Mozart, la caduta degli dei

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Oggetto del messaggio: Re: Mozart, la caduta degli dei

Messaggio Inviato: mar, 04 apr 2017 16:54

a me e a Fragrua ci piace il Piccolo Lucio, insieme a sua mamma e sua zia formiamo il fanclub ufficiale!



La vera scuola napoletana dei tempi moderni, esportata in tutto il mondo ed invidiata dai tedeschi e dalla Merkel in persona!
faxus
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Oggetto del messaggio: Re: Mozart, la caduta degli dei

Messaggio Inviato: mar, 04 apr 2017 17:04

Vabbè, questo è un po' eccessivo...
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Oggetto del messaggio: Re: Mozart, la caduta degli dei

Messaggio Inviato: mar, 04 apr 2017 17:17

È il mio modo irriverente di stare sempre al centro dell'attenzione!
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Oggetto del messaggio: Re: Mozart, la caduta degli dei

Messaggio Inviato: mar, 04 apr 2017 18:36

post sbagliato nella sezione sbagliata chiedo scusa.
iKrypt
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Messaggio Inviato: mar, 04 apr 2017 18:39

faxus ha scritto:
iKrypt ha scritto:... gli autori sono amici di questo Amato!!! Si sono recentemente incontrati per la commissione per Paisiello. Io non ho mai avuto l'occasione di conoscerlo, ma credo/spero che capiterà...
Te lo auguro.

Enzo Amato l'ho incontrato per caso, lavorando per il suo editore, ora scomparso.
Dovendo fare qualcosa, mi disse vieni con me, e attraversammo Napoli a piedi per andare al suo studio.
Alla fine passammo qualche ora parlando di musica, di armonie, di storia.
Mi spiegò anche come aveva scoperto che Mozart (e anche altri musicisti tedeschi dell'epoca) avevano saccheggiato la musica napoletana, allora la migliore scuola musicale d'Europa.
E persino plagiato integralmente e senza vergogna un'intera composizione di Pasquale Anfossi.

Successivamente sono andato a suoi concerti.
Lui personalmente suona la chitarra (anche alla Notte della Tammorra), ma dirige stabilmente l'Orchestra di Musica da Camera di Napoli.
E mi fa sempre piacere incontrarlo, è un personaggio straordinario
Grazie allora farò in modo che accada!!! :D e magari ci conosceremo tutti quelli di questo post (giusto per cominciare) sapete io son tornato in Italia dopo 18 anni, mi piacerebbe "rifarmi una vita" In Italia ho sempre avuto pochissimi amici ma buoni, così buoni che le mogli li ink .. a sangue e non possono mai uscire, e qualche volta nemmeno entrare :lol: .
E' una desolazione di problemi di coppia ... Ha ragione la Perego ...
GLOP ha scritto:a me e a Fragrua ci piace il Piccolo Lucio, insieme a sua mamma e sua zia formiamo il fanclub ufficiale!



La vera scuola napoletana dei tempi moderni, esportata in tutto il mondo ed invidiata dai tedeschi e dalla Merkel in persona!
Mi spiace ma non è il genere di "scuola" che fa per me. Troppo "moderna" . :lol:
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Messaggio Inviato: mar, 04 apr 2017 21:17

Uno_qualunque ha scritto:Tocca metter su un coro maccanico...

:D :D :D
Ahahhahahaha lo stavo per dire io! :D
iCoro de iMaccanici ahahhahah
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Oggetto del messaggio: Re: Mozart, la caduta degli dei

Messaggio Inviato: mar, 04 apr 2017 22:43

Bonnie3 ha scritto:
Uno_qualunque ha scritto:Tocca metter su un coro maccanico...

:D :D :D
Ahahhahahaha lo stavo per dire io! :D
iCoro de iMaccanici ahahhahah
Me l'avevano detto che il direttore del coro deve essere un maccanico della voce, ma io non ci credevo ... :lol:
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Messaggio Inviato: mer, 05 apr 2017 13:02

GLOP ha scritto:È il mio modo irriverente di stare sempre al centro dell'attenzione!
Che schifezza... e ci mette pure il numero di telefono, my god...
Fate il backup, fate il backup, ricordate di fare il backup, non dimenticate di fare il backup.

"Il backup è quella cosa che andava fatta prima" (antico proverbio cinese)
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Oggetto del messaggio: Re: Mozart, la caduta degli dei

Messaggio Inviato: mer, 05 apr 2017 17:20

Premessa: Non ho letto il libro in questione.

Da musicofilo praticante però diciamo sono quento meno scettico sulle idee che ho letto in questo topic.

Non è certo un segreto che compositori del calibro di Mozart, Beethoven, Chopin, Liszt, Mendelssohn e compagnia abbiano preso a piene mani del belcanto italiano.
Oggi si chiamerebbe plagio, all'epoca invece erano citazioni o riferimenti.
Alla fine le note sono sempre 7.

Va anche inquadrato il periodo storico ed il contesto nel quale molti componevano. Prima di Beethoven erano tutti compositori di corte, e come tali stavano ai capricci dell'imperatore o mecenate di turno.
Vado anche un po' ad intuito ma presumo che essere compositore presso la corte austriaca desse la possibilità di avere più pubblico, più copisti, più stampe e più diffusione che esserlo nel Ducato di Toscana o Regno di Napoli.

Ora, mettere tutto sul piano di Germania vs Italia, con tanto di intenzionale affossamento culturale, mi pare degno di:
Immagine

Dopotutto, anche in catalogna sono convinti che Colombo fosse catalano, come Da Vinci e che la Gioconda sia un dipinto del Montserrat, con tanto di pubblicazioni di presunti storici finanziate da enti pubblici regionali.
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Messaggio Inviato: mer, 05 apr 2017 22:21

LeoTM ha scritto: Mozart, Beethoven, Chopin, Liszt, Mendelssohn
Togli Chpin e Liszt che col belcanto italiano non hanno nulla a che vedere. Belcanto italiano = tecnica e interpretazione vocale a cui si sono ispirate anche le composizioni strumentali fino a poco dopo l'inizio dell'800. E' un fermento musicale interpretativo che è, ahimè perito subito dopo Beethoven, lasciando qualche nostalgico strascico con Donizetti e Bellini. Chopin e Liszt sono romantici, Il belcanto non c'entra più.
LeoTM ha scritto:Oggi si chiamerebbe plagio, all'epoca invece erano citazioni o riferimenti.
sono d'accordo ma a tutto c'è un limite. Io ho ribadito questo anche agli autori. Ma questo può funzionare per qualche battuta, per un tema, ma NON per mezzo movimento di sinfonia. Dopo la morte di Mozart i tedeschi stavano cacciando via da un salotto il vecchio Muzio Clementi a pedate perché avrebbe plagiato la sinfonia del flauto magico in una delle sue sonate per pianoforte. Il problema è che il flauto magico è stato composto vent'anni dopo la sonata di Clementi, e il problema è anche che i tedeschi se un italiano copiava una battuta non avevano la minima tolleranza, invece al contrario erano
LeoTM ha scritto:citazioni o riferimenti
E' ora di dire BASTA.
LeoTM ha scritto:Ora, mettere tutto sul piano di Germania vs Italia, con tanto di intenzionale affossamento culturale
i ricercatori hanno trovato cose turche che fanno letteralmente rabbrividire, e che immagino siano contenute anche nel libro di Amato.
LeoTM ha scritto:avere più pubblico, più copisti, più stampe e più diffusione che esserlo nel Ducato di Toscana o Regno di Napoli.
assolutamente no, solo adesso è così, ahimè, grazie al risorgimento. Ma non per l'unità d'Italia, badate bene, ma per il modo in cui l'hanno unita. Ci sono delle conferenza di Quirino Principe su YouTube (che ho avuto il piacere e l'onore di conoscere) che la dice lunga sul modo in cui l'Italia ha buttato via i suoi secoli di musica in 10 anni nel risorgimento. Parliamoci MOLTO chiaro, per la musica avrebbero dovuto fare la LEGA DELLE DUE SICILIE.
LeoTM ha scritto:Dopotutto, anche in catalogna sono convinti che Colombo fosse catalano, come Da Vinci e che la Gioconda sia un dipinto del Montserrat, con tanto di pubblicazioni di presunti storici finanziate da enti pubblici regionali.
L'ultima però non l'hai sentita: Marco Polo è sloveno ... :lol:

I tedeschi hanno fatto un lavoro di marketing storico tale, che se un musicologo trova la prova inconfutabile che Mozart non ha copiato l'oratorio di Allegri come "hanno fatto vedere nel film", le riviste di settore gli si scagliano contro senza controbattere storicamente e concretamente, ma solo con vili quanto stolte offese personali in direzione degli autori. Insomma siamo al livello del processo del lunedì di Piscarta ...
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Oggetto del messaggio: Re: Mozart, la caduta degli dei

Messaggio Inviato: mer, 05 apr 2017 22:54

iKrypt ha scritto:
LeoTM ha scritto: Mozart, Beethoven, Chopin, Liszt, Mendelssohn
Togli Chpin e Liszt che col belcanto italiano non hanno nulla a che vedere.
Credo che manchino le basi di conoscenza per proseguire il dialogo, purtroppo.
Per colmare le lacune consiglio la lettura della biografia di Chopin di Gastone Belotti. Seguita a corredo dalla raccolta di lettere, non ricordo chi l'avesse pubblicata di recente dove si trova scritto, nero su bianco, cosa insegnava ai suoi allievi, quanto andasse ai concerti della Pasta e quanto il belcanto influisca nella tecnica chopiniana, ad iniziare dall'utilizzo del terzo dito.
Idem per Liszt, un buon ripasso della biografia e dei suoi trascorsi a Como.

Magari di Clementi è andato perso qualcosa che non conosco e sicuramente non ho studiato nè suonato molto del suo repertorio ma difficilmente ho trovato qualcosa che valesse la pena impegnarsi per più di una giornata. Di Scarlatti qualcosa di intrigante c'è, ma qualche goccia in un oceano, almeno per i miei gusti. Forse perché non sono un appassionato del pre '800. Più che suonarle le conosco per via del buon Michelangeli che ha lasciato parecchio inciso.

Avrei letto anche il resto ma purtroppo alla prima frase ti sei qualificato.

Onestamente mi pare si stia vivendo un'epoca ridicola, siamo arrivati al punto di mettere i nazionalismi nella musica, "con tanto di commenti su amazon e social", entrambi luoghi dove è risaputo girino le menti migliori, sopratutto per parlare di cultura.
Poi ci si chiede il perché di Drump, Putin, Erdocan e via dicendo. Forse anche in quell'ambito con il nano malefico noi italiani abbiamo giocato d'anticipo.

ps: non ho letto il libro, ma ho letto questo:
https://www.connessiallopera.it/intervi ... trombetta/" onclick="window.open(this.href);return false;

una fantastica collezione di autentiche idiozie, asserzioni senza citare fonti. unico scopo è la vendita del secondo volume. una sorta di dan brown. ecco, questo sì che si potrebbe definire plagio e copiando pure dai peggiori.
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Messaggio Inviato: gio, 06 apr 2017 03:40

iKrypt ha scritto:Credo che manchino le basi di conoscenza per proseguire il dialogo, purtroppo.
Credi male.
La Giuditta Pasta è tardo belcanto, è un belcanto che già decadente (decadente non la Pasta, ma la sua attendibilità nell'interpretare filologicamente come belcanto vuole), cede il posto ad effetti operistici prettamente più teatrali, più lirici e più spinti. Non abbiamo più il vibrato totalmente graduale, ma un vibrato meno graduale più ampio che inizia quasi subito (e che decreta l'agonia avanzata del belcanto) e nemmeno le messe di voce. Tuttavia, decimato, mortificato, e annichilato, il belcanto arriverà, già da tempo vecchio e malandato, ad esalare il suo ultimo respiro con Adelina Patti.
Comunque l'effetto a cui fai riferimento tu che Chopin avrebbe adottato immagino sia il legatissimo, che è solo un aspetto non univoco dell'universo e della prassi esecutiva settecentesca, ma che fa parte del belcanto (c'è gente che attribuisce il belcanto anche a Puccini, o peggio ancora a Mascagni, e quelli si hanno problemi con le basi, purtroppo). Il legatissimo poi sfruttato ed esagerato nel protoromanticismo operistico è poi stato storpiato sfociando in quel fastidioso effetto che è il canto con quel pietoso glissando che imperversa negli attacchi e nelle chiuse, e che permette anche ai più stonati e antimusicali degni antenati dei Bocelli di turno, di fregiarsi di questi obbrobri, come di raffinati effetti esecutivi. Poi se permetti, per Gastone Belotti essendo stato uno studioso specialista nel repertorio tardo romantico slavo e Chopiniano, è più che accettabile e comprensibile che la sua idea del "belcanto" non sia così filologica e attendibile come per uno specialista del periodo barocco e classico, periodi nel quale il belcanto ha suo massimo ed illuminato sviluppo artistico. In genere nella sua epoca (del Belotti e dei suoi studi) la prassi esecutiva strumentale settecentesca e belcantistica era trattata con una superficialità e inesattezza inenarrabili. Gente che esegue (e ascolta) i brandeburghesi di Bach usando la tromba e il flauto moderni che rivoluzionano talmente le nature e i contrappunti da far sembrare il concerto brandeburghese per flauto e tromba un concerto per tromba solista e orchestra. Alla Richter per intenderci. Questa gente con l'orecchio abituato a questi scempi proprio nel settecento, non credo avesse una concezione del belcanto buona, giusta e integra.
LeoTM ha scritto:Forse perché non sono un appassionato del pre '800.
cosa che invece io sono ...
LeoTM ha scritto:"con tanto di commenti su amazon e social", entrambi luoghi dove è risaputo girino le menti migliori, sopratutto per parlare di cultura.
Qui non posso che essere assolutamente d'accordo, anzi di più!!! Ma con me su questo tema sfondi porte aperte. Figurati che ai miei allievi del conservatorio io ho intimato che se stavano su facebook dovevano cambiare insegnante. Adesso qui mi sodomizzeranno con una mazza ferrata per questa affermazione, ma almeno sarò un sodomizzato sincero e coerente. :lol:
LeoTM ha scritto:una fantastica collezione di autentiche idiozie, asserzioni senza citare fonti. unico scopo è la vendita del secondo volume. una sorta di dan brown. ecco, questo sì che si potrebbe definire plagio e copiando pure dai peggiori.
Ci sono delle interpretazioni un po' forzate, ma le fonti ci sono eccome; che vogliano vendere il libro però non è un delitto. E per fare ciò uno non cita le fonti e tutto il resto in modo che rimanga qualcosa che induce l'acquisto. Non siamo mica in una (esplicita) dittatura, vuoi lasciare gli autori di un libro liberi di usare le strategie di marketing che ritengono più consone e che non sono nemmeno tanto originali? Quale autore di libri o film svelerebbe tutto prima di averlo pubblicato o fatto uscire nelle sale cinematografiche? Forse uno sprovveduto (come me, nel marketing, io forse avrei citato tutto :D ). Anzi si può dire che il loro libro è composto quasi esclusivamente dalle fonti nude e crude, riordinate come a loro più è piaciuto (normale. il libro è loro, mica tuo o mio ...). Quando poi loro si addentrano nel commento e interpretazione di queste, non una volta incappiamo anche in una interpretazione profondamente anti germanica. Ma ripeto come biasimarli con il bombardamento forzatamente germanocentrico che abbiamo avuto fino ad ora? Non mi vorrai dire che esiste il classicismo viennese per caso ... perché se si, esiste anche il classicismo vercellese o pavese, e la scuola napoletana diventa una infinita galassia classica.
LeoTM ha scritto:Poi ci si chiede il perché di Drump, Putin, Erdocan
Questo te lo chiederai tu, a parte il penoso Erdocan (che non è nemmeno degno di far parte dei pensieri di chiccessia), io mi chiedo il perché di Obama e di Renzi, l'unico uomo sulla terra che poteva far rimpiangere il nano malefico a uno di sinistra. Anzi dopo che il nano ha detto della Merkel che è un cu*o*a inchia*ab*le, per quanto mi riguarda gli ho graziato il 50% delle minchiate che ha fatto. Putin? Io ho vissuto in Russia. Ecco una nazione che adora il settecento Italiano (a Sarti hanno dato titolo nobiliare con annesso feudo), ma anche Chopin. Ecco una nazione che adora l'Italia e gli italiani. Ecco una nazione che ha in fronte uno con le palle, e non uno che le palle le racconta e basta (Renzi). Ecco una nazione in cui nei conservatori c'è la cattedra di Italiano, la cui frequenza è d'obbligo per tutti gli allievi; ecco una nazione dove le bacheche nei conservatori degli interpreti famosi hanno solo i loro musicisti; un'eccezione è Arturo Toscanini; ecco una nazione dove il tedesco non detta legge; ecco una nazione nella quale essere professore di musica è un vero piacere.
LeoTM ha scritto:Per colmare le lacune consiglio la lettura della biografia di Chopin di Gastone Belotti.
Sicuramente lo leggerò sperando, come già detto, che non abbia le stesse idee sul belcanto e la prassi esecutiva settecentesca che hanno i musicologi italiani suoi coetanei o che, per lo meno, non le manifesti prima che finisca di leggerlo altrimenti non lo sopporterei. Spero che contenga anche le impressioni dirette che si è fatto Chopin di Giuditta Pasta.
LeoTM ha scritto:Idem per Liszt, un buon ripasso della biografia e dei suoi trascorsi a Como.
Anche questo, imparare non fa mai male, in effetti è da tempo che non ripasso questi autori che sono un po' lontani dal mio campo di azione musicale.
Per ricambiare dei consigli invece, per capire in profondità la prassi esecutiva del settecento e il belcanto (una essendo la gallina e l'altro l'uovo), consiglio i trattati di Tosi, Mancini, Quantz, Leopold Mozart, le note interpretative di Viotti, e Zarlino. Anche il Carl Philipp Emanuel Bach contiene elementi importantissimi e fondamentali sull'interpretazione belcantistica, per esempio quando dice che "il vibrato deve essere usato con parsimonia, e deve sempre iniziare sulla seconda metà della nota lunga". Inoltre ti consiglio con tutta sincerità e senza polemiche di leggere anche Mozart la caduta degli dei. Io ho promesso agli autori che avrei fatto una critica su fessbuc in cui manifesterò tutte le mie perplessità, che non sono poche, ma non avevo bisogno di loro per capire che il wiener klassik sia una bufala.
Naturalmente prima dovrò creare un "account" che poi distruggerlo subito dopo. D'altronde gli autori mi fecero avere delle loro ricerche su J.S.Mayr che a me servirono molto e quindi, per ricambiare, mi imbratterò di social cloaca il tempo che basta per postare la critica e poi mi farò una bella doccia. Tu hai avuto l'errata impressione che io sia d'accordo con tutto quello che dicono. Non è così. C'è un buon 20% su cui nutro forti perplessità. Ma le ricerche che hanno condotto sono molto serie. Perché non approfittare del loro lavoro di ricerca per acquisire nuove nozioni? Nessuno poi ti vieta di elaborare le informazioni acquisite come meglio credi. Non leggerlo non ti farà bene. Anzi leggi anche il libro di Amato, io non l'ho letto ma lo leggerò presto, ma molti mi hanno detto che ne vale la pena.
LeoTM ha scritto:Avrei letto anche il resto ma purtroppo alla prima frase ti sei qualificato.
... ti sei guadagnato un posto nel girone dei presuntuosi. Però se sei arrivato fin qui vuol dire che ti sei "redento" e hai letto fino in fondo. Quindi sei scampato dal girone dei presuntuosi. ;)
Comunque io in Germania ho studiato e lavorato anni, e non sono mai riuscito a capire perché nell'ambiente musicale italiano quando viene un tedesco tutti strisciano, mentre quando un Italiano è in Germania deve essere tre volte meglio di loro per fare le stesse cose che fanno loro.
La musica deve essere universale? Benissimo, dillo prima a loro. Vivere lì mi ha fatto veramente capire di quale pasta sono fatti. Anzi lo dico a gran voce: avete shcassato u'caxxo con la superiorità e la razza ariana. Ohhh. E l'abbiamo detto finalmente. Ma se vuoi veramente nausearti della reclama germanocentrica, leggi il dramma di Puskin su Mozart e Salieri (io l'ho fatto), poi leggiti i libri di storia della musica tedeschi e (ahimè) italiani che ne parlano, e trai le desolanti conclusioni.
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Oggetto del messaggio: Re: Mozart, la caduta degli dei

Messaggio Inviato: gio, 06 apr 2017 10:20

Veramente trovo che definire come nazionalismi quando si parla di cultura sia improprio.

Più che altro direi che si tratta di imperialismo, sia pure nel suo aspetto e dipendenza culturale.
Che poi va a farsi valere economicamente e politicamente, come parte di un tutto.

Gli interessi sono interessi.
Non si fanno soldi e si implementa la ricchezza solo con il differenziale tra i tassi di rendimento.
Anche le quote latte, la cultura e il turismo fanno parte del protezionismo che crea ricchezza interna a scapito degli altri.

La faccenda risale al '700, se ne è fatta una battaglia di predominanza nell'800, come già detto.
Interessi e affari, Germania, Inghilterra, i loro alleati Savoia, contro Italia del Sud e Spagna borboniche, allora.
Successivamente ereditata in vari modi ed aspetti.

Stare lì a definire come nazismo, comunismo o democrazia un'imperialismo è deviante.
Si entra in un discorso che si avvita su se stesso e non se ne esce mai.
A tutto vantaggio di chi sostiene l'imperialismo...

Non sono in grado di dire se Mozart, Beethoven, Chopin, Liszt, Mendelssohn abbiano plagiato o no.
Non ho le conoscenze per sostenerlo e non so se sia vero o no.
In questo campo quel che so è solo quel che riesco a capire se mi viene spiegato.

Come detto, mi era stato spiegato che Mozart ha copiato spudoratamente, appropriandosi indebitamente dell'opera di Anfossi.
Chi lo affermava ha tecnicamente portato esempi e un vasto supporto logico.

Stamattina ho voluto cercare dei riferimenti che potrebbero esservi utili.
Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Pasquale_Anfossi" onclick="window.open(this.href);return false;
"... Nella critica musicale successiva sono stati riconosciuti gli influssi di Anfossi sull'opera di Mozart. Il compositore salisburghese era stato a Napoli appena quattordicenne, nel 1770, con il padre Leopold, e conobbe probabilmente la musica di Anfossi in questa occasione. Successivamente scrisse delle arie per le opere Il curioso indiscreto e Le gelose fortunate di Anfossi in occasione di due rappresentazioni a Vienna nel 1783 e nel 1788.

Due importanti musicologi di inizio secolo, Georges du Parc Poulain Saint-Foix e Theodor Wyzewa, nella loro monumentale monografia su Mozart in cinque volumi,[1] segnalano un particolareggiato confronto fra la partitura de La finta giardiniera di Anfossi e quella di Mozart. I due studiosi rilevano molte analogie fra le due opere, constatando che spesso il Salisburghese seguì gli schemi formali dell'opera dell'Anfossi e ne riprese persino l'invenzione ritmica. Questo lavoro è citato anche nel saggio "La musica Italiana nel settecento" a cura di Roberto Zanetti per la Bramante editore. Lo Zanetti aggiunge: «d'altra parte Mozart adottò più generalmente quella che si ritiene una caratteristica dell'operistica dell'Anfossi e cioè la divisione dell'aria in due parti, di tempo e ritmo diversi», che abitualmente è invece attribuita proprio a Mozart..."


http://www.michelebovi.it/?p=738" onclick="window.open(this.href);return false;
"Anche Mozart copiava. Cover, somiglianze, plagi e cloni
Il Times di Londra nel 1997 pubblicò la notizia in prima pagina: “Wolfang Amadeus Mozart ha plagiato un compositore italiano”. Il musicista derubato é Pasquale Anfossi (1727-1797), antesignano della fusione fra orchestra e canto nel melodramma. La sinfonia saccheggiata é Venezia, composta nel 1775: Mozart ne riprodusse l’andante all’inizio del Confutatis maledectis del Requiem (1791). A certificare il plagio sono stati due compositori napoletani, Enzo Amato e Alberto Vitolo, attraverso un’accurata ricerca anche presso gli archivi appartenuti a Ferdinando IV.
In realtà molti lavori di Anfossi hanno anticipato sia i progetti di Mozart che quelli di altri compositori dell’epoca. Comunque tra il poco conosciuto Anfossi e il divo Mozart é dimostrato che ci fu ampia e reciproca collaborazione. Soltanto oggi si parla di plagio, perché soltanto oggi, per la frequenza dei riferimenti nella musica leggera, il plagio fa notizia.




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Messaggio Inviato: gio, 06 apr 2017 12:00

Azz'... qui la faccenda si fa davvero interessante.

Percepisco lacune personali enormi, ma se continuate a dare indicazioni su letture e riferimenti, fate una gran cosa.

Grazie :wink:
Fate il backup, fate il backup, ricordate di fare il backup, non dimenticate di fare il backup.

"Il backup è quella cosa che andava fatta prima" (antico proverbio cinese)
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Messaggio Inviato: gio, 06 apr 2017 12:45

Io l'ho fatto. Più di così non posso. Ma se vuoi capire il settecento e il belcanto prova a leggere "il discorso musicale" di N. Harnoncourt e "Il Canto" di Rodolfo Celletti. Harnoncourt qualche volta è germano proselitista, ma per quanto riguarda la prassi esecutiva è un asso.
faxus ha scritto:Veramente trovo che definire come nazionalismi quando si parla di cultura sia improprio.

Più che altro direi che si tratta di imperialismo, sia pure nel suo aspetto e dipendenza culturale.
Che poi va a farsi valere economicamente e politicamente, come parte di un tutto.

Gli interessi sono interessi.
Non si fanno soldi e si implementa la ricchezza solo con il differenziale tra i tassi di rendimento.
Anche le quote latte, la cultura e il turismo fanno parte del protezionismo che crea ricchezza interna a scapito degli altri.

La faccenda risale al '700, se ne è fatta una battaglia di predominanza nell'800, come già detto.
Interessi e affari, Germania, Inghilterra, i loro alleati Savoia, contro Italia del Sud e Spagna borboniche, allora.
Successivamente ereditata in vari modi ed aspetti.

Stare lì a definire come nazismo, comunismo o democrazia un'imperialismo è deviante.
Si entra in un discorso che si avvita su se stesso e non se ne esce mai.
A tutto vantaggio di chi sostiene l'imperialismo...

Non sono in grado di dire se Mozart, Beethoven, Chopin, Liszt, Mendelssohn abbiano plagiato o no.
Non ho le conoscenze per sostenerlo e non so se sia vero o no.
In questo campo quel che so è solo quel che riesco a capire se mi viene spiegato.

Come detto, mi era stato spiegato che Mozart ha copiato spudoratamente, appropriandosi indebitamente dell'opera di Anfossi.
Chi lo affermava ha tecnicamente portato esempi e un vasto supporto logico.

Stamattina ho voluto cercare dei riferimenti che potrebbero esservi utili.
Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Pasquale_Anfossi" onclick="window.open(this.href);return false;
"... Nella critica musicale successiva sono stati riconosciuti gli influssi di Anfossi sull'opera di Mozart. Il compositore salisburghese era stato a Napoli appena quattordicenne, nel 1770, con il padre Leopold, e conobbe probabilmente la musica di Anfossi in questa occasione. Successivamente scrisse delle arie per le opere Il curioso indiscreto e Le gelose fortunate di Anfossi in occasione di due rappresentazioni a Vienna nel 1783 e nel 1788.

Due importanti musicologi di inizio secolo, Georges du Parc Poulain Saint-Foix e Theodor Wyzewa, nella loro monumentale monografia su Mozart in cinque volumi,[1] segnalano un particolareggiato confronto fra la partitura de La finta giardiniera di Anfossi e quella di Mozart. I due studiosi rilevano molte analogie fra le due opere, constatando che spesso il Salisburghese seguì gli schemi formali dell'opera dell'Anfossi e ne riprese persino l'invenzione ritmica. Questo lavoro è citato anche nel saggio "La musica Italiana nel settecento" a cura di Roberto Zanetti per la Bramante editore. Lo Zanetti aggiunge: «d'altra parte Mozart adottò più generalmente quella che si ritiene una caratteristica dell'operistica dell'Anfossi e cioè la divisione dell'aria in due parti, di tempo e ritmo diversi», che abitualmente è invece attribuita proprio a Mozart..."

http://www.michelebovi.it/?p=738" onclick="window.open(this.href);return false;
"Anche Mozart copiava. Cover, somiglianze, plagi e cloni
Il Times di Londra nel 1997 pubblicò la notizia in prima pagina: “Wolfang Amadeus Mozart ha plagiato un compositore italiano”. Il musicista derubato é Pasquale Anfossi (1727-1797), antesignano della fusione fra orchestra e canto nel melodramma. La sinfonia saccheggiata é Venezia, composta nel 1775: Mozart ne riprodusse l’andante all’inizio del Confutatis maledectis del Requiem (1791). A certificare il plagio sono stati due compositori napoletani, Enzo Amato e Alberto Vitolo, attraverso un’accurata ricerca anche presso gli archivi appartenuti a Ferdinando IV.
In realtà molti lavori di Anfossi hanno anticipato sia i progetti di Mozart che quelli di altri compositori dell’epoca. Comunque tra il poco conosciuto Anfossi e il divo Mozart é dimostrato che ci fu ampia e reciproca collaborazione. Soltanto oggi si parla di plagio, perché soltanto oggi, per la frequenza dei riferimenti nella musica leggera, il plagio fa notizia.
Questo avveniva con tutti gli autori del settecento. Il settecento è un immenso unico oceano comunicante la massimo. Ci si influenzava gli uni con gli altri. Quando però si dice non è vero, quello è dio, allora si sbaglia.
faxus ha scritto:Più che altro direi che si tratta di imperialismo, sia pure nel suo aspetto e dipendenza culturale.
Che poi va a farsi valere economicamente e politicamente, come parte di un tutto.
Qui è molto di più. La musica nel settecento sostituiva la nostra reclama. E loro non potevano sopportare l'egemonia italiana su questa, quando a metà del 1800 c'è stata l'unità d'Italia ed è avvenuto quello scempio nell'educazione musicale che il risorgimento ci ha "regalato", ai tedeschi non è sembrato vero. Il nazismo non è altro che uno strumento come un altro che i tedeschi hanno cavalcato per il loro imperialismo, come dicevi tu. Il problema è che il tedesco è disposto a tutto (anche al nazismo per l'appunto) per favorire il suo imperialismo. Quello russo è invece un imperialismo di condivisione da ambo le parti. Loro prendono e danno. I tedeschi saccheggiano ed eliminano.
I russi se uno straniero è valido, gli fanno proposte che è impossibile rifiutare, gli danno la loro cittadinanza, e l'aiutano in tutti i modi. I tedeschi, anche se hai studiato da loro, ti emargineranno sempre. E più sei bravo, più ti ostacoleranno.
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