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venerdì, 18 agosto 2017__18:30

Piccola recensione delle Apple AirPods


Le mie impressioni sulle AirPods dopo un paio di settimane di utilizzo.

Questa modesta recensione dei nuovi auricolari wireless AirPods di Apple inizia con una piccola chiosa relativa all’acquisto.
Le AirPods non sono ancora attualmente disponibili al pubblico negli Apple Store “fisici”, o perlomeno non in quello nel quale mi servo io abitualmente, mentre sono disponibili per l’acquisto sull’Apple Store online, ma con un tempo di consegna stimato in ben sei settimane, per me inaccettabile, non trattandosi di un dispositivo che presenta caratteristiche BTO (built-to-order), motivo per il quale avevo deciso di non acquistarle sino a che non sarebbero state disponibili negli store fisici.
Poi, circa due settimane addietro, le ho viste esposte nella vetrina di un MediaWorld, a fianco degli iPhone, e dunque ho domandato al commesso se fossero effettivamente disponibili, o se si trattava solo di un esemplare in esposizione.
Con mia grande sorpresa, il commesso mi ha risposto che ne aveva appena ricevuti quattro “pezzi” per la vendita e quindi le ho immediatamente acquistate, non senza qualche salace commento sulle politiche di distribuzione di Apple.
Portate a casa e spacchettate, nella confezione si rinvengono le AirPods, la manualistica, un dispositivo con funzioni di contenitore/caricatore/powerbank e un cavo Lightning; considerato il prezzo di vendita di 179 Euro, forse sarebbe stato il caso di includere anche un caricatore.

Che cosa sono le AirPods
Le AirPods sono i primi auricolari wireless prodotti da Apple, veicolate dal marketing della società di Cupertino come il perfetto complemento all’iPhone 7 che, come noto, è privo della usuale presa da 2,5 mm. per le cuffie/auricolari.

Il design e l’ergonomia
L’aspetto delle AirPods può lasciare sconcertati a prima vista, dato che sembrano proprio un paio di normali auricolari a filo EarPods Apple ai quali sia stato brutalmente rescisso il cavo; l’unica differenza chiaramente visibile è che lo stelo è leggermente più lungo di quanto non lo sia negli EarPods, dovendo contenete le batterie ed i microfoni.
Riguardo all’ergonomia, la principale preoccupazione dell’utente è, ovviamente, come le AirPods si adatteranno alle proprie orecchie, dato che non sono munite, come invece accade per i modelli di altre marche, di adattatori intercambiabili.
Nel mio caso il problema non si è posto, perché le AirPods, fortunatamente, sembrano costruite su un calco del mio padiglione auricolare, nel quale si inseriscono perfettamente e vi rimangono saldamente ancorate, anche in caso di repentini movimenti del capo.
E’ comunque indubbio che, essendo di “taglia unica”, devono necessariamente essere provate, prima di un eventuale acquisto (infatti a mia sorella non vanno bene, perché le cascano fuori dalle orecchie al minimo movimento).

La qualità del suono, il chip W1 e Siri
Una doverosa premessa: non sono un audiofilo e nemmeno un tecnico del suono; inoltre sono pure mezzo sordo a causa di un infortunio sul lavoro, quindi prendete ciò che scriverò in relazione alla qualità del suono con beneficio d’inventario.
La qualità del suono è sicuramente superiore a quella degli EarPods cablati ed è una sensazione davvero immediata per chi, come me, li ha utilizzati in maniera estensiva, ma è comunque inferiore, ad esempio, alla qualità ottenibile da degli auricolari cablati di buona fattura, come ad esempio gli RHA MA750i o gli RHA S500i, che possiedo.
Rispetto ad altri auricolari wireless che mi è capitato di provare, come i nuovi Bose SoundSport wireless, suonano decisamente meglio, nel senso che il suono mi pare più cristallino, con una buona definizione tra toni bassi (mai pompati, tra l’altro, cosa che personalmente trovo irritante), medi e alti. Mi sono sembrati, in sostanza, adatti a una discreta varietà di generi musicali, a differenza di prodotti di altre marche, che, per restare nell’ambito dei prodotti veicolati da Apple, sembrano costruiti con lo scopo di rovinare l’ascolto di qualsiasi genere musicale diverso dall’hip-hop.
Inoltre, il volume che si riesce ad ottenere è più che adeguato persino per me, il che è tutto dire.
L’isolamento acustico che le AirPods sono in grado di garantire purtroppo dipende da come si adattano alle vostre orecchie: buono dunque nel mio caso, ma potenzialmente completamente insoddisfacente per altri.
Il chip W1 proprietario di Apple che gestisce le AirPods (presente anche nella nuova linea di auricolari e di cuffie della Beats) consente di gestire l’accoppiamento con i dispositivi in maniera semplice ed efficiente: una volta effettuato l’accoppiamento con un dispositivo, le AirPods saranno automaticamente disponibili su tutti gli altri dispositivi Apple collegati al medesimo account iCloud: nel mio caso, dopo averle accoppiate (con una procedura semplicissima e veloce, si apre il contenitore e si clicca sul popup che compare sullo smartphone – fine delle operazioni) con un iPhone 6s, le ho trovate immediatamente disponibili nel menù bluetooth dell’iPad Mini 4, del Macbook Pro Retina da 15” e del Macbook da 12”.
Il chip W1 parrebbe garantire anche un buon range di utilizzo delle AirPods e consente funzioni utili, come lo spegnimento automatico quando li togliete dalle orecchie e l’attivazione quando li inserite, o anche la momentanea sospensione della riproduzione quando ne togliete solo uno.
Le AirPods si interfacciano con Siri, richiamabile con un tap su uno degli auricolari, non essendoci altro modo per variare il volume, o avviare la riproduzione, a meno di non estrarre l’iPhone di tasca o di non indossare un Apple Watch.
Questo fatto è, secondo me, il principale limite al loro utilizzo e mi pare francamente assurdo, considerato che io non ho un Watch e non utilizzo Siri (non me ne vogliate, ma mi sento un idiota a “parlare” con lo smartphone per fare una qualsiasi operazione).
Le Airpods funzionano anche con dispositivi Android, mi dicono anche piuttosto bene, ma senza ovviamente l’integrazione con Siri o con l’ecosistema iOS / Mac OS.

Batteria e dispositivo di custodia / ricarica
La carica delle minuscole batterie contenute nelle AirPods dura circa 4/5 ore (a seconda del tipo di utilizzo), ma la loro custodia contiene a sua volta una batteria, che è in grado, a piena capacità, di ricaricare gli auricolari per ben cinque volte, per un’autonomia complessiva di circa 20/24 ore.
La custodia viene ricaricata mediante la porta Lightning presente nella parte inferiore e la ricarica è automaticamente estesa anche agli auricolari, se inseriti nella custodia.
Una ricarica veloce di una quindicina di minuti, garantisce inoltre alle AirPods un’autonomia di alcune ore, quindi è abbastanza difficile rimanere “a secco”.

Le devo acquistare?
Se potete passare sopra alla carenza di controlli diretti per le tracce audio ed il volume e se la loro forma è adatta ai vostri padiglioni auricolari, probabilmente si, perché hanno una buona autonomia, suonano bene e si integrano ottimamente nell’ecosistema iOS / Mac OS.
Diversamente, lasciate perdere, anche tenuto conto del prezzo non propriamente “popolare”.

In sintesi:

PRO
Ottima gestione della connessione bluetooth; accoppiamento semplice ed immediato;
Buona autonomia, tenuto conto della ricarica garantita dalla custodia;
Funzionalità peculiari garantite dal chip W1, che potrebbero verosimilmente essre ampliate in futuro;

CONTRO
La qualità del suono non è tale da soddisfare un audiofilo;
Non si adattano bene (o non si adattano per niente) ai padiglioni auricolari di molte persone;
Mancanza di controlli diretti per le tracce audio ed il volume.
Il design è molto particolare e può non soddisfare i gusti di tutti.
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Piccola recensione delle Apple AirPods
Inviato da: akenzo su martedì, 06 giugno 2017__18:25

Ho acquistato anche io le cuffiettine, come le chiamo io, e devo dire che ne sono molto soddisfatto.
L'audio non è male, non da audiofilo ma un pelino meglio delle analoghe con i fili.
Hanno una buona autonomia e ben si adattano alle mie orecchie. Le ho portate con me in bici su una ciclabile per più di 50 km e non si sono mosse mai.

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