, affidandosi ciecamente ai DNS forniti dal proprio ISP, se ne accettano inconsapevolmente i pro e i contro, come il blocco a piacimento di alcuni siti (anche per scopo commerciale) o la ricerca forzata presso i loro motori quando si sbaglia a digitare un indirizzo web.
A questo punto, senza addentrarci troppo in spiegazioni tecniche (anche perché si correrebbe il rischio di affermare inesattezze) è il caso di impegnarci a trovare i DNS migliori, e cioè quelli che garantiscono una maggior velocità di accesso alle varie pagine web.
Esistono alcuni software gratuiti per effettuare il test dei numerosi DNS (compresi quelli preimpostati dal nostro ISP) e confrontare le loro prestazioni, ma l'applicazione che abbiamo scelto è Namebench, attualmente alla versione 1.3.1 per Mac OS X e per Windows.
Namebench è disponibile gratuitamente per il download dal sito ufficiale, e si presenta come applicazione stand-alone da installare con un drag and drop. È sufficiente lanciare l'applicazione, cliccare sul tasto Start ed attendere il responso al termine della lunga operazione di benchmark.
Alla fine del test (scandagliando oltre 4500 server) i risultati verranno visualizzati in una finestra del browser (è un file html temporaneo) con la classifica delle prestazioni ottenute dai vari DNS interrogati (quelli situati ad inizio lista sono quelli con il miglior tempo di risposta), la configurazione consigliata, ed inoltre verrà visualizzato in grande quello assolutamente migliore rispetto agli altri.
A questo punto sarà possibile impostare i DNS preferiti direttamente dal pannello Network nelle Preferenze di Sistema per ogni computer, oppure (se possibile) impostare manualmente i DNS nel proprio router, evitando di dover modificare la configurazione per ogni dispositivo collegato alla propria rete.
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Calcolare area, perimetro, lati, angoli, ecc…


Ero alla ricerca di un Timer widget e sono capitato sul sito baldgeeks.com. Ed oltre ad un pratico timer (chiamato 3-2-1) mi sono imbattuto in un ottimo software utile a risolvere figure geometriche, nulla di trascendentale, ma la cura per l'interfaccia e chicche come il rendering delle figure lo rende un potente strumento per capire e studiare la geometria (soprattutto per le scuole medie o superiori).
Ecco cosa dicono gli autori del software:
"Geo-Calc è un calcolatore di figure geometriche. È possibile utilizzarlo per risolvere tutte le misure (area, perimetro, lati, angoli, etc) di forme 2D e 3D. Le forme sono ellissi, rettangoli, triangoli, trapezi, parallelogrammi, poligoni, prismi, cilindri, coni, piramidi e sfere.
Prende nota dei vari calcoli effettuati salvando un archivio storico e fa un rendering (2D o 3D) delle figure studiate.
Geo-Calc è uno strumento utile per studenti, docenti, istituzioni educative, ingegneri, architetti, costruttori, falegnami, urbanisti, scienziati e matematici"
.
Geo-Calc 2.0 si installa nella cartella Applicazioni con un semplice drag and drop. Nonostante sia ferma alla versione 2 dall'inizio del 2006 è un'applicazione Universal Binary (scritta bene) che gira in maniera nativa su Mac con processori PPC e Intel, compatibile con Mac OS X 10.3.9 fino all'ultima versione di Snow Leopard. Una licenza costa 14,99 dollari, ma è disponibile per il download in versione Demo senza limitazioni, se non per il fastidio di leggere un paio di avvisi ad ogni lancio del programma .
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Organizziamo la nostra libreria scientifica


Apple ha realizzato software (gratuiti e non) che girando meravigliosamente sul Mac OS X, sono funzionali per l'utente che desidera archiviare, organizzare e catalogare, riprodurre e modificare molti tipi di file. Mi riferisco a iTunes per la musica, iPhoto per le immagini e iMovie per i video.
Ma nonostante ciò, meriterebbe comunque una tiratina d'orecchie… perché? E i PDF? Sono da considerarsi come il film per cui nel 1987 l'attrice Marlee Matlin vinse il premio Oscar?
Non c'è un software targato Apple per essi, a meno che non si voglia utilizzare iTunes: ma si tratterebbe di una "pezza a colore", non da Mac user e soprattutto non da Maccanici!
E devono averci pensato davvero su a Cupertino, visto che per iOS hanno introdotto iBooks che, a mio parere, è un software straordinario per i file .epub, ma non lo è altrettanto per i PDF. Inoltre non gira su Mac OS X e quindi niente da fare. E allora? Dobbiamo rassegnarci all'entropia assoluta per i nostri PDF? Mi immagino già le soluzioni che ognuno di noi ha adottato: creare cartelle e sottocartelle e sotto-sottocartelle dai nomi più stravaganti che poi non ricordiamo più; rinominare i file nei modi più singolari, di cui normalmente ci dimentichiamo il criterio organizzativo. Insomma, chi giornalmente si cimenta con gli articoli scientifici sa di cosa parlo: di una quantità di PDF che, benché fermi nel nostro hard disk, ci fanno venire il mal di testa tanto sembrano circumnavigare nel mare magnum dei nostri documenti.
Ma state tranquilli, ci viene in soccorso la Mekentosj Inc., una software house indipendente, creata da due olandesi, che scrive programmi innovativi nell'ambito della ricerca scientifica e che nel 2004 ha provveduto a realizzare il software che risolverà i nostri problemi per i file PDF, ovvero Papers, l'oggetto di questo articolo.
È evidente che Papers, benché rivolto a tutti, sia dedicato e consigliato principalmente ai professionisti del settore, perché non è un semplice archivio, ma consente anche di effettuare ricerche nell'ambito della letteratura medica, direttamente su PubMed, grazie ad un built-in motore di ricerca che necessita di una connessione internet attiva. Non solo ricerca su repositories medici, ma anche altri ambienti come Google Libri, Google Scholar, MathSciNet, ecc… Gli articoli possono essere scaricati gratuitamente, se dotati di free access, o, più spesso, a pagamento, per cui bisogna essere abbonati alle riviste mediche. Tuttavia, nonostante i nostri ministri "Capa d'Uovo", (straordinario esempio di coerenza politica, n.d.a.) e "Entero-Germina" (lascio ai lettori l'associazione n.d.a.), al momento, tutte le università italiane sono abbonate ad un certo numero di riviste.
Il software, che può essere notevolmente personalizzato mediante le "preferenze", scarica i PDF direttamente sul proprio disco rigido con il nome da noi scelto (quanti articoli abbiamo scaricato con lo stesso ambiguo titolo "fulltext.pdf", che una volta rinominiamo Autore-Titolo-Rivista, un'altra Rivista-Autore-Titolo, aumentando irrimediabilmente l'entropia del nostro disco rigido?), nella posizione da noi scelta (quante volte abbiamo tentato invano di trovare quell'articolo importantissimo immediatamente? Il successo di questa operazione ha le stesse possibilità di indovinare il 6 al Superenalotto!). Non solo: se siamo già in possesso di articoli precedentemente scaricati e mai, o soprattutto mal archiviati, Papers ci dà una grande mano, perché basterà introdurli, con un semplice drag and drop, nella finestra del programma e chiedergli di fare l'accoppiamento (scusate ma è la brutta traduzione dell'inglese matching) con i file presenti nel database di PubMed per vedersi restituire nel 99% dei casi la risposta giusta e quindi di rinominarli e posizionarli come e dove abbiamo scelto tramite le preferenze, ottenendo una organizzatissima biblioteca medico-scientifica personale, che potremo sfogliare mediante un potente built-in spotlight che indicizza l'archivio. Potremo creare "smart groups" dove raccogliere gli articoli con aspetti in comune che saranno tutti a disposizione con un semplice click. È possibile visionare contemporaneamente più articoli in tab differenti, passando da uno all'altro semplicemente cliccando su quello che ci interessa. Possibile anche la lettura a schermo intero. E non è finita. L'applicazione permette di condividere i nostri articoli via mail con un semplice click. E se siete Mac user con i fiocchi, potrete sincronizzare il vostro archivio con i dispositivi iOS, iPhone e iPad con applicazioni dedicate.
La finestra dell'applicazione è Mac-like, pertanto molto intuitiva, permette di aggiungere/rimuovere colonne, tenere il conto degli articoli già letti e non, attribuire un rate (con le familiari stelline stile iTunes), inserire keywords e note per facilitare la ricerca tramite Spotlight.
Da sottolineare la possibilità di interazione tra Papers ed altri software come EndNote della Thomson Reuters.
Infine, mi rimane da segnalare un efficace help center, attivo come un blog, raggiungibile direttamente dall'applicazione, per il quale però è necessario conoscere la lingua inglese.
Il software, attualmente alla versione 1.9.6, è fornito in prova gratuita per 30 giorni, durante i quali potrete decidere se vale i vostri 34 euro o meno ed è in ben 6 lingue, inglese francese, tedesco, spagnolo, russo e portoghese brasiliano. Gira su Mac con processori PPC/Intel (almeno G4 a 1,5Ghz) che abbiano Mac OS X 10.4 (Tiger) o versioni successive.
Nel 2010 ha vinto il premio Ars Technica Design Award.
Qualcuno a MacWorld, evidentemente più bravo di me a recensire i software, ha dedicato 4 topi e mezzo su 5 a questa applicazione, anche se bisogna onestamente sottolineare che questa stessa recensione è relativa alla versione 1.8 di circa 3 anni fa. A mio avviso è addirittura migliorata e migliorerà ancora nel prossimo futuro visto che hanno aperto una posizione lavorativa e sono alla ricerca di Papers Genius.
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Caro amico ti… sincronizzo


Eltima, statunitense di Washington, produce software non solo per Mac, ma merita una speciale menzione per aver creato un'apposita pagina per i software della piattaforma Apple, tenendola pertanto ben distinta dall'altra: ebbene sì, visto che ci considerano "fighetti", fa piacere avere un servizio dedicato perché noi, seguendo il consiglio del Sommo Poeta, non ragioniam di lor, ma guardiamo e passiamo.
L'oggetto di questo articolo è il software SyncMate che, come si evince dal nome, è un perfetto compagno che ci aiuterà a sincronizzare il Mac con dispositivi multipli, siano essi fisici o "eterei" (più propriamente "cloudy") e questo ne rappresenta la particolarità interessante, rivelandosi uno strumento di sincronizzazione davvero versatile.
Tra i dispositivi fisici ricordiamo: un altro Mac, sia esso portatile, sia fisso; un (ahimè) PC; diversi dispositivi mobili (che continuiamo impropriamente a chiamare con il termine obsoleto di telefono!), dotati di altri Sistemi Operativi (Windows Mobile, Android, Symbian S40); Sony PSP; e dischi rigidi esterni collegati mediante USB. Curiosamente la sincronizzazione con i dispositivi che montano iOS non è ancora pronta… c'è scritto "coming soon".
Per lo spazio cloudy ricordiamo: il proprio account Google e uno offerto dalla stessa "Eltima" agli utilizzatori finali (Copyright di Nicolò Ghedini) di SyncMate. Lo spazio è molto limitato, appena 50 o 200 MB, a seconda che siate sottoscrittori gratuiti o a pagamento (v. dopo), però lo potete conservare per un periodo di tempo praticamente illimitato per la specie umana… 1000 anni!!!
Ma cosa si può sincronizzare? Be' praticamente tutto: rubrica, agenda, preferiti del proprio browser, note, musica, foto, cartelle, SMS che possono anche essere gestiti sul monitor del proprio computer… ve l'avevo detto, no? praticamente tutto.
Il software è fornito in due edizioni, chiamate Free, che per non smentire il proprio nome è distribuita gratis, ed Expert che costa 39,95 dollari. Ovviamente, la sincronizzazione della versione gratuita è limitata (comprende solo iCal, Address Book e gli SMS), mentre la versione a pagamento è completa.
I requisiti minimi di Sistema sono il Leopardo (accaldato o infreddolito), con la possibilità di scegliere tra i 32 e i 64 bit.
Se parlate (o meglio, se capite) il tedesco, l'inglese, il francese, il giapponese, il russo e lo spagnolo l'applicazione non avrà misteri per voi. In caso contrario, andate a tentativi: la grafica è davvero intuitiva.
Durante l'installazione è richiesta per l'inserimento la password di amministratore, poiché viene installato un modulo speciale per rilevare nuovi dispositivi wireless o USB.
Alla fine con un'unica applicazione avremo tutto sotto controllo e sincronizzato, con un solo gesto.
E se pensate che il programma manca di quella caratteristica di cui voi proprio non potete fare a meno, sulla home page vi è un link che vi propone un modulo di richiesta: insomma, evangelicamente (Lc. 11,5 seg.), chiedete e vi sarà dato.
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Continua lo sviluppo del free “Office”


Cerchiamo di fare un po' di chiarezza, molti utenti si sentiranno confusi nel mondo degli Office gratuiti ed open source. Sul forum cercammo già di capirci qualcosa ad inizio anno.
Un tempo c'era la multinazionale Sun Microsystems che finanziava il progetto OpenOffice (poi diventato OpenOffice.org per motivi legali e diatribe con Orange, una società olandese sull'uso del nome OpenOffice). Ora la Sun è stata acquistata dalla Oracle la quale ha deciso di dismettere il progetto OpenOffice.org e probabilmente verrà portato avanti solo il software Oracle Open Office (precedentemente noto come StarOffice) a pagamento, rivolto principalmente alle aziende del gruppo.
LibreOffice finanziato dalla Document Fundation (c'è l'appoggio fra gli altri di Google e di Red Hat), iniziò con circa venti volontari che lavoravano per OpenOffice.org, ora sono diventati circa cento e lavorano allo sviluppo del software.
Venerdì 11 febbraio, la comunità tedesca di LibreOffice festeggerà il rilascio di LibreOffice 3.3 a Monaco di Baviera con un Release Party. Quindi oggi LibreOffice raccoglie l'eredità di OpenOffice.org e stando alle prime piccole modifiche fatte (alleggerimento dell'installer e del codice) promette bene.
Il programma è disponibile per il download in lingua inglese (180MB), con l'installer del language pack offerto in tantissime lingue (italiano compreso) e scaricabile in una decina di megabyte.
Disponibile per Mac PPC e Mac Intel, oltre che per Windows e per le varie versioni Linux, LibreOffice si installa per trascinamento ed offre una compatibilità quasi completa con la popolarissima suite di Microsoft. Come ogni buon software open source, non mancano il codice sorgente e l'SDK, per lo sviluppo di estensioni e tool esterni.
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Stampare elenchi


Eccomi alla mia prima recensione (ovviamente retribuita: il triplo di zero euro :P) del software che fragrua (dopo innumerevoli fraintendimenti ed equivoci) mi ha linkato.
Si tratta di Print Window arrivato alla versione 4.1.2 e reperibile qui: searchwaresolutions.com/default in due versioni, free e a pagamento (il server è molto lento per cui occorrerà pazientare un po' nel download). Ovviamente ci sono alcune differenze tra le due versioni, qua potete trovare l’elenco completo delle differenze: searchwaresolutions.com/subpages/differences, ma a meno di casi eccezionali la versione free è più che sufficiente per la gran parte degli utenti.
Il programma serve a stampare gli elenchi dei file che abbiamo in una data cartella, la nostra lista di mp3 o l’elenco dei nostri programmi installati.
Vi faccio un esempio pratico, se devo stampare i programmi che ho in Applicazioni:
1) Apro il Finder.
2) Apro Print Window, rendo attiva col click del mouse la finestra del finder.
3) Vado su Print Window aperto nel dock, tasto destro e mi apparira stampa lista file.
4) Scelgo tra tutte le opzione che ci sono quella che serve a me, se stampare la grandezza del file, la creazione, la data, se ampliare la stampa alle sotto cartelle e se si fino a che livello di sotto cartelle farlo.
5) Stampa.
Carina l’opzione di poter stampare la pagina come copertina di cd o dvd. Il programma è di una semplicità unica e di un’altra altrettanta utilità.
Questa è la mia prima recensione, spero vi piaccia il mio linguaggio e di esservi stato utile nel provare il programma.
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La spettrometria di massa sul Mac


mMass è un'applicazione molto utile per l'analisi e l'interpretazione di dati di spettrometria di massa. È open source ed è scritto in Python. mMass supporta diversi formati (mzData, mzXML e mzML), è tuttavia possibile importare un semplice file ASCII (nelle due colonne separate da uno spazio o da una virgola vanno riportati il rapporto m/z e il valore di intensità del picco), o i dati provenienti da spettrometri Bruker, in questo caso però occorre convertire i dati grezzi utilizzando il software CompassXport (www.bdal.de), purtroppo disponibile solo per Windows.
L'interfaccia è molto semplice e in perfetto stile mac. Tutte le funzioni sono di facile accesso e molto intuitive. L'applicazione permette di visualizzare gli spettri di massa, ridimensionarli, ingrandire alcune zone, è poi possibile effettuare tutta una serie di operazioni importanti per l'elaborazione dei dati come il de-isotoping, il peak picking, la calibrazione dello spettro e l'analisi di digeriti proteici mediante confronto diretto tra i dati sperimentali e i dati ottenuti da una digestione in silico della proteina.
Sfruttando l'interfaccia di mMass è possibile analizzare i dati anche utilizzando alcuni database on line come Mascot o ProFound. Molto utile è la possibilità di creare un report in html, contenente tutte le informazioni sullo spettro e l'analisi dei dati. Tale file può poi facilmente essere convertito in un file pdf.
mMass è gratuito e si può scaricare dal sito www.mmass.org nella sezione download.
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Buttate la Smemo, è arrivato…


Prendete una pala e cominciate a scavare nella vostra memoria adolescenziale, se spostate il primo bacio, le bigiate per saltare i compiti in classe e la prima volta in discoteca, troverete il vostro diario. Ricordate? Vera e propria installazione post-moderna. Enorme, pieno di fotografie, ritagli, disegni, monete, biglietti, sigarette fumate, cristallizzate nel fido scotch trasparente. Bene, MOAppsDiary è tutto questo (o quasi) digitalizzato.
Applicazione leggera ed elegante sviluppata da Michael Gobel, simpatico ragazzone tedesco della MOApp Software Manufactory con sede a Mainz, si rivolge ai grafomani con licenza d’artista che ogni giorno scrivono i loro pensieri, desideri e sogni e dà loro la possibilità di integrarli con fotografie, file musicali e video. La schermata di benvenuto è amichevole ed insegna brevemente cosa possiamo fare dopo aver scaricato la versione demo gratuita (con limitazioni, vive 7 giorni); per la versione pro il simpatico teutonico chiede il pagamento di 5,99 euro (acquisto possibile anche sul Mac App Store).
Struttura e grafica sono veramente familiari, iTunes docet, nella prima colonna verticale a sinistra possiamo aggiungere i nostri pensieri proprio come una playlist e se scriviamo più volte avremo oltre che la data, l’ora del nostro pensiero. Al centro un foglio bianco dove possiamo scrivere e rileggere i nostri pensieri.
La barra orizzontale in basso presenta i comandi: aggiungi, elimina, guarda (nella pro, anche “scatta una foto”) così possiamo aggiungere ciò che nella giornata ci ha colpito di più (anche con un comodo Drag and Drop), una canzone significativa, una foto dell’amata/o. Le icone dei nostri contenuti saranno visualizzate al centro della barra orizzontale con possibilità di rinominare il tutto; cliccando due volte si aprirà l’applicazione necessaria a far vivere il nostro diario, ma cliccando l’occhio (“vedi”) si aprirà una finestra che ci permetterà di visualizzare a schermo intero foto o video.
Invece di un lucchetto a forma di cuore, per proteggere i nostri segreti, avremo a disposizione una password da non dimenticare assolutamente, pena la perdita di tutto, ma proprio tutto… sob!
L’applicazione funziona egregiamente è solida e con tempi di caricamento irrisori, veramente intuitiva e simpatica. Nell’era di Facebook, si sente la mancanza di non poter scegliere di condividere il nostro diario con altri utenti, ci si sente un po’ soli, ma sarà sicuramente il fascino malinconico di un diario scritto a lume di candela.
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Cancellato per sempre!


L'eliminazione di dati in Mac OS X, vuotando semplicemente il cestino, in realtà non cancella fisicamente gli stessi, ma fa in modo che il Sistema Operativo "dimentichi" la loro posizione sul disco rigido. A partire da Mac OS X 10.3, Apple ha migliorato la sicurezza introducendo la funzionalità "Vuota il Cestino in modalità sicura…" che segue il modello US DoD pattern per sovrascrivere i dati sette volte.
Permanent Eraser, sviluppato Edenwaith, offre un livello maggiore di sicurezza implementando il Metodo Gutmann. Il software sovrascrive i dati trentacinque volte, rimescola il nome del file originale, tronca la dimensione del file prima di sconnetterlo dal sistema. Dopo queste operazioni i file non possono più essere letti con mezzi tradizionali.
La più recente versione 2.5.1, rilasciata qualche giorno fa presenta queste caratteristiche dell'applicazione: implementa il metodo Gutmann via SRM per rimuovere i file; cancella i file contenuti nel Cestino; Cancella CD-RW e DVD-RW; cancella i file trascinando l'icona sull'applicazione; fornisce una finestra di avviso prima che i file vengono cancellati (premere il tasto Opzione per bypassare questo avviso) infine la novità riguarda le preferenze, che possono essere aperte in presenza di una finestra di dialogo.
Una raffinatezza dell'icona dell'applicazione, è quella di incorporare la forma di un bottone qualora si volesse aggiungere il programma alla Barra Strumenti delle finestre del Finder.
Permanent Eraser 2.5.1 è disponibile per il download dal sito dello sviluppatore ed oltretutto è gratuito. Richiede Mac OS X 10.3.9, è compilato in Universal Binary (PPC/Intel) ed è localizzato in inglese, tedesco, francese, olandese, italiano, svedese e Cinese tradizionale.
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Gestione dei documenti in stile Apple


Come fa intendere il nome, iDocument è un software per la gestione dei documenti: pdf, file di testo, fogli di calcolo, disponibile sia in versione Mac che iPhone (questa è gratuita e permette di sincronizzare i dispositivi tra loro). Questo genere di programmi può essere molto utile a chi deve gestire, catalogare sfogliare e ricercare una discreta mole di documenti. Sul sito dello sviluppatore, nella pagina web di presentazione, viene infatti suggerito per il lavoro d'ufficio e per lo studio.
Il sito di IcyBlaze (anche se tremendamente lento) è in puro stile Apple, ed offre il download di una versione demo che si installa con un classico drag and drop. Al primo avvio chiede di inserire il codice oppure si può scegliere di provarlo per 15 giorni senza limitazioni; poi occorre fornire la password da amministratore per installare la funzionalità "iDocument helper", utilizzata dal software per tener traccia in automatico delle modifiche apportate ai documenti catalogati.
L'impostazione grafica e la finestra di iDocument ricordano da vicino quella di iPhoto, per esempio. Il software permette di importare i documenti nella nuova libreria, scelta di default che è possibile modificare nelle preferenze.
Si hanno molteplici possibilità: scegliere una cartella da cui importare tutto il contenuto, trascinare singoli file o cartelle nella finestra del programma oppure sull'icona di iDocument. Infine il programma può monitorare in automatico una o più directory (di default quella di Downloads) e noi possiamo decidere cosa importare. Infine si può importare direttamente da scanner. Ovviamente è presente un'utile funzione di backup dell'archivio.
Ai documenti possono essere aggiunti tag (parole chiave), stelline, bandierine, etichette; possono essere cifrati (la parola chiave va impostata nelle preferenze); può essere usata la funzione quick look a cui siamo ormai abituati. Di conseguenza esistono una serie di filtri e di opzioni per catalogare o suddividere i file importati. Alcune collezioni sono preimpostate (per esempio a seconda del software usato per comporli: iWork, Microsoft Office, OpenOffice, PDF), ma tutto è personalizzabile, persino mediante la creazione di smart rules. Quasi tutte le funzioni (almeno quelle provate) funzionano per trascinamento. Inoltre i file possono essere inviati ad un computer in rete, oppure spediti tramite posta elettronica, ovvero possono essere messi in condivisione.
iDocument si è dimostrato veloce e maturo, ma con un evidente bug grafico nello scorrimento veloce dei file in modalità "raggruppamento automatico", momento in cui il software va in crisi e stenta ad aggiornare la finestra, mostrando un fastidioso effetto a righe sovrapposte! Il valore aggiunto del programma lo troviamo nella sua flessibilità, nelle possibilità di personalizzazione di tag e smart rules, negli automatismi di importazione dei documenti. Consigliato a chi ha una grande quantità di dati da gestire e buona dimestichezza con l'inglese (il software non è localizzato in altre lingue, ma l'interfaccia si è dimostrata semplice e intuitiva).
Per contro si evidenzia un prezzo elevato (quasi 50 dollari per la licenza singola): chi ha minori esigenze e non teme un'interfaccia più spartana, preferirà indirizzarsi verso alternative gratuite come Calibre, peraltro disponibile in italiano e con numerose caratteristiche aggiuntive.
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Sei solo un pezzetto di carne


La scena Indie ormai stupisce per qualità e genialità delle proprie produzioni, e quella di cui parliamo oggi è una di queste. Uscito prima su X-box Live e poi nel novembre scorso per le altre piattaforme, compresa una versione per il nostro OS preferito, Super Meat Boy ha stupito tutti. Si respira una follia di base che colpisce, follia che animava gli anni storici del developing videoludico.
Il Team Meat (letteralmente "Carne"), si compone di due soli programmatori: Edmund McMillen, fra i creatori del premiatissimo Braid, e Tommy Refenes, un trentenne che già aveva stupito per alcune app per iOS.
Il team è riuscito quindi a meravigliare critica ed utenza, sviluppando un platform 2D impegnativo, fruibile ed appassionante, un genere che addirittura Nintendo sembra aver definitivamente sepolto.
Un Super Mario "bastardo" insomma, pieno di schizzi, di sangue (della carne del personaggio principale - cioè un pezzo di carne); il tutto con uno stile grafico in Pixel Art, amato da chi ha vissuto e giocato i vecchi videogames.
La trama è quanto di più classico possa esserci: il malvagio di turno, il dottor Fetus ha rapito Bandage Girl, la fidanzata di Meat Boy, e quindi bisognerà salvarla attraversando oltre 350 livelli pieni di trappole e insidie.
Le musiche strizzano l'occhio ai vecchi platform bidimensionali reinventandoli in uno stile Metal. Ma se vi aspettate che il gioco faccia "sconti" a livello di difficoltà (come i giochi più moderni), vi sbagliate di grosso, l'osticità è ad un livello abbastanza alto e la maggior parte degli stage ha una complessità estrema, quella dei vecchi tempi! Quando i giochi più "difficili" erano anche quelli più alti a livello di sfida e di "bellezza". Bentornati nel futuro-passato.
Super Meat Boy per Mac è stato realizzato grazie al lavoro di una community di Mac User, The Porting Team, che si occupa di fare il appunto il porting dei giochi su Mac. Nel forum di questi intraprendenti sviluppatori, è possibile accedere a numerosi giochi gratuiti per Mac, alcuni davvero rari, ma per poter "vedere" i link pubblicati nel forum, bisognerà essere utenti registrati con almeno tre messaggi scritti.
Il gioco costa 13,99 euro, in esclusiva su Steam, e sarà disponibile per Mac a breve, tramite download dal sito del rivenditore.
Abbiamo avuto la possibilità di provarlo in anteprima ed è stata una piacevole avventura. Se si dispone di un controller Logitech il gioco è giocabile al 100%, ma per qualche ragione da risolvere, la tastiera ancora non funziona. Si installa con un normale drag and drop ed il download pesa (o meglio peserà) oltre i 260MB.
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Riparare i Font per sempre


FontGear Inc., società di sviluppo software al servizio dei professionisti del campo editoriale dal 1993, ha rilasciato il nuovo FontDoctor 8 per Mac, uno strumento professionale per la diagnosi dei problemi dei font e un'utility di riparazione dei caratteri ideale per per i progettisti grafici e l'intera industria editoriale e tipografica.
FontDoctor 8 può individuare e risolvere i problemi legati ai font comuni che spesso compromettono il flusso di lavoro, creativo e di produzione. L'applicazione può anche ottimizzare il workflow creando una libreria di file di font gestibili e cartelle organizzate per nome, produttore, famiglia e altro ancora eseguendo la scansione delle cartelle dei font su dischi rigidi locali o in rete.
La nuova versione 8 introduce una nuova interfaccia grafica più elegante, ed una diagnosi e riparazione più veloci, inoltre offre dei tools per la pulizia della cache dei font, e un nuovo strumento di confronto di font utilizzato per evidenziare le proprietà uniche separando i file dei font fianco a fianco.
È anche possibile stampare fogli di font come campioni, convertire font per Windows in font per Mac e viceversa, generando rapporti di diagnosi ed organizzazione di font a piacimento.
FontDoctor 8 è disponibile per il download in versione demo con funzionalità limitate (non ripara e non organizza i font); costa 69,99 dollari per una singola licenza e 350 dollari in versione Site License.
FontDoctor 8 è Universal Binary (PPC/Intel), è compatibile con Mac OS X 10.4 e versioni successive e gli utenti della versione 7.x possono effettuare l'aggiornamento alla versione 8 per soli 19,99 dollari.
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Ingrandire le immagini e oltre


BenVista ha annunciato il rilascio della nuova versione di PhotoZoom 4, l'applicazione "numero uno" al mondo nel ridimensionamento delle immagini. Grazie alle tecnologie S-Spline, brevettate dallo sviluppatore, PhotoZoom 4 si rivela essere l'applicazione ideale per creare poster e cartelloni, perfetto inoltre per ingrandire foto.
Permette di ridimensionare le immagini, con ingrandimenti di qualità eccezionale, fino ad un sorprendente 1 milione x 1 milione di pixel, senza la perdita di qualità che normalmente ci si aspetterebbe. PhotoZoom 4 si propone quindi come la scelta professionale per ridimensionare le immagini digitali.
Il nuovo PhotoZoom 4 supporta pienamente ambienti a 64 bit, ed è dotato di varie nuove funzioni e caratteristiche. Una panoramica completa su funzionalità e differenze tra PhotoZoom Classic 4 e PhotoZoom Pro 4 si può trovare QUI.
Inoltre alcuni esempi mostrano la nuova tecnologia per ridurre gli artefatti di compressione JPEG e rumore di fondo (in combinazione con S-Spline spinto al massimo ingrandimento in PhotoZoom Pro 4).
Per altri esempi con PhotoZoom Pro: www.benvista.com/photozoompro/examples.
Per altri esempi con PhotoZoom Classic: www.benvista.com/photozoomclassic/examples.
Fino al 25 gennaio è possibile approfittare del prezzo di lancio del nuovo PhotoZoom; è possibile ottenere sia l'edizione classica che la versione Pro ad un prezzo speciale, solo a partire da questo link: www.benvista.com/discount/pz4j1a1n per ottenere sia Classic PhotoZoom Pro 4 che PhotoZoom 4 con il 25% di sconto per ordini entro quella data.
Entrambi i software sono disponibili per il download in versione demo, per Windows e Mac, per valutare l'efficacia del sistema di interpolazione prima di deciderne l'acquisto.
PhotoZoom Pro 4 e PhotoZoom Classic richiedono Mac OS X 10.4 o superiore fino all'ultima versione di Snow Leopard (10.6.6) e Photoshop versione CS2 o superiore per installare i plug-in.
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Sbadati senza problemi


A chi non è mai capitato di cancellare inavvertitamente un file, un'immagine, un documento importante, o semplicemente la foto del compleanno della nonna centenaria mentre fa due impennate con la vostra moto?
Ecco che, a tutti noi sbadatoni viene in aiuto Disk Drill, un piccolo ma efficientismo software della CleverFiles (bellissima la battuta in uno dei 007 interpretato da Pierce Brosnan fra la superspia e un fantastico John Cleese: Bond: You know, you're cleverer than you look! Q: Hmm... still, better than looking cleverer than you are.) piccola software house texana.
Gratuitamente, ancora fino a quando non si sa, il piccolo "trivellatore" (licenza) vi permetterà di recuperare quasi tutti i tipi di file che avete accidentalmente cancellato dal vostro disco rigido principale ma anche da una qualsiasi periferica esterna. In più vi permetterà di proteggere i vostri archivi, tenendoli sotto controllo per un migliore recupero di eventuali cancellazioni future.
Abbiamo testato per voi l'applicazione e si è rivelata piuttosto efficiente, anche se purtroppo non per la totalità dei file presi in esame. Scaricato il programma vi si chiede subito l'accettazione delle condizioni e alla risposta affermativa la password amministratore. Solo così si apre magicamente il DMG e potete installare molto facilmente il leggero programma (16MB) con il classico D&D.
Un accattivante e esaustivo tutorial vi guida (in inglese) nella facile comprensione dell'uso del programma: dopo alcuni rapidi settaggi (fra cui potete indicare al programma il tipo di protezione che volete per i vostri storage, e decidere se applicare la protezione o no) potete far partire il primo scan approfondito dell'unità che volete esaminare: per un HD esterno da 500 gb pieno all' 80% ci mette 2 orette sane sane (lo scan veloce chiaramente dopo che il programma ha preso "possesso" del quadro d'insieme dei vostri file).
Dopo potrete esaminare tutto quello che ha trovato il programma, diviso per tipo di file, che logicamente ha rinominato numericamente, e selezionato in base alla possibilità di recupero. Efficiente con mp3, pdf, jpeg, png, archivi zip, meno con avi e bmp. Un file di circa 800MB viene recuperato, in una cartella che indicherete, in circa un paio di minuti.
La possibilità di effettuare la selezione per data e dimensione del file vi permetterà di andare a "colpo sicuro" sul file che potrete, se sarà ritenuto dal programma possibile, recuperare.
Come dicevamo sopra non per tutti i file l'efficienza è la medesima, ma una piccola finestrella vi consente di comunicare direttamente con gli sviluppatori le vostre opinioni per sviluppi futuri: che chiedere di più ad un freeware?
L'uninstaller, comodo, nelle preferenze. C'è anche questo. Con feedback addirittura, che potete fare o no, secondo coscienza. Il programma, gratuito ed ancora in beta, si scarica da questo indirizzo in pochi istanti, richiede Mac OS X 10.5 o superiore e risorse di sistema alla portata di tutti.
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Mostra e nasconde Menù e Dock in un click


La piccola, ma molto attiva MOApp Software Manufactory, ha da poco rilasciato MenuAndDockless, una nuova applicazione che potrebbe rivelarsi un aiuto particolare per chi ama velocizzare la produttività ed ottimizzare il flusso di lavoro.
MenuAndDockless è un plugin SIMBL per Snow Leopard che permette di scegliere come e quando una qualsiasi applicazione, scritta nativamente in Cocoa, dovrà mostrare la barra dei menu di Mac OS X e il Dock. È uno strumento comodo per chi si trova a lavorare su display particolarmente piccoli, come sull'11 pollici del MacBook Air, per esempio.
Il programma permette anche di ridimensionare la finestra principale a schermo intero, nascondendo il superfluo, guadagnando molto di più spazio di lavoro e riducendo eventuali possibili distrazioni. E poiché il Finder di Snow Leopard è scritto in Cocoa anche lui, MenuAndDockless funziona anche per il Finder (che ha solo bisogno di essere riavviato la prima volta dopo l'installazione).
Proprio l'installazione richiede una piccola procedura manuale: bisogna innanzitutto scaricare e installare l'ultima versione di SIMBL dal sito ufficiale; creare la seguente cartella, se non esiste già: Libreria/Application Support/SIMBL/Plugins; effettuare il download di MenuAndDockless.bundle, copiare o spostare il pacchetto MenuAndDockless.bundle nella cartella appena creata; riavviare le applicazioni desiderate e controllare se funziona premendo le abbreviazioni da tastiera CMD+Invio (tutto schermo) e CTRL+Invio (mostra/nasconde menù e Dock). L'azione è eseguibile anche dalle apposite voci aggiuntive nella voce Finestra della Barra dei Menù, ma l'utilizzo con le scorciatoie ha molto più senso. Per gli utenti "smanettoni" esiste la possibilità di modificare il file .plist del software, seguendo le indicazioni riportate nella guida in PDF inclusa.
MenuAndDockless è completamente gratuito e sfrutta, per la sua evoluzione, i numerosi feedback degli utilizzatori, funziona su tutti i Mac con Mac OS X 10.6.x in modalità 32 o 64 bit. Non è un hack del Sistema, ma solo un componente aggiuntivo, per cui non causerà alcun problema di funzionamento generale. Tuttavia per la rimozione basta spostare l'elemento MenuAndDockless.bundle nel Cestino, lanciare l'Uninstaller di SIMBL (incluso nella cartella scaricata) e riavviare l'utente attualmente in uso.
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Creare un libretto per la stampa


Nato circa tre anni fa come servizio online, BookletCreator è diventato ora un software a se stante per Mac e PC. Il programma permette di generare file Pdf con le pagine accoppiate pronte per la stampa a libretto (ultima e prima, seconda e penultima, e così via). In buona sostanza riordina le pagine e adatta il formato in modo che la stampa queste possano essere successivamente accavallate come accade in un vero e proprio libro, pronto ad essere rilegato con un paio di punti metallici o la brossura, in base alla quantità delle pagine. Il software può tornare utile a tutte quelle persone che leggono spesso eBook elettronici e vogliono, per qualsiasi ragione, effettuare un backup cartaceo del file in possesso.
Le opzioni del programma permettono di suddividere l'impaginato da un minimo di 4 (con incremento di 4) a un massimo di 100 pagine (4, 8, 12, 16, 20, 24, ecc…), oppure tutte, qualunque sia la quantità complessiva delle pagine; si può scegliere di lasciare invariato il layout o di adattarle ad un particolare formato standard per la stampa (A3, A4, A5, lettera, ecc…); capovolgere l'orientamento della stampa in volta, aggiungere le pagine bianche per completare la segnatura, o addirittura invertire l'ordine della pagine per la stampa di libretti orientali o arabi.
Un breve file di aiuto, incluso nel pacchetto del software, spiega chiaramente (in inglese) i pochi passaggi necessari per realizzare un lavoro perfetto. Nonostante il programma sia stato concepito per funzionare solamente con i file Pdf, può essere utilizzato con la maggior parte dei documenti esistenti, visto che con Mac OS X creare un Pdf è facile come fare Mela+P.
BookletCreator e disponibile per il download dal sito ufficiale e richiede Mac OS X 10.5 o 10.6 per funzionare. Nella versione Trial solo le prime 16 pagine verranno processate, quanto basta per un piccolo sedicesimo da stampare in casa. La versione completa del software tuttavia costa meno di 10 dollari, una cifra accettabile per chi volesse risparmiarsi il duro lavoro di una imposizione manuale delle pagine.
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Disegnare con il Mac


Derivato dalla versione a pagamento di SketchBook Pro (24 euro), sbarca su Mac App Store il software gratuito SketchBook Express, un fantastico programma da disegno per Mac, realizzato da Autodesk.
Il software di pittura e disegno SketchBook Express, permette di trasformare il proprio Mac in un moderno album da disegno. Anche i nuovi utenti possono essere produttivi in pochi minuti, con funzionalità di schizzo professionali e un'interfaccia intuitiva.
Nonostante l'applicazione sia completamente gratuita, le funzioni offerte la rendono una valida alternativa ad applicazioni ben più costose e di fascia professionale. SketchBook Express è il compagno ideale del trackpad di Apple e di tavolette grafiche, grazie a strumenti come matite, penne, pennelli, gomme, sfumini, riquadri di varie forme, tavolozza dei colori e molto altro.
È facile come usare carta e penna, con l'immediatezza di utilizzo e tempi di apprendimento molto brevi; è possibile creare di tutto, da rapidi schizzi a illustrazioni di qualità per un utilizzo semiprofessionale, importando anche immagini fotografiche facilmente fondibili con il disegno. L'unico limite è imposto dal proprio talento e dal formato di 162,5 cm2 con risoluzione limitata a 100 dpi, appena sufficiente per la stampa su plotter.
Finora l'applicazione era riservata, senza un costo di licenza per l'utilizzo, come valore aggiunto all'hardware acquistato (solitamente tavolette grafiche), ora SketchBook Express 5.0 è disponibile gratuitamente per il download solo sull'App Store di Apple ed in questi giorni ha già riscosso il meritato successo.
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Dal paradiso del Mac


Lo sviluppatore Mathew Eis di EISBOX, oltre ad essere un ottimo fotografo, si definisce "ricco e famoso" poiché ha conosciuto profondamente il più grande tesoro per l'umanità: la Bibbia. La sua passione per la tecnologia lo ha portato ad essere anche un esperto in informatica, oltre che in religione, con un elevato livello di competenza su Windows, Mac OS X e Linux. Tra le sue creazioni ci sono Bubbles X, NeonClock, MacStars, Icon2PNG, iConvert e altro…
L'ultima applicazione sviluppata per Mac OS X è un nuovo ed entusiasmante salvaschermo che gradualmente brucia tutte le finestre, una ad una, fino a incenerire lo stesso desktop. Il nome del pacchetto .saver è abbastanza condizionato dalle sue passioni: si chiama Inferno.
Inferno è più di un semplice screensaver di dantesca memoria, è la soluzione, almeno illusoria, per chi vorrebbe vedere in fiamme il documento sul quale si sta lavorando: basta attivare rapidamente il Inferno e godersi lo spettacolo! È molto ben fatto e le fiamme avvolgono inesorabilmente gli elementi come se fossero di carta. Colpirà sicuramente chiunque si troverà a passare davanti al monitor durante l'esecuzione.
Inferno è distribuito come programma shareware, ed è disponibile per il download in modalità demo. Per liberarsi del messaggio di registrazione, che interrompe spesso l'animazione sul più bello, sarà sufficiente acquistare un numero seriale tramite PayPal spendendo solo 8,00 dollari (o 5,00 se ancora in offerta).
Inferno richiede Mac OS X 10.5 o superiore, ed il supporto OpenGL 2.0. Chi ha un Mac più vecchio di 3 o 4 anni difficilmente potrà provarlo.
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Screensaver RSS per sviluppatori di App


È il caso di ripetersi: App Store è il negozio virtuale di Apple che permette agli utenti di scaricare le applicazioni per iOS disponibili in iTunes Store. Dall'estate del 2008 ad oggi è diventato un servizio con centinaia di migliaia di programmi e complessivamente vanta miliardi di download. È sempre più difficile, specialmente per i diretti interessati (gli sviluppatori), tenere taccia della posizione in classifica di una determinata applicazione. Candywriter, software house situata a Miami Beach, ha perciò realizzato un software che, sotto le vesti di uno screensaver, aiuta gli sviluppatori a tener traccia di come le proprie creature si muovano sul mercato rispetto alla concorrenza.
Candyticker è uno strumento che esteticamente richiama i rapidi movimenti delle borse di Wall Street, scorrendo su dei LED virtuali il Feed che informa con velocità gli sviluppi dell'App Store relativamente ai propri desideri. Il Developer Feed è completamente personalizzabile per visualizzare solo le applicazioni importanti per l'utente, per sapere esattamente come vanno le applicazioni con un rapido sguardo al monitor di un Mac a riposo. Per chi non interessa seguire alcuna App, c'è la possibilità di rimuovere dall'elenco le applicazioni di default presenti nel pannello di configurazione del salvaschermo e godersi solo la classifica delle Top 25 App a pagamento e gratuite, selezionando (a scelta) l'App Store del proprio paese.
Il Trending Feed visualizza le applicazioni più calde della giornata, per essere i primi (tra i conoscenti) a scaricare il software più in voga. Infine il News Feed tiene d'occhio notizie dell'ultima ora, rumors, fughe di notizie e annunci importanti, appoggiandosi ai Feed di MacRumors.com e agli RSS personalizzati di Candyticker su Twitter.
Per non appesantire troppo il carico di lavoro, il Feed degli sviluppatori è limitato ai primi 200 per ogni determinata categoria. Quindi, se un'applicazione non è attualmente nelle Top 200 della categoria (o sottocategoria di gioco), non verrà elencata nel Developer Feed, tuttavia, Candyticker continuerà a cercarla fino a quando comparirà in tale elenco.
Ogni volta che parte lo screensaver, Candyticker visualizzerà i dati nella cache, mentre riceve in tempo reale i dati aggiornati. Per ridurre al minimo la confusione, ogni informazione è preceduta da un orario specifico per il fuso orario locale. È possibile che con il firewall in uscita attivo, o con software come Little Snitch, sia necessario impostare le eccezioni del caso prima di lanciare Candyticker affinché lo screensaver funzioni correttamente.
Candyticker è un freeware ed è disponibile per il download gratuito dal sito dello sviluppatore. Il software è universale (PPC/Intel) e richiede Mac OS X 10.5.8 o successivi.