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sabato, 20 settembre 2014__01:52

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Mostra e nasconde Menù e Dock in un click


La piccola, ma molto attiva MOApp Software Manufactory, ha da poco rilasciato MenuAndDockless, una nuova applicazione che potrebbe rivelarsi un aiuto particolare per chi ama velocizzare la produttività ed ottimizzare il flusso di lavoro.
MenuAndDockless è un plugin SIMBL per Snow Leopard che permette di scegliere come e quando una qualsiasi applicazione, scritta nativamente in Cocoa, dovrà mostrare la barra dei menu di Mac OS X e il Dock. È uno strumento comodo per chi si trova a lavorare su display particolarmente piccoli, come sull'11 pollici del MacBook Air, per esempio.
Il programma permette anche di ridimensionare la finestra principale a schermo intero, nascondendo il superfluo, guadagnando molto di più spazio di lavoro e riducendo eventuali possibili distrazioni. E poiché il Finder di Snow Leopard è scritto in Cocoa anche lui, MenuAndDockless funziona anche per il Finder (che ha solo bisogno di essere riavviato la prima volta dopo l'installazione).
Proprio l'installazione richiede una piccola procedura manuale: bisogna innanzitutto scaricare e installare l'ultima versione di SIMBL dal sito ufficiale; creare la seguente cartella, se non esiste già: Libreria/Application Support/SIMBL/Plugins; effettuare il download di MenuAndDockless.bundle, copiare o spostare il pacchetto MenuAndDockless.bundle nella cartella appena creata; riavviare le applicazioni desiderate e controllare se funziona premendo le abbreviazioni da tastiera CMD+Invio (tutto schermo) e CTRL+Invio (mostra/nasconde menù e Dock). L'azione è eseguibile anche dalle apposite voci aggiuntive nella voce Finestra della Barra dei Menù, ma l'utilizzo con le scorciatoie ha molto più senso. Per gli utenti "smanettoni" esiste la possibilità di modificare il file .plist del software, seguendo le indicazioni riportate nella guida in PDF inclusa.
MenuAndDockless è completamente gratuito e sfrutta, per la sua evoluzione, i numerosi feedback degli utilizzatori, funziona su tutti i Mac con Mac OS X 10.6.x in modalità 32 o 64 bit. Non è un hack del Sistema, ma solo un componente aggiuntivo, per cui non causerà alcun problema di funzionamento generale. Tuttavia per la rimozione basta spostare l'elemento MenuAndDockless.bundle nel Cestino, lanciare l'Uninstaller di SIMBL (incluso nella cartella scaricata) e riavviare l'utente attualmente in uso.
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Creare un libretto per la stampa


Nato circa tre anni fa come servizio online, BookletCreator è diventato ora un software a se stante per Mac e PC. Il programma permette di generare file Pdf con le pagine accoppiate pronte per la stampa a libretto (ultima e prima, seconda e penultima, e così via). In buona sostanza riordina le pagine e adatta il formato in modo che la stampa queste possano essere successivamente accavallate come accade in un vero e proprio libro, pronto ad essere rilegato con un paio di punti metallici o la brossura, in base alla quantità delle pagine. Il software può tornare utile a tutte quelle persone che leggono spesso eBook elettronici e vogliono, per qualsiasi ragione, effettuare un backup cartaceo del file in possesso.
Le opzioni del programma permettono di suddividere l'impaginato da un minimo di 4 (con incremento di 4) a un massimo di 100 pagine (4, 8, 12, 16, 20, 24, ecc…), oppure tutte, qualunque sia la quantità complessiva delle pagine; si può scegliere di lasciare invariato il layout o di adattarle ad un particolare formato standard per la stampa (A3, A4, A5, lettera, ecc…); capovolgere l'orientamento della stampa in volta, aggiungere le pagine bianche per completare la segnatura, o addirittura invertire l'ordine della pagine per la stampa di libretti orientali o arabi.
Un breve file di aiuto, incluso nel pacchetto del software, spiega chiaramente (in inglese) i pochi passaggi necessari per realizzare un lavoro perfetto. Nonostante il programma sia stato concepito per funzionare solamente con i file Pdf, può essere utilizzato con la maggior parte dei documenti esistenti, visto che con Mac OS X creare un Pdf è facile come fare Mela+P.
BookletCreator e disponibile per il download dal sito ufficiale e richiede Mac OS X 10.5 o 10.6 per funzionare. Nella versione Trial solo le prime 16 pagine verranno processate, quanto basta per un piccolo sedicesimo da stampare in casa. La versione completa del software tuttavia costa meno di 10 dollari, una cifra accettabile per chi volesse risparmiarsi il duro lavoro di una imposizione manuale delle pagine.
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Disegnare con il Mac


Derivato dalla versione a pagamento di SketchBook Pro (24 euro), sbarca su Mac App Store il software gratuito SketchBook Express, un fantastico programma da disegno per Mac, realizzato da Autodesk.
Il software di pittura e disegno SketchBook Express, permette di trasformare il proprio Mac in un moderno album da disegno. Anche i nuovi utenti possono essere produttivi in pochi minuti, con funzionalità di schizzo professionali e un'interfaccia intuitiva.
Nonostante l'applicazione sia completamente gratuita, le funzioni offerte la rendono una valida alternativa ad applicazioni ben più costose e di fascia professionale. SketchBook Express è il compagno ideale del trackpad di Apple e di tavolette grafiche, grazie a strumenti come matite, penne, pennelli, gomme, sfumini, riquadri di varie forme, tavolozza dei colori e molto altro.
È facile come usare carta e penna, con l'immediatezza di utilizzo e tempi di apprendimento molto brevi; è possibile creare di tutto, da rapidi schizzi a illustrazioni di qualità per un utilizzo semiprofessionale, importando anche immagini fotografiche facilmente fondibili con il disegno. L'unico limite è imposto dal proprio talento e dal formato di 162,5 cm2 con risoluzione limitata a 100 dpi, appena sufficiente per la stampa su plotter.
Finora l'applicazione era riservata, senza un costo di licenza per l'utilizzo, come valore aggiunto all'hardware acquistato (solitamente tavolette grafiche), ora SketchBook Express 5.0 è disponibile gratuitamente per il download solo sull'App Store di Apple ed in questi giorni ha già riscosso il meritato successo.
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Dal paradiso del Mac


Lo sviluppatore Mathew Eis di EISBOX, oltre ad essere un ottimo fotografo, si definisce "ricco e famoso" poiché ha conosciuto profondamente il più grande tesoro per l'umanità: la Bibbia. La sua passione per la tecnologia lo ha portato ad essere anche un esperto in informatica, oltre che in religione, con un elevato livello di competenza su Windows, Mac OS X e Linux. Tra le sue creazioni ci sono Bubbles X, NeonClock, MacStars, Icon2PNG, iConvert e altro…
L'ultima applicazione sviluppata per Mac OS X è un nuovo ed entusiasmante salvaschermo che gradualmente brucia tutte le finestre, una ad una, fino a incenerire lo stesso desktop. Il nome del pacchetto .saver è abbastanza condizionato dalle sue passioni: si chiama Inferno.
Inferno è più di un semplice screensaver di dantesca memoria, è la soluzione, almeno illusoria, per chi vorrebbe vedere in fiamme il documento sul quale si sta lavorando: basta attivare rapidamente il Inferno e godersi lo spettacolo! È molto ben fatto e le fiamme avvolgono inesorabilmente gli elementi come se fossero di carta. Colpirà sicuramente chiunque si troverà a passare davanti al monitor durante l'esecuzione.
Inferno è distribuito come programma shareware, ed è disponibile per il download in modalità demo. Per liberarsi del messaggio di registrazione, che interrompe spesso l'animazione sul più bello, sarà sufficiente acquistare un numero seriale tramite PayPal spendendo solo 8,00 dollari (o 5,00 se ancora in offerta).
Inferno richiede Mac OS X 10.5 o superiore, ed il supporto OpenGL 2.0. Chi ha un Mac più vecchio di 3 o 4 anni difficilmente potrà provarlo.
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Screensaver RSS per sviluppatori di App


È il caso di ripetersi: App Store è il negozio virtuale di Apple che permette agli utenti di scaricare le applicazioni per iOS disponibili in iTunes Store. Dall'estate del 2008 ad oggi è diventato un servizio con centinaia di migliaia di programmi e complessivamente vanta miliardi di download. È sempre più difficile, specialmente per i diretti interessati (gli sviluppatori), tenere taccia della posizione in classifica di una determinata applicazione. Candywriter, software house situata a Miami Beach, ha perciò realizzato un software che, sotto le vesti di uno screensaver, aiuta gli sviluppatori a tener traccia di come le proprie creature si muovano sul mercato rispetto alla concorrenza.
Candyticker è uno strumento che esteticamente richiama i rapidi movimenti delle borse di Wall Street, scorrendo su dei LED virtuali il Feed che informa con velocità gli sviluppi dell'App Store relativamente ai propri desideri. Il Developer Feed è completamente personalizzabile per visualizzare solo le applicazioni importanti per l'utente, per sapere esattamente come vanno le applicazioni con un rapido sguardo al monitor di un Mac a riposo. Per chi non interessa seguire alcuna App, c'è la possibilità di rimuovere dall'elenco le applicazioni di default presenti nel pannello di configurazione del salvaschermo e godersi solo la classifica delle Top 25 App a pagamento e gratuite, selezionando (a scelta) l'App Store del proprio paese.
Il Trending Feed visualizza le applicazioni più calde della giornata, per essere i primi (tra i conoscenti) a scaricare il software più in voga. Infine il News Feed tiene d'occhio notizie dell'ultima ora, rumors, fughe di notizie e annunci importanti, appoggiandosi ai Feed di MacRumors.com e agli RSS personalizzati di Candyticker su Twitter.
Per non appesantire troppo il carico di lavoro, il Feed degli sviluppatori è limitato ai primi 200 per ogni determinata categoria. Quindi, se un'applicazione non è attualmente nelle Top 200 della categoria (o sottocategoria di gioco), non verrà elencata nel Developer Feed, tuttavia, Candyticker continuerà a cercarla fino a quando comparirà in tale elenco.
Ogni volta che parte lo screensaver, Candyticker visualizzerà i dati nella cache, mentre riceve in tempo reale i dati aggiornati. Per ridurre al minimo la confusione, ogni informazione è preceduta da un orario specifico per il fuso orario locale. È possibile che con il firewall in uscita attivo, o con software come Little Snitch, sia necessario impostare le eccezioni del caso prima di lanciare Candyticker affinché lo screensaver funzioni correttamente.
Candyticker è un freeware ed è disponibile per il download gratuito dal sito dello sviluppatore. Il software è universale (PPC/Intel) e richiede Mac OS X 10.5.8 o successivi.
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Client Usenet per Mac OS X


Usenet (user+network) è una rete formata da migliaia di server nel mondo interconnessi tra loro, che raccolgono news, messaggi e post inviati dagli utenti che hanno accesso ad un determinato server. NZBVortex è il piccolo client Usenet sviluppato da Ger Teunis per Mac OS X.
Il software è studiato per offrire la massima facilità d'uso, è efficiente ed offre buone prestazioni, anche perché è stato ottimizzato e costruito secondo i feedback degli utenti. L'interfaccia utente, nativa per Mac OS X, è semplice e chiara. Offre il supporto per le notifiche Growl, assorbe poche risorse e occupa poco spazio sul disco.
NZBVortex è in pratica un programma completo per effettuare il download con Usenet che vanta le seguenti caratteristiche: supporto per server multipli; ottimizzazione della dimensione del download; associazione e estrazione degli archivi; connessione multipla dei download; trasferimento simultaneo; funzione SmartCheck; codifica yEnc degli articoli; arresto al termine dei download, messa in stop del computer e molto altro…
NZBVortex costa 19,95 dollari ed è disponibile per il download in versione demo con tutte le funzionalità complete, per una durata limitata a 7 giorni. Recentemente è stata rilasciata la nuova versione 2 che introduce alcune nuove funzioni e migliorie. L'aggiornamento a NZBVortex 2 è gratuito per chi sia già in possesso di una versione precedente e reclama Mac OS X 10.5 come unico requisito di Sistema.
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Presto, aPPtivatevi!


La software svedese Cocoabeans ("seme di cacao"… cacao?! in Svezia?! bah!… io mi sarei aspettato Rhodiola Rosea per restare in tema botanico oppure Pippi Calzelughe oppure ancora, per restare in tema cinematografico, ma con migliori risultati estetici, Blonde swedish pinup)… tornando a bomba, la software house di Tim Andersson, specializzata in applicazioni per Mac OS X e iOS, ha recentemente aggiornato alla versione 2.0, il software Apptivate, scaricabile solo da qui. Risulta quindi necessario che abbiate il vostro OS aggiornato all'ultima versione che contiene appunto il Mac App Store.
Se siete organizzati ma pigri, se vi piace organizzare il vostro lavoro con semplici gesti, ma vi dà noia spostare il polso dalla tastiera per raggiungere il mouse, siete dei patiti delle scorciatoie da tastiera ed allora non potrete non apprezzare questo piccolo e leggero software. Infatti le abbreviazioni da tastiera di Mac OS X, benché numerose, sono state create secondo criteri propri degli sviluppatori e, a parte i consueti cmd+C cmd+V e compagnia bella, può essere difficile ricordarle tutte. Con questa piccola applicazione potrete scegliere a vostro piacimento e, soprattutto senza rischio di dimenticarla (…l'avete creata voi stessi!), la combinazione che vi consentirà di far partire programmi, eseguire script, eseguire flussi di lavoro precedentemente creati con automator o, più semplicemente e banalmente, aprire singoli cartelle e/o documenti, insomma avere accesso a qualsivoglia elemento presente nel vostro disco rigido.
Il software si presenta con un'accattivante icona che ricorda un pulsante rosso con il simbolo del tasto Mela (cmd). Una volta lanciato, si colloca nella barra dei menu, in alto a destra, dove farà bella mostra di sé, mediante la presenza dell'icona cliccabile del tasto Mela (cmd). Aprendo il programma, apparirà un menu a righe alternate di due diverse tonalità di grigio, proprio come siamo abituati a vedere in tutti i software "melati" (no, no… anche se sono barese non intendo "in scarsa salute", ma "prodotti dalla mela"). I due pulsanti (+) e (-) permettono di aggiungere ed eliminare, rispettivamente, abbreviazioni da tastiera, che poi saranno salvate con un chiaro ed inequivocabile pulsante "click to record".
Una volta pigiato il segno (+), si apre una finestra dalla quale scegliere l'applicazione, lo script, il file che ci interessa permettendoci di attribuirne la scorciatoia.
D'ora in poi a quella combinazione di tasti corrisponderà sempre l'apertura della nostra scelta. Ovviamente, qualora ci si rendesse conto che la combinazione scelta non è proprio funzionale, la si potrà cambiare. Il programma non è invasivo e può essere eliminato con un semplice spostamento nel cestino.
La versione 2.0, che diventa a pagamento (2,39 euro) introduce come novità la possibilità di creare sequenze di abbreviazioni, sempre con il dichiarato scopo di semplificare la nostra vita informatica e soprattutto quella della precedente applicazione. In altri termini, attualmente si possono attribuire due diverse sequenze di tasti, pur avendone uno in comune, a due diverse azioni. Se ad esempio al comando "cmd+£" si attribuisce apri la cartella "Folder", si può ancora utilizzare il tasto "£" per creare una nuova combinazione come "cmd+£+a" per aprire il file "File", digitando in successione "cmd+£+a". Questa novità non è presente nella precedente versione, che però è gratuita ed è ancora scaricabile da qui. Un altro indiscusso vantaggio della nuova feature è che non bisogna avere dita lunghissime per fare acrobatici gesti sulla tastiera, permettendo la scelta di tasti tutti vicini tra loro. Per qualsivoglia problema riscontrato nell'uso dell'applicazione o per comunicare un baco, Tim Andersson si lascia contattare all'indirizzo eMail support@cocoabeans.se.
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Introduzione pratica al mondo della stampa


In alcune occasioni può capitare di dover preparare un file per la stampa offset, e spesso chi si trova alle prime esperienze non è nemmeno in grado di considerare le abbondanze, i segni di taglio e le numerose caratteristiche richieste dalla tipografia.
È lecito chiedersi se esista un segreto da conoscere per ottenere colori stampati giusti o un risultato uguali a quello che visualizzati a monitor. Proprio a chi si pone questa domanda, a chi sente il peso dell'inquietudine quando deve mandare in stampa un lavoro, è dedicata questa guida: Gutenberg’s World, giunta da qualche tempo alla sua seconda edizione.
Il manuale, scritto da Stefano Torregrossa, cercherà di rendere possibile una via d'incontro tra grafici creativi e service di stampa. Di OniceDesign (così si chiama il blog di Torregrossa) ne parlammo già a marzo del 2009 nelle nostre vecchie newsletter, sottolineando l'amore per il suo lavoro che l'ha spinto a pubblicare (e distribuire gratuitamente) le informazioni sui fondamenti alla base di un documento ideato per la stampa offset, illustrate in maniera chiara e comprensibile a tutti.
Gutenberg’s World 2 è un file PDF di 35 pagine (forse la terza di copertina è bianca?) che toglie molti dubbi e schiarisce le idee su come chiudere il proprio progetto grafico e darlo in pasto alla fase finale di prestampa, rendendolo gestibile, facile ed interpretabile da qualsiasi RIP (acronimo di Raster Image Processor).
L'esperienza dell'autore non solo regala consigli sulle più elementari pratiche da seguire prima di mandare in stampa un progetto, ma spiega nel dettaglio l'importanza delle abbondanze, della risoluzione delle immagini, dello spazio colore in quadricromia, dei colori Pantone, del nero "ricco" per i fondi e anche della gestione del colore. Facilitano la comprensione della lettura gli esempi e le immagini allegate, che rendono il testo davvero efficace dal punto di vista didattico.
Nuovi ed interessanti approfondimenti vengono proposti in Gutenberg's World 2, per rendere più agevole e soddisfacente la progettazione e la stampa dei propri progetti. In particolare, in questa seconda edizione vengono toccati e seguenti argomenti: come funziona la stampa offset a foglio; come calcolare fogli, formati e impianti stampa; come leggere un foglio macchina; cosa e come chiedere informazioni ad un tipografo. Infine i capitoli già esistenti sono stati corretti e integrati con nuovi esempi. Proprio come il suo predecessore, anche questo Gutenberg's World 2 è in formato pdf, completamente free.
Poiché in ogni libro è proprio il finale a colpire, cercheremo di non rovinarvi troppo la sorpresa riportando solo un passaggio interessante che ricorda l’unica e fondamentale verità della stampa: "ciò che vedete a monitor – e che il vostro cliente vedrà a monitor – non è (quasi) mai ciò che verrà stampato sulla carta".
Altro punto a favore dell'opera e dell'autore è che Stefano Torregrossa appartiene a quella categoria di professionisti che promettono di rispondere a chiunque voglia scrivergli per sottoporgli dubbi, domande, perplessità, correzioni o semplicemente voglia inviargli un feedback di qualsiasi tipo su Gutenberg’s World 2.
Fonti: nosatispassion.altervista.org e artigrafiche.blogspot.com.
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Inserire i testi nelle canzoni


Lyrica è una applicazione sviluppata dai tedeschi di MuffinStory, studiata per inserire automaticamente i testi delle canzoni alla libreria di iTunes. Renderà la ricerca, tra sei database diversi e l'aggiunta dei testi delle canzoni facile e veloce. Selezionando una playlist completa, Lyrica cercherà i testi di tutte le canzoni selezionate. Ulteriore proprietà di Lyrica è quella di cercare l'intero testo di una canzone di cui si ricordano solo poche parole.
La prima versione versione definitiva del software aggiunse le seguenti caratteristiche rispetto alle precedenti: 5 nuovi database di ricerca (prima ce n'era solo uno); Active tagging, per non dover premere bottoni per aggiungere i testi; una funzione di ricerca per le playlist migliorata; la capacità di tradurre i testi in altre lingue; un pulsante per lavorare a pieno schermo; un migliorato design dell'interfaccia; la localizzazione lingua tedesca; e la risoluzione di alcuni bug durante la riproduzione dei filmati.
Il rilascio della versione 1.1 è imminente e conterrà un migliorato servizio di aiuto. Lo sviluppatore invita gli utenti a inserire commenti su Lyrica nel Mac App Store affinché altri utenti possano consultarli.
Lyrica costa 0,79 euro ed è disponibile per il download dall'App Store. Per eventuali domande o ulteriori informazioni è possibile scrivere un commento direttamente sul sito dello sviluppatore o inviargli una eMail. A breve, sempre sul sito dello sviluppatore, verrà aggiunto un filmato che mostrerà il funzionamento dell'App.
Per chi ancora non ha familiarizzato con il Mac App Store, c'è sempre un'alternativa possibile: MassiveLyrics, gratuita, extra Store, localizzata in italiano e con all'incirca le stesse funzioni. ;-)
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Per l'editoria, la grafica e il Web


Come giustamente viene introdotto, Adobe InDesign CS5 è il software di ultima generazione per quanto concerne la progettazione, la verifica preliminare e la pubblicazione di documenti per la stampa, il web o i dispositivi mobili. Per le sue caratteristiche è ormai uno standard nell’ambito dell’editoria e della grafica…
Ma qual'è il segreto del successo di InDesign? La risposta è facile, quanto sotto gli occhi di tutti! InDesign è qualcosa di più di un software di impaginazione, è capace di sostituire degnamente programmi di grafica vettoriale come lo stesso Illustrator, ma anche il popolare Freehand (seppellito inesorabilmente da Adobe) ed è in grado di non far rimpiangere lo scomparso PageMaker e lo storico, quanto rigido e costoso, QuarkXPress… ormai da anni sempre più lontano. È la prima volta, per un software di impaginazione, che l'utente non si trova costretto ad adattarsi totalmente al programma, ma viceversa trova in InDesign qualcosa dal sapore familiare, qualunque sia la sua provenienza lavorativa.
In un unico software la casa di San Jose riesce ad offrire tutti gli strumenti necessari all'esigente mondo della grafica e dell'impaginazione, con la gestione inglobata dei disegni vettoriali, così come la gestione dei tracciati di ritaglio in immagini provenienti da Photoshop, sempre con la garanzia fondamentale di produrre un prodotto finale che rispetti i più rigorosi parametri di qualità, per un file PDF certificato per ogni esigenza, prestampa in primis.
Nella sua ultima incarnazione Adobe InDesign CS5 offre funzioni innovative in termini di produttività e collaborazione, tra cui opzioni semplificate di modifica e selezione degli oggetti, integrazione con i servizi online Adobe CS Live e la possibilità di creare documenti multimediali interattivi per attirare e coinvolgere i lettori.
Infatti, i documenti InDesign CS5 possono essere concepiti per il Web, le pagine possono assumere varie dimensioni all’interno dello stesso documento e inoltre InDesign CS5 crea eBook in formato ePub, accettati e letti da Apple iPad, Sony Reader, telefoni cellulari e altri dispositivi.
L'amico Roberto Celano, che non ha bisogno di presentazioni, ha recentemente realizzato il suo ultimo libro su InDesign CS5, rivolto ai grafici, ai creativi (siano essi principianti o intermedi) e a chi lavora nell’editoria. Nella guida, per la collana I Manuali edita da Tecniche Nuove, viene descritto come utilizzare il pacchetto software con esempi e immagini esplicative, senza tralasciare suggerimenti e soluzioni pratiche, che rendono il lettore immediatamente operativo.
Tra le novità della versione 5: i documenti InDesign CS5 possono essere concepiti per il Web. Basta costruire ed esportare in SWF le pagine dai contenuti interattivi, animati, con video e audio; le pagine possono assumere varie dimensioni all'interno dello stesso documento; InDesign CS5 offre una palette Livelli del tutto simile a quella di Photoshop e lllustrator, per velocizzare il lavoro con accorgimenti intuitivi; si possono creare didascalie interattive prelevandole dai metadati dell'immagine cui si riferiscono; il nuovo effetto angolo varia il raggio di tutti gli angoli di una cornice.
Attualmente non abbiamo ancora recensito l'opera di Roberto, ma possiamo essere certi che la sua lettura può rivelarsi fondamentale per chiunque (tra neofiti ed utilizzatori medi) abbia deciso di sostituire il suo vecchio software di grafica con l'ultimo InDesign, il quale ha ampiamente dimostrato negli anni di possedere una tabella di marcia vincente rispetto alla concorrenza.
Il manuale InDesign CS5 costa 19,90 euro (meno delle altre poche pubblicazioni disponibili su InDesign CS5) ed è in vendita sui siti Tecniche Nuove, IBS, la Feltrinelli, DEA Store, Webster e Cogitando. È composto da 256 pagine brossurate in formato tascabile 17x24.
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Dieci Dock per me posson bastare?


La volontà di Apple di fornire a Mac OS X scrivanie multiple, grazie a Spaces, è una buona idea, ma con Dock Spaces è possibile avere anche diversi Dock, per organizzare le applicazioni in maniera diversa, una per ogni occasione. Una volta aggiunto un nuovo Dock sarà possibile assegnargli un nome (per esempio Musica, Grafica, Video, ecc…) e personalizzarlo a piacimento, ripetendo l'operazione per ogni categoria o sessione lavorativa. Questo permetterà di scegliere al volo dalla barra dei menu, o da una abbreviazione da tastiera, quale Dock utilizzare al momento, particolarmente utile per i possessori di MacBook Air dalle dimensioni ridotte del monitor.
Lo sviluppatore è Patrick Chamelo, un giovane poco più che ventenne (per metà greco e per metà filippino) che studia ingegneria software al King's College di Londra. Recentemente ha rilasciato la nuova versione 4.0 del suo software. Il nuovo Dock Spaces 4 ha un'interfaccia molto semplice ed è facile da usare.
Secondo lo sviluppatore può migliorare radicalmente la produttività e reinventare completamente la propria esperienza interfaccia utente. Dock Spaces 4 offre 10 Dock differenti, la possibilità di impostare per ognuno il nome del Dock, di assegnare un Dock e un Desktop diversi per ogni spazio di lavoro di Spaces e integra un'utility di backup delle impostazioni. Oltre alla regolazione della trasparenza, alla possibilità di visualizzare il proprio Dock in modalità 2D o 3D, offre il supporto a Growl e include un motore di aggiornamento automatico del software.
Dock Spaces 4 costa 7,5 dollari ed è disponibile anche per il download in versione demo. L'installazione del software è semplice come un Drag and Drop ed i requisiti di Sistema si limitano a Mac OS X 10.5 o successivo.
Per rimuovere il programma basta chiudere l'applicazione e spostarla nel Cestino insieme alla cartella Home/Library/Application Support/DockSpaces e al file Home/Library/Preferences/com.DockSpaces.PatrickChamelo.plist.
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Un mare di Applicazioni anche per noi


L'App Store è il negozio virtuale di Apple che permette agli utenti di scaricare le applicazioni per iOS disponibili in iTunes Store. Dall'estate del 2008 ad oggi è diventato un servizio con centinaia di migliaia di programmi che complessivamente vantano miliardi di download.
Come ampiamente discusso ieri sul forum fin dal primo momento della sua apertura, è stato avviato il nuovo Mac App Store, che permette all'utente Mac di acquistare o scaricare gratuitamente, le applicazioni per Mac OS X già presenti nel ricco catalogo, a patto di avere installato l'ultima versione di Snow Leopard.
Dopo i recenti aggiornamenti di preparazione di iWork e iLife, è stato rilasciato ieri Mac OS X 10.6.6 (disponibile Client e Server anche in versione Combo) che all'interno include la nuova applicazione App Store.app per accedere al servizio. È possibile da subito sfogliare il negozio virtuale di applicazioni per Mac, ma per scaricarne qualcuna bisognerà loggarsi con l'account già utilizzato con iTunes, anche senza Carta di Credito.
Steve Jobs ha commentato così l'evento: "Siamo convinti che gli utenti ameranno questo nuovo e innovativo modo di cercare e acquistare le loro applicazioni preferite" e se lo dice lui c'è da fidarsi. Ci sono già 1000 programmi, il doppio di quando aprì l'App Store. Ma del servizio si sa già tutto da settimane.
La finestra di App Store.app si presenta estremamente pulita, con cinque pannelli che offrono le App "In primo piano", le "Classifiche" (suddivise in Top acquistate, Top gratuite e Top redditizie), le "Categorie", le "Acquistate" e gli "Aggiornamenti". Proprio quest'ultimo pannello tiene conto degli update disponibili per le App acquistate, ma non per quelle già installate; per tale motivo software come Bodega non possono darsi già per spacciati (misteriosamente ancora manca nel catalogo di Mac App Store).
Tra i vantaggi indiscussi, la possibilità di poter acquistare (per esempio) a prezzi migliori Aperture (63 euro contro i 199 della versione retail) e le singole versioni di sei programmi Apple (iPhoto, iMovie, GarageBand, Pages, Keynote e Numbers) che normalmente erano disponibili solo nei pacchetti completi di iLife e iWork.
Le funzioni di ricerca, acquisto, download, commenti, segnalazione, codici redeem e tutto il resto, rispecchiano quelle presenti in iTunes, così come l'icona del programma. È superfluo pertanto dilungarsi o approfondire più di tanto l'applicazione, ma è sufficiente affidarsi ad Aggiornamento Software per vivere la novità di questa nuova esperienza Apple. La rimozione delle applicazioni installate si effettuerà sempre manualmente, utilizzando piccoli freeware (come AppTrap) per rendere più efficace l'operazione.
Se Mac App Store dovesse riscuotere il successo sperato, ben presto Mac OS X potrebbe avere un numero di applicazioni spaventosamente elevato, da far impallidire la concorrenza nel giro di pochi anni. Questo è il primo vero, importante passo verso l'integrazione tra Mac OS X e iOS.
Per quanto molti puristi potrebbero storcere il naso è un'operazione positiva, che eleverà il nostro Sistema Operativo a traguardi mai raggiunti da nessun altro. Inoltre, almeno per ora, è possibile aggiornare Snow Leopard all'ultima versione senza usare mai App Store.app, serenamente e senza timori, per vivere il Mac come si faceva fino al giorno prima.

Attenzione: È plausibile adesso aspettarsi che a Redmond accendano di nuovo le fotocopiatrici.
;-)
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L'editor di immagini veloce e potente


La dinamica software house franco-americana app4mac lo scorso Natale ha estratto dal suo cilindro un nuovo programma di produttività, che potrebbe ricavarsi uno spazio interessante in un settore già saturo di applicazioni, quello dell'editing fotografico.
Imagerie non è un "convenzionale" prodotto per il fotoritocco, ma è un innovativo software per la composizione grafica, che integra alla grafica rasterizzata la gestione avanzata ed originale dei livelli e della storia, offrendo anche strumenti di disegno vettoriale a mano libera (che rimangono tali solo nel formato nativo ".imagerie" dell'applicazione). Non manca uno straordinario set di filtri, il supporto per il formato RAW e la possibilità di esportare direttamente il lavoro finito a qualsiasi web server, tramite il protocollo FTP. Imagerie è un software moderno, dall'interfaccia leggera e intuitiva. È scritto in Cocoa e sfrutta la tecnologia CoreImage; sotto al cofano c'è infatti un motore ad alte prestazioni ottimizzato a 64 bit, ma proprio per questo richiede un Mac recente con processore Intel e Mac OS X 10.6 Snow Leopard. Sarà interessante vedere l'evoluzione del programma e come gli utenti accoglieranno queste novità, forse ormai stanchi di centinaia di programmi "alla moda" e che si scopiazzano tra loro e non introducono vere e proprie rivoluzioni. Una licenza del software costerà 29 euro (include gli aggiornamenti a vita ed il supporto tecnico gratuito), ma è possibile provare la versione beta, con scadenza a fine gennaio, disponibile gratuitamente per il download dal sito dello sviluppatore.
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Recuperare file cancellati


La software house Wondershare, fondata a Shenzhen nel 2003, ha un ambizioso obiettivo: diventare la più grande società di software cinese entro 3 anni ed essere famosa in tutto il mondo entro 5. Tra i prodotti per Mac e PC che produce, spiccano numerose soluzioni interessanti: tool di conversioni video, ritocco fotografico, apps per iPhone e molto altro.
L'ultimo prodotto degli sviluppatori orientali è Wondershare Data Recovery per Mac, una suite completa che ha riscosso un notevole successo nelle precedenti versioni per Windows e che adesso potrebbe inserirsi nella rosa delle migliori utility di recupero dati per Mac.
Il software è molto efficace ed integra due modalità di recupero e cinque opzioni che promettono di risolvere "definitivamente" il problema della perdita dei dati: Wondershare Data Recovery consente di recuperare qualsiasi tipo di file, foto, video, audio e archivi compressi, da hard disk e altri dispositivi di immagazzinamento dati (Mac, iPod, drive USB, SD card, fotocamere digitali, telefoni cellulari, lettori MP3 e MP4).
Realizzato per risolvere problemi dovuti ad una cancellazione accidentale, formattazione, uso improprio, inaspettata mancanza di corrente o altri motivi sconosciuti, è compatibile con i file system HFS+, FAT16/32 e volumi NTFS, offre un intervento non distruttivo e garantisce l'efficienza di recupero senza intaccare i dati originali salvati sul disco originale.
Una versatile modalità di anteprima consente di vedere in anticipo quali file sono recuperabili quando (nella modalità di recupero grezzo) i nomi dei file non sono riconducibili all'originale. Per le immagini, l'anteprima viene riprodotta in tempo reale durante la scansione del supporto. Per gli altri file i contenuti vengono visualizzati in formato testo con un'anteprima di tipo Hex. L'interfaccia, pulita ed ineccepibile, è completata da un campo di ricerca per risalire rapidamente ad un particolare elemento del nostro recupero.
Wondershare Data Recovery richiede Mac OS X 10.5 o successivo, costa 89,95 dollari (ora in offerta lancio a 69,95) ed è disponibile per il download in versione demo, che permette di poter scansionare i dischi, visualizzarne l'anteprima, ma logicamente non recuperare i dati. È certamente un software di fascia semi-professionale, ad un prezzo accessibile davvero a tutti.
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Da DVD doppio strato a singolo


Oggi in tempi di film in 3D su Blu-ray Disc, c'è chi ha ancora la necessità di ridimensionare la copia di backup del proprio film (regolarmente acquistato) dal DVD dual layer originale ad una versione "ridotta" alla capacità standard dei tradizionali DVD a singolo strato. Esistono numerosi software per comprimere questi film, ma (probabilmente) ancora nessuno gratuito per Mac.
Fortunatamente la britannica Small Software, già popolare grazie a SmallDVD, sta lavorando a SmallShrink, una applicazione per Mac OS X in grado di estrarre il titolo principale di un DVD originale e riadattarlo a un DVD-R a comune.
Fortemente ispirato al leggendario DVD Shrink per Windows, il software crea una copia del DVD sull'hard disk, rimuovendo le protezioni anticopia e comprimendo (se necessario) i file per farli entrare nel supporto vergine da 4,7 GB, laddove l'originale sia di dimensioni superiore. SmallShrink permette di scegliere differenti opzioni di estrazione e compressione nei settaggi avanzati, ed eventualmente di escludere dalla copia ciò che non interessa.
È possibile scegliere se salvare il risultato del lavoro come immagine disco ISO o come cartella di file pronti per essere masterizzati con un qualsiasi software di masterizzazione (Toast di Roxio o il freeware Liquid CD ad esempio).
Attualmente SmallShrink presenta una interfaccia semplice ed una serie di strumenti open source a riga di comando che si occupano della decriptazione e ricompressione dei contenuti, grazie anche a Linux e a DVD9 to DVD5 guide. L'ultima release è ancora in fase sperimentale e sembra funzionare bene solo dandole in pasto DVD fisici piuttosto che cartelle Video_TS già copiate sul Mac. In futuro SmallShrink potrebbe venire integrato in SmallDVD, ma per ora lo sviluppatore è comunque assetato di pareri, critiche e consigli sul software, al fine di migliorarne l'affidabilità e le funzionalità.
SmallShrink è disponibile gratuitamente per il download a partire dal sito ufficiale. Si installa con un semplice drag and drop e richiede Mac OS X 10.6 o successivi.
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Sostituire l'hard disk dell'Apple TV


Il fastidio più comune dell'Apple TV è che il disco rigido è troppo piccolo. I film scaricati da iTunes Store pesano circa 1,5 GB, e una registrazione TV della durata di un'ora è di circa 500 MB. Un hard disk da 40GB, come quello della Apple TV, prima versione, che ti dà solo 33 GB o giù di li, di effettivo spazio di archiviazione, si riempie in fretta, soprattutto se si desidera anche per archiviare musica e foto.
Ho dunque deciso di effettuare un aggiornamento del disco rigido di Apple TV, visto che la nuova Apple TV, che sulla carta dovrebbe renderti fruibile istantaneamente tutta la libreria di iTunes, non solo non si trova ancora negli store, ma comunque, tramite il Wi-Fi non consente di fruire completamente dei contenuti multimediali posti sul proprio Mac.
In fondo sostituire l'HD dell'Apple TV non è poi così difficile, molti siti web hanno scritto in merito alla procedura. Il processo invalida la garanzia, e richiede alcuni componenti hardware per lo smontaggio e alcuni passaggi attraverso il Terminale. La garanzia della mia Apple Tv è scaduta da diversi mesi…
Un primo limite dell'Apple TV è che il drive interno non è un SATA da 2,5 pollici, come quelli utilizzati in tutti i portatili più recenti di Apple, ma piuttosto un ATA da 40 GB 4200 rpm e 2MB cache. Questo è l'unico prodotto di Apple, oltre l'iPod di 5a generazione, che ancora utilizza lo standard ATA. Così ho dovuto abbassare il tiro e anziché un disco SATA da 500 GB a 7200 RPM carrozzato con un bel po' di cache, mi sono dovuto accontentare di un disco ATA da 360 GB a 5400 rpm. Ho acquistato un Western DigitalBlue Skorpio da 320 Gb 5400rpm, 8MB di cache, che è pubblicizzato come a basso consumo e cool-running, caratteristica auspicabile dato che la Apple TV sviluppa calore durante l'uso.

…Segue
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Decima versione per Lightwave


Lightwave 3D è un programma storico per il 3D professionale, che deve il suo successo all'alta qualità dei risultati e alla sua proverbiale semplicità d'utilizzo nella modellazione degli oggetti. Il motore integrato di rendering è altamente fotorealistico e sono anche disponibili innumerevoli plug-in per arricchire ulteriormente il prodotto.
Fin dalla fine degli anni '80 la Newtek ha puntato molto su Lightwave 3D. Il software nacque dall'unione di Videoscape di Allen Hastings (programma di animazione e rendering) e 3D Aegis Modeler del suo amico Stuart Ferguson (agile software di modellazione). Lightwave 3D già nei primi anni 90 girava su Commodore Amiga e guadagnò popolarità quando fu scelto per essere usato nelle serie televisive Babylon 5 e seaQuest DSV; oggi è tra i più diffusi prodotti 3D per Mac OS X, Linux e Windows.
Pochi giorni fa il software è stato aggiornato alla nuova versione 10 introducendo diverse novità: il Viewport Preview Renderer per fornire un'anteprima in tempo reale del rendering, con la possibilità di selezionare la qualità secondo le proprie necessità; la creazione di immagini tridimensionali anaglifiche con la tecnica stereoscopica da guardare con gli occhialini colorati; i Virtual Studio Tools per navigare tra scene e modelli. Inoltre è stata rivista l'interfaccia grafica e migliorato il sistema che gestisce luci ambientali e spazi colore; infine sono supportati formati di terze parti e flussi di lavoro aggiornati.
LightWave 10 è composto da tre software: Layout, Modeler e Hub; costa 895 dollari per una nuova licenza e 495 dollari per chi sceglie di aggiornare dalla versione precedente. La versione per Mac richiede Mac OS X 10.6.x (solo Mac Intel quindi) e una scheda grafica abbastanza recente (almeno una GeForce 8400 o una ATI X1600).
È disponibile per il download una versione Trial con funzionalità di salvataggio limitate. L'installer, di quelli poco Mac-like fatti con BitRock InstallBuilder, richiede la password di amministratore e aggiunge nella cartella un comodissimo uninstaller per rimuovere completamente la suite dal proprio Mac.
Chi volesse avventurarsi in LightWave 10, per hobby o per lavoro, può contare su una attiva community dedicata alla piattaforma 3D: LWITA.com, un sito tutto italiano dedicato a LightWave 3D.
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Il backup del backup


Gli utenti Mac meno fortunati lamentano una certa affidabilità limitata del sistema di backup fornito da Apple (Time Machine) soprattutto se collegato ad una base Time Capsule, nel senso che in alcune rare occasioni il backup può risultare corrotto in parte o totalmente. Per questa ragione consigliamo da sempre di effettuare una copia supplementare dei file importanti in maniera tradizionale, magari con un software di backup incrementale.
La neonata Dalamser ha introdotto il nuovo TimePreserver, uno strumento (progettato per situazioni casalinghe, studenti e utenti tra l'amatoriale e il professionale) per preservare i propri dati ed integrare con il backup salvato attraverso Time Machine verso la Time Capsule di Apple.
Lo scopo di TimePreserver è quello di creare, su un altro disco (un backup del backup) per proteggere i dati salvati da Time Machine in caso di eventuale fallimento da parte di Time Capsule, scongiurando la perdita dei lavori importanti, anche qualora ci si trovasse di fronte ad un danno fisico dell'unità di archiviazione Apple.
Quando su Time Capsule sono presenti i backup di più Mac, TimePreserver è in grado di salvare tutto su un solo disco, mentre le attuali soluzioni di backup (basate sulla clonazione) ne richiedono uno per ogni Mac.
Nelle preferenze avanzate c'è anche l'opzione per escludere i backup di Time Machine dall'archivio ed il supporto per la creazione di archivi basati su cartelle e non su disco, ma in questa modalità la copia non verrà riconosciuta dall'installer di Mac OS X per un eventuale ripristino assistito.
Questi i requisiti del software: Mac OS X 10.5 (PPC/Intel) o Mac OS X 10.6; una o più Time Capsule; un disco rigido esterno. Non richiede alcuna connessione ad Internet e mantiene tutti i dati sotto il controllo dell'utente amministratore.
TimePreserver costa 35 dollari, ed è disponibile per il download in versione Demo, logicamente con funzionalità ristrette.
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Videochiamate gratuite su iOS


Skype ha annunciato la nuova versione di Skype per iPhone, iPad e iPod touch, che permette per la prima volta effettuare videochiamate Skype gratuite, a condizione che sia disponibile una connessione ad Internet.
Neil Stevens, General Manager Consumer Business di Skype ha dichiarato: "Le videochiamate hanno rappresentato circa il 40% di tutti i minuti di traffico Skype-to-Skype nei primi sei mesi del 2010, segno che i nostri utenti sono ansiosi di poter comunicare in questa modalità dai loro telefoni cellulari. Permettendo di videochiamare da casa o dall'ufficio con un computer desktop, dal salotto utilizzando il televisore o da qualunque altro luogo con un dispositivo mobile, Skype consente a milioni di persone di condividere in video le proprie emozioni ovunque si trovino".
Gli utenti di Skype per iPhone possono dunque effettuare e ricevere chiamate Skype-to-Skype gratuite, chiamare numeri fissi e cellulari di tutto il mondo a tariffe estremamente vantaggiose rispetto alle linee tradizionali. La videochiamata migliora sensibilmente l'esperienza utente di Skype per iPhone, che secondo Apple è stata una delle cinque applicazioni gratuite per iPhone più scaricate nel 2010.
Skype, fondata nel 2003 in Lussemburgo, rende possibile a utenti che utilizzano virtualmente qualsiasi tipo di apparecchio collegato a Internet di comunicare tra loro gratuitamente o con chiamate a costo ridotto verso telefoni fissi e mobili, praticamente in tutto il mondo.
Con la nuova versione di Skype per iPhone, gli utenti possono effettuare videochiamate Skype attraverso i propri iPhone con un collegamento dati alle reti 3G o connettendosi a reti WiFi. L'applicazione è da poche ore disponibile gratuitamente per il download direttamente dall’App Store di Apple o dall'indirizzo www.skype.com/go/iphone.
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Installare e configurare un server VPN su Mac


Cos'è una rete VPN? È una connessione che permette di collegare computer ubicati in sedi fisiche diverse (Server e Client) tramite una rete non dedicata, utilizzando normalmente internet, eliminando la necessità di ricorrere a costose linee dedicate sfruttando una tecnologia matura, relativamente semplice da configurare, e che si basa su standard aperti e tradizionalmente riconosciuti come sicuri.
Nell'ambito di un VPN, le aziende moderne possono collegare in modo sicuro i vari settori per le finalità di condivisione dell'accesso ai server locali e di fornitura d'accesso a reti interne per i collaboratori remoti. Apple fornisce un'interfaccia VPN per Mac OS X Server, mentre è possibile configurare un server VPN da un Mac OS X "normale" solo tramite complicati comandi verbosi.
Squashed Software ha recentemente rilasciato la prima versione di EasyVPN, che offre un'interfaccia grafica simile a quella Apple, per configurare completamente il server VPN incluso in Mac OS X.
EasyVPN è semplice da usare, basta inserire l'intervallo di indirizzi IP che si desidera utilizzare, decidere la chiave segreta condivisa, se si utilizza il tunneling e la crittografia dei dati L2TP/IPSec. Alla fine basta aggiungere un po' di utenti e il server VPN è pronto a funzionare.
Come per Mac OS X Server, EasyVPN consente di aggiungere server DNS, domini di ricerca e persino configurare il Network Routing Definitions per aiutare nel controllo degli utenti sull'utilizzo de proprio VPN. Un visualizzatore di Log integrato permette di registrare tutti i movimenti del server. Il servizio logicamente è multiutente, e gli stessi possono essere importati od esportati in un elenco di utenti separati da virgole e tabulazioni.
EasyVPN richiede Mac OS X 10,5 (Leopard) o successivi, è disponibile per il download in versione demo con alcune limitazioni, mentre la licenza del software costa appena 5 dollari. Lo sviluppatore ne sconsiglia caldamente l'utilizzo sulle versioni Server di Mac OS X.